DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Il Codice Da Vinci


Dan Brown e il tentativo massonico-laicista-occultista di deleggittimazione della Chiesa attraverso la falsificazione artatamente studiata della Storia.
Ricordiamoci che l'anticamera di ogni persecuzione violenta è la delegittimazione sistematica della vittima prescelta.

 



L'ignoranza delle nostre radici cristiane ha portato ad accogliere nelle nostre case quel cumulo di menzogne sotto l'apparenza di fonti documentate storicamente, che è quel libro "infamante" della nostra fede cristiana che si chiama "Il Codice Da Vinci".  Venduto in oltre 48 milioni di copie, contemporaneamente uscito in tutte le lingue, e tra poco uscirà il film, prodotto dalla Sony, in contemporanea mondiale, è una operazione culturale di discredito di Cristo e della Chiesa, senza precedenti. La tesi di Brown è in sintesi la seguente: "la Chiesa Cattolica ha ferocemente soppresso la "vera dinastia" di Gesù ingannando per 2000 anni milardi di persone".
La casa editrice Mondadori che ha favorito la diffusione di quest'attacco al cristrianesimo della "religione umanitaria" (= il New Age che si sforza di superare il cristianesimo per dire che l'uomo è Dio), si è affrettata a fare una introduzione al libro affermando che è un romanzo e non un libro "storico". Dan Brown presenta la Divinità di Gesù come una invenzione dell'imperatore Costantino quando i Vangeli canonici, tutti scritti nel I sec d.C., affermano l'autocoscienza di Gesù di essere "vero Dio e vero uomo", motivazione per la quale è stato crocefisso per "bestemmia". Ricordiamo che non esiste libro antico che abbia così tante conferme storiche come i "Vangeli canonici" e abbia le sue fonti storiche, temporalmente, così vicine agli avvenimenti. E' in corso il tentativo di introdurre l'eresia del relativismo nella formazione dei Vangeli ponendo sullo stesso piano i Vangeli Canonici e i Vangeli Apocrifi in modo da distruggere la Divinità di Gesù e di conseguenza la Chiesa Cattolica.
Sentiamo, a conferma di quanto detto, alcune delle tante scemenze, almeno due per pagina, che Dan Brown proferisce "dottamente", essendo massone al servizio di una lobby di multinazionali che odia la Chiesa Cattolica, ormai unica voce e paladina dei poveri nei paesi del "terzo mondo" contro gli interessi delle stesse multinazionali (cf. Il Codice da Vinci, pp.299-301):

"...Sophie era stupefatta. "Esiste un albero genealogico di Gesù Cristo?". " 

[Teabing]: "Certo. E si dice che sia uno dei più importanti documenti del Sangreal. Una completa genealogia dei primi discendenti di Cristo". 

"Ma a che serve una genealogia dai primi discendenti di Cristo?" chiese Sophie. "Non è una prova. Nessuno storico potrebbe stabilirne l'autenticità." 

Teabing rise: "Non più dell'autenticità della Bibbia." 

"Ossia?" 

"Ossia, la storia è sempre scritta dai vincitori. Quando due culture si scontrano, chi perde viene cancellato e il vincitore scrive i libri di storia, libri che sostengono la causa e condannano quella del nemico sconfitto. Come ha detto una volta Napoleone: "Che cosa è la storia, se non una favola su cui ci si è messi d'accordo?"." Sorrise. "Ma per sua stessa natura, la storia è sempre un racconto da una sola prospettiva". 

Sophie non l'aveva mai vista in quel modo 

"I documenti del Sangreal raccontano semplicemente l'altra parte della storia di Cristo. Alla fine quale versione credere diventa una questione di fede e di ricerca personale, ma almeno l'informazione è sopravvisuta. I documenti del Sangreal sono costituiti da decine di migliaia di pagine. I testimoni che hanno potuto vedere il tesoro del Sangreal dicono che occupava quattro enormi bauli. Si dice che in quelle casse ci siano i Documenti puristi, migliaia di pagine di documenti risalenti a prima di Costantino, scritti dai primi seguaci di Gesù, in cui gli viene reso omaggio come maestro e profeta assolutamente umano. Inoltre si dice faccia parte del tesoro il leggendario Documento Q, un manoscritto la cui esistenza è ammessa persino dal Vaticano. A quanto si dice, è un libro con gli insegnamenti di Gesù, forse scritto da lui stesso...La Chiesa delle origini temeva che se si fosse permesso alla discendenza di crescere, il segreto di Gesù e Maria Maddalena sarebbe infine affiorato e avrebbe sfidato la dottrina cattolica fondamentale, ossia quella di un Messia divino che non frequentava le donne e non aveva rapporti sessuali...la discendenza di Cristo è stata allevata tranquillamente in Francia...uno dei re merovingi Assassinati dal Vaticano..."


(N.B. nella versione inglese del romanzo Dan Brown non scrive "Leonardo da Vinci" ma solo "da Vinci" come se l'espressione "da Vinci" indicasse il cognome di Leonardo... nella versione italiana, i traduttori hanno avuto un gesto di umana pietà nei suoi confronti e hanno scritto  correttamente "Leonardo da Vinci"... Dan Brown, tu sei la Luce, tu sei il nostro ricco "profeta"!!!???).

Ovviamente: 1)non esiste nessun albero genealogico di Gesù al di fuori delle genealogie dei Vangeli e della "successione apostolica" mediante la quale possiamo ripercorrere 2000 anni di storia della Chiesa per giungere a San Pietro, il primo papa; 2)i Vangeli canonici sono apostolici e tutti del I secolo, gli apocrifi solo dei secoli successivi e opera di pseudoepigrafi; 3)la storia non è un favola che costruiscono i vincitori perchè possiede un suo metodo scientifico (cf. Vangeli canonici e apocrifi a confronto; ad es. non è una favola che sono stati uccisi, mediante l'aborto, un miliardo di bambini innocenti anche se la "storia ufficiale" tenta di rimuoverlo); 4)non esiste nessun "Graal" o "Sangreal" e solo dal 1100 se ne parla; addirrittura non si è nemmeno d'accordo su che cosa sia il "Graal"; 5)il manoscritto Q è una ipotesi della "teoria delle due fonti" di cui parla per primo Karl Lachmann nel 1835 e con Heinrich Holtzmann nel 1863 raggiunge il suo assetto definitivo; sostiene che Mc sia il primo vangelo e gli altri due vangeli sinottici siano da esso derivati e integrati con la "fonte dei detti" (Q) e le "fonti speciali" (S). In realtà essendo il vangelo di Marco molto più diffuso, nelle parti comuni con i sinottici, non può essere un loro "abbreviatore". Pertanto vi sono altri tentativi di spiegare la formazione dei vangeli sinottici: a)Ipotesi a una fonte (es.Agostino); b)Ipotesi con più di due fonti (es.Boismard); c)Ipotesi del "vangelo dei 12" composto dalla Chiesa di Gerusalemme (es.Rolland); 6)Gesù non è un profeta umano  ma Dio, come in lungo e in largo è affermato nei Vangeli canonici (Gesù il Signore, Gesù signore del Sabato, Gesù Figlio di Dio (Dn7), Gesù adorato, Gesù pregato, il Nome di Gesù l'unico nome che salva, Gesù preesistente alla creazione, Gesù che si identifica con lo "Io Sono", ecc.), perchè altrimenti non si spiegherebbe il "big bang" della fede causato negli apostoli: da pochi, sfiduciati e impauriti, prima della resurrezione di Gesù dai morti, a dopo la resurrezione, impavidi evangelizzatori-martiri, sebbene di origini umili e abituati a lavori manuali molto concreti; ecc.

