La preghiera
Papa Bendetto XVI: "È venuto il momento di riaffermare l'importanza della preghiera di fronte all'attivismo e all'incombente secolarismo di molti cristiani impegnati nel lavoro caritativo" (Papa Benedetto XVI, enciclica Deus caritas est, 2005, n°37). "Occorre guardarsi, dice San Bernardo da Chiaravalle, dai pericoli di una attività eccessiva, qualunque sia la condizione e l'ufficio che si ricopre, perchè le molte occupazioni conducono spesso alla "durezza del cuore", non sono altro che sofferenza dello spirito, smarrimento dell'intelligenza, dispersione della grazia... "Ecco, dice San Bernardo, dove ti possono trascinare queste maledette occupazioni, se continui a perderti in esse... nulla lasciando di te a te stesso"... Quanto utile è anche per noi questo richiamo al primato della preghiera e della contemplazione!" (Papa Benedetto XVI, angelus, Castel Gandolfo, 20 agosto 2006).
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Sant' Agostino: “Gesù ci ha insegnato a pregare per conseguire la vita beata; la stessa vera Vita in persona ci ha insegnato a pregare non con molte parole poichè Dio sa già quello che vogliamo chiedergli…a Dio non interessa tanto la manifestazione del nostro desiderio che già conosce, ma piuttosto che questo desiderio si ravvivi mediante la nostra domanda poichè possiamo ottenere ciò che egli è già disposto a concederci…Pregare incessantemente (1Ts5,17) vuol dire desiderare senza stancarci la vita beata, che è eterna, da colui che solo può concederla” (Agostino, “Lettera a Proba”).
LA SANTA MESSA |
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Come il seme, in natura, è la “astronave” che amplia i confini del regno vegetale così l'eucarestia, nella nostra vita quotidiana, è Gesù che amplia nel nostro cuore la presenza del Regno di Dio sulla Terra. Il nostro impegno deve volgere a riscoprire nella teoria (“l'eucarestia è la fonte e l'apice di tutta la vita cristiana” (LG11)) e nella pratica (“Gesù disse: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita”, Gv.6.53) l'Eucarestia, che a differenza degli altri 6 sacramenti che sono ad Essa ordinati come al loro fine e si limitano a comunicarci la grazia, contiene realmente e fisicamente Gesù che è l'Autore della grazia. Nella S. Messa, che è l'attuazione sacramentale incruenta del sacrificio della croce, Cristo si offre come sacerdote e vittima però associando a sè la Chiesa che è suo mistico corpo; questo vuol dire che mentre è il solo sacerdote ministeriale, “con la potestà sacra di cui è investito” (LG10) che consacra, cioè copie il sacrificio in “persona di Cristo”, una volta che Cristo è presente sull'altare, tutta l'assemblea esercitando il sacerdozio comune, lo offre e offendo la vittima divina i fedeli devono offrire se stessi prendendone parte, concorrendo al Sacrificio. Dice S.Gregorio Magno: “Allora Gesù sarà veramente Ostia (cioè vittima) per te, quando tu diventerai ostia con lui”. I quattro fini del sacrificio eucaristico sono: 1)l'adorazione (atteggiamento fondamentale della creatura di fronte a Dio; “una sola S. Messa glorifica Dio più di quanto lo glorificheranno in cielo, per tutta l'eternità, tutti gli angeli, i santi e i beati insieme, compresa Maria santissima”, P. Royo Marin); 2) il ringraziamento (…noi ringraziamo soprattutto per la creazione, per la redenzione e tutti i doni che esse comportano: salvezza, immortalità beata, ecc.); 3)la propiziazione o riparazione (abbiamo sempre necessità di riparare alle offese che abbiamo arrecato al Creatore (“Il giusto pecca sette volte al giorno” Lc.17 e Pr.24) per la riparazione della “pena temporale”); 4)l'impetrazione o domanda (il modo più efficace di pregare nel “nome di Gesù” è offrire il suo stesso sacrificio). |
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LA PREGHIERA: il cristiano vale quanto prega
Fiuggi, 7/12/2001 - (p. Andrea Gasparino)
Ripetiamo insieme: “Padre nel nome di Gesù donaci l'amore dello SS, donaci la gioia dello SS, donaci la pace dello SS, donaci la pazienza dello SS, donaci l'umiltà dello SS, donaci la mitezza dello SS, donaci la tenerezza dello SS, donaci la fedeltà dello SS, donaci il dominio di noi stessi”.
Dice papa Giovanni PaoloII: “bisogna tendere con tutte le forze alla santità ma non esiste la santità senza la preghiera…il cristiano vale quanto prega…le nostre comunità devono diventare sempre più luoghi di preghiera, luoghi di contemplazione e di lode dove il cuore dell'uomo si riempie dell'amore di Dio…”. Nella NMI, papa Giovanni Paolo II, al N°32 dice: “E' necessario imparare a pregare”, perchè si prega poco e male e tanti non pregano.
