DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Charles Taze Russell (1° presidente dei TdG)

 

Charles Taze Russell, fondatore e primo presidente dei TdG: era un Massone, uno Spiritista o un Testimone di Geova?
di Sergio Pollina


PREMESSA

Cosa sanno i testimoni di Geova di Charles Taze Russell? I “non addetti ai lavori”, riferendosi a lui, lo definiscono il “fondatore” dei testimoni di Geova, ma questa è una definizione che essi generalmente non accettano perchè fanno risalire il loro movimento, la loro esistenza, a parecchi secoli più indietro, addirittura al primo martire menzionato nelle Scritture, cioè Abele. Quindi, essi ritengono che sia più corretto dire che a Russell, tutt'al più, si deve “la storia moderna dei testimoni di Geova”.

Non è infrequente che i testimoni di Geova si esprimano nei confronti di questo personaggio con una certa indifferenza, e questo perchè cercano di allontanare dal loro gruppo anche il lontano sospetto che la loro organizzazione possa esser fatta risalire ad un uomo. Per cui quasi sempre negano con convinzione che le dottrine in cui essi credono ed i cardini della loro fede possano in alcun modo trovare dei collegamenti con la teologia russellita. A chi lo supponesse e desiderasse accingersi a dimostrarlo, quasi invariabilmente essi rispondono: «Con tutto il rispetto che possiamo nutrire per Russell, a noi non importa niente di ciò che egli disse. Ciò che noi crediamo lo crediamo perchè è scritto nella Bibbia, e non perchè lo ha detto Russell». Se ciò che conta è la buona fede, potremmo anche non obiettare a questa asserzione. I testimoni di Geova, nella quasi totalità, infatti, credono che le cose stiano proprio così, ed il Corpo Direttivo non lesina gli sforzi per aiutarli a convincersene sempre di più. D'altra parte, non potrebbe essere altrimenti. Già dopo pochi anni dalla sua morte prematura, cominciò un sottile ma efficace lavoro di demolizione di questo personaggio, ad opera del secondo presidente e suo successore, Joseph Franklin Rutherford, che in breve relegò Russell, i suoi scritti e le sue “intuizioni” teologiche nel dimenticatoio o, come vedremo, peggio che in esso.

Ma, ciò nonostante, nessuno è riuscito nell'intento di cancellare Russell e le sue idee dal geovismo. É vero che quasi niente di ciò che egli insegnò e credette è oggi insegnato e creduto dai suoi discendenti; ma il sistema che egli instaurò e il metodo da lui adottato, esercitano una inconfondibile e incancellabile influenza sui moderni eredi del primitivo gruppo degli “Studenti Biblici”, come essi erano conosciuti sin dapprincipio. Purtroppo, però, proprio per questa profonda idiosincrasia verso l'idea di una loro origine “umana”, di Russell essi non sanno quasi nulla ed il poco che sanno è edulcorato, manipolato, spesso stravolto; in poche parole, Russell è un perfetto sconosciuto proprio per quel “popolo” che egli contribuì a fondare. Questo lavoro intende colmare questa lacuna e presentare non solo una sintesi del pensiero originale di Russell, ma anche la storia delle manipolazioni a cui esso è stato sottoposto. Sarà pure detto qualcosa dell'uomo Russell, perchè questo non può essere disgiunto da ciò che lui fu e insegnò.

 BIOGRAFIA DI RUSSELL: SI' O NO?

Uno dei primi libri che la Società [Watch Tower] ha dedicato alla sua stessa storia, è del 1959 e si intitola Jehovah's Witnesses in the Divine Purpose (I testimoni di Geova nel proposito divino) e non è mai stato tradotto in italiano. Di esso, però, buona parte fu pubblicato a puntate sulla Torre di Guardia con il titolo Storia moderna dei testimoni di Geova, dal numero  del 15 agosto 1955 fino a quello del 15 dicembre 1956. Ebbene, già in esso si nota una stranezza apparentemente senza alcuna spiegazione se non quella della redazione separata dei suoi capitoli affidati a persone il cui lavoro non fu ben collazionato. Infatti, a pagina 16 del libro appare questa dichiarazione: «Quanto segue è tratto dai paragrafi iniziali della sua biografia, pubblicata su un'edizione successiva del suo ben noto libro, Il Divin Piano delle Età». Ma, solo poche pagine più avanti, esattamente a pagina 63, la stessa pubblicazione, alla domanda: «Ma, è vero che non avete mai pubblicato una biografia del Pastore Russell?» rispondeva con la chiara affermazione: «É vero». Sembra quindi che sin dal principio intorno a Russell si siano create due scuole di pensiero: una che tende a ridimensionarlo per allontanare dai Testimoni l'idea che sia a lui che si debba l'esistenza del movimento, un'altra, meno radicale e più realista che, pur con opportune cautele, tende a collocare quest'uomo al posto che gli compete.

Una dichiarazione in linea con questa seconda tendenza sembra essere quella che appare a pagina 42 del libro Proclamatori, e che dice: «L'attuale intendimento delle verità bibliche e le attività che svolgono [i testimoni di Geova] risalgono agli anni `70 del secolo scorso e all'opera di C.T. Russell e dei suoi collaboratori». Immediatamente dopo, questa dichiarazione così impegnativa viene diluita aggiungendo: «e quindi alla Bibbia e al cristianesimo primitivo». Spiace dirlo, ma sembra proprio che in questa, come in numerose altre circostanze, la Società Torre di Guardia, o se si preferisce, il Corpo Direttivo, sia incorso in una topica di notevoli dimensioni. Non è vero che l'attuale intendimento delle verità bibliche dei testimoni di Geova risalga a C.T. Russell e ai suoi collaboratori. Infatti, come vedremo di seguito, niente di ciò che lui insegnò è rimasto tale e quale, e, in quanto ai suoi collaboratori, nessuno d'essi gli rimase fedele, in quanto tutti indistintamente divennero “apostati”, si allontanarono da lui e dall'organizzazione che aveva fondato e quasi tutti crearono dei movimenti indipendenti.

 COSA CREDEVA RUSSELL?

Sono parecchie le “verità” fondamentali credute da Russell che con il trascorrere del tempo sono state ripudiate dal geovismo. Eccettuate, naturalmente, quelle che non erano una sua peculiarità, ma che egli aveva tratto da altre confessioni, alcune persino vecchie di secoli. La negazione della Trinità, il rifiuto di credere nell'immortalità dell'anima, la non esistenza dell'inferno, ed alcune altre dottrine del Russellismo, non sono infatti una scoperta di Russell, ma tutte, proprio tutte, sono il frutto di elaborazioni dottrinali a lui precedenti. Se si eccettuano queste, quelle che possiamo attribuire a Russell sono veramente poche, poichè anche quelle per cui diventò noto non erano sue, ma di altri. Al Corpo Direttivo, però, preme di poter affermare con sicurezza che su un punto di fondamentale importanza Russell, e lui solo, ebbe un merito non contestabile: quello di aver indicato con decenni di anticipo lo scadere dei cosiddetti Tempi dei Gentili. Su questo argomento sono state dette moltissime cose, e molti sono stati pure i tentativi di modificare la storia. Esaminiamo più da vicino, allora, ciò che in realtà avvenne.

La Società Torre di Guardia con accorta strategia, dà un colpo alla botte e un altro al cerchio; essa infatti asserisce che, sì, Russell aveva avuto un'intuizione profetica sul 1914, ma che le sue idee al riguardo non erano del tutto chiare. Per cui si attendeva una determinata cosa, ma ne accadde una un po' differente. Sono moltissime le citazioni tratte dalla letteratura di questo movimento che tendono ad accreditare l'idea che Russell e i suoi non fossero sicuri di ciò che sarebbe accaduto esattamente; avevano, cioè, l'idea di un'immane capovolgimento, ma non ne conoscevano i termini esatti. Ecco un florilegio di alcune d'esse:

«Charles Taze Russell e gli studenti biblici a lui associati compresero decenni in anticipo che il 1914 avrebbe contrassegnato lo scadere dei tempi dei Gentili o fissati tempi delle nazioni. (Luca 21:24) Sebbene all'epoca non comprendessero pienamente ciò che questo avrebbe significato, erano convinti che il 1914 avrebbe segnato una svolta nella storia mondiale, e non si sbagliavano (...) Già nel lontano 1876 i testimoni di Geova compresero che la profezia biblica indicava il 1914 E.V. come un anno in cui si sarebbero verificati importanti avvenimenti con effetti di vasta portata sulle attività umane (...) Sebbene a quell'epoca i Testimoni non comprendessero pienamente la portata degli avvenimenti che stavano per accadere, fin dal dicembre del 1879 la rivista Torre di Guardia aveva indicato che il 1914 sarebbe stato un anno segnato in riferimento alla profezia biblica (...) Allora non sapevamo esattamente cosa sarebbe accaduto nel 1914, ma eravamo sicuri di un fatto: l'anno 1914 avrebbe visto l'inizio del peggior tempo di difficoltà che la terra avesse mai conosciuto (...) Gli Studenti Biblici non erano completamente sicuri di ciò che sarebbe accaduto (...) All'epoca certi ostacoli impedivano di avere un chiaro intendimento della questione. Gli Studenti Biblici non comprendevano ancora in modo corretto quale posizione occupasse allora l'Israele naturale in relazione al proposito di Dio».


Sono corrette tutte queste affermazioni? L'attento esame delle dichiarazioni scritte, apparse per decenni su tutte le pubblicazioni della Società indica che si può trarne una conclusione simile? O, piuttosto, è vero il contrario, e cioè che Russell e i suoi avevano le idee chiarissime su ciò che sarebbe accaduto, su quando sarebbe accaduto e sulla impossibilità che gli avvenimenti prendessero una piega diversa dalle loro aspettative? Cominciamo quindi con il mettere in chiaro il punto principale: cosa si attendevano esattamente gli Studenti Biblici, e Russell in particolare dal fatidico anno 1914 o, per essere più precisi dal 1° ottobre 1914? Rivolgiamo la nostra attenzione ad una delle più note, ma pochissimo conosciuta, pubblicazioni di Russell, Three World and the Harvest of This World (Tre Mondi e la mietitura di questo mondo):

«E durante questi quarant'anni, [1874-1914 N.d.A.] il regno di Dio dev'essere stabilito (ma non nella carne, “prima quello naturale e poi quello spirituale),” i Giudei saranno restaurati, i Regni Gentili fatti a pezzi, “come stoviglie d'argilla”, e i regni di questo mondo diverranno i regni del nostro Signore e del suo Cristo, e verrà introdotta l'era del giudizio (...) Non sono disposto ad ammettere che in questo calcolo possa esservi anche un solo anno di errore. E questo non per dogmatismo, poichè sono pronto ad ammettere che la mia opinione ed i miei ragionamenti possono dimostrarsi errati come quelli di molti altri; e se, nel caso di cui ci occupiamo, disponessi di un solo argomento a favore, sarei pronto a riconoscere che vi potrebbe essere la possibilità che un errore possa saltar fuori inaspettatamente. Ma vi è una così gran massa di evidenze. Molti degli argomenti, la maggioranza direi, non si basano sulla teoria giorno-anno, ed alcuni di loro, non sono nemmeno basati sulla cronologia; e tuttavia fra tutti quanti esiste una meravigliosa armonia. Se aveste risolto un difficile problema di matematica, potreste pensare di aver commesso qualche errore di calcolo. Ma se aveste risolto quel problema in sette modi diversi raggiungendo in ciascun caso lo stesso risultato, sareste sciocco se dubitaste ancora della sua esattezza. Questo è un esempio pertinente del peso dell'evidenza che esiste a favore della correttezza della nostra attuale posizione».


Quindi, ecco che cosa, in sintesi, si attendevano Russell e il suo gruppo per il 1° ottobre 1914:
1. Il completo rovesciamento di tutti i regni o governi umani;
2. La presa di potere totale e assoluta da parte di Dio mediante Cristo;
3. La restaurazione del popolo d'Israele in Palestina;

Vi erano anche altre cose che essi si attendevano. Come scrisse in una lettera del 1914 uno degli intimi associati di Russell C.J. Woodworth, ad un suo correligionario: «Probabilmente ti sembro ridicolo perchè il 1° ottobre 1914 non sono andato in cielo». Sì, il “rapimento” era un'altra delle cose che era attesa immancabilmente per quella data, e che, naturalmente non si verificò. Ritornando, adesso, alle attese per il 1914, possiamo vedere chiaramente che: nessun regno umano fu rovesciato dal regno di Dio, il regno di Dio non prese possesso degli affari terreni, il popolo d'Israele non fu restaurato nella sua patria, nessuno degli studenti biblici, fu “rapito” al cielo. In poche parole, niente di quello che Russell si attendeva ebbe luogo. Nè d'altra parte era possibile che accadesse, in quanto, come ammette lo stesso libro Proclamatori, a pagina 631, “tutte quelle speranze e previsioni si basavano sul vivo desiderio di vedere l'adempimento delle infallibili promesse di Dio ben note a quei cristiani zelanti”. Evidentemente, il “vivo desiderio” non è sufficiente perchè la cosa desiderata si avveri, e ciò fu più che mai vero per il gruppo di Russell. Bisogna però dire, a onor del vero, che il “vivo desiderio” è un'aggiunta posteriore, in quanto per Russell, come abbiamo già visto, non si trattava di un “vivo desiderio” ma di una incrollabile certezza. Certezza che, per alcuni decenni, fu condivisa anche dal suo successore, il fecondo e prolifico “giudice” Rutherford, che, ancora nel 1927, e cioè tredici anni dopo il 1914, così scriveva nel libro Creazione:

«Vi sono due date importanti che non devono essere confuse, ma chiaramente differenziate; cioè, l'inizio del “tempo della fine” e l'inizio della presenza del Signore. “Il tempo della fine” abbraccia un periodo che comincia nel 1799 A.D. fino al tempo del completo rovesciamento dell'impero di Satana ed al ristabilimento del regno del Messia. Il tempo della seconda presenza del Signore comincia nel 1874, cioè durante la seconda parte del periodo noto come “il tempo della fine”. (Pag. 319).


Una certezza, quindi, quella della cronologia di Russell, che durò per lo meno fino al 1935, periodo in cui, come dice il libro Proclamatori, “un riesame del quadro generale della cronologia biblica rivelò che la traduzione inesatta di Atti 13:19, 20 nella King James Version, unita a certi altri fattori, aveva causato un errore di oltre un secolo nella cronologia” (pag. 633). Una cosa è certa: per un lungo periodo di oltre settantadue anni, l'organizzazione degli studenti biblici prima, e dei testimoni di Geova poi, credette e insegnò che l'avvenimento più importante della storia umana, cioè la seconda presenza di Cristo avesse avuto luogo nel 1874, mentre non era assolutamente vero. Annunciarono, quindi, per settantadue anni un fatto inesistente che costituiva la stessa ragion d'essere della loro principale pubblicazione che fino a quel tempo e oltre, si era chiamata, per l'appunto La Torre di Guardia di Sion e Araldo della Presenza di Cristo. Quando si accorsero di aver annunciato una presenza che non c'era, tolsero la parola presenza e il nuovo titolo fu semplicemente La Torre di Guardia annunziante il regno di Geova.

Sta di fatto, però, che Russell non sarebbe stato nè sarebbe d'accordo su questa nuova presa di posizione del geovismo. Per lui la cronologia era assolutamente corretta, e non serve a nulla che l'odierno Corpo Direttivo continui a pubblicare dichiarazioni e citazioni estrapolate fuori dal contesto per far credere il contrario. Russell era di tutt'altro avviso e non si può fargli violenza solo perchè lui non si può difendere. Ma le sue parole possono farlo, ed esse dimostrano che il motivo per cui la cronologia è stata dichiarata sbagliata è solo perchè non è accaduto niente di ciò che ci si attendeva e quindi, di conseguenza, Russell e i suoi dovrebbero essere accusati di falsa profezia. Cercando di far credere in una veduta possibilista dello stesso Russell nei suoi calcoli cronologici, si può continuare ad accreditare la vecchia e stonata canzone del “previsioni giuste, tempo sbagliato”. Ma, ecco di seguito, ciò che disse Russell sulla Torre di Guardia di Sion del 1° ottobre 1907 e cioè sette anni prima del fallimento delle sue aspettative:

Un caro fratello ci chiede, Possiamo essere assolutamente sicuri che la Cronologia esposta negli Studi sulle Scritture sia corretta? Che la raccolta abbia avuto inizio nel 1874 A.D. e che finirà nel 1914 durante una tribolazione che rovescerà tutte le attuali istituzioni e sarà seguita dal regno di giustizia del Re della Gloria e della sua sposa, la chiesa?

 

Noi rispondiamo, come abbiamo già fatto parecchie volte nell'Aurora e nelle Torri e sia oralmente che per lettera, che non abbiamo mai preteso che i nostri calcoli siano infallibilmente corretti; non abbiamo mai preteso che essi fossero conoscenza, nè che fossero basati su evidenze indiscutibili, su fatti o conoscenza; noi abbiamo sempre detto che essi si basano sulla fede. Noi abbiamo presentato le evidenze il più chiaramente possibile e abbiamo esposto le conclusioni di fede che abbiamo tratto da esse, ed abbiamo invitato altri ad accettarle molto o poco a secondo di ciò che comandano loro il cuore e la mente. Molti hanno esaminato queste evidenze e le hanno accettate; altri invece hanno scelto di rigettarle. Sembra che quelli che le hanno accettate per fede abbiano ricevuto speciali benedizioni, non solo per quanto riguarda il fatto delle armonie profetiche, ma anche in quanto a grazia e verità (...) Desideriamo anche ricordarvi che ai punti deboli della cronologia si supplisce con le varie profezie che si intrecciano con essa in una maniera così rimarchevole che la fede nella cronologia diviene quasi certezza della sua correttezza. Cambiarla anche di un solo anno sconvolgerebbe i meravigliosi paralleli della consonanza; poichè alcune delle profezie vanno calcolate nell'era precristiana, altre in quella cristiana, ed altre ancora si calcolano in base a entrambe. Noi crediamo che Dio voglia che queste profezie siano comprese “al tempo opportuno”; noi crediamo che adesso siamo in grado di comprenderle e che esse ci parlino mediante la cronologia (...) É questa cronologia e nessun altra che ci ha spinto a mettere in ordine le nostre lampade, in armonia con la promessa che il Signore ci ha fatto per mezzo del suo Apostolo, “Voi fratelli non siete nelle tenebre, così che quel giorno non venga su di voi come su dei ladri” (...) Ma solo per amore del ragionamento avanziamo un'ipotesi che non vogliamo nemmeno prendere in considerazione: supponiamo che il 1915 A.D. passi e non sia accaduto nulla, nè che gli “eletti” siano stati “mutati”, nè che vi sia stata la restaurazione dell'Israele naturale nel favore del Nuovo Patto. (Rom. 11:12, 15). Che dire in tal caso? Non sarebbe questa una dimostrazione che la nostra cronologia è errata? Sì, certamente! E non costituirebbe questo un cocente disappunto? In effetti lo sarebbe! Ciò arrecherebbe un danno irreparabile alle dispensazioni parallele e al doppio d'Israele, ed al calcolo dei Giubilei, e alla profezia dei 2.300 giorni di Daniele, ed al periodo chiamato “Tempi dei Gentili”, e ai 1.260, 1.290 e 1.335 giorni, l'ultimo dei quali contrassegna l'inizio della “raccolta” . Che disastro sarebbe! Una delle corde della nostra “arpa”  sarebbe irrimediabilmente rotta!

 

Le Scritture insegnano che nell'era Millenniale l'Israele carnale sarà la nazione principale, “La gioia dell'intera terra” (...) Come molti dei nostri lettori sanno, noi crediamo che la Parola di Dio ci dia le prove inconfutabili del fatto che stiamo vivendo adesso in questo “Giorno del Signore”; che esso abbia avuto inizio nel 1873, e che è un giorno che dura quarant'anni, proprio lo stesso periodo del “giorno della tentazione nel deserto”, quando Israele mise alla prova Dio e vide le Sue opere per quarant'anni”. (...) I trent'anni che trascorsero prima che Gesù si battezzasse, hanno il loro parallelo nell'intervallo di tempo fra il 1844 ed il 1874, data quest'ultima nella quale ebbe inizio la raccolta della dispensazione del Vangelo. Il ministero personale di Cristo di 3½ anni, terminato con la sua morte, ha un parallelo nei 3½ anni di raccolta dall'autunno 1874 fino alla primavera del 1878. (...) La guerra anglo-turca del 1878, che ebbe luogo all'incirca al tempo del congresso di Berlino, conferì certi particolari favori ai Giudei, aprendo la porta alla loro restaurazione, e ciò è certamente in armonia con l'applicazione (...) Nessuno che sia familiare con questo argomento, può non rendersi conto che qualsiasi cosa tenda a indebolire o a mettere da parte i parallelismi, indebolisce l'intera posizione. (...) tutti quelli che si intendono dell'argomento, ammettono che l'adempimento della parabola ebbe inizio nel 1844 e termine nel 1874, e che siamo sempre stati a favore della collocazione del grido che annunciava l'arrivo delle sposo nel 1874, cioè “il grido di mezzanotte”, che ebbe inizio a mezzanotte, cioè nel 1859, e tutto ciò con ottime motivazioni (...) In armonia con tutto ciò io credo che Cristo sia venuto in veste di sposo nel 1874 (...) Evidentemente la presenza del Signore non si può riconoscere con gli occhi naturali, ma con quelli della fede, e non dovrebbe esservi disaccordo fra i suoi servitori in quanto al fatto della Sua presenza: (Matt. xxiv, 44:49). Gesù ci disse di stare attenti, poichè sarebbero sorti falsi insegnanti dicendo, “Eccolo là!” O: “Eccolo qui!” non uscite nè andate loro dietro. Io non verrò in alcuna maniera visibile, ma come la luce che non può essere vista (l'elettricità, invisibile, può fare in un solo secondo ben sei giri del mondo), “così sarà il Figlio dell'uomo nel suo giorno”. (...) I “cicli dei Giubilei” dimostrano che il grande giubileo o “tempo della restituzione di tutte le cose” cominciò ad avere inizio nel 1875. Esso rappresenta un chiaro e forte argomento basato sia sulla “Legge” che sui Profeti; Nessuno è mai stato in grado di smentirla. Io credo che nessuno potrà mai rovesciarlo, nè trovare un punto debole in esso, poichè proviene dal Signore. Tenendo questo in mente, volgetevi adesso ad Atti iii, 20:21, ed ascoltate ciò che Pietro, sotto ispirazione, dice: “e onde egli vi mandi il Cristo che vi ha costituito, Gesù, che il cielo deve in realtà ritenere fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose”. Adesso, non è chiaro che se i tempi della restituzione ebbero inizio nel 1875, i cieli non possono più a lungo ritenerlo. É egli qui presente? Questo è certo (...) Noi abbiamo scoperto che l'Era Giudaica fu provveduta affinchè servisse da modello, o ombra, o illustrazione dell'Era Evangelica, e noi ce ne siamo resi conto. Quest'ultimo periodo è collocato ad un livello più elevato del precedente, ma eccettuato questo esso è la sua esatta controparte. Trascorsero 1841 ½ anni della loro Era prima che iniziasse il periodo della loro raccolta, quando Gesù divenne presente nella carne nella sua casa terrena. E fu dopo 1841½ anni dall'inizio dell'Era Evangelica alla Pentecoste (33 A.D.) che ebbe inizio la nostra “raccolta” nell'autunno del 1874, quando la nostra “sicura parola di profezia” lo annunciò nuovamente presente, impegnato nell'opera di mietitura o di raccolta della sua casa spirituale (...) Così come Gesù abbandonò la sua chiesa nominale alla fine del periodo di 3½ anni del suo ministero perchè essi “non avevano compreso il tempo della loro ispezione”, similmente nel punto parallelo del 1878, noi crediamo che la chiesa nominale sia stata rigettata e che egli abbia iniziato a “vomitarla dalla sua bocca” [Riv. iii]. E come alla casa giudaica fu mostrato uno speciale favore per 3½ anni, la seconda metà della settimana del loro patto, così ci attendiamo che la chiesa nominale continui a godere di un certo favore per 3½ anni, o fino all'autunno del 1881. Come nel caso dei Giudei a 7 anni di favore seguì un periodo di 33 anni difficoltà, così noi comprendiamo che per la cosiddetta cristianità vi sarà un periodo di 33 anni di difficoltà che insieme ai precedenti 7 anni porterà a 40 anni di difficoltà o al “Giorno dell'ira” che avrà termine con i tempi dei Gentili nel 1914, quando il regno di Dio [pronto per essere insediato o esaltato al potere] avrà infranto in pezzi e consumato tutti i regni terreni (...) Noi crediamo che i sette anni (“raccolta”) dall'autunno del 1874 al 1881, è il tempo della costruzione di questo tempio, cioè di portare tutti i membri - i tralci fruttiferi della Vite - alla perfetta condizione spirituale. E le pietre viventi per questo tempio scelte e preparate durante quest'età del Vangelo, erano quasi tutte pronte prima che cominciasse la costruzione (1874), e devono tutte essere pronte prima che il tempio sia completato, ed esso deve essere completato prima che la “gloria del Signore” lo riempia. 2 Cor. v. 1-13, e Riv. xv. 8. (...) A parte ogni altra prova indicante che il nostro cambiamento è vicino, il fatto che la maniera del cambiamento può adesso essere compresa, è un'evidenza del fatto che siamo vicini al tempo del cambiamento, poichè la verità è “cibo a suo tempo”, e si comprende solo a tempo debito. (...) Il collocare le pietre di fondamento, noi pensiamo, rappresenta appropriatamente la resurrezione dei profeti, ed essa sembrerebbe indicata dalla dichiarazione che Dio rivolse a Daniele, cioè: “E in quanto a te stesso, va verso la fine; e riposerai, ma sorgerai per la tua sorte alla fine dei giorni”. (Dan. xii. 13). I giorni a cui si fa qui riferimento sono quelli del versetto 12°, i “milletrecentotrentacinque giorni” , quando fu stabilita l'abominazione, e dal 538 tempo dell'abominazione (così indicata al versetto 11) 1335 anni, se prolungati fino al loro limite, ci portano al 1874. Questo è uno degli argomenti che provano la presenza di Cristo in quel tempo, poichè Daniele non poteva andare al suo luogo e resuscitare fino a che Cristo non fosse venuto (...) Se questa è l'applicazione corretta (e sembra armoniosa) ed il tempo della costruzione è di sette anni, allora ci aspettiamo il nostro cambiamento per il 1881 o anche prima, poichè dal 1874 a quella data sarebbe il tempo necessario per costruirlo (...) Desideriamo aggiungere un'altra cosa, e cioè che piovve per quaranta giorni dopo che Noè entrò nell'arca, e questo periodo rappresenta i quarant'anni di difficoltà dopo che noi siamo entrati. Dal 1881 al 1914 incluso, vi sono solo circa trentatrè anni, per cui sotto questo aspetto vi è una differenza. Ma questo non si può prendere in considerazione come obiezione, perchè sebbene il tempo della raccolta alla fine dell'era cominci cronologicamente nel 1874, tuttavia la distretta non può aver inizio, a rigor di termini, fino a che i santi non siano stati presi. “Ancora sette giorni [anni] e io farò piovere sulla terra”, è una frase di grande significato, perchè noi abbiamo atteso la distretta, in un senso speciale, verso il 1881, e secondo il tipo, noi dobbiamo entrare in quel periodo di tempo.  


Le parole che abbiamo riportato sopra non lasciano adito a dubbi: nella cronologia di Russell non vi è alcuno spazio per un cambiamento di date, nemmeno di un solo anno! Ne vi è la possibilità di intendere la data del 1914 come la data per un avvenimento di grande portata ma nebuloso nel suo significato, come oggi il Corpo Direttivo vorrebbe far credere. Lo scoppio della Grande Guerra non rappresentò assolutamente l'adempimento delle attese profetiche di Russell, ne esso adempì il significato che Russell attribuiva all'espressione “fine del tempo dei gentili”. Infatti la fine dei regni umani avrebbe dovuto essere visibile, concreta, seguita immediatamente dalla instaurazione del regno di Dio. Viceversa, nessun regno finì, nè alcuna nazione scomparve. Anzi, dopo quella guerra disastrosa, le nazioni entrarono in un periodo di prosperità tecnologica e culturale senza precedenti. Le nazioni , lungi dallo scomparire, più forti che mai, si organizzarono e cancellarono le cicatrici del conflitto. Insomma, nè la forma, nè la sostanza di quello che Russell si attendeva si realizzò, nemmeno in parte, nemmeno in apparenza. Solo attribuendo agli avvenimenti della storia un significato che non hanno e volendo leggere nelle parole di Russell dei pensieri che egli non ebbe mai, si può continuare a perpetrare un inganno e una disiformazione delle dimensioni di quella che La Torre di Guardia porta ormai avanti da parecchi decenni.