Infine, meditiamo sul fatto che don Andrea Santoro è stato ucciso in Turchia dall'Islam radicale che ha fatto circolare la menzogna che i musulmani si convertirebbero al cristianesimo perchè pagati dai preti. Allora per uccidere una persona o un gruppo di persone prima bisogna deliggittimarlo e farlo odiare e poi sicuramente interverrà qualche zelante "giustiziere". Dove sono i veri Laici in Italia?

Come ne "Il nome della rosa" di Umberto Eco così anche nel romanzo e quindi nel film relativo in questione c'è una esasperazione propagandistica anticattolica. Ma cosa c'è dietro a questa macchina propagandistica? E' un romanzo che ripete tesi pseudostoriche a metà tra il saggio storico e il puro romanzo tanto che Dan Brown è sotto processo per plagio da altri romanzieri americani che si sentono defraudati.

Trama del romanzo: "E' un giallo che parte da un delitto che coinvolge una figura di esperto si scopre un segreto e cioè l'identità della figura che è alla destra di Gesù ne "La ultima cena" di Leonardo da Vinci. Tutti noi eravamo persuasi che fosse San Giovanni ma invece è Maria Maddalena, sposa di Gesù, erede del vero messaggio cristiano perchè è lei stessa il Santo Graal del sangue di Cristo. Nel corso di tutti questi secoli una società segreta che si chiama "Priorato di Sion" custodisce questa "bomba ad orologeria" che rischia di mandare in frantumi che è quella "colossale cattedra di impostura e nequizia che è la Chiesa Cattolica" fintanto che un vescovo dell'Opus Dei vedendo minacciata la sua posizione di predominio scatena un killer che deve cercare le prove. Quindi si intreccia la storia del detective buono dei ricercatori e del killer che scoprono piano piano questo grande segreto".


 La ipocrisia laicista: "Immaginiamo Buddha..."
«Immaginiamo questo scenario», scrive Massimo Introvigne, «esce un romanzo in cui si afferma che il Buddha, dopo l'illuminazione, non ha condotto la vita di castità che gli si attribuisce, ma ha avuto moglie e figli. Che la comunità buddhista dopo la sua morte ha violato i diritti della moglie, che avrebbe dovuto essere la sua erede. Che per nascondere questa verità i buddhisti nel corso della loro storia hanno assassinato migliaia, anzi milioni di persone. Che un santo buddhista scomparso da pochi anni - che so, un Daisetz Teitaro Suzuki (1870-1966) - era in realtà il capo di una banda di delinquenti. Che il Dalai Lama e altre autorità del buddhismo internazionale operano per mantenere le menzogne sul Buddha servendosi di qualunque mezzo, compreso l'omicidio». E prosegue: «Pubblicato, il romanzo non passa inosservato. Autorità di tutte le religioni lo denunciano come un'odiosa mistificazione anti-buddhista e un incitamento allo scontro fra le religioni. In diversi paesi la sua pubblicazione è vietata, fra gli applausi della stampa. Le case cinematografiche, cui è proposta una versione per il grande schermo, cacciano a pedate l'autore e considerano l'intero progetto uno scherzo di cattivo gusto. Lo scenario non è vero, ma ce n'è uno simile che è del tutto reale. Solo che non si parla di Buddha, ma di Gesù Cristo; non della comunità buddhista, ma della Chiesa cattolica; non di Suzuki e del suo ordine zen ma di san Josemaría Escrivá (1902-1975) e dell'Opus Dei da lui fondata; non del Dalai Lama ma di Papa Giovanni Paolo II». Ovviamente nessuno si azzarderebbe a fare lo stesso paragone con Maometto per non compromettere la propria incolumità fisica... Perchè si può sputare in faccia a Cristo, vero Dio e vero uomo, e non a Buddha o a Maometto? Forse la Chiesa Cattolica da fastidio alla coscienza di qualcuno? Forse denuncia le nefandezze di qualcun'altro? Meditiamo...


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(Leonardo da Vinci, L'Ultima Cena, chiesa di Santa Maria delle Grazie a Milano)


Secondo il romanzo di Dan Brown, ne "L'Ultima Cena" emergerebbero vari indizi:

1)l'apostolo Giovanni alla sinistra di Gesù sarebbe Maria Maddalena poichè, secondo Brown, avrebbe "lunghi capelli rossi, delicate mani giunte e il seno appena accennato". In realtà di seno non se ne vede traccia, poi Giovanni è l'apostolo più giovane e non è il solo ad avere i capelli lunghi ed anche se non ha un volto particolarmente virile non per questo bisogna considerarlo effiminato. Per Brown la Chiesa ha occultato la Maddalena mentre Leonardo l'avrebbe qui inserita segretamente. Al contrario occorre sottolineare che Leonardo da Vinci non ha mai dipinto Maria Maddalena, a differenza di tanti suoi contemporanei che dipingendola non l'hanno "occultata" perchè evidentemente non ve ne era bisogno, e poi la Chiesa ha dato rilevanza alla Maddalena, onorata col titolo di santa, dedicandogli nella sua storia molte chiese.

