Sètta o religione?
Le SETTE a IMOLA
(INTERVISTA "integrale" rilasciata da don Fabio Arlati ad un giornale locale, "Il Sabato Sera", del 12/11/05)
- Che cos'è e quali attività svolge il Gris?
Il GRIS, vedi il sito ufficiale (www.gris.org), gruppo di ricerca e informazione socioreligiosa è una associazione privata di cattolici, culturale e religiosa, senza scopo di lucro riconosciuta dalla CEI che ha come scopo lo studio scientifico dei “movimenti religiosi alternativi” o “sette”, i “guru” e le “religioni” e di farne formazione e informazione mediante un approccio pastorale, cioè concreto: “la fede che opera per mezzo della carità ma nella verità”. Il GRIS è convinto che la “libertà religiosa” sia un dono di Dio troppo grande da permettere a loschi individui di utilizzarla, distorcendola, per condizionare mentalmente, plagiando le persone e in definitiva in nome della libertà religiosa distruggere la persona e la famiglia. Su questo aspetto uno Stato laico dovrebbe intervenire con una “legge” per tutelare i cittadini! Ebbene la disciplina laicissima della antropologia culturale afferma che il “bisogno religioso” è connaturato nell'individuo come il “bisogno di mangiare, di bere e di dormire” pertanto negarlo significa affermarlo sottoforme subdole e irrazionali (es. oroscopo, maghi, cartomanzia, iridologia, pranoterapia, ecc.) che noi sosteniamo in alcune forme, volenti o nolenti, con il canone televisivo RAI addirittura nei telegiornali.
Il GRIS di Imola ha svolto una attività interessante, ad esempio, nei giorni precedenti allo scoppio del caso “Bestie di Satana”, la setta “satanica acida” del Varesotto, organizzando a Massalombarda un ciclo di due conferenze dal titolo “I giovani e l'esoterismo”, inizialmente accolte con diffidenza per la preoccupazione di difendere il buon nome della città ma poi lette nel contesto più ampio degli avvenimenti di cronaca che hanno fatto prendere coscienza del preoccupante fenomeno dei giovani annoiati, svuotati e appassionati del “satanismo acido” che destruttura e deforma la loro personalità profonda così da chiamare “bene” ciò che è “radicalmente male”.
- Quali sono i rapporti con la gerarchia ecclesiastica?
Il GRIS è normalmente accolto come strumento pastorale, dai Vescovi, in tutte le diocesi. Viene apprezzato come risposta documentata e aiuto concreto in particolare alle vittime dei “guru” e delle “sette” e ai loro famigliari. Viene interpellato dalle Istituzioni per la conoscenza del fenomeno “sette”.
- Occorrono qualifiche particolari per farne parte?
Occorre il desiderio sincero mosso dall'amore alla Verità di studiare il fenomeno. Il GRIS collabora anche con svariate Università anche statali. A proposito…mi chiamodon Fabio Arlati ho 35 anni e il mio coinvolgimento con il GRIS è iniziato nel 1988 da quando i miei genitori preoccupati dall'improvviso, in negativo, cambiamento di personalità in conseguenza della frequentazione della “setta” dei Testimoni di Geova, a Imola ce ne sono tre congregazioni, si rivolsero al segretario nazionale, il prof. Giuseppe Ferrari di Bologna, per un aiuto. Mi aiutò moltissimo a recuperare la mia capacità critica “plagiata” e “ferita” dalle tecniche della “teoria dei riflessi condizionati” ampiamente utilizzata dalla “setta” per imporre una “programmazione” nell'adepto. Qualche piccolo esempio: 1)isolamento dalla comunità sociale per indurre una perdita del senso della realtà, “fuori dalla setta il demonio!”; 2)love bomb, bomba di affettuosità, attenzione sopra le righe presentando una “falsa amicizia ideale”; 3)rimozione della sfera privata; 4)attività fisica prolungata per operare uno stato di debolezza psichica…In particolare i Testimoni di Geova spaventano gli adepti con lo spauracchio della “fine del mondo” già predetta almeno dieci volte, demonizzano tutti coloro che non appartengono alla “pura organizzazione di Geova”, non parliamo dei preti che definiscono “ministri di Babilonia la Grande”, impongono il marito-moglie e si sposano quasi esclusivamente tra di loro, affermano che il “peccato” è il “dubbio” e chi mette in discussione le dottrine sempre mutevoli del loro “Corpo Direttivo” deve essere considerato come “vomito” da espellere dalla congregazione, attraverso i “tribunali giudiziari interni” e da considerasi già morto per tutti coloro che sono Testimoni di Geova e in particolare per la sua famiglia. Ebbene, grazie a Dio ne sono venuto fuori, ho conosciuto la Chiesa Cattolica e la vera libertà dei “figli di Dio”, mi sono innamorato di Gesù, sono diventato ingegnere meccanico, ho lavorato e fatto il servizio civile e quindi sono entrato in seminario e ora sono prete da 2 anni. Intanto ho continuato ad aiutare, con le mie piccole competenze, le “vittime delle sette e dei guru”, in particolare le vittime della organizzazione dei Testimoni di Geova, persone in buona fede ma ingannati mediante “menzogne ad hoc” propinate dal loro “Corpo Direttivo” senza ritegno.
- Com'è organizzato il GRIS nella Diocesi di Imola?
Il GRIS diocesano di Imola è in formazione. Anzi se qualcuno è interessato se ne può parlare…Con alcuni amici è in cantiere un sito del “GRIS della Diocesi di Imola”. Per adesso stiamo raccogliendo le vostre segnalazioni di “sette”, “maghi” e “guru”. Potete scrivermi all'e-mail: info@gris-imola.it.
- Sette e satanismo, qual è la situazione nell'imolese e dintorni dal vostro osservatorio?
Per il secondo anno consecutivo la Pontificia università Regina Apostolorum di Roma in collaborazione con il GRIS nazionale organizza un corso sullo “Esorcismo e la preghiera di liberazione” in teleconferenza presso diverse diocesi italiane, indirizzato ai sacerdoti e ai laici con particolari motivazioni, per far fronte ad una carenza di formazione in ambito biblico, teologico, del diritto canonico, della psicologia, della prassi dell'esorcismo e della preghiera di liberazione riscontrata, su questi temi, nei Seminari. Il demonio esiste, Gesù ne parla più di 100 volte nei Vangeli, ed è un essere “pervertito e pervertitore” che come “leone ruggente va in giro cercando chi divorare”, cioè vuole annientare l'uomo allontanandolo dall'unica sorgente di vita eterna, Cristo “la via, la verità e la vita”, facendogli credere che è magicamente “capace di volare tirandosi da solo per i capelli”. Pertanto assistiamo al boom della festa delle “zucche vuote” ex Halloween (lett. “vigilia di tutti i santi”), ai 15 milioni di italiani che sistematicamente vanno dai maghi e all'abbandono della Santa Messa in cui, invece, abbiamo la possibilità di abbeverarci al costato di Cristo diventando consanguinei di Dio e imparando a usare le nostre passioni come “venti” che spingono “la nave della nostra vita” verso il porto beato della “vita eterna in Cristo”, il “Paradiso”. Diversamente, rifiutando di incanalare le passioni, queste diventano come venti disordinati che lacerano le vele della “barca della nostra vita”, che possono spezzarne “l'albero maestro” o facendole anche perdere la “rotta” giusta e quindi lo “scopo” e la “meta” del nostro “breve pellegrinaggio”, Gesù. Nel caso in cui la “nave” si rovesci abbiamo sempre la possibilità di rivolgerci all'esperto della “resurrezione”, Cristo, che nella confessione sacramentale “rialza chiunque è caduto”. La differenza tra il mondo e Cristo-Chiesa, è che il mondo ti dice “fai quello che vuoi ma i cocci sono tuoi”, Cristo mediante la Chiesa ci insegna ciò che è “Bene” e ciò che è “Male” ma se poi sbagliamo è lì con la mano tesa ad aiutarci e la “nave” può riprendere la rotta verso Dio. Questa è anche la differenza tra la “magia”, il “satanismo” da una parte e “Cristo e la Chiesa” dall'altra. Alester Crowley ripropositore, nel `900, del “satanismo” aveva un motto: “fai ciò che vuoi” che riprende la tentazione del libro della Genesi “se mangerete il frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male diverrete come dio”, “potrete fare qualunque cosa”, in effetti questi satanisti promettono tanto ma al di delle orgie, non si è visto ancora nessuno che “passa attraverso i muri”.
Nell'esorcismo, sacramentale della Chiesa amministrato su mandato dei Vescovo dal sacerdote incaricato su una persona con evidenti “sintomi straordinari”, si comprendono meglio i danni normalmente “ordinari” e nascosti che satana compie nell'anima, nel profondo di una persona in “peccato grave” che fino al momento della nostra morte solo Dio vede pienamente. Nell'esorcismo Dio si mostra, in controluce a satana, come il salvatore e il liberatore, vincendo progressivamente i danni fisico-psichico-spirituali di tipo “preternaturale” che l'odio di satana infligge straordinariamente all'uomo poiché “creato a immagine e somiglianza di Dio”, “redento da Cristo” e con quella possibilità di vita eterna e beata a cui egli, principe delle tenebre, ha rinunciandosi autoprecipitandosi in una condizione di morte, di disperazione e di odio eterni; questa particolare permissione di Dio produce normalmente nella “vittima di satana” l'inizio di una vita di santità che spinge alla conversione gli amici e i famigliari…e così “non tutte le disgrazie vengono per nuocere” ma la “croce” può essere motivo di resurrezione per se e per gli altri!
Per quanto riguarda i movimenti religiosi alternativi, le “sette” e i “guru” nel territorio imolese posso segnalare quanto segue: 1)i Testimoni di Geova; 2)Harmony Body Mind, HBM ("psicosetta" secondo il rapporto del Ministero degli Interni); 3)Reiki (gruppo gnostico-esoterico); 4)Gruppo “tramite Pina” (pseudo-santona cristiana); 4)Meditazione Trascendentale (“setta” neo-induista); 5)Eletti di satana, Black devil e Lupi grigi (satanismo acido); 6)alcuni seguaci di Scientology; 7)Chiesa della Unificazione della cristianità, rev. Moon; 8)Bambini di Dio; 9)alcuni seguaci di Sai Baba 10)alcuni seguaci di gruppi celtici, ecc (cfr. Rapporto del Ministero degli Interni sulle “Sette e nuovi movimenti magici in Italia” del 1998, http://xenu.com-it.net/rapporto/).
