Scheda sui Testimoni di Geova 5/7
(N.B. "
= LIBRI DEI TESTIMONI DI GEOVA")
GEOVA E GLI ALTRI UOMINI
Nonostante la sua origine umana la Società WT Inc. è certa di avere Geova dalla sua parte e presenta se stessa come l'unica fonte di salvezza. Per cui Geova salverebbe soltanto quanti diventano TdG, mentre annienterebbe tutti gli altri. I non TdG verranno inesorabilmente distrutti: «E ormai vicino il tempo in cui il governo del regno di Dio distruggerà tutti i governi del mondo» (
Potete vivere... cit., p. 119.): quindi tutti «andranno allo stroncamento eterno» (Mt 25, 46: così secondo la traduz. dei TdG!). Geova non terrebbe conto della retta coscienza degli uomini (il contrario di Rm 2,14-15). Eppure la Bibbia s'interessa con compiacenza di quelli che sono stati chiamati i santi «pagani». Verso i seguaci dei Testimoni di Geova, Geova invece sarà particolarmente prodigo. Infatti, «II Governante, Gesù Cristo, farà in modo che nessuno dei suoi fedeli sudditi si ammali, invecchi, o muoia. Problemi come criminalità, alloggi scadenti, fame e simili saranno risolti» ecc. (
Potete vivere... cit., p. 119.). Abbiamo ancora l'abituale materialismo Geovista! Gesù dirà: «Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perchè contemplino la mia gloria quella che mi hai dato» (Gv 17, 24). L'autentica speranza cristiana, rispetto a quella Geovista, va ben altrove: «Sappiamo che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perchè lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3, 2). Dobbiamo constatare che il modo con cui il geovismo presenta Dio e la sua opera è diverso da quello che abbiamo nella Parola di Dio. E questa che accogliamo con fede. Per i testimoni di Geova la "buona notizia" non è che Dio si è fatto uomo come "agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo" per "rimettere i nostri peccati" gratuitamente e preventivamente alla risposta al Suo amore a cui ciascuno è chiamato. No! Per i Testimoni di Geova il cuore del vangelo o "buona notizia" è il regnare di Gesù solo dal 1914 fino alla distruzione dei nemici della Società WT Inc., data (sbagliata) in cui avrebbe incaricato Russell suo primo presidente, che si deve evidenziare con l'obbligo della predicazione (=distribuire quantità industriali di pubblicazioni della WT Inc. pagate preventivamente) e l'obbedienza cieca alle dottrine del Corpo Direttivo, pena l'espulsione, che insegna anche a diffidare dei non geovisti ostracizzando anche gli ex associati.
e) Negano che Maria sia "Madre di Dio", negano la sua "Concezione Immacolata", la sua "Assunzione al Cielo" nonchè la sua "Verginità perpetua" affermando che dopo l'incarnazione avrebbe avuto altri figli. Inoltre la venerazione a Maria la chiamano "mariolatria"
(cfr.
=LIBRI DEI TESTIMONI DI GEOVA)
La Madonna nell'AT e nel NT (link interno)).
(
Accertatevi di ogni cosa, 1974, p.269)
"Mariolatria" è la prima calunnia dei TdG nei confronti dei Cattolici. Noi "veneriamo" la Madonna, non la "adoriamo", pertanto non ha senso parlare di "Mariolatria" [38a]!!!
Quando si parla ai TdG della Madonna, hanno una reazione rabbiosa che non si può escludere sembra richiamare la reazione di satana nei confronti di Maria: "Tu le insidierai il calcagno, ma essa ti schiaccerà la testa" (Gn3,15, Protovangelo), ribadita alla fine della Bibbia: "Allora il drago [= satana, cf. Ap.12,9] si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù" (Ap.12,17). Si dice nel libro della Apocalisse: "Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perchè vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni" (Ap.12,1-6). E' evidente, come nota J.H. Newman, che "San Giovanni non avrebbe parlato della Chiesa con l'immagine della "donna" se non fosse esistita Maria, la quale fu esaltata come oggetto di venerazione per tutti i fedeli. Nessuno dubita che il "bambino" è un'allusione a nostro Signore; perchè allora non dovrebbe essere la "donna" un'allusione a sua Madre?... Se la prima donna non è una allegoria, perchè lo è la seconda? Se la prima donna è Eva, perchè la seconda non è Maria?... Qualche volta si domanda: perchè gli scrittori sacri non menzionano mai la grandezza di Maria? Rispondo che lei era, o poteva essere vivente, quando scrissero gli apostoli e gli evangelisti; solo un libro della Scrittura fu scritto dopo la sua morte, e questo libro, in un certo senso, la canonizza. Ma se le cose stanno così, se è veramente la Beata Vergine