Dice un santo parroco. "Io vedo che la mia gente dice preghiere ma che non sono un comunicare con il Signore". Diciamo spesso preghiere ma poco spesso preghiamo. Occorre che l'educazione alla preghiera sia un punto qualificante di ogni programma pastorale. Il primo passo nella preghiera è “voler veramente pregare, capire l'essenza della preghiera, prendere abitudini nuove, costanti e profonde e puntare alla preghiera autentica”.
La primissima cosa è sradicare le abitudini sbagliate della preghiera; ad esempio l'abitudine alla preghiera parolaia e distratta; pregare i salmi e il rosario in modo superficiale.
Dice Sant'Agostino: “Dio preferisce l'abbaiare dei cani al salmodiare distratto (la preghiera dei pappagalli)”. Non abbiamo allenamento sufficiente alla concentrazione, e siamo invasi e dominati da tutti i pensieri senza essere capaci di dominarli. Il silenzio, crea il clima di profondità nella preghiera, aiuta a prendere contatto con sè stessi, crea il clima di ascolto. Il silenzio è per ascoltare non per tacere. Per Boeneffer: “Amare il silenzio per amore alla Parola”. Il silenzio crea, ordina, chiarezza, trasparenza. Senza arrivare alla preghiera di silenzio non si arriverà mai alla preghiera vera, perchè non si scenderai nella propria coscienza. Oggi non abbiamo l'allenamento alla concentrazione; ai bambini non si insegna l'arte del pensare e il primo passo è l'allenamento alla concentrazione. La Montessori allenava i bambini alla concentrazione (es. sentire il rumore di una goccia che cade, il cinguettio di un uccellino,…). Qualche volta anche nel RnS l'invasione della lode può uccidere il silenzio e noi possiamo “cantare e cantare senza pensare a convertirci”. La preghiera distratta è il cancro della preghiera e si debella con l'intervento chirurgico. Romano Guardini dice sul bisogni di concentrazione: “l'uomo è una creatura piena di astuzia e l'astuzia del suo cuore appare nella vita religiosa. Quando cominciamo a pregare subito qualche altro pensiero pretende di essere ascoltato. Io devo ritrovare il contatto interiore e ristabilire continuamente questo contatto interiore con Dio. La preghiera continuamente minaccia di scivolare nel puro monologo, deve diventare colloquio, dialogo. Dal raccoglimento dipende tutto. Nessuna fatica è sprecata a questo scopo e anche se tutto il tempo di preghiera trascorresse nel solo cercare il raccoglimento sarebbe già ricca preghiera perchè raccogliersi vuol dire essere già svegli. E' l'uomo nella preghiera deve essere sveglio e presente ma appena incomincia a pregare si sente sospinto altrove, allora deve raccogliere tutte le facoltà per essere presente”. La preghiera non è una delle tante occupazioni della giornata ma è l'anima di tutta la giornata, di tutte le azioni, perchè il rapporto con Dio è l'anima di tutta la giornata. La preghiera è un bisogno non un dovere. La preghiera è una necessità, una gioia, un riposo, se io non arrivo lì non sono arrivato alla preghiera, non l'ho capita. Gesù ha spiegato che pregare è entrare in un rapporto affettuoso, figliale con Dio, è diventare figli in quel momento: “quando pregate dite: Padre”. Se non c'è un rapporto affettuoso con Dio non c'è la preghiera, è diventare figli in quel momento che pregate. Pregare non è dire delle preghiere ma incontrare Dio con un cuore caldo. Se non c'è incontro affettuoso con Dio non c'è la preghiera.
Le tre tappe della preghiera:
1)incontrare Dio;
2)ascoltare Dio;
3)rispondere a Dio.
Percorrendo le tre tappe siamo alla preghiera profonda e può succedere che non siamo neanche alla prima tappa. Non basta incontrare Dio nel cuore ma occorre incontrarlo con cuore di figli. Nella preghiera non è importante quello che abbiamo da dire a Dio ma quello che Dio ha da dire a noi. Nella Bibbia il verbo “ascolta” è detto: 1)nell'AT 1100 volte; 2)nel NT 445 volte; è il verbo chiave della Bibbia, è il cuore della preghiera. Se la preghiera non porta all'ascolto siamo alla periferia della preghiera. E' la ricerca umile e fiduciosa della luce di Dio. L'ascolto ci scomoda sempre ama ci matura; l'ascolto è il segno dell'amore e quando due persone si amano, si ascoltano. Quando noi amiamo Dio, ascoltiamo e quando ascoltiamo, amiamo.