- Cos'è una setta per il GRIS? (qualche esempio..)
Esistono tre poli antropologici rispetto all'anelito religioso dell'uomo: a)lo “spirito religioso”; b)lo “spirito gnostico” c)lo “spirito settario”. Lo “spirito religioso” è di chi è aperto al mistero e si lascia scomodare da Dio facendosi affascinare, ammettendo verità che lo superano e amando il mondo secondo il cuore di Dio. Lo “spirito gnostico” è di chi in modo sincretistico si costruisce una “sintesi di conoscenze superiori assolute” di cui lui solo ha la chiave, per acquisire potenza, controllo, un “culto del misterioso” basato sulla “reincarnazione sempre progressiva” alla occidentale, che progressivamente verrà svelato scalando i “gradi iniziatici” fino alla fantomatica “armonia interiore”. Lo “spirito settario” si caratterizza come: 1)un circolo chiuso anche al mistero ridotto a dottrina (chiusura dell'intelletto: intelligenza guidata no libera ricerca; chiusura emotiva: paura di Dio; chiusura della volontà: obbedienza cieca-tribunali giudiziari interni); 2)in opposizione all'ambiente (che esso demonizza); 3)se derivato da una Chiesa (“secta”=tagliata via) si colloca in opposizione anche alla Chiesa di origine; 4) esageratamente autoritario e accentratore (nel leader risiedono tutti i poteri, “sequi”=seguire il leader); 5) disunisce dalla famiglia e parenti; 6) usa metodi spesso coercitivi (di indottrinamento e di conduzione); 7) assolutizza ogni più piccolo particolare; 8) non tollera né dialogo né dissenso interno; 9) se "cristiana" legge la Bibbia con fondamentalismo e perciò travisandola e usa la Bibbia per confermare la dottrina preconcepita non per ricavare dalla Bibbia la dottrina; la usa "ereticamente" (da “àiresis”=scelta > eresia); 10) accoglie l'adepto per merito (e non per "dono" come le Chiese); 11) espelle spietatamente chiunque possa intaccare la sicurezza dottrinale, la compattezza obbedienziale; 12) spinge a un frenetico attivismo (rendi per ciò che fai non per ciò che sei); ecc. Poiché il termine ha assunto socialmente un concetto offensivo di solito non si usa (se non per le sette criminali e sataniche) e si preferisce termini come "Nuovi Movimenti Religiosi, Nuove Fedi, Nuovi Culti, Movimenti Religiosi Alternativi" ecc.
- E al contrario, casi di persone della nostra zona coinvolte in sette o simili lontano da qui?
Nella Diocesi di Imola vi sono un migliaio di persone coinvolte in modo “impegnato” in varie “sette” o gruppi “gnostici”. Purtroppo è difficile rendersi conto del pericolo a causa del clima di “relativismo culturale” dove tutto è “esperienza” e in cui l'esoterismo è il pane quotidiano che viene proposto dalle lobby economiche per “surrogare” il bisogno innato nell'uomo di religioso e convogliarlo verso una proposta di “tecniche a pagamento” (es. yoga, shiatzu, reiki, ecc.) per cercare quello che chiamo il “benessere dello struzzo con la testa sotto la sabbia”. Ebbene sappiate che ciò che non fa bene non è detto che non faccia male; il fuoco, esiste, anche nelle “esperienze pseudireligiose” (es. sedute spiritiche, pendolino, ecc,) e ci si può scottare gravemente. L'incontro con persone “scottate” mi ha aperto gli occhi sul grave pericolo.
-Perché una persona decide di entrare in una setta?
La “ricerca religiosa” mossa anche da avvenimenti che mettono in crisi (eventi luttuosi, ansia per malattia, delusioni affettive, fragilità per età (adolescenza), dissesti economici, delusioni, ecc.) e di qui il motivo ad esempio della insistenza settimanale presso le nostre case dei Testimoni di Geova, il bisogno di compagnia causato anche da una solitudine multimediale sempre più stringente e il bisogno di dipendenza da qualcuno che ti risolva tutti i problemi “magicamente”, ci rendono tutti vulnerabili ad accogliere proposte “pseudoreligiose”, i famosi “lupi vestiti da agnello” di cui ci parla il Vangelo. Il “lupo” si presenta inizialmente sempre diversamente da ciò che è costitutivamente. Un gruppo come Harmony Body Mind che si presenta da statuto come “società sportiva” ed è addirittura affiliata al CSI, che ti dice che ti fa recuperare la salute fisica-spiruale, nessuno pensa che possa essere, come dice il Ministero degli Interni, una "psicosetta".
-Come si può aiutare qualcuno ad uscirne?
L'ascolto delle motivazioni che hanno spinto la persona alla scelta sono fondamentali, così come lo studio del “gruppo” in cui è entrato. Non è opportuno fare “muro contro muro”, colpevolizzare, usare un linguaggio accusatorio e minacciare, dire cose contro il gruppo senza dimostrarle, chiamare il “gruppo” con il nome “setta” anche se poi in buona sostanza lo è.
Occorre pertanto leggere quanto più è possibile sui metodi di condizionamento mentale usati dal culto abusanti, e sulla storia del gruppo in cui è coinvolta la persona. Adottate un atteggiamento problematico mostrandovi interessati a quello che sta imparando e dimostrandogli che anche a voi interessa conoscere la verità. Fatela incontrare con ex seguaci e se questo non è possibile interpellate il GRIS per ricevere un aiuto. Occorre essere molto pazienti e dimostrare amore verso la persona colpita. Quando ero nei Testimoni di Geova, per me è stato decisivo l'amore di mio padre che mi ha aiutato a rimanere aperto nel confronto con chi mi documentava l'inganno della setta (le falsificazioni della Bibbia, le false date della fine del mondo, ecc,) malgrado che mi avessero insegnato che “ciò che è critico nei loro confronti va trattato come un tizzone ardente che non si può tenere in mano e va gettato via” e che chi dubitava dell'insegnamento del loro Corpo Direttivo avrebbe peccato contro Geova e sarebbe stato distrutto ad “Armagheddon”.
SETTE e RELIGIONI
Sètta
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PAROLA che DERIVA dal:
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Religione |
PAROLA che DERIVA dal:
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Due diverse “famiglie” di criteri per distinguere tra sette e religioni :
Partiamo dal “bisogno religioso” connaturato nell’uomo (chi sono? Da dove vengo? Dove vado? Cosa succede quando muoio, ecc.) come il “bisogno di mangiare, di bere e di dormire” (homo religiosus, Mircea Eliade). Negarlo significa affermarlo sottoforme subdole, irrazionali (maghi, oroscopi, tecniche olistiche-reiki, ecc.) che abusano del bisogno religioso dell’uomo. “Contra factum non valet argomentum” [mostrare è più che dimostrare]. Questo sfacelo (15 milioni di italiani che ogni anno vanno dai maghi, 600 mila adepti delle sètte sataniche, ecc.) è frutto della illusione delle ideologie Comunista e Liberal-Massonica che hanno sempre predicato la possibilità dell’uomo di costruirsi un paradiso immanente sulla terra, che ha prodotto una profonda ignoranza attorno alla esperienza religiosa dell’umanità (cfr. “Codice da Vinci” di Dan Brown): “non esiste nulla di più pericoloso di un eterno adolescente sotto il peso di un bisogno religioso insoddisfatto ma privo delle risorse culturali per disciplinarlo e condurlo a soddisfazione” (prof. Adolfo Morganti, psicoterapeuta). Attualmente l’homo tecnologicus o homo consumens come un “adolescente insoddisfatto” cerca di inseguire l’ASSOLUTO senza compromettere il proprio individualismo e la propria illusione di autosufficienza: autocostruirsi con le sue forze un nirvana immanente virtuale alternativo alla realtà (perché alternativo alla realtà? Perché l’homo tecnologicus vedendo che la realtà non può controllarla e su di essa esercitare il potere se ne crea una virtuale che dia almeno un po’ l’illusione di un certo “benessere-psicofisico”).
Vediamo prima due criteri pratici:
1)Criterio dell’autocomprensione delle religioni stesse (accettato dalle scienze umane)
es. l’Induismo è concorde nel considerare appartenente alla propria tradizione religiosa solamente i figli di padre indù nati in una casta ben precisa: il che significa che tutti i tentativi di mettere in piedi gruppi, scuole o sètte che si definiscono induiste tra gli occidentali è del tutto fraudolento e falso. Ad es. il che significa che Sai Baba avatar di Shiva (ma Shiva non ha nessun avatar!) nei suoi seguaci occidentali è doppiamente illegittimo. Ad es. lo yoga-occidentale senza bhakti e dharma (Patañjali) e staccato dall’induismo non ha senso!
es. le chiese cristiane sono concordi nel ritenere cristiano colui che crede in Gesù-Dio unico salvatore e fatto uomo e in Dio-Trinità (cfr. CEC (consiglio ecumenico delle Chiese: protestanti, anglicani e ortodossi) che al primo articolo della loro costituzione, il 23 agosto 1948, scrivono: “«Il Consiglio Ecumenico delle Chiese è una comunione di Chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Scritture e che quindi cercano di compiere insieme la loro comune vocazione a gloria dell'unico Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo». Questa “carta di identità di minima” è stata recepita nel 1964 nel VAT II con la Unitatis Redintegratio al N°1. il che significa che Testimoni di Geova, Bambini di Dio e Mormoni, ad esempio, non sono cristiani!
es. il buddismo ritiene buddista chi almeno abbraccia le 4 sante verità proclamate da Buddha nel Sermone di Benares (dharma): 1) l'esistenza del dolore (qualsiasi esistenza è dolore); 2)l'origine del dolore (il desiderio, la “sete” di qualcosa-qualcuno); 3)la distruzione del dolore (colui che ha ucciso il desiderio e non ha “sete di nulla”); 4)la via che vi conduce (ottuplice sentiero: due sono di ordine intellettuale (retta comprensione, retta intenzione); tre riguardano il comportamento morale (retta parola, retta azione, retto contegno); tre infine dipendono dalla disciplina mentale (retto sforzo, retto ricordo, retta concentrazione)). Seguendole ci si libera dal samsara e si raggiunge il Nirvana. Ad esempio la Soka Gakkai non segue queste sante verità!
