Scheda sui Testimoni di Geova 6/7
(N.B. "
= LIBRI DEI TESTIMONI DI GEOVA")
Poi i TdG cercano di usare l'episodio delle Nozze di Cana per sminuire la Madonna:
Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1985, p.217:
Confutazione: Innanzittutto i TdG citano l'episodio della Nozze di Cana a metà. Nella metà che non citano Gesù obbedisce a Maria e compie il miracolo: "La madre disse ai servi: "Fate quello che vi dirà". Vi erano là sei giare di pietra per la purificazione dei Giudei, contenente ciascuna due o tre barili. E Gesù disse loro: "Riempite d'acqua le giare"; e le riempirono fino all'orlo... Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in lui" (Gv.2,5-7.11). Allora non è vero, come dicono i TdG, che "Gesù rifiutò benevolmente, ma in modo deciso la guida di Maria". Poi Maria non viene "corretta" da Gesù poichè altrimenti dopo che Gesù le dice "Non è ancora giunta la mia ora" (Gv.2,4) non avrebbe certamente insistito dicendo ai servi: "Fate quello che vi dirà" (Gv.2,5). Invece Maria conoscendo il cuore di Gesù, con la sua intercessione, ottiene il miraclo anticipando "l'ora" che qualche istante prima non era ancora giunta. Così Gesù accetta la "guida" di Maria che nell'episodio delle nozze di Cana è posta al centro! L'espressione di Gesù "Che ho da fare con te, o donna?" (Gv.2,4) non è una frase spregiativa nei confronti di Maria; il chiamare Maria, "donna", è un evidente richamo ad Eva, "la donna" (cf. Gn.3,1-13; Ap.12,9) anche e soprattutto perchè nel linguaggio biblico-giudaico Gerusalemme, come anche il popolo eletto, era raffigurata abitualmente sotto l'immagine di una "Donna" allora in Maria, Gesù addita la personificazione della Nuova Gerusalemme-Madre, cioè la Chiesa-Madre, Madre universale dei dispersi figli di Dio (cf. Gv.19,25-27) unificati nella persona di Cristo, che ella ha rivestito della nostra carne nel suo grembo. In effetti "Cana" significa in ebraico "acquistare" e Gesù a Cana di Galilea si è acquista-creato il suo popolo, quello dei suoi discepoli che credono in lui (Gv.2,11). Come la creazione ebbe luogo in 7 giorni (Gn.1,3-2,4a) così il segno di Cana è inquadrato in una settimana di giorni (Gv.1,19-2,12). Come nel giardino dell'Eden la donna-Eva cede alla tentazione del serpente (Gn.3,1-13) così a Cana la donna-madre di Gesù si rimette totalmente alla parola del Figlio (Gv.2,5). Le "sei giare" sono la cifra simbolica delle sei grandi epoche (o giorni) che vanno da Adamo al Messia Cristo... siamo sospinti alle origini del mondo. Il "terzo giorno" di Cana che corrisponde al "sesto giorno" della settimana iniziale del ministero di Gesù, rimanda al "sesto giorno" della sua passione (Gv.12,1; 19,31), la quale culmina nel "terzo giorno" della resurrezione (Gv.2,19-22; 20,1). Sono i giorni del compimento dell'ORA di Gesù non ancora giunta a Cana (Gv.2,4). Ebbene sia nel "sesto giorno" che nel "terzo giorno" della resurrezione, Giovanni menziona il "giardino" (Gv.19,41; 20,15). La tradizione cristiana è costante nel riconoscere in questo giardino il nuovo Eden. Per questo Cana è vista come una freccia direzionale che punta verso l'Eden. Ora il terzo giorno di Cana è il contrapposto ideale del terzo giorno del Sinai. Come al Sinai, il terzo giorno, Dio manifestò la sua gloria donando la Torah, così a Cana, il terzo giorno, Gesù manifestò la sua gloria donando il vino migliore, simbolo del suo messaggio di rivelazione. La "donna" compare secondo una grandiosa inclusione all'inizio e alla fine della Bibbia e all'inizio e alla fine del Vangelo secondo S. Giovanni, l'ultimo e il più spirituale dei Vangeli. Maria è centrale e non marginale nel Vangelo di Gesù. Come satana ha le sue "cose proprie" così il discepolo di Gesù ha le sue "cose proprie" (gr. "ta idia", Gv.19,27b) e tra queste, secondo il Testamento spirituale di Gesù in croce, ci deve essere assolutamente Maria!