Ma non è tutto.  Una volta giustificato il fallimento di Russell, basato sul suo “vivo desiderio” di vedere nell'arco della sua vita la realizzazione delle sue speranze, bisognava che la Società potesse spiegare come, dopo la rovina di un sofisticatissimo sistema cronologico basato su delicati equilibrismi e paralleli che si incastravano l'uno con l'altro come un “puzzle”, si potesse tenere ancora in piedi la fiducia nella sua cronologia. Si cominciò col dire che esistevano “certi ostacoli [che] impedivano di avere un chiaro intendimento della questione. Fra questi “ostacoli” vi era la questione ebraica. Secondo la Torre di Guardia “Gli Studenti Biblici non comprendevano ancora in modo corretto quale posizione occupasse allora l'Israele naturale in relazione al proposito di Dio. Questo ostacolo non fu eliminato finchè non divenne più che evidente che agli ebrei come popolo non interessava essere usati da Dio nell'adempimento della sua parola profetica” A prescindere dal fatto che non sembra proprio vero che agli ebrei come popolo non interessa essere usato da Dio nell'adempimento della sua parola profetica, è vero tutto il contrario. Solo una profonda e voluta ignoranza può far credere che il popolo d'Israele si sia chiamato fuori dal proposito di Dio che esso, invece, in particolare la parte più ortodossa, ritiene che si adempirà esclusivamente su di lui. Ma a parte questo, è proprio fuorviante dire che “all'epoca” di Russell non si comprendeva correttamente il ruolo d'Israele. Infatti, non solo al tempo di Russell, ma ancora al tempo di Rutherford, nel 1929, la si pensava allo stesso modo. Vediamo.

 

RUSSELL, RUTHERFORD E LA “QUESTIONE EBRAICA”

Tutto questo ci stimola ad una riflessione e ad un approfondimento. É possibile che l'idea di Russell e di Rutherford prima del 1930 fosse diversa da quella che da allora in poi e a tutt'oggi i testimoni di Geova credono perchè così è stato insegnato loro a credere? Sì, è possibile. Infatti, un'attenta analisi di questo soggetto, che non tenga conto delle stratificazioni ideologiche successive, mostra con molta chiarezza che l'espressione “tempi dei Gentili” non può che essere in relazione agli Ebrei, o al popolo d'Israele. Nel significato che originariamente il movimento di Russell attribuiva a questa espressione ciò che ci si doveva attendere quando fossero compiuti i “tempi dei Gentili” era il ritorno dei Giudei in Palestina, essendo stato rimosso, dopo “sette tempi” di dominio gentile ostile, l'ostacolo che impediva tale rientro. Solo quando i gentili avessero perso il loro potere, agli Ebrei sarebbe stato consentito di riprendere possesso della loro patria.  Questo era il pensiero chiaramente espresso da J.F. Rutherford nel 1929 nel libro Vita, dove egli disse che:

«Il fatto che Iddio, a mezzo del suo profeta, promise di farli ritornare nella loro patria è prova decisiva che le loro ostilità devono cessare un giorno. Vi sono dei determinati tempi profetici che ora si possono scorgere alla luce degli avvenimenti che si vanno svolgendo, i quali indicano con esattezza il momento in cui finirà “l'ostilità” degli Ebrei. Ma questi verranno esaminati in seguito. Si esaminerà prima di tutto le sicure promesse date ad Israele ch'esso dovrà ritornare in Palestina (...) La promessa, ripetuta di tanto in tanto, che il Signore li avrebbe raccolti e li avrebbe benedetti nel paese, per sempre, è prova certa e conclusiva che la promessa doveva essere adempiuta dopo la loro dispersione per mezzo dei Romani nell'anno 73 dell'èra nostra. Queste profezie devono avere il loro adempimento quando finirà la lunga era d'ostilità contro Israele. E questo tempo è ora imminente (...) Il rovesciamento del regno avvenne l'anno 606 av.C. Allora si formò il primo impero universale dei Gentili. Allora Iddio tolse ad Israele il diritto di governare e permise che i Gentili assumessero autorità e l'esercitassero. Si deve concluderne che i Gentili dovevano continuare a dominare, per concessione di Geova, per un periodo di sette tempi. La profezia di Daniele che si riferisce a Nebucadnetzar e alle potenze mondiali, chiaramente fa conoscere che l'èra dei Gentili dev'essere un periodo di sette tempi. (Dan. 4:16) Questo periodo di sette tempi indica pure la lunghezza del tempo “d'ostilità” degli Ebrei, durante il quale dovevano rimanere isolati ed esser puniti e perseguitati in paesi stranieri (...) Questo periodo di 2520 anni dovette finire il 1° Agosto 1914. Se questo calcolo è corretto, e lo deve essere, allora qualche cosa dev'essere accaduta nel 1914 che deve aver segnato la fine del favore di Dio verso i Gentili, e qualche cosa subito dopo che deve avere indicato che il favore di Dio ritornava ai Giudei. Ed infatti troviamo che così avvenne. Il 1° Agosto 1914 le nazioni dei Gentili si adirarono e incominciò la grande guerra mondiale, precisamente come era stato predetto dal Signore (...) Esattamente al tempo prefisso, dunque, nel 1914, alla fine dei sette tempi, incominciò la guerra; e l'utile che risultò per i Giudei da questa guerra fu il riconoscimento, per parte della potenze mondiali, del loro diritto a ritornare in Palestina e a ricostruire il loro paese». -- pagine 123-135.


Aveva dubbi il “giudice” Rutherford, e quindi l'organizzazione dei Testimoni, che questo fosse il vero e unico significato dell'espressione “tempi dei Gentili”?  Nè nella sua mente nè in quella di Russell aveva mai allignato alcuna incertezza o perplessità sul significato di quegli avvenimenti, come invece adesso si vorrebbe far credere. La risposta non può quindi che essere affermativa. Non v'era alcun dubbio. Infatti, poche pagine più avanti, il libro Vita così continuava a dire:

«I fatti rivelano che il periodo di sfavore o punizione d'Israele ebbe esattamente la stessa lunghezza del periodo di tempo durante il quale questo popolo beneficò del favore di Dio (...) É pertanto assolutamente certo e fuori di dubbio che il periodo di sfavore da parte di Dio verso i Giudei avrebbe avuto la stessa lunghezza che il periodo di favore, del quale sarebbe stato il duplicato (...) Il tempo è stato esattamente calcolato» -- pagine 154-156. (La sottolineatura è mia)


Dello stesso avviso era Russell, del quale il libro What Pastor Russell Wrote for the Overland Monthly, alle pagine 82 e 83 riporta un discorso intitolato “I Tempi dei Gentili” che, fra l'altro, dice: «[I] sette tempi simbolici o anni - 2520 anni letterali, spirano nell'ottobre 1914. Cosa accadrà allora? (...) L'Iddio dei cieli, che aveva concesso ai domini Gentili della terra di governare la terra per “Sette Tempi”, aveva stabilito che alla fine di questi “Sette Tempi” li avrebbe rimossi dall'esistenza (...) L'ottobre 1914 contrassegnerà la fine del periodo di disfavore divino nei confronti dei Giudei”. Che il “giudice” Rutherford fino a pochi anni prima del 1932, fosse assolutamente certo della bontà delle sue opinioni sui giudei, lo conferma, se mai ve ne fosse bisogno, la prefazione del suo libro “Conforto per i Giudei”, del 1925. Essa così diceva:

“Il giudice Rutherford, conosciuto il tutto il mondo come amico del popolo ebraico, sostiene vigorosamente l'aspirazione dei Giudei di ritornare in Terra Santa. Egli è contrario al proselitismo fra i Giudei, ritenendo che esso non solo sia un errore, ma sia contrario alle Scritture. I suoi discorsi a vasti uditori, che sono stati trasmessi per radio in tutto il mondo, sul soggetto “I Giudei ritornano in Palestina” hanno creato un grande interesse ... Questo volume sarà di profondo interesse sia per i Giudei che per i Gentili.  Esso è la prima presentazione assolutamente libera da pregiudizi su questo soggetto basata sul punto di vista scritturale che sia mai stata pubblicata”.


Ma, improvvisamente, già agli inizi del 1928, egli cominciò a negare che l'Israele naturale fosse la parte terrena del “seme d'Abramo” mediante il quale tutte le nazioni si sarebbero benedette. Successivamente, negli anni 1931 e 1932 egli diede alle stampe i due volumi del libro “Rivendicazione” ed in esso fu profondamente modificata, potremmo dire stravolta, tutta la costruzione dottrinale che vedeva il ritorno dei giudei in Palestina come primario adempimento della profezia biblica e parte fondamentale del proposito di Dio. Nel suo commento al capitolo 36 di Ezechiele, così egli scrive:

Gli Ebrei furono cacciati dalla Palestina e `la loro casa rimase desolata' perchè essi avevano rigettato Cristo Gesù, il diletto e unto re di Geova. Fino ad oggi gli Ebrei non si sono pentiti di tale atto criminale perpetrato dai loro antenati. Molti di loro sono ritornati in terra di Palestina, ma sono stati indotti a farlo per  egoismo o per ragioni sentimentali. Durante il lungo periodo trascorso dal tempo della loro espulsione ad oggi Gli Ebrei hanno subito il `biasimo dei pagani' ma non per amore di Geova, nè per il nome di Cristo ... Gli Ebrei, invece, durante la seconda guerra mondiale hanno ottenuto riconoscimenti dalle nazioni pagane. Nel 1917 fu promulgata la Dichiarazione Balfour, sostenuta dai governi pagani dell'organizzazione di Satana, che riconosceva agli Ebrei, e concedeva loro grandi favori ... Fino a ora anche il popolo di Dio ha sottovalutato il fatto che gli affari del Regno di Dio con riferimento ai re della terra sono d'importanza ben più grande che il ripopolamento di quella striscia di terra sulla parte orientale del mar Mediterraneo. Gli Ebrei hanno ricevuto molta più attenzione di quanta ne meritassero.


Anche alle profezie di Zaccaria che in precedenza erano state tutti interpretate favorevolmente nei confronti del popolo ebraico adesso toccò la stessa sorte. Nel 1934 fu pubblicato il libro Geova, nel quale per la prima volta fu negato che il nuovo patto sarebbe stato stipulato con l'Israele naturale all'inizio del Millennio, come in precedenza sia Russell che lo stesso Rutherford avevano insegnato a chiare lettere, e si affermava che l'Israele spirituale (la chiesa) era il destinatario delle promesse. In quello stesso anno fu pubblicato un opuscolo, intitolato Il Popolo favorito, nel quale Rutherford diceva:

É stato spesso detto che tutti quelli che ricevono le benedizioni del Regno sotto Cristo devono divenire Giudei. Le Scritture non giustificano una conclusione del genere, piuttosto, al contrario, esse mostrano che le cose stanno proprio all'opposto ... Il popolo che è attualmente chiamato Giudeo è un popolo di commercianti. Fra di loro vi sono gli uomini più ricchi e più avari che il mondo abbia mai conosciuto. Alcuni dei più importanti rappresentanti dell'Alta Finanza sono Giudei. La maggior parte di loro sono arroganti, pieni di sè, ed estremamente egoistici. Hanno poca o nessuna fede nella Parola di Dio e non credono assolutamente che il Signore Gesù sia il Salvatore del mondo. Non sembra quindi ragionevole che all'inizio delle benedizioni terrene nel Regno il signore estenda il suo primo favore a tali persone. Non è scritturale ... Gesù disse a questi Giudei che sarebbe stato più difficile per loro mettersi in armonia con il Regno che per le nazioni pagane.


Come mai questo voltafaccia che collocò il geovismo sullo stesso piano dell'antisemitismo cattolico e protestante, del quale sono in questi ultimi anni le grandi religioni stanno cercando di emendarsi, pur se a fatica? Sembra che il motivo per cui ebbe termine il “feeling” di Rutherford nei confronti degli Ebrei, sia stata la nuova idea che il proposito principale di Geova fosse quello di rivendicare il suo nome e che questo potesse aver luogo soltanto suscitando un popolo eletto - i testimoni di Geova - che del suo nome fosse il portatore, e che sarebbe rimasto incrollabilmente fedele sotto qualsiasi prova. Il radunamento degli Ebrei in Palestina, invece, non sembrava più a Rutherford che rivendicasse sufficientemente il nome di Geova. Il “giudice” aveva l'abitudine di dire: “Il radunamento di pochi Ebrei in Palestina non rivendica il nome di Geova, ma una testimonianza mondiale a Geova sì”.

Quindi, in base alla sua visione megalomane del suo movimento, un movimento che egli aveva creato, sradicando quasi del tutto ciò che il suo predecessore, Russell, aveva edificato, Rutherford ne rielaborò tutta la dottrina relativa al ritorno degli Ebrei in Palestina e contribuì così a modificare profondamente quello che era uno dei tratti caratteristici del Russellismo e che adesso poteva essere senza troppe ambasce messo da parte.


 LA CRONOLOGIA DI RUSSELL ERA TUTTA SBAGLIATA?

Sembra proprio di sì, a dar retta al recente libro I Testimoni di Geova: proclamatori del regno di Dio. Esso, infatti, impegnato a demolire ogni credibilità della cronologia di Russell, dice: «Che il 1878 fosse un anno importante sembrava avvalorato dal riferimento a Geremia 16:18 (`il doppio di Giacobbe', KJ) insieme a calcoli indicanti che dalla morte di Giacobbe fino al 33 E.V., quando l'Israele naturale fu rigettato, erano trascorsi, si credeva, 1845 anni, e che il doppio, o duplicato, di questo sarebbe andato dal 33 E.V. fino al 1878. (...) Facendo altri paralleli si affermò che la desolazione di Gerusalemme nel 70 E.V. (37 anni dopo che Gesù era stato acclamato re dai discepoli al suo ingresso in Gerusalemme) poteva indicare il 1915 (37 anni dopo il 1878) come culmine dell'anarchia che secondo loro Dio avrebbe permesso per porre fine alle esistenti istituzioni del mondo. Questa data compariva nelle ristampe degli Studi sulle Scritture (Vedi il vol. II in inglese, pp. 99-101, 171, 221, 232, 246-7; confronta la ristampa del 1914 con le edizioni precedenti come quella del 1902 dell'Aurora del Millennio), Sembrava loro che questo ben si accordasse con quanto era stato pubblicato a proposito del 1914, l'anno che avrebbe segnato la fine dei tempi dei Gentili. (...) Poi, negli anni dal 1935 al 1944, un riesame del quadro generale della cronologia biblica rivelò che la traduzione inesatta di Atti 13:19, 20 nella King James Version, unita a certi altri fattori, aveva causato un errore di oltre un secolo nella cronologia (...) Vedi “La verità vi farà liberi”, cap. XI; “Il Regno è vicino”, pp. 169-75; anche The Golden Age, 27 marzo 1935, pp. 391, 412. Da queste tavole cronologiche bibliche corrette si capiva che l'uso che si era fatto delle date 1873 e 1878, e anche di date derivate da queste sulla base di paralleli con avvenimenti del I secolo, era fondato su malintesi». Sullo stesso tono si esprimeva il libro Il Millenario Regno di Dio si è avvicinato (1973 [1975 in italiano]), al sottotitolo “Corretto un errato intendimento” (pag. 207):

«É vero che il direttore ed editore de La Torre di Guardia di Sion e Araldo della presenza di Cristo calcolò che la “presenza” o parusia dello Sposo celeste fosse cominciata nell'anno 1874 E.V. Inoltre, che la data della creazione del primo uomo da parte di Geova Dio fosse l'anno 4128 a.E.V., il che significava che seimila anni d'esistenza umana sulla terra fossero finiti nell'anno 1872 E.V., com'era calcolato da Russell e dai suoi associati. Questo calcolo cominciò ad annunciarsi sulla prima pagina de La Torre di Guardia di Sion e Araldo della presenza di Cristo a cominciare dal numero del 1° luglio 1906, e questa pratica continuò fino al numero del 15 settembre 1928. Per esempio, sul primo di tali numeri menzionati apparve la data dell'edizione: “1° luglio 1906 A.D.--6034 A.M.”; mentre l'ultimo numero menzionato aveva la data: “6056 Anno Mundi, 15 settembre 1928”. La data Anno Mundi o dell'”Anno del Mondo” si calcolò che fosse l'anno 4128 avanti la nostra Era Volgare. Due anni si concessero comunque per l'innocenza dell'uomo e della donna perfetti nel Giardino di Eden prima che vi entrasse il peccato, e si calcolò quindi che l'anno che vi entrò il peccato fosse il 4126 a.E.V. Questo fece loro calcolare che i seimila anni di peccato fossero finiti nel 1874 E.V., anno in cui inoltre, nell'autunno, sarebbe cominciato il settimo millennio, l'istigatore al peccato, Satana il Diavolo, sarebbe stato legato e gettato nella fossa senza fondo e Cristo avrebbe dato inizio al dominio dei predetti mille anni. Ciò significava che l'anno dell'inizio del dominio di Cristo fosse anche l'anno del suo ritorno e il principio della sua invisibile presenza o parusia. La summenzionata cronologia seguiva il suggerimento che The Emphatic Diaglott di Wilson faceva nella sua nota in calce su Atti 13:20, versetto che diceva: “E dopo queste cose, egli diede Giudici per circa quattrocentocinquant'anni, fino a Samuele il profeta”. (Si vedano anche la Versione Riveduta e la Versione di G. Diodati). La nota in calce su questa lettura del versetto dice:

 Qui sorge una difficoltà che ha sconcertato molto i cronologi biblici. La data che qui si indica è diversa dalla dichiarazione che si trova in I Re 6:1. Sono state offerte molte soluzioni, ma una sola che sembra interamente soddisfacente, cioè che il testo di I Re 6:1 sia stato corrotto, sostituendo alla cifra ebraica dalet (4) he (5) che è molto simile nella forma. Questo renderebbe 580 anni (invece di 480) dall'esodo all'edificazione del tempio, e concorderebbe esattamente con la cronologia di Paolo.

 

Conformemente, a pagina 53 del libro intitolato “Il tempo è vicino”, l'autore C.T. Russell, riferendosi a I Re 6:1, scrisse: 

Evidentemente dovrebbe dire cinquecentottantesimo anno, e fu possibilmente un errore di trascrizione; poichè se ai quattro anni di Salomone aggiungiamo i quaranta di Davide, e lo spazio dei quaranta di Saul, e i quarantasei anni da quando lasciarono l'Egitto alla divisione della terra, abbiamo centotrent'anni, che sottratti ai quattrocentottanta lascerebbero per il periodo dei Giudici solo trecentocinquant'anni, invece dei quattrocentocinquant'anni menzionati nel Libro dei Giudici, e da Paolo, come fin qui è stato mostrato. La lettera ebraica “dalet” (4) è molto simile alla lettera “he” (5), e si suppone che in questo modo sia stato commesso l'errore, forse lo sbaglio di un trascrittore. I Re 6:1 dovrebbe quindi dire cinquecentottanta, e così essere in perfetta armonia con le altre dichiarazioni. 

Così, inserendo 100 anni nella cronologia biblica durante il periodo dei giudici, la creazione dell'uomo fu spostata indietro di 100 anni al 4128 a.E.V., e i seimila anni di esistenza dell'uomo sulla terra finivano nel 1872 E.V. (Il tempo è vicino [inglese], pagina 42) Quind

 

o i seimila anni del peccato umano e cominciava il settimo millennio per l'eliminazione del peccato mediante il regno di Cristo. Così doveva cominciare il grande Giubileo.

Secondo i più antichi manoscritti delle Scritture Greche Cristiane, la lettura di Atti 13:20 è comunque diversa da quella resa in The Emphatic Diaglott e nella Authorized Version della Bibbia del re Giacomo. Così, secondo i più antichi manoscritti i quattrocentocinquant'anni non si applicano al periodo dei Giudici. A conferma di ciò la Versione a cura di mons. S. Garofalo rende Atti 13:20 come segue: “Nel giro di circa quattrocentocinquant'anni. Dopodichè costituì dei giudici fino al profeta Samuele”. La Bibbia di Gerusalemme (ediz. Italiana del 1974) dice: “Per circa quattrocentocinquant'anni. Dopo questo diede loro dei Giudici, fino al profeta Samuele”.  

Per giunta, i più antichi manoscritti ebraici esistenti, come quelli dei Rotoli del Mar Morto, scrivono i numeri della Bibbia per esteso e non usano per le cifre le lettere dell'alfabeto, non permettendo così in I Re 6:1 l'errore visivo del trascrittore. Si vede in tal modo che l'inserzione di 100 anni nella cronologia biblica durante il periodo dei Giudici non poggia su basi scritturali. L'inserzione dovrebbe perciò venire eliminata e la Bibbia dovrebbe essere accettata riguardo alla sua cronologia esattamente come la riporta . É dunque inevitabile che questo influisca sulla data del principio della parusia dello Sposo Gesù Cristo (...) Nell'anno 1943 la Società torre di Guardia di Bibbie e Trattati stampò il libro “La verità vi farà liberi”. Nel capitolo XI, intitolato “Il calcolo del tempo”, esso eliminava l'inserzione di 100 anni nel periodo dei Giudici e si atteneva alla più antica e autentica lettura di Atti 13:20, accettando i numeri scritti per esteso delle Scritture Ebraiche. Questo sposta in avanti la fine dei seimila anni di esistenza dell'uomo al decennio degli anni settanta. Naturalmente ciò escluse l'anno 1874 E.V. come la data del ritorno del Signore Gesù Cristo e del principio della sua invisibile presenza o parusia. Il millennio che doveva essere contrassegnato dalla detenzione di Satana il Diavolo incatenato nell'abisso e del regno dei 144.000 coeredi di Cristo nella gloria celeste era perciò ancora futuro. Che dire, quindi, della parusia (presenza) di Cristo? Alla pagina 327 il suddetto libro positivamente diceva: “La presenza o parousìa del Re iniziò nel 1914”. E, nel numero de La Torre di Guardia del 15 luglio 1949 (pagina 215), paragrafo 22 dell'ediz. Inglese) viene fatta la seguente dichiarazione: “... Messia, il Figlio dell'uomo, venne al potere del Regno nel 1914 E.V. e ... questo costituisce la sua seconda venuta e il principio della sua seconda presenza”.

 

Nell'anno 1950 fu stampata la Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture Greche Cristiane (ediz. Inglese), con la più autentica lettura di Atti 13:20 e la versione di parousi'a ogni volta come “presenza”. Immediatamente dopo si pubblicò il libro “Questo significa vita eterna”. Il suo capitolo XXI fu intitolato “Seconda presenza del principale agente della vita”. Qui c'era sul soggetto un intero capitolo secondo l'ininterrotta cronologia biblica. Alle pagine 215-217 leggiamo:

 Le prove già esaminate dimostrano che nel 1914 d.C. il regno di Dio nacque e il suo Figlio fu intronizzato con l'autorità di governare in mezzo ai suoi nemici. 

(...) Com'è dunque in armonia con le Scritture ispirate che Cristo non cominciasse a regnare quarant'anni prima della fine del Tempi dei Gentili nel 1914!»


Così, dopo ben sessantasei anni (dal 1877 al 1943) la Torre di Guardia provvide ad emendare un errore di enormi proporzioni (ben 100 anni) dalla sua cronologia biblica. Adesso, a parte la già citata dichiarazione di C.T. Russell, secondo la quale anche “il cambiamento di un solo anno può distruggere tutta la cronologia, basata sui paralleli” , bisogna vedere se questo cambiamento è consentito, oppure se esso annulla totalmente tutto l'impianto cronologico-profetico del fondatore della Società e se, cosa ancor più importante, esso trova una valida giustificazione ad un esame approfondito del testo biblico.

Riteniamo appropriato fare una premessa e una precisazione. Come abbiamo visto, Russell e il suo gruppo attribuirono una grande importanza alla traduzione di Benjamin Wilson, l'Emphatic Diaglott, e quest'importanza è stata sempre sottolineata dalla Società fino ad oggi, proprio perchè fu la prima traduzione in loro possesso che traduceva il termine parousìa con “presenza” invece che con “venuta”. Rileggendo La Torre di Guardia del febbraio 1881, a pagina 3, troviamo un'interessante dichiarazione sul significato reale della “scoperta” dell'Emphatic Diaglott, che costituì per quel gruppetto di Studenti Biblici, una risposta ad un'angosciante interrogativo: quello relativo all'errore dei Secondi Avventisti. La rivista spiegava che la spasmodica attesa del 1874, che era l'anno atteso da quel gruppo perchè si manifestasse visibilmente il Signore, era trascorsa senza che accadesse nulla, e la domanda che tutti si facevano era: “Dov'è che abbiamo sbagliato?”. Ma, ecco che arriva la “luce”. E la rivista la spiega così:

«Proprio a quel tempo, il fratello Keith (uno del nostro gruppo) fu usato dal Signore per gettare un altro raggio di luce sul soggetto che era per noi causa di così tanta confusione, e che fece sì che tutta la “luce” precedente splendesse adesso con forza dieci volte maggiore. Il fratello K. aveva letto attentamente il capitolo xxiv di Matteo nell'”Emphatic Diaglott” una recente versione interlineare del Nuovo Testamento particolarmente accurata; quando egli giunse ai versetti 37 e 39 fu molto sorpreso di trovare che in essi era scritto quanto segue, cioè: “Poichè come fu ai giorni di Noè così sarà alla presenza del figlio dell'uomo (...) Questo fu comunicato ad alcuni degli altri delusi, e tenendo presente che l'accurata revisione della cronologia non aveva evidenziato nessun errore e che dimostrava infallibilmente che Gesù era certamente venuto alla fine del 1874, balenò il pensiero: É possibile che la sua presenza abbia avuto inizio nel tempo indicato in quelle profezie, e che tuttavia noi abbiamo continuato a mangiare, a bere, ecc., senza accorgerci della sua presenza? (...) Furono scoperti poi tantissimi piccoli altri particolari, troppo numerosi per menzionarli tutti; come, per esempio quello che la traduzione letterale di Matteo xxiv: 46, 50 insegna che quando il Signore è venuto troverà alcuni dei suoi servitori intenti a provvedere alla famiglia della fede il “cibo a suo tempo”  (...)»


Sarebbe stato quindi impensabile, dal punto di vista di Russell e dei suoi, il solo ipotizzare che un dono di Dio così grande come l'Emphatic Diaglott, che egli stesso definì “fonte di una luce dieci volte maggiore della precedente” fosse nel contempo la causa di un fatale errore della sua accuratissima cronologia, un errore che l'avrebbe totalmente scompaginata, lasciando solo le macerie. E non solo questo. Se il Signore aveva fatto scoprire loro questa versione interlineare proprio per gettare luce sull'errore dei Secondi Avventisti che avevano dato la presenza fisica di Cristo per il 1874, mentre essa era invisibile, tanto più  lo stesso Signore non avrebbe assolutamente potuto permettere che lo strumento della “luce” sulla presenza di Cristo, fosse contemporaneamente lo strumento dell'errore su di essa, facendo credere ai fedeli che fosse anticipata di quarant'anni, e facendo quindi annunciare ai suoi “Testimoni” una cosa del tutto falsa!. D'altra parte, questo sarebbe stato in contrasto anche con la veduta di Russell della “rivelazione progressiva” che egli aveva chiaramente esposto nella stessa pagina della rivista summenzionata. Al riguardo egli così scriveva:

«Se noi seguissimo un uomo le cose sarebbero senza dubbio diverse, in quanto è assolutamente certo che un'idea umana ne contraddirebbe un'altra e che ciò che è considerato luce uno, due o sei anni fa adesso sarebbe considerato tenebre: Ma presso Dio non vi è alcuna variazione, nè volgimento d'ombra, e così è pure con la verità; qualsiasi conoscenza o luce che viene da Dio dev'essere simile al suo autore. Un nuovo intendimento della verità non può mai contraddire una precedente verità. “La nuova luce” non può mai estinguere la vecchia “luce”, ma solo sommarsi ad essa (...) Il nostro sentiero è stato contrassegnato da una luce sempre crescente in piena armonia con la luce precedente. Così noi siamo stati indotti a confidare sempre di più nel nostro condottiero».


Alla luce di quanto sopra non è proprio possibile accettare quanto la Torre di Guardia ha fatto in merito alla cronologia. Non se si vuole continuare ad insegnare che i Testimoni di Geova sono il gruppo fondato da C.T. Russell. Altrimenti dobbiamo dire, come preciseremo meglio più avanti, che nel 1916, con la morte di Russell si estinse il movimento che lui aveva fondato e che nel 1919 ne nacque uno interamente nuovo, fondato da J.F. Rutherford che fu meglio noto successivamente come Testimoni di Geova (1931).