2)Criterio del giudizio storico per sbugiardare le false mitologie: la Storia documenta la nascita, la scomparsa o l’inesistenza delle antiche religioni. Ma in maniera fraudolenta alcuni si inventano “storie” e “mitologie”. Infatti tutte le sètte esoteriche, per autolegittimarsi pretendono di essere più antica della odiata Chiesa Cattolica e quindi tentano una improbabile restaurazione neopagana. Cercano l’autocostruzione di un sacro “fai da te” che se è “fai da te” non è “sacro” e soprattutto “non è salvifico” (cfr. Mircea Elaide). Ad es. la Wicca (neostregoneria) che si inventa il collegamento inesistente con la antiche religioni pagane precristiane (non possibile: eresia Murray). Ad es. il Reiki che si inventa di provenire da Shiva e dalle stelle a noi tramite il popolo dei MU (contemporaneo ad Atlantide). Ad esempio la Massoneria che si inventa la discendenza dall’architetto Hiram dl re Salmone e soprattutto l’inesistente collegamento con i templari (cfr. Franco Cardini).
Vediamo, ora, il tipo di criteri che si possono adottare:
1)Criteri dell'ordine storico-sociologico: tali criteri possono risultare significativi per dirci come e in quali circostanze i movimenti settari più facilmente sorgono ma non ci aiutano a capire perché gli uomini aderiscono a questo o a quel movimento (occorrono criteri di tipo antropologico-psicologico o meglio ancora filosofico-teologico che vedremo nel punto 2). Fin dagli apologisti cristiani i movimenti settari venivano definiti in termini sociologici-religiosi alludendo alla lacerazione della tunica inconsutile di Cristo. Joachim Wach, sociologo, dice: «Noi siamo d'accordo con quelle autorità in campo sociologico, le quali fanno osservare che le sette (o in genere i gruppi indipendenti) si formano quando l'ordine stabilito è in crisi, a seguito di mutamenti improvvisi del potere politico o negli orientamenti della società, e interpretano in questo modo il fenomeno in questione: “La setta è lo sforzo dell'intera comunità per integrarsi nuovamente. In genere i gruppi settari hanno una grande stima per l'autorità carismatica (ispirazione immediata, spirito, luce interiore, ecc.) che sostituisce la tradizione». Tra i criteri di ordine sociologico è interessante la tesi della deprivazione relativa, per cui si aderirebbe ad una setta perché si sente la “mancanza di qualcosa”. Ma tale tesi è semplicistica e grossolana, perché applicabile sia alle sette che alle religioni, non cogliendo l'articolazione e la complessità del fenomeno.
2) Criteri di ordine filosofico-teologico: rispondono ad un duplice compito: riflettere sull'uomo e riflettere su Dio. Riflettere sull'uomo perché nel suo cuore ci sono tutte quelle esigenze che cerca di appagare, anche se in molte sette tali esigenze sono strumentalizzate, impoverite e banalizzate. Riflettere su Dio che spesso le sette strumentalizzano per dare risposte facili, comode e col sapore dell'Assoluto ai bisogni umani. L'uomo è “capace di Dio”, ma ciascuno a seconda della propria libertà, dei condizionamenti culturali a cui essa è sottoposta, può valorizzare o frustrare l'apertura a Dio che è inscritta nella propria natura. Individuiamo tre poli antropologici rispetto all'anelito religioso dell'uomo:
a)spirito religioso (anima la virtù di religione cioè l'apertura dell'uomo a Dio);
b)spirito settario (vizio “per difetto”, perché si oppone allo spirito religioso per difetto);
c)spirito gnostico (vizio “per apparente eccesso”, perché si oppone allo spirito religioso per apparente eccesso);
Ogni “aggregazione” può collocarsi in un diverso punto del triangolo che ha come vertici i tre poli antropologici suddetti.

a) spirito religioso=l'uomo religioso è per sua natura aperto al mistero, disposto a lasciarsi “spiazzare” da ciò che Dio può volere da lui. Ogni tentativo di “dominare” il divino e di piegarlo alle proprie esigenze e ai propri desideri, magari costruendo un dio comodo, è profondamente nemico dell'autentico spirito religioso.
a1)dimensione emotiva: l'uomo religioso si lascia stupire e affascinare dalle realtà divine (tremendum=timor di Dio, fascinans=attrazione del mistero; cfr. R. Otto);
a2)dimensione intellettiva: l'uomo religioso ha una razionalità aperta al mistero capace di ammettere delle verità che la superano (no razionalismo, no fideismo);
a3)dimensione volitiva: l'uomo religioso ha una naturale tendenza alla felicità e proietta il suo “desiderio” verso i beni divini non disprezzando questo mondo. La “capacità d'amare” dell'uomo religioso è aperta all'infinito in modo autentico (qualunque cosa Dio voglia chiedergli egli è aperto alla Sua “chiamata”, è disposto a compierla).
b) spirito settario = matrice prevalente delle sette profetico-millenariste (ex TdG), si realizza quando sussistono due caratteristiche:
1)Il gruppo che si separa da una comunità di origine o da una cultura di origine per seguire un capo carismatico, un profeta o un capo religioso nel quale si riconosce un depositario autentico della parola di Dio. Non è infrequente che il “lievito della divisione” ne produca altre all'interno. Tale caratteristica è importante per definire lo “spirito settario”, però non appare sufficiente. 2
2)chiusura al senso del mistero per dare forza, inizialmente, alle motivazioni dottrinali in forza delle quali ci si separa. Il mistero verrà riesumato solo quando scoppieranno misteri all'interno della setta. Modi in cui si realizza la chiusura al mistero:
b2.1)dimensione emotiva: paura del dubbio Non si innesta nel tremendum perché è paura di qualcosa di conosciuto e definitivo (es. i TdG fanno leva sulle paure più conosciute: malattia, morte,…) non è timor di Dio!
b2.2)dimensione intellettiva: chiusura dell'intelletto per cui ogni domanda possibile deve trovare risposta nella setta. Intelligenza “guidata”, non c'è spazio per la libera ricerca teologica e biblica. C'è una chiusura al mistero, tutto è chiarissimo per cui tutti possono capirlo (es. nei TdG c'è una sistematica semplificazione dei dogmi cattolici).
b2.3)dimensione volitiva: chiusura della volontà, obbedienza cieca agli ordini dei capi (=per avere la vita eterna occorre seguire la legge; es. TdG: tutte le disobbedienze alla legge solo ugualmente punibili perché mettono in pericolo l'unità della comunità: a)mea culpa davanti alla congregazione; b)dissociazione davanti ai tribunali giudiziari interni). L'adepto presume di avere una sorta di termometro del proprio grado di santità (= assolvendo i propri doveri egli è certo della salvezza, a differenza di tutti gli altri che sarebbero condannati alla perdizione).
c) spirito gnostico=allude, a partire dalla tarda età ellenistica, alla liberazione dell'uomo attraverso la conoscenza assoluta. Caratterizzato da un certo sincretismo, in cui le posizioni più diverse possono essere conciliate in una sorta di “sintesi superiore” di cui solo l'iniziato ha la chiave.
c1)dimensione volitiva: l'obiettivo è la pace interiore e il senso di potenza (=energia capace di realizzare efficacemente le opere gratificanti che uno vuole).
c2)dimensione intellettiva: c'è il “culto del misterioso” in cui inizialmente il senso del mistero sembra molto forte ma oscuro (si fa molta leva sull'ignoranza del non-iniziato) però progressivamente il senso del mistero sfuma e svanisce, perché dopo l'iniziazione l'adepto possederà la chiave di lettura per avere una comprensione effettiva e globale di ciò che i più continuano ad ignorare. La procedura iniziatica si traduce in miti di vario genere e natura che colloca il tempo della storia in un tempo più grande, più ampio (es. Atlantide,…). Sono miti ad hoc ed esplicativi. Ad es. il New Age li prende da un mondo parallelo (entità energetiche, spiriti disincarnati,…). C'è un “monopolio del mistero”, il misterioso per i non-iniziati viene svelato all'interno della setta. C'è un “culto del misterioso” a livello emotivo che si può tradurre in una brama disordinata di curiosità esoteriche o in una “voracità” scomposta per tutto ciò che è occulto.
c3)dimensione volitiva: aspirazione alla felicità intesa come beni terreni interiori (slogan: “smetti di far emergere i problemi e fai emergere l'armonia interiore che è in te!”). Le religioni sono un breve frammento di tutta la storia mitologica presentata di cui solo gli iniziati hanno la chiave di comprensione. Il nocciolo di tutte le religioni è “non fare agli altri del male”. Se sbaglio il mio karma (=principio di azione e reazione dello spirito) facendo il male, allora impiegherò qualche vita in più del previsto ma verso un autoperfezionamento che si realizzerà indeffettibilmente (= progresso inarrestabile mutuato dall'illuminismo). E' tipico del mondo esoterico occidentale concepire solo una incarnazione progressiva e mai regressiva come in oriente.
Sinonimi della parola "sètte":
1) “Movimento Religioso” (MR): “Aggregazioni che avvengono attorno alla proposta o alla figura di un leader, che si riconoscono in dottrine o prassi che le caratterizzano fortemente, che chiedono una adesione vitale e non formale da parte dei membri”. La parola “movimento” sottolinea, rispetto a quello di “religione”, l'esigenza dell'aggregazione di essere connotata da elementi religiosi abbinati ad altri che non lo sono. Gli elementi a-religiosi caratterizzano in modo non secondario gli aspetti dei vari movimenti. Non sono religioni in senso pieno. 1) Solo i secoli di storia potranno dire se effettivamente mostreranno di essere delle religioni a tutti gli effetti. 2) Le istanze religiose paiono al servizio di preminenti attività politiche ed economiche (Giuseppe Ferrari, Sette e religioni, N°1, Esd, pp.15-17).