Eppure i TdG a parole cercano anche di farci credere che "citano onestamente":
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...ma i TdG non seguono queste loro indicazioni operando, come già visto:
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Allora Maria è inserita a pieno titolo nella "Storia della Salvezza", nel "Disegno di Dio" nel progetto eterno di Dio-misericordia che con l'Incarnazione di Gesù seconda Persona della Trinità, per Maria, vuole redimere l'uomo dal peccato: "Nella pienezza del tempo, Dio mandò suo figlio nato da donna, nato sotto la Legge per riscattare coloro che erano sotto la Legge..." (Gal4,4), "nato dalla stirpe di David secondo la carne" (Rm1,3).
Maria è la "piena di grazia" e non "l'altamente favorita" (Lc.1,28) come affermano i TdG per sminuirla. L'angelo Gabriele, rivolgendosi alla Vergine dopo il saluto "chaire", cioè "rallegrati", la chiama "Kecharitomene", participio perfetto passivo, che significa "colmata di grazia" o più letteralmente "tu che sei stata e rimani colmata del favore divino". Infatti "Kecharitomene" è un termine greco molto ricercato e raro che esprime come da sempre, dall'eternità, Dio abbia favorito con la sua grazia Maria. La Madonna è ricolmata di grazia in vista della divina maternità. "La pienezza di grazia indica tutta l'elargizione soprannaturale, di cui Maria beneficia in relazione al fatto che è stata scelta e destinata ad essere Madre di Cristo" (Redemptoris Mater, n.9). "Piena di Grazia" è il nome che Maria possiede agli occhi di Dio e nella quale la gratuità della divina misericordia raggiunge il grado supremo unitamente alla predilezione di Dio. I TdG traducono con "altamente favorita" tradendo il senso profondo! Non paghi aggiungono "Geova" dove c'è "Signore". Sempre in Lc.1,28 è scritto "il Signore con te" (lett.) che sottolinea la presenza costante ed eterna di Dio con Maria. In Lc.1,30 è scritto "Non temere Maria, infatti hai trovato grazia presso Dio"; mentre i TdG insitono erroneamente su "favore", al posto di "grazia", che sottolinea una dimensione solo provvisoria, il "gar", cioè "l'infatti", lega l'espressione "Kecharitomene" a "Karin" resa con il verbo greco all'aoristo "eures", cioè "hai trovato", che assume un valore perfettivo non riferendosi solo al tempo attuale ma delineando come risultato presente ed immutabile di un'azione già stabilita ed attuata; in altre parole Maria ha trovato grazia presso Dio perchè in Lei non vi è stato nulla e mai vi sarà che ostacoli il completo, perfetto ed eterno favore di Dio. Rieccheggia qui la profezia di Sofonia (3,14-17) rivolta alla Figlia di Sion (simbolo di Israele) ed Esodo 40,34-35, (cf. Annunciazione).
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"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (TNM) |
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Lc.1,28
"E quando fu entrato da lei, le disse: Buon giorno, altamente favorita, Geova è con te" |
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Bibbia CEI,
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Lc.1,28
"Entrando da lei, disse: "Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te"". |
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Maria dice di sè "d'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" e non come affermano i TdG per sminuirla "da ora in poi ogni generazione mi dichiarerà felice" (Lc.1,48). La beatitudine non è una felicità umana, pertanto è bene tradurre "makarios" non come fanno erroneamente i TdG con "felice" ma con "beata". Infatti per la prima beatitudine del Vangelo che Maria vive pienamente, la beatitudine della fede, il vecchio Simeone predice a Maria: "... e anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Lc.2,35); (Visitazione). Il "makariousin" di Lc.1,48 si collega al saluto rivoltole da Elisabetta: "beata" (makaria) colei che ha creduto" (Lc.1,45). Il cantico di Maria è caratterizzato da una esplosione di gioia, una esultanza in Dio Salvatore: "egalliasen" (1,47). E' l'esultanza di Maria, la "serva del Signore" che ricapitola in sè l'Israele e che prorompe di gioia per la presenza salvifica del Signore. Direbbe Sofonia 3,14-18: "Gioisci figlia di Sion, esulta Israele, e rallegrati con tutto il cuore filgia di Gerusalemme!... Il Signore tuo Dio in mezzo a te è un salvatore potente". Mentre Maria è la "piena di grazia" in ordine alla sua missione quella cioè di essere "Madre di Dio", Gesù è il "pieno di grazia" in quanto sorgente della grazia.