colei che la Sacra Scrittura rappresenta come vestita di sole, corononata di dodici stelle, e con la luna come sgabello dei suoi piedi, quale grandezza e quale gloria non le può essere attribuita? E cosa dobbiamo dire di coloro che, per ignoranza, rifiutano la voce della Bibbia, la testimonianza dei Padri [38b], le tradizioni dell'Oriente e dell'Occidente, e parlano e agiscono con disprezzo verso colei che il Signore si è compiaciuto di onorare?" (dal libro di J. H. Newman, Maria, Milano 1993, pp.101-103). Molto interessante è anche notare come a fronte del disprezzo con cui considerano lo Spirito Santo, Gesù, la Madonna e i Santi, i TdG dimostrano grande premura verso il demonio citandolo sempre con la lettera maiuscola, "Diavolo", "Satana" (es. Ap.12,9) a differenza di tutti i veri cristiani che lo citano con la minuscola "diavolo", "satana", essendo una creatura angelica autodannatasi. Sminuiscono Gesù paragonandolo a "Satana": "Ma la Bibbia non dice che Gesù è un dio? chiederà qualcuno. Sì. Ma dice che anche Satana è un dio... E' chiaro che Gesù non è l'iddio onnipotente (2Cor. 4,4)" (
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, 1982, p.40) quando invece è evidente, come già precedentemente visto, che Gesù è Dio, e pertanto afferma: "il diavolo non ha nessun potere su di me" (Gv.14,30). Ma chi, come i TdG, ha interesse a sminuire Gesù e la Madonna? "Satana, che si infuriò contro la donna [= Maria, la Chiesa] e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù" (Ap.12,17). Pur sapendo che "la bestia sarà catturata con il falso profeta [... i TdG?]... ambedue furono gettati vivi nello stagno di fuoco ardente di zolfo" (Ap.10,20), speriamo che anche i TdG come San Paolo possano sentire la voce di Gesù, il Signore [= Dio] e dire con lui: "Rispose [San Paolo... il "geovista" (?)]: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti!" (At.9.5). Infatti anche Saulo, prima della conversione, come i TdG, pensava che Gesù fosse solo una creatura (per i TdG, Gesù è l'arcangelo Michele e non è Dio!!!).
In effetti la "mariologia" non è altro che rendere esplicito ciò che è implicito nella lettera della Scrittura: "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando, però, verrà lo spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera..." (Gv.16,12s); noi Cattolici sappiamo che la Chiesa è il lucerniere voluto da Cristo (cf. Ef.1,22)affinchè Egli possa essere vera lampada (cfr.Mc.4,21-22), che "nessuna Scrittura va soggetta a privata interpretazione" (2Pt.1,20), e che la "Chiesa è colonna e sostegno della verità" (1Tm.3,15) guidata progressivamente dallo Spirito Santo alla "verità tutta intera" (Gv.16.13). Sebbene i protestanti non accettino il principio, pur scritturale, dell'approfondimento della comprensione della Parola (non parliamo dei TdG che falsificano la Bibbia e cambiano continuamente la loro fanta-teologia, saltando da una conclusione al suo opposto mediante la "Teoria del Bordeggio"), di portare alla luce ciò che era celato o almeno non evidente, la Riforma stessa si basa proprio su ciò che ufficialmente respinge. Lo riconobbe il pastore protestante Giovanni Miegge, il quale affermò: "Vi sono effettivamente nella Scrittura verità che vengono scoperte e valorizzare assai tardi. Ad esempio, la giustificazione per fede, di cui la Riforma mise in evidenza il valore". Si dice in effetti che tutto inizia in quel giorno in cui Lutero meditando in solitudine nella lattrina del monastero credette di capire quel che Paolo voleva dire con il suo "il giusto vive per fede". Allora la Riforma nacque accettando il principio di "approfondimento", di "comprensione più piena", di "penetrazione successiva" che è alla base dell'aborrita "mariolatria" cattolica!!!
- I TdG per demolire la devozione a Maria affermano falsamente che "i primi cristiani, come riconoscono gli storici, non adoravano o veneravano nè Maria nè altre creature... Maria è "Madre di Dio" solo dopo il IV secolo" (
Svegliatevi 8/11/1988, pp.7.11); "[Solo] nel 431 E.V., al Concilio di Efeso, Maria fu proclamata dalla Chiesa Theotòkos" (
Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1985, p.215). "Maria fu proclamata dalla Chiesa Theotòkos, che significa "Genitrice di Dio" o "Madre di Dio". Comunque, nè l'espressione nè il concetto si trovano nel testo di alcuna traduzione biblica" (
Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1985, p.215).