1)La prima via dell'ascolto è la PdD. La lettura della PdD, dice papa Ratzinger (Lettera sulla preghiera cristiana), è la sorgente della preghiera; d'altra parte la preghiera ci fa scoprire il senso profondo della Scrittura. Il primo libro di preghiera è la Bibbia. I Padri insistono sulla preziosità della PdD; San Giovanni Crisostomo dice: “Come si può affrontare la vita senza respirare la PdD giorno e notte”; Origene: “Scrutare la PdD con la sollecitudine di un cuore innamorato”. Il Cardinale Martini: “Ci può essere che un cristiano non abbia tempo a leggere un libro, a leggere un giornale, a vedere la TV, ma non è concepibile che un cristiano non abbia tempo a leggere la PdD. Ritengo che ciascuno di noi religioso, sacerdote, Vescovo non ha possibilità di sopravvivere alla tentazione dell'oggi e di non passare a forme di paganesimo pratico se non conosce, non medita, non gusta interiormente la Sacra Scrittura”. Il Salmo 118: “la Tua parola mi fa vivere”.
2)La seconda via dell'ascolto è la nostra coscienza (retta). Nella preghiera c'è sempre una parte di noi che resiste alla preghiera; devo farmi alcune domande che inchiodano la mia responsabilità: Signore sei contento della mia carità? Sei contento come faccio in casa/lavoro/amici/persone pesanti? Signore cosa non approvi in me? Signore quali sono i tuoi desideri su di me? “Parla Signore che il tuo servo ti ascolta”. Un giovane mi ha detto: “Io mi sono accorto che Dio fa il muto se io faccio il sordo”.
3)La terza via dell'ascolto sono gli avvenimenti (lieti o tristi, causati da noi o permessi da noi, piacevoli o non piacevoli). Davanti ad una difficoltà o un successo devo interrogarmi: “Signore cosa vuoi dirmi?”, allora scopro un messaggio, però lo devo provocare per la mia crescita. Ma l'ascolto esige il clima del silenzio! Chi non si allena al silenzio non arriva all'ascolto. L'ascolto ci educa. Nella storia dei gesuiti c'è un episodio interessante (Sant'Ignazio: “senza l'ascolto il gesuita non si forma”). L'anemia spirituale (= essere fermi alla preghiera vocale e alla preghiera vocale distratta) che San'Ignazio voleva evitare: no recitazione corale dei salmi ma silenzio e ufficio della Vergine. Nove anni dopo la morte di Ignazio ci fu un rilassamento spirituale dei gesuiti poichè non c'era più l'ora di silenzio e di preghiera. Un Vescovo che ha celebrato 50 anni di S. Messa mi ha molto colpito poichè ha detto ai suoi sacerdoti: “in 50 anni non ho mai tralasciato la mia ora di silenzio davanti alla eucarestia”.
Dall'ascolto nasce il rispondere, ubbidire, agire (3° passo); c'è una fatica costitutiva della preghiera e la preghiera dovrebbe sempre sfociare in una decisione precisa. Ai giovani do sempre un consiglio quando sono principianti:
1)cominciare sempre dalle cose che scottano, dal problema che brucia (es. sensualità, pigrizia, egoismo, ignoranza religiosa…è lì la tua preghiera). Se tu comincia dal problema che scotta sei difeso nella concentrazione. Poi termina sempre la preghiera con una decisione scritti così ha i in mano il documento che hai amato/risposto al Signore. La decisione è la prova che in noi è scattato l'amore, l'adesione alla sua volontà, un “sì a Dio”.
