DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

I Testimoni di Geova e la loro avversione nei confronti degli esperti di igiene mentale

 

La Società in generale scoraggia, ma non vieta categoricamente ai testimoni di rivolgersi agli psichiatri ne dà piuttosto una condanna implicita informale e indiretta. Afferma il Corpo Direttivo dei Testimoni di Geova, massima autorità dottrinale: “Ma che le persone abbandonino il clero per rivolgersi agli psichiatri è forse un fenomeno sano? No, poiché in realtà si tratta di cadere dalla padella nella brace. [I clienti di psichiatri e psicologi] si trovano molto peggio di prima… Essi [psicologi e psichiatri] non sono le persone a cui chiedere aiuto quando si è depressi e assediati dai problemi e questo si capisce dal fatto che tra loro i suicidi sono due volte più frequenti che tra la popolazione in generale… Invece di rivolgersi a psichiatri e psicologi che, per la maggior parte, sono anch’essi privi di tale fede, si rivolga alla Bibbia per avere sapienza, conforto e speranza. I cristiani testimoni di Geova sono pronti ad aiutare tutti questi che amano la giustizia” (“Svegliatevi”, 8 febbraio 1976, p.25). Viene insegnato che : “di norma, andare da uno psichiatra mondano significa per il cristiano ammettere d’aver fallito” (“Svegliatevi!” 8 agosto 1960, p.30) e viene definita la “[psicologia] una pseudoconoscenza contraddittoria e presuntuosa” (“La Torre di Guardia”, 15/3/1983, p.11). Perché? “Spesso, quando un testimone di Geova va da uno psichiatra, lo psichiatra cerca di persuaderlo che le sue difficoltà sono causate dalla sua religione, trascurando del tutto il fatto che i cristiani testimoni di Geova sono il gruppo di persone  meglio orientate, più felici e contente che esistano sulla superficie della terra…  Inoltre, gli psichiatri ricorrono sempre più all’ipnosi, che è una forma demoniaca di sapienza mondana” (“Svegliatevi!”, 8 agosto 1960, p. 30). “Più felici?” Il prof. Jerry R. Bergman eminente medico all'università dell'Ohio (USA) nel suo libro “I testimoni di Geova e la salute mentale”, 1996, pp. 280-290 evidenzia come fra i Testimoni di Geova ci sia un tasso di malattie mentali (schizofrenia, schizofrenia paranoica, depressione, nevrosi, fobie, ecc.) molto più alto (dalle 3 alle 6 volte) del tasso riscontrato tra la popolazione in genere. A conferma dice la dott.ssa Caterina Boschetti nel suo libro “Il libro nero delle sette in Italia”, 2007, p.299: “Il clima opprimente e totalitario e il crudele isolamento per gli ‘ex’ possono causare seri danni emotivi e mentali, pressioni ed abusi psicologici talvolta insopportabili. Ecco perché indagini scientifiche e studi psichiatrici hanno accertato che tra i Testimoni di Geova e le loro vittime disturbi quali schizofrenia, schizofrenia paranoide e depressione colpiscono dalle tre alle sei volte in più che nella restante popolazione. Questo vale anche per i purtroppo numerosi suicidi, tra cui il più eclatante risale al 2001; balzato agli onori della cronaca, infatti, è stato il terribile suicidio portato a termine allo Stadio Olimpico di Roma, durante l’assemblea internazionale estiva, avvenuto davanti a migliaia di persone”. Anche il prof. James Penton, storico, nel suo libro Apocalypse Delayed evidenzia l’alto tasso di malattie mentali all’interno dei Testimoni di Geova. Alcuni deputati svizzeri, Roger Etter e Norman Gobbi, in una interrogazione parlamentale del 26 novembre 2002 evidenziano la grande pressione mentale a cui sono soggetti i geovisti dall’organizzazione: “Da una parte, essi sono sottoposti a un'estrema vigilanza, per cui ogni minimo dissenso da quanto ha stabilito il Corpo Direttivo viene immediatamente stroncato e punito con la disassociazione; dall'altra, al TdG non è permesso di pensare in maniera autonoma: egli deve ‘evitare lo spirito