- RISPOSTA: La cattiva fede dei TdG è sconcertante. In Lc. 1,43 è chiarissima l'espressione di Elisabetta, "Madre del mio Signore" che equivale a "Madre di Yahweh" o "Madre di Dio" poichè l'espressione greca "Signore" per gli ebrei traduceva il sacro tetragramma "Yahweh" (non l'inesistente sgorbio "Geova").
| = cambiamenti; | |
| = passi comuni rilevanti |
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Bibbia-CEI |
"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" (TNM) |
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Lc.1,43 "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?" |
Lc.1,43 "Come mai ho dunque questo [privilegio], che la madre del mio Signore venga a me?" |
Fai click per ingrandire |
In realtà "c'è un papiro eloquente che riguarda anche e direttamente la Madre di Gesù che testimonia quanto precoce sia stato il suo culto fra i cristiani. E' un testo che, anzi, sembra contenere tutti i semi che si sarebbero sviluppati nella contestata "mariologia". Si tratta di un reperto che riguarda quella che i fedeli di rito romano e ambrosiano conoscono come l'antifona "Sub tuum praesidium". E' contenuta anche nella Liturgia delle Ore della Chiesa... Nel 1917, la John Rylands Library di Manchester, forse la biblioteca al mondo più ricca di codici del Nuovo Testamento, acquistava in Egitto un lotto di papiri. Uno di questi, con dieci linee, multiplo nel margine destro e con uno strappo anche in alto a sinistra (dimensioni di circa 19x9 cm) era pubblicato soltanto più di 20 anni dopo... Sta di fatto che l'eminente papirologo, C.H. Roberts, che provvide alla pubblicazione era un convinto protestante e quel piccolo, malandato pezzo di materiale da scrittura con quelle lettere greche smentiva tutto ciò che avevano affermato i teologi della Riforma. E che, cioè, l'invocazione e il culto alla Vergine erano fenomeni tardivi, erano costruzioni in gran parte abusive venute a incostrarsi su una fede evangelica che considerava solo il Cristo, non certo la Madre... La data più probabile di questo testo in cui si prega la "Madre di Dio" (= Theotòke) è il 250 d.C. Ci troviamo, dunque, di fronte alla più antica preghiera mariana, ad eccezione dei graffiti scoperti di recente sui muri del santuario dell'Annunciazione a Nazaret... Il testo ritrovato veniva usato nella devozione pubblica ecclesiale (in effetti, il testo è al plurale: un "noi", non un "io").
"Sotto la tua misericordia ci rifugiamo o Madre di Dio (Theotòke): le nostre preghiere non disprezzare nelle disgrazie ma dal pericolo libera noi: tu la sola pura e la (sola) benedetta"
E' un "troparion" un breve inno aggiunto alla parte liturgica dell'ufficio. Ebbene, prima delò 1938, si escludeva decisamente un culto "ufficiale" riconosciuto alla Vergine Maria, anteriore al primo concilio di Nicea (325). Quanto poi al termine "Theotòkos", dunque "Dei Genetrix", "Madre di Dio" i soliti saccenti negavano che potesse essere in uso prima della celebre definizione del Concilio di Efeso (431). E anche se quel titolo così impegnativo appariva in qualche passo di scrittori cristiani precedenti, si affermava che si trattava di opinioni teologiche private, non certo approvate e neanche tollerate dalle Chiese. Ed ecco che l'umile brandello egiziano sposta indietro addirittura di quasi due secoli quella data di Efeso che era citata come fosse un termine perentorio... Significative le ultime righe di questa preghiera: "Tu la sola pura e la (sola) benedetta". Quella "la sola" suggerisce una esclusività: una "purezza", una "verginità" e una "benedizione" che non hanno riscontro in altri, che distaccano la Madre di Dio da ogni creatura. Vi è qui quella categoria di "privilegio mariano" che tanto disturba fuori e talvolta dentro al cattolicesimo come fosse una categoria elaborata secondo visioni teologiche abusive, tarde, staccate ormai dalla sobrietà del cristianesimo primitivo. E invece, ancora una volta, ecco qui un factum contro il quale non valet argumentum. Il fatto. cioè, dell'assoluta "singolarità" di Maria molti decenni prima di Costantino... Maria è colei che più è prossima alla miserdicordia di Dio: "Sotto la tua misericordia"... Lei stessa, dunque, è chiamata a soccorrerci: "ma dal pericolo libera noi"... si chiede un intervento diretto della Madonna, molto di più che nell'Ave Maria nella quale si chiede solo una intercessione: "ora pro nobis peccatoribus..."... Nella LG66 si dice: "Già fin dai tempi più antichi la beata Vergine è venerata con il titolo di Madre di Dio, sotto cui il presidio i fedeli imploranti si rifugiano in tutti i pericoli e necessità"... La basilica dell'Annunciazione a Nazareth è stata ottenuta abbattendo una costruzione elevata dai francescani nel XVIII secolo... padre Bellarmino Bagatti, uno dei maggiori archeologi biblici, stabilì che l'edificio del Settecento era stato eretto su una chiesa dei crociati che poggiava su una chiesa bizantina, la quale a sua volta si scoprirono i resti di una sinagoga giudeo-cristiana... In effetti sin verso il V secolo, i compaesani di Gesù (e Maria) o rimasero ebrei ortodossi o passarono al cristianesimo, ma mantenendo per quanto possibile le tradizioni ebraiche... Sull'intonaco della base del grande muro, utilizzato per sostenere la chiesa-sinagoga, si trovò una iscrizione in caratteri greci: un "Kaire Maria" cioè il saluto dell'angelo a Maria nel Vangelo... Su una colonna, un pellegrino aveva lasciato un altro segno di devozione: "In questo santo luogo di Maria ho scritto". Su un altro pilastro, una parola in antico armeno: "Vergine bella"... Questa è una ulteriore prova che l'invocazione a Maria nasce col cristianesimo stesso e nello stesso luogo, Nazaret, dove quella fanciulla abitava(Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Milano 2005, pp.208-211).