A questo punto c'è un'altra cosa da dire, e cioè che il problema dei 100 anni Russell se lo era già posto, molto tempo prima che fosse pubblicato il libro “La verità vi farà liberi” o il libro “Il Regno è vicino”.  Se ne era estesamente occupato nella Torre di Guardia del 15 maggio 1806, con un articolo intitolato “La cronologia sbagliata e le false conclusioni”. In esso diceva:

«Noi non pretendiamo che essa [quella corretta] sia la nostra “cronologia”: al contrario, noi diciamo che essa è la cronologia di Dio che è provveduta nella Bibbia a tutti quelli che sono suoi [di Dio], perchè la usiamo e ne traiamo beneficio. Noi temiamo le speculazioni umane, sia che provengano da noi stessi che da altri (...) Ma mentre la vera cronologia biblica mostra che i 6.000 anni a partire da Adamo finirono nel 1873 (lo stesso anno in cui ebbe inizio la depressione mondiale), la loro [di quelli che seguivano una cronologia non “biblica” come Russell] cronologia errata collocherebbe il principio del settimo millennio più di cento anni avanti (...) Il nostro metodo, che è quello di seguire solo ed esattamente i numeri della Bibbia, è il solo metodo giusto; così noi siamo certi che niente può ingannare nè noi stessi nè altri. Dio al suo tempo lo dimostrerà con dovizia; nel contempo noi confidiamo implicitamente in esso. Qualsiasi cosa altri possano dire, la cronologia della Bibbia è, secondo il nostro giudizio, l'unica che merita la considerazione dei figli di Dio che credono che “Dio è l'interprete di se stesso”.



 CORPO DIRETTIVO?

Ciò che abbiamo fin qui esaminato ci ha aiutato a comprendere quale incolmabile cesura storica vi è tra il movimento fondato da Charles Taze Russell e l'attuale movimento dei testimoni di Geova. Ciò nonostante, per motivi di immagine, la Società Torre di Guardia insiste nel far credere che egli non sia altro che l'ultimo anello di una catena ininterrotta che nel corso dei secoli ha legato la chiesa cristiana primitiva al moderno geovismo. Se le si chiede come ricostruisce secoli di vuoto storico, essa risponde in modo semplicistico, così:

“Questo corpo direttivo come fece la sua comparsa in tempi recenti? Evidentemente sotto la guida di Geova Dio e di suo Figlio Gesù Cristo. Secondo i fatti disponibili il corpo direttivo si associò con la Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania. C.T. Russell era evidentemente di quel corpo direttivo nell'ultimo quarto del diciannovesimo secolo(...) Dedicati, battezzati, unti cristiani si associarono a quella Società alla sede centrale in Pennsylvania. Che facessero parte del Consiglio dei Direttori o no, si resero disponibili per l'opera speciale della classe dello “schiavo fedele e discreto”. Aiutarono ad alimentare e dirigere la classe dello schiavo, e così fece la sua comparsa il corpo direttivo. Ciò avvenne evidentemente sotto la guida dell'invisibile forza attiva o spirito santo di Geova. Anche sotto la guida del Capo della congregazione cristiana, Gesù Cristo il Figlio di Dio. É vero che i membri di quel corpo direttivo non furono direttamente nominati dal signore Gesù Cristo (...) Pertanto, anche se nel diciannovesimo secolo non erano presenti apostoli di Cristo, lo spirito santo di Dio dovette operare nella formazione del corpo direttivo per il suo unto rimanente della classe dello “schiavo fedele e discreto”. I fatti parlano da sè. Comparve sulla scena un corpo di unti cristiani che accettarono e assunsero le responsabilità di dirigere le attività del dedicato, battezzato, unto popolo di Geova che seguiva le orme di Gesù Cristo e cercava di compiere l'opera dichiarata nella profezia di Gesù in Matteo 24:45-47. I fatti sono più eloquenti delle parole. Il corpo direttivo esiste”.


Questa è, quindi, la versione ufficiale della nascita dell'odierno movimento dei testimoni di Geova. Ne faremo un'analisi dettagliata, punto per punto a cominciare dalle dichiarazioni che abbiamo appena letto. “Il corpo direttivo si associò con la Watch Tower Society”. Cosa vuol dire? Che ad una Società già esistente si associò un “corpo” cioè un gruppo più o meno grande di persone? Certamente no, perchè la Società viene all'esistenza soltanto nel 1881, mentre il gruppo di Pittsburgh inizia il suo studio sistematico della Bibbia già nel 1870, cioè 11 anni prima. Si dice poi che C.T. Russell “era parte di quel corpo direttivo”. Ma se egli fu il primo, di quale corpo poteva già far parte? Più avanti è detto che alcuni “dedicati, battezzati, unti cristiani si associarono a quella Società alla sede centrale ... aiutarono ad alimentare e dirigere la classe dello schiavo e così fece la sua comparsa il corpo direttivo”. Ma, ci chiediamo, non era stato appena detto che C.T. Russell faceva parte del corpo direttivo? Non fu lui che radunò gli altri? E allora, se il corpo direttivo fa la sua comparsa dopo che i dedicati e battezzati si associarono a quella Società, qual era il corpo direttivo che esisteva quando Russell cominciò da solo? É evidente che si tratta di un imbroglio inestricabile che non si può spiegare. E infatti proprio per questo motivo, qualche riga più avanti, la rivista che stiamo commentando, taglia l'inestricabile nodo gordiano con l'espressione, “I fatti sono più eloquenti delle parole. Il corpo direttivo esiste”. Il che vuol dire, “anche se non ci capite niente del come è venuto all'esistenza, ciò che importa è che esiste e basta”.


 IL PRIMO SCISMA

Ma, ponendo per il momento da parte l'incomprensibile spiegazione della nascita del corpo direttivo, urge chiarire un aspetto poco noto e mai sufficientemente approfondito riguardante proprio quel “piccolo gruppo” di Pittsburgh e Allegheny che nel 1870 portò all'esistenza il “corpo direttivo”. Chi erano, cosa fecero? Che fine hanno fatto? Già è strano che del primitivo corpo direttivo si conosca solo il nome di uno di loro C.T. Russell, e non quello degli altri, ma è anche insolito che di loro non si sia saputo più niente come se fossero svaniti nel nulla. Cominciamo con l'elencare chi erano quelli che facevano parte del “piccolo gruppo di circa sei persone” con le quali Russell cominciò a radunarsi settimanalmente dal 1870 al 1875 per studiare la Bibbia. Si trattava di  J.H. Paton, A.D. Jones, William I. Mann, B.W. Keith, A.D. Jones, Joseph L. Russell (padre di Charles). A questo gruppetto dobbiamo aggiungere Maria Ackley Russell, Nelson H. Barbour, George Storss, H.B. Rice, che facevano parte dei primi responsabili editoriali della Zion's Watch Tower and Herald of Christ's Presence.

Tutte queste persone erano state scelte da Dio, in quanto “sinceri studenti della Bibbia”, per proclamare la presenza invisibile di Cristo. Insieme a loro Russell ebbe modo di rendersi conto che “eravamo alquanto vicini alla fine del tempo del Vangelo e vicini al tempo in cui, come il Signore aveva dichiarato, quelli tra i suoi figli fossero saggi e vigilanti avrebbero dovuto pervenire a una chiara conoscenza del suo piano”. Stranamente, però, tranne il padre di Russell, nessuno di loro continuò al fianco del fondatore nel suo cammino. Nelson H. Barbour entrò quasi subito in disaccordo con Russell sulla questione del riscatto; J.H. Paton “cominciò ad allontanarsi e in seguito pubblicò un libro in cui scartava la credenza nella caduta di Adamo nel peccato e quindi la necessità di un redentore”; A.D. Jones, “rinnegò il sacrificio espiatorio di Cristo e l'anno dopo aveva rigettato tutto il resto della Bibbia”; Maria Ackley Russell, oltre a lasciarlo, “pubblicò un volantino pieno non di verità scritturali ma di grosse menzogne”. Come mai questi uomini che avevano avuto il privilegio di scoprire assieme a Russell il fascino della verità, lo abbandonarono? La risposta è quella che viene sempre data quando qualcuno si allontana dal movimento. Anche in questo caso essi “avevano lasciato che le teorie personali e il fascino di popolari filosofie umane li allontanassero dalla Parola di Dio”. Inoltre, secondo Russell, queste persone avevano “desideri egoistici nel cuore”. Cosa significa che avevano lasciato che “teorie personali” li allontanassero dalla parola di Dio? Significa semplicemente che avevano delle idee diverse da quelle di Russell, il solo che potesse avere delle “idee personali”. Se, come abbiamo già visto, egli era “la Società”, se le pubblicazioni ufficiali della Watch Tower stesse definivano quelli del suo gruppo, “i seguaci del Pastore Russell”, se “in 37 anni circa C.T. Russell scrisse sei volumi dell'Aurora del Millennio (dal 1886 al 1904) e anche volantini, opuscoli e articoli della Torre di Guardia, tutto questo vuol dire una cosa e una cosa soltanto, e cioè che solo Russell decideva cosa era giusto e cosa era sbagliato. Nessuno poteva modificare il suo pensiero, perchè chi si fosse permesso di farlo sarebbe stato considerato “egoista” e “fautore di teorie personali”. Quindi, non è vero che “l'attuale intendimento delle verità bibliche e le attività che svolgono risalgono agli anni `70 del secolo scorso e all'opera di C.T. Russell e dei suoi collaboratori”, poichè non appena i “collaboratori” si azzardavano a pensarla diversamente da Russell, non “collaboravano” più con lui. E con questo perde ogni consistenza l'asserzione dell'attuale Corpo Direttivo, secondo cui “I cristiani testimoni di Geova sanno e sostengono  che questa non è un'organizzazione religiosa di un solo uomo, ma che ha un corpo direttivo di cristiani unti dallo spirito”. Forse adesso non lo è più, ma lo è certissimamente stata dal 1870 all'8 gennaio 1942, cioè per un periodo di 72 anni su un totale di 122 anni di esistenza dell'organizzazione.  

É chiaro, quindi, che è lontanissima dalla mente di Russell e dei suoi associati, per un lunghissimo periodo di tempo, l'idea dell'esistenza di un Corpo Direttivo o di uno “schiavo fedele e discreto”, come oggi viene insegnato dall'organizzazione, e questo è molto strano perchè nel 1870, anno in cui “Egli fece rivivere le grandi verità insegnate da Gesù e dagli apostoli, e diresse la luce del ventesimo secolo su tali insegnamenti”, la classe dello “schiavo fedele e discreto” avrebbe avuto più di 1800 anni! Secondo la Società, “A partire dalla Pentecoste del 33 E.V., e per tutti i successivi 19 secoli, questa congregazione paragonata a uno schiavo ha cibato spiritualmente i suoi componenti in modo fedele e discreto”, ma sta di fatto che Russell non si rivolse ad alcuna organizzazione terrena per essere “cibato”. Egli agì indipendentemente e da solo, quindi da vero autocrate e fondatore di religioni. Non vale a nulla insistere sul fatto che “il fratello Russell non pretendeva di avere nè poteri soprannaturali nè rivelazioni divine”, perchè è vero tutto il contrario. La Torre di Guardia del 15 dicembre 1983, dice, infatti riguardo alla “azzeccata” previsione del 1914 che, “Solo Dio mediante il suo spirito santo avrebbe potuto rivelarlo tanto in anticipo a quei primi studenti biblici”. Dello stesso avviso era anche La Torre di Guardia del 1° dicembre 1964 (pagina 717) che estende il dono della “rivelazione” divina alla congregazione che derivò da quel nucleo primitivo: “Come Geova rivelò le sue verità per mezzo della congregazione cristiana del primo secolo così fa oggi per mezzo della moderna congregazione cristiana. Mediante questo strumento egli fa profetizzare in proporzioni intensificate e senza precedenti. Tutta questa attività non avviene per caso. Geova è colui che la fa compiere. L'abbondanza di cibo spirituale e di straordinari particolari sui propositi di Geova prova che essi sono coloro a cui si riferiva Gesù quando predisse la classe dello “schiavo fedele e discreto” che sarebbe sta usata in questi ultimi giorni per dispensare le progressive rivelazioni di Geova”.



 ERA RUSSELL LO SCHIAVO FEDELE E DISCRETO?

Russell credeva nella chiesa invisibile. Egli non credeva in un'organizzazione o chiesa terrena che avrebbe dovuto durare a lungo, o addirittura  sopravvivergli. Egli era infatti ostile nei confronti delle religioni organizzate e non era certamente tenero verso le altre chiese, e questo è comprensibile dato che era prima di tutto un'individualista religioso, ed è anche chiaro che il giovane Russell in quei primi tempi non credeva che Dio avesse un'organizzazione costituita da uno “schiavo fedele e discreto” vecchio di 1800 anni, cioè un canale terreno di comunicazione. Lui e il suo gruppetto furono avversati, proprio per la loro acrimonia nei confronti di tutti gli altri,  da tutte le organizzazioni religiose, ed infatti non si unirono a nessuna di esse. Era in contrasto con le loro idee credere che esistesse sin dalla Pentecoste un'organizzazione religiosa con la quale bisognava associarsi per potere servire Dio. Non così oggi, 100 anni più tardi, la pensano i testimoni di Geova che, come abbiamo visto, non ritengono quasi più nulla di Russell e che hanno assunto una posizione che è esattamente l'opposto di quella che sostenevano i loro recenti antenati spirituali.

Tuttavia Russell fu un uomo che, come ancor oggi sostengono i testimoni di Geova, fu impiegato da Dio per far rivivere i grandi insegnamenti di Gesù e dei suoi apostoli. Perchè, allora, oggi non si studiano più i suoi libri nelle congregazioni? Per quanto possa sembrare eccessivo, la verità è che quel materiale oggi sarebbe considerato “apostata” dall'odierna congregazione geovista. Russell, lo abbiamo già visto, fu uno scrittore prolifico ed anche un uomo di carattere. Fu lui ad elaborare lo statuto della Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati  e, come abbiamo visto, l'autore di tutta la produzione letteraria dei primi decenni. É vero che consentiva a qualche altro di impugnare la penna e di redigere qualche articoletto per la sua rivista, ma solo i suoi scritti godevano di speciale autorità fra i suoi seguaci. In effetti, col trascorrere del tempo essi divennero “la Verità”, ed egli cominciò ad essere considerato il “canale” di tale Verità.  A questo riguardo è interessante notare come sia Russell che i primi studenti  biblici consideravano i suoi Studi sulle Scritture. Nel numero del 15 settembre 1910 della Torre di Guardia, era scritto quanto segue:

Inoltre, non solo non si possono conoscere i piani divini studiando la Bibbia da sola, ma se vengono messi da parte gli Studi sulle Scritture dopo averli usati, dopo essere divenuti familiari con essi, dopo averli letti anche per dieci anni, se sono messi da parte e trascurati e ci si rivolge soltanto alla Bibbia, sebbene si abbia compreso la Bibbia per dieci anni, l'esperienza mostra che entro due anni si ritornerà nell'oscurità. D'altra parte, se si leggono semplicemente gli Studi sulle Scritture con i riferimenti e non si legge una sola pagina della Bibbia, al termine di due anni si giungerà alla luce, perchè si avrebbe la luce delle Scritture.


Questo vuol dire, naturalmente, che Russell aveva totalmente cambiato il suo punto di vista con il trascorrere degli anni. Mentre inizialmente egli non riteneva d'essere altro che “un eminente studioso della Bibbia” e che il “suo notevole intendimento” era solo dovuto al fatto che era giunto il tempo stabilito da Dio per capirla, adesso, dopo la stampa dei sei volumi, nessun altro avrebbe potuto accostarsi da solo alla Bibbia ed apprendervi la “Verità”. Adesso la “Verità” si poteva trovare soltanto nei suoi volumi che spiegavano la Bibbia, essi erano la “Verità”. Se non si era d'accordo su ciò si era nelle tenebre spirituali. Il bello di questa situazione è che oggi la maggior parte di ciò che era insegnato in quei volumi non solo non viene più creduto dai testimoni di Geova, ma essi non sanno nemmeno cosa vi era scritto! Al tempo di Russell, invece, quei volumi contenevano la “Verità” e bisognava credervi per potersi dire nella “Verità”.

Anche se al tempo di Russell non era ancora così evidente l'atteggiamento autoritario e dispotico che oggi caratterizza il geovismo e che prese piede con la presidenza di Rutherford, e anche se si può ammettere che la maggior parte di quei primi studenti biblici erano persone sincere, timorate di Dio che probabilmente credevano in ciò che facevano, ciò nonostante essi avevano una stima esagerata di se stessi, pensavano di avere un ruolo speciale agli occhi di Dio, di essere stati scelti dal Signore, e questo fece sì che diventassero presuntuosi quando esponevano le loro opinioni sulle Scritture. Gran parte di quell'arroganza derivava dall'atteggiamento che verso Russell e i suoi scritti esisteva fra gli Studenti Biblici. É la stessa Società Torre di Guardia che oggi ammette che furono gli stessi studenti biblici i responsabili di questo atteggiamento di venerazione nei confronti del fondatore, che con il trascorrere del tempo divenne una vera e propria adorazione della creatura. Solo che, come è suo solito, presenta i fatti in modo distorto. Per esempio, nel libro Il millenario regno di Dio si è avvicinato, alle pagine 349, 350, dice: “Comunque, il senso di apprezzamento e gratitudine verso Russell spinse molti suoi associati a considerarlo come l'adempimento dello `schiavo fedele e discreto'. Questa veduta fu preminentemente rappresentata nel libro edito nel 1917 dall'Associazione del Pulpito del Popolo di Brooklyn, in New York. Questo libro fu chiamato “Il mistero compiuto” e provvide un commentario dei libri biblici di Rivelazione ed Ezechiele e Cantico di Salomone. Nella pagina degli editori il libro era chiamato “Opera postuma del pastore Russell”. Tale libro e tale attitudine religiosa tentarono di stabilire una setta religiosa imperniata su un uomo. Tale allontanamento verso il settarismo fu, comunque, arrestato dalla pubblicazione all'inizio del 1927”. E il libro Proclamatori, a pagina 626 ammette che “Molti che furono vagliati in quel tempo si aggrappavano all'idea che un singolo individuo, Charles Taze Russell, fosse il “servitore fedele e saggio” predetto da Gesù in Matteo 24:45-47 (KJ), servitore che avrebbe dato il cibo spirituale alla famiglia della fede. In particolare dopo la sua morte, La Torre di Guardia stessa per alcuni anni espresse questa idea. Dato il ruolo di primo piano avuto dal fratello Russell, gli Studenti Biblici dell'epoca pensavano che le cose stessero così”. Sia il primo libro che il secondo, pur ammettendo i fatti li commentano in modo fazioso. Il primo dice che il libro e una certa attitudine religiosa promossero il settarismo, settarismo che fu arrestato nel 1927, mentre il secondo dice che quelli che credevano in Russell quale servitore fedele e saggio erano quelli che “furono vagliati". Niente di più falso! Il primo a crederci era proprio il secondo presidente della Società, e ci credette dal 1917, anno di pubblicazione del libro, fino al 1927, quando cambiò idea e sconfessò tutto quello in cui aveva creduto prima. Non è vero che fu vagliato, fu lui, piuttosto, a “vagliare” gli altri e a tacciarli di infedeltà ogni volta che esprimevano opinioni non coincidenti con la sua. Come si può credere per dieci anni in un'idea profondamente errata, sovvertitrice del cristianesimo e continuare a dichiarare che in quel periodo Dio guidava la Società! Non si dimentichi che il 1919 nella “teologia” geovista, ebbe inizio una grandiosa opera di purificazione dell'organizzazione, e che in quel periodo ci si cominciò a sbarazzare delle dottrine “babiloniche” fra le quali quella che lo “schiavo” fosse un singolo individuo. Eppure, Rutherford in persona scrisse e insegnò l'errore per dieci lunghi anni, otto oltre la data della “purificazione”! Anzi, è interessante leggere quello che lui stesso disse in occasione del funerale di Russell:

“Quando gli archivi celesti riguardanti la chiesa saranno completati, sarà noto a tutti che Charles Taze Russell non solo ha ricevuto una favorevole menzione da Dio, ma che è nato a Sion ed è divenuto membro della regale famiglia dei cieli. (Sal. 87:6) (...) Il più grande uomo che sia mai vissuto dai tempi dell'apostolo Paolo è passato dalla terra al cielo (...) Egli ha compiuto per la causa del Regno del Messia l'opera più grande di quella di qualsiasi altro uomo mai vissuto sulla terra. Poche settimane fa egli iniziò un viaggio per la costa del Pacifico, predicando ogni sera, e viaggiando continuamente notte e giorno. Pronunciò l'ultimo sermone alla congregazione di Los Angeles; ed essendo troppo debole per stare all'impiedi, dovette pronunciarlo rimanendo seduto. Lasciò Los Angeles domenica sera per ritornare a Brooklyn, ma rapidamente le sue condizioni si aggravarono. Sette ore prima della sua morte, rivolgendosi al suo compagno di viaggio, il fratello Menta Sturgeon, disse: `Fammi una toga romana'. Usando le lenzuola del letto, il fratello Sturgeon fece una toga, nella quale il fratello Russell si avvolse. Egli rimase eretto per un momento, e quindi si pose a giacere sul letto della carrozza Pullman, chiuse gli occhi, e così in linguaggio simbolico parlò della morte. Gran parte della Bibbia è scritta in linguaggio simbolico, ed è pertanto appropriato che egli pronunciasse il suo ultimo messaggio in simboli. É qui interessante sapere ciò che simboleggia la toga romana. Augusto, poeta insignito del lauro disse, “É dalla toga che si riconosce la nazione regale”. La parola toga indica un capo d'abbigliamento (una veste bianca). Era la veste ufficiale degli alti magistrati, dei sacerdoti e delle persone che avevano fatto un voto, ed era indossata nelle occasioni speciali, come la celebrazione di un trionfo.

 

Ci vengono alla mente le ultime esperienze dell'apostolo Paolo, che viaggiava con il suo diletto compagno Timoteo, che egli chiamava suo figlio, non in senso materiale, ma, come spiegò San Paolo, che egli aveva generato in spirito. Similmente il Pastore Russell generò il fratello Sturgeon nello spirito, nel senso che consegnò al fratello Sturgeon  la conoscenza del piano divino. Poco tempo prima di morire San Paolo scrisse: ` Poichè io son già versato come una libazione, e il tempo della mia liberazione è imminente. Ho combattuto l'eccellente combattimento, ho corso la corsa sino alla fine, ho osservato la fede. Da ora in poi mi è riservata la corona della giustizia, che il Signore, il giusto giudice, mi darà come ricompensa in quel giorno, ma non solo a me, bensì anche a tutti quelli che hanno amato la sua manifestazione'. (2 Tim. 4:6-8) Il nostro caro fratello Russell non solo ha amato la manifestazione del Signore, ma più di tutti gli uomini della terra ha dichiarato la presenza del Maestro. Il fratello Russell era un uomo molto modesto e non si è mai esaltato. Era difficilissimo indurlo a parlare di se stesso. Egli perciò scelse un simbolo che noi possiamo interpretare come se egli avesse praticamente detto le stesse cose dell'Apostolo Paolo. Indossando la toga il fratello Russell disse in effetti, “Ho combattuto l'eccellente combattimento; Ho trionfato e sarò ricevuto come membro della regale famiglia dei cieli”.


Rutherford non era il solo a considerare Russell l'erede di San Paolo. L'intera Società per parecchi anni aveva sostenuto e condiviso questa idea. Così era scritto e accettato virtualmente da tutti gli Studenti Biblici e non soltanto dai famosi “alcuni”, che egli fosse “quel servitore” fino al 1927, undici anni dopo la sua morte. Ma oltre al fatto che egli era considerato il servitore fedele di Matteo 24:45-47, egli fu identificato con “l'uomo con il corpo da scrivano” di Ezechiele 9, ed il “settimo messaggero” di Rivelazione 1:20. In quel versetto, il glorificato Gesù Cristo è rappresentato con sette stelle nella sua destra che rappresentano sette “angeli” o “messaggeri”. Russell era considerato una di quelle stelle, la settima. Per questo egli divenne noto come il “settimo messaggero”. L'articolo principale della Torre di Guardia del 1° novembre 1917, pubblicato un anno dopo la morte di Russell era intitolato “Tributo al settimo messaggero”. Esso spiegava che l'intera età evangelica era divisa in sette periodi o epoche, per ciascuna delle quali Dio aveva provveduto uno speciale messaggero per la chiesa terrena di Gesù Cristo. Quindi, a pagina 324, esso diceva: “Il grande dramma dell'età del Vangelo si apre con l'apostolo Paolo in qualità di messaggero principale o angelo per le chiese. Si chiude con il Pastore Russell quale settimo e ultimo messaggero per la chiesa militante. Fra le altre cinque epoche della chiesa il signore ha provveduto messaggeri nel seguente ordine: San Giovanni, Ario, Waldo, Wiclyffe e Lutero. Ciascuno a turno fece sì che il messaggio fosse compreso durante l'epoca in cui viveva. I due messaggeri più preminenti furono comunque il primo e l'ultimo, San Paolo ed il Pastore Russell”. Così, secondo la Torre di Guardia, il Pastore Russell sovrastava l'apostolo Giovanni, uno degli originari dodici apostoli e discepoli di Cristo.

Come sembra strano tutto questo, alla luce di quello che accadde negli anni successivi alla morte di Russell! Dalla posizione di “settimo messaggero”, di “membro della regale famiglia dei cieli”, da “strumento di Dio”, con il trascorrere del tempo diventò il nemico numero uno dell'organizzazione dei testimoni di Geova. É vero che la Società e il suo Corpo Direttivo non si esprimono in questi termini. Ma vogliamo analizzare il significato delle loro parole?


  RUSSELL E IL DEMONISMO: UN CONNUBIO SINGOLARE

É ben noto che il punto di vista di Russell in merito alla spiegazione di Romani capitolo 13, dove si parla delle “autorità superiori” , ha subito più di una modifica con il trascorrere del tempo. Ma, come dice il libro Proclamatori a pagina 190 parlando del tempo di Russell, “In quel tempo ritenevano che le `potestà superiori', menzionate in Romani 13:1-7 fossero i governanti secolari”. Ma, parlando del periodo della cosiddetta “cattività babilonica” del “popolo di Dio”, fra le caratteristiche negative che ebbero un ruolo preminente nel “timore dell'uomo” che indebolì la fede di quelli che fecero compromesso, viene menzionato che:

“Cotesti servitori di Dio si ritirarono dalla loro pubblica opera educativa, maggiormente a motivo della dottrina religiosa di cui ancora prevale l'idea, e cioè: che gli ufficiali e dignitari politici della visibile organizzazione di Satana sono le `autorità superiori', alle quali ogni anima Cristiana deve sottoporsi, come romani 13:1 comanda. Mediante tale perversione della Scrittura i membri della Gerarchia religiosa in controllo sono stati abilitati di agire quali `consiglieri spirituali' delle potenze politiche, adoperando il braccio forte dello stato per rimuovere e sopprimere la libertà di parola, di stampa, di assemblea e di adorazione a Dio. Codesta religiosa ed erronea applicazione della Scrittura concernente le `autorità superiori', ha per lungo tempo provocato l'oppressiva schiavitù dei professanti Cristiani ... a spese dell'opera di Dio e della vera libertà ... Nel 1929 apparì la rifulgente luce. In quell'anno la Watchtower pubblicò l'esposizione Scritturale che trovasi al capitolo 13 dei Romani. Tale rivista dimostrò enfaticamente che Geova Iddio e Gesù Cristo sono “Le Autorità Superiori” ... Questa rivelazione di vitale verità, liberò lo spirito del consacrato popolo di Dio, più di quanto fosse avvenuto prima”.


La dottrina insegnata da Russell viene quindi definita, “perversione della Scrittura”, “religiosa ed erronea perversione della Scrittura”, e solo la sua abolizione reca al popolo di Dio la “rifulgente luce” che “liberò lo spirito del consacrato popolo di Dio”. Ma v'è dell'altro.

La Grande Piramide
Nel libro I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio, alle pagine 200, 201, in un breve riquadro sono elencate alcune “Usanze che sono state abbandonate”. Con non chalance e quasi come se si trattasse di cosa di poca o nulla importanza, accanto ad un'illustrazione della piramide di Giza, un trafiletto informa il lettore che:

“Per circa 35 anni il pastore Russell aveva pensato che la Grande Piramide di Giza rendesse testimonianza a Dio, confermando i periodi di tempo biblici. (Isa. 19:19) Ma i testimoni di Geova hanno abbandonato l'idea che una piramide egizia avesse a che fare con la vera adorazione. (Vedi “La Torre di Guardia” inglese del 15 novembre e 1° dicembre 1928)”.


