DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Rosacroce

Rosacroce: antichi e moderni

Fra alchimia e massoneria, i Rosacroce odierni rivendicano antiche radici e ripropongono ai nostri giorni il loro dio "filosofìco" e le loro pratiche magiche (di Davide Ventura, tratto dal "Dossier Gris" N°13, p.20-23, di Presenza Cristiana).

Vari movimenti, ordini o associazioni spiritualistiche si presentano ai nostri giorni come la ripresa del filone detto dei 'Rosacroce", manifestatesi in Europa nel XVII secolo. Troppo poco si sa di certo su questa corrente per dare giudizi conclusivi sulla sua effettiva continuità fino ai nostri giorni; non sarà comunque inutile al lettore gettare un breve sguardo sull'intricata vicenda dei veri Rosacroce. Intorno al 1614 un libello anonimo intitolato "Riforma Universale e Generale" prese a circolare in Germania, annunciando l'esistenza di un gruppo di illuminati, appunto i Rosacroce, riuniti intorno a un capo supremo chiamato "Imperator" e in possesso di un'antica sapienza iniziatica, che essi avrebbero messo a frutto per portare a termine una universale riforma della società e delle coscienze. Lo scritto provocò un vivissimo interesse e un effetto a valanga di interventi e pubblicazioni in cui è ben difficile per noi posteri sceverare la mistificazione e la suggestione collettiva della verità. Grazie alle opere di Valentin Andreae, Paracelso e del suo allievo Robert Fludd si costituì comunque nel giro di pochi anni una estesa corrente di pensiero che riconosceva in questi "Rosacroce" coloro che, grazie alle conoscenze arcane da essi acquisite in Egitto e in Oriente, avrebbero salvato l'Europa dalla crisi che minacciava di travolgerla (si pensi che erano quelli gli anni della micidiale guerra detta dei Trent'anni). Quali erano i contenuti di questa "sapienza", e quali le più realistiche fonti? Buona parte degli scrittori dell'epoca rivendica o accredita la discendenza diretta dall'ordine cavalleresco dei Templari disciolto dalla Chiesa in seguito al concilio di Vienne al principio del '300, ma, a loro detta, proseguito occultamente durante tutto il Rinascimento. Se tale origine risulta impossibile da verificare e in ultima analisi scarsamente influente sugli sviluppi della corrente, manifesto appare invece l'influsso del movimento magico e neo-platonico che permea tutto il Rinascimento, movimento che conosce una significativa espressione con l'Ermetismo alchemico. Possiamo quindi distinguere due "ingredienti" essenziali in ciò che sfocerà poi nel movimento dei Rosacroce: magia operativa (ricerca della "pietra filosofale", pratiche di guarigione e di controllo delle forze naturali) e filosofia platonizzante, che tende a ridurre Dio a una forma di energia o principio regolatore, in ultima analisi non radicalmente distinto dal mondo. Queste componenti trovano il loro momento unificante nella netta contrapposizione all'idea di Dio come la troviamo nella Bibbia, di un essere perfettamente qualificato come persona, totalmente trascendente il mondo e che l'uomo non può raggiungere se non in virtù di una grazia umilmente richiesta e gratuitamente concessa, e non mediante procedimenti che traggano la loro efficacia dall'uomo stesso o da qualche suo occulto potere. Verso la fine del '600, con la morte dei suoi primi propugnatori, il movimento esce dalla scena europea.Gli attuali "Rosacroce" sostengono che esso in realtà sarebbe proseguito in maniera occulta per riemergere nel momento più adatto a una sua nuova manifestazione. È lo stesso procedimento che abbiamo già visto all'opera per rivendicare una continuazione templare nel rosicrucianesimo antico; in questo caso come nel precedente manca qualunque documento storico certo. Senza pronunciarci necessariamente contro questa tesi indimostrabile, è comunque il caso di rilevare le motivazioni profonde di questa costante tendenza dei movimenti esoterici a rivendicare eredità remote e radici arcaiche: negando la pienezza della personalità e della trascendenza di Dio, essi sono costretti a cercare la salvezza nell'uomo e nelle sue virtù; ma, rifiutando parimenti (come vedremo) la figura dell'Uomo-Dio Gesù, devono cercarla in qualche deposito primordiale di sapienza proprio dell'Umanità in se stessa (Umanità con la U maiuscola in quanto tende a prendere il posto di Dio, da cui anche la denominazione di "Umanesimo" che alcune di queste correnti amano prendere).
Questo deposito primordiale, posto all'origine della storia umana e poi dimenticato dai più (a questo si riduce il concetto di peccato originale) sarebbe custodito da organizzazioni occulte dalle quali proverrebbero, di tanto in tanto, inviati per rammentare al mondo alcuni di quei segreti (fra gli inviati, e ad essi pari in dignità, figurerebbe il Cristo). Per questo motivo pressocchè tutti gli attuali movimenti occultistici, gnostici ed esoterici, tentano di gettare un ponte storico fra sè e le origini stesse dell'uomo, passando per i misteri egizi, caldei, pitagorici e facendo tappa presso i Templari e i Rosacroce del secolo XVII. Per questo è necessario che guardi a queste pretese con distacco e diffidenza chiunque professi la perfetta divinità e la perfetta umanità di quel Cristo, i cui benefici di salvezza giungono sino a noi attraverso una successione da vescovo a vescovo, la cui continuità dai tempi degli apostoli è una realtà storica inoppugnabile. A prescindere da questa pretesa continuazione sotterranea, si può tranquillamente affermare che le idee dell'antico rosicrucianesimo ebbero grande influenza nel formarsi della moderna massoneria speculativa, che nacque ai principi del '700, un paio di generazioni dopo il tramonto dei Rosacroce, e che si fece portatrice di principi filosofici e di un sistema rituale e simbolico assai simile a quello da essi ostentato. Proprio la massoneria costituì il veicolo attraverso il quale queste idee e questi simboli conobbero un improvviso risveglio.