indipendente, mettendo in dubbio i consigli della visibile organizzazione di Dio’; non deve avere contatti e scambi di idee con persone estranee al movimento, che potrebbero insinuargli dubbi circa i dogmi ufficiali; è scoraggiato dal seguire i programmi televisivi o leggere libri e riviste che possono influenzare il suo modo di pensare, che deve essere soltanto quello del movimento geovista. ‘L'istruzione superiore - scrive R. Franz - viene generalmente disapprovata, perché può comportare la perdita della fede e può introdurre in ambienti che espongono al rischio di commettere immoralità’ ( Crisi di coscienza, p. 66)]. L'unica verità è quella che gli è insegnata con un continuo e implacabile martellamento psicologico nelle adunanze settimanali, in cui è sottoposto a un totale asservimento mentale. ‘Ecco perché non c'è un solo Testimone di Geova al mondo al quale sia consentito scrivere. Per quanto incredibile possa sembrare, in tutta la loro storia nessuno di loro ha mai prodotto nulla che fosse frutto delle sue riflessioni. È assolutamente vietato loro scrivere libri, saggi, articoli o altro, che contengano il frutto di una loro ricerca, di un loro pensiero. Quei pochissimi che hanno osato farlo sono stati puniti con la disassociazione’ (S. Pollina, "Viaggio nel mondo dei Testimoni di Geova", in G. Bellia (ed.), Discernere oggi. Le vie, i problemi, le esigenze, Reggio Emilia, San Lorenzo, 1998, 161)… Siamo di fronte all'aspetto maggiormente deprecabile del geovismo: la distruzione che esso opera di ciò che nell'uomo è più propriamente ‘umano’: la sua capacità di pensare autonomamente, di ragionare e di esercitare la facoltà critica, la sua libertà. C'è un secondo aspetto, anch'esso assai deprecabile, del geovismo che non possiamo non segnalare; ed è che esso induce a rompere ogni rapporto ‘umano’ e a considerare estranei e da evitare tutti coloro che non appartengono ai Testimoni di Geova, siano essi non solo parenti stretti e amici un tempo carissimi, ma anche il marito, la moglie e i figli, per cui nelle famiglie che non sono tutte formate da Testimoni di Geova  avvengono rotture e scissioni crudeli e inumane. Il Testimoni di Geova trova calore affettivo e amicizia soltanto all'interno del movimento geovista - le prime volte che frequenta la Sala del Regno ne è addirittura ‘soffocato’! - e i suoi veri ‘fratelli’ sono solo gli altri Testimoni di Geova. Tutte le altre persone, in primo luogo i cattolici, sono estranee e nemiche e con esse non bisogna avere nulla a che fare. Questo spirito "settario" rende estremamente difficile ogni dialogo con i Testimoni di Geova. Tuttavia ciò che rende più deprecabile il geovismo è la sua concezione di Dio. Geova non è il Padre e l'Amico di tutti gli uomini. Egli riconosce come "suoi" soltanto i Testimoni di Geova e solamente per essi ha preparato la "terra paradisiaca", nella quale potranno vivere eternamente felici. Per tutti gli altri uomini c'è la distruzione e lo sterminio nella prossima battaglia di Armaghedon. Un Dio sterminatore di milioni di uomini! Che cosa c'è di più contrario a una retta concezione di Dio? C'è di più: come può Dio - che sia il vero Dio! - volere che non si debba praticare una trasfusione di sangue a un bambino che, senza di essa, è condannato a morire? Eppure è questo che, secondo i Testimoni di Geova, Geova vuole e comanda, pena l'espulsione dal movimento geovista. Un Dio che vuole una simile cosa può essere veramente Dio?” (http://www.cesnur.org/2002/geova_tic_aud.htm). Non per caso la prof.ssa Miriam Castiglione definisce il geovismo «il più rilevante esempio di coercizione psicologica e di manipolazione di massa che il protestantesimo statunitense abbia partorito nel corso della sua storia» (Cfr. Miriam Castiglione, I Testimoni di Geova: ideologia religiosa e consenso sociale, Claudiana, 1981, p.65).