Inoltre "il culto della Beata Vergine Maria ha origini antichissime, dato che se ne trova già qualche accenno già nei Vangeli. Infatti si possono considerare come testimonianze indirette di un culto mariano primitivo alcuni testi del Nuovo Testamento nei quali si esprime una certa lode e venerazione nei confronti della Madre del Signore (cf. Lc 1,45; 1,48-49; 11,27). Maria fu presente nel culto liturgico della Chiesa primitiva, come confermano alcune antiche formule del simbolo battesimale e delle preghiere eucaristiche. Il suo inserimento nel mistero della Chiesa quale appare dal racconto degli Atti (cf. 1,14) faceva sì che i cristiani vedessero nella fede della comunità un prolungamento della fede in Maria ("Te beata che hai creduto!", Lc 1,45). Perciò ella è presente nei riti del battesimo e dell'eucarestia, dove si perpetua il mistero della Chiesa stessa.
In Oriente il culto mariano, come del resto in Occidente, mostra due elementi fondamentali: l'omaggio reso all'eccezionale dignità e santità di Maria, Madre di Dio,e, in secondo luogo, l'appello incessante e fiducioso alla sua potentissima intercessione presso Gesù Cristo, unico mediatore e suo vero figlio secondo la carne. Già la preghiera "Sub tuum praesidium", di origine orientale, risalente al III secolo e certamente fra le più antiche conosciute, chiama Maria Madre di Dio, Vergine sempre gloriosa e benedetta, e le domanda aiuto per tutti noi nelle necessità di ogni genere e per la liberazione da ogni pericolo. Accanto a questa preghiera privata compare, come abbiamo già accennato, anche quella ufficiale e liturgica. In ogni sacrificio eucaristico la liturgia orientale commemorava Maria nella preghiera centrale (cf. Anafora di S.Ippolito, III secolo), e certamente già prima del Concilio di Efeso (431) la celebrava con una festa che cadeva annualmente nella prossimità del Natale o dell 'Epifania.

In Occidente, il primo e più vasto centro di culto verso Cristo in Occidente fu indubbiamente quello della Chiesa di Roma, fondata dagli Apostoli Pietro e Paolo. Parallelamente, la Chiesa di Roma fu anche il primo e più vasto centro di culto verso la Madre del Signore. Per i primi tre secoli della Chiesa è più che notevole la testimonianza delle varie immagini di Maria Santissima che si trovano nelle catacombe romane. In quelle rozze immagini (per esempio in quella del cimitero di Priscilla, del II secolo), possiamo scorgere le più antiche tracce del culto di venerazione a Maria.
In esse infatti la Vergine non appare quale elemento ornamentale ma, ripetutamente, come figura a se stante, col Bambino in grembo, e perciò come oggetto di venerazione, caro al cuore dei cristiani, nello stesso modo in cui, più tardi, la sua figura occuperà il posto centrale nelle absidi delle basiliche... Oltre che come oggetto di venerazione, Maria Santissima appare quale oggetto di imitazione, come risulta per esempio dalla "velatio virginis" dello stesso cimitero di Priscilla (seconda metà del III secolo). Il vescovo, assistito dal diacono, rivolto a una giovane (la «velata»), stende il braccio destro e con le dita le indica, come modello supremo da imitare, «la Vergine delle vergini». Col diffondersi, fin dal III secolo, dell'ideale della vita ascetica, Maria Santissima venne subito considerata come il suo prototipo.Tracce eloquenti di culto verso Maria da parte degli antichi cristiani di Roma si trovano anche nei sotterranei della Basilica Vaticana, presso la Memoria di S. Pietro. Da esse appare che verso il 300 Maria era venerata accanto a Cristo e a S. Pietro, primo vicario di Cristo. In una di queste iscrizioni il nome di Maria, scritto per intero, è intrecciato alle sigle unite di Cristo e di Pietro, e i tre nomi vengono collegati nella medesima espressione di vittoria che li sormonta: NIKA (= vince). «II legame stesso che unisce graficamente i nomi di Cristo, Pietro e Maria presuppone (si può affermarlo con certezza) un culto associato di quelle tre figure celesti (...). Bisogna dunque accettare l'evidenza e ammettere che, almeno a Roma, Maria era venerata, insieme con Cristo e con Pietro, già dall'inizio del IV secolo» (M. Guarducci). «Si tratta di una devozione popolare, nella quale però si riflette senza dubbìo il pensiero ufficiale della Chiesa» (M. Guarducci). Le attestazioni di culto verso la Beata Vergine andranno sempre più aumentando fino a che, col Concilio di Efeso (431), si arriverà a una diffusione grandiosa, con la costruzione di basiliche dedicate a Maria, con le sue immagini sempre più frequenti, con il canto liturgico e con le manifestazioni della pietà personale" (dal libro di Roberto Coggi O.P., La Beata Vergine: trattato di mariologia, Bologna 2004, pp.239-241).