2) Nuovi Movimenti Religiosi (NMR) o Movimenti Religiosi Alternativi (MRA): Per evitare confusione e il facile conferimento dello status di religione a certe sette e movimenti religiosi solo perché si riconoscono in religioni storicamente affermatesi, usiamo due aggettivi da affiancare alla definizione movimento religioso: 1)nuovo (sottolinea la recente nascita di alcune formazioni religiose ma è errato se sembra sottolineare la novità dottrinale che di solito non c'è! Poi non è detto che il nuovo sia meglio del “vecchio”), 2)alternativo (sottolinea l'essere in alternativa alla situazione religiosa maggioritaria e l'approccio aggressivo ed esclusivista). Ci pare più significativa la dizione: movimenti religiosi alternativi.
La proporzione VERA... ("Cristo" sta alle "religioni" e alle "sètte" come il "Sole" sta ad una "lampadina" (accesa se contiene "semi del Verbo" o di "Gesù", altrimenti rotta e spenta se non nè contiene)).
CRISTO (Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo) |
: |
"RELIGIONI" e "SETTE"
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= |
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: |
(l'una o l'altra, dipende da quanto "vero Cristo" c'è!)
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CRITERI GENERALI di DISCERNIMENTO sulle SETTE e GNOSI [1]
San Cipriano, direbbe immediatamente: "Nessuno può avere Dio per Padre se non ha la Chiesa per madre"(De Ecclesiae catholicae unitate, 6: CCL 3, 253 (PL 4, 519)).
1) Il cristiano autentico vive di fede e di conoscenza, insieme. Ogni gruppo che propone una salvezza che si ottiene esclusivamente o mediante la fede sola, o attraverso la sola conoscenza, non è cristiano: "Intelligo ut credam, credo ut intelligam" (= cerco di comprendere per meglio credere; credo per comprendere meglio ancora).
Per la fede, nella sua dimensione inseparabilmente cristologica ed ecclesiale, otteniamo la giustificazione (Rm1,17) e la salvezza (Ef2,8) e diventiamo figli di Dio (Gal3,26). Ma questa fede-abbandono è fragile, deve crescere (1Ts3,10) e non è una polizza di assicurazione da ogni rischio giungendo a compimento solo nella vita eterna. Pertanto occorre far crescere la fede nella conoscenza di Dio che è il fare esperienza di Dio, pur restando una fede imperfetta poichè noi "vediamo [Dio, il Mistero] come in uno specchio, in maniera confusa" (1Cor13,12) essendo il mistero il "regno della infinità luminosità" rispetto alle nostre finite facoltà umane; così diventa assurda la pretesa gnostica (New Age, Psicosette, Testimoni di Geova, Esoterismo, ecc.) di trovare "l'equazione del divino" e possedere tutto il suo mistero. Un giorno, quando moriremo, saremo "faccia a faccia [con Dio], conoscendolo da imperfettamente [vita nel tempo] a perfettamente [vita nella eternità]" (1Cor13,12) e allora la fede e la conoscenza cesserranno allora di rimandare l'una all'altra e di equilibrarsi, per fondersi in una sintesi perfetta, quella dell'Amore, infatti "anche se giungessi a conoscere tutti i misteri e tutta la scienza, e possedessi la pienezza della fede così da trasportare le montagne, se non ho l'Amore, non mi serve a nulla" (1Cor 13.2).Le "opere della fede" (Gc2,14-15) sono poi conseguenza della fede e riconoscimento nel senso di azione di grazie per il dono gratuito della salvezza che si prolunga nel mondo attraverso l'impegno del credente.
2) La Chiesa ha fissato l'elenco delle Scritture che riconosce come ispirate da Dio, nei primi secoli della sua stora. Ogni gruppo che usa la Bibbia contro la Chiesa o propone altre scritture o rivelazioni ricevute da Dio, da entità di un mondo parallelo o da extra terrestri, e che sono diverse da quelle del Canone Biblico, si sviluppa su una via che non è cristiana.
La comunità ebraica chiuse il suo canone a Jamnia (Palestina) verso la fine del primo secolo. La Chiesa nascente aggiunse a questo i libri scritti in greco per le comunità della diaspora , stabilite nel Nord d'Africa. Allo stesso modo la Chiesa ha costituito un proprio Canone nei secoli seguenti cominciando da sant'Ireneo (II sec.) che determinò i 4 Vangeli autentici, che egli opponeva ai testi degli Gnostici che ne differivano (Adversus haereses, 3, 11). Un pò più tardi, il Canone di Muratori (180), dal nome di colui che lo scoperse nel 1740, dà l'elenco completo dei 27 libri del Nuovo Testamento. Nel IV secolo compaiono chiaramente elenchi autenticati dalla autorità dei vescovi di Gerusalemme, di Alessandria e di Roma, poi dai Concili. Vi si conservano i libri greci dell'A.T.,con qualche esitazione per l'Apocalisse del N.T. L'elenco completo di tutti i libri della Bibbia, quale noi la possediamo, è stato fissato nel sec. XV, poi nel Concilio di Trento (1546). Questi elenchi sono il frutto dell'uso che ne è stato fatto dalle chese in armonia con il loro vissuto di fede e non sono stati costituiti unilateralmente con decreti dalla autorità. Se sono stati affermati nel Concili è piuttosto per rispondere alle contestazione dei gruppi marginali che volevano vedere riconosciuti i testi da loro utilizzati o cancellarne alcuni dalla Bibbia. La Chiesa proclamava come oggi che la vera rivelazione di Dio agli uomini era ormai chiusa, e che era contenuta nei 73 libri della Bibbia. Così ogni scrittura che pretenda, dopo 20 secoli, di venire a completare il dato rvelato, come avviene presso le sette (Avventisti, Testimoni di Geova, Mormoni, Bambini di Dio, Moonisti) o di superarlo decifrandolo e dandogli una interpretazione nuova (Urantia, Rael) deve essere considerata come estranea allo spirito del cristianesimo.
3) Ogni gruppo che presenta la nozione di un Dio impersonale, che sarebbe solo una rete di forza cosmica o il Grande Tutto dell'universo, si ispira a principi contrari al cristianesimo.
Il Dio della Bibbia non è un principio energetico o un nucleo di pura energia la cui rivelazione risalirebbe a tempi immemorabili o a civiltà scomparse.
Il Dio della Bibbia si è fatto conoscere progressivamente e pedagogicamente attraverso la storia di Israele. Ai tempi dei Patriarchi (Abramo) Dio fu visto come il Padre che veglia sul clan famigliare da lui prescelto. Quando Israele ebbe formato un popolo costituito (Mosè) e uno Stato, Dio gli fu manifestato come colui che accetta di entrare in un Alleanza di fedeltà e che esige in cambio di essere riconosciuto come il solo Dio. Nell'epoca del Re (Davide) Dio si mostrò come intimamente legato a una dinastia e ad un Regno. Più tardi con i profeti, si rivelò come trascendente e Signore delle nazioni. Dopo l'esilio di Babilonia, i lineamenti del volto divino si precisano ancora: Dio è una persona, porta un nome proprio, parla e dialoga, mantiene la sua alleanza con un popolo infedele. Agisce liberamente nella storia umana, restituendo al popolo eletto la sua terra. Egli è la sorgente di ogni vita, è il padrone del mondo. E' santo, inafferrabile, da una parte, ma sa anche farsi vicino come uno sposo, come un padre e come una madre. Con Gesù l'immagine di Dio assumerà il suo senso definitivo. Gesù rivela il Padre: chi vede Gesù nella sua umanità, chi porta attenzione alla sua persona, costui vede il mistero stesso di Dio (Gv14,9). La paternità di Dio è la sua essenza; essa si attua nella Trinità, poichè egli è Padre e Figlio, e nella persona dello Spirito i fedeli possono partecipare al loro amore comune. Sforzandosi di amare Dio a loro volta (1Gv14,10-11), essi trovano in questo amore l'espressione concreta e sperimentale di chi è Dio. Dio, dunque non è raggiunto nel cristianesimo con la separazione da questo mondo (SETTA), nè solo con la concentrazione sulla profondità della coscienza (GNOSI) ma attraverso l'impegno al servizio dei fratelli e delle sorelle. Si può dunque concludere che ogni nozione di Dio che somiglia ad una entità, a un principio o a un vortice di energia pura, e non a una Persona capace di scelta, di perdono, di amore e di intervento libero nel vissuto degli uomini, falsa l'esperienza autenticamente cristiana del divino.
4) Ogni dottrina che propone una immagine dello Spirito Santo identificandolo come una forza impersonale, e come canale privilegiato della manifestazione dell'Energia cosmica, o che abbia come prerogativa di negare l'unicità di Cristo storico, e di soppiantare la Chiesa, è contraria alla fede cristiana.
Lo Spirito Santo sospinge Gesù nel deserto dopo essersi donato a Lui in pienezza. In Mt.28,19 Gesù comanda ai suoi discepoli di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, manifestando che lo Spirito è una realtà uguale in dignità al Padre e al Figlio. Con San Giovanni (14,17) lo Spirito è la persona del Paraclito, il difensore che rimane presso gli Apostoli, che il mondo non conosce, che procede dal Padre e dal Figlio, inviato da entrambi nel mondo (Gv.15,26-27). Arrivato dopo a Gesù, non viene a soppiantarlo, ma a far conoscere tutto il mistero che Gesù aveva rivelato totalmente (Gv14,26). Egli viene a confermare ciò che Gesù aveva detto; da Gesù riceve tutto ciò che è per comunicarcelo (Gv16,14-15). Lo Spirito Santo, secondo la tradizione cristiana, non può essere all'origine di nuove rivelazioni, come pretendono alcuni gruppi gnostici, e che verrebbero a sostituire quella di Gesù, conservata dalla Chiesa.