I moderni "Rosacroce"
Gli inizi del moderno movimento rosicruciano risalgono alla seconda metà dell'800. Con ciò questa corrente si pone al fianco di svariate altre scuole e movimenti magici ed esoterici che negli stessi anni conoscono una subitanea e vertiginosa proliferazione. È veramente singolare osservare come nell'intervallo di una generazione circa, a cavallo del 1860, prendano infatti origine la maggior parte di quei movimenti occultistici, come spiritismo, teosofismo e similari, che, giunti fino al presente in prima persona o tramite derivati, stanno rivestendo in questi anni caratteristiche di movimenti di massa. La frequente comparsa degli stessi nomi come iniziatori di queste varie correnti garantisce che questa cirostanza non è da ritenere casuale. Sono gli anni del positivismo scientifico, che pretende di ridurre le grandi religioni storiche, e massimamente il cristianesimo, a uno stadio infantile del progresso umano, della industrializzazione di massa, che prima di distribuire abbondanza materiale distrugge dalle fondamenta l'ambiente sociale tradizionale delle classi lavoratrici, causando quelle tensioni che la famosa enciclica Rerum Novarum avrebbe di lì a poco analizzato. Sono gli anni della fine violenta dello Stato della Chiesa, e in generale di un attacco generalizzato alla Chiesa e al papato. Le origini, dirette o indirette, della maggior parte di questi movimenti neo-spiritualistici si possono rinvenire nella massoneria.Le motivazioni profonde si possono ragionevolmente cercare nella necessità di fornire innocue alternative al cristianesimo a quelle persone che, nonostante tutto, continuavano a provare attrazione per il mondo dello spirito. Nel caso dei Rosacroce viene a complicare questo quadro una inesauribile tendenza alla mutevolezza e alla moltiplicazione delle sigle e dei nomi, tanto che risulterebbe diffìcile e di scarso interesse seguire in questa sede la loro evoluzione. Ricordiamo solo, fra le prime a sorgere, la Societas Rosicruciana in Anglia (1865) ad opera del massone inglese R.W. Little, l'Ordine Cabalistico della Rosa-Croce, sorto in Francia verso il 1887, e la Fraternitas Rosae Crucis, creata dall'americano P. B. Randolph verso il 1868. Come si è detto, queste entità si sono, nel corso degli anni, scisse, ricombinate e moltiplicate; più che seguire questi processi, è forse di interesse più immediato presentare brevemente un paio delle associazioni rosicruciane con le quali il lettore ha più probabilità di imbattersi oggi nel nostro paese, sapendo che nessuno dei movimenti tralasciati si allontana in modo significativo dal quadro che esse offrono.