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"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (TNM) |
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Lc.1,48 "Poichè, ecco, d'ora in poi ogni generazione mi dichiarerà felice" |
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Bibbia CEI,
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"Nuovo Testamento Interlineare: greco, latino e italiano", a cura di Piergiorgio Beretta, ed San Paolo, (Testo greco Nestle-Aland) |
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Lc.1,48 "D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" |
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Maria, viene presentata all'inizio (Gn3,15) e alla fine della Bibbia (Ap12,1): "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle" per poi continuare nella vita della Chiesa: "Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa" (Gv19,25-27); "Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui" (At1,14). Maria è l'unica presente contemporaneamente alla Incarnazione, Natale, Inizio vita Pubblica ("Nozze di Cana"), Passione, Resurrezione, Pentecoste, ecc. Pertanto Maria appartiene costitutivamente al "Credo" dei cristiani.
f) Negano l’esistenza dei sacramenti
(Confessione, Battesimo, Cena del Signore, ecc.: www.cristianicattolici.net/course72.html)
Dio ci salva in Gesù Cristo attraverso il suo corpo che è la Chiesa, la quale è la sola che custodisce il "Deposito della Fede" e lo amministra attraverso il "potere delle chiavi" (Mt.16,19) dato a San Pietro, con la missione di custodire la fede nella sua integrità e di confermare i suoi fratelli nella fede. Gesù fa partecipe i Dodici della sua missione e della sua autorità per insegnare e assolvere dai peccati, edificare e governare la Chiesa. Lo Spirito Santo risiede nel corpo che è la Chiesa: nel suo Capo e nelle sue membra; egli inoltre edifica la Chiesa nella carità con la Parola di Dio, i sacramenti, le virtù e i carismi. I Sacramenti sono segni sensibili ed efficaci della grazia, istituiti da Cristo e affidati alla sua Chiesa, attraverso i quali ci viene elargita la vita divina. Sono sette: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucarestia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio. I Sacramenti sono necessari alla salvezza perchè conferiscono le grazie sacramentali, il perdono dei peccati, l'adozione a figli di Dio, la conformazione a Cristo Signore e l'appartenza alla Chiesa, comunità dei salvati.
I testimoni di Geova, erroneamente, considerano i sacramenti come segni "esteriori" e non come segni efficaci di grazia.
- Il battesimo si compie solo venendo immersi completamente in acqua, non produce il perdono dei peccati e non può essere somministrato ai bambini perchè non sono ancora in grado di dedicare consapevolmente la propria vita a Geova... però i bambini li indottrinano pesantemente impedendogli una vita di relazione con tutti gli altri (es. no feste, no sport agonistico, no università, no amicizia con "persone del mondo", ecc.), impedendogli le "trasfusioni di sangue salva vita", infliggendogli 5 adunanze settimanali e svariate uscite di "campo" a geovizzare, ecc.; i TdG non dicono, mentre battezzano, come afferma la Bibbia: "Ti battezzo nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (Mt.28) perchè, a loro dire, altrimenti ammetterebbero la "Trinità". Per sintetizzare si può dire che il battesimo sia un simbolo esteriore della dedicazione del battezzando, completa, incondizionata e senza riserve, a compiere la volontà di Geova. Erroneamente i protestanti pensano che si "nasce di nuovo" se si accetta Gesù come proprio salvatore personale. In realtà si rinasce solo grazie a ciò che Gesù fa mediante lo Spirito Santo nel battesimo (cfr. Gv.3,3: Nicodemo deve rinascere dall'alto ma lo può fare solo nascendo da "acqua e spirito", solo con il battesimo sacramentale).