5) Il cristianesimo riconosce in Gesù un "personaggio storico", vero uomo e vero Dio. Ogni gruppo che rifiuta la sua divinità, anche se lo considera come un essere superiore (un angelo, un "avatar", un grande iniziato, un extra terrestre) si allontana dalla autentica fede cristiana.
Gesù è Dio incarnato, fatto nostro compagno di viaggio in una umanità senza peccato e caricatosi del nostro peccato, la vera "lebbra" dell'umanità, e autoconsegnatosi nelle mani dei nemici di Dio per avvicinare i lontani al cuore di Dio e farli figli, suoi consaguinei, nella Sua carne e nel Suo sangue con l'Eucarestia, se stesso crocefisso ma glorioso e consegnatosi alla Chiesa, fino alla fine del mondo, nella Santa Messa. Egli è uguale al Padre, siede alla sua destra come suo unico Figlio e uomo risuscitato. Di Lui testimoniano i vangeli, le lettere del Nuovo Testamento, l'archeologia, diversi autori pagani (Giuseppe Flavio, Talmud, Plinio il giovane, Tacito e Svetonio) e la storia di santità della Chiesa. Voler fare di Gesù uno dei grandi iniziati o maestri del passato (Krishna, Budda, Mosè, ecc.) o il seguace del Grande Spirito Cristico che si incarna a periodi regolari nei diversi avatara, o un extra terrestre, o ancora un angelo che non ha realmente vissuto la vita degli uomini (cfr. Testimoni di Geova), ecc.: tutte le dottrine così orinetate presentano un Cristo estraneo alla fede degli Apostoli. Il Gesù che la Chiesa professa, è quest'uomo che è il centro dell'avventura umana, che ha vissuto una vita unica, che è morto sulla croce per amore dei suoi, che il Padre ha risuscitato a causa della sua fedeltà, dandogli al Signoria universale sul cosmo e facendolo Padrone del tempo e della storia.
6) Ogni gruppo i cui adepti si considerino come i puri, gli eletti, i perfetti, in opposizione al resto degli uomini della massa, considerati come inferiori, non-iniziati o peccatori, proviene da uno spirito che non è quello di Cristo.
Secondo la lunga tradizione della Chiesa, noi rifiutiamo di introdurre simili categorie, poichè esse sono estranee alla pastorale di Gesù. Cristo si è opposto alle pratiche dell'Antico Testamento che dividevano le cose e le persone in categorie rigide, secondo il puro e l'impuro. Gesù si è lasciato toccare dai peccatori pubblici, ha frequantando i loro ambienti, ha condiviso i loro pasti. Egli ha così indicato che la vera purità non considera nelle mani lavate o nel cibo scelto, e neppure nella appartenenza dei gruppi elitari come i farisei, ma nel profondo del cuore dell'uomo (Mc7,6-13). La Chiesa ha conservato e sviluppato questo insegnamento fin dai suoi inizi. I pagani, impuri agli occhi dei giudei, potevano ormai prendere i pasti accanto ai cristiani. La vision à1ü.5etro riferita negli Atti degli Apostoli (10,10-15) gli insegnava che Dio ha purificato tutto ciò che era impuro, mediante Gesù, divenuto fonte di ogni vera purità. Nella medesima traccia la Chiesa rifiuta di ritenersi come una razza superiore e si considera piuttosto come una comunità di peccatori pubblici perdonati chiamati alla santità, grazie alla misericordia offerta a tutti. Lo spirito della "Grande Loggia" o degli "iniziati" non appartiene alla Chiesa. Le psicosette, e le sette in generale accentuano questo elitarismo.
7) Ogni gruppo che afferma che l'uomo nel suo fondo è divino, o che è una particella della Coscienza cosmica, destinata a fondersi un giorno con il Grande Tutto di Dio, si ispira a principi contrari al pensiero cristiano.
Per la fede biblica, il mondo e l'uomo sono distinti da Dio e non sono divini. La creazione che ha dato loro l'essere non giunge al termine della frammentazione o di una emanazione all'esterno della sostanza divina; è invece un gesto originale con il quale Dio "lancia nell'essere, partendo dal nulla", una realtà distinta da lui, limitata, transitoria e mortale. Tale realtà porta le traccie della sua origine ma essa è segnata nel medesimo tempo dalla caducità. Di tutti gli esseri, l'uomo è il più vicino a Dio. E' stato creato a sua immagine, partecipa del divino, un pò come lo specchio partecipa del sole che riflette: pur rimanendo distinto dall'astro solare, esso possiede il suo calore e la sua lucentezza, quando è posto di fronte a lui. Così l'uomo, immagine "somigliante" di Dio (1,26) possiede sul mondo un potere che è proprio di Dio, quello di "dominarlo" e di "riempirlo" (Gn1,28). Se l'uomo non è divino, è però chiamato ad essere divinizzato, al di là della morte. Scopo dell'opera creativa è far entrare nella famiglia trinitaria altri esseri personali, i figli di Dio. Conservando la propria individualità, restando un interlocutore di Dio, l'uomo è destinato a essergli unito nell'Amore, per l'eternità.
8) Ogni dottrina che getta discredito sulla materia e sul corpo umano, come se fossero di natura disprezzabile, sorgenti di tutto il male o ultimi gradi della condensazione dello Spirito, si ispira a principi diversi da quelli del cristianesimo.
Poichè Dio è solo Amore e Bontà, tutto ciò che è sua opera è buono, dice la Bibbia: "E Dio vide che ciò era buono", esclama l'autore della Genesi, dopo ciascuna delle opere uscite dalle mani del Creatore. Se il male esiste nel mondo, esso non è opera di un "principio cattivo" uguale a Dio e suo rivale presuntuoso (dualismo manicheo); questa interpretazione che si trova nelle gnosi antiche e moderne è respinta dalla Bibbia. Dio non ha fatto la morte e non è responsabile del male: al contrario egli utilizza il male e sa orientarlo verso un bene infinitamente superiore. Il male ha origine dall'uomo, per il cattivo uso della sua libertà, quando egli si distoglie dalla volontà di Dio. C'è nell'uomo una legge che lo trascina al peccato (Rm7,14-23) poichè egli appartiene a una umanità sedotta dal Serpente (Gn3,1-7). E' dunque per opera di Satana che il male e la morte sono entrati nel mondo (Sap1,13; 2,24), e non a causa di un decadimento inerente alla materia. Questa presenza del male, attraverso il regno delle passioni, dell'ignoranza e del desiderio materialista, non fa del corpo quancosa di vile e di abbietto. Nel pensiero biblico, l'uomo non ha un corpo da "gettare dopo l'uso", come semplice veicolo dell'anima o dello spirito. L'uomo è "un corpo e una carne"; questa carne è la sede del peccato (Rm6,6) e per questo votata alla distruzione; ma essa è destinata ugualmente a resuscitare "corpo di gloria" (Fil3,21), al termine di una trasformazione che farà di questo corpo terrestre un corpo spirituale (1Cor15,44-48). Fin d'ora il corpo dei cristiani è il Tempio dello Spirito Santo, nonostante la sua debolezza, grazie alla resurrezione di Gesù che attraverso la morte lo conduce alla gloria, divinizzandolo progressivamente. In questa ottica si comprende come il corpo umano non è semplicemente il supporto dello spirito o il veicolo della sua espressione; e neppure la materia è il grado più basso della sua caduta. "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi" (Gv.1,14).
9) Ogni gruppo che afferma che il Regno di Dio era perfettamente costruito alla origine del mondo, in una specie di Età dell'oro dell'umanità, o che Dio non lo attuerà se non alla fne dei tempi, con la distruzione di questo mondo, propone una prospettiva estranea al cristianesimo.
Il cristiano non crede che il vertice della storia umana si trovi al suo primo inizio idilliaco nè che si situi su altri piani dell'esistenza o in altre galassie che sfuggirebbero alle contraddizioni della storia. Il cristiano non crede neppure che il Regno sia una realtà puramente escatologica o futura che verrà allafine dei tempi attraverso la distruzione di questo mondo corrotto. Il pensiero cristiano vive invece in tensione tra il Regno di Dio, realtà attuale che si costruisce già "in mezzo agli uomini" (Lc17,20-21), inaugurato e attuato nella persona di Gesù e proseguito dai credenti, e, dall'altra parte, il Regno non ancora compiuto, quello che sarà segnato dalla Parusia del Figlio, dal suo Ritorno glorioso destinato a completarlo (Mt16,28). Il cristiano vive nella storia, insieme nel passato, nel presente e nel futuro. Egni però non è assorbito come nella gnosi in un estremo passato, nè in un estremo presente come la setta. Vive il momento presente come luogo di passaggio tra ciò che è già iniziato, il "già" del Regno, cioè la santificazione dei peccatori, e ciò che sta venendo, il "non ancora", o la divinizzazione definitiva dei figli di Dio. La fede cristiana non considerando il mondo come totalmente cattivo non può accettare che esso sarà interamente distrutto dal giudizio di Dio, per far posto a un altro mondo; essa invece si aspetta che questo mondo diventi "diverso" costruendolo giorno per giorno con scelte in favore del Vangelo, fino al momento in cui sarò portato a termine gratuitamente con la vittoria definitiva di Cristo sul male, sul peccato, sull'ignoranza e sugli altri limiti che l'affligono. La data e l'ora di questo evento lo preoccupano di meno, seondo il consiglio di Gesù (Mt24,36), dell'importanza del vissuto quotidiano per vigilare, per essere preparati, producendo opere di giustizia e di amore che anticipano i tempi messianici.
10) Ogni teoria fondata sul principio della reincarnazione, si oppone al cristianesimo come falsa.