- I TdG affermano che "le origini storiche del culto di Maria... sono nelle antiche religioni delle dee madri... dalla devozione di Artemide, la Diana dei romani..." (
Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1985, p.218).
- RISPOSTA: In realtà Jean Danièlou, il grande teologo poi divenuto cardinale specialista di religioni e stimatatissimo per il suo lavoro fondamentale anche dagli esperti "laici" non faziosi, indagando sulla struttura del dogma mariano nella Rivelazione cristiana in relazione alla struttura dei culti femminili nella mitologia nei misteri pagani, afferma: "Se si esaminano davvero le cose, si constata che le analogie riguardano le circostanze esteriori: nei due casi, infatti, è questione di nascita straordinaria e di culto che hanno per oggetto una donna. E' però onestà oggettiva riconoscere che c'è opposizione totale tra le due strutture, cristiana e pagana, nel loro fondamento e nella loro natura... In effetti i culti pagani sono tutti, senza eccezione, l'espressione di una religione della vita biologica, della fecondità, dove la femmina è il simbolo... Se si guarda al ruolo di Maria ci si trova davanti al riferimento storico a un intervento preciso di Dio nella vicenda umana. Intervento che, tra l'altro, ben lungi dall'esaltare la fecondità, sottrae questo avvenimento alle leggi ordinarie della vita: e ciò per marcare il suo significato spirituale". Allora ciò che è chiaro è la struttura del cristianesimo e, dunque, della figura della madre di Gesù: un fatto, non una filosofia; un evento storico, non un mito o una leggenda. "La Rivelazione è l'azione storica di Dio, che compie nel tempo un piano di salvezza, e dove ciascun accadimento ha un valore unico e ha per strumento lo Spirito Santo. È in questa prospettiva biblica che si situa il culto mariano. Esso è fondato unica- mente sul ruolo attribuito a una donna concreta, Maria di Nazareth, nel piano divino di salvezza». Al contrario della Rivelazione, la mitologia è "la trasposizione, nella sfera delle idee fondamentali, delle principali realtà della vita del cosmo. È la sublimazione degli istinti più profondi dell'uomo. Il culto mitologico della Madre è fondato unicamente sul suo ruolo nell' ordine della trasmissione della vita, della fecondità delle specie viventi». Ha scritto Charles Guignebert, uno dei maggiori tra i critici che cercarono di scalzare le basi storiche del cristianesimo anche con lo strumento della «storia religiosa comparata»: «E nel mondo greco-romano che si trovano le analogie più evidenti con il racconto della concezione miracolosa di Gesù. È in quel mondo che sta, tra l'altro, la leggenda di Perseo, nato da Danae, vergine che Zeus, sotto forma di una pioggia d'oro, ha fecondato». Danielou, e molti specialisti con lui, ha buon gioco a dimostrare innanzitutto che in questo mito pagano ( come negli altri che vengono citati dai «comparatisti») non si tratta di una nascita verginale. A differenza di quanto scrive Guignebert, in nessuna delle versioni che possediamo è detto che Danae, fecondata dal Monarca dell'Olimpo, non avesse ancora conosciuto uomo. Comunque, «la leggenda di Zeus e Danae appare come una rappresentazione antropomorfica, piuttosto banale se non triviale, della Divinità, alla quale si prestano costumi umani. Si tratta, qui come altrove, di una semplice sublimazione della sessualità, mentre la concezione verginale di Maria si situa nella prospettiva delle opere compiute dallo Spirito Santo in tutta la Scrittura e che qui raggiunge un vertice». Ovunque, in effetti, sia nelle religioni asiatiche che in quelle dell'antico ellenismo, si trovano delle teo-gamie, cioè delle unioni sessuali di un Dio con una donna. Non vi è nulla di simile nell'Annunciazione lucana, dove non vi è alcuna apparizione di un Dio (magari sotto forma di pioggia d'oro, di cigno o di altro animale) e si è lontanissimi dal clima di erotismo che accompagna tutte le mitologie dove protagonista è una donna. In questa ricerca erudita di «antecedenti», non sono mancati neppure gli infortuni un po' grotteschi. Per esempio, è capitato, a certi studiosi, di cascare in trappola a proposito del Buddha, del quale si racconta una nascita meravigliosa, attraverso una delle teo-gamie consuete per il mito non solo occidentale ma anche orientale. Naturalmente, non sono mancati gli studiosi che hanno stabilito un confronto fra la madre di Gesù e quella di Siddharta Gaudama, detto il «Risvegliato»: Buddha, in sanscri to. La