- Riguardo alla cresima o confermazione potremmo fare riferimento alla dottrina dei TdG dei 144.000 "unti" o eletti tra il genere umano che sono destinati a governare in cielo assieme a Gesù Cristo... Ma tutto il libro dell'Apocalisse è simbolico, anche ovviamente lo "agnello sgozzato ritto sul trono" (Ap.5,6; un agnello morto non può stare in piedi!!!) e poi "Tutti stanno davanti al trono dell'Agnello" (Ap.7,9)... c'è una sola casa, la Gerusalemme celeste, per tutti... non c'è l'aparthaid dei 144.000 e della grande folla...
- L'Eucaristia è dai testimoni di Geova denominata "commemorazione della morte di Cristo" o "cena del Signore" o "pasto serale del Signore". La "commemorazione" viene celebrata una sola volta all'anno il 14 nisan (giorno del calendario ebraico) dopo il tramonto. Gli unici che possono cibarsi del pane e del vino, definiti anche "emblemi", sono gli "unti rimanenti" cioè quella parte dei 144.000 ancora viventi sulla terra. Per i testimoni di Geova, Gesù Cristo non è realmente presente nel pane e nel vino, che simboleggiano rispettivamente solo il Suo corpo e il Suo sangue. Però Gesù la pensa diversamente"Gesù disse [ai giudei]: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita" (Gv6,53). Gesù afferma che il suo corpo e il suo sangue devono essere mangiati, perfino masticati e bevuti, se si vuole ricevere la sua vita. Quando Gesù afferma in Gv.6,63: "è lo Spirito che da la vita, la carne non giova a nulla" indica ai suoi discepoli i tempi dello Spirito Santo, dopo la sua passione-morte-resurrezione-ascensione, in cui avrebbe dato ai discepoli il suo corpo glorificato nell'Eucarestia in modo che la sua carne potesse essere fonte di vita per il mondo. I giudei in Gv.6 hanno capito molto bene che Gesù non parlava di un sacrificio simbolico, come affermano erroneamente TdG e protestanti, pertanto se ne vanno disgustati pensando che Gesù parlasse di cannabalismo; ma Gesù non ritrattò nessuna delle sue parole sull'Eucarestia a costo di perdere tutti i suoi discepoli. Nell'episodio della molteplicazione dei pani di Gv.6 Gesù prefigura la moltiplicazione miracolosa del suo corpo e del suo sangue per la vita del mondo. Vediamo altri passi:
| = cambiamenti; | |
| = passi comuni rilevanti |
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Bibbia-CEI |
"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (TNM) |
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Lc.22,19-20
"Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: «Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi»". |
Lc.22,19-20
"E preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo significa il mio corpo che deve essere dato in vostro favore. Continuate a far questo in ricordo di me. E il calice nella stessa maniera, dopo che ebbero preso il pasto serale, dicendo: "Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue, che dev'essere versato in vostro favore". |
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1Cor.11,23-25
"Io, infatti, ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me». Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
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1Cor.11,23-25
"Perchè ho ricevuto dal Signore ciò che vi ho anche trasmesso, che il Signore Gesù nella notte in cui stava per essere consegnato prese un pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo significa il mio corpo che è a vostro favore. Continuate a fare questo in memoria di me". E fece similmente riguardo al calice, dopo aver preso il pasto serale, dicendo: "Questo caliche significa il nuovo patto in virtù del mio sangue. Contiunuate a far questo in ricordo di me". |
Fai click per ingrandire (N.B. I T.d.G. anche qui falsificano le Sacre Scritture, sostituendo il termine letterle "è" del Testo Sacro, con il loro falso "significa". Tutto questo per negare il sacramento dell'eucarestia. Vogliamo allora dedicare un piccolo versetto biblico ai nostri "amici" T.d.G.: "Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perchè così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci" (Mt.23,13). Nel ver.27 della Prima lettera ai Corinti, cap.11 si dice: "Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore"; questo vuol dire che il pane e il calice del Signore sono veramente il suo corpo e il sangue non semplicemente degli emblemi come dicono mentendo TdG e protestanti!!!). |
Da subito San Paolo in 1Cor.11,23-32 ci parla della S. Messa o Eucarestia come "esperienza del risorto" e ci dice: "ho ricevuto quello che vi ho trasmesso (= tradizione): il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese il pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: "Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me». Ogni volta infatti che mangiate di questo pane e bevete di questo calice, voi annunziate la morte del Signore finchè egli venga. Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perchè chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati; quando poi siamo giudicati dal Signore, veniamo ammoniti per non esser condannati insieme con questo mondo". Nella Chiesa Apostolica l'esperienza della celebrazione eucaristica come esperienza del Risorto viene riverberata nel racconto dei discepoli di Emmaus che riconoscono Gesù allo "spezzare del pane", Lc.24.13-35: "... Ma essi insistettero: «Resta con noi perchè si fa sera e il giorno già volge al declino». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, disse la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma lui sparì dalla loro vista.