2)lo spazio che separa Gesù dalla Maddalena per Brown avrebbe la forma di "V" e simboleggerebbe una coppa e in particolare  l'utero della stessa Maddalena, il "sangreal"  la coppa che ha raccolto il sangue di Gesù, cioè i figli che avrebbero avuti Gesù e la Maddalena, la dinastia reale Merovingia, la dinastia del "sangue reale". Questa interpretazione (da "sangraal" a "sangreal") esoterica è "plagiata" da Brown dal libro "The Holy Blood and the Holy Grail" pubblicato nel 1982 di Henry Lincoln (giornalista), di Richard Leigh (romanziere appassionato di esoterismo) e di Michael Baigent (giornalista e psicologo). Nel loro testo, i tre romanzieri americani, pongono la tesi centrale del libro di Brown; la differenza è che Brown ha "plagiato" la loro tesi ma togliendo i "forse" e presentando il romanzo dei "tre" come verità acquisita:

 "Forse la Maddalena, l'esclusiva donna dei Vangeli, era in realtà la moglie di Gesù. Forse dalla loro unione erano nati dei figli. Dopo la crocefissione, forse la Maddalena, insieme a un figlio almeno, fu portata clandestinamente in Gallia, dove già esistevano comunità ebree e dove, di conseguenza, avrebbe potuto trovare rifugio. Forse c'era,  una stirpe ereditaria discesa direttamente da Gesù. Forse questa stirpe, il supremo "sang rèal", si era perpetuata, intatta e in incognito, per circa quattrocento anni...Forse vi furono matrimoni dinastici non solatanto con le altre famiglie ebree, ma anche con famiglie romane e visigote. E forse nel V secolo la stirpe di Gesù si alleò per matrimonio con la casa reale dei Franchi, fondando così la dinastia merovingia" (Lincoln, Leigh, Baigent, "Il Santo Graal", Mondadori, collana "I Miti", 2005, p.411).


[Facciamo le premesse contraddittorie di Dan Brown: 1)ogni omonimia, luogo e data è puramente casuale; 2)ogni cosa detta è verità. Proviamo ad usare lo stesso metodo su Brown che Dan Brown utilizza a partire dalla affermazione del romanzo di Lincoln, Leigh e Baigent su Cristo e sulla Chiesa:

"Forse Dan Brown è un ignorante. Forse Dan Brown è un massone. Forse Dan Brown è un calunniatore. Forse Dan Brown è un satanista. Forse Dan Brown pratica la magia sessuale. Forse Dan Brown sarebbe capace di vendere sua mamma pur di fare i soldi, ecc.".


Adesso, con il metodo "scientifico" Brown, proviamo a togliere i "Forse"... e allora cosa succede? Viene fuori la verità-Brown, scientificamente provata, su Dan Brown, "the Fact" (="il fatto") così come Brown afferma, a pag.9 del suo libro, di dire tutta la verità?... Se facessimo questa operazione invece che sul nostro fantasioso e omonimo "Dan Brown" e non dicessimo che le affermazioni precedenti sono pura fantasia allora ci porremo allo stesso livello del "vero" Dan Brown per il quale verità=menzogna!!!].

In realtà lo spazio che intercorre tra Gesù e i discepoli sottolinea l'inizio della passione di Gesù tra l'incomprensione dei "suoi" ed anche la distanza tra la natura umana e divina di Gesù da quella solamente umana dei "suoi". Interessante il fatto che due dei tre romanzieri americani de "Il Santo Graal", hanno denunciato per "plagio" Brown sottolineando ancora di più, se ce ne fosse bisogno, che le idee che hanno riportato nel loro romanzo sono frutto di fantasia pertanto soggette al "copyright"; se fossero state basate su "fonti storiche" come dice Brown, allora sappiamo che sulla storia non esiste "copyright" perchè la "storia" è patrimonio di tutti e quindi sarebbe stato assurdo procedere legalmente.

 Poi, secondo Brown, la Maddalena e Gesù nella disposizione dei corpi formerebbero una "M" l'iniziale di Maria Maddalena. A parte che solo nel 1190 compare, in un romanzo,  per la prima volta in Europa il termine "graal" ma non si dice cosa sia ma solo che è "d'oro" ed emette una "luce misteriosa". Solo all'inizio del XIII secolo il "graal", oggetto misterioso, diventa il "Graal" cioè qualcosa di santo. Un aspetto del mistero è l'origine di questa parola che ha una sua variante nel termine "grolla" che indica la coppa di legno con più beccucci valdaostana. Nel corso della storia il "graal" è stato individuato con: il calice usato da Gesù nell'ultima cena, la coppa di Giuseppe d'Arimatea che raccolse il sangue di Cristo appeso sulla croce, un meteorite, un calderone magico, l'Arca dell'Alleanza, la Sindone di Torino, ecc.

 

(particolare de "L'ultima Cena" di Leonardo da Vinci)

3)Per Brown, San Pietro avrebbe la mano "a coltello" al collo della Maddallena per minacciarla poichè la Maddalena sarebbe il vero capo della Chiesa e la Chiesa, per Brown, tramerebbe nel suoi "apostoli" per uccidere lei e la sua stirpe fino ai nostri giorni. Ancora una volta ci si chiede se Brown "ci è o ci fa" come dicono dalle mie parti...ma sicuramente, soprattutto, "ci fà"  perchè chiunque con una enciclopedia tascabile "Garzantina" e con un pò di "buon senso" smonta Brown e le sue false tesi.  Ogni pagina del "romanzo" di Brown che si spaccia come "storia" riporta svariate "sciocchezze" che occorrerebbe un intero sito dedicato alla confutazione! Comunque ritornando a noi, la mano di San Pietro è posta sulla spalla di San Giovanni per rassicurarlo. Poi Brown afferma che ci sarebbe nel dipinto una mano anonima con un coltello per minacciare la Maddalena; quella mano, in realtà, è di San Pietro ed è un riferimento alla spada con cui taglierà l'orecchio di Malco, servo del sommo sacerdote (Gv.18,10), da lì a poco. L'enciclopedia, laicissima, "Wikpedia" alla voce "L'ultima cena" di Leonardo afferma: "L'interpretazione esoterica del dipinto è tuttavia confutabile attraverso una attenta analisi del dipinto" (http://it.wikpedia.org/wiki/L'ultima_cena_(Leonardo))


Gioconda

(Leonardo da Vinci, "La Gioconda", Louvre-Parigi)