Ben poco, non è vero? Viene detto semplicemente che il pastore Russell credeva nella piramide ma che i testimoni di Geova non ci credono più. Già il sistema denota lo stile tipico della Società: Quando qualcosa è favorevole all'organizzazione, in tal caso si dice (come per il 1914, per esempio) che “gli Studenti Biblici già da tempo avevano compreso ...”. Quando ci si vuole sbarazzare di un insegnamento, allora a crederci non sono gli “Studenti Biblici”, ma solo “il pastore Russell”. Noi sappiamo, però, e ne abbiamo fornito abbondanti prove, che non v'era credenza degli Studenti Biblici che non provenisse da Russell e, quindi, non era Russell a credere nella piramide, ma l'intera organizzazione. Ma come andarono in realtà le cose? Così come l'argomento viene attualmente presentato dal Corpo Direttivo nelle sue pubblicazioni, può sembrare quasi che si trattasse di una bizzarria di Russell, un'originalità di poca importanza. Ma un'attenta lettura dei suoi scritti rivela un quadro del tutto diverso. Nel terzo volume degli Studi sulle Scritture, (1890) intitolato Venga il tuo Regno, vi è un intero capitolo dedicato alla Grande Piramide. Fra le cose in esso contenute, vi sono le seguenti dichiarazioni:
“Noi ancora crediamo che la struttura di questa Piramide, così diversa da tutte le altre piramidi, sia stata stabilita dal Signore allo scopo di farne una Piramide e un testimone sia in Egitto che ai suoi confini. (Isa. 19:19) ... Mentre l'ulteriore, corroboratrice evidenza provveduta dalla Grande Piramide alla scritta Parola di Dio sarà un motivo in più per far gioire i santi, è chiaro che la sua testimonianza servirà specialmente per il mondo del genere umano durante l'età del millennio”.
Trascrivere di seguito l'imponente materiale che nel libro di Russell spiega nei dettagli perchè la testimonianza della piramide è complementare a quella della Bibbia, non è possibile. Chi volesse può leggerlo nelle pagine 311-376, del libro che abbiamo appena indicato. Ma, come compendio del suo contenuto, ne citiamo una sezione conclusiva:

“La Grande Piramide, in armonia con le Scritture, dichiara che `Cristo ha portato la vita [la restituzione alla vita umana, rappresentata da quella che è chiamata la `Camera della regina'] ALLA LUCE, mediante il Vangelo - la buona notizia della redenzione ... Così il “Testimone” di pietra testimonia che mediante la Chiamata della Legge o il Patto della Legge nessuno della decaduta razza umana può ottenere nè la vita (la vita umana) nè l'immortalità (la natura divina) ... La croce, il sacrificio di riscatto, è così specialmente indicato da questo “Testimone” di pietra ... Il `Pozzo' [che rappresenta il sacrificio e la resurrezione di Cristo] è la sola via per ottenere la vita e l'immortalità, dice la Grande Piramide ... Alcuni possono dileggiare la testimonianza di questo “Testimone” di pietra, così come dileggiano la scritta Parola di Dio; ma ai loro scherni noi rispondiamo: datemi un'altra spiegazione per questo mirabile intreccio di parallelismi, o spiegatene il significato profetico in altro modo, e vedrete se le vostre profezie si adempiranno. Provateci che ciò che abbiamo fatto non richiede alcuna ispirazione per predire eventi futuri. Mostrateci un esempio di sapienza mondana ... Non solo la Grande Piramide confonde gli scienziati atei, ma essa confuta profondamente la loro moderna e antiscritturale teoria dell'evoluzione ... La voce di questo meraviglioso “Testimone” ci riporta alla mente le parole del nostro Signore nell'occasione memorabile del suo ingresso a Gerusalemme, quando egli si presentò tipicamente a Israele come loro re, fra le acclamazioni dell'intera moltitudine dei suoi discepoli, che lodavano Dio ad alta voce per le potenti opere che aveva fatto, dicendo, `Benedetto sia il re che viene nel nome del Signore! Pace in cielo, e gloria nei luoghi altissimi' ... Sì, le medesime pietre di questa Grande Piramide gridano senza incertezza. Ogni centimetro di questa enorme struttura è un'eloquente proclamazione della sapienza, della potenza e della grazia di Dio ... La testimonianza di questo “Testimone del Signore nel paese d'Egitto', come quella della scritta Parola di Dio, indica con precisione solenne e infallibile la catastrofe finale del vecchio ordine di cose nella `fossa' dell'oblìo, e il glorioso stabilimento del nuovo, sotto Cristo Gesù, la Grande Pietra Angolare dell'eterno edificio di Dio”.


Più arditamente ancora il Fotodramma della Creazione, nell'edizione italiana del 1914, edito dalla International Bible Students Association, alle pagine 20-25, aggiungeva questi particolari:

“La tavola di Abydos concorda in pieno colla Genesi e trova conferma nella storia greca ed egiziana. Essa ci presenta Adamo come il primo faraone, e Noè come il ventesimo, mentre i nomi degli altri 18 concordan colla Genesi. Moglie di Mena fu Shes - in ebraico Isha - donna. Suo primogenito fu Faraone II - in greco Teta Khen, omicida: in ebreo, Kanighi: in latino Athos: in inglese, Cain: in Italiano, Caino ... Luminosamente così la Bibbia trova conferma in quei documenti che un tempo si volle che la smentissero ... Si suppone che Melchidesec sia stato uno dei Pastori-Re che invasero l'Egitto, e che avesse edificato la grande Piramide, la quale copre 12 acri di terreno”.


Questa era quindi, la credenza nella “Grande Piramide” condivisa da tutti gli studenti biblici. Com'è che diventò un insegnamento demonico? Per trovare una menzione d'essa in anni recenti, dobbiamo sfogliare La Torre di Guardia del 1° novembre 1957, nella quale, a pagina 654, si commenta la credenza che le “misure della Grande Piramide di Giza sono in armonia con le profezie bibliche e che dovremmo studiarle per apprendere il proposito di Dio” spiegando che si tratta di un insegnamento sbagliato e che i motivi per rigettarlo sono tanti: “Primo, l'Egitto era una nazione pagana governata dal Diavolo, non un luogo di rivelazioni divine; secondo, Dio non compie la sua opera mediante il lavoro degli schiavi che costruirono le piramidi; terzo, ai Cristiani è detto di vivere per fede, non per visione; e quarto, se la congregazione cristiana avesse dovuto essere ammaestrata dalle misure di questo antico monumento di pietra sia Gesù Cristo che qualcuno degli apostoli ne avrebbero parlato; mentre non lo fecero”.

Rincara la dose La Torre di Guardia del 15 febbraio 1958, pagine 101-103, che sullo stesso argomento fa le seguenti dichiarazioni:

“Geova Dio ha impiegato una quarantina di scrittori in un periodo di sedici secoli per fornirci la sua Parola. É forse ragionevole concludere che ancor prima che Mosè cominciasse a scrivere il Pentateuco Dio avesse fatto innalzare un imponente monumento per convalidare la sua Parola Ispirata? Piuttosto, non è un insulto a Dio sostenere che egli abbia ritenuto necessario convalidare la sua Parola  ispirata con un muto monumento? ... Inoltre, è ragionevole sostenere che Dio abbia ordinato la costruzione di un monumento che copre 5 ettari di terreno, ... quando tutto questo lavoro doveva essere compiuto dal lavoro forzato di schiavi? ... Inoltre, se la Grande Piramide fosse stata costruita per comando di Dio, non potremmo forse aspettarci di trovare qualche accenno alla sua costruzione nella Parola di Dio, la Bibbia? ... Per quanto alcune delle sue misure sembrino rimarchevoli, non si può negare che hanno dato adito a false speranze conclusesi in delusione, e non hanno mai servito qualche proposito inteso a magnificare il nome di Geova ed a predicare `questa buona notizia del regno'; nè quelli che hanno attribuito tanta importanza alla Grande Piramide partecipano a tale predicazione ... comunque in vista di quanto si è detto non abbiamo altra alternativa che concludere che sia stata compiuta mediante potere demonico piuttosto che mediante la forza attiva di Dio ... Poichè l'evidenza biblica indica che la Grande Piramide non fu costruita per comando di Dio, considerarla seriamente significherebbe per i Cristiani rivolgersi all'Egitto per aiuto. (Isa. 31:1) ... Questa, la più logica di tutte le spiegazioni intorno alla Grande Piramide di Giza, indicherebbe dunque che certamente essa non fu costruita da quelli dedicati alla pura adorazione di Geova Dio, ma da devoti all'astrologia; una manifestazione della religione del diavolo, e costruita per promuovere tale religione”.


Può permanere alcun dubbio che la Società abbia apertamente sconfessato Russell, definendolo uno che insulta Dio, uno che non ha mai partecipato alla predicazione della buona notizia, un promotore della religione del diavolo? Eppure questo è quello che di Russell dodici anni dopo la sua morte scrisse proprio l'autore della sua elegia funebre, il “giudice” Rutherford:

“Alcuni fatti che non possono assolutamente essere messi in dubbio e che meritano d'essere presi in attenta considerazione sono questi: Che quelli che sono devoti della grande piramide non hanno visto e apprezzato la distinzione fra l'opera di Elia e quella di Eliseo nella chiesa; essi non hanno capito la differenza fra l'organizzazione del Diavolo e l'organizzazione di Dio, e hanno fallito o hanno rifiutato di prendere parte nella dichiarazione del giorno di vendetta del nostro Dio contro l'organizzazione di Satana; essi hanno mancato di comprendere la nascita della nazione e la venuta del Signore nel suo tempio. Infatti, essi non sono in armonia con la presente verità, che ha spinto quelli che sono devoti a Dio a prendere parte con zelo nella proclamazione e nell'esaltazione del nome di Geova. I devoti della piramide hanno concluso che tutta la verità sul piano di Dio, e che doveva essere ricevuta dalla chiesa che è ancora sulla terra, fu rivelata prima del 1917 e che da allora in poi alla chiesa non è rimasto che attendere nell'inattività ... In questo e nel prossimo numero della Torre di Guardia dimostreremo oltre ogni dubbio che la profezia di Isaia 19:19, 20 non fa alcun riferimento alla grande piramide d'Egitto ... Inoltre considereremo chi costruì la piramide e perchè ... Alcuni hanno detto che `la grande piramide di Giza è una forte prova a sostegno del piano di Dio esposto nella sua Parola'. Se fosse così questa sarebbe un ammissione da parte di Dio che la sua Parola ha bisogno d'essere integrata e perciò che non è sufficiente di per se stessa ... É certo che la piramide di Giza non fu costruita da Geova; nè fu costruita per suo comando ... É ragionevole concludere che Lucifero che conosceva le misure della terra e le loro relazioni con le stelle e i pianeti ... abbia usato queste informazioni nella costruzione della piramide ... É più ragionevole concludere che la grande piramide di Giza, così come le altre piramidi e la sfinge, sia stata costruita dai governanti d'Egitto sotto la direttiva di Satana il Diavolo”.


Possono sussistere ulteriori dubbi? Può qualcuno negare che secondo il Corpo Direttivo dei testimoni di Geova, Russell, in uno dei suoi più peculiari insegnamenti sia stato colpevole d'aver promosso e diffuso il demonismo? Certamente no! Ma, per quanto riguarda l'insegnamento della piramide vi è un'ultima cosa che val la pena di sottolineare. Solo tre anni prima delle dichiarazioni apparse sulla rivista appena menzionata, si poteva leggere un'altra dichiarazione, della penna dello stesso Rutherford, sulla Torre di Guardia del 15 maggio 1925, pagina 148. Essa recitava, testualmente, così: “La grande Piramide d'Egitto, eretta come un testimone silenzioso e inanimato del Signore, è un messaggero; e la sua testimonianza parla con grande eloquenza del piano divino. (Isaia 19:19, 20)". Essa fa seguito alla ponderosa testimonianza di un intero numero della rivista L'Età d'Oro (oggi Svegliatevi!) del 21 maggio 1924, pagine 519-537 nella quale la Società Torre di Guardia (o meglio, il “giudice” Rutherford) tratta il soggetto della grande piramide ricalcandolo pedissequamente dal 3° volume degli Studi sulle Scritture, non modificandone quasi nemmeno una virgola. Delle due l'una: o Rutherford era completamente folle, o aveva uno scopo preciso nel comportarsi in tal modo. Fare commenti all'assurdità, all'incoerenza e alla inaudita sfacciataggine con la quale egli si esprime, è del tutto superfluo. Possiamo azzardare, invece, un'ipotesi sui motivi che lo spinsero a tale comportamento nei confronti del suo predecessore, C.T. Russell.


 MALCOM RUTHERFORD, LA «QUINTA COLONNA»

Da una nota in calce del libro Proclamatori, a pagina 89, apprendiamo, per la prima volta, che il “giudice” Rutherford, oltre a una moglie malaticcia, aveva anche un figlio di nome Malcom. Di questo giovanotto non si è mai saputo nulla. Nessuna pubblicazione lo ha mai menzionato, eppure, essendo il figlio del presidente, si sarebbe supposto che avesse seguito le orme paterne. E invece, niente di niente: appare e scompare. Come mai? La risposta, pur se si tratta di una supposizione, può darcela con ragionevole certezza, la compulsazione del 9° volume delle ristampe della Torre di Guardia. Nelle pagine che precedono l'edizione del 1° gennaio 1907 vi è una fotografia dello staff che accompagnava Russell nel suo Tour Intercontinentale. Cinque sono i volti che vi sono ritratti: G.C. Driscoll, “Manager dell'ufficio del pastore Russell”; John T. Read, “solista e direttore musicale”; William D. Soper, “Fotografo ufficiale”; Dr. L.W. Jones e Geo. M. Huntsinger, “Reporters” e, infine, MALCOM RUTHERFORD, “Stenografo del pastore Russell”. Sì. Il giovane Rutherford era un intimo collaboratore del pastore Russell, lo accompagnava nei suoi viaggi intorno al mondo, ed era il suo stenografo privato. Ma, non appena suo padre prende il timone della Società, lui scompare dalla scena, non viene più menzionato. L'unico motivo plausibile è che insieme agli altri “standfasters” (gli inamovibili) si fosse schierato con i Russelliti e quindi avesse interrotto ogni rapporto con il padre, così come aveva fatto prima di lui la moglie di Russell nei confronti del marito. Da quel momento in poi, di Malcom Rutherford non vi è più traccia. Fino alla pubblicazione del libro Proclamatori, nel quale dopo tanto tempo, ci si può permettere di accennare alla sua esistenza, e nulla più! Invidia, quindi, da parte di Rutherford. Invidia perchè anche il figlio, come molti altri, continuava a ritenere che nulla più fosse rivelato da Dio dopo la morte di Russell, sminuendo così il suo ruolo di continuatore dell'”opera di Elia”, nei panni del moderno “Eliseo”.

 RUSSELL: SCHIAVO MALVAGIO?

Questo atteggiamento denigratorio nei confronti del fondatore viene, naturalmente, condiviso dal resto del Corpo Direttivo d'allora, e tracce consistenti emergono dalle dichiarazioni di alcuni membri della Società in occasione di un processo che vide Rutherford chiamato in causa da uno dei legali della Società Torre di Guardia, Olin R. Moyle, e perdere, essendo condannato a pagare 20.000 dollari di risarcimento per danni morali nei confronti del suo ex conservo in fede. Quelle che seguono sono le dichiarazioni giurate rilasciata da Fred Franz durante il suo interrogatorio:

Domanda: Quand'è che quest'organizzazione conosciuta come schiavo malvagio fece la sua comparsa in opposizione  all'organizzazione del Signore?
Risposta: Nel 1917 questo gruppo fece la sua comparsa e nel 1918 essi si separarono definitivamente ... Essi sono quelli che si proclamano apertamente seguaci del Pastore Russell, che è morto, ed essi considerano la sua opera come se fosse la norma della verità e della dottrina, e continuano a diffonderla sino ad oggi, e continuano a studiare le sue pubblicazioni ... Essi aderiscono a ciò che è stato presentato dal Pastore Russell negli Studi sulle Scritture ... Poichè rifiutano di seguire la Luce, aderendo agli insegnamenti del Pastore Russell e ritenendo che costituiscano il modello, si rifiutano di camminare nella luce che avanza.

Domanda
: Quand'è che questa luce cominciò ad avanzare, quando prese la direttiva il giudice Rutherford? Risposta: No, quando il Signore Gesù venne nel suo Tempio, nel 1818, per il giudizio.

Domanda
: Non era egli nel suo Tempio prima del 1918.
Risposta
: Non nel Tempio.

Domanda
: Così egli era assente per tutto il tempo in cui Russell era presidente?
Risposta
: Sissignore. Egli non era ancora venuto al Tempio.

Domanda
: Così lei dice che durante il periodo della presidenza del fondatore di questo movimento, il Pastore Russell,  Gesù non era presente nel Tempio.
Risposta: Non era nel tempio.

Domanda
: Glielo portò forse Rutherford nel 1918?
Risposta
: Certamente no.

Domanda
: Allora egli vi entrò quando divenne presidente Rutherford?
Risposta
: Nossignore. Egli divenne presidente nel 1917.

Domanda
: Allora, fu dopo che egli elesse il nuovo Corpo dei Direttori che Gesù venne nel Tempio-dato che quell'elezione avvenne nel 1918?
Risposta
: L'elezione annuale ebbe luogo nel gennaio del 1918.

Domanda
: Ed è quello il tempo in cui venne la luce?
Risposta
: No. La cronologia della Scrittura indica che il Signore Gesù venne al Tempio nella primavera del 1918, non in inverno”.


Quindi, per il vicepresidente della Torre di Guardia si diventa “schiavo malvagio” seguendo gli insegnamenti di Russell e continuando a studiare i suoi scritti. Sanno tutto questo gli attuali testimoni di Geova? E se lo sanno, come lo giustificano? Una cosa è ritenere sorpassati certi insegnamenti, forse li si può anche ritenere frutti del loro tempo, ma un'altra è tacciare di demonismo, di falsità e di blasfemia il fondatore della loro organizzazione e “schiavo malvagio” i suoi seguaci. Eppure questo è ciò che accade e che ai Testimoni non è dato di sapere. Riassumendo l'intera vicenda, fra le altre cose disdicevoli che la caratterizzano, una emerge ancora una volta con chiarezza: l'inveterata attitudine alla menzogna. Difatti, asserire, come essi fanno nel libro Proclamatori, che “Per 35 anni il Pastore Russell aveva pensato”, semplicemente non è vero. Avrebbero dovuto dire, se fossero persone corrette e sincere, che “la Società Torre di Guardia per 35 anni ha insegnato” e non solo pensato. Perchè fra le due cose vi è una grande differenza. Chiunque può pensare. Anche il Papa, secondo la dottrina cattolica, può pensare come gli pare e piace, ma quando si esprime ex cathedra, allora i suoi pensieri divengono dogma. Così una cosa è che il pastore Russell nutrisse certi pensieri, un'altra è che l'organizzazione, rappresentata dal suo “schiavo fedele e discreto” per più di 35 anni avesse insegnato e messo per iscritto le sue convinzioni. Perchè quando queste appaiono sulla Torre di Guardia o su Svegliatevi!, allora esse divengono Verità. E questa non è una dichiarazione gratuita, ma una dichiarazione ufficiale degli stessi vertici di questa organizzazione. Secondo quanto da loro asserito è lo stesso Geova l'editore della Torre di Guardia, la quale, pertanto, non può che pubblicare la Verità. Quanto segue è tratto dalle dichiarazioni rese sotto giuramento davanti ad una corte di giustizia degli Stati Uniti:

“(pag. 795)
Domanda
: Di conseguenza, chi divenne l'Editore della rivista, l'editore principale della rivista “Torre di Guardia”?
Risposta
(di F.W. Franz): Il 15 ottobre 1931, a quanto mi è dato di ricordare, la “Torre di Guardia” smise di pubblicare i nomi dei membri del comitato editoriale in seconda pagina.

Il giudice
: Le ho chiesto chi divenne l'editore.
Franz
: E io l'ho detto.

Il giudice
: chi divenne l'editore?

Domanda
(dell'avvocato): Chi divenne l'editore quando non si pubblicarono più i nomi?
Risposta
: Geova Dio.

Domanda
: E chi scriveva la rivista sotto la direzione dell'Iddio Onnipotente?
Risposta
: Diverse persone contribuivano alla sua preparazione, il giudice Rutherford e altri.

Domanda
(del giudice): Chi aveva l'ultima parola?
Risposta
: Il giudice Rutherford aveva la supervisione di tutto ciò che era scritto nella rivista”.


Questo interrogatorio si protrasse per molto tempo e riempì parecchie pagine di verbale. Si noti come, un po' più avanti, Franz cadde in contraddizione e quali ulteriori e pesanti ammissioni fece in merito a chi prende realmente la direttiva nel reparto editoriale della Torre di Guardia:

“(pagine 866-868)
Domanda
: Mi par di capire che lei abbia detto che nel 1931 la Torre di Guardia smise di indicare i nomi dei membri del comitato editoriale, e che da allora Geova Dio divenne l'editore. É corretto?
Risposta
: Che sia Geova a prendere la direttiva in tutto questo lo dice Isaia 54:13.

Il giudice
: Le è stato chiesto se nel 1931 Geova Dio divenne l'editore, secondo la vostra teoria.
Il Testimone
(F.W. Franz): No, non credo di aver detto proprio così.

Domanda
: Non ha detto che ad un certo punto Geova Dio divenne l'editore di questo foglio?
Risposta
: Egli ha sempre guidato ciò che riguardava la rivista.

Domanda
: Lei conferma che il 15 ottobre 1931 la Torre di Guardia smise di indicare i nomi dei membri del comitato editoriale e che quindi Geova Dio ne divenne l'editore?
Risposta
: Io non ho detto che Geova Dio divenne l'editore. Ma che poichè non vi è dubbio che sia Geova in realtà a prendersi cura della rivista, sarebbe stato del tutto fuori luogo continuare a indicare i nomi di un qualsiasi comitato editoriale.

Domanda
: Ad ogni modo, Geova Dio è adesso il suo editore?
Risposta: Egli, oggi, è l'editore della rivista.

Domanda
: Da quanto tempo ne è l'editore?
Risposta
: Sin dall'inizio.

Domanda
: Anche prima del 1931?
Risposta
: Sissignore.

Domanda
: Perchè allora c'è stato un comitato editoriale fino al 1931?
Risposta
: Nel suo testamento il pastore Russell indicò che avrebbe dovuto esservi un comitato editoriale, e noi abbiamo fatto così sino ad allora.

Domanda
: Lei ritiene che un comitato editoriale fosse in conflitto con il fatto che l'editore del giornale era Geova Dio?
Risposta
: No.

Domanda
: La politica di quel tempo era in contrasto con la sua idea di un giornale diretto da Geova Dio? Risposta: Si riscontrò che in certe occasioni alcuni dei membri del comitato editoriale impedivano la pubblicazione tempestiva di verità vitali e aggiornate e che perciò impedivano che queste verità fossero fatte conoscere al popolo del Signore al tempo opportuno.

Il giudice
: Dopo il 1931, chi sulla terra, se pure vi è stato, assunse la responsabilità della rivista?
Risposta
: Il giudice Rutherford.

Domanda
: Così egli, in effetti, era l'editore capo terreno, se possiamo chiamarlo così?
Risposta
: Egli divenne colui che visibilmente ne aveva cura.

Domanda
dell'avvocato dell'accusa (Bruchhausen): Egli operava nella qualità di agente o rappresentante di Dio nel portare avanti la rivista, non è vero?
Risposta
. Sì, egli agiva in tale qualità.

Domanda
: Vi appariva il suo nome quale editore?
Risposta
: Nossignore.

Domanda
: Lei ha detto che la rivista non presenta le opinioni degli uomini, e a tale proposito richiamo la sua attenzione alla risoluzione dell'articolo “Informazione” che è firmato da lei.
Risposta
: Si.

Domanda
: Non contiene esso una sua opinione?
Risposta: Nossignore.

Domanda
: Non lo ho firmato con il suo nome?
Risposta
: Sì, vi ho apposto il mio nome.

Domanda
: Chi avrebbe dovuto firmarlo se non lo faceva lei o se lei non era disposto a farlo?
(Intervento di Covington, avvocato di Franz): Se vostro Onore permette, qui si sta facendo un po' di confusione.

Il giudice
: Obiezione accolta. Lei intende dire che ha la guida divina o che è Geova che la guida quando firma un articolo?
Risposta
: Io conosco i fatti.

Domanda
: Ma lo firma lei?
Risposta
: Lo firmo io.

Domanda
: Lo firma come uomo?
Risposta
: Lo firmo per primo.

Riprende il Sig. Bruchhausen: In relazione a quanto ha lei ha detto, lei dice che la “Torre di Guardia” non presenta le opinioni di uomini?
Risposta
: Sì, è così.

Domanda
: Lei definirebbe un'opinione questa risoluzione, allegata all'edizione del 15 ottobre firmata da questi direttori?
Risposta
: Nossignore.

Domanda
: E allora come la definirebbe?
Risposta
: É una dichiarazione di fatti e di verità.

Domanda
: Quando si vota su qualcosa non si esprime forse un'opinione?
Risposta
: Noi ci facciamo guidare dai fatti, che sappiamo essere la verità e dallo Spirito del Signore.

Domanda
: Anche lei ha espresso un voto insieme ai direttori l'8 agosto 1939, non è vero?
Risposta
: Sissignore.

Domanda
: E non stava lei esprimendo la sua opinione circa la sua innocenza o colpevolezza?
Risposta
: Non, non si trattava di una semplice opinione.

Interviene il giudice: Di che cosa si trattava, allora?
Risposta
: Era l'espressione del mio sostegno a favore di quella risoluzione, e con esso intendevo dire che essa doveva essere presa.

Domanda
: La risoluzione non era una pura opinione, lei dice. Che cos'era, allora?
Risposta
: Una dichiarazione di fatti relativa alla condotta che doveva essere intrapresa.

Domanda
: Non era forse un giudizio?
Risposta
: No. Si trattava della decisione del Corpo dei Direttori secondo la quale il Signor Moyle aveva intrattenuto una posizione confidenziale nei confronti della Società”.


Questa è quindi l'assoluta verità, resa sotto giuramento, per quanto riguarda i meccanismi interni dell'organizzazione. Essa conferma quanto abbiamo sino ad ora ribadito. Mentre da una parte i testimoni di Geova indicano in Russell il loro fondatore, e l'uomo cui fu dato il “testimone” da uno “schiavo” vecchio di 1800 anni, perchè continuasse la sua opera di “illuminatore del mondo”, dall'altra è evidente la completa demolizione della sua figura e dei suoi insegnamenti che hanno fatto di Russell un pezzo d'antiquariato e dei suoi libri carta non buona nemmeno per accendervi il fuoco. Sic transit gloria mundi!