In effetti l'educazione rigidamente autoritaria a cui vengono sottoposti i Testimoni, li incoraggia a reprimere o sublimare sentimenti aggressivi. Coloro che manifestano le proprie emozioni vengono solitamente criticati, perciò sono costretti dall'Organizzazione a proiettare i loro sentimenti aggressivi all'interno. Ciò genera spesso depressione o somatizzazione fisica a causa di un'aggressività rimossa. L'effetto degli impulsi ostili, che diventano coscienti, provoca in genere un senso di colpa. Questo effettivamente fa aumentare il livello di ostilità e, quindi, ha l'effetto prevedibile di aumentare la depressione. Molti gruppi sociali riescono a dissipare in modo efficace questa ostilità sublimandola in canali costruttivi. Per i Testimoni, però, la maggior parte dei canali normali e fattibili sono scoraggiati. L’organizzazione usa tanto la critica verbale quanto pressioni sociali per scoraggiare i Testimoni dall’impegnarsi in attività diversive come la fotografia, il modellismo, qualsiasi tipo di collezionismo e, tranne rari casi ricreativi, la maggior parte degli sport e dell'atletica. I pochi divertimenti che i Testimoni si concedono spesso sono insufficienti per sublimare il forte grado di aggressività che alcuni di loro accumulano attraverso gli anni. Anche l'uso di tranquillanti e di antidepressivi per i problemi mentali viene scoraggiato. Alcuni Testimoni cercano di evitare ogni tipo di farmaco a parte forse rimedi per i raffreddori o vitamine. Molti Testimoni tendono a fidarsi solo delle cure "naturali": soprattutto nutrimento appropriato, vitamine o terapia minerale e riposo. Inoltre, esiste la tendenza a considerare "improprio" qualunque trattamento che la Società Torre di Guardia non abbia ufficialmente approvato. Finché la Società non commenta uno specifico trattamento o attività, c'è la paura che possa essere sbagliato e si preferisce spesso aspettare finché non si è sicuri. A questo bisogna aggiungere che c'è una diffusa diffidenza verso tutti coloro che sono parte del gruppo "di fuori", cioè verso i non-Testimoni (la fonte della maggior parte dei consigli medici e psichiatrici). Paradossalmente, si tende a diffidare anche dei medici Testimoni. Nella mente della maggior parte dei Testimoni, i pochi “fratelli” che esercitano la professione medica tendono a venire classificati con gli "esterni". Quindi, un Testimone professionista, persino se è un "anziano", è visto in qualche modo come un po' "mondano". Siccome la maggioranza dei Testimoni fa lavori umili, un Testimone professionista viene visto come "un po' meno Testimone", se non altro per associazione. I pochi Testimoni che lavorano nel campo della salute mentale hanno dei limiti in ciò che possono fare per aiutare il tipico affiliato. La reazione generale dei Testimoni a quei pochi che si laureano nel campo della salute mentale non di rado è del tipo: "Perché questa persona non viene disassociata per aver rubato tempo a Geova per seguire la sapienza mondana in contrasto con la superiore sapienza di Dio; per aver sprecato il suo tempo quando poteva usarlo aiutando le persone ben disposte ad entrare nell'Organizzazione di Dio?". Pertanto lo psichiatra/psicologo è considerato uno stregone a servizio di satana. Dice la “Svegliatevi!” dell’8 maggio 1957: “Lo stregone è il diretto antenato dello psichiatra” (p.16). Nel seminare sfiducia, concludono: “Pertanto dobbiamo scansare le false guide degli uomini e le loro false religioni, i chiacchieroni psicologi, i verbosi psichiatri…  i quali tutti si sono acquistati una tremenda reputazione in fatto di colossali fallimenti” (“La Torre di Guardia” 15/6/1953 p. 191). L’obbligo di delazione dei geovisti deve superare ogni obbligo deontologico e di legge: “alcuni fratelli avvocati, medici, ragionieri e via dicendo, hanno preparato delle norme scritte che fanno leggere ai fratelli che si recano a consultarli, prima che questi rivelino qualsiasi informazione di carattere confidenziale. Viene così stabilito in anticipo che, se dovesse emergere una seria trasgressione, il trasgressore verrebbe incoraggiato a informarne gli anziani della sua congregazione. Viene spiegato che, qualora non lo facesse, il consulente si sentirebbe in dovere di informare egli stesso gli anziani” (“La Torre di Guardia”, 1/9/1987, p. 15). Anzi, gli “anziani” devono sostituire la figura dello psicologo/psichiatra: “Sì, ciò che occorre in tali casi non è uno psichiatra mondano che potrebbe trascurare completamente il cambiamento che la verità e lo spirito santo di Dio hanno operato nella vita dell’individuo e che non sa niente del loro potere di aiutare a rivestire la nuova personalità cristiana. Piuttosto, ciò che occorre è un maturo cristiano (ossia un “anziano”) nel quale si abbia fiducia e che s’interessi vivamente del benessere dell’infermo, per farlo guarire”. (“Svegliatevi!” 