Per quanto riguarda  "La Gioconda" di Leonardo, Dan Brown sostiene che Monna Lisa sarebbe l'anagramma di "Amon l'Isa" dove Amon è il dio egiziano della feritlità maschile mentre Isa, rappresenta Iside, la parte femminile. Pertanto Monna Lisa sarebbe "la divina unione tra maschio e femmina". Per Brown la Gioconda è una donna-uomo che se guardata da sinistra, per Brown è la parte femminile è più grande, mentre se è guardata da destra, la parte maschile, è più piccola. Quindi per Brown, Leonardo sarebbe sostenitore della parte femminile. In realtà Madonna Lisa della Gioconda, moglie di Francesco del Giocondo, è una donna storicamente esistita e quindi: 1)"Monna" è un diminutivo di "Madonna" (= signora) e quindi non c'entra nulla il dio egiziano "Amon", tanto più che Leonardo non ha mai titolato il suo quadro con "Monna Lisa" o "Gioconda" ma l'ha fatto Vasari biografo; 2)Madonna Lisa ha posato di "tre quarti" come avveniva nella maggior parte dei ritratti di allora.
Poi per Brown, Leonardo sarebbe un gay dichiarato mentre in realtà da nessuna parte il "maestro" ha ammesso la sua preferenza per il suo stesso sesso. Giuseppe Fornari nel libro "La bellezza del nulla. L'antropologia cristiana di Leonardo da Vinci" (Marietti, 2006) scrive che il maestro "lungi dall'essere un eretico e un blasfemo compilatore di indovinelli (come vorrebbe l'esoterismo pop), Leonardo fu anzi un cristiano tormentato, irregolare per necessità ma profondo e appassionato...non si possono capire, e non sono stati capiti molto spesso, i dipinti religiosi senza collocarli nel contesto della fede".
Dan Brown plagia libri come "Templar revelation"  (= "La rivelazione dei Templari") scritto nel 1997 dagli inglesi Lynn Picknett e Clive Prince che basandosi sulle "balle" di Pierre Plantard (= "Priorato di Sion") e di Rennes le Chauteau (= Bèrenger Saunière) afferma che la "Sindone di Torino" fu creata da Leonardo da Vinci...ma la Sindone è stata consegnata alla famiglia Savoia nel 1453 quando Leonardo era appena nato!!!...e poi Brown descrive "La Gioconda" come un "chiaro esempio che Leonardo conosceva il segreto del femminino sacro (= Maria Maddalena moglie di Gesù e capo della Chiesa)" chiamando in causa l'altro suo dipinto "La Vergine delle roccie", dipinto nel periodo milanese (1483-1486), che dimostrerebbe che per Leonardo, Giovanni Battista era superiore rispetto a Cristo. Dan Brown, falsamente, dice che il quadro fu commissionato dalla monache della Confraternità dell'Immacolata Concezione e che le monache furono "inorridite" quando videro il quadro. In realtà si trattava di una confraternita laica maschile, la Confraternita della Concezione. Sebbene le vicende dell'opera siano complicate sappiamo che, nella intenzione dei committenti, la Confraternita della Concezione, l'opera avrebbe dovuto raffigurare una Madonna col Bambino attorniata da angeli e da due profeti (sulle tavole laterali). Visto che Leonardo cambiò il soggetto eliminando la figura dei profeti allora per "inadempienza contrattuale", perchè l'opera era incompiuta, la Confraternita rifiutò il dipinto. Iniziò una lunga vertenza legale che durò quasi 15 anni che portò Leonardo a vendere la "prima versione" a committenti francesi (Louvre) e poi ne realizzò una seconda versione "più classica" con i più classici attributi della iconografia tradizionale (National-Gallery). Alcuni dicono che l'opera conservata al Louvre sarebbe segno della "eresia di Leonardo", facente parte della setta dei Giovanniti o Mandei che consideravano Giovanni il Battista il vero Messia, che per alcuni sembra suffragata da alcune parole criptiche del Vasari ma ciò non è dimostrato e non corrisponde alla verità del Leonardo documentatoci dalle sue opere.
In realtà nel quadro " La Vergine delle roccie", "Maria è la figura centrale del dipinto che funge da ponte tra la parte destra e sinistra del quandro. La parte sinistra è il lato terreno e non a caso Maria tocca San Giovannino (Battista), figlio di sua cugina Elisabetta, che come lei è figura eminentemente umana. Mentre il lato destro è quello soprannaturale della fede, occupato da Dio che si è fatto uomo, e che manifesta la sua doppia natura toccando la terra con la mano sinistra e mantenendo la contiguità fisico-spaziale con un angelo dal quale sembra ricevere addirittura sostegno. Gesù bambino alza la mano nel gesto allocutorio di parlare a San Giovannino mentre la mano destra dell'angelo indica (vers. Louvre) si indica ad indicare il santo. I due gesti (di Gesù e dell'Angelo) potrebbero anche indicare 2+1=3 cioè la Santissima Trinità. In effetti lo SpiritoSanto giunge su Gesù nel fiume Giordano alla presenza del Battista. In alto la mano di Maria a "tetto" a ricordare il mpmento e il luogo in cui la Trinità si è manifestata per la prima volta sulla terra, in occasione della Annunciazione. San Giovannino implora in direzione di Gesù a mani giunte.
La versione della National Gallery è successiva e terminata a ridosso del 1506. Il messaggio è cambiato. La mano della Vergine, più distesa, sembra più un gesto di benvenuto. La grande mano di roccia che indicava Dio-Padre (Louvre) lascia spazio a "vegetali" (National Gallery). San Giovannino viene rivestito del "bastone di canna", attributo iconografico del Battista. Sembra che San Giovannino venga maggiormente ridimensionato (National Gallery). La mano dell'angelo scompare completamente e il suo sguardo non è più mirato a coinvolgere l'osservatore esterno. Il "Mistero" che prima non poteva fare a meno dell'essere umano sembra così non avere più bisogno della capacità di interpretazione e di indagine dell'uomo. E' semplicemente un diversa sottolineatura teologica".

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 Nel romanzo vi sono 4 filoni fondamentali che si intrecciano:

1)filone complottistico e infamante della Chiesa Cattolica, non delle confessioni riformate, e  vede la Chiesa Cattolica come una sorta di colossale "Spectre di James Bond" il cui ruolo essenziale è spendere la propria esistenza millenaria per occultare il segreto attorno al vero segreto originale di Gesù. Questo pregiudizio massonico viene condito, come fa Umberto Eco nel suo romanzo "Il Nome della rosa", con caricature di personaggi curiali. L'Opus Dei è intervenuta perchè si è sentita giustamente gravemente infamata e dalla sesta o settima edizione italiana del romanzo, ma non nella versione inglese, è sparita l'avvertenza nella quale si diceva che tutto quanto era scritto, era basato su documenti storici, comunicando che quello che si diceva era lo svelamento della verità su quella "macchina bimillenaria di menzogne che è la Chiesa Cattolica". Attualmente, per evitare di pagare i danni di diffamazione, l'autore ha fatto marcia indietro e ha introdotto la seguente frase iniziale: "questo libro è un'opera di fantasia, personaggi e luoghi citati sono una invenzione dell'autore e hanno lo scopo di conferire veridicità alla narrazione. Qualsiasi analogia con fatti, luoghi e persone vive o defunti è puramente casuale". Questa affermazione è ugualmente falsa poichè alcuni luoghi che cita esistono e poi egli plagia da altri romanzieri e non inventa nulla (es. Maddalena, ecc.), ma così il suo ufficio legale evita furbescamente le querele. Continuando a leggere, si dice nelle "bandelle" del romanzo: "nel romanzo di Brown non si svelano piccoli segreti ma misteri enormi intrighi millenari, complotti destinari a sconvolgere il mondo". Quindi Dan Brown si erge come "s-velatore" di una "verità" autentica che come oggetto "complotti e intrighi millenari". Questa pseudostoria si supporta dalla ri-lettura di alcuni Apocrifi, ignorandone però la filologia scientifica; non si può inventare una altra realtà.

