Mathew Hardman, adolescente, ossessionato da occultismo e vampirismo, uccide Mabel Leyshon e ne beve il sangue per conseguire l'immortalità.
Mathew Hardman, 17 anni, è stato riconosciuto dal Tribunale gallese il 2 agosto 2002 colpevole di "omicidio selvaggio" di una vedova di 90 anni, Mabel Leyshon. Appassionato di occultismo e vampirismo pensava di conseguire l'immortalità uccidendo Mabel Leyshon, estraendole il cuore, e bevendone il sangue. Così nella sperduta isola di Anglesey, nel Galles settentrionale, nel villaggio di Llanfairpwll domenica 25 aprile 2001, intorno a mezzogiorno e mezzo, una volontaria sta effettuando il suo consueto giro per consegnare pasti pronti alle persone anziane. Giunta a casa della vedova novantenne Mabel Leyshon, la volontaria si trova di fronte a uno spettacolo raccapricciante: l’anziana signora è stata ferocemente accoltellata, il torace aperto, il cuore estratto e dilaniato. Manca il sangue, bevuto da qualcuno! Vengono trovate le impronte delle labbra su di una catinella impiegata per drenare il sangue del cuore dilaniato. Dopo lunghe indagini le prove convergono su Mathew, adolescente che frequenta siti che esaltano il vampirismo, ascolta la musica di Marilyn Manson e dei Cradle of Filth, che hanno il tema del vampirismo come centrale nella loro estetica. I disegni di Mathew vengono descritti come morbosi e depressivi, con rappresentazioni della morte, di sangue e di pugnali.
Al processo il procuratore Thomas parla alla giuria della passione dell’imputato per i vampiri, e prosegue: “Al 24 novembre 2001, l’accusato aveva imparato molto sui vampiri, certamente abbastanza per soddisfare le sue due domande principali – come posso diventare un vampiro, come posso diventare immortale? Ha deciso cosa doveva fare – un sacrificio, l’omicidio di un altro essere umano gli era necessario per raggiungere i suoi fini. E coi suoi genitori lontani da casa ha commesso quello che vi dimostriamo essere un delitto pianificato, deliberato, per soddisfare i suoi propri fini grotteschi ed egoistici”. Il procuratore parla anche dei siti di cui si è trovato traccia sul computer di Mathew: “Sia che questi siano siti seri o che intendano essere scherzosi, chiaramente l’imputato aveva un interesse in queste cose e stava cercando informazioni”.
Alla fine, venerdì 2 agosto 2001, la giuria pronuncia all’unanimità il verdetto di colpevolezza, e il giudice, Sir Stephen Richards, emette la sentenza di condanna “at Her Majesty Pleasure”, a piacimento di Sua Maestà, formula giuridica applicata ai minorenni condannati per omicidio e che comporta la detenzione per almeno 12 anni, ma con la possibilità dell’ergastolo. Il giudice si è rivolto direttamente al condannato in questi termini: “E’ stato un atto di grande malvagità, un atto che non hai ammesso e per il quale non hai mostrato segni di rimorso. Speravi nell’immortalità, ma tutto quello che hai ottenuto è stata la fine brutale della vita di un’altra persona, e l’emissione di una sentenza a vita nei tuoi confronti.”
Non si deve sottovalutare la responsabilità, non raramente di istigazione alla violenza, di tanti siti di occultismo e vampirismo!