 LO SCISMA DEI “CREDENTI NEL NUOVO PATTO”

É noto perchè ripetuto innumerevoli volte, che Russell non esitò a separarsi dal suo stretto collaboratore e ispiratore, Nelson H. Barbour, perchè questi, ad un certo punto, ripudiò la dottrina fondamentale del riscatto. La netta posizione del fondatore del geovismo a tale riguardo viene sempre presentata come un tratto caratteristico della sua intransigenza quando si trattava di difendere gli immutabili insegnamenti della Bibbia. Ma, stranamente, come riferisce il libro Proclamatori, “Alcuni che si professavano fratelli cristiani accusarono falsamente La Torre di Guardia di negare che Gesù fosse il Mediatore fra Dio e gli uomini, di ripudiare il riscatto e di negare la necessità dell'espiazione. Questo non era affatto vero. Ma alcuni che lo dicevano erano personaggi di primo piano e indussero altri a seguirli”. In pratica, viene rivolta alla Società, cioè a Russell che a quel tempo ne era ancora l'indiscusso leader, le stesse accuse che egli aveva anni prima rivolto a Barbour. E si tenga presente che queste accuse erano lanciate da “personaggi di primo piano” cioè funzionari della Società. Personaggi che, incredibile ma vero, in fondo “Può darsi che avessero ragione”, a quanto dice lo stesso libro Proclamatori nello stesso paragrafo sopra citato. Ma se avevano ragione perchè considerarli dei nemici? Il motivo è esposto poco più avanti: “Non avevano avuto la pazienza di aspettare che negli anni `30 la Società cambiasse opinione e si allineasse con la loro”. Straordinario quello che il libro asserisce! Russell non aveva avuto la pazienza di aspettare che Barbour eventualmente cambiasse idea, ma dichiara falsi cristiani quelli che si comportano come si era comportato lui qualche anno prima. Ma, come stavano realmente le cose? Cosa aveva detto la Torre di Guardia in merito a quelle dottrine fondamentali del cristianesimo? La materia è vastissima e soltanto consultando parecchie edizioni della Torre di Guardia di Sion si riuscirebbe ad esaminarla in tutta la sua ampiezza. Di seguito vengono riporati alcuni brani salienti, invitando il lettore alla ulteriore consultazione, se lo desidera:

«Se il Nuovo Patto, non appartiene in nessun senso alla chiesa, cioè, se noi non siamo sotto il Nuovo Patto, se esso appartiene esclusivamente a Israele, e attraverso Israele al mondo, perchè l'Apostolo ha tante cose da dire riguardo ad esso nel libro di Ebrei? ... Come le Scritture profetizzano di un Nuovo Patto fra Dio e Israele e mediante Israele con il resto del mondo, così esse predicono anche un grande Mediatore per quel Nuovo Patto. L'Apostolo annuncia che Gesù è quel mediatore. Profeticamente Gesù fu il Mediatore del Nuovo Patto molto prima che nascesse ... comunque, il nostro Signore non è ancora il Salvatore nè il Mediatore per il mondo, e non lo sarà fino alla fine dell'età del Vangelo ... I migliori sacrifici sono quelli antitipici che ebbero inizio con nostro Signore Gesù e ai quali partecipano i suoi fedeli seguaci, che sono invitati dal Signore ... In quanto al mondo, la morte del mediatore è la base della sua riconciliazione sotto il Nuovo Patto. Mediante la sua morte a nostro favore Gesù si è dimostrato degno davanti alla legge divina per essere il Mediatore del Nuovo Patto. Egli ha associato a se stesso la chiesa, e fra breve avrà luogo l'inaugurazione del Nuovo Patto ... La chiesa prenderà parte all'opera di mediazione ... É così evidente che la chiesa avrà un ruolo importante quale compartecipe nell'opera di mediazione insieme a nostro Signore nel riconciliare il mondo durante il Millennio ... Così nell'antitipo, un `piccolo gregge', una classe sacerdotale è scelta per la posizione preminente e costituisce il `seme d'Abramo, al più alto livello, quello della natura divina. La classe, il Cristo, è composta da Gesù, il Capo, e dalla chiesa, i suoi membri ... I sacerdoti antitipici sono invitati ad unirsi con il Sommo Sacerdote nell'opera di sacrificio necessaria all'inaugurazione del Regno del Mediatore ... Un Signore ci ha chiesto: `Quattro anni fa era considerata verità presente che l'Editore della Torre di Guardia necessitava di un Mediatore fra Dio e se stesso. Tre anni fa divenne verità presente che egli non aveva bisogno di un Mediatore fra Dio e se stesso. Questo vuol dire forse che l'Editore della Watch Tower ha abbandonato la verità presente? Rispondiamo di no. L'Editore della Watch Tower non ha abbandonato la verità presente. Egli continua a ritenere tutta la verità in cui credeva allora e ve ne ha aggiunto dell'altra, La luce ha disperso sempre di più le tenebre, sicchè, pur pensandola sempre allo stesso modo, egli adesso si rende conto di aver usato delle parole sbagliate nell'esprimersi. Egli adesso si rende conto che dovremmo usare il termine scritturale Avvocato invece del termine Mediatore. Egli adesso capisce che egli stesso ed altri nel passato hanno parlato con eccessiva superficialità, e questo a motivo della generale confusione ereditata dalle epoche buie. Egli adesso capisce che le Scritture non dicono in nessun posto che la chiesa ha bisogno di un Mediatore o che avranno mai bisogno di un Mediatore, e che esse non dicono mai che il Patto del sacrificio sotto il quale si è sviluppata la chiesa, ha un Mediatore. L'Editore della Watch Tower impara giorno per giorno sempre meglio a maneggiare la Parola della Verità e a fare uso solo di termini scritturali. Le Scritture dicono: `Noi abbiamo un Avvocato presso il Padre'. (I Giov. 2:1) Esse non dicono mai che: `Noi abbiamo un Mediatore fra Dio e noi'. L'Editore della Watch Tower cerca di assistere il popolo di Dio a pensare e a parlare correttamente in relazione alla grande opera dell'Espiazione del peccato ... La Bibbia non dice in nessun luogo che vi è un mediatore fra la chiesa e il Padre ... La luce della verità presente non contraddice la luce della verità passata, ma la conferma e chiarisce ulteriormente la nostra visione e fortifica giorno dopo giorno la nostra speranza e la nostra gioia ... Nel Salmo 133:2 il Profeta Davide inoltre indica che ad essere unto con lo Spirito santo non è soltanto il Sommo Sacerdote, il capo del Cristo, ma anche i membri del corpo, che il santo olio d'unzione scorre dalla testa del sommo sacerdote tipico sull'intero corpo. Ciò significa che tutti i membri del corpo di Cristo hanno la stessa autorizzazione divina, la stessa ordinazione da parte dello stesso Spirito santo che ha il grande Capo. Come il Capo dell'unta compagnia fu unto per predicare la buona notizia di una grande gioia che verrà su tutto il popolo, così pure tutti i membri di quella compagnia del Cristo sono unti per predicare il Vangelo. Come il Capo della chiesa fece un'opera di sacrificio, così tutti i membri del suo corpo devono compiere un'opera di sacrificio e deporre le loro vite al servizio di Dio ... La chiesa di Cristo non è sotto il Nuovo Patto. Perciò non è appropriato parlare della chiesa dicendo che essa è benedetta da questo patto, sebbene essa riceva una grande benedizione e privilegio rispetto ad esso. Se non vi fosse nessun Nuovo Patto non vi sarebbe bisogno di nessun Mediatore, e nessun bisogno di `migliori sacrifici' ... Giacchè il sacrificio di nostro Signore fu sufficiente per il peccato di tutto il mondo, perchè anche la chiesa dovrebbe presentare il suo corpo come un sacrificio vivente?»


Questa, quindi, era la strana opinione di Russell sul Nuovo Patto e sul ruolo di Cristo quale Mediatore. E riteniamo opportuno spendere alcune parole per chiarirne i retroscena Durante la sua controversia con Barbour, alla quale abbiamo già accennato, Russell elaborò quella che poi divenne nota come `la dottrina del Mistero', qualcosa che sia l'ancor giovane “Pastore” che i suoi seguaci credevano di aver scoperto come una `nuova verità'. Infatti, secondo l'opinione di Russell, il Mistero consisteva nel fatto che non era solo Gesù ad aver offerto se stesso nel sacrificio di riscatto per il genere umano, ma, come abbiamo letto nelle riviste citate, partecipava a tale riscatto e all'espiazione anche il corpo di Cristo, i 144.000 membri della sua chiesa. Russell, naturalmente, non si rendeva conto che quella che ai suoi occhi appariva come una `nuova verità' non era altro che, da secoli, parte della dottrina cattolica. Ma il problema comunque non era questo. Il problema fu rappresentato da ciò che derivò da questa dottrina del Mistero, cioè il fatto che egli si convinse che i membri della chiesa di Cristo non erano sotto il Nuovo Patto che secondo le Scritture avrebbe dovuto prendere il posto di quello fatto da Mosè con Israele. Perchè questa conseguenza? Per il semplice fatto che il Nuovo Patto non avrebbe potuto avere alcuna efficacia sino a quanto tutti i membri del corpo di Cristo non fosse stati sacrificati, non fossero risuscitati, rapiti al cielo e uniti al loro Signore. E dopo il 1881, Russell non si attendeva che ciò avvenisse prima del 1914. Ma, con uno di quegli improvvisi e inspiegabili voltafaccia che da lui in poi hanno sempre caratterizzato il movimento, e che dimostrano come Russell non avesse poi le idee tanto chiare, nel giro di un anno cambiò idea e ritornò alla tradizionale dottrina cristiana che pone la chiesa sotto il Nuovo Patto. Uno dei più profondi conoscitori del movimento, Timothy White, commenta ciò che avvenne, esprimendo l'opinione che egli deve aver fatto veramente molta confusione al riguardo.É ovvio che molti dei suoi collaboratori ne fossero scandalizzati, difatti lo lasciarono e si definirono Credenti del Nuovo Patto. Se avessero avuto la “pazienza” di aspettare gli anni `30, come dice il libro Proclamatori, avrebbero visto come “furono eliminati i principali ostacoli che impedivano di avere un chiaro intendimento dei patti, e nella Torre di Guardia e in altre pubblicazioni comparvero affermazioni corrette al riguardo. Che gioia per quanti avevano atteso con pazienza!”. L'eliminazione degli errori, naturalmente, dovette attendere l'eliminazione di chi in essi credeva, cioè Russell, definito eufemisticamente “principale ostacolo”. In poche parole, si dovette attendere prima che egli morisse, e poi alcuni anni ancora per elaborare una nuova teologia al riguardo. Nel frattempo, chi aveva capito doveva stare zitto e aspettare. Guai se si fosse permesso di dire che già l'aveva capito perchè da duemila anni la Bibbia lo insegnava chiaramente e tutti i cristiani vi credevano senza difficoltà. L'unico autorizzato a cambiare era il Corpo Direttivo, cioè Russell, cioè Rutherford, cioè Franz e compagni e quindi “pazienza!”. Ancora una volta non può non essere sottolineata la tremenda arroganza dalla quale è caratterizzata tutta la storia del geovismo. Il primo paragrafo della pagina 630 del libro Proclamatori, cerca di addolcire e di stravolgere il vero significato di ciò che accadde in quel tempo. Esso infatti dice:

Già nel 1880 le pubblicazioni della Watch Tower avevano trattato vari particolari relativi al patto abramico, al patto della Legge e al nuovo patto. La cristianità aveva dimenticato la promessa di Dio che per mezzo del seme di Abraamo tutte le famiglie della terra si sarebbero certamente benedette. (Gen. 22:18) Ma il fratello Russell desiderava moltissimo capire come Dio l'avrebbe adempiuta. Pensava di aver visto nella descrizione che la Bibbia fa del giorno di espiazione ebraico indicazioni del modo in cui questo avrebbe potuto adempiersi in relazione al nuovo patto. Nel 1907, quando si parlò di nuovo degli stessi patti, dando particolare rilievo al ruolo dei coeredi di Cristo nel recare all'umanità le benedizioni predette nel patto abramico, alcuni Studenti Biblici furono molto contrariati”.


Se non avessimo appena letto nelle originali pubblicazioni del tempo come andarono in realtà le cose, anche noi, come gli attuali testimoni di Geova, non sapendo niente di come si svolsero i fatti, potremmo fare spallucce e pensare che non valeva la pena di “contrariarsi”, bastava solo aspettare che il fratello Russell si chiarisse le idee! Che imbroglioni! Intanto non è affatto vero che la “cristianità aveva dimenticato la promessa di Dio”, forse non viveva in armonia ad essa, ma sarebbe bastato che Russell invece di leggere solo i suoi libri e quelli di altri svitati come Storss e Barbour, leggesse qualche buon libro di teologia, per capire che non aveva capito niente. Poi apprendiamo che egli “pensava di aver capito”. Ma come: uno che Dio ha suscitato perchè il popolo di Dio fosse “chiamato dalle tenebre alla sua meravigliosa luce!” “pensa di aver capito” e poi non capisce niente, tanto che bisogna pubblicare “affermazioni corrette” per smentire tutto quello che lui aveva insegnato! Poi, come si fa a dire che egli aveva semplicemente “dato particolare rilievo al ruolo dei coeredi di Cristo”, quando in realtà, come abbiamo appena letto, egli li aveva innalzati al ruolo di corredentori, di co-mediatori, al pari di Gesù Cristo! Altro che “particolare rilievo”, erano stati semplicemente divinizzati. E definire “contrariato”, uno che vede privare il suo Signore Gesù del ruolo di Unico Mediatore e Redentore, per vederlo attribuito ad una manica di ignoranti e settari è veramente ridicolo e riduttivo. Ma è così che il Corpo Direttivo cerca di far digerire la sua storia passata al popolo dei Testimoni. E, grazie al suo “bicarbonato” spirituale, questo bravo e ubbidiente popolo è capace di digerire anche le pietre!


 COME CONSIDERAVA IL SESSO E IL MATRIMONIO RUSSELL?

Come abbiamo preannunciato in premessa, non si può comprendere pienamente l'opera di un uomo se non si conosce l'uomo che dietro di essa si cela. E questo vale per tutti, e quindi anche per Charles Taze Russell. Russell era un uomo strano. A parte l'elevata opinione che aveva di se, e che lo spinse a chiedere di essere avvolto in una toga romana prima di morire e ad accettare che i suoi seguaci lo definissero “l'uomo con il corno da scrivano” di Ezechiele e “lo schiavo fedele e discreto” del Vangelo, aveva delle normali passioni umane un “salutare” disprezzo. Molti di coloro che conoscono la storia di questo movimento sanno delle sue vicissitudini matrimoniali che la Torre di Guardia attribuisce al desiderio di preminenza della moglie di Russell, Maria Ackley Russell. Ma uno sguardo un po' più attento all'intera vicenda ne delinea un quadro leggermente diverso da quello tratteggiato dall'iconografia ufficiale. Naturalmente, il nostro ingresso nel campo più “privato” del personaggio, non è certamente motivato dalla pruderie di scoprirne gli altarini, ma solo dal fatto che egli riversò abbondantemente questa sua particolarissima visione del matrimonio e della sessualità nella dottrina che guidò ed in parte ancora guida il movimento che da lui è disceso.

Quando C.T. Russell sposò Maria Ackley, stipulò con lei un accordo veramente singolare: che la loro unione, cioè, non dovesse essere consumata a quel tempo e che essi in futuro non avrebbero dovuto coabitare. Come spiegò egli stesso nel corso della causa di separazione: “Mia moglie sapeva che io preferivo la condizione del celibato”. Secondo M. James Penton: “L'atteggiamento di Russell in parte si basava sulla sua comprensione di Matteo 19:12, ma anche sulla sua attitudine vittoriana nei confronti del sesso ... Russell sembrava non avere problemi al riguardo, poichè evidentemente aveva pochissimo interesse per le relazioni fisiche. Sembra che il livello della sua libido fosse molto basso, forse a causa del suo costante interesse per le cose religiose. Egli dichiarò comunque, che se sua moglie glielo avesse chiesto, non avrebbe mancato di adempiere il suo obbligo coniugale”. Chiunque abbia un minimo di sensibilità, si rende facilmente conto delle difficoltà emotive della povera signora Russell, costretta a chiedere formalmente al marito di predisporre le sue cose per un ... appuntamento galante nel talamo nuziale, quando un momento della sua intensa attività “profetica” glielo avesse consentito. Questa sua idiosincrasia nei confronti del matrimonio e del sesso, fu anche la causa di ulteriori problemi per il gruppo da lui fondato. Infatti nel 1908 il Pastore fece un voto al Signore che, fra le altre cose, diceva: `Inoltre faccio Voto che, a eccezione di quanto segue, in ogni luogo e in ogni tempo, mi condurrò verso quelli del sesso opposto in privato esattamente come mi comporterei verso di loro in pubblico, alla presenza di una congregazione del popolo del Signore, e per quanto ragionevolmente possibile eviterò d'essere nella stessa stanza da solo con chiunque del sesso opposto, a meno che la porta della stanza non sia spalancata: Nel caso di un fratello, a eccezione di moglie, figli, madre, sorella. Nel caso di una sorella, a eccezione di marito, figli, padre, fratelli'.

A chi adesso diviene membro della “famiglia Betel” in uno degli stabilimenti tipografici dei Testimoni nelle varie parti della terra, non è più chiesto di pronunciare questo voto. Ciò che è rimasto, comunque, è il divieto di intrattenersi con un membro della stessa “famiglia” del sesso opposto senza avere l'accortezza di lasciare la porta della camera ben aperta e di sedersi in modo da essere visibili dal corridoio. Questo divieto si aggiunge a quello che proibisce agli “anziani” delle più di 73.000 congregazioni del mondo, di recarsi a far “visite pastorali” a delle donne da soli. Sembra, infatti, che vi sia un'altissima percentuale di adultèri perpetrati da questi ineffabili “consiglieri spirituali”, proprio nell'adempimento delle loro funzioni. É evidente che la “libido” degli attuali anziani non coincide con quella del loro fondatore, ed è anche vero che il sesso e l'immoralità sessuale continuano a costituire uno dei maggiori problemi di questo gruppo religioso. Ma per continuare con il discorso di Russell, egli era convinto che il sesso e la procreazione fossero solo un “incidente di percorso” nel grande piano di Dio, tanto è vero che non era prevista alcuna futura relazione coniugale per gli abitanti della terra paradisiaca che attende il genere umano restaurato dopo Armaghedon. Sulla Torre di Guardia di Sion del 15 giugno 1906, pagina 206, Reprints 2836, è infatti espresso questo pensiero:

Comprendiamo che è in armonia con queste istruzioni originali, che quando la terra sarà stata riempita di persone, il potere procreativo sarà eliminato, ed infine, la razza sarà composta di perfette unità, come era Adamo in origine, prima di essere diviso in due persone allo scopo di avere compagnia, per procreare e per preservare la razza. Come abbiamo già mostrato, siamo convinti che nel processo di perfezionamento o di unificazione ad ogni maschio saranno ridati gli elementi e le qualità della mente e del cuore che adesso caratterizzano in particolar modo l'elemento femminile; ed ogni femmina riceverà quegli elementi di mente e di cuore che ora sono caratteristici dei maschi.


Più avanti, nella Torre di Guardia di Sion del 1° dicembre 1912, Reprints, 5141, Russell, nell'articolo intitolato “Dio creò l'uomo a sua immagine”, aggiunse questi altri particolari:

L'Uomo in origine era asessuato: I dettagli della creazione umana mostrano che Adamo visse in Eden per un certo tempo da solo e senza sesso. Studiando la cronologia alcuni studenti Biblici sembrano averne dedotto che dalla creazione di Adamo alla sua espulsione dall'Eden e alla condanna a morte trascorsero circa due anni. Il motivo per cui Adamo fu diviso in due persone è detto chiaramente; la terra doveva essere riempita, popolata con la razza della sua stessa specie, e fra le altre creature nessuna fu trovata adatta a lui, nè per fargli compagnia, nè per essere la sua partner e la madre della sua progenie fatta a sua somiglianza ... La divisione di Adamo in due parti, maschio e femmina, lasciò l'autorità alla parte maschile, ma lo privò di alcune delle qualità tipicamente femminili ... La restituzione o resurrezione che avrà luogo sotto il regno del Messia non significa la restaurazione della perfezione sessuale, ma, piuttosto, il graduale perfezionamento di ogni individuo ad immagine e somiglianza di Dio nella completezza personale, come era Adamo prima della divisione. L'attrazione sessuale non ci sarà più, l'uomo non sarà solo come era Adamo in origine; poichè la terra sarà piena di fratelli umani, tutti  a immagine di Dio e nella pienezza dell'associazione spirituale, godranno dell'Eden che sarà esteso a tutto il mondo. Tale stato di cose si può apprezzare pienamente solo se lo vediamo dal punto di vista di Dio e comprendiamo la perfezione superiore di Dio e degli angeli nella loro condizione asessuata, sebbene di essi si parli sempre al maschile.

 

“A causa della disobbedienza di un solo uomo”: Si noti quant'è appropriata la teoria biblica che prevede la divisione di un solo uomo in maschio e femmina. Dio aveva stabilito che l'intera razza umana sarebbe discesa da un solo uomo. Egli non solo previde il peccato, ma anche come esso si darebbe diffuso ed anche in che modo egli vi avrebbe infine posto rimedio. Se due o più individui separati avessero peccato coinvolgendo così la razza, sarebbero stati necessari molti redentori, in armonia alla legge divina, “Occhio per occhio, dente per dente”, la vita di un uomo per la vita di un uomo. (Deut. 19:21) Poichè sin dal principio Dio aveva disposto che vi fosse un solo agnello di Dio, un glorioso Redentore, di conseguenza tutta la razza umana doveva discendere da un solo uomo, Adamo, affinchè, “come da un solo uomo venne la morte”, “da un uomo venisse la resurrezione dai morti”. -- 1 Cor. 15:21.

 

Secondo Adamo e seconda Eva. Non dovremmo dimenticare che Adamo ed Eva sotto molti aspetti prefigurarono Cristo e la Chiesa. Gesù personalmente è il grande Salvatore del genere umano, la cui morte costituisce il prezzo di riscatto per il peccato di Adamo e dell'intera razza. Egli è il grande datore di vita, o padre del genere umano. Durante il suo regno millenario egli riporterà alla vita Adamo e molti della sua razza ... La chiesa non sarà la datrice di vita o padre, ma essa sarà la madre, che avrà cura della rigenerate schiere dell'umanità durante il millennio. Sotto la sua cura gli obbedienti e i volenterosi porteranno nuovamente l'immagine di Dio nella carne.


Troviamo un ulteriore e singolare pensiero di Russell nel libro What Pastor Russell Taught (1919), a pagina 98, dove è scritto:

Uomo e donna nel tipo e nell'antitipo. Nel tipo le donne erano ignorate. Solo i maschi erano ammessi nel Patto della Legge mediante la circoncisione, l'ottavo giorno. Nell'antitipo, alla fine del settimo giorno di mille anni, l'inizio dell'ottavo giorno di mille anni, solo i maschi saranno ricevuti nella restituzione del Nuovo Patto dopo essere in precedenza stati elevati alla condizione che Adamo possedeva prima di essere diviso nei due sessi.


É questa le sintesi del Russell-pensiero, compiutamente espresso nel 1899 in un suo ben noto libro, Ombre Tabernacolari dei migliori sacrifici, (ediz. Inglese) dove egli scrive:

La distinzione fra maschio e femmina cesserà. “Questa è la legge dell'offerta per il peccato ... La mangerà il sacerdote che la offre per il peccato ... Ogni maschio fra i sacerdoti lo mangerà”. - Lev. 6:25-29. Al Signore e a tutti i santi angeli del cielo ci si riferisce Scritturalmente come a maschi, mentre tutti i santi insieme sono raffigurati come una donna, una “vergine”, sposata al nostro Signore Gesù in qualità di suo sposo. Ma la femmina umana era originariamente parte dell'uomo fatto a immagine di Dio, ed è ancora (sebbene temporaneamente separata per poter consentire la riproduzione umana)  parte dell'uomo, in quanto da sola non è completa. Come l'uomo perfetto fu chiamato Adamo, così, quando lo duplicò, e “Dio chiamò il loro nome Adamo”, la direttiva rimase alla parte maschile, che così ebbe l'incarico di aver cura o di proteggere quella femminile come parte del suo stesso corpo. (Efes. 5:23, 28) Questa divisione sessuale non rese Adamo imperfetto: essa semplicemente divise le sue perfezioni in due corpi dei quale egli rimase comunque il “capo”. Le Scritture indicano che alla fine, alla conclusione dei “tempi della restituzione”, tutti (maschi e femmine) saranno restaurati ad una condizione perfetta, la condizione di Adamo prima che Eva fosse separata da lui. Noi adesso non sappiamo in che modo maschio e femmina perderanno la loro identità, ma sappiamo che ciascuno d'essi assumerà le qualità che adesso gli mancano. Se quanto crediamo è giusto, ciò significherebbe che l'attuale estrema delicatezza dei tratti femminili e l'eccessiva volgarità di quelli maschili sono solo un risultato della caduta, e che la restituzione alla perfezione nella quale gli elementi dei due sessi saranno perfettamente fusi insieme e armonizzati facevano parte del disegno di Dio per l'umanità ideale. Il nostro caro Redentore, che era “l'uomo Cristo Gesù”, non era probabilmente nè estremamente volgare e muscoloso, nè effeminato. In lui erano armoniosamente presenti sia la forza mentale ed il coraggio della virilità, che la delicatezza, la nobile purezza, la tenerezza e la grazia della vera femminilità. Non era egli l'uomo perfetto che morì per noi e che ha redento entrambi i sessi? Non dimentichiamo che come uomo egli non aveva nessuna compagna: vuol dire questo che non era completo in se stesso e quindi insufficiente a pagare il prezzo pienamente corrispondente per Adamo (maschio e femmina)? O Eva era rappresentata nel grande riscatto da suo marito in qualità di suo “capo”, altrimenti per lei non vi sarebbe stato riscatto alcuno, ed un pensiero del genere sarebbe in conflitto con le altre Scritture. Alla Chiesa del Vangelo in effetti si fa riferimento nelle Scritture come alla “Sposa”; non, comunque, come alla sposa “dell'uomo Cristo Gesù”, ma come alla sposa di Cristo risorto e glorificato. In qualità di nuove creature, generate dallo spirito di Dio, noi siamo promessi allo spirito Gesù, il cui nome e onore e trono condivideremo. La Chiesa non è la sposa dell'uomo Cristo Gesù che fu sacrificato, ma del glorificato Signore Gesù, che al suo secondo avvento la reclamerà per se. - Rom. 7:4.



 MATRIMONIO NON “CONSUMATO” EPPURE VALIDO

Questo è, quindi, ciò che credeva e insegnava Russell. Traspare in modo chiaro la sua misoginia ed il suo disagio nei rapporti con l'altro sesso, con il quale avrebbe voluto identificarsi. Se questo sia il sintomo di una latente omosessualità o il risultato di conflitti interiori non possiamo dirlo con certezza. Ciò che è certo è che il suo insegnamento, con piccole varianti, è tutt'oggi ritenuto dagli attuali testimoni di Geova, anche se con il solito “bordeggio” dottrinale che li caratterizza. Infatti nel 1957 era convinzione del Corpo Direttivo che il desiderio sessuale, fosse un risultato del peccato. Esso infatti lo definisce “passione”:

“Nel matrimonio il coniuge principale si chiama marito. L'altra o coniuge minore si chiama moglie ...  Adamo non sentiva alcun desiderio sessuale. In qualità di uomo perfetto egli era equilibrato e non diviso in quanto al sesso ... Quando Geova Dio condusse questa perfetta donna all'uomo ridestato in Eden e pronunciò su di essi la sua benedizione ponendo dinanzi a loro i comuni doveri, il loro matrimonio fu consumato. Non fu prima necessaria alcuna unione fisica fra loro perchè il matrimonio fosse consumato. Se fosse stata prima necessaria tale relazione sessuale per rendere il matrimonio effettivo e valido, Adamo e la sua donna non sarebbero mai stati considerati sposati in eden ... Adamo ed Eva sapevano che lo scopo delle relazioni sessuali era quello di generare figli. Nella loro perfezione, con perfetta padronanza di sè, senza provare vergogna della propria nudità e senza sentire alcuna passione l'uno dinanzi al corpo nudo dell'altra, essi si erano dunque astenuti dall'avere rapporti sessuali e dal concepire figli mentre erano in Eden”.


Emerge chiaramente il retaggio di Russell in queste parole. Il profondo disagio di chi nel sesso vede la corruzione più che un dono divino. Il matrimonio, e questo è un concetto del tutto insolito, non aveva finalità riproduttive; rimanendo nella condizione di perfezione umana non sarebbe stato necessario “consumarlo” per renderlo valido. Adamo, uomo perfetto, non è schiavo della passione. Anzi, non sente alcun desiderio sessuale. Com'è evidente in queste parole l'influenza di Russell che, come abbiamo visto fece un patto con sua moglie di non avere relazioni sessuali con lei a meno che lei non lo chiedesse esplicitamente. Ma, stranamente, dopo essersi addentrata così profondamente nella privacy della prima coppia umana, narrandoci gli intimi particolari della loro vita, un anno più tardi sembra che La Torre di Guardia consideri quest'intrusione disdicevole. A chi le chiedeva: “Perchè, dopo avere ricevuto da Dio l'espresso comando di moltiplicare e riempire la terra, Adamo ed Eva si trattennero dall'adempiere questo mandato di procreazione mentre erano perfetti nel giardino d'Eden?”, la Società rispose: “Fare questa domanda riguardo ad Adamo ed Eva è come cercare di immischiarsi nelle questioni private di una coppia cristiana sposata oggi, e chiedere perchè non hanno ancora avuto bambini ... Il motivo per cui non ebbero rapporti e non generarono bambini durante il tempo in cui furono nel giardino d'Eden è una loro questione personale”. Quindi: non fate più domande del genere. Punto e basta.