L'A.M.O.R.C.
L'Antico Mistico Ordine della Rosa Croce (A.M.O.R.C.) è sicuramente il più diffuso degli attuali gruppi rosicruciani. E' il più numerso movimento magico diffuso attualmente nel mondo. Il suo successo è nato dalla confluenza dei riti magico-occultistici propri degli iniziatori del rosicrucianesimo moderno con l'imprenditorialità statunitense. Il fondatore, l'americano Haervey Spencer Lewis, dopo vari viaggi in Europa per prendere contatto con le esistenti organizzazioni nel vecchio continente, fonda il suo "Ordine" nel 1915 basandolo sulla inusitata tecnica delle "iniziazioni" per corrispondenza. Attraverso il servizio postale i potenziali aderenti ricevono la pubblicità del movimento e, dopo un'adesione parimenti postale, le istruzioni per addentrarsi nei riti magici e negli "sviluppi della coscienza" che vengono progressivamente proposti. Per chi lo desidera, esiste poi anche la possibilità di contatti pubblici fra gli aderenti in appositi "templi" in occasione di riti come matrimoni e funerali. Questo sistema rende difficile il controllo delle cifre che il movimento fornisce circa il numero dei suoi aderenti (svariati milioni). Si tratta comunque di una organizzazione che, specie nella sua patria di origine statunitense, può vantare una sorprendente diffusione e una proporzionata potenza economica. Sia le tecniche "magiche" (ricerca della chiaroveggenza, dell'invisibilità ecc.) che i principi generali derivano dal rosicrucianesimo antico attraverso un processo di banalizzazione commerciale. Il concetto di Dio è talmente nebuloso e sfumato da essere praticamente irrilevante; d'altra parte si afferma esplicitamente che in realtà non c'è altro Dio che l'uomo.Si insiste su temi extracristiani classici come la reincarnazione e la legge del "Karma" (influsso nella nuova esistenza fisica delle azioni commesse nella precedente). Cristo non è che un membro fra tanti di quella "Grande Fraternità Bianca" (ripresa dalla Società Teosofica) che dirige occultamente l'universo. La realtà storica della sua morte in croce e resurrezione è esplicitamente negata. E un fatto doloroso ma reale che molti cristiani che vivono superficialmente la loro fede non considerino contraddittoria la loro appartenenza a un gruppo che della fede cristiana nega, se non inverte, tutti i capi-saldi.



II Lectorìum Rosicrucianum

Questo gruppo, che si presenta anche sotto il nome di "Rosa-Croce d'Oro", è forse familiare ai lettori a causa dei manifesti che appaiono spesso nelle nostre città per invitare alle sue conferenze introduttive. Ai partecipanti a queste conferenze viene poi offerto un corso di istruzione per corrispondenza molto simile nel sistema a quello descritto per l'A.M.O.R.C. Il Lectorìum, fondato in Olanda nel 1925 da Jan Leene (che firmava i propri scritti come Jan van Rijckenborgh), attribuisce meno importanza all'elemento "magico" e operativo rispetto all'AMORC, e si distingue dagli altri movimenti rosicruciani per la ripresa delle posizioni dello gnosticismo, eresia con cui già la Chiesa ebbe a combattere nei suoi primissimi tempi, secondo cui il mondo visibile sarebbe radicalmente cattivo e creato da un Dio (il Dio della Bibbia) ugualmente malvagio. Anche l'aldilà non sarebbe altro che una specie di doppione invisibile di questo mondo, popolato da anime inquiete e ansiose di derubare gli uomini del fluido vitale che è loro nutrimento. Tuttto ciò che in questo mondo è apparentemente buono, l'arte, la scienza, la religione, non è che uno strumento di queste forze malefiche per imprigionare gli uomini in questo carcere che è il mondo.Particolarmente nefasto in  questo  senso sarebbe per i seguaci di van Rijckenborgh il cattolicesimo, che con i suoi suffragi per i defunti, la sua devozione per i santi e la sua "magia" liturgica avrebbe il preciso scopo di alimentare e rafforzare queste potenze oscure. Vale la pena di citare integralmente qualche apprezzamento di van Rijckenborgh per il nostro paese insieme agli altri paesi cattolici d'Europa: "Nei paesi in cui questa magia è applicata regnano una primitività e uno stato stato sociale spaventosamente arretrato. Tali regioni possono essere a ragione chiamate le terre sottosviluppate d'Europa. Non si distinguono affatto dalle terre sottosviluppate di una qualsiasi altra parte del mondo..." (Da "Insegnamento elementare della Rosacroce "). Unica via di fuga da questo mondo perverso sarebbe aderire a Cristo. Attenzione però! Il Cristo che ci presenta il Lectorium è un "campo di forza luminoso" totalmente impersonale. La sua incarnazione storica rimane un fatto di secondo piano, la sua morte e risurrezione è semplicemente ignorata, in generale tutti gli eventi della sua vita e i suoi detti importano solo quando sono passibili di qualche interpretazione simbolica in linea con gli insegnamenti dell'associazione. In particolare il Cristo storico non avrebbe mai fondato una comunità destinata a durare: il suo insegnamento si sarebbe rivolto ai singoli individui in grado di integrarsi spiritualmente in una "Gerarchia" occulta e antica quanto l'umanità e di cui il Lectorium stesso sarebbe una espressione verso il mondo esterno. Non importa che questo, come altre dottrine del gruppo, sia esplicitamente smentito dal testo biblico, in quanto la Scrittura stessa sarebbe stata radicalmente falsificata dal clero. Valga anche per costoro quanto vale per tanti altri gruppi neo-spiritualistici: ogni opinione filosofìca e religiosa sincera è in sè rispettabile, ma quando tenta di "annettersi" la figura del Cristo e di inserirla a forza in un contesto non cristiano non può evitare di sprofondare nelle contraddizioni più palesi, quand'anche non nel ridicolo.    

 

 

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