La fede nella resurrezione nella carne è totalmente diversa dall'adesione alla teoria della reincarnazione. Essa suppone per ogni persona un punto di arrivo definitivo, quando essa ha percorso la strada della sua unica vita; implica anche che il corpo umano entri in questo movimento di divinizzazione al quale Dio destina l'uomo. Per i sostenitori della reincarnazione, il corpo non entra nella definizione o nella identià della persona; esso è solo un veicolo, una vile prigione nella quale è stato gettato lo spirito, che è la dimensione essenziale dell'essere umano. Per il cristianesimo lo "IO" o il tutto della persona, è insieme spirituale e corporeo, corpo animano e spirito incarnato. La salvezza concerne la totalità della persona così costituita di corpo, di anima e di spirito. Il credente è salvato dal corpo di Cristo crocefisso e gloficiato, per mezzo del suo grande corpo di Resuscitato, il suo Corpo Mistico. L'idea della reincarnazione suppone la legge del karma, cioè la necessità di pagare per tutti i propri sbagli anteriori, di cancellarli mediante i propri sforzi, in una esistenza o in un altra successiva. Il cristianesimo, invece, propone l'idea fondamentale del perdono di Dio, che è tutto l'opposto e viene a interrompere la lunga discesa nel labirinto del senso di colpa. Ritornando da Dio Padre, il figliol prodigo può ricevere, senza alcun merito da parte sua, un perdono data gratuitamente per grazia. L'idea di reincarnazione diffusa nell'ambiente culturale dei primi cristiani, non è mai stata accolta e non si è mai amalgamata con i dogmi cristiani poichè priva di consistenza e contraria alla affermazione rivoluzionaria della misericordia di un Dio-Amore. La Bibbia nei suoi 73 libri redatti nell'arco di 1000 anni non parla della reincarnazione ma della resurrezione. Con Gesù l'effusione dello Spirito è visibile: egli è il grande Profeta che i suoi predecessori avevano annunciato e la gente l'ha compreso. Del resto, così l'intende San Pietro che replica: "Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente" (Mt16,16): il che significa: "Tu sei il Messia", dunque un essere unico, non l'avatar di una reincarnazione. Un altro testo interessante è quello del cieco-nato, a proposito del quale si chiede a Gesù che ha peccato, perchè egli sia così punito (Gv9,3). Se Gesù avesse creduto nella reincarnazione, avrebbe mancato un'ottima occasione per spiegare che la cecità era il modo assegnato a quella persona per espiare le colpe da lei commesse in una vita precedente, secondo la dura legge del karma. Gesù risponde esattamente il contrario: "E' perchè si manifesti l'opera di Dio", cioè il perdono dei peccati, di cui la guarigione che egli sta per compiere su quell'uomo è il segno. Così Gesù con la sua potenza redentrice pone fine alla persistenza del male, restituendo a quel cieco la vista: immagine anticipata dei frutti della sua Passione e Resurrezione. Il Purgatorio, luogo di purificazione dove i defunti devono lasciar fondere, al fuoco dell'amore divino, gli ostacoli che impediscono loro di unirsi a Dio, adempie tutte le funzioni che si vorrebbero attribuire alla necessità di reincarnarsi, ma con la grande differenza che rispetta, contrariamente alla reincarnazione, l'unicità della persona umana e del suo destino.
[1] Claude Labrecque, Le sette e le gnosi: una sfida alla Chiesa, ed. Ancora 1987, pp.195-210.
PLURALITA' e PLURALISMO, LAICITA' e LAICISMO
Radio Vaticana, intervista del 17 gennaio 2003 al cardinale Joseph Ratzinger sulla “NOTA DOTTRINALE” SULL'IMPEGNO DEI CATTOLICI IN POLITICA scritta dalla Congregazione per la Dottrina della Fede.
(N.B. Un “vademecum” per i cattolici impegnati nella politica di fronte al pericoloso emergere di “orientamenti ambigui” e “posizioni discutibili” nella società contemporanea. Questo l'obiettivo primario della Nota dottrinale sul comportamento dei fedeli chiamati alla partecipazione della vita pubblica.
(cfr. http://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=136 ).
Un documento, pubblicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, con l'intento di richiamare alcuni principi propri della coscienza cristiana che ispirano l'impegno sociale e politico dei cattolici nelle società democratiche. Esigenza ancor più sentita oggi con la dispersione dei politici cattolici in più partiti, a volte profondamente diversi tra loro per storia e programmi. Tema centrale della Nota - articolata in quattro capitoli - la distinzione tra pluralismo e relativismo come spiega il prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale Joseph Ratzinger, al microfono di Stefan Kempis):
Card. Ratzinger: "Nel documento distinguiamo soprattutto tra pluralismo e relativismo. Il pluralismo in politica è una cosa naturale, ovvia perché per tante questioni politiche non c'è una risposta già fatta, già evidente, ma ci sono diverse possibilità di reagire alle diverse sfide della situazione attuale. Quindi il pluralismo è una cosa normale in politica. Il relativismo invece afferma che non c'è nessuna verità etica e morale obbligatoria, vincolante per la coscienza del cristiano. Se ci incamminiamo su questa strada pensando che il pluralismo sia la stessa cosa che il relativismo perdiamo proprio i fondamenti dell'umanità e anche i fondamenti della democrazia che è basata sul consenso di un minimo di etica quale condizione per la verità, per l'umanità e per la condizione democratica. In questo senso distinguiamo anche tra laicità e laicismo. Laicità vuol dire la giusta autonomia dello Stato, della sfera politica. Non spetta alla gerarchia della Chiesa indicare ai politici che cosa fare.
Sono i laici, con la loro coscienza illuminata, che hanno la responsabilità di trovare la strade giusta.
Ecco, decisiva è la ragione giusta, pratica che si orienta ai grandi valori determinanti per l'essere umano. Il laicismo, invece, è un'idea per la quale i contenuti morali della fede cristiana non dovrebbero entrare in politica, sarebbero da escludere e si creerebbero due mondi che non si possono toccare. Invece i grandi valori etici, messi in luce dalla fede cristiana, sono d'orientamento anche in politica e questo orientamento vincolante per una coscienza illuminata non toglie niente alla libertà del politico. Al contrario, osservare i fondamenti dell'umanesimo è anche difendere la libertà umana".
...S. Ecc. Mons. Chiaretti, vescovo di Perugia, nel 2003 al Convegno Nazionale del GRIS parlava del "frantumarsi della identità cattolica della gente" e della "maggior attrattiva operata dalla MRA o NMR o sette". Questo può succedere se noi cristiani "annacquiamo la nostra identità" vivendo il laicismo e non la laicità, il relativismo e non la pluralità. Infatti sappiamo che Gesù è l'unico e universale salvatore dell'uomo che amministra la salvezza mediante la Sua Chiesa, ordinariamente nei sacramenti, per mezzo del sacerdozio ministeriale in obbedienza ai Vescovi in comunione con il Papa.
Classificazione dei "movimenti religiosi alternativi"secondo quattro tappe di allontanamento dalla visione cristiana del mondo:
CRISTO sì, CHIESA no
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Sono gruppi di ispirazione giudeo-cristiana, dissidenti dalle Chiese cristiane poichè sposano vecchie eresie già condannate nei Concili ecumenici dei primi secoli della Chiesa (esempio di vecchie eresie proposte: arianesimo, manicheismo, pelagianesimo, ecc). Caratterizzati dal ricorso alla Bibbia, carta di identità della Chiesa Cattolica, la interpretano in modo fondamentalista, letteralista e talvolta addirittura falsificandola nel testo originale, caratterizzati da una adesione entusiastica ma intollerante, in particolare verso la Chiesa Cattolica, e da una attesa avventista e dal millenarismo (ad es. Testimoni di Geova, Mormoni, Bambini di Dio, ecc.). Accolgono una visione di Cristo deformata e alcune di queste lo vedono addirittura solo come uomo (Mormoni, Bambini di Dio) o come angelo (TdG) in incognito. I loro fondatori credono di aver ricevuto da Dio rivelazioni che hanno perfezionato o riprestinato quella cristiana. In certa misura anche i neo-pentacostali e i gruppi fondamentalisti protestanti si situano in questa tappa, perchè sono gruppi autonomi, che accettano una Chiesa solo spirituale e alcuni adottano un atteggiamento settario, proselitista e aggressivo; la situazione è molto complessa. |
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Sono gruppi di ispirazione orientale che si radicano nel fondo comune dell'induismo e del buddhismo e a volte del sufismo islamico. Incentrati sull'esperienza degli "stati alterati di coscienza", si ritrovano attorno a "guru" che dicono di possedere una conoscenza liberatrice. Quando parlano di Cristo lo vedono come un profeta, un maestro fra i tanti o una delle "avatar" di Dio. In genere non credono ad un Dio trascendente e personale. Sono ad esempio: Hare Krishna, Arancioni, Meditazione Trascendentale, Brahma Kumaris, Mahikari,...A questi possiamo aggiungere movimenti a carattere sincrestista come la Chiesa della Unificazione del coreano Sum Myung Moon, Teosofia e Antroposofia. |
RELIGIONE sì, DIO no |
Apparentemete sembra una formula contraddittoria ma vi sono tutta una serie di Movimenti Religiosi Alternativi che talora lottano per essere chiamati "religioni", per averne i benefici economici e di immagine relativi, proponendo un sistema articolato fra uomo-mondo-sacro ma dove Dio anche se non viene espressamente negato svolge un ruolo insignificante. E' il caso ad esempio della cosiddetta "Chiesa" di Scientologia che si propone, in cambio di un percorso di autoilluminazione costosissimo, di "aiutare" le persone ad "acquisire capacità dinamiche fino a dominare spazio, tempo, materia, e al contatto con l'Essere Supremo" (T. Gonçalves). E' il caso anche delle religioni "ufologiche" e di molti movimenti a sfondo psicologico e terapeutico. In questo settore si può includere anche il "New Age" nella sua forma più religiosa. |
SACRO sì, RELIGIONE no |
In realtà sono movimenti magici. Conservano un certo senso del sacro che ci può far confondere circa la loro vera realtà. La differenza è che mentre l'uomo religioso si pone in ascolto riverente del sacro, in atteggiamento di gratuità (invocazione), chi usa la magia intende manipolare il sacro per acquisire poteri (evocazione). Possiamo considerare in questa tappa tutte le forme di esoterismo e occultismo, di spiritismo, di magia iniziatica e cerimoniale come la Rosa-croce e perfino la neo-stregoneria (Wicca) e il satanismo. |
Cristo sì, Chiesa no
di Roberto Coggi (tratto da "Sette e religioni", N°4/1991, pp.665-669)
L'espressione «Cristosì, Chiesa no» esprime un atteggiamento mentale molto diffuso ai nostri giorni, specialmente fra i giovani. Si accetta (anche se bisognerebbe vedere esattamente in che senso) la figura di Gesù, ma si rifiuta l'istituzione ecclesiale con il suo apparato di leggi, norme, tradizioni. In particolare non si comprende la necessità dei sacramenti come mezzi privilegiati e addirittura necessari per entrare in contatto con Cristo. Prima di sviluppare brevemente alcune considerazioni su questo tema, mi pare utile un'osservazione preliminare. L'idea di fare a meno della struttura ecclesiastica per ritornare, si diceva, alla purezza del Vangelo, ha caratterizzato molti movimenti religiosi spiritualistici del medioevo (catari, valdesi ecc.) ed è stata ripresa dai riformatori protestanti a cominciare dal XVI secolo. Ma che cosa si è ottenuto con ciò? Si è aperta di fatto, e contro l'intenzione degli stessi riformatori, la strada all'illuminismo, alla massoneria e movimenti affini, che intendono eliminare non solo la Chiesa, ma anche Gesù Cristo come Figlio di Dio. E la negazione di Gesù Cristo ha portato, nel secolo scorso, all'ateismo e alla secolarizzazione, cioè alla negazione, almeno pratica, di Dio. In breve: si è cominciato col negare la Chiesa, si è proseguito col negare Gesù Cristo, si è finito col negare Dio. Questo processo, che ha indubbiamente una sua logica interna, non ci fa forse sospettare che l'errore fondamentale sia stato proprio quello iniziale, della negazione della Chiesa?
