Diocesi messicana di Querètaro mette in guardia dai riti pagani di primavera
(liberamente tratto dalla fonte: Rotativo – Notimex)
La Diocesi di Querétaro (Messico) respinge le pratiche [pagane] svolte da molte persone, prima dell'arrivo della primavera, come ha recentemente assicurato il suo portavoce, Saul Vega Ragoitia, perchè sono azioni che limitano la libertà degli individui facendosi prendere la mano da false credenze [schiavitù del determinismo cieco e infondato!]. Così riportava il quotidiano "Rotativo". Ci si aspettava che il 21 marzo con l'arrivo della primavera, aumentasse l'afflusso delle persone nelle diverse zone del querentano e del Messico, per ricaricare l'energia, indossando abiti di color bianco per attirare la buona fortuna. E il portavoce della diocesi di Querétaro ha detto che in tempi moderni, gli esseri umani hanno messo la loro fiducia nelle energie come amuleti, talismani, oroscopi o stregoneria, che li induce a negare la propria libertà e di affidare la loro fede a tali idoli.
Continua Saul Vega Ragoitia: "La Chiesa promuove la sensibilizzazione nelle persone, di lottare per la libertà e di non essere influenzate da queste cose, e l'appello è che oggi il valore della propria libertà e non possiamo mettere la fiducia nelle mani di elementi presentati dalla New Age, come le energie [occulte luciferine] dell'esoterismo; quindi mi appello alla libertà ", ha detto.
Saul Ragoitia ha ribadito che tali superstizioni sono i tratti che minacciano la libertà umana, perché "quando non c'è Dio, quando non c’è Dio nel cuore, ci si inginocchia davanti a qualsiasi idolo [che incatena la libertà]", ha concluso. In aggiunta Ragoitia ha detto che mettere la fiducia nei rituali per "riempirsi di potere", con l'esoterismo [della New Age e delle sue pratiche] è un modo per ferire e negare la libertà degli esseri umani.
Afferma S. E. Mons. Mario de Gasperín Gasperín vescovo della Diocesi di Querètaro nel documento "Celebremos la Fiesta. Guía Pastoral para la digna y provechosa celebración de las Fiestas Patronales, Solemnidad de Todos los Santos 2002" ai NN° 13-14: " Il Direttorio su pietà popolare e liturgia descrive in modo appropriato il senso della festa, quando dice: 'Il “giorno del Santo” ha anche una grande valenza antropologica: è giorno di festa. E la festa – è noto – risponde a una necessità vitale dell’uomo, affonda le sue radici nell’aspirazione alla trascendenza. Attraverso manifestazioni di gioia e di giubilo la festa è affermazione del valore della vita e della creazione. In quanto interruzione della monotonia del quotidiano, delle forme convenzionali, dell’asservimento alla necessità del guadagno, la festa è espressione di libertà integra, di tensione verso la felicità piena, di esaltazione della pura gratuità. In quanto testimonianza culturale, essa mette in luce il genio peculiare di un popolo, i suoi valori caratteristici, le espressioni più genuine del suo folklore. In quanto momento di socializzazione, la festa è occasione di dilatazione dei rapporti familiari e di apertura a nuove relazioni comunitarie'. Da questa descrizione si può raccogliere la ricchezza del significato della festa cristiana e il ruolo fondamentale che svolge nella formazione di un popolo e in particolare, sulla inculturazione della fede. Particolare attenzione pastorale dovrebbe essere data quando il senso della festa è indebolito perché un individuo o un gruppo deviano dal suo vero senso antropologico e religioso, così da diventare occasione propizia di superstizione, di sfruttamento o di manipolazione: 'La festa infatti è partecipazione dell’uomo alla signoria di Dio sulla creazione e al suo “riposo” attivo, non ozio sterile; è manifestazione di gioia semplice e comunicabile, non sete smisurata di piacere egoistico; è espressione di vera libertà, non ricerca di forme di divertimento ambiguo, che creano nuove e sottili forme di schiavitù. Con sicurezza si può affermare: la trasgressione della norma etica non solo contraddice la legge del Signore, ma reca una ferita al tessuto antropologico della festa'". Conclude il vescovo al N°17 di tale documento: "Il consiglio parrocchiale oltre a soddisfare il suo compito principale di consigliare il parroco, dovrebbe offrire il suo sostegno in relazione ai rapporti con le autorità civili, con gli organizzatori della festa laica e gli steward, per far loro comprendere il significato religioso della festa e fare in modo che esso non degeneri in festa pagana. Il parroco e il consiglio pastorale, sapendo che la festa è vertice e fonte di vita per i fedeli della parrocchia, deve badare attentamente la loro preparazione, attuandola con la valutazione dei risultati dei progetti e realizzazioni per tutti la crescita spirituale. La valutazione è sempre necessaria, perché senza di essa, facilmente si cade nella routine, in errori ripetuti e a non approfittare dei risultati conseguiti ..." e al N°33: "Dovrebbe raccomandare la pratica cristiana di benedizione e di portare le medaglie al collo, ed evitare la moda pagana del momento di portare al collo medaglie con segni zodiacali e amuleti di ogni genere, come i denti di coyote, coniglio piedi e gli occhi di cervo".