2)filone che sottolinea i contenuti sessuali. Gesù, uomo come tutti noi e non Dio, si sarebbe coniugato con la Maddalena e la sua progenie avrebbe governato la Francia. Il marchio di fabbrica è la cultura  riformata che non è mai riuscita a liberarsi da quel complesso dannatorio veterotestamentario nei confronti del corpo, mentre per noi cattolici il corpo è tempio dello Spirito Santo e il fatto che ci sia una vita sessuale è una cosa giusta e sacrosanta. Il testo inserisce in modo promozionale la "pruderia sessuale" dove non c'è, nella vita di nostro Signore e nell'ambito clericale e religioso. C'è anche in questo un interesse specifico.

3)filone della presunta storicità. Viene detta ambiguamente all'inizio, viene negata nella prima pagina ma riaffermata nelle "bandelle" ma tutto l'impianto del libro si regge sul presupposto che non è un'opera di fantasia ma la verità. Tolkien parlava della "morbosa illusione" cioè delle "bassure a cui la fantasia umana si abbandona quando esce dal cono di luce della Rivelazione" e questa di Brown sarebbe un esempio di "morbosa illusione"  e non meriterebbe parlarne. Ma invece milioni di persone hanno letto questo testo e ne hanno tratto la conclusione che fosse vero, poichè tutto l'impianto del romanzo è costruito per farlo pensare. Chi lo legge pensa, a torto, che ciò che è scritto è fondamentalmente vero malgrado le precauzioni che Brown ha preso contro quei "killer dell'Opus Dei" con alcune smentite sulla verità di quanto affermato ma poi smentite dalla stessa narrazione. Questa aura di pseudostoricità è quello che da forza all'intento anticristiano e anticattolico perchè da forza all'idea che "c'è qualcosa sotto". Dan Brown estrinseca la sua cattiva fede poichè quando parla del Concilio di Nicea, di Costantino, dell'Opus Dei non parla di cose che si è inventato lui ma parla di cose vere a cui da un volto volutamente deformato. Brown è liberissimo di dire che l'Opus Dei manda in giro i killer, liberissimo è l'Opus Dei di portarlo in tribunale e di ottenere qualche milione di dollari per diffamazione che useranno per fare qualche ospedale in Africa, liberissimi noi di non farci predere per il naso.

4)filone esoterico-paranormale: dientro a questo segreto in cui Cristo è solo un uomo che genera con Maddalena la sua discendenza dispiegata nella sacralità della monarchia francese, dientro al sacro Graal, dientro al "Priorato di Sion"  vi sono chiari riferimenti a tematiche molto gettonate sul mercato del sacro e del New Age che servono a rivestire questa rivelazione con ulteriore pepe, la rivelazione dei segreti esoterici che la Chiesa avrebbe nascosto insieme alla verità storica su Gesù Cristo. Questo mondo di esoterismo alluso e mai precisato è un ingrediente da sottolineare, è una "pruderì" importante per il lettore. La verità si tramanda esotericamente e cioè in maniera nascosta perchè c'è la "grande polizia" del pensiero che è la Chiesa Cattolica che altrimenti ti manda i killers per ucciderti; la Chiesa obbliga a dire queste cose in segreto. C'è la riaffermazione di una cultura del sospetto nei confronti della nostra tradizione culturale, la Trazione Cattolica Romana. Questa cultura del sospetto nasce negli esiti estremi della Riforma, nelle parti estreme della Riforma (Puritani, Anabattisti,...) poi rinasce nelle frange estreme dell'Illuminismo ed entrare nel magma bollente che è la creazione del corpo mitologico della Massoneria e passare a tutte le ideologie del '900. Tutte le ideologie del '900 hanno forse come luoghi in comune fra loro, come caratteristica comune, l'essere tutte ugualmente critiche verso la Tradizione Cattolica Romana; sono tutte ideologie della rottura, del rinnovamento, della palingenesi e del ricreare l'uomo nuovo. In questo romanzo c'è una forte cultura del sospetto e il mondo cattolico è visto come una strana riserva magica, in cui vi sono istituzioni che esercitano il potere in modo arrogante e liberticida ma che dietro hanno tutta una serie di spessori particolari. Questa è un'altra cosa particolare della cultura protestante statunitense; giustamente è stato fatto notare che dall'800 i primi scrittori dell'orrore coinvolgono la Chiesa Cattolica come una sorta di serbatorio del meraviglioso. La tesi comune è che la Chesa di Roma è presentata come custode di una sapienza che deve rimanere nascosta. Mentre il cattolicesimo dice nel Vangelo che la "lucerna deve essere messa in alto" e cioè che non c'è più bisogno di nessun mistero perchè il mistero è diventato palese incarnandosi, questa concezione che vede nel Cattolicesimo qualcosa di "esoterico" per chi sa vedere oltre, è un contenuto che ossessivamente torna in queste tradizioni letterarie; ma questo è falso poichè non coglie tutta la relazione che c'è nella Chiesa Cattolica tra Istituzione ed esperienza spirituale. Nel romanzo viene allora proposta la  lotta tra due esoterismi: l'esoterismo buono di questi ricercatori illuminati di simbologie e l'esoterismo cattivo della Chiesa Cattolica, un combattimento occulto tra maghi buoni e maghi neri che avverrebbe nel retrobottega della Storia. Chi sa, per Brown, è chi compra il romanzo e finalmente gli si accende la luce e vede la realtà delle cose.