 I TESTIMONI DI GEOVA E LA VIOLENZA SESSUALE

A queste convinzioni piuttosto “insolite” del geovismo russellita, si accompagna un'altra, e infelice, caratteristica che è quella di discriminare il partner femminile della razza umana oltre che considerandolo “inferiore”, o “minore” in un certo qual senso ponendolo su un piano di corresponsabilità  anche quando, proprio per la sua condizione femminile subisce la violenza di infamanti violenze sessuali. Ciò che qui si vuol evidenziare è lo “strano atteggiamento del Corpo Direttivo nei confronti della violenza sessuale verso le donne, che, proprio per la sua natura estremamente ondivaga, evidenzia il conflitto fra le tendenze in un certo senso “moderniste” che esistono al suo interno, ed il conservatorismo russellita, per il quale anche la violenza sessuale doveva avere nella donna la sua causa in quanto essa è portatrice di desideri insani e causa del suo male. A nessuno oggi verrebbe in mente di assimilare lo stupro alla fornicazione. La stessa enciclopedia biblica dei Testimoni, così definisce la fornicazione: “Rapporti sessuali illeciti al di fuori del matrimonio scritturale ... L'atto illecito di uno stupratore è fornicazione, ma naturalmente, non rende colpevole di fornicazione anche la vittima”. Secondo il Codice Penale, lo “Stupro” è definito, al titolo Violenza carnale, l'atto di chi, “Con violenza o minaccia, costringe taluno a congiunzione carnale”. Nel 1988, pertanto, l'opinione del corpo direttivo era che la violenza carnale non rende colpevole di fornicazione anche la vittima, il che è perfettamente corretto. Ma, vogliamo fare alcuni passi indietro, diciamo fino a trent'anni fa, per vedere in che modo lo stesso argomento è stato trattato, evidenziando così quell'atteggiamento di insicurezza nei confronti dell'elemento femminile, del quale abbiamo parlato? La domanda alla quale, volta per volta, risponderanno le pubblicazioni sotto riportate, è: Lo stupro equivale a fornicazione se la vittima [la donna] non grida?

“Tali precedenti scritturali si applicano ai cristiani, che devono ubbidire al comando: `Fuggite la fornicazione'. (1 Cor. 6:18) Così se una donna cristiana non grida e non fa ogni sforzo per fuggire, sarà considerata come se avesse acconsentito all'oltraggio. La donna cristiana che vuole mantenersi pura e ubbidire ai comandamenti di Dio, quindi, se oggi si trova in questa situazione, dev'essere coraggiosa e seguire il suggerimento delle Scritture, e gridare. In effetti, questo consiglio è per il suo benessere; poichè, se cedesse ai desideri passionali dell'uomo, non solo commetterebbe fornicazione o adulterio, ma sarebbe colpita dal disonore. -- La Torre di Guardia del 1° novembre 1964, pagina 671”. Nel 1964, quindi, lo stupro, in certe circostanze, equivale alla fornicazione. La vittima di una violenza è quindi considerata una donna immorale! Si fa riferimento alla legislazione mosaica, una legislazione nella quale la donna non era considerata un essere umano a tutti gli effetti, ma solo una proprietà dell'uomo e si applica a piè pari al ventesimo secolo. Si trascura che la donna  israelita non aveva diritti, o quasi, che l'ultimo dei dieci comandamenti ordinava all'uomo: “Non desiderare la casa del tuo simile. Non devi desiderare la moglie del tuo prossimo, nè il suo schiavo nè la sua schiava nè il suo toro nè il suo asino nè alcuna cosa che appartiene al tuo prossimo” . -- Esodo 20:17. La “donna”, le “cose”, il “toro”, l'”asino” eccetera, erano poste sullo stesso piano. La donna inoltre non aveva accesso al tempio come l'uomo, non poteva fare testamento, e mille altre cose. E il Corpo Direttivo applica quelle leggi alle donne d'oggi.

Quattro anni dopo, il pensiero del Corpo Direttivo è immutato: “Come cristiana avete l'obbligo di resistere. Questa resistenza include il gridare e creare quanto più scompiglio sia possibile per cercar di spaventare l'aggressore e fare accorrere i soccorsi ... Si tratta lì di una controversia di integrità alle leggi di Geova. Quindi non sarebbe affatto appropriato sottostare quietamente alla violenza, poichè questo significherebbe acconsentire alla fornicazione”. -- La Torre di Guardia del 1° ottobre 1968, pagine 599, 600.
Un criminale atto di violenza diventa “una controversia di integrità”. Ancora una volta la debolezza e la fragilità femminili sono una colpa e anche “se si va incontro alla possibilità di morire [le donne] hanno l'obbligo di fuggire la fornicazione” (ibidem). Si scambia l'integrità morale con tutt'altra cosa. La paralisi che può sopravvenire per il terrore, l'incapacità di lottare in momenti terribili, la mancanza di coraggio che come disse il saggio don Abbondio “se uno non ce l'ha non se lo può dare”, tutto queste viene considerato compartecipazione ad un reato!

Pochissimo tempo dopo, nel 1969 e nel 1971, con la pubblicazione dell'Ausiliario per capire la Bibbia, si cambia atteggiamento, anche se non si esprimono commenti, si danno le seguenti definizioni di Stupro e di Fornicazione: (1) “Violare, violentare. Questa azione è definita illecito rapporto sessuale senza il consenso della donna, mediante uso di forza, violenza, intimidazione o inganno circa la natura dell'atto”. (2) Rapporti sessuali fra due persone consenzienti non sposate fra loro” (pagine 1290 e 471). Le due cose quindi sono in antitesi l'una con l'altra. Nella prima non vi è il consenso della donna, nella seconda vi è il suo accordo. Non vi sono vie di mezzo.

Russell e il suo puritanesimo colpiscono ancora nel 1974: “ ... Se non gridava era come se fosse morta ugualmente”. “Inoltre, se non avesse gridato avrebbe rovinato la sua relazione con Geova Dio e con la congregazione cristiana; ne sarebbe stata disassociata o scomunicata e che questo era peggio che essere uccisa”. -- Svegliatevi! Del 22 agosto 1974, pagina 15. Non c'è possibilità di equivoco: lo stupro è una delle cause di disassociazione. La donna è due volte vittima: prima del violentatore, poi della società Torre di Guardia e di un suo comitato giudiziario. Chi è quì il colpevole? Forse alcuni indicherebbero il violentatore, ma la Torre di Guardia non ha dubbi: è la vittima.

“Come reagisce la maggioranza delle vittime” ... “La paura è spesso accompagnata da confusione e incertezza. Per esempio, una diciannovenne ha spiegato: `Non ho lottato fisicamente in alcun modo, in parte perchè ero spaventata, soprattutto perchè nella mia ingenuità pensavo che una ragazza dovesse fare quello che le dicono ... Il modo repentino in cui è successo mi ha lasciato del tutto confusa e inerme'. Questa ragazza ha reagito come molte altre in circostanze simili”. “Davanti alle minacce di violenza fisica il terrore paralizza la maggior parte delle donne”. -- Svegliatevi! Del 22 novembre 1980, pagine 5, 6.
Non è che ci sia un radicale cambiamento, ma ammette che la donna che subisce un'aggressione del genere può essere paralizzata dal terrore e che non sempre riesce a mettersi a gridare a o reagire comunque. Non si parla più di fornicazione da parte sua. Nell'articolo si può notare un atteggiamento di comprensione verso le donne vittime della violenza e non vi è nessun tono condannarono. Lo stupro è violenza e non c'entra nè la congregazione nè il comitato giudiziario.

Ma, purtroppo, il bordeggio ritorna a fare vittime: “Gli disse che se l'avesse toccata avrebbe gridato come non aveva mai udito nessuno gridare. Spiegò che, se non avesse gridato, avrebbe compromesso la sua relazione con Dio e con la congregazione cristiana”. “La donna cristiana ha l'obbligo di opporsi, perchè è implicata l'ubbidienza alla legge di Dio di `fuggire la fornicazione'”. -- La Torre di Guardia del 15 aprile 1981, pagina 7.
Se le povere Testimoni si erano sentite sollevate nel leggere la precedente opinione del Corpo Direttivo, il loro sollievo fu di breve durata. Di nuovo la vittima della violenza può essere portata davanti ad un comitato giudiziario per subirne una di diversa, ma altrettanto ripugnante, sorta! Ci si chiede come è possibile che la violenza criminale di uno stupratore possa rovinare la relazione con Dio di una donna cristiana! Che Dio è quello che non capisce il terrore, il disorientamento, la confusione, di una donna in quelle circostanze? Dio sa che lei è innocente, che non ha voluto lo stupro, Dio legge il suo cuore, solo lui può giudicare. Ma la Società, se non stabilisce regole perderebbe la sua identità, e quindi ha bisogno di catalogare anche questa materia: Stupro silenzioso = convocazione comitato giudiziario; Stupro con cachinno = innocente. Nel primo caso, la vittima ha commesso il “peccato imperdonabile” e viene consegnata a “Satana per la distruzione della carne” (1° Corinti 5:5).

Coraggio! Arriva La Torre di Guardia del 1° settembre 1983, pagine 30 e 31. Così questa rivista risponde alla domanda: “Cosa intendiamo qui con fornicazione?”: “La persona (maschio o femmina) che viene violentata non sarebbe colpevole di porneia". Ancora una volta le donne dei Testimoni possono tirare un sospiro di sollievo. Essere violentate non costituisce offesa alla congregazione. Niente comitato giudiziario.

Nemmeno un anno dopo gli epigoni di Brooklyn ci ripensano e fanno marcia indietro: “Lo stupratore le chiede [alla donna] di infrangere la legge di Dio commettendo fornicazione” -- Svegliatevi! del 22 luglio 1984, pagina 24. Lo stupratore non chiede un bel niente, la violenta e basta. Si è mai visto uno stupratore chiedere permesso? O uno stupratore che si preoccupa della fede religiosa della sua vittima? Ma non basta: “La donna minacciata di stupro dovrebbe ricordare che lo stupratore è un essere umano. Senza dubbio ci sono circostanze nella sua vita che lo hanno portato a comportarsi così ... la donna deve trattarlo in modo comprensivo, come un altro essere umano”.
Se non si trattasse di cosa tanto seria, potremmo pensare che al Corpo Direttivo va di celiare. Egli chiede alla vittima di trattare l'aggressore con rispetto e con comprensione. Non si rende conto di contraddirsi in maniera veramente plateale. Innanzitutto la reazione umana normale non è quella di intrattenere piacevoli conversari con chi ci vuole violentare! E poi come si può dimenticare ciò che si è detto nella Svegliatevi! del 22 novembre 1980, pagine 5 e 6, dove è detto: “É giusto che faccia del male al suo assalitore? Certo ... può usare qualsiasi mezzo abbia a disposizione per evitare la relazione sessuale”. Sarebbe veramente interessante poter vedere la reazione di Milton Henschel o di Ted Jaracz di Albert Schroeder o delle loro mogli se un feroce criminale li assalisse per violentarli: forse gli offrirebbero delle riviste e, dopo, per non mettere in imbarazzo l'assalitore, lo porterebbero alla Betel per mettergli a disposizione una stanza per compiere la bisogna!

Ma non solo, alle vittime geoviste viene confermato che lo stupro silenzioso senza lotta e grida è il peccato imperdonabile, alla stessa stregua dell'omicidio, dell'apostasia e del mangiare la torta ad un compleanno! Ma Russell festeggiava sia il suo compleanno (cfr. Watchtower, 15 febbraio 1909, p.4336) e anche il Natale di Gesù (cfr. Watchtower, 15 dicembre 1926, p371; The Golden Age, 24 dicembre 1919, p215):

   

   

   

La Svegliatevi! a pagina 25 continua dicendo: “Se avessi ceduto e lui mi avesse violentata, alla fine sarei morta e non avrei avuto nessuna speranza d'essere risuscitata”. É grave che i testimoni di Geova aggiungano così gravi pesi sulle spalle dei loro compagni d'opera, è veramente grave che nel nome di Gesù facciano tale violenza alla sua Parola e al suo Amore! Qualche mese più avanti, l'edizione dell'8 novembre precisava che: “Perchè la vittima fosse considerata colpevole di fornicazione doveva esserci la prova che era consenziente”. A parte ogni considerazione sul modo di acquisire la “prova”, che non può essere fornita da testimoni in quanto, di solito, atti del genere non vengono compiuti sulla pubblica piazza, l'unico commento che si può fare è rappresentato dal confronto fra queste parole e quelle di soli quattro mesi prima. A luglio, se viene violentata “non avrebbe avuto nessuna speranza di risurrezione”, a novembre, “solo se è consenziente è colpevole”. Si, no, si, no ....

Ma non è ancora finita. Svegliatevi! del 22 maggio 1986, pagina 28, ritorna sull'argomento, per precisare che: “Avrete la coscienza a posto. (Anche se foste violentate, non avrete perso il rispetto di voi stesse o la purezza davanti a Dio)”. Questo, naturalmente, nel caso che la donna si sia esibita nel solito repertorio di grida, volgarità, gesti disgustosi, tutti volti a far cessare nell'aggressore il desiderio sessuale. Solo a queste condizioni il Corpo Direttivo concede alla donna violentata “la coscienza a posto”. In tutte le altre circostanze, ancora una volta, ci si deve ritenere una sordida complice del proprio assalitore, ed una sorta di ninfomane che in fondo stava cercando proprio quello!

Quando il troppo è troppo anche la Torre di Guardia deve far finta di tener conto dell'opinione dei suoi lettori. Evidentemente inondata di lettere che esprimevano qualche disaccordo, la Società dovette ammorbidire un po' il suo atteggiamento, e così, quattro mesi dopo, nell'edizione di Svegliatevi! del 22 settembre 1986, ammette che: “É vero che la donna deve reagire in base al grado di pericolo in cui pensa si trovi la sua vita”. Finalmente un minimo di misericordia! La Società generosamente concede alla donna aggredita di lasciarsi violentare se essa ritiene che questo sia il male minore e che, in caso contrario, potrebbe correre pericolo di vita. Ci chiediamo: come mai non è più necessario morire per avere la coscienza a posto agli occhi di Dio? Forse Dio nel breve periodo cambiò il suo pensiero? C'è stata qualche “nuova rivelazione di verità”? C'è anche un tentativo di imbrogliare il lettore, dicendo che: “ ... riteniamo che questo sia preso in considerazione nei consigli dati nel riquadro di pagina 23 (22 maggio 1986)”. Ma le cose, invece, non stanno per niente così! Se nel riquadro tale situazione fosse stata presa in considerazione, il lettore (o, i lettori) autore della domanda non avrebbero scritto alla Società esprimendo il loro disaccordo.

Siamo giunti all'edizione di Svegliatevi! dell'8 marzo 1993 e nuovamente la Società si occupa dello stupro. Non possiamo esimerci a questo punto dall'esprimere alcune perplessità per la insolita frequenza con la quale le pubblicazioni di quest'organizzazione si occupano dell'argomento. Sarà pure vero che negli Stati Uniti e nel resto del mondo occidentale, quello dello stupro è divenuto un problema rilevante, ma ciò nonostante, meraviglia il numero spropositato di giovani testimoni di Geova che sono oggetto di tale vile attentato alla loro integrità. Quasi quasi viene il dubbio che la Società abbia in fondo ragione (conoscendo molto meglio di noi il suo gregge) e che da parte delle frustratissime giovani del loro gruppo ci sia una qual certa tendenza a cercarsele, queste disavventure. Naturalmente, ci ripugna anche il solo pensarlo, ma è evidente che la Società lo pensa, altrimenti non ne parlerebbe tanto ed in tali termini!

In quest'ultima edizione che qui citiamo, si fa una disamina fra ciò che, secondo il Corpo Direttivo è giusto pensare dello stupro e ciò che non lo è. Si comincia col dire: “Idea sbagliata: Chi è vittima di uno stupro ne è in parte colpevole a meno che non opponga resistenza attivamente. Realtà: Per definizione lo stupro avviene quando si ricorre o si minaccia di ricorrere all'uso della forza per avere un rapporto sessuale, di qualsiasi genere, contro la volontà dell'altra persona ... Perciò, la persona violentata non è colpevole di fornicazione ... Il fatto che una donna, essendo terrorizzata e disorientata, sia costretta a cedere a uno stupratore non significa che acconsenta a quell'atto. Il consenso si basa su una libera scelta ed è attivo, non passivo”.

Se gli autori di queste parole fossero giornalisti professionisti invece di essere degli scadenti sciupa inchiostro, bisognerebbe dargli il premio Pulitzer! Quale linguaggio soave, quale comprensione. Riescono con un candore senza eguali a presentare come “Idea sbagliata” quello che fino a quel momento era “Verità!”. Dicono quello che dicono senza fare il minimo accenno al fatto che questo rappresenta un punto di vista nuovo e diametralmente diverso dai precedenti. Tutte le riviste dei cinque o sei anni precedenti avevano insegnato l'esatto contrario, e imponevano espressamente alle donne vittime di un'aggressione sessuale di essere disposte anche a cedere la loro vita se non volevano essere disassociate. Ora che il punto di vista è mutato non viene spesa nemmeno una parola di rammarico per quelle che, obbedendo alle precedenti direttive, sono morte. Nessuna parola di scusa, nè per loro nè per quelle che non essendo riuscite a seguire i loro consigli disumani avevano vissuto fino a quel momento afflitte da tremendi sensi di colpa, essendo state disassociate.

Un'ultima notazione: a pagina 8 della stessa rivista vi è un riquadro, nel quale è contenuto un articoletto intitolato “Identikit del potenziale stupratore”, che potrebbe essere più validamente intitolato “Identikit del potenziale violentatore spirituale”. É interessante notare che sei delle dodici caratteristiche del potenziale violentatore possono applicarsi benissimo all'atteggiamento della Società. Eccole: “Vi tratta male insultandovi, non tenendo conto di come la pensate oppure arrabbiandosi o irritandosi quando gli date un suggerimento”. “Cerca di controllare certi aspetti della vostra vita, come il vostro modo di vestire o chi sono i vostri amici”. “Diventa geloso”. “Denigra le donne in generale”. “Vi intimidisce ... “. “L'unico modo di reagire alla frustrazione è arrabbiandosi”. “Non vi considera al suo stesso livello”.

***

Tutto ciò che abbiamo mostrato, ovviamente, non intendeva esprimere alcuna opinione sulla correttezza o meno di alcuni atteggiamenti rispetto ad altri quando si è oggetto di un crimine del genere. Rispetto profondamente qualunque scelta di una donna che in quei momenti drammatici è unico arbitro delle sue scelte. Se vi è qualcosa da fare in circostanze del genere, è quella di mostrare un profondo dolore per ciò che è accaduto ed agire con estrema delicatezza per non aggravare ulteriormente il tremendo peso che la vittima è costretta a portare. Se abbiamo trattato quest'argomento, attingendo a piene mani nel ricco deposito della Società, è per mostrare, come abbiamo anticipato in premessa, quale strano atteggiamento nutre l'organizzazione nata da Russell nei confronti del genere femminile e quale grave torto continui a perpetrarsi a suo danno fino ad oggi. In poche parole, la Società Torre di Guardia merita una severa censura per il grave pregiudizio e la discriminazione con la quale colpisce quella “metà dei cielo” che, purtroppo vanta una storia di abusi proprio da parte di quelle organizzazione religiose che essa taccia di “babilonicità”.



 RUTHERFORD RINCARA LA DOSE

Ma questa eredità che, come abbiamo più volte mostrato, deriva direttamente da Russell, non è niente se paragonata all'atteggiamento che, dopo di lui, assunse il “giudice” Rutherford nei confronti dell'altro sesso. Per lui era normale che lo donne fossero “inferiori” che dovevano `stare al loro posto'. Il suo pregiudizio probabilmente sorgeva dal risentimento che egli nutriva nei confronti di Maria Russell, che egli considerava una ribelle, dal suo strano rapporto o non-rapporto con sua moglie, e, infine, dalla sua idea paternalistica della natura della `vera religione'. Riguardo a quest'ultimo fattore, egli scrisse: “Il padre rappresenta Geova, dal quale viene ogni cosa buona, mentre la madre rappresenta l'organizzazione di Dio, che egli usa per il suo buon proposito e la sua gloria'. Inoltre, il secondo presidente della Torre di Guardia credeva che `mettere le donne alla guida degli affari religiosi e del consiglio di stato è una delle cause della distruzione della sacralità del focolare e dell'allontanamento degli uomini da Dio'. L'unica condizione nella quale le donne stavano bene, secondo Rutherford era quella da nubile ed il servizio di pioniere. Esse non dovevano essere oggetto di adulazione o di amore romantico, in quanto un sentimento del genere le avrebbe allontanate dal servizio di Dio per attirarle nei lacci delle cose mondane relative alla conduzione della casa o all'allevamento dei figli. La conseguenza finale di ciò sarebbe stata quella di farle divenire come l'orgogliosa Izebel, che cercò di infrangere l'ordine teocratico dell'organizzazione di Geova.

A quali estremi giunse il “giudice” nel coltivare e imporre queste sue idee è mostrato da un articolo apparso sulla Golden Age del 27 gennaio 1937 che fu incorporata in pieno nella Torre di Guardia.. Parlando specificamente dell'amore romantico o infatuazione, L'Età d'Oro proclamò:

`Ma cosa troviamo in serbo nel vasto deposito dei Fatti che si nasconde dietro il fascino esteriore? Innumerevoli omicidi perpetrati per “amore”. Schiere di suicidi commessi per un “amore” non ricambiato. Infedeltà e divorzi causati dall'”amore” per altri uomini e altre donne. Notate la moltitudine di meschine tirannie esercitate dagli innamorati nei confronti dei loro “amanti”, le delusioni, gli odi, e le gelosie. E infine, ma di non minore importanza, notate il fatto che l'”amore” ha persino cambiato il corso delle nazioni'.


Con un senso della realtà piuttosto insolito, l'articolo dell'Età d'Oro appena citato: `Quella delusione chiamata amore', suggeriva che l'unico modo valido di imbastire un matrimonio era di seguire la disposizione dell'antico Israele; con i genitori che sceglievano la sposa e lo sposo. Le persone celibi non dovevano perciò toccare una persona del sesso opposto, nè scambiarsi confidenze, e dovevano riconoscere che innamorarsi è come essere sotto l'azione della droga o `di una solenne ubriacatura'. `Così quindi', diceva L'Età d'Oro', `se lo spogliamo di ogni suggestione, a cosa si riduce l'amore? Nient'altro che a un desiderio così forte che non esitiamo a definirlo “lussuria”'. Quindi, in chiusura, la rivista proseguiva dicendo che `il consacrato popolo di Dio farà bene ad astenersi dal matrimonio a meno che non si sia continuamente tormentati dal desiderio dei rapporti sessuali, nel qual caso, allora, conviene sposarsi'. Come si può arrivare a sposarsi senza un preventivo corteggiamento e frequentazione con l'altro sesso, cose vietatissime dalla Società, rimane un mistero. Forse il “giudice” si attendeva che i Testimoni di sesso maschile che non avevano genitori che prendessero contatti per loro, semplicemente avvicinassero qualche donna e semplicemente le confidassero i loro tormenti sessuali e quindi proponessero di sposarle per estinguere la loro passione? Pare proprio di si: `Poichè i giovani o i meno giovani che hanno bisogno di sposarsi, per questo motivo, dovrebbero esprimersi con molta schiettezza e onestà ... bandendo l'influenza, le delusioni e le illusioni dei cosiddetti corteggiamento e “amore”, che gettano solo discredito sul santo nome di Geova. Questo consiglio ebbe effetti drammatici sulla vita familiare dei testimoni di Geova, e nel decennio fra il 1930 ed il 1940, le relazioni coniugali spesso erano pessime. I mariti spesso trascuravano le loro mogli sia spiritualmente che materialmente, come in quel tempo fece notare Herbert Stroup. Poichè la Società condannava il corteggiamento con tale rigore, le loro relazioni sessuali molto spesso ne risentivano in maniera fortemente negativa. Chi ne soffriva di più erano i giovani Testimoni ai quali era continuamente ricordato di mettere da parte o di rinviare ogni cosa, incluso il matrimonio, a favore dell'opera di predicazione. Poichè Armaghedon era così vicino, addirittura di lì a pochi mesi o al massimo pochi anni, essi dovevano fare tutto il possibile per attendere quell'evento prima di metter su casa e di farsi una famiglia, così da realizzare tutto nel Nuovo Mondo. Se questi giovani avessero fatto capire che desideravano sposarsi sarebbero stati fatti segno di intense pressioni nell'ambito del loro gruppo, tendenti a scoraggiare questo loro desiderio. A volte, quando un giovane pioniere, maschio o femmina si sposava, il compagno (o compagna) con il quale aveva fino a quel momento condiviso la sua attività gli mostrava il suo disprezzo per la scelta `inopportuna' dedicando il giorno del matrimonio al servizio di porta in porta invece di recarsi alla cerimonia del suo ex compagno di predicazione. Fortunatamente per loro, con la morte di Rutherford e l'avvento di Nathan H. Knorr, le cose cambiarono notevolmente e la situazione dei giovani migliorò. Ciò nonostante, rimane lo “zoccolo duro” dell'atteggiamento basilare di superiorità dell'uomo sulla donna nell'ambito di questa comunità e l'ostracismo nei confronti delle manifestazioni dell'amore fra i giovani, scoraggiate esattamente come al tempo di Russell e di Rutherford.

Alcune recenti pubblicazioni confermano la persistenza di questo trend fra i testimoni di Geova:

“Da molti giovani, specialmente nei paesi occidentali, il frequentarsi è considerato il principale modo di divertirsi ... Naturalmente se abiti dove è normale frequentarsi e fare la corte, può sembrarti difficile capire che in certi paesi non ci sono queste usanze ... dobbiamo ammettere che in molti paesi dove c'è l'usanza di frequentarsi e fare la corte, un'alta percentuale di matrimoni non hanno successo ma finiscono col divorzio ... Prima che ci fosse l'usanza popolare di frequentarsi, i giovani trovavano molte cose da fare per divertirsi. Puoi fare la stessa cosa. Puoi provare vera gioia conversando, imparando, acquistando abilità, facendo progetti, giocando, andando in vari luoghi e vedendo cose diverse. E puoi provare molto piacere facendo queste cose con qualcuno del tuo stesso sesso e con un gruppo. Spesso riscontrerai che più grande è la varietà di persone nel gruppo - alcune della tua età, altre più anziane, qualcuna più giovane - più ti divertirai ... Appropriatamente si dovrebbe fare la corte in vista del matrimonio. Quindi non si dovrebbe cominciare prima di essere pronti ad assumere responsabilità coniugali”


Le precedenti dichiarazioni costituiscono la spiegazione a ciò che, qualche tempo fa fu “suggerito” su una rivista, e cioè il perchè ai testimoni di Geova non viene consigliato di fare figli: perchè molto spesso tali figli, una volta cresciuti non riescono a resistere in un ambiente così codino e ipocrita, guidato da una mentalità vittoriana del tutto anacronistica, frutto di una mentalità e di un'epoca definitivamente tramontate, e in un'atmosfera di così palpabile ipocrisia che riesce veramente insopportabile ai più giovani di vivervi. La rivista diceva:

“Moltissimi genitori cristiani hanno felicemente allevato figli che sono diventati fedeli, dedicati servitori di Geova ... Ma non sempre è così, neanche per gli anziani che hanno figli ... Naturalmente gli anziani e i servitori di ministero cristiani non possono essere ritenuti responsabili se i figli, una volta maggiorenni, rifiutano di continuare a servire Geova. Ma sono responsabili dei figli minorenni e di quelli maggiorenni che vivono ancora sotto il loro tetto. Anziani e servitori di ministero hanno perso preziosi privilegi di servizio per essere stati negligenti o essere venuti meno in modo grave nel soddisfare il requisiti scritturale di `dirigere in maniera eccellente i figli e le proprie case'. I figli hanno recato loro più dolore che gioia ... Alcune giovani coppie hanno deciso di non avere figli ... Certo non hanno avuto figli. Ma hanno prodotto nuovi discepoli che hanno continuato ad adorare fedelmente Geova ... Oggi la procreazione non fa particolarmente parte dell'opera che Geova ha affidato al suo popolo”. (Il corsivo è nel testo)


Ecco la quadratura del cerchio: sono trascorsi quasi cento anni e il consiglio è sempre lo stesso: niente corteggiamento, niente figli, solo servizio. La famiglia dei testimoni di Geova, vittima dei tabù e delle fobie dei primi due presidenti, non è altro che uno strumento del corpo direttivo, finalizzato alla propaganda e alla diffusione. Le parole della Torre di Guardia sopra riportate non lasciano spazio al dubbio: un genitore cristiano deve avere figli che facciano quello che fa lui, altrimenti perde il posto. E non importa che siano maggiorenni: se mangiano il suo pane o dormono sotto il suo tetto, devono predicare a andare alle adunanze, altrimenti, fuori di casa. Molto meglio non fare figli, allora, si vive più tranquilli e non si hanno problemi. Proprio come Russell e Rutherford (che, però, come abbiamo visto, rinnegò il suo perchè aveva seguito Russell).