La continuazione dell'opera di Gesù Cristo
Riflettiamo un istante: Gesù Cristo aveva certamente coscienza di essere il Salvatore di tutti gli uomini, quindi si è certamente posto il quesito sul come assicurare a tutti la possibilità dì entrare in contatto con la sua dottrina e il suo messaggio. Ebbene, come cercheremmo noi, oggi, di soddisfare a questa esigenza? Probabilmente diremmo: è necessario mettere tutto per iscritto, neL modo più chiaro e senza possibilità di equivoci. Ora, Gesù avrà pensato a questa possibilità, ma non l'ha attuata: Egli non ha scritto nulla di quanto ha fatto e insegnato. E quando, alcuni decenni dopo la sua morte e risurrezione, cominciarono ad apparire i primi scritti cristiani, sì trattava di scritti occasionali, nati, se così possiamo dire, per caso, senza alcuna preparazione previa e senza alcuna pretesa di sistematicità. Perché tutto ciò? Perché Gesù aveva pensato di assicurare la continuazione della sua opera e la custodia del suo messaggio non tanto attraverso una documentazione scritta, quanto attraverso un'organizzazione viva, da Lui assistita mediante il suo Spirito: la Chiesa, appunto.
L'istituzione della Chiesa
Se diamo uno sguardo al Vangelo ci accorgiamo subito che la parte più importante dell'attività di Gesù, quella a cui dedicò il massimo del suo tempo, delle sue energie e delle sue cure è stata la formazione degli Apostoli. Ciò appare sin dalla prima chiamata di Andrea, Pietro, Giacomo e Giovanni sulla riva dei lago di Genezaret, e in seguito dal suo stare insieme con gli Apostoli, anche dopo la sua risurrezione. Si noti in particolare il numero 12, caratteristico del collegio apostolico, numero altamente simbolico, che mostra l'intenzione di Gesù di costituire un nuovo Israele, il Nuovo Popolo di Dio. Bisogna attentamente meditare su questo fatto: Gesù non dedica il suo tempo, così prezioso, a scrivere un libro da consegnare all'umanità futura, ma spende le sue energie ed esercita tutta la sua pazienza (quanta!) a istruire i suoi Apostoli, dei quali dirà un giorno: «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me» (Lc 10, 16). Al gruppo poi mette a capo Pietro, a cui da l'incarico di confermare gli altri Apostoli (cfr. Lc 22,32) e di pascere le sue pecorelle (le pecorelle di Gesù!) (cfr. Gv.21,15-17). Si noti, di passaggio, come l'istituzione di un capo del collegio apostolico non si possa adeguatamente giustificare se non nella previsione che questo collegio avrebbe avuto un prolungamento nei secoli seguenti attraverso la successione apostolica - che farà passare dal collegio degli Apostoli con a capo Pietro a quello dei Vescovi con a capo il successore di Pietro, il Papa -. Infatti gli Apostoli, formati direttamente da Gesù, non avevano, strettamente parlando, bisogno di un capo, ma i loro successori nel corso dei secoli certamente si, come del resto dimostra la storia.
Convenienza dell'istituzione ecclesiastica
L'istituzione della Chiesa è dunque un fatto, testimoniato dalla Scrittura; tuttavia anche con la nostra riflessione razionale possiamo renderci conto della convenienza e dell'oculatezza di questa scelta fatta da Gesù. La religione cristiana infatti non è, per natura sua, una «religione del libro», come lo è invece, per es., quella islamica. La religione cristiana è una religione che si riassume in una persona viva e concreta. Gesù di Nazaret, figlio di Dio, incarnato, morto, risorto e salito al Cielo. Vivere la vita cristiana significa entrare in contatto con Gesù persona viva. Ora, nella cultura semitica, vi era un modo per mettersi in contatto con altre persone, nell'impossibilità di raggiungerle fisicamente: l'istituto dello shaliah, o inviato. Lo shaliah era una specie di plenipotenziario, al quale il padrone attribuiva gli stessi suoi poteri, in modo che potesse stipulare contratti a suo nome e con la sua stessa autorità. Questo istituto dello shatiah permette di capire il senso dell'istituzione apostolica, e fa capire le parole di Gesù: «come il Padre ha mandato me, così anch'io mando voi» (Gv 20, 21); «Chi ascolta voi ascolta me, chi disprezza voi disprezza me» (Lc 10, 16); «Pasci i miei agnelli» (Gv 21, 15). Noi entriamo dunque in contatto con Gesù persona viva attraverso l'annuncio e l'attività sacramentale di uomini inviati da Gesù, che Egli ha scelto come suoi ministri e ai quali ha detto: «Annunziate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15), «A chi rimetterete i peccati saranno rimessi» (Gv 20, 22) e «Fate questo - cioè rendete presenti il mio corpo e il mio sangue sacrificati per voi - in memoria di me» (Lc 22, 19). A ben riflettere è giusto che sia così, perché il Verbo si è fatto carne, non parola scritta, ed è conveniente dunque che continui a rendersi presente nel mondo mediante uomini vivi e mediante una parola vìva.
Un'ulteriore conferma
La necessità di un magistero ecclesiastico autorevole appare inoltre indispensabile per mantenere intatta nei secoli la vera figura di Gesù. Quanti respingono la Chiesa, infatti, a quale Cristo si rifanno? A un Cristo conforme ai ioro desideri, a un Cristo a loro immagine e somiglianzà: un Cristo semplice predicatore di un regno utopistico, oppure un Cristo rivoluzionario, o non violento, o semplice uomo, o non risorto e così via, a seconda dell'inesauribile fantasia della mente umana, sempre portata a rappresentarsi le cose a proprio modo.Scrive Romano Guardini: «Di fronte a tutte queste immagini e alla loro origine, come è possibile rimettersi fiduciosamente a quelle parole per cui «nessuno conosce il Padre se non Lui» e «nessuno giunge al Padre se non attraverso Lui»? E ciò significa: dove è l'istanza ultima che garantisce lo stesso Cristo? Qui sta la Chiesa (...). Cristo garantisce la realtà del Padre vivente; ma l'immagine stessa di Cristo viene garantita dalla Chiesa; detto con più esattezza, dallo Spirito Santo che parla in essa. Di lei Cristo dice: «Chi ascolta voi ascolta me, e chi rifiuta voi rifiuta Colui che mi ha mandato» (Lc 10,16). Nelle parole della Chiesa parla Lui, nelle sue parole parla il Padre (...). La Chiesa è l'educatrice alla libertà cristiana. Una libertà ovviamente diversa da quella che consisterebbe nella possibilità psicologica di scegliere ciò che è simpatico, o nella autonomia filosofica di giudicare secondo miei propri criteri ciò che mi appare giusto. Essa è quella libertà per la quale colui che è disponibile per la fede viene liberato dal vincolo dei presupposti psicologici, sociologici, storici e via dicendo, che lo bloccano nell'accesso alla piena realtà del Dio che si rivela in Cristo» (R. Guardini, La realtà della Chiesa, Morcelliana, Broscia 1967, pp.185-187). Più in particolare, la necessità di un magistero autorevole che garantisca l'autentica interpretazione delle Scritture contro il pericolo di deviazioni soggettive appare chiara anche da un semplice esame della storia.Mancando una norma obiettiva, nel mondo protestante, e ancor più in quello delle sètte, la Scrittura subì le più svariate interpretazioni individuali, come ci ricorda L. Bouyer, pastore luterano convertito al Cattolicesimo: «Sarà il frazionamento del Protestantesimo in sètte che si combatteranno fra di loro, combattendo contemporaneamente la Chiesa cattolica, con testi staccati dall'insieme, isolati dal complesso della Rivelazione, e le cui affermazioni fondamentali rischieranno di essere progressivamente oscurate a causa di un attaccamento rigido e inintelligente a particolari male intesi. Che cosa capiterà in seguito, per una reazione inevitabile contro quel caos e l'incertezza da esso provocata? Un'esegesi critica (...) che finirà inevitabilmente col giudicare la Scrittura pretendendo di spezzettarla, di superarla, di correggerla per lo meno, relativizzandone le affermazioni (...). A questo punto che cosa sussisterà del principio fondamentale della sovranità della Parola di Dio? Più nulla!» (L. Bouyer, Parola, Chiesa e Sacramenti nel Protestantesimo e nel Cattolicesimo, Morcellìana, Brescia 1962, p. 25).