Tra i romanzi di Dan Brown  "Angeli e Demoni"  e "Il Codice Da Vinci", c'è la vicenda del 2002 sui preti pedofili americani che ha rafforzato la convinzione dell'americano medio che i "papisti" hanno sempre qualcosa da nascondere; è aumentata la caricaturizzazione della Chiesa Cattolica. Pertanto nel successivo "Il Codice da Vinci", anche se in Italia è uscito dopo "Angeli e demoni" (cf. CESNUR, Angeli e Demoni di Dan Brown: altre mistificazioni dopo quelle del Codice Da Vinci, http://www.cesnur.org/2004/am_dan.htm), Brown ha calcato maggiormente la mano sul presunto aspetto esoterico della Chiesa Cattolica.
Non corrisponde comunque al vero che in USA il clero sia diviso in due: i preti cattolici pedofili e il clero riformato che non lo sono. In realtà negli USA si martella contro la Chiesa Cattolica non con i telepredicatori riformati. C'è l'ostalità anglossassone verso la "vecchia Europa" in quanto "Cattolica e Romana". Quando parilamo di Brown guardiamo indietro (es. "Il santo Graal" di un terzetto di americani, Baigent, Leigh e Lincoln, che hanno denunciato per plagio Brown,...), alla genealogia di un generale atteggiamento di sospetto e di astio verso la Chiesa Cattolica non solo condiviso dalla parte più estrema del mondo protestante statunitense, dai telepredicatori, dalle frangie del protestantesimo irlandese ed inglese ma anche in altre aree culturali; tutte insieme, come una orchestra, suonano la stessa canzone.
Il "Codice da Vinci" è una ulteriore variazione sul tema del templarismo occultistico che fa risalire ad uno snodo fondamentale della frattura tra la Chiesa "cattiva" e i cristiani "buoni" che sono quelli sotterranei, alla vicenda dell'ordine del Tempio.
Franco Cardini nel suo libro "Templari e templarismo: storia, mito e menzogna" (ed. il cerchio), ha messo a paragone la storia vera dell'ordine dei Templari con quella fasulla del templarismo contemporaneo. Emergono le tre stagioni del templarismo cointemporaneo: '700, '800, primi cinquant'anni del '900. Il templarismo nasce come fenomeno nel '700 con la moda degli ordini cavallereschi soprattutto in Francia, accoppiata al clima illuministico e magico che stava iniziando a diffondersi. I primi autori che nel 1738 scrivono di questi argomenti sono i primi che mescolano questi ordini cavallereschi con le origini della massoneria; il Ramsey scrive nel 1738 un opera in cui dice che l'origine della massoneria è da ritrovarsi nelle crociate e nel sodalizio dei cavalieri che erano stati costruttori e che prima di essere distrutti dalla Chiesa Cattolica aveva attinto in Terra Santa la conoscenza occulta lavorando attorno al tempio di Salomone per poi riportarla. Il nesso era diretto. Questi cavalieri avevano portato una sapienza nascosta che la Chiesa aveva represso con lo scioglimento dell'ordine. Ovviamente, essendo questo autore di area francese aveva ritagliato tutte le reponsabilità pesantissime del re Filippo il bello. Con la Rivoluzione francese c'è uno scatto in avanti e la vendetta del templare si consuma contro il re e contro il clero. Tutte le forze che emergono per abbattere l'alleanza trono-altare si ergono come continuatori e difensori nonchè segreti possessori dei "segeti del tempio" che  le chiese storiche a cominciare dalla Chiesa Cattolica avrebbero manipolato, tradito, occultato e dimenticato nei secoli. Il tempio era stato perseguitato nel tempo perchè aveva scoperto la realtà vera della vita di Cristo, che era una figura umana e non divina che si era sposato, aveva avuto figli e non era finito in croce e con un inganno era sparito via. Altre fonti lo darebbero predicante e morente in India, successivamente. Nell'900 man mano progredisce la penetrazione e l'egemonia della cultura massonica e illuministica in Europa, questo filone del templarismo si espande diventa parte integrante dell'occultismo. Vi sono personaggi interessanti in questo mondo massonico e occultistico che ritirano fuori questa vicenda dandogli particolari connotati. Gabriele Rossetti, esule per motivi politici in Inghilterra come liberale e massone, nel 1832 scrive un libro intitolato: "Sullo spirito antipapale che produsse la riforma". La sua tesi era che da prima delle crociate nella persecuzione dei Catari, con Catari-Templari-cavalieri del Graal-Danti Alighieri, erano tutti degli iniziati appartenenti ad una catena iniziatica che dovevano organizzare una segreta opposizione gnostico-manichea alla Chiesa Cattolica e soprattutto ai dogmi ecclesiali e alla autorià pontificia. Per Rossetti erano precursori della Riforma protestante da una parte e della Massoneria dall'altra. Ma il Medioevo è un'altra cosa! Alla fine dell'800 nasce il gruppo esoterico di elite, "Gran Priorato di Sion", di cui fa parte anche Debussì, che ancora oggi nelle sue metamorfosi e frantumazioni esiste, aveva come scopo l'inverare nella storia l'autentico mistero del Graal cioè quello di fondare un impero retto dai discendenti di Gesù, che non era morto nella croce, che avrebbe avuto da Maria Maddalena dei figli, che sarebbero stati all'origine della dinastia Merovingia. Parilamo prima del 1870 in cui tutte le loggie massoniche spingono per creare attorno ai monarchi, pensiamo a Napoleone III, una sorta di monarchia massonizzata, cioè potentemente anticristiana in cui il monarca veniva divinizzato; in Inghilterra la stessa cosa avveniva ad opera della Teosofia che divinizzava la regina Vittoria, la quale Teosofia fu stipendiata e annegata di sterline per creare in India un culto della regina Vittoria. La storia del "Priorato di Sion" è storicamente chiara e si salda con il luogo di Rennes-le-Château. Tra il 1885 e il 1917 ha vissuto a Rennes-le-Château il sacerdote poi sospeso a divinis nel 1910, Bèrenger Saunière (1852-1917), molto ricco. Attorno a lui si sparsero molte leggende e gli si attribuì il ritrovamento del tesoro dei Catari che poi divenne il tesoro dei Templari mentre è stato dimostrato che il "reverendo" metteva inserzioni sui gironali per raccogliere intenzioni di S. Messe che poi celebrava comulativamente e per questo fu somunicato dal suo Vescovo. In più, secondo Brown, aveva messo le mani sul Graal, il grande segreto, che per Bèrenger Saunière e il "Priorato di Sion" era Maria Maddalena che Gesù aveva sposato, scampando alla croce, e da cui era nata la progenie del Graal (= dinastia dei Merovingi); in questo caso leggevano una dizione dei testi medioevali del Graal, "sang real", cioè sangue reale dei re di Francia e poi successivamente corrotto in "san greal" o più precisaemente in "Santo Graal". Nel 1967 compare in Francia il primo volume di Gèrard de Sède dal titolo "L'oro di Rennes" in cui racconta per la prima volta questa storia.