La preghiera è come la grande autostrada verso Dio. C'è la corsia di ingresso e per i mezzi lenti (= preghiera vocale attenta), parti di lì, poi c'è la corsia del grande traffico stradale, la corsia della velocità (= preghiera di ascolto, la preghiera che si fa ascolto di Dio), e poi c'è la preghiera la corsia di sorpasso, la corsia dell'alta velocità (= preghiera del cuore, interiore, di silenzio). Si parte dalla preghiera vocale attenta, il primo passo, però bisogna arrivare all'ascolto di Dio, è lì che scorre il traffico. Gran parte dei cristiani non arriva a questa, corsia di centro, preghiera e così spiegata la vita cristiana fiacca che non arriva alle decisioni. Poi bisogna imparare l'arte della preghiera del cuore. Qui si forma il cristiano profondo. Ci vuole buona volontà e una macchina buona. Chi tende alla preghiera del cuore tende alla preghiera della santità, vuole fare della sua vita un capolavoro di Dio, la scelta della santità, che la nostra vita diventi adesione perfetta e costante alla volontà di Dio. Qual è la più bella forma della preghiera del cuore? La “preghiera sanguinante del Getsemani: Padre non la mia, ma la tua volontà sia fatta”. Ma si può fare meglio: “Padre in questo momento voglio essere la tua gioia, in questo preciso momento aiutami ad essere la Tua gioia”. Nei momenti più banali di oggi, “Padre, voglio essere la tua gioia”. Questa preghiera è un po' più facile ed è la stessa. Quando la tua vita combacia perfettamente e costantemente con la volontà di Dio siamo alla preghiera perfetta del cuore, alla preghiera della santità. Allora la preghiera è amare. Gesù con il PN ci insegna che la preghiera è amare. Il PN è fatta da 7 atti d'amore. C'è una invocazione che non sembra un atto d'amore “dacci oggi il nostro pane quotidiano”, ma essendo al plurale è un atto d'amore e poi i Padri parlavano del “pane soprasostanziale”, la “grazia”, “dacci la forza per l'oggi”. Amare cosa è? Amare è cambiare, cioè crescere, correggere, modificare, guarire. L'amore sta nei fatti, le decisioni pratiche. Un prete deluso dal suo gruppo del R.n.S. pieno di divisioni, ad un certo punto gli da il segreto della preghiera perfetta: “ti aspetto fuori”. Poi il prete, crollò per un infarto. Quando il Vescovo va a trovarlo gli dice: “Dio mi ha messo alla prova, ho insegnato la formula perfetta della preghiera e Lui ha aspettato fuori anche a me”.
C'è un test per misurare la validità della preghiera? Si occorre chiedersi:
1)cresce la mia carità?;
2)cresce l'adesione ai miei doveri?;
3)cresce il distacco dal male?
Il Credo della preghiera: “Credo che la preghiera non è tutto ma che tutto deve cominciare dalla preghiera perchè l'intelligenza umana è troppo corta e la volontà dell'uomo è troppo debole perchè l'uomo che agisce senza Dio non da mai il meglio di se stesso. Credo che Gesù Cristo dandoci il Padre Nostro ci ha voluto insegnare che la preghiera è amore. Credo che la preghiera non ha bisogno do parole perchè l'amore non ha bisogno di parole. Credo che si può pregare: tacendo, soffrendo, lavorando ma il silenzio è preghiera solo se si ama. La sofferenza è preghiera solo se si ama. Il lavoro è preghiera solo se si ama. Credo che non sapremo mai con esattezza se la nostra è o non è preghiera. Ma il test infallibile della preghiera è se cresciamo nell'amore, nel distacco del male, se cresciamo nella fedeltà alla volontà di Dio. Credo che impara a pregare solo chi impara a tacere davanti a Dio. Credo che impara a pregare solo chi impara resistere al silenzio di Dio. Credo che tutti i giorni dobbiamo credere a Dio il dono della preghiera perchè chi impara a pregare impara a vivere”.
I rischi, le insidie del mondo della preghiera:
1)la preghiera che batte il vento e non va ai problemi (l'eresia più grave della preghiera è la schizofrenia della preghiera, la preghiera separata dalla vita: la vita di qua e la preghiera di là, la preghiera che non si interroga sui problemi che bruciano; quando la preghiera convive con i disordini morali gravi, quando convive con la trascuratezza dei nostri impegni sociali e famigliari, siamo alla eresia della preghiera; quando la gente dice guardati da chi va in Chiesa, hanno ragione perchè chi prega deve cambiare, deve vedere le sue magagne, deve correggersi; la preghiera deve essere dare e agire, per questo sarebbe bene la preghiera continua della adorazione eucaristica…alle 23 di notte del Venerdì chiudiamo il SS perchè scendiamo nelle strade a parlare con le prostitute…è un altro modo di pregare, dire la parola di Dio alla prostituta, soffrirai con la prostituta…la preghiera è azione altrimenti non è preghiera);
2)la mania alla corsa ai luoghi di apparizione (= la persona di autentica preghiera non sente il bisogno di andare a caccia dei luoghi dove avvengono le apparizioni; la persona di preghiera ha tutto: eucarestia, PdD, Chiesa…; non si trascura la PdD e la eucarestia per l'apparizione!);
3)la mania esorcistica (tanta gente vive agitata dal problema di Satana, ma abbiamo lo Spirito Santo in noi cosa ce ne facciamo di Satana…tanta gente vede satana dappertutto eccetto dove c'è di sicuro: il peccato mortale, lì c'è satana. Chi ha lo Spirito Santo con un soffio sbaraglia Satana. Quando c'è paura di satana, il primo esorcismo è confessarsi e farlo bene);
4)manomissione della PdD (= no alla superstizione della Bibliomanzia, cioè consultare abitualmente la Bibbia aprendola a caso; non posso obbligare Dio a parlarmi quando apro a caso la Bibbia; prima di prendere in mano la PdD occorre “sbucciare la banana” leggendo i passi paralleli…questa è la serietà verso la PdD);
5)abolire nei gruppi la preghiera spontanea, per evitare l'insidia dei messaggi trasversali (pugnalare un fratello e una sorella); noi nella revisione di vita, davanti al Santissimo accusiamo noi stessi non il fratello!