 UN BETELITA SE NE VA

Questa è, dunque, la realtà. Da Russell in poi, questo movimento estremamente ondivago, è stato vittima dell'arbitrio e della volontà dei suoi principali epigoni: i suoi presidenti, ognuno dei quali vi ha impresso la sua impronta che, anche se soppiantata dalle successive, non è mai scomparsa del tutto, lasciando tracce evidenti fino ad oggi. Cosa ci si poteva attendere da un movimento caratterizzato da una storia come quella che abbiamo tratteggiato? Niente di meno di quello che abbiamo visto e deprecato. Ma, prima di chiudere questo non troppo breve excursus, credo che sia un degno coronamento di quanto è stato detto fino ad ora, riportare, integralmente, una lettera. É una lettera di particolare valore perchè proviene da chi alla sede centrale vi ha vissuto per decenni e, alla fine, ha dovuto andarsene, spinto dai dettami della sua coscienza. Prima del passo definitivo, però, quest'uomo ha voluto affidare alla carta i suoi pensieri e, di seguito, li riportiamo:


Cari amici,

Questa è la lettera più difficile che io abbia mai dovuto scrivere. Senza dubbio non vi farà piacere riceverla. Alcuni forse preferirebbero ricevere una ferita che essere beneficiati da ciò che sto per dirvi. Vi prego sedetevi prima di mettervi a leggere.

Non lascio solo la Betel, lascio anche i testimoni di Geova. Non desidero rendere pubblica la mia decisione. Io desidererei andarmene tranquillamente, togliermi semplicemente di mezzo. Ma, purtroppo non è possibile lasciare l'organizzazione in modo onorevole. Fra uno o due giorni riceverete la mia lettera di dissociazione. Se non lo facessi, prima o poi sarei sicuramente disassociato. Io non ho mai cercato di convertire nessuno, ma sembra che alcuni vi abbiano messo in guardia contro di me. Si cercherà anche di convincervi che sono malvagio e amareggiato. Sebbene io abbia trascorso quasi mezzo secolo andando di casa in casa, vi diranno che lascio i testimoni di Geova perchè non mi piace compiere quest'attività. Sarò accusato di pensiero indipendente e, peggio di tutto, di associarmi con gli apostati. So che questo accadrà perchè ho visto ciò che è accaduto ad altri. Nonostante io abbia trascorso la mia vita cercando di fare del mio meglio per vivere da cristiano, la mia reputazione sarà infangata da chi vuol fare vedere ad ogni costo di essere leale alla Società. E tutto questo perchè non mi sento più in coscienza di sostenere l'organizzazione, in quanto sono fermamente convinto che non vi è nessuna speranza che essa cambi. L'organizzazione disassocierà voi e non me perchè è a voi  che non sarà consentito di parlare con me, mentre io sarò libero di parlare con chi mi pare e piace. Quanto segue è la mia versione della storia.

Premetto che non sono stato influenzato da apostati nè da nessun altro gruppo religioso. La mia decisione è basata solo su uno studio della Bibbia accompagnato dalla preghiera e dall'esame delle pubblicazioni della Società Torre di Guardia. Sono giunto alla conclusione che certe credenze della Società sono contrarie agli insegnamenti della Bibbia. Per esempio:

Matt. 28:19 dice che il battesimo deve esser fatto nel nome del Padre del Figlio e dello spirito santo, ma la w85 1/10 sostituisce “organizzazione diretta dallo spirito” a “spirito santo”.

Lu. 21:34-36 e altre scritture mostrano che ciascuno di noi deve essere fedele e discreto nell'aver cura di ciò che il Maestro ci ha affidato, ma la Società dice che solo “il rimanente” come gruppo è lo “schiavo” di Matt. 24:45-51. - Vedi Matt. 25:13-30; Lu. 12:48; 16:10-13; 1 Cor. 4:2; Ebr. 3:12; 1 Piet. 4:10, 11; Riv. 16:15.

Atti 3:20-23 mostra che solo Gesù è il più grande Mosè e Profeta di Dio, ma la w82 1/11 e w83 15/2 collocano l'organizzazione in tale ruolo. E ciò, sebbene l'organizzazione non abbia quasi mai, per non dire mai, predetto correttamente anche un solo evento futuro!

Atti 10:38 mostra con chiarezza che Gesù “andò per il paese facendo il bene e sanando” il popolo oppresso, e le altre religioni costruiscono ospedali, cliniche, ricoveri per anziani, ecc., sia per chi appartiene alla loro fede che per altri. Ma la Torre di Guardia ha scelto di impiegare i suoi milioni e milioni di dollari per costruire case Betel sempre più confortevoli invece di aiutare anche gli stessi Testimoni ammalati, disabili e anziani.

Atti 8:15 e Gal. 4:6 mostrano che quelli che sono vicini a Dio lo chiamano “Padre”, perfino “Papà”, non “Geova”. Un bambino amorevole dovrebbe chiamare suo padre con il suo nome personale?

Romani 12:3 mette in guardia contro l'attribuirsi troppa importanza, ma senza nessuna credenziale al riguardo, la Società Torre di Guardia si è assunto il ruolo di portavoce di Dio e di amministratore degli interessi terreni di Cristo. 2 Cor. 1:21, 24 mostra che noi apparteniamo a Cristo e che nemmeno gli apostoli erano i `signori della nostra fede', ma la Società Torre di Guardia tenta costantemente di imporci ciò che essa descrive come “il grande corpo di verità” che essa ha prodotto. Così la Società ha anch'essa il suo proprio credo, cosa che, però, rimprovera alle altre chiese.

Gal. 1:8 dichiara: “Anche se noi o un angelo del cielo vi dichiarasse come buona notizia qualche cosa oltre ciò che vi abbiamo dichiarato come buona notizia, sia maledetto”. Non vi è nemmeno una scrittura che parli della “buona notizia” mettendola in relazione allo stabilimento del Regno nel 1914 o di un nuovo mondo su questo pianeta. Piuttosto, essa riguarda la venuta di Gesù sulla terra, la sua vita, la sua morte in sacrificio di riscatto, la sua resurrezione, la sua vittoria sui re della morte e del peccato a favore di tutto il genere umano e l'autorità conferitagli da suo Padre di liberare i credenti dalla paga del peccato. Quella buona notizia, non il 1914, è “la gloriosa buona notizia intorno al Cristo che è l'immagine di Dio” nei confronti della quale la Società Torre di Guardia è cieca. - 2 Cor. 4:4.

1 Tim. 2:5 dice che vi è “un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù”, ma la Società dice che Gesù non è il mediatore per quelli che hanno speranze terrene. Ebr. 4:16 dice che noi possiamo “accostarci con libertà di parola al trono dell'immeritata benignità”, non perchè la Società Torre di Guardia è morta per noi, ma perchè Cristo lo è.

Ebrei 10:19-22 mostra che Gesù eliminò la divisione fra la classe sacerdotale e quella non sacerdotale, ma la Torre di Guardia descrive l'”unto rimanente” come “la classe sacerdotale” e la “grande folla” come “gentili spirituali”. -- pm 80:15.

Nella Traduzione del Nuovo Mondo, le Scritture Cristiane usano il nome di Gesù per lo meno 8 volte di più di quanto non facciano col nome di Geova, ma la media delle pubblicazioni Torre di Guardia usa Geova per lo meno 30 volte più spesso di Gesù. Altre chiese sono più equilibrate in questo, ma la Società le accusa di non usare mai il nome di Geova.

La maggiore testimonianza a carico della Società Torre di Guardia è quella della sua stessa letteratura. Gli esempi che ho appena fatto ne sono semplicemente un piccolo campione. La società non sembra capace di lasciar parlare le Scritture. Essa deve quasi sempre cercare in ogni versetto un significato simbolico o “spirituale”.

Il libro Proclamatori, presentato l'anno scorso spesso cela ciò che è invece mostrato in I testimoni di Geova nel proposito divino e in altre pubblicazioni. Ovunque vi sia qualche cosa di buono da dire sull'organizzazione, esso è pronto a riferirla. Ma quelle negative che fine hanno fatto?

Il libro più vecchio fa riferimento alle difficoltà che C.T. Russell ebbe con sua moglie, Maria. Io ne ho letto il racconto sulla Torre di Guardia del 1906 e non vi è dubbio che Russell fosse un maschio arrogante e prevaricatore che non mostrava nessuna considerazione alla moglie, nemmeno quando era molto malata, sebbene abbia il coraggio di dichiarare che nessuna donna sulla terra oltre a Maria aveva mai avuto un marito così devoto e disposto a collaborare. La difesa che egli fa di se stesso in merito alle relazioni che ebbe con altre donne è debole e sospetta. Non c'è da meravigliarsi che il giudice e la giuria non perdessero tempo nel concedere alla sorella Russell il divorzio che lei desiderava e al quale lui si opponeva.

A pagina 201, il libro Proclamatori ammette che “Per circa 35 anni il pastore Russell aveva pensato che la Grande Piramide di Giza rendesse testimonianza a Dio, confermando i periodi di tempo biblici”. Ciò che non è detto è che Russell era uno dei più grandi sostenitori della piramidologia, che è una religione spiritistica. I suoi scritti, i diagrammi e le carte sulle piramidi sono virtualmente gli stessi che appaiono in qualsiasi libro sulla piramidologia. Nelle librerie o nelle biblioteche, tali libri di solito sono collocati nella sezione dedicata all'”Occulto”. Anche J.F. Rutherford riconobbe che fu Satana a suggerire a Russell di fare ricorso allo studio della Piramide di Giza per ricavarne elementi utili del proposito di Dio, riconobbe anche che la piramide è la “Bibbia di Satana, e non il testimone di pietra di Dio”. (W28 15/11, pagina 344) Russell rimase sotto tale influenza demonica dal 1881 (2 anni dopo la nascita della Torre di Guardia) fino alla sua morte, nel 1916. Egli fu sepolto a Pittsburgh in Pennsylvania. Ma prima fu imbalsamato, e dopo fu posto in una tomba che adesso è identificata da un'enorme pietra tombale a forma di piramide che, curiosamente, ha l'emblema della Loggia Massonica scolpito su di essa. E, come è mostrato nel suo articolo sullo zodiaco, Russell credeva pure nell'astrologia e negli oroscopi (cfr. Zion's Watch Tower, 1 maggio 1903, p.3184).

  

Vediamo la traduzione in cui viene evidenziato come Russell non disdegnava di utilizzare l'astrologia-divinazione e cercasse di interpretarne la Bibbia:

  

E per circa metà della sua presidenza, ci credette pure Rutherford. L'adorazione della piramide indusse Rutherford a credere che milioni di persone viventi nel 1920 non sarebbero mai morte e che Abraamo, Isacco e Giacobbe sarebbero ritornati nel 1925 e avrebbero vissuto a Beth-Sarim di San Diego, in California.

Non la Bibbia, ma la credenza di Russell nella piramidologia è la base del suo calcolo cronologico. Egli disse che gli ultimi giorni sarebbero iniziati nel 1799, che la presenza di Cristo sarebbe cominciata nel 1874, la resurrezione celeste nel 1878, la chiamata celeste sarebbe cessata nel 1881, e che la fine del mondo e la resurrezione degli “unti sulla terra” avrebbero avuto luogo nel 1914. Tutte queste profezie si dimostrarono un fallimento, tuttavia la Società ancora mantiene la data del 1914, seppure con differenti applicazioni. Essa asserisce che questa data è stabilita dalla cronologia biblica che ha inizio con la distruzione di Gerusalemme nel 607 a.E.V. Comunque, nemmeno uno studioso è d'accordo con lei sulla data della distruzione di Gerusalemme. Così, nonostante abbia contro tutti gli studiosi, la Società non si sente in imbarazzo nel dichiarare che ne sa più di chiunque al riguardo. A motivo delle pratiche spiritistiche di Russell e di Rutherford, milioni di testimoni di Geova credono che Armaghedon stia per arrivare entro pochi anni. Proprio come gli Studenti Biblici Internazionali furono ingannati da Russell e da Rutherford, così oggi i testimoni di Geova sono ingannati dal Corpo Direttivo.

Anche N.H. Knorr era schiavo dello spiritismo. Com'è mostrato nella g42 27/5, Knorr e la Società furono chiamati davanti ad un tribunale per una questione di scarsa importanza che riguardava la fantasiosa credenza nel “Re dell'Est, ed il Primo Re del sol levante”, e la richiesta che Rutherford fosse sepolto a Bet-Sarim all'alba! Knorr perse la causa, ma la sua azione ritardò la sepoltura di Rutherford di tre mesi e mezzo dopo la sua morte! E poichè Fred Franz era un membro preminente della Società durante le presidenze di Rutherford e di Knorr, ne devo dedurre che anch'egli fosse uno spiritista. Non c'è da meravigliarsi che le sue profezie sulla fine del mondo per la metà degli anni `40 e del 1975 non si avverassero. Nè le sue predizioni relative alla “generazione” di Matteo 24:34. Incidentalmente, sebbene abbiamo spesso pensato che Fred Franz fosse una sorta di eccezionale studioso della Bibbia e delle lingue bibliche, nella predicazione di porta in porta ho incontrato pastori rurali e insegnanti della scuola domenicale che di greco e di ebraico biblico ne sapevano molto più di lui. - Matt. 24:23-26, 44.

La Società afferma di essere un'organizzazione progressiva, ma nel corso dei decenni le sue dottrine hanno fatto avanti e indietro. L'Onnipotente Governante delle Nazioni insegna verità eterne. Presso di Lui non vi è variazione o volgimento d'ombra come invece è la norma per la Società Torre di Guardia. - Giac. 1:17.

Personalmente mi irrita la campagna con la quale la Società camuffa, abbellendola, la storia dei suoi presidenti. Chi sa come sono andate veramente le cose è trattato da folle. Il libro Proclamatori a pagina 693 dice che Rutherford scrisse una lettera a Hitler. Questo avvenne nel contesto di `un'opposizione all'oppressione nazista'. Ma la lettera di Rutherford, pubblicata nella Torre di Guardia del 1934, loda Hitler per la sua campagna anti anglo-americana ed i suoi piani di sterminio degli ebrei! Un altro esempio è quello della w94 1/8, pagina 23, dove Robert Hatzfeld dice riguardo a Rutherford, “A molti giovani fratelli della Betel incuteva una certa soggezione, finchè non imparavano a conoscerlo”. Tuttavia, quando io ero alla Betel di Brooklyn, e anche prima, sentivo i beteliti più anziani ancora rabbrividire quando parlavano del linguaggio corrotto di Rutherford, della sua passione per il bere, dei suoi modi tirannici. Anche per questo egli fu  citato da un ex betelita Olyn Moyle, e Moyle vinse la causa! Mi fu anche detto che milioni di testimoni di Geova in Germania morirono davanti ai plotoni d'esecuzione perchè Rutherford aveva detto loro che Geova non avrebbe permesso che morissero perchè essi facevano parte dei `milioni ora viventi' che non sarebbero mai morti...

Knorr non era molto meglio. Per tutto il tempo del mio soggiorno alla Betel, lo ricordo come un distaccato uomo d'affari con pochissimo rispetto per gli altri. Governava la Betel come un despota, e quasi tutti lo temevano. Ricordo dei giorni nei quali egli allineava in piedi con le spalle al muro della sala da pranzo, coloro che in qualche modo lo avevano contrariato e li sottoponeva per più di un'ora di fila ad aspri rimproveri e ad alte grida davanti all'intera famiglia Betel.

Alle Betel di Brooklyn e del Canada vi è poco rispetto per i problemi spirituali o emotivi degli altri. É raro, se pure accade, che si applichi Matteo 18. Se ci si avvicina a qualcuno che ha un incarico d'autorità, egli fa poco o niente per assistervi. Tutt'al più, ciò che ci si può attendere è che, paternalisticamente, vi licenzi con un “attendi Geova”. E se si ritorna da lui il giorno dopo o la settimana successiva con un problema personale, si può esser certi che con molta probabilità si verrà accusati d'essere diventati un'ossessione. Alla sede centrale di Brooklyn spesso il capo tavola ci metteva in guardia contro i furti che si verificavano all'interno della famiglia Betel. Fra i motivi di abbandono della Betel non erano infrequenti i casi di infedeltà coniugale, ubriachezza e alcolismo, orge, e anche pratiche omosessuali. Noi ironizziamo sulla Chiesa Cattolica quando sentiamo di sacerdoti che molestano i bambini. Ma certamente non sorrideremmo se ci venisse detta tutta la verità sui casi di pederastia, di maltrattamento delle mogli e di delinquenza giovanile che allignano in molte delle nostre congregazioni. E poi pretendiamo d'essere tutti ministri!

La Società dichiara che ogni anno vengono disassociati l'un per cento dei Testimoni e che la maggioranza lo sono per immoralità. Si è disassociati per non aver mostrato pentimento, e la mancanza di pentimento si deduce dal fatto che non si prende l'iniziativa di farsi avanti e di confessare la trasgressione. Il significato di tutto ciò è che ogni anno l'uno per cento dei testimoni di Geova che sono fornicatori, adulteri e omosessuali viene scoperto e portato alla luce. Quanti sono gli altri che in segreto fanno queste cose e che non sono scoperti? Molto spesso ci vogliono molti sforzi e indagini per scoprire che qualcuno commette tali trasgressioni. Inoltre, ogni anno circa 40.000 sono scoperti e gettati fuori! Quante altre decine di migliaia o forse più non sono stati smascherati per quello che sono realmente? Sono molte le altre religioni che danno molta importanza alla condotta, come gli Avventisti, i Metodisti, i Presbiteriani e le Congregazioni del Patto all'interno della Chiesa Unita del Canada. Io penso che fra tutte loro siamo noi ad avere il primato della disonestà e dell'immoralità. Non è necessario essere un anziano e avere a che fare quotidianamente con i casi giudiziari per capire ciò che sto dicendo. Inoltre, noi ci vantiamo d'essere un'”organizzazione pura” perchè disassociamo i malfattori. Ma non dimentichiamo che tali malfattori compiono i loro atti illegali mentre sono all'interno dell'organizzazione. Vantarsi d'essere un'organizzazione pura significa comportarsi come il fariseo della parabola di Gesù che si sentiva a posto con la coscienza sol perchè digiunava regolarmente,  pagava le decime e si asteneva dal compiere certi atti proibiti. Sebbene egli potesse apparire esemplare esteriormente, in realtà egli era soltanto un uomo che lodava se stesso. -- Luca 18:9-14.

Io credo che i problemi di cui ho parlato esistano proprio perchè la Società Torre di Guardia ha preso il posto di Gesù quale Capo della congregazione. Essa si è interposta fra noi e lui, perchè desidera esercitare l'attività di “portavoce”, di “canale” e di “sentinella” per i testimoni di Geova. Non esiste nessuna autorità umana in grado di spronare i nostri cuori e le nostre menti così come può fare Colui che è Re dei Re e Signore dei Signori, per quanto tale autorità umana possa fare di tutto per convincerci ad adorarla e a riconoscere lei anzichè Lui. Nel suo sforzo di innalzare il nome di Geova la Società ha trascurato la scrittura che dice, “colui che non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato”. -- Giovanni 5:23.

Non si sente dire altro che abbiamo “la verità”, che siamo l'organizzazione terrena di Dio, e che siamo l'unico popolo che pratica il vero amore. Il fatto è che non sappiamo niente di quello che accade nel mondo esterno proprio perchè siamo tagliati fuori da tutto e da tutti, e conosciamo solo i testimoni di Geova. Dobbiamo leggere solo le pubblicazioni della Società e usare solo la sua Bibbia. Se uno sente sempre solo una cosa alla fine finisce per crederci. Siccome la Società dice continuamente che la buona notizia è predicata “in tutta la terra abitata”, noi ci crediamo, anche se in realtà il messaggio della Società raggiunge solo una minuscola frazione della popolazione della terra e sono molto pochi quelli che in effetti capiscono ciò che gli vien detto. Siccome la Società dice che dobbiamo predicare di casa in casa, noi lo facciamo, anche se tale attività è una seccatura per la maggior parte delle persone a cui si bussa, e molto spesso il risultato delle visite è che la gente se la prende con Dio, con la Bibbia e, naturalmente, con i testimoni di Geova. Ai nostri figli è consigliato di non andare all'università perchè in essa potrebbero corrompersi, ma i grandi benefattori del genere umano sono molto spesso quelli che non si sono accontentati di un'istruzione superficiale. Dio ha collocato in ciascuno di noi dei meravigliosi talenti perchè li sviluppiamo e li usiamo alla sua gloria e alla sua lode. Ma noi dobbiamo rimanere in una condizione di sottosviluppati in quanto all'istruzione perchè la Società ci tiene costantemente occupati in attività che richiedono tutto il nostro tempo. Come individui e come congregazioni dovremmo essere amministrati in armonia alla norma della Parola di Dio, e non secondo le regole umane del libro “Organizzazione”.

Nel corso degli anni la Società ha plagiato con disinvoltura i commentari della Cristianità. Ciò nonostante essa vorrebbe che pensassimo che non vi è altro luogo dove andare. Pietro disse, rivolto non alla Società Torre di Guardia, ma a Gesù, “Tu hai parole di vita eterna!” Sia durante la predicazione che in altre circostanze, ho avuto modo di incontrare appartenenti ad altre chiese e a gruppi che insegnano “la gloriosa notizia di Cristo”. Ed essi non vi disassociano se la vostra coscienza basata sulla Bibbia non vi consente di accettare tutto ciò che dicono! Essi imparano a crescere. Fatemi sapere se desiderate conoscerli. Io spero e prego che questa lettera possa contribuire a dischiudervi la mente alla ricchezza di ciò che è il più grande e più memorabile movimento che il mondo abbia mai visto: la trionfante congregazione cristiana che ha Gesù Cristo come suo Capo e non un governante umano o un corpo direttivo composto da uomini.

Vi amo moltissimo, ma dovrò smettere di associarmi con voi, poichè sono certo che sarà fatto un annuncio contro di me. Quando dico che dovreste leggere e studiare la Bibbia, lasciandola libera di  parlarvi, io non sto promuovendo nessuna setta. Questa è una lettera dell'amore di Dio verso di voi personalmente, ed il suo messaggio non deve essere assolutamente compreso come se provenisse da un'organizzazione che pensa che Dio l'ami di più di quanto ami voi. 

                                                                             Cordialmente,        

                                                                         Frank J. Toth        





Questa è una testimonianza di ineguagliabile valore, perchè proviene da una persona che ha vissuto per decenni a stretto contatto con gli uomini di cui parla. Essa unisce la sua voce a quella di innumerevoli altri che, sempre con grande sofferenza, hanno detto pressochè le stesse cose. I nomi di alcuni di loro ci sono più noti, quelli di altri lo sono di meno, ma la loro testimonianza non cambia. Quella che abbiamo appena ascoltato è la realtà del gruppo religioso noto come testimoni di Geova, un gruppo del quale, come abbiamo visto, quasi nessuno sa ciò che è importante sapere. Io che ho redatto il materiale che avete appena finito di leggere, posso confermare che non solo quello che abbiamo appreso, ma molto, molto di più si cela nella storia non limpida nè lineare degli Studenti Biblici prima, e dei testimoni di Geova poi. L'atmosfera che si respira nelle varie “case Betel” del mondo è proprio quella che è stata descritta da Frank Thot. Non è vero che i rapporti che intercorrono fra i loro membri sono improntati ad uno spirito fraterno. Se ne fa un gran parlare, ma non è così. Alla Betel non si discute, si ubbidisce. Tanto è vero che le comunicazioni fra i “superiori” (l'”ufficio”, come viene comunemente definito il gruppo dirigente) e gli “inferiori”, avvengono sempre formalmente mediante scambio di lettere. Ricordo che quando al termine di una giornata di lavoro rientravamo nelle nostre camere, alla Betel, non era inconsueto che il mio compagno di stanza trovasse sul cuscino una lettera dell'«ufficio» con la quale veniva comandato a qualche incarico o a qualche turno di lavoro straordinario, con tanto di timbro e di linguaggio ufficiale, freddo e formalistico, e, naturalmente, non era nemmeno ipotizzabile che quella disposizione potesse essere discussa. Eppure, con il “fratello dell'Ufficio” che aveva impartito la disposizione, forse si era stati in contatto qualche minuto prima, si era mangiato e scherzato insieme, ma adesso che le sue parole apparivano sulla carta intestata della Congregazione Centrale e che, sotto, vi era il timbro, quelle parole non provenivano più dal “fratello”, ma dall'organizzazione, cioè da Dio.



 COSA ACCADE ALLA BETEL?


La stragrande maggioranza dei testimoni di Geova di ogni parte del mondo semplicemente ignora cosa accade alle Betel. Generalmente essi pensano che in quei luoghi si viva un concentrato dispiritualità, che si privilegi lo studio profondo delle Scritture, che i rapporti interpersonali siano quelli che esistevano fra Gesù e i suoi apostoli. Le pubblicazioni della società fanno molto per accreditare questa immagine della “vita alla Betel”. Essa viene presentata come la serena e felice vita di una grande famiglia in cui tutto viene fatto secondo le norme della “teocrazia”. Non esiste errore più grande! La vita negli stabilimenti tipografici della Watch Tower Society, lungi dall'essere un modello di perfezione è talmente disumana e spersonalizzante che non sono pochi quelli che vi resistono. Esiste infatti un notevole flusso in uscita di giovani testimoni che dopo un breve periodo di prova, scappano dalle Betel per mai più ritornarvi.
Io personalmente ricordo di un giovane servitore di ministero della congregazione che io presiedevo. Dopo ripetuti inviti da parte del corpo degli anziani, egli aveva aderito di buon grado a fare domanda per essere accettato alla Betel. Partì felice come una pasqua, ma dopo poche settimane uno dei responsabili dello stabilimento mi telefonò per chiedermi come mai avevamo mandato a lavorare una persona con una così scadente salute. La cosa mi stupì moltissimo, perchè l'individuo in questione era robusto come un toro ed il suo lavoro quotidiano era piuttosto pesante. Ciò nonostante lo rispedirono al mittente, piuttosto seccati per la “cilecca”. Naturalmente, non appena rientrato, gli chiedemmo cosa gli fosse successo, ma solo parecchio tempo dopo, ed in privato egli volle parlarmene: si era semplicemente ammalato di delusione. Era un ragazzo molto sensibile e, come tutti i giovani Testimoni, si era fatto della vita alla Betel un'idea che si frantumò rapidamente non appena si trovò a contatto con la realtà. Una cosa che lo aveva profondamente addolorato era che lo avevano messo a dormire in un container di metallo, nel quale per tutta la notte scorazzavano ratti di ragguardevoli dimensioni che rendevano impossibile il riposo! Lo scoprire, poi, che i “fratelli” sotto i quali doveva lavorare erano degli inflessibili “caporali”, gli aveva dato il colpo di grazia. Di studio biblico, poi, nemmeno a parlarne: tanto era il lavoro e tanti gli impegni nel tempo libero, che per lo studio della Bibbia non c'era assolutamente il tempo. Mi confidò che se fosse rimasto ancora un poco, avrebbe lasciato la “verità”, tanto soffriva nel vedere crollare una dopo l'altra le sue illusioni.



 CONCLUSIONE


Il mondo fabbricato dal Geovismo è come lo scenario di un vecchio film western: solo una facciata. Su questo gigantesco “set” si muovono centinaia di comparse, tutte con un ruolo preciso: e spesso ci credono, nel loro ruolo. Lo scopo della scenografia è, ovviamente, quello di far credere che, finalmente, si è giunti a Utopia, o forse a Shangri-La o a Xanadu. Ma sia l'una che le altre erano il frutto della fantasia dei loro autori. Anche il “paradiso spirituale” dei testimoni di Geova è frutto di qualcosa, ma non della fantasia, bensì di un'accurata e minuziosamente preparata campagna di promozione che fa passare ogni giorno i suoi “spot” nelle case di tutti noi tramite il venditore di riviste illustrate piene di disegnini idilliaci, con la quale si cerca di catturare nuovi clienti. Ma è tutto un “bluff”. Non esiste niente se non la realtà, quella vera, che consiste in una grossa fabbrica di “caroselli”, di materiale propagandistico, e, naturalmente, di dollari. Così come la pubblicità fa vedere solo persone belle, sane, eleganti, e attraenti, così il geovismo fa credere, attraverso la pubblicità che fa sulle riviste, che gli “anziani” siano amorevoli, che i “proclamatori” siano zelanti, che le “sorelle” siano un modello di virtù muliebri, che i “fratelli” siano un esempio di cristiane e virili virtù, che le assemblee del “popolo di Geova” siano dei “gioiosi raduni”, che le adunanze siano dei “banchetti spirituali”, che l'opera di predicazione sia “la predicazione della buona notizia”, che il Corpo Direttivo sia “guidato da Dio”, che tutti, in generale, siano puri, onesti e disinteressati. Ma è vero?