8 agosto 1960, p.31). Pertanto il geovista che avesse bisogno di un medico psichiatra o di entrare in psicoterapia dovrebbe, per non dichiararsi un “fallito”, ripiegare sulla figura dell’anziano geovista. “Gli anziani hanno a cuore di pascere tutto il gregge affidato alla loro cura, compresi quelli che soffrono di disturbi emotivi. E’ vero che non sono medici e che non possono curare le malattie…  tuttavia, mostrano sincero interesse ed empatia, spesso possono far molto per aiutare e incoraggiare queste persone” (“La Torre di Guardia”, 15/10/1988 pp. 26, 27). È quindi compito degli “anziani” accertarsi sulle origini della malattia, prendendo poi le decisioni che riterranno più opportune. Ma gli “anziani” sono tutti iscritti all’Albo degli Psichiatri e dei Psicoterapeuti? “Perciò se gli anziani hanno buoni motivi per sospettare che l’influenza demoniaca c’entri in qualche modo, non c’è nulla di male se indagano un po’. La persona ha ricevuto, ad esempio, in maniera diretta e deliberata, oggetti sospetti da parte di individui implicati in qualche forma di demonismo? Liberarsi di tali oggetti può essere fonte di sollievo”. (Ibidem p. 28). Seguono poi norme e consigli su come dovrebbero comportarsi gli anziani in frangenti del genere: “Prima di dare consigli, quindi, gli anziani dovrebbero udire tutto ciò che l’interessato ha da dire…  Gli anziani potrebbero iniziare scegliendo articoli della Torre di Guardia e di Svegliatevi! che trattano i problemi mentali ed emotivi. Questi possono essere presi in esame con l’interessato così da aiutarlo a comprendere meglio la sua situazione…  Si possono anche prendere amorevoli disposizioni per far si che tale persona rimanga attiva nell’opera di predicazione, forse facendola accompagnare sempre da un proclamatore maturo e dotato di discernimento o facendola assistere a degli studi biblici a domicilio dove la sua condizione è nota e tollerata” (“La Torre di Guardia”, 15/11/1988 p. 22, 23). Può darsi che il caso risulti diabolicamente difficile, e gli anziani non riescano a risolverlo nemmeno sfogliando decine di annate di riviste, mostrando all’infelice dozzine di libri o Bibbie o obbligando il malcapitato ad assistere ad interminabili studi biblici. Che fare? “In alcuni casi si può pensare anche di far parlare il paziente con uno specialista. Potrebbe trattarsi di un medico di famiglia in cui si ha fiducia e che conosce di persona il paziente. Ma che dire di affidarsi a uno psichiatra o a un psicologo? E’ una decisione che va presa con la dovuta cautela. Il cristiano può trovare utile queste terapie, ma prima di sottoporsi alle cure deve avere ben chiare in mente queste cose: Che cosa implica esattamente la cura? Che tipo di consigli verranno dati? Il medico conosce e rispetta le credenze dei testimoni di Geova? Se si decide in favore della terapia della conversazione, ‘provate le parole’ del dottore anziché accettare incondizionatamente qualsiasi cosa dice” (“La Torre di Guardia”, 15/10/1988 p. 29). Perciò gli anziani possono invitare i fratelli e le sorelle a esercitare cautela, secondo quanto indicato nel “La Torre di Guardia” del 15 ottobre 1988, a p.29, dal titolo “Terapie della conversazione”. Possono essere aiutati a capire che parlare sconsideratamente ad altri di abusi subiti nell’infanzia nella congregazione può portare alla “diffusione di notizie dannose e pericolose” (Lettera circolare del 23 marzo 1992 indirizzata a tutti i corpi degli anziani). Così molti testimoni di Geova mentalmente malati si vergognano molto del loro problema e spesso evitano di essere onesti e aperti con il terapeuta perché temono che la conoscenza pubblica della loro malattia possa portare discredito sulla loro organizzazione. Pertanto il bravo geovista tende a consultare gli “anziani” che, purtroppo, non essendo ne medici ne psicologi possono far danni: Ad esempio, “un testimone che aveva avuto difficoltà a costringere i propri bambini a non agitarsi durante le riunioni ricevette il consiglio di obbligare il suo bambino di 18 mesi a stare seduto su una sedia senza fare nulla per un’ora intera ogni giorno affinché imparasse la ‘disciplina’. L’applicazione di questo consiglio, datole dalle sue guide spirituali, può ovviamente aver nuociuto allo sviluppo del bambino”.(J.R.Bergman, “I Testimoni di Geova e la salute mentale”, 1996, p. 188).  Negli Stati Uniti l’istituzionalizzazione della violazione del segreto professionale tra i Testimoni di Geova ha raggiunto un tale livello che i pochissimi terapeuti di fede geovista fanno redigere ai propri pazienti correligionari una “dichiarazione liberatoria” prima di iniziare la terapia con la quale si autorizza preventivamente la violazione del segreto professionale a favore dell’organizzazione nelle persone degli “anziani” della congregazione. La citata dichiarazione afferma che se a seguito della autorizzata delazione del terapeuta alla congregazione vi fosse la disassociazione dall’organizzazione le parti si impegnano ad interrompere la terapia. Incredibile!

 

                             

 

Un ex anziano dei Testimoni di Geova parla del "controllo mentale" all'interno dell'organizzazione:

 

 

Dieci ragioni per definire il geovismo un "culto distruttivo":

 

 

..