“La preghiera e l'amore ottengono l'impossibile”. Triplica il tuo amore e triplica la tua preghiera, tu mamma, e vedrai cosa otterrai.
“La Madonna la via privilegiata e sicura per l'incontro con il Signore. E' Lei che ci dispone ad accogliere la Sua parola e ci rende perseveranti nella preghiera” (Giovanni Paolo II).
“Rallegrati Maria, gioia di Dio…” (= Ave Maria piena di grazia…).
PREGHIERA per SPEZZARE IL MALEFICIO
(P. Robert De Grandis)
| O Padre Celeste ti amo, ti lodo e ti adoro. Ti ringrazio per avere inviato il Tuo Figlio Gesù che ha vinto il peccato e la morte per la mia salvezza. Ti ringrazio per aver donato lo Spirito Santo, che mi dà forza, mi guida e mi conduce alla pienezza della vita. Ti ringrazio per Maria, mia Madre Celeste, che intercede, con gli Angeli e i Santi, per me O Signore Gesù Cristo, mi prostro ai piedi della Tua croce, e ti chiedo di coprirmi col Tuo preziosissimo Sangue che scaturisce dal tuo Sacratissimo Cuore e dalle Tue Santissime piaghe. Lavami, o mio Gesù, nell'acqua viva, che sgorga dal Tuo Cuore. Signore Gesù, ti chiedo di circondarmi con la Santa Luce. |
| Padre Celeste, fà che l'acqua guaritrice del mio battesimo rifluisca indietro nel tempo attraverso le generazioni materne o paterne affinchè l'intera mia famiglia, vivi e defunti, sia purificata da Satana e dal peccato. Prostrato davanti a Te, o Padre, Ti chiedo perdono per me stesso, per i miei parenti, per i miei antenati, per ogni invocazione di potere, che li ha posti in contrasto con Te, o che non abbia dato un vero onore al nome di Gesù Cristo. |
| Nel Santo nome di Gesù; io reclamo ora, qualsiasi mia proprietà fisica o spirituale che era stata sottoposta alla giurisdizione di Satana, per rimetterla sotto la Signoria di Gesù Cristo. Per il potere del Tuo Santo Spirito, rivelami o Padre, ogni persona che io ho bisogno di perdonare, e ogni area di peccato non confessato. Rivelami, o Padre, quegli aspetti della mia vita che non Ti sono graditi, o quelle vie che hanno potuto dare a Satana la possibilità di introdursi nella mia vita. |
| O Padre, io Ti dono ogni mancanza di perdono. lo dono a Te tutti i miei peccati; Ti dono tutte quelle vie di cui Satana è in Possesso nella mia vita. Grazie per il Tuo perdono e il Tuo amore. Signore Gesù, nel Tuo Santo Nome, io lego tutti gli spiriti dell'aria dell'acqua, della terra, sotto terra e del mondo infernale. Lego inoltre, nel nome di Gesù Cristo, tutti gli emissari, del comando generale satanico e reclamo il preziosissimo sangue di Gesù sulI'aria, sull'atmosfera, sull'acqua, sulla terra, sui suoi frutti. Ordino di andare direttamente da Gesù, senza manifestazione di sorta e senza nuocere nè a me nè a nessun altro di modo che Gesù possa disporre di me secondo la Sua Santa Volontà. |
| Nel Nome Santo di Gesù, io rompo e sciolgo ogni maledizione, malocchio, incantesimo, sortilegio, trappole, bugie, ostacoli, tradimenti, deviazioni, influenze spirituali, presagi e desideri diabolici, sigilli ereditari conosciuti e sconosciuti, e qualsiasi disfunzione e malattia derivanti da qualsiasi origine incluse le mie colpe e i miei peccati. |
| Nel nome di Gesù io spezzo la trasmissione di ogni voto satanico, vincolo, legame spirituale e lavoro infernale. Nel nome di Gesù spezzo e sciolgo tutti i legami e i loro effetti con astrologi, indovini, chiaroveggenti, medium, guaritori operanti con sfere di cristallo; lettura della mano; pranoterapisti, movimento della Nuova Era; pratica di reiki, operatori dell'occulto, foglie di te, carte e tarocchi; santoni operanti psichici; culti satanici e spiriti guida; maghi, streghe ed operatori Voodoo (pron. Vudù). |