Conclusione
La pretesa di ricongiungersi direttamente a Gesù Cristo facendo a meno della Chiesa si rivela dunque illusoria. Di conseguenza al giorno d'oggi in cui più che mai, col diffondersi della laicizzazione e della secolarizzazione della società e il contemporaneo sorgere di tanti falsi profeti, appare necessario tenersi davvero stretti a Gesù Cristo, dobbiamo necessariamente rimanere fedeli alla Chiesa, unica via per andare a Lui, come Egli è l'unica via per andare al Padre.
IL MECCANISMO di "RIFORMA DEL PENSIERO"
al fine di imporre una PROGRAMMAZIONE nell'adepto è fondato sulla TEORIA DEI RIFLESSI CONDIZIONATIdi Ivan P. Pavlov (1849-1936), fisiologo russo, premio Nobel nel 1904. Sebbene in apparenza diversissimo da "culto distruttivo" a "culto distruttivo", riporta sempre le segueti tappe:
1) Isolamento dalla comunità sociale: si mira scientemente a separare l'adepto dai rapporti di società e dai riferimenti critici che si traggono da libri e spettacoli, per indurre una perdita del senso di realtà.
2) Si ricorre anche alla bomba di affettuosità (Love bomb): il senso di appartenenza è imposto attraverso carezze, baci, interessamento personale, piccoli lavori e gentilezze (se non il flirty fishing, l'adescamento con la prostituzione, dei Bambini di Dio).
3) Rimozione della privacy (si fa tutto in comune, in altre parole); questo riduce la capacità di ponderata valutazione; si impedisce l'esame personale, si priva del sonno e si procura un continuo stato di affaticamento.
4) L'attività fisica prolungata e l'impegno mentale prolungato, quando non sono ristorati dal riposo e dal sonno inducono nell'adepto uno stato di debolezza psichica.
5) Anche i giochi sono orientati a questo dominio; si tratta sempre di giochi nei quali è necessaria una direzione, un controllo, perchè si tratta di giochi oscuri, difficili, quasi incomprensibili e ciò aumenta la dipendenza dal gruppo.
6) Infine, un'arma importante di isolamento è la dipendenza finanziaria, perchè si bruciano i ponti con il passato: si dona al gruppo tutto ciò che si ha, si riceve, quando si riceve, una paga che serve appena per le sigarette...
7) Deresponsabilizzazione: l'adepto deve avere la sensazione che la responsabilità dell'adulto è un peso finalmente gettato via. Tra l'altro, a questo fine, si incoraggia e si orchestra un comportamento infantile.
8) Cambio di dieta: si adatta un sistema di nutrimento a basse proteine, molto zuccherino, creando una suscettibilità maggiore agli stress emozionali e disorientamento.
9) Dottrina di tipo misterico: si forniscono letture piuttosto complesse contenenti una dottrina che non si arriva a cogliere, "se non si è del gruppo", con la logica comune; così si spinge a non usare le facoltà raziocinanti e alla supina accettazione.
10)Il rigetto dei vecchi valori, l'accettazione dei nuovi stili di vita viene accelerato dalla denuncia costante dei vecchi valori e credenze "che stanno portando l'umanità alla distruzione, via droga, inquinamento radiazioni, etc.".
11) In questo ambiente isolato si ricorre all'ipnosi, determinando uno stato di alta suggestionabilità indotto attraverso le note tecniche che, peraltro, nella terminologia dei culti distruttivi son chiamate di meditazione.
12) A ciò si accompagna la costante pressione degli appartenenti al gruppo, di pari grado che approva e disapprova in funzione della dedizione al culto. Si sopprime così il dubbio e la resistenza a nuove idee, sfruttando il naturale istinto gregario dell'uomo.
13) Messaggi subliminali vengono impiantati attraverso meccanismi psicologici, come la ripetizione incessante di certe parole chiave o addirittura di poche frasi significative all'interno di lunghe confuse letture o discorsi.
14) Assoluta aproblematicità: non si devono porre domande critiche ai propri casi. Ad ogni domanda che venga posta dall'interessato, curioso o problematico, si risponde con una controdomanda.
15) In molti di questi gruppi si usa l'esame psicologico del passato, che accresce la vulnerabilità ai nuovi insegnamenti e rende possibile il ricatto rivelando segreti fino ad allora gelosamente custoditi.
16) Senso di colpa e paura; l'autocritica si rinforza esagerando il senso dei peccati della vita precedente. La lealtà e l'obbedienza al gruppo viene mantenuta minacciando l'anima e il corpo, che abbia "pensieri negativi", di terribili punizioni.
17) L'uso di nenie e canti monotoni abbassa il livello critico mentale e rende l'adepto impermeabile alle critiche razionali che vengono dall'esterno.
18)Talvolta di ricorre al sistema delle "docce alternate", premiando una volta, punendo un'altra volta, lo stesso comportamento, per misteriose ragioni che l'adepto ritiene che non siano da lui comprensibili.
19) Si pretende la conformità a certi codici del vestiario.
20) Senso della gerarchia e della scala gerarchica: Vi è una ferrea gerarchia del gruppo, ma si promette anche avanzamento, potere, salvezza, a chi segue bene le regole.
21) Senso di superiorità realizzato attraverso la censura di tutti gli altri gruppi, anche i più vicini da un punto di vista tecnico. Naturalmente questo si inquadra anche in un rinnovamento delle relazioni sociali (il matrimonio avviene all'interno del gruppo, si spezzano i rapporti precultici anche famigliari).
SINTOMI del SETTARISMO
che occorre valutare chiedendosi: a)quanti di tali indizi sono presenti; b)sono presenti in maniera forte o solo tendenziale; c)valutarli alla luce dei diritti umani; d)fare un bilancio d'insieme; d) tirare le conseguenze e avere il coraggio di dire: "mi sono ingannato entrando in questo o quel gruppo".1) Certi gruppi o movimenti promettono soluzioni totali ai problemi: livelli superiori di conoscenza, perfezione, felicità.
2) Pseudoscienza: dichiarano "scientifiche" cose indimostrate.
3) Fondano le loro "verità" su contatti con entità superiori, senza ammettere obiezioni o critiche.
4) Vi insegnano che solo loro possiedono la via della verità e della felicità.
5) Sfruttano momenti di debolezza o fragilità (chi non ne ha?): lutti separazioni, depressioni.
6) "Bombe di affettuosità": forte cameratismo e solidarietà interna. Nelle loro assemblee, ci si esalta, ci si autoconvince che "siamo i migliori".
7)Dividono l'universo in bene (loro) e male (tutti gli altri), con la conseguente demonizzazione degli "altri", schiavi della ignoranza o di satana: anche se in buona fede, "non possono capire".
8) Ma in genere la buona fede è negata: gli "altri" sono potenzialmente nemici.
9) Se le promesse (perfezione, felicità, successo) non si realizzano, è colpa dei vostri compromessi, o degli influssi "negativi" di quelli di fuori, a cominciare dalla vostra famiglia.
10) Il gruppo è l'unica salvezza in un mondo destinato alla catastrofe. L'idea di fuoriuscita o peggio, di espulsione, prospetta uno scenario di disperazione.
11) Qualche volta i metodi sono particolarmente duri: premi e castighi, confessioni umilianti, digiuni, veglie, lavori spossanti, farmaci o pratiche che alterano la coscienza.
12) Non rispettano ne segreti, ne privacy.
13) L'adesione esige una "inversione di marcia", col rigetto di precedenti valori e principi: famiglia, amicizia, disponibilità agli altri, rispetto delle opinioni e delle coscienze.
14) Se il mondo "di fuori" è demonizzato, non sembrerà strano l'isolamento fisico e psicologico.
15) Le esigenze del movimento sono al di sopra dell'individuo, e giustificano le limitazioni alla libertà di coscienza, di prendere decisioni, di intrattenere rapporti, di raccogliere informazioni.
16) Per impedire il cofronto di idee, talvolta è fatto divieto di contattare, e perfino salutare, i fuoriusciti dal culto, anche se fino a ieri erano carissimi amici.
17) Non si può leggere stampa religiosa diversa dalla propria.
18) Pian piano inducono a non ragionare con la propria testa. In alcuni gruppi, che pure si dichiarano "biblici", è vietato o sconsigliato fare ricerche bibliche personali.
19) Per ricevere stima e magari fare carriera, occorre, tanto, tanto conformismo, non c'è spazio per l'autonomia di pensiero e di comportamento.
20) Vi insegnano un linguaggio particolare; chi vi conosce dice che non siete più voi, che "parlate come un libro stampato", mascherando i vostri veri sentimenti, che emergono solo raramente.
21) Siete praticamente chiusi al dialogo, all'ascolto delle ragioni degli altri: la vostra "verità" non può essere messa in discussione, neanche su questioni secondarie.
22) Se nascono conflitti famigliari, la colpa è unicamente della famiglia e dei suoi istigatori.
23) In qualche caso viene giustificato l'abbandono della famiglia o del posto di lavoro.
24) Alcune volte giustificano l'odio.
25) C'è chi giustifica la menzogna se funzionale al gruppo.
26) In qualche caso legittimano la violenza fisica e morale.
27) I livelli superiori di alcuni gruppi custodiscono segreti sconosciuti ai semplici adepti.
28) Alcuni gruppi rivelano una ipocrisia generalizzata: esternamente di presentano sempre sorridenti, vincenti e solidali ma tra di loro sono di una litigiosità fuori dell'ordinario.
29) Alcuni gruppi chiedono cifre esorbitanti, inducendo qualcuno a indebitarsi. Talora obbligano a lavorare gratis o in nero, o in maniera gravosa quanto a orari o condizioni lavorative.
30) L'abbandono del gruppo è considerato un tradimento. I fuoriusciti, soprattutto se esprimono critiche, vengono fatti oggetto i accuse infamanti. Qualche volta il loro risentimento nella vita sociale è particolarmente difficile.