tesi era di un'influenza sul racconto evangelico, attraverso complessi scambi culturali con l' Asia, visto che la Palestina era uno sbocco sul Mediterraneo di una delle «vie della seta» che partivano dalla Cina e attraversavano l 'India. In realtà, come si è potuto appurare in modo definitivo, i testi che attribuiscono al Buddha una nascita divina sono posteriori alla stesura dei Vangeli. Dunque il problema dovrebbe essere rovesciato: possibili influenze cristiane sulla credenza asiatica, non viceversa! Più in generale, dando ancora la parola a Jean Danielou: «Per chi conosca i tempi e il clima in cui la fede nel Vangelo è sorta, appare contraria a ogni verosimiglianza anche la semplice ipotesi di una influenza dei miti pagani sul cristianesimo primitivo. Il conflitto fra il politeismo pagano e il cristianesimo è troppo violento perche una influenza sia ipotizzabile. Una simile questione può porsi per il quarto secolo (quando vi è un afflusso in massa di pagani nella Chiesa), ma di certo non nel primo secolo, quando i Vangeli si fissano in modo definitivo». In effetti, gli specialisti della storia comparata delle religioni hanno finito per accorgersi che la difficoltà era insuperabile, visto che ci si trova di fronte a un nucleo cristiano primitivo impermeabile a influenze non giudaiche. Si è ripiegato, allora, su una sorta di uscita di sicurezza: si è immaginato, cioè, che il mito pagano, che sarebbe alI'origine dei racconti evangelici dell'infanzia, sarebbe stato assimilato "dalla nuova fede attraverso l'ebraismo precristiano. È da questa fonte che il cristianesimo avrebbe ricevuto gli «inquinamenti». Il più noto esponente della teoria è un famoso «comparatista» - docente in un 'università tedesca, naturalmente -, Hugo Gressmann. In una celebre opera del 1914 (proprio l'anno finale, prima della catastrofe, di quella Belle Epoque culturale di cui parlavamo...) il professor Gressmann sosteneva quanto segue: il tema «natalizio» del bambino divino trovato da alcuni pastori, tema che ha dei paralleli nella mitologia egiziana, si sarebbe introdotto nel folklore palestinese. E in particolare, guarda caso, fra i pastori della regione della Giudea dove sorge Betlemme. Da qui lo schema seguito dagli evangelisti. Sin troppo facile la replica da parte cristiana: «Tutto questo è basato su un tale insieme di ipotesi non verificate che non se ne può conservare nulla». Insomma, il vecchio adagio latino: «Quod gratis adfirmatur; gratis negatur» (= "ciò che è affermato senza prove, può essere respinto alla stessa maniera"). Tra l'altro, il ciclo dell'infanzia è sviluppato da Luca, evangelista non ebreo, di cultura ellenistica, di certo non al corrente di folklore giudaico, ammesso che questo esistesse davvero. Se è possibile stabilire l'indipendenza da influenze pagane dei testi fondamentali del Vangelo che riguardano Maria (e, dunque, innanzitutto la sua maternità), c'è un altro problema, come dicevamo all'inizio. Sappiamo, cioè, che la dottrina mariana nella sua origine è biblica, risponde alle leggi storiche della Rivelazione, non a quelle mitiche e cosmiche della Mitologia, concentrate sul simbolo femminile della fecondità. Ma che dire del suo sviluppo? Pur partendo dai dati biblici, non si sono forse costruiti una dogmatica, un culto, una devozione segnati dall'influenza del paganesimo? C'è, in questa domanda, non soltanto la negazione degli increduli di tutta la verità della fede, ma pure la polemica protestante contro quella che viene sospettata di essere la «mariolatria» dei cattolici e dei cristiani orientali, greco-slavi. Albert Noyon, uno specialista di queste materie, sintetizza così il problema, posto decenni fa dai «comparatisti», ma ancor ben presente (l'abbiamo notato) nella mentalità comune e nella prospettiva di certi settori della teologia e della esegesi cristiane: «Ci si dice: quando, soprattutto dopo l' editto di Costantino, nel IV secolo, i pagani entrarono m massa nella Chiesa, vi portarono la loro mentalità, solo superficialmente intaccata dalla nuova fede. Questo influsso era il prezzo che il cristianesimo doveva pagare. La mentalità pagana restava attaccata alle divinità femminili, era impregnata fino in fondo da culti emotivi, carichi di misticismo e insieme di erotismo. Quelle masse, cristiane spesso solo di nome, cercavano uno sfogo: lo trovarono in Maria. Insoddisfatte dall' austero, asciutto monoteismo della Chiesa ufficiale, quelle aspirazioni si soddisfecero gonfiando senza