Ed essi si dissero l'un l'altro: «Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?». E partirono senz'indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone». Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane".
Nelle prime comunità cristiane, come è scritto in At.2,42-47, si era assidui in 4 cose: 1)insegnamento degli apostoli; 2)la vita di comunione; 3)la frazione del pane o Eucarestia; 4)la preghiera insieme, che tra le altre cose ritroviamo nella liturgia della Santa Messa: 1)le letture; 2)l'offertorio; 3)consacrazione e distribuzione delle specie eucaristiche; 4)la lode, il canone, il santo, ecc.
- La penitenza o confessione viene vista, dai TdG, come una dichiarazione pubblica o privata dei propri peccati o di ciò che si crede. I peccati dovrebbero essere confessati in privato a Dio e pubblicamente agli "anziani" o "sorveglianti di congregazione"; solo Dio può comunque perdonare i peccati e non ha affidato ad altri l'esercizio del potere di assolverli. Inoltre, non solo il testimone di Geova colpevole dovrebbe confessare il proprio peccato, ma anche chi è a conoscenza di colpe commesse da altri fratelli di fede dovrebbe riferirle agli "anziani" (= responsabili della Congregazione). Vengono istituiti veri e propri "tribunali giudiziari a porte chiuse" in cui i cosiddetti "apostati" (= fumatori, increduli, ecc.) vengono disassociati (= "uccisi" spirualmente) e da considerarsi come "vomito". Ma Gesù non ha mai detto di confessarsi direttamente a Dio, come dicono erroneamente i protestanti e i TdG, ma ha dato agli Apostoli ed ai loro successori il potere divino di perdonare i peccati dicendo: "A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati: a chi non li perdonerete non saranno perdonati" (Gv.20,21-23). Anche in Mt.16,18-19 quando si parla del "legare" e "sciogliere" nella interpretazione giuridica (= lecito, illecito), che è la più antica (le altre due sono la ecclesiologica e la demonologica), si vuole intendere il "potere delle chiavi" di rimettere i peccati. In Mt.18,18 allo stesso modo si parla del potere disciplinare-teologico e salvifico di assolvere dai peccati; qui Gesù, in Mt.18,1, parla dei "discepoli" (= 12 apostoli) perchè quando vuole, in Matteo, riferirsi ai discepoli in genere è scritto "i suoi discepoli" (es. Mt.5,1; 8,23; ecc.). La Chiesa Apostolica si percepisce come chiesa dei santi e parla di riammissione (2Cor.2,5-11) ed esclusione di un peccatore (1Cor.5,1-13) dalla Chiesa; la riammissione nella comunità equivale al perdono e deve essere ratificata dall'Apostolo; dice San Paolo "assente con il corpo e presente nello spirito" (1Cor.5,3) del tale che "convive con la moglie di suo padre" (1Cor.5,1) che "questo individuo sia dato in balia di satana per la rovina della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore" (1Cor.5,5). Lo scopo è privare momentaneamente il peccatore del sostegno della Chiesa dei santi per evitare la "contaminazione" di tutta la comunità e per correggere e salvare il colpevole che non va trattato come un "nemico", come invece fanno i TdG, ma "ammonito come un fratello" (2Ts.3,14) in vista della riammissione. Sono elencati peccati "imperdonabili": 1)la "bestemmia contro lo Spirito Santo" (Mt.12,31-32) che è il rifiuto della verità e l'autossufficienza; 2)la "apostasia" (Eb.6,4-6); 3)il "peccato che conduce alla morte" (1Gv.5,16) che è il rifiuto della conversione; l'irrimissibilità di 1), 2), 3) non deriva dal peccato in quanto tale ma dal fatto che rifiutando Cristo rifiutano la salvezza. Fino al III secolo esiste una certa forma di penitenza sacramentale ma non così strutturata come lo sarà nei secoli successivi. Nella Didachè, nel Pastore d'Erma (130-140d.C.), nel De paenitentia di Tertulliano, si parla del potere della Chiesa di rimettere i peccati, della necessità della confessione e il modo con cui deve essere fatta; Tertulliano definisce la "confessione" la "seconda tavola di salvezza". Senza parlare dei Concili della Chiesa: concilio di Roma (251), concilio di Cartagine (252), concilio di Elvira (300-305), concilio di Arles (314) che sanciscono la penitenza ufficiale pubblica stabilita nei canoni (= penitenza canonica). Sant'Ambrogio (m.397) afferma che "tutti i peccati sono assolvibili dalla Chiesa" e dice ai sacerdoti di "non dare le perle ai porci", cioè di non dare la comunione a chi non vuole fare la penitenza. Papa Siricio (m. 399) dice che tutte le volte che c'è il peccato grave, non basta il pentimento del cuore, ma la riconciliazione deve passare attraverso il sacramento della penitenza. Nel Concilio di Nicea (325) si dice che in pericolo grave non si deve rifiutare a nessuno il perdono dei peccati e il viatico. "Assolvere" viene dalla parola latina "absolutio" cioè "sciogliere" dal vincolo (= peccato) donando la riammissione piena nella Chiesa e il perdono dai peccati, ecc. Dal II al III secolo abbiamo lo sviluppo della liturgia penitenziale in cui è già evidente la distinzione tra i peccati "gravi" e "leggeri"; dal IV al VII secolo si sviluppa la "penitenza pubblica o canonica" (= una sola volta, per peccati gravi e notori) ; dal VII al VIII secolo si parla di "confessione auricolare privata tariffata" (= anche per "peccati leggeri", commutazioni-riduzioni, reiterabilità, assoluzione dopo la soddisfazione); dal XII al XIII secolo si parla della "penitenza sacramentale privata" (emerge maggiormente la centralità dell'assoluzione e si pone l'accento più sull'atteggiamento interiore del penitente che sulle opere penitenziali). La via ordinaria alla salvezza e al perdono dei peccati è la Chiesa e la Chiesa ha sempre avuto la consapevolezza di avere questa prerogativa. Chi celebra i sacramenti? La Chiesa come "Cristo totale" (= corpo+capo): il sacerdote agisce in "persona Christi" e in "nomine ecclesiae".
- Nel geovismo non si parla naturalmente di sacramento dell'ordine ma possiamo ad esempio far riferimento al sacerdozio il quale si applica esclusivamente ai 144.000 "unti", mentre i ministri di culto non sono considerati sacerdoti a meno che non facciano parte della classe dell'unto rimanente". Nelle Congregazioni vi sono normalmente 5 "anziani" e alcuni collaboratori, i"servitori di ministero teocratico". I loro "vescovi" sono chiamati "sorveglianti". In realtà quello dei TdG è un falso sacerdozio poichè mediante la "successione apostolica" non possono rifarsi storicamente al fondatore della Chiesa: Gesù, il Cristo. Il tanto declamato "Corpo Direttivo" dei TdG, con sede a Brooklin, non è "schiavo fedele e discreto" ma "schiavo infedele", perchè falsificatore della Bibbia e falso profeta, e "indiscreto" poichè non istituito da Cristo!!!