Alla fine degli anni '70 nella biblioteca nazionale di Parigi viene a galla un faldone di documenti riguardo a Bèrenger Saunière, ma sono documenti falsi messi lì per alimentare la leggenda del "Priorato di Sion" dal reo confesso Pierre Plantard; vi sono persino le lettere con cui il falsario si lamentava con Plantard del mancato pagamento. Di fatto il "Priorato di Sion" è stato costituito con atto notarile nel 1956 ad opera dallo stesso Pierre Plantard, che si autodefiniva erede di Gesù e dei Merovingi, una società esoterica come tante, chiamata "Priorato di Sion" il cui nome si ispirava ad un monte nei pressi della città di Annemasse, il monte Sion. Pierre Plantard (1920-2000) che fece amicizia con il curatore della eredità lasciate da Saunière, Noel Corbu (1912-1968) raccolse molte notizie sulla vita del parroco, attingendo ai racconti di Corbu, romanziere dilettante, che favoleggiava sul tesoro di Saunière. Nel 1972 Hanry Lincoln aggiunge l'ingrediente del "femminino sacro" nel "Priorato di Sion", mentre l'avvocato di Plantard introdusse la balla del Priorato fondato da Goffredo di Buglione.
Dice Franco Cardini, il più grande medioevalista italiano: "In realtà, comunque, la faccenda del "Priorato di Sion" è una colossale balla..." (Franco Cardini, Templari e Templarismo: storie, mito, menzogne, ed. il Cerchio, Rimini 2005, p.147s).
Nel 1979 i tre americani Michael Biagent (giornalista e psicologo), Richard Leigh (romanziere appassionato di esoterismo) e Henry Lincoln (giornalista) rifondono tutte queste cose del "sacro Graal" nel libro "The Holy Blood and the Holy Grail" pubblicato in Italia col titolo "Il Santo Graal"; nel libro le vicende raccontate da Plantard vengono ulteriormente distorte: attraverso i Merovingi, il fondatore del Priorato di Sion discendeva addirittura da Gesù Cristo, che non era affatto morto in croce, ma si era sposato con Maria Maddalena e aveva raggiunto Marsiglia per dare vita ad una discendenza che avrebbe conquistato il trono francese. Secondo la loro versione della storia il tesoro che arricchì Bèrenger Saunière non era di natura materiale ma documentale: i tre autori sostengono che il parroco avesse trovato i documenti che provano la terribile verità della discendenza di Gesù. Dietro alla ricchezza di Bèrenger Saunière ci sarebbe stata l'ombra del Vaticano, che stava comprando il silenzio del curato sulla scottante scoperta. Era proprio questa "conoscenza" il tesoro maledetto cui avrebbe fatto riferimento De Sède nel suo libro. Essa sarebbe giunta dall'oriente tramite i Catari che a loro volta l'avevano ricevuta dai Templari. Costoro sarebbero stati l'emanazione di una organizzazione segreta chiamata Priorato di Sion, fondata da Goffredo di Buglione nel 1099. Questo fantomatico gruppo avrebbe avuto a capo, nel corso dei secoli, personaggi sorprendenti: furono Gran Maestri di Sion tra gli altri Sandro Botticelli, Leonardo da Vinci, Robert Boyle, Isaac Newton, Victor Hugo e Jean Cocteau. Il Priorato avrebbe avuto come scopo quello di purificare e rinnovare il mondo intero, radunando tutte le nazioni sotto una monarchia illuminata retta da un sovrano merovingio dello stesso lignaggio di Cristo.
I tre studiosi citarono a sostegno delle loro teorie l'indole bizzarra di Bèrenger, singolarmente attenta alle allegorie e al simbolismo esoterico, ma - nonostante sulla scia di una tradizione locale dell'epoca, non parrebbe così strano ritrovarvi un modesto interesse per l'esoterismo - non esiste alcuna prova di suoi contatti con ambienti occultistici parigini, come da loro affermato. E' sufficiente un'analisi sommaria del libro dei tre autori per riconoscere la firma di Plantard dietro la finta storia del Priorato di Sion. Le conclusioni cui giunsero sono ormai oggetto di scherno da parte degli storici più seri. Perfino alcuni studiosi di esoterismo come Mariano Bizzarri e Francesco Scurria scrissero: "Dopo anni di ricerche sappiamo, ora, che la tesi di Lincoln e soci riposa su un cumulo di inesattezze, falsità e manomissioni. […] I pretesi manoscritti sono un falso palese e dichiarato. Non esiste discendenza di Dagobero II, nè tanto meno vivono Merovingi pretendenti a un trono che è caduto con Luigi XVI [...] L'Ordine di Sion non è mai esistito; quanto al Priorato, le sue tracce nascono e muoiono con l'atto di registrazione depositato nel 1956. Nè l'uno nè l'altro sono stati fondati da Goffredo di Buglione, e con i Templari e la Massoneria esoterica hanno tanto a che vedere quanto un terrestre con un marziano".
Nel 1989 Pierre Plantard, in seguito all'imprevista evoluzione della sua storia dovuta al best seller inglese, rinnegò tutto quanto aveva affermato in precedenza e propose una seconda versione della leggenda, sostenendo che il Priorato non era nato durante le Crociate ma nel 1781 a Rennes-le-Château. Incarcerato per truffa, chiuderà in questo modo una carriera costantemente in bilico tra la beffarda ironia e le anacronistiche aspirazioni monarchiche.
Il romanzo di Dan Brown Il Codice Da Vinci riporterà al centro della scena mondiale il Priorato di Sion, affermando - all'interno delle note storiche che precedono il romanzo - che la descrizione storica dell'organizzazione è vera. Sono tali e tanti i punti di contatto con Il Santo Graal che Michael Baigent e Richard Leigh denunceranno Brown per plagio. Henry Lincoln, invece, dichiarerà di non credere più minimamente alle teorie proposte da lui stesso nel libro.
I più recenti studi di Mario Arturo Iannaccone hanno dimostrato interessanti connessioni del corpus leggendario di Rennes con i romanzi di Maurice Leblanc del ciclo di Lupin, aprendo nuovi orizzonti alle analisi storiche degli avvenimenti occorsi nell'Aude di fine Ottocento, che rappresentano il vero enigma di Rennes-le-Château.
Gli autori francesi che hanno ripreso questo filone sono molti, ma chi l'ha saputo sfuttare economicamente sono stati gli americani.  Ad esempio il francese Luis Charpentier ha scritto il romanzo "I misteri dei Templari", casa editrice Atanor  (Roma) che è, poco casualmente, la casa editrice tradizionalmente legata alla massoneria. I temi trattati sono sempre gli stessi: Cristo non è morto sulla croce, non era di natura divina, si sposa ed ha dei figli re di Francia, va in India, la Chiesa nasconde il segreto, ecc.
Franco Cardini, il medioevalista più importante di Italia, ha messo una pietra tomabale su tutte le fanfalucche relative al fenomeno del "templarismo", distinguendolo nettamente dalla storia dell'Ordine del Tempio, fenomeno nato nel XVIII secolo che, mischiando allegramente e disinvoltamente ideale pseudocavallereschi, massoneria e occultismo si è trascinato fino ai giorni nostri sfociando in quel gioello di mistificazione, e proprio per questo è un best seller, che è Il Codice Da Vinci di Dan Brown.