Nel nome di Gesù, io sciolgo tutti gli effetti di partecipazione sedute medianiche e spiritiche, oroscopi, scritture automatiche, preparazioni occulte di qualsiasi specie, e da qualsiasi forma di venerazione che non offre un vero onore a Gesù Cristo "Ecco, Dio è la mia salvezza io confiderò, non temerò mai, perchè mia forza e mio canto è il Signore. Egli è stato la mia salvezza." (Is12,2). Amen. Alleluja. Amen |
PREGHIERA per gli AMMALATI
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San Riccardo Pampuri, medico dei corpi e delle anime, prega per noi il Signore Gesù affinchè questo nostro fratello ammalato possa, (questi nostri fratelli ammalati possano) riacquistare il vigore del corpo ed ottenere serenità dello spirito, pazienza nel dolore e, dopo una felice convalescenza, ritornare insieme con tutti noi a lodare il nome del Signore. Amen. |
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O San Giuseppe Moscati, medico e scienziato insigne, che nell'esercizio della professione curavi il corpo e lo spirito dei tuoi pazienti, guarda anche noi che ora ricorriamo con fede alla tua intercessione. Donaci sanità fisica e spirituale, intercedendo per noi presso il Signore. Allevia le pene di chi soffre, dai conforto ai malati, consola gli afflitti, speranza agli sfiduciati. I giovani trovino in te un modello, i lavoratori un esempio, gli anziani un conforto, i moribondi la speranza del premio eterno. Sii per tutti noi guida sicura di laboriosità, onestà e carità, affinche adempiamo cristianamente i nostri doveri, e diamo gloria a Dio nostro Padre. Amen. |
PREGHIERA PER LA GUARIGIONE FISICA
(p. Emiliano Tardif, (1928-8 giugno 1999), il "missionario della guarigione"; lo schema delle sue riunioni di preghiera: catechesi, S. Messa, processione con il Santissimo Sacramento, preghiera di guarigione)
PREGHIERA PER LA GUARIGIONE INTERIORE (p. Tardif)
LA PREGHIERA DI PERDONO (p. Tardif)
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BENEDIZIONE ed ESORCISMO di acqua, sale, olio e candele
(CCC.1667-1669.1673«La santa Madre Chiesa ha istituito i sacramentali. Questi sono segni sacri per mezzo dei quali, con una certa imitazione dei sacramenti, sono significati e, per impetrazione della Chiesa, vengono ottenuti effetti soprattutto spirituali. Per mezzo di essi gli uomini vengono disposti a ricevere l'effetto principale dei sacramenti e vengono santificate le varie circostanze della vita »...Comportano sempre una preghiera, spesso accompagnata da un determinato segno, come l'imposizione della mano, il segno della croce, l'aspersione con l'acqua benedetta (che richiama il Battesimo). Essi derivano dal sacerdozio battesimale: ogni battezzato è chiamato ad essere una benedizione e a benedire. Per questo anche i laici possono presiedere alcune benedizioni; più una benedizione riguarda la vita ecclesiale e sacramentale, più la sua presidenza è riservata al ministro ordinato (Vescovo, presbiteri o diaconi)... Quando la Chiesa domanda pubblicamente e con autorità, in nome di Gesù Cristo, che una persona o un oggetto sia protetto contro l'influenza del maligno e sottratto al suo dominio, si parla di esorcismo... L'esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall'influenza demoniaca, e ciò mediante l'autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa).