- Il matrimonio viene considerato un'istituzione divina che permette a un uomo e una donna di stringere un'intima relazione con reciproca dedizione dei coniugi. Con tale istituzione si attua il moltiplicarsi degli esseri umani nell'ambito della famiglia. Ovunque sia possibile si richiede che il matrimonio, accettato dalla organizzazione dei testimoni di Geova e celebrato da un ministro di culto geovista, sia legalmente riconosciuto. La poligamia non è ammessa. Il divorzio è ammesso solo in casi particolari, ad esempio adulterio, e il coniuge divorziato può risposarsi. Il geovismo consiglia caldamente di sposarsi con un altro adepto altrimenti c'è il rischio che il coniuge incredulo sia un inciampo per la fede geovista e con la sempre "imminente" fine del mondo (Armaghedon), se non si geovizza, il coniuge incredulo verrà comunque distrutto da Geova; tanto vale, per non rischiare, sposarsi in Geova. Per "questi ultimi tempi", dice il "Corpo Direttivo" dei TdG è bene non avere figli... peccato che per i TdG siamo nella imminenza della fine del mondo da più di 120 anni!!!
"Negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche [i TdG], sedotti dall'ipocrisia degli impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza. Costoro vieteranno il matrimonio [i TdG!!!], imporranno di astenersi da alcuni cibi [i TdG: no cibi con sangue...] che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e d quanti conoscono la verità. Infatti tutto quello che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi, quando lo si prende con rendimento di grazie, perchè esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera... rifiuta invece le favole profane [le dottrine dei TdG], roba da vecchiarelle..." (1Tm.4).
- I TdG devono sposarsi solo tra di loro...
La Torre di Guardia, 1/06/1989, pp.13-14:
- Nei casi in cui ci si può lasciare, tra marito e moglie, c'è anche il caso del geovista che è "ostacolato" nella sua "fede" da parte dell'altro coniuge. E' ovvio che con 5 adunanze settimanali, il servizio di campo, la preparazione delle adunanze, ecc., il coniuge geovista è poco in casa; a questo si aggiunge l'atteggiamento aggressivo del coniuge geovista che fa "pressing" sulla conversione dell'altro coniuge perchè il mondo sta per finire...
Cosa richiede Dio da noi? (opuscolo), 1996, p.17:
- La separazione "biblicamente ammessa":
La Torre di Guardia, 1/11/1988, pp.26-27:
- I capi geovisti da sempre insistono che la brava famiglia geovista non deve avere figli. Addirrittura i capi geovisti vedono i figli come un "impedimento alla concentrazione" e al "servizio di campo" (= piazzare il materiale geovista che per la "SPA" geovista è la cosa più economicamente interessante!). Concludono: "Oggi la procreazione non fa particolarmente parte dell'opera che Geova ha affidato al suo popolo". Da sempre i TdG hanno imposto ai loro adepti, prima del presunto e mai avvenuto Armaghedon, di non avere figli!
La Torre di Guarda, 1/03/1988, pp.24-26:
- Non è bene per i TdG intraprendere attività sportive. Lo sport per i TdG è un valore negativo se praticato con le persone sbagliate (= tutti quelli che non sono TdG, chiamate le "persone del mondo" che vengono ritenute in mano a satana!) e poi toglie tempo alla geovizzazione che è l'attività che fa incassare la "Geova-SPA":
Svegliatevi, 22/03/1996, pp.21-23:
... tanti altri divieti, perchè "le cattive compagnie corrompono le utili abitudini" (1Cor.15,33):
- no ai balli studenteschi causa "l'ambiente discutibile";
- no ai circoli studenteschi causa la "condotta immorale";
- no alle recite scolastiche causa le "possibili compagnie nocive" e "il soggetto della rappresentazione non in armonia con i principi biblici";
- no alla partecipazione di attività sportive organizzate che sarebbero esposte a compagnie nocive;
- no alla partecipazione a feste religiose o nazionali e ad attività ad esse connesse;
- no alle arti marziali e alla lotta;
- no alla educazione sessuale e alla accoglienza della teoria della Evoluzione;
- no alla donazione del sangue;
- no alle feste (della mamma; carnevale; capodanno; S. Valentino; feste nazionali; compleanno; ecc.);
- no ai carichi elettivi a scuola e agli inni scolastici;
- no al saluto della bandiera perchè idolatria;
- no a rapporti prematrimoniali, alla omosessualità, alle bevande alcooliche, alle sostanze stupefacenti, al liguaggio osceno; ecc.
(dall'opuscolo,
I testimoni di Geova e la scuola, 1983).
Infine nel geovismo non si fa menzione dell'unzione degli infermi (invece cf. Gc.5!!!)