posa l'onore, il culto, la preghiera, la richiesta di intervento alla Donna madre di Gesù. Può darsi che la figura evangelica di Maria non abbia a che fare, alla sua origine, con le Dèe Madri, ma di esse divenne in seguito un surrogato, sotto la spinta delle masse. Anzi, senza che si osasse confessarlo, divenne una Dea ella stessa». Da qui, dunque, quel carattere «superstizioso», «non cristiano» che per il protestantesimo avrebbe tutto ciò che nella Chiesa cattolica e in quella ortodossa sono dottrina e culto mariani. Contando di riprendere prima o poi il discorso (troppo importante per essere compresso nei limiti di un solo capitolo) cominciamo col proporre un paio di domande avanzate dallo stesso Albert Noyon. La prima può riassumersi così: «Se culto e devozione verso la Vergine sono "prodotti" pagani, perche appaiono così deboli, così ridotti proprio in quel terzo, quarto secolo, in cui i pagani entrano in massa nella Chiesa? È proprio allora che si sarebbe dovuta verificare la paganizzazione del cristianesimo: le pratiche mariane sarebbero dovute esplodere. In realtà, non è affatto così. Maria è sì onorata, ma è scrutata soprattutto, più che dal popolo, dalla teologia, che cerca di individuare -con oggettività e quasi "freddezza" di dibattito tra dotti -le dimensioni del mistero che quella Donna rappresenta per la fede». Seconda domanda, anch'essa senza risposta plausibile da parte di chi sospetta «inquinamenti» e «infiltrazioni»: «Se il culto di Maria avesse origini pagane, avrebbe avuto implacabilmente una evoluzione verso le pratiche misteriche, esoteriche e, alla fine, erotiche se non oscene che hanno caratterizzato tutti i culti della femminilità. E questo non per le tendenze morbose di qualche devoto perverso, ma per la natura stessa di quei culti: come, difatti, sempre è avvenuto in simili casi. Si ricordi a quali eccessi di immoralità portò il culto di Astarte, dea della fecondità tirata in ballo assai spesso come ispiratrice del culto aMaria. Il culto di quest'ultima, invece, non ha cessato di seguire una traiettoria che ha staccato la Vergine di Nazareth da ogni aspetto "carnale". La devozione a Lei è diventata sinonimo di castità preservata o ntrovata. Il devoto di Mana è colui che si sforza di essere "puro" di corpo, di parole, di pensieri. Il contrario esatto del devoto dei culti femminili dell'ellenismo». Questo, dunque, un primo inquadramento del problema. Non dimenticando di ricordare quanto già accennammo: la prospettiva cattolica - fedele alla sua logica dell' et-et, del «completare e non distruggere» annunciato da Gesù stesso - non avrebbecomunque alcun timore se anche qualcosa, depurato e cristianizzato, fosse stato assunto qui, come ovunque altrove. Nel sistema cattolico può, anzi deve, esserci posto per quanto di buono, di opportuno, di utile è stato intuito e vissuto da ogni altra religione. Come in architettura il cristianesimo dei primi secoli non creò un suo stile, ma non esitò ad adottare la struttura del tempio ellenistico e della basilica romana per celebrarvi un culto tutto suo, ben diverso da quelli che vi tenevano i pagani, così pure nell'«architettura» della dottrina e della devozione. Non, però, come un ammasso sincretistico, ma come sintesi vitale" (dal libro di Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Milano 2005, pp.215-225).
Infine John Henry Newman, il promotore del movimento di Oxford, che fondò nel 1833 per rinnovare la Chiesa anglicana in piena decadenza, studioso della Incarnazione di Cristo, arrivò a studiare il dogma mariano, nella prospettiva miope tipicamente protestante "il far posto a Maria sarebbe togliere gloria a Gesù" o "la mariologia come escrescenza tumorale del cattolicesimo" (Karl Barth), si "convertì", abbandonò l'anglicanesimo, entrò nella Chiesa Cattolica, fu fatto Cardinale. Ebbene, Newman, esemplifica l'importanza di Maria guardando alla storia: "Ma c'è un importante fatto storico, ed è questo: se noi guardiamo all'Europa, vediamo, nell'insieme, che proprio quelle nazioni e quei paesi che si sono disfatti della devozione alla Madre di Dio, hanno perduto la fede nella divinità di Gesù Cristo; mentre quei paesi che sono stati fedeli a Maria, hanno conservato l'ortodossia... Nella Chiesa cattolica Maria si è dimostrata non come rivale, ma come ministra del suo Figlio; come lo protesse nella sua infanzia, così lo ha protetto in tutta la storia del cristianesimo" (dal libro di J. H. Newman, Maria, Milano 1993, pp123.131).