(Congregazione per la dottrina per la fede, Fede cristiana e demonologia, 26 giugno 1975: tale documento, consapevole che nella liturgia è implicato il magistero ordinario, si rifà alla “fede costante e universale della Chiesa e alla sua fonte maggiore: l’insegnamento di Cristo” ed afferma che “è nella dottrina del Vangelo, infatti, e nel cuore della fede vissuta che l’esistenza del mondo demoniaco si rivela come un dato dogmatico... Prima del 1972 si potevano anche citare le preghiere della raccomandazione dell'anima, che evocavano l'orrore dell'inferno e gli ultimi assalti del demonio; ma questi testi significativi sono adesso scomparsi. Soprattutto ai nostri giorni, il caratteristico ministero dell'esorcista, senza essere stato radicalmente abolito, è ridotto a un servizio eventuale, e sussisterà di fatto solo su domanda dei vescovi, senza che alcun rito sia previsto per il suo conferimento. Un provvedimento del genere non significa, evidentemente, che il sacerdote non ha più il potere di esorcizzare, nè che egli non deve più esercitarlo; tuttavia ciò obbliga a constatare che la chiesa, non facendo più di questo ministero una funzione specifica, non riconosce più agli esorcismi l'importanza che avevano nei primi secoli...E' dunque falso pretendere che gli esorcismi siano stati eliminati dal nuovo rituale del battesimo...Gli esorcismi, dunque, restano. Oggi come ieri essi chiedono la vittoria su satana, il diavolo, il principe di questo mondo e il potere delle tenebre; e i tre "scrutini" abituali, nei quali, come prima, gli esorcismi trovano posto, hanno lo stesso scopo negativo e positivo di prima: "liberare dal peccato e dal diavolo" e nello stesso tempo "fortificare in Cristo"...L'olio santo è considerato come una "protezione" del corpo, dell'anima e dello spirito e la orazione "Commendo te", senza menzionare l'infermo e il demonio, evoca tuttavia indirettamente la loro esistenza e la loro azione quando domanda a Cristo di salvare il morente e di metterlo nel numero delle "sue" pecore e dei "suoi" eletti: questo linguaggio vuole evidentemente evitare un trauma al malato e alla sua famiglia, ma non viene meno alla fede nel mistero del male. In breve, in ciò che concerne la demonologia, la posizione della chiesa è chiara e ferma... oggi, quando è messa in dubbio la realtà demoniaca, è necessario riferirsi - come abbiamo poco fa ricordato - alla fede costante e universale della chiesa e alla sua fonte maggiore: l'insegnamento di Cristo. E' nella dottrina del vangelo, infatti, e nel cuore della fede vissuta che l'esistenza del mondo demoniaco si rivela come un dato dogmatico... Perciò, parlando recentemente di questa "terribile realtà, - misteriosa e paurosa" del male, sua santità Paolo VI poteva affermare con autorità: "Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla esistente; ovvero chi ne fa un principio a sè stante, non avente essa pure, come ogni creatura, origine da Dio, oppure la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni". Nè gli esegeti nè i teologi dovrebbero trascurare questo avvertimento. Ripetiamo perciò che, sottolineando ancora oggi l'esistenza della realtà demoniaca, la chiesa non intende nè riportarci indietro, alle speculazioni dualistiche e manichee d'altri tempi, nè proporre un surrogato accettabile dalla ragione. Essa vuole soltanto restar fedele al vangelo e alle sue esigenze... Quanto ai nostri metodi odierni, essi, come quelli degli antichi, hanno limiti che non possono varcare. La modestia, che è anche una qualità dell'intelligenza, deve conservare i suoi diritti e mantenerci nella verità. Perchè questa virtù - pur tenendo conto dell'avvenire - permette fin d'ora al cristiano di fare posto all'apporto della rivelazione, in breve: alla fede. E' alla fede, in realtà, che ci riconduce l'apostolo san Pietro quando ci invita a resistere al demonio "saldi nella fede". La fede ci insegna, infatti, che la realtà del male "è un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore" e sa anche darci fiducia, facendoci sapere che la potenza di satana non può varcare le frontiere impostegli da Dio; ci assicura egualmente che se il diavolo è in grado di tentare, non può strappare il nostro consenso.”).
BENEDIZIONE del SALE |
BENEDIZIONE dell'ACQUA |
ESORCISMO del SALE PREGHIAMO |
ESORCISMO dell'ACQUA |
ESORCISMO dell'OLIO Esorcizzo te, creatura dell'olio in Nome di Dio † Padre onnipotente, che ha fatto il cielo e la terra e tutto ciò che è in essi. Sràdica e metti in fuga, o Signore, da questa , creatura dell'olio ogni potere del Nemico, ogni esercito diabolico, ed ogni incursione, ogni fantasma di Satana affinchè coloro che useranno quest'olio ottengano la salute dello spirito e del corpo, in Nome di Dio † Padre onnipotente, di Gesù † Cristo suo Figlio e nostro Signore, e dello Spirito † Santo Paràclito e nell'amore dello stesso Signore nostro Gesù Cristo, che verrà a giudicare i vivi e i morti e il mondo nell'ultimo giorno. Amen. V. Il Signore, ascolta la mia preghiera. PREGHIAMO |
BENEDIZIONE delle CANDELE e dei CERI
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Beati Luigi Beltrame Quattrocchi (1880-1951) e Maria Luisa Corsini (1884-1965), grazie al sacramento del matrimonio. Ogni mattina insieme alla S. Messa e solo dopo si davano il "buon giorno" come se la giornata avesse solo allora il suo ragionevole inizio. La recita serale del Rosario, l'adorazione notturna, la consacrazione al Sacro Cuore di Gesù solennemente intronizzato al posto di onore nella sala da pranzo, i pellegrinaggi come "dama" e "barelliere" nell'UNITALSI a Lourdes... la profonda vita di fede, l'apertura ai "valori trascendenti" ebbero sui 4 figli il loro effetto che si sentirono tutti e 4 chiamati alla vita consacrata... La "famiglia come primo seminario" (papa Giovanni Paolo II). Lo specifico della santità dei Beati Beltrame Quattrocchi è la "famiglia come scuola di santità". |
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O Signore Gesù ti chiediamo per intercessione di Santa Gianna di mostrarci la nostra vocazione e di darci ogni giorno il tuo amore per poterla seguire. Amen.