Naturalmente no. Ma è importante farlo credere, e basta leggere, tanto per fare un esempio, l'ultimo grosso libro della Società, I Testimoni di Geova: Proclamatori del Regno di Dio, o vedere la loro recente videocassetta, I Testimoni di Geova: organizzati per predicare la buona notizia, per rendersi conto dell'operazione di promozione pubblicitaria che vi è alle spalle. Cosa possiamo dire, allora, a quel gran numero di Testimoni che, in tutta sincerità, hanno creduto e si sforzano di credere, malgrado le evidenze contrarie, di aver finalmente trovato la realizzazione dei loro sogni? Credo che non esista suggerimento migliore di quello che, già al suo tempo, diede Paolo: “É già l'ora di svegliarvi dal sonno”. - Romani 13:11.





 APPENDICE

Brani di una lettera di  W.F. Salter, intimo collaboratore di Rutherford, scritta a quest'ultimo il 1° aprile 1937. L'originale può leggersi in Danger at Your Door, di Duane Magnani, (1987), Witness Inc. Clayton, California.

Caro fratello,

Ti ho scritto il 25 gennaio e ti ho spedito un articolo che credevo dimostrasse sufficientemente con le Scritture che nostro Signore non è ritornato e che i santi non sono stati ancora resuscitati. Che Cristo non sia ritornato è provato chiaramente dalla sua dichiarazione che troviamo in Matteo 24 dove, dopo aver elencato tutte le cose che avrebbero dovuto verificarsi alla fine dell'era, inclusa la grande tribolazione, Egli disse: “Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, proprio alle porte” (Versetto 33, Versione Riveduta). Nota bene, ti prego, le parole del Maestro, poichè egli dice che anche dopo che si sarebbero viste tutte queste cose, egli non sarebbe stato presente, bensì vicino, alle porte. Fece molto bene ad avvertire i suoi seguaci a non farsi ingannare da uomini che avrebbero detto che Egli sarebbe stato presente quando non lo era.

Esprimevo anche l'opinione che “la battaglia del gran giorno di Dio l'Onnipotente” non è necessariamente “la battaglia dell'Iddio Onnipotente”, ma semplicemente una potente e conclusiva battaglia delle forze visibili di Satana fra di loro, determinate alla distruzione delle chiese da un'irresistibile e segreto impulso posto da Dio nei loro cuori. Dire che la battaglia avrà luogo nel giorno dell'Iddio Onnipotente è come dire che essa ha luogo nel giorno di Shakespeare, e ciò non proverebbe in alcun modo la partecipazione di Dio alla lotta più di quanto non proverebbe che Shakespeare vi fosse coinvolto. Gli atti di Dio di distruzione delle forze di Satana andranno ben oltre Armaghedon.

L'ultima estate di due anni fa dicesti, sia a me che ad un'altra persona, di avere sempre “bluffato” nel corso della tua vita. Ritengo che sia stata una delle dichiarazioni più veritiere che sia mai uscita dalla tua bocca. Pertanto io, adesso, voglio smascherare il tuo bluff, e sfidarti a rispondere all'articolo di cui ho appena parlato, punto per punto, e a dimostrare con le Scritture che Armaghedon è la battaglia dell'Iddio Onnipotente.

La base di ogni insegnamento delle pubblicazioni della Società, che possiamo definire insegnamenti spirituali, cioè insegnamenti che si suppone siano destinati al popolo del Signore, è che Cristo è ritornato e si trova nel suo tempio per eseguirvi il giudizio. La sostanza del messaggio della Società al mondo è che Dio ad Armaghedon distruggerà tutte le forze di Satana. Se Cristo non fosse ritornato, come io in effetti credo, tutte le informazioni al riguardo, non ci sono pervenute dalla Torre di Guardia, ma da un'altra fonte, il che dimostra che La Torre di Guardia non è il canale mediante il quale Dio sta cibando il suo popolo, e non solo: dobbiamo anche concluderne che tutti gli insegnamenti che essa ci ha presentato sin dal 1918 e che sono basati su tali false premesse sono errati!

Questo per quanto riguarda le dottrine. Vorrei adesso spendere qualche parola riguardo a quanto mi sento costretto a dichiarare sulla corruzione della Società.

Non appena, per grazia del Signore, le scaglie sono cadute dai miei occhi, sono rimasto sbalordito nel rendermi conto di quanto cieco io sia stato dinanzi alle vostre mene, cecità dovuta al fatto che sbagliavo nel ritenere La Torre di Guardia il canale del Signore per la distribuzione del cibo a suo tempo alla famiglia della fede e che tu in qualità di presidente della Società fossi il principale servitore di Dio di fra il suo popolo, e che poichè a te era stata affidata tale responsabilità noi dovevamo sottometterci a qualunque cosa tu ci chiedessi di fare, pensando stoltamente di non avere nessuna responsabilità personale in materia e che qualunque cosa sbagliata tu facessi, o che ci ordinassi di fare, il Signore l'avrebbe condonata. É stato in base a tale convinzione che io, obbedendo ad un tuo ordine, ho comprato casse di whiskey al prezzo di 60 dollari ciascuna, e casse di brandy e di altri liquori, per non parlare delle innumerevoli casse di birra. Cosa volete che siano una o due bottiglie di liquore; esse erano per il Presidente e niente è troppo per il Presidente. Egli è il favorito dal cielo: quindi, perchè non dovrebbe avere tutto ciò che desidera per il suo piacere? In verità io ho una parte di responsabilità in tutto ciò perchè ho partecipato della tua ospitalità, o dovrei dire dell'ospitalità della Società, poichè i soldi sono soldi della Società; ma ho preso parte a tutto ciò, come ho già detto, perchè accecato dall'idea che il responsabile di tutto ciò fosse il Presidente, non io. Oggi mi rendo conto che tale modo di pensare era completamente sbagliato e che lo sperpero dei fondi della Società in tale maniera non era altro che appropriazione indebita, ed io non avrei dovuto avere nessuna parte in tutto ciò. Confesso la mia colpa dinanzi agli amici e dinanzi al Signore e chiedo il loro perdono e il Suo.

Spesso, vedendo tali prodigalità e sprechi e pensando contemporaneamente a quelli che vivevano di privazioni svolgendo il servizio di pioniere, ero colto da turbamenti, ma la coscienza mi si placava perchè credevo che il Signore ti stesse usando per servire la Sua causa ed il Suo popolo e perciò non osavo dire nulla che potesse far perdere agli amici la loro fiducia in te, servitore del Signore. Effettivamente, devo ammettere di aver scherzosamente parlato a quelli che pensavo fossero nostri comuni amici, delle tue idiosincrasie, ed essi ne hanno fatto oggetto di conversazione fra di loro, proprio come, d'altra parte, tu hai fatto nei miei confronti. Ho poi saputo che le cose dette da me ti sono state riportate slealmente (Matteo 24:10; Giov. 16:1,2) non solo fuori dal loro contesto, ma anche del tutto snaturate nel contenuto, sicchè nessuno di coloro che desiderava realmente conoscere la verità le avrebbe identificate come dichiarazioni mie, e davanti a Dio posso affermare di non aver mai fatto niente intenzionalmente che potesse danneggiare te, l'opera compiuta dalla Società o i suoi interessi nel corso della mia vita. Al contrario ho fatto tutto ciò che pensavo potesse portare a dei risultati, anno dopo anno.

Riconosco la tua posizione di presidente della corporazione, e non la contesto, ma mi sono sempre riservato il diritto di pensare. É veramente appropriato il detto, “Un uomo che non può pensare è un idiota, un uomo che non vuole pensare è uno stolto, e un uomo che ha paura di pensare è un codardo”. Io rifiuto categoricamente di permettere che qualcuno pensi per me. Non potrei consentire una cosa del genere e nel contempo rimanere fedele a Dio. Non posso essere un Russellita e rimanere fedele a Dio; non posso essere un Ruthefordita e rimanere fedele a Dio, non possono essere un aurorista o qualsiasi altra cosa e rimanere fedele a Dio. Essere tale, secondo il mio intendimento delle Scritture, significherebbe essere contaminato con donne (organizzazioni) e sottoposto alla loro volontà e non alla volontà di Dio. (Rivelazione 14:4) “colui presso il quale è la mia parola, pronunci la mia parola veracemente”. (E non le deduzioni e le sofisticherie di uomini, quali che essi siano e quali che siano le loro pretese o l'incarico che essi ricoprono o l'organizzazione alla quale sono associati). “Ecco, io sono contro i profeti di sogni falsi, dice il Signore, ... che li narrano e fanno errare il mio popolo a causa della loro falsità e a causa del loro vanto”. - Geremia 23:28-32. In verità, tutti i culti e le sètte contengono qualche verità; alcuni più, altri meno, altrimenti non avrebbero potuto ingannare il popolo. É con tali verità sapientemente mischiate con le sofisticherie di uomini, che Satana acceca le persone; infatti più verità possiedono, più le usano erroneamente, più sono ingannevoli. Ognuno dichiara di parlare con autorità, alcuni più dogmaticamente di altri. É appropriato il consiglio di Paolo, “State attenti: vi può essere qualcuno che vi porti via come sua preda per mezzo della filosofia”. - Col. 2:8.

Lo sperpero del denaro della Società in alcolici è solo uno degli aspetti che mi ha colpito; ve ne erano anche degli altri. Non potevo fare a meno di notare lo stridente contrasto fra la vita dei pionieri, il lusso di cui tu ti circondavi e le comodità di cui anche io godevo, e fra tali lussi non posso non menzionare le seguenti cose:
1. Non una, ma due automobili a 16 cilindri, una in California ed una a New York. Una soltanto non sarebbe stata sufficiente per il Presidente, ne una macchina a 6 cilindri sarebbe stata abbastanza grande per il Presidente, ma una a 4 lo era per un pioniere, o meglio una bicicletta o una slitta o meglio ancora nessuna macchina del tutto.
2. Il tuo appartamento di New York, affittato a non meno di 10.000 dollari l'anno, ed il suo lussuoso arredamento.
3. La tua dimora principesca a Staten Island, che hai fatto credere servisse per ospitarvi la stazione radio WBBR.
4. E, come se quella residenza non fosse sufficiente, hai fatto acquistare per te un piccolo residence fra i boschi di Staten Island, dover andare a riposare le tue stanche membra, mentre i pionieri e gli altri vanno scarpinando di porta in porta.
5. L'altra casa che possiedi a San Diego per la quale tu stesso mi hai detto che ti avrebbero offerto 75.000 dollari, ma, naturalmente, essa non può essere venduta ed i fondi eventualmente ricavati, usati per aiutare i pionieri, perchè essa è stata preparata per il re Davide: quale ipocrisia!
6. I tuoi comodi e dispendiosi appartamenti a Magdeburgo, in Germania, per le esigenze del Presidente, per non parlare di tutto quello che hai fatto preparare per il tuo comodo a Londra.

E qual è la tua opinione su tutto ciò? Tu te ne vanti e sfacciatamente ammonisci gli amici dicendo, “Chi osa trovarvi da ridire? Non sono forse io il Presidente?”. Sì, tu ti vanti di tutto ciò, ti vanti della tua vergogna.

Niente è troppo buono per il Presidente. Egli ha diritto ad ogni comodità, e ad ogni considerazione; ma quanto è comprensivo e ben disposto verso i “cari pionieri”! É facile parlare, ma le azioni parlano molto più vigorosamente delle parole ed io non posso immaginare un contrasto più stridente, anche facendo il paragone fra il clero ed i laici, di quello esistente fra te stesso ed i pionieri alla luce della parole di Gesù, quando egli disse: “[gli ipocriti] legano infatti gravi fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito”.




Brani della lettera scritta da  Olyn R. Moyle, avvocato della Watch Tower Society, a J.F. Rutherford, il 21 luglio 1939.


Caro fratello Rutherford,

Con questa lettera ti comunichiamo la nostra intenzione di lasciare la Betel il prossimo 1° settembre. Spieghiamo di seguito i motivi per cui ce ne andiamo e ti chiediamo di prestare loro una seria e meditata attenzione.

Le condizioni esistenti alla Betel interessano moltissimo tutti gli appartenenti al popolo del Signore. É vero che fra uomini imperfetti non può esservi perfetta libertà dall'oppressione, dalla discriminazione e dagli atteggiamenti ingiusti, ma alla sede centrale del Signore sulla terra le condizioni dovrebbero essere tali che l'ingiustizia dovrebbe essere ridotta al minino. Ma così non è alla Betel e si dovrebbe protestare a tale riguardo. Io mi trovo in una posizione tale da poter fare questa protesta negli interessi della famiglia Betel e dell'opera del Regno senza dover difendere nessun interesse personale.

Maltrattamenti alla Betel

Poco tempo dopo essere venuti alla Betel siamo rimasti sconvolti nel vedere con quanto disprezzo tu trattavi i nostri fratelli. Il primo, se la memoria non mi inganna, fu una violenta e velenosa filippica contro C.J. Woodworth. Woodworth, in una lettera scritta a te personalmente, ti aveva detto qualcosa circa il fatto che continuare ad usare il nostro attuale calendario sarebbe stato come servire il diavolo. Per questa ragione tu lo hai umiliato, chiamandolo asino, e svergognandolo pubblicamente. Anche altri sono stati trattati nello stesso modo. MacAulay, McCormick, Knorr, Prosser, Price, Van Simpa, Ness e altri, sono stati sgridati allo stesso modo. Essi sono stati chiamati pubblicamente a render conto, condannati e rimproverati senza essere stati avvertiti in anticipo.

Quest'estate sono stati impartiti alcuni dei più scorretti rimproveri pubblici. J. Y. MacAulay aveva posto una domanda che sapeva di critica al metodo che seguiamo nello studiare La Torre di Guardia. La tua azione ha costituito una violazione del principio per il quale ci battiamo. E cioè la libertà di parola. É stato il comportamento di un boss e non quello di un conservo nella fede. Ottenere un efficiente metodo di studio con degli imperfetti conduttori di studio non è un compito facile, e nessun metodo fino ad ora escogitato si è dimostrato perfetto al cento per cento. Tu dici che non ti risulta che nessuno abbia mai criticato il tuo metodo di studio. Se le cose stanno così, in tal caso non conosci i fatti, o non ti sono stati fatti conoscere. Molti si lamentano del fatto che gli studi Torre di Guardia si sono trasformati in semplici esercizi di lettura. Può anche essere che il metodo attuale sia per il momento il migliore attualmente possibile, ma poichè tutti abbiamo dei limiti, una critica onesta non dovrebbe essere sottoposta a censura nè i critici onesti essere puniti.

Il fratello Worsley è stato pubblicamente denunciato da te perchè aveva preparato e distribuito ai fratelli un elenco di utili citazioni scritturali su soggetti molto importanti. Come puoi  condannare con tanta veemenza i religionisti e poi, senza venire meno alla coerenza essere così intollerante verso chi lavora con te? Non dimostra questo che la sola libertà che è permessa alla Betel è quella di essere d'accordo con te su tutto quello che tu dici e fai? Il Signore non ti ha certamente autorizzato a esercitare tale opprimente autorità sui tuoi compagni d'opera.

Sin dall'adunanza del Madison Square Garden esistono penose condizioni di restrizione e di sospetto alla Betel. Gli uscieri furono posti in punti strategici, ed hanno compiuto un lavoro eccellente. Sono stati attenti e diligenti nel controllare gli arrivi al Garden, ed hanno impedito a molte persone sospette di entrare. Sono stati prontissimi ad intervenire al minimo accenno di disturbo oppure quando il disturbo raggiungeva serie proporzioni. Ma nelle due settimane seguenti l'assemblea tu non hai fatto altro che condannarli e criticarli. Li hai accusati di aver svolto con trascuratezza il loro incarico e li hai definiti “femminucce”. Vedere alcuni di questi ragazzi scoppiare a piangere a causa dei tuoi aspri e immotivati rimproveri è cosa che, come minino, rattrista profondamente.

I fratelli della Betel hanno dimostrato oltre ogni dubbio la loro lealtà e devozione al Signore, e non è necessario rimproverarli come dei malfattori. Se tu li ammonissi dolcemente o dessi loro semplicemente dei suggerimenti  ciò sarebbe sicuramente più che sufficiente per evitare che compiano degli altri errori e non solo si eliminerebbe certamente ogni forma di risentimento, ma l'intera famiglia sarebbe più felice e confortata. Tu hai detto molte volte che non vi sono capi nell'organizzazione del Signore, ma è un fatto evidentissimo che non può essere negato che le tue azioni nel rimbrottare e disciplinare questi ragazzi sono i modi di fare di un capo.  Sentirli esprimersi fa male al cuore ed anche ci offende. Se tu smettessi di battere i tuoi conservi la Betel sarebbe un luogo migliore e l'opera del Regno prospererebbe di conseguenza.

Discriminazione

Noi dichiariamo al mondo che nell'organizzazione del Signore tutti sono trattati ugualmente, e in quanto alle cose materiali ricevono tutti lo stesso trattamento. Ma tu sai benissimo che non è così. I fatti non si possono negare. Prendi per esempio la differenza fra le comodità di cui godi tu e i tuoi assistenti personali, in paragone a quelle di cui godono alcuni fratelli. Tu, per esempio,  hai molti appartamenti, alla Betel, a Staten Island, in California, ecc. So anche che ai poderi Torre di Guardia vi è un appartamento riservato per i brevi periodi che tu vi trascorri. Cosa ricevono, invece, i fratelli che vi lavorano? Stanze minuscole, calde d'estate e fredde d'inverno. Vivono nelle loro macchine adattate a camper. E, bada bene, tutto ciò potrebbe anche essere giusto, se fosse necessario, ma vi sono tanti appartamenti nei poderi che sono vuoti o utilizzati per altri scopi che potrebbero essere usati per fornire un confortevole alloggio a quelli che vi lavorano tutto l'anno e così duramente.

Tu lavori in un alloggio confortevole e con aria condizionata. Tu e i tuoi assistenti trascorrete parte della settimana nella quiete della campagna. I ragazzi dei poderi lavorano diligentemente senza le vostre comodità, nè è fatto alcuno sforzo per provvedergliele. Questa è discriminazione alla quale dovresti pensare seriamente.

Matrimonio

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un trattamento parziale e discriminatorio. Un fratello lasciò la Betel un certo tempo fa perchè voleva sposarsi e, come ho saputo, gli fu negato il privilegio di fare il pioniere a New York, apparentemente come punizione per il fatto che aveva lasciato la Betel. Poi vediamo che quando Bonnie Boyd si sposò non fu costretta a lasciare la Betel. Fu permesso anche a suo marito di farne parte nonostante tutte le regole scritte che stabiliscono che solo a chi è vissuto alla Betel per cinque anni è consentito rimanervi. Il trattamento severo ed i favoritismi costituiscono discriminazione, e ciò non dovrebbe essere permesso nell'organizzazione del Signore.

Linguaggio osceno e volgare

Sono ancora pienamente vigenti le regole bibliche relative al modo di parlare impuro, osceno e grassoccio. É sconvolgente e nauseante che alla Betel si debba udire parlare in modo volgare e osceno. Una sorella ha detto che questo era uno dei modi di fare comuni alla Betel. Quando alla tavola da pranzo della Betel si raccontano barzellette sporche, si sprecano le risate ad alta voce.

Liquori

Con la tua benedizione alla Betel si è arrivati a glorificare l'acool e a condannare l'astinenza. Che un servitore di Geova beva o meno alcoolici non è affar mio, a meno che non si tratti di aiutare un fratello che ne è turbato. Che io beva o che sia totalmente astemio è un fatto mio personale. Ma alla Betel le cose non stanno così. Sembra che l'attitudine prevalente sia quella di indirizzare i nuovi sulla via di Bacco e di discriminare quelli che non si conformano. L'espressione che comunemente si sente dire è, “Non si può essere un vero betelita se non si beve birra”. Poco tempo dopo il nostro arrivo ci fu detto con arroganza, “Ormai non ci possiamo riuscire con Moyle, ma faremo un uomo di Peter”. Un fratello di New York addirittura disse che non sarei potuto mai essere in armonia con la verità e con la Società dato che non bevevo. Una sorella di New York disse che non aveva mai bevuto  alcoolici nè ne aveva servito fino a che non alcuni ragazzi della Betel non insistettero per averne. Un fratello abituato a bere eccessivamente divenne del tutto astemio dopo aver conosciuto la verità. Egli sapeva bene che anche un singolo bicchierino lo avrebbe fatto ripiombare nel vizio, ma ciò nonostante i fratelli della Betel insistettero a tal punto che egli bevesse fino a dirgli che non sarebbe stato in armonia con l'organizzazione se avesse rifiutato. Gli astemi sono considerati con disprezzo ed emarginati. Tu hai pubblicamente diffamato gli astemi totali come dei deboli, e perciò devi assumerti la tua parte di responsabilità per l'attitudine beona che prevale fra i membri della famiglia.


                                                             Tuo fratello nel servizio del Regno

                                                                       Olyn R. Moyle




Segue, adesso, una  lettera scritta da Konrad Franke, coordinatore della Filiale tedesca della Società Torre di Guardia a William I. Cetnar, membro della Betel di Brooklyn. Come riferisce quest'ultimo nel suo opuscolo intitolato Question for Jehovah's Witnesses (1983): “Spesso mi è stato chiesto: Cosa dà ai Testimoni uno zelo sì fervente per propagare la loro fede tanto da spingerli a morire per essa?”. La risposta è che i testimoni di Geova credono che la Società abbia l'autorità per parlare per Dio e che servendola essi servono Dio e muoiono per lui. Ciò che la Società insegna si riflette chiaramente nell'attitudine dei testimoni. Nel 1955 ebbe luogo un'interessante conversazione fra Konrad Franke, allora Servitore di Filiale della Germania, e F.C.S. Hoffmann, che era il Servitore di Filiale della Svizzera. Essa ebbe luogo, alla presenza di pochi altri fratelli nella mia camera alla Betel. Durante la conversazione io chiesi a Franke dei chiarimenti relativi  alla speciale protezione dei testimoni di Geova nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale. Mi era stato detto che verso la fine degli anni `30, il giudice Rutherford aveva parlato ad un'assemblea in Germania e ai fratelli presenti aveva detto che in tempi di pericolo essi potevano attendersi una speciale protezione e da Dio se avessero appartenuto ai Gionadab. Questa loro fiducia che Dio li avrebbe protetti spiega perchè migliaia di testimoni di Geova morirono intrepidamente davanti ai plotoni di esecuzione di Hitler. Gli era stato detto che Dio avrebbe fermato le pallottole. Era stato inoltre spiegato loro che i Gionadab non sarebbero stati uccisi perchè avrebbero dovuto passare indenni attraverso Armaghedon, ma per il rimanente (i 144.000) la persecuzione si sarebbe conclusa con la loro morte. Franke spiegò che prima di quell'annuncio circa l'ottanta per cento dei fratelli tedeschi  dichiarava d'appartenere al rimanente . Dopo il discorso di Rutherford e la pubblicazione dell'articolo “Il Suo Nome”, nella Torre di Guardia, il numero di quelli che dichiaravano d'essere unti diminuì fino al venti per cento!
L'illusione della “speciale” protezione si dissolse completamente a causa delle esperienze belliche. Il fratello Franke narra di cinque fratelli tedeschi, che appartenevano ai “Gionadab protetti”, che rifiutarono di scendere nei rifugi durante un attacco aereo della RAF. Una delle bombe cadde proprio nel luogo dove essi stavano studiando la scrittura del giorno, e furono tutti uccisi all'istante. Comprensibilmente, questo incidente contribuì a modificare radicalmente il pensiero dei testimoni di Geova in Germania. I fratelli che appresero di quell'episodio furono estremamente meravigliati del fatto che Dio non avesse protetto i Gionadab come aveva invece detto il giudice Rutherford. Per esser certo di aver compreso accuratamente la storia, ho scritto a Konrad Franke e la conferma mi è giunta con una sua lettera, del 27 agosto 1963.



Lettera di Konrad Franke a William I. Cetnar del 27 agosto 1963. Konrad Franke, deceduto il 31 luglio 1983, “prestò servizio come sorvegliante di Filiale, e fino alla sua morte, come membro del Comitato di Filiale della Germania”. - La Torre di Guardia del 1° maggio 1984, pagina 31.

62 Wiesbaden-Dotzehim
   Am Kohlheck, Greifstr.
2
August 27, 1963

Mr.
William I. Cetnar
318 E. Wakefield Ave.
Anaheim
California

Caro fratello Cetnar,

Ti prego di scusarmi se non ho risposto alla tua precedente lettera del 26 luglio scorso, ma è stato a causa sia della nostra assemblea che delle vacanze.

Come mi sembra di capire dalle tue parole, fai riferimento a ciò che io ti dissi nel 1955. Tu mi chiedi  come facevano a sapere i fratelli della classe degli unti che Dio li avrebbe protetti in modo speciale durante il tempo di Hitler, tanto che essi non prendevano alcuna precauzione durante i raid aerei?

Penso che al riguardo ci sia stato un malinteso, e cercherò di chiarirti ciò che ti dissi allora.

All'inizio si pensava che una persecuzione di quella sorta non sarebbe potuta finire che con la morte, specialmente della classe del rimanente. In realtà, durante i primi anni della persecuzione erano circa l'80% quelli che prendevano gli emblemi, perlomeno fin tanto che gliene fu concessa l'opportunità. Fu quindi pubblicato sulla Torre di Guardia l'articolo intitolato “Il Suo Nome”, e i fratelli della Cecoslovacchia e dell'Olanda che furono messi in prigione successivamente ce ne parlarono. Così vi fu un cambiamento nel numero delle persone che da allora in poi presero parte agli emblemi, che diminuirono fino al 20%.

L'intendimento comunemente accettato da tutti a quel tempo era che Geova avrebbe protetto il suo popolo nei momenti di pericolo, e sembrava che di questo vi fossero molte prove. Oltre a ciò questo era una convinzione condivisa da molti. Penso per esempio specialmente ai prigionieri Russi: la maggior parte correvano a rifugiarsi presso i testimoni di Geova durante i bombardamenti aerei perchè credevano che sarebbero stati al sicuro e che non gli sarebbe accaduto niente. Una volta vi fu un improvviso raid aereo in pieno giorno con l'obiettivo di distruggere gli edifici governativi del campo. Cinque dei nostri fratelli stavano lavorando proprio alla costruzione di un rifugio antiaereo insieme a centinaia di altri prigionieri. Due giorni prima ero stato allontanato da quel gruppo e mi era stato affidato un altro importante lavoro. Gli altri cinque fratelli che lavoravano al rifugio antiaereo non appartenevano al rimanente, e nutrivano speranze terrene. Tutte le altre volte essi si erano radunati insieme durante i bombardamenti aerei, e così fecero anche questa volta. Stavano commentando la scrittura del giorno, quando una bomba li uccise insieme ad altri 30 prigionieri.

Per tutti i fratelli del campo quella fu una sorpresa, poichè quell'esperienza mostrò chiaramente che Geova non protegge il suo popolo in ogni tempo, quando si trova in grande pericolo. Quindi ricordammo il popolo di Geova dei tempi precedenti e le loro esperienze e così giungemmo a comprendere questo punto più chiaramente. Penso che ciò che accadde fu necessario per aiutare alcuni a capire che Geova non protegge la vita delle persone che hanno una speranza terrena e che desiderano sopravvivere ad Armaghedon per entrare nel Nuovo Mondo. Ma adesso su questo punto non vi sono più dubbi. Specialmente dopo il discorso pronunciato dal fratello Franz all'assemblea nel quale rispose a delle domande bibliche.

Io spero che questa mia risposta possa esserti utile. Noi abbiamo avuto un'assemblea veramente eccezionale, sicuramente ne avrai avuto notizia. Abbiamo avuto solo 300 presenti in meno rispetto a quella di New York, e se ne sono battezzati 3027. Possiamo veramente dire che l'assemblea ha fatto molta impressione alla gente, e questo ancor di più a causa dell'attività delle chiese cattoliche e protestanti.

Speriamo che ci sia consentito di continuare a predicare l'”Eterna Buona Notizia” fino a che Geova vorrà confermare la testimonianza dei suoi servitori.

Sii certo del mio amore cristiano e dei miei migliori auguri.


                                                           Tuo fratello e conservo

                                                                   K. Franke





 BIBLIOGRAFIA

Pubblicazioni edite dalla Società Torre di Guardia
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Annuario del 1976 dei testimoni di Geova, Wiesbaden 1976.
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Rivelazione: Il suo grandioso culmine è vicino! Roma 1988.
Perspicacia facendo uso delle Scritture, Roma 1988.
I testimoni di Geova nel ventesimo secolo (ediz. riveduta) Roma 1989.
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La Torre di Guardia annunciante il Regno di Geova, diverse edizioni.
The Golden Age, diverse edizioni.
Svegliatevi! diverse edizioni




OPERE DI CONSULTAZIONE

Ciclopaedia of Biblical, Theological, and Ecclesiatical Literature, di McClintock & Strong, Baker Book House, Reprinted 1981.

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ALTRA LETTERATURA

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