Maria Santissima è l'ostensorio che sostiene Gesù Eucarestia come ha fatto col Figlio durante la sua vita terrena. Lo offre come unica fonte di vita e intercede presso di Lui per noi. La corona di stelle di Maria rappresenta l'intero popolo della Chiesa che si raduna attorno al suo Dio per adorarlo e ringraziarlo e per Lui la Madre è dispensatrice di ogni grazia.
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- I TdG per colpire la "verginità" di Maria affermano che"la Bibbia indica chiaramente che ebbe figli da Giuseppe (Lc.1,27; Mt.13,53-56)... Si può parlare della verginità perpetua di Maria? Nella Bibbia si parla di "fratelli" e di "sorelle" di Gesù (Mt.13,53-56). La Chiesa Cattolica sostiene che si tratti di cugini. Ma Jean Gilles, uno scrittore cattolico, fa notare che le Scritture Greche Cristiane usano gli stessi termini anche per parlare dei fratelli e delle sorelle di altri personaggi biblici, ad esempio, Pietro e Andrea, o Lazzaro, Marta e Maria, e che essi "erano vere sorelle e fratelli. La Chiesa non li ha mai presentati diversamente". Perchè mai allora quando le Scritture parlano dei "fratelli" e delle "sorelle" di Gesù dovrebbe trattarsi di cugini?". (
Svegliatevi 8/11/1988, pp.11.12;
Ragioniamo facendo uso delle Scritture, 1985, pp.212ss).
- RISPOSTA: In realtà Maria ha avuto un solo Figlio, Gesù, per opera dello Spirito Santo e dopo Gesù nessun altro figlio. Maria Santissima fu vergine prima del parto, durante il parto e dopo il parto. E' una verità di fede che appare fin dai primi Simboli, i Credo apostolici e fu proclamata già da papa Siricio nel 391. Nel 553 il V Concilio ecumenico di Costantinopoli attribuì alla Madonna il titolo di "aeipàrthrnos", "sempre Vergine", con cui già da secoli la invocava la Liturgia e tuttora la invoca. Il Concilio Lateranense (649) e il Concilio di Lione (1274) lanciarono l'anatema contro chi negasse che "la Santa Madre di Dio e sempre Vergine Immacolata Maria ha concepito senza seme per opera dello Spirito Santo e ha partorito senza corruzione, permanendo intatta e costante la sua verginità anch dopo il parto". Noi sappiamo che Maria Santissima è, come già visto, "Madre di Dio" e la "Vergine" delle vergini. Ma cosa è la verginità? E' la consegna totale della persona, anima e corpo, mente e cuore, a Gesù Cristo. Questa donazione completa comporta: a)la verginità del corpo: elemento materiale della verginità, imprescindibile e consiste nell'integrità del corpo; b)la verginità dell'anima: elemento formale e intenzionale della verginità ed è la decisione cosciente e libera di appartenere esclusivamente a Dio secondo le esigenze della castità perfetta. Quindi la Chiesa insegna sulla verginità di Maria le seguenti verità rivelate: 1)l'assoluta e perpetua integrità corporale della Vergine; 2)la verginità della sua anima, cioè la piena ed esclusiva unione sponsale della sua anima con il Signore. Questo suppone: a)che Maria concepì miracolosamente e verginalmente per l'onnipotenza divina, per cui Gesù non ebbe un padre umano; b)che diede alla luce il Figlio senza lesione della sua integrità corporale; c)che dopo la nascita di Gesù Maria rimase vergine durante tutta la sua vita terrena.
Fondamento biblico:
1)Is.7,14: "La vergine concepirà e darà alla luce un figlio"... qui si riferisce, almeno nel suo "senso pieno" a Maria Santissima; appare chiaro che Maria concepirà verginalmente e secondo molti autori che partorirà verginalmente. San Matteo applica questo passo a Maria: "Tutto questo avvenne perchè si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi" (Mt.1,22-23).
2)Lc.1,34: "Come avverrà questo? Non conosco uomo"; Lc.1,35: "Colui che nascerà santo...". Mentre Lc.1,34 è evidentemente l'espressione del proposito di verginità di Maria ed è il fondamento biblico dell'affermazione della verginità di Maria dopo il parto, Lc.1,35 mette in evidenza come questo partò sarà senza effusione di sangue e quindi un parto verginale.
3)Lc.2,7: "[La vergine] diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo adagiò in una mangiatoia". Qui è evidente