Santa Gianna Berretta Molla (1922- 28 aprile 1962) Medico-chirurgo, sposa (definì il matrimonio cristiano "Sacramento dell'Amore") e mamma. Mentre è in attesa della quarta genita Gianna Emanuela, al secondo mese di gravidanza si ammala gravemente di un fibroma all'utero. Supplica il chirurgo di salvare la vita che porta nel grembo e si affida alla Provvidenza. Alcuni giorni prima del parto, pur confidando sempre nella Provvidenza, è pronta a donare la sua vita per salvare quella della sua creatura: «Se dovete decidere fra me e il bimbo, nessuna esitazione: scegliete - e lo esigo - il bimbo. Salvate lui». Il mattino del 21 aprile 1962, dà alla luce Gianna Emanuela e il mattino del 28 aprile, nonostante tutti gli sforzi e le cure per salvare entrambe le vite, tra indicibili dolori, dopo aver ripetuto la preghiera «Gesù ti amo, Gesù ti amo», muore santamente. Si diffuse presto la fama di santità per la sua vita e per il gesto di amore e di martirio che l'aveva coronata. Fu una vera "santa della quotidianità" che aveva in Cristo il centro assoluto e totalizzante della sua giornata. |
Alcune parole di Santa Gianna Berretta Molla, non ancora ventenne: «Le vie del Signore sono tutte belle, purchè il fine sia sempre quello: salvare la nostra anima, e riuscire a portare tante altre anime sante in paradiso, per dare gloria a Dio. Sorridere a Dio, da cui ci viene ogni dono. Sorridere ai genitori, fratelli, sorelle, perchè dobbiamo essere fiaccole di gioia, anche quando ci impongono doveri che vanno contro la nostra superbia. Sorridere sempre, perdonando le offese. Sorridere in società, bandendo ogni critica e mormorazione. Sorridere a tutti quelli che il Signore ci manda durante la giornata. Il mondo cerca la gioia ma non la trova, perchè lontano da Dio. Noi, che abbiamo compreso che la gioia viene da Gesù, con Gesù nel cuore portiamo la gioia. Egli sarà la forza che ci aiuta... Una cosa è certa, che noi siamo stati oggetto di predilezione da tutta l’eternità. Tutto si sviluppa per un fine prestabilito. A ciascuno di noi Dio ha segnato la via, la vocazione: oltre la vita fisica, la vita della grazia... Dal seguire bene la nostra vocazione dipende la nostra felicità terrena ed eterna. È un dono di Dio, quindi viene da Dio. Dobbiamo entrare in quella strada: primo, se Dio vuole, secondo, quando Dio vuole, terzo, come Dio vuole. Ci sono tante difficoltà, ma con il Suo aiuto dobbiamo camminare sempre senza paura. Che se nella lotta per la nostra vocazione dovessimo morire, quello sarebbe il giorno più bello della nostra vita». |
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patrono degli OSPEDALI (25 maggio 1550-14 luglio 1614; la sua festa si celebra il 18 luglio)
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P. Guglielmo Gattiani (1914-15 dicembre 1999) |
RINGRAZIAMENTO A DIO
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(Vescovo di Imola dal 1974 al 1989, † 18 dicembre 1999)
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Padre Luigi Zoffoli, O.F.M. |
(Cappellano per 50 anni dell'Ospedale di Imola, † 26 novembre 1997)
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Don Tommaso Bonarelli |
(nato il 10-3-1924 e morto il 6-1-2005)
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Padre Efrem Cirlini |
(nato il 5 dicembre 1925 e morto il 9 settembre 2010)
Monaco e sacerdote della Chiesa di Bologna. E' stato un sacerdote innamorato di Gesù che si è chinato, anche come esorcista, sulle grandi sofferenze morali e spirituali dei bolognesi. Tutti i mercoledì mattina presso la Chiesa di San Gregorio e Siro in via Sant'Isaia a Bologna in due turni di benedizioni successive accoglieva le vittime dell'esoterismo. Mediante la catechesi biblica, il sacramento dell'unzione degli infermi, la benedizione degli indumenti, dei ceri, dei medicinali ... e con la sua dolcezza frutto di una grande intimità con Gesù liberava molti vittime, talvolta a loro insaputa, del demonio.
Ti preghiamo Dio Padre nel tuo figlio Gesù e per intercessione di Padre Efrem di liberarci dal Maligno e di donare tanti esorcisti alla povera diocesi di Bologna così piena di esoteristi. Amen. |














