Spettacoli blasfemi offensivi della fede cattolica in Diocesi di Imola
Con riguardo alle rappresentazioni teatrali “A TUA IMMAGINE” e “MANGIAMI L’ANIMA E POI SPUTALA”, promosse e finanziate da Istituzioni pubbliche del territorio, la Diocesi di Imola esprime le seguenti considerazioni:
- L’Art.2 della nostra Costituzione “riconosce e garantisce i Diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle forme sociali ove si svolge la sua personalità e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.
- - L’Art.3 della nostra Costituzione statuisce che “tutti i cittadini sono uguali dinnanzi alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.
- Da questi principi discende il Diritto di tutti i cittadini, compresi quelli di Fede Cattolica, a non vedere irrisa, denigrata o ridicolizzata la loro Fede , che per essi non è una vaga opinione da confrontare con altrettanto vacue, ma parte integrante e fondante la loro Vita.
- E’ quindi un errore Culturale, logico e giuridico ritenere la Libertà di espressione artistica una varabile indipendente rispetto ogni altro Diritto e Libertà personale e collettiva, a cui la nostra Costituzione assegna pari rango e tutela della prima .
- E’ inoltre altrettanto erroneo e mistificante sul piano Culturale il tentativo di paventare censure per tacitare le legittime rimostranze di chi vede palesemente lesi i propri Diritti Costituzionali.
- Ne consegue infine il dovere di ogni espressione che aspira ad essere artistica a non estrinsecarsi in modi lesivi di tali Diritti, soprattutto quando ciò avviene con l’utilizzo di risorse pubbliche, che le Istituzioni preposte hanno lo stretto obbligo democratico di amministrare nel rispetto di tali principi.
Da: Nuovo Diario Messaggero Andrea Ferri Portavoce della Diocesi di Imola
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