 Chi spinge questa carretta?
1)Ciò che fa la differenza tra il poco conosciuto Luis Charpentier e Dan Brown non sono le tesi, che sono le medesime, o la finezza linguistica ma la grandissima macchina propagandistica per far sfondare questo romanzo e questi tesi. In pochissimo tempo Holliwood ha creato un film con Tom Hanks e a contorno c'è tutta una serie di film sui "segreti dei templari". E' una campagna educatrice di massa, un ciartame intellettuale da propinare che ha come contenuto un odio anticattolico. Parlando di crociate questi signori dimenticano il cristianesimo orientale, quello che rimane è la polizia del pensiero cattolico che invece creò il riformato Calvino a Ginevra.
2)Chi spinge per questa ideologia atea e anticattolica sono i laicisti (es. il giornale "Repubblica", Mario Capanna, ecc.). 3)Poi c'è tutto il mondo dell'occultismo. Basta vedere la edizione Macro, una sorta di multinazionale del libro New Age che edita catologhi faziosi che spingono su questi temi mediante anche la catena di negozi New Age "Il giardino dei libri". Due i filoni percorsi: 1)la riproduzione del tema del Graal-utero della Maddalena, del cristianesimo sotterraneo con interessanti variazioni, vedi il "futurista" Gardner che scrive anche sulla rivista New Age "Era" e nel libro "Mito e magia del santo Graal" mette nella categoria degli illuminati: il regno dei signori degli anelli, la tavola rotonda, il portale di Dracula e l'anello delle streghe; questi sarebbero i custodi della nostra civiltà, gli illuminati; 2)l'anticattolicesimo che vede la Chiesa come la responsabile di tutto il male che c'è nel mondo e in cui tutti vanno bene tranne i cattolici (es. "La Chiesa che offende" di P. Marazzani). E' assurda l'assoluta contraddittorietà di un occultismo sfrangiato in cui c'è dentro di tutto, guru e guretti, mentre l'unica esperienza spirituale trattata a colpi di ateismo militante (cf. Giulio Giorello) è il cattolicesimo; tutte le autorità spirituali vanno bene tranne il Papa. E' una curiosa forma di sincretismo in cui tutti vanno bene tranne i cattolici.
Questa attrazione è determinata da una campagna educativa in cui la frontiera tra il vero e il falso si stringe e rimane solo  il verosimile (= è vero solo ciò che sembra tale). L'unica agenzia che determina cosa è vero e cosa è falso sono i media e in particolare le televisioni e il cinema; sono la grande fabbrica che gestisce la realtà. George Orwell parlerebbe di questo "totalitarismo" in termini cupi, sbagliava solo nel descriverlo in termini cupi poichè mediamente ci divertiamo anche. Non si tratta di una opzione anticristiana se il cristianesimo rimane intimistico. Tutto ciò che si inserisce nella tradizione cattolica-romana viene infangato e distrutto; interessante notare come in questi ambienti che recuperano l'affiliazione a un paganesimo assurdo, dal neoceltico al neogermanico, se esiste una esperienza precristiana che non compare mai è quella romana. Nel momento in cui per criticare il cristianesimo si cerca tutto ciò che era prima, dopo, di fianco e di sotto, dagli sciamani del Purù ai culti scinto o celtici, ciò che manca è l'esperienza religiosa e culturale romana; non è un caso! Negli Stati Uniti l'attuale segretario di Stato parla della "Vecchia Europa" perchè è cattolica e romana; in questo essere romano c'è un concetto della socialità, un concetto del diritto, c'è un concetto della cittadinanza, c'è un concetto della giustizia e non a caso questa endiade cattolica-romana ispirò a Dante Alighieri quella epigrafe che andrebbe scolpita sulla architrave delle nostre case: "Quella Roma onde Cristo è romano". Questi allora sono i nemici della Chiesa che costruiscono "cattedrali di menzogne". Noi cattolici, e non solo, crediamo che la Realtà non la crea l'intelletto ma va accolta, capita e aperta. Queste sono allora operazioni di diffusione di "superstizione" (= culti falsi), perchè chiunque sia portato a pensare che la fanfalucca massonica che gira da due secoli di Maria Maddalena sposa di Cristo fa del male a se stesso e alla società ma non fa male alla Chiesa poichè la storia e l'identità delle persone hanno un valore per quello che sono ed è un tesoro che vogliamo difendere.
E' urgente una riconquista culturale cattolica che impedisca ai massoni-laicisti-occultisti di distruggere la verità dell'uomo.
Sul rapporto Mistero-gnosi la Chiesa è 1700 anni che ci riflette; vale la pena leggere qualche Padre della Chiesa. Il New Age è essenzialmente una rinascita dello gnosticismo per cui ognuno di noi è Dio basta che faccia un numero sufficiente di corsi per rendersene conto. Nella enciclica Fides et ratio c'è il tentativo di comprendere la realtà a partire dal rapporto con la Rivelazione e con l'ambiente greco-romano; la sintesi o bussola a cui si arriva è quello di vedere fede e ragione come "due ruote di un carro" per cui un carro senza una ruota non va con tutte e due può darsi. Se la fede illumina il cammino dell'uomo, la ratio è il grande strumento con cui possiamo tutelarci dagli errori e dai fraintendimenti.
 Per quanto riguarda Tolkien occorre dire che è un cattolico nella sua vita e lo testimonia e poi occorrerebbe leggere il suo saggio "Sulle Fiabe" (1947). La Rowling invece non distingue correttamente tra bene e male ma tutto è costentemente sfumato. Mentre Tolkien voleva comunicare un messaggio religioso e metafisico la Rowling non se ne preoccupa ma crea solo un prodotto di consumo. Lewis, anglicano e amico-rivale di Tolkien, è molto allegorico manierato e razionalizzato ma le frontiere anche in lui del bene e del male sono molto nette. A dispetto delle ambiguità dell'uomo e delle zone grigie che sono dentro di noi questa ambiguità esistenziale non toglie il fatto che il bene rimane bene e il male rimane male; è un fondamento metafisico luminoso il bene e un fondamento metafisico oscuro il male, e questo fondamento metafisico è lo specchio su questa terra di una battaglia cosmica che sorge con la nascita del mondo. Visto che Tolkien non è uno gnostico dice con anticipo nel Silmarillion quando Lucifero comincia ad alterare la creazione Dio che viene chimato "l'Unico", Dio lo folgora dicendo: "vai e fai quello che ti pare alla fine dei tempi ti renderai conto che tutto ciò che tu hai fatto pensando di averlo scelto liberamente contro di me rientrava fin dall'inizio nel mio piano". Questa è la più diametrale smentita di ogni delirio di  autosufficienza di una creatura, sia essa un arcangelo o un essere umano. Su questo siamo chiamati tutti a meditare.


(N.B. consiglio di leggere l'economico libro di Andrea Tornielli, "Processo al Codice da Vinci", ed il Giornale, 6,90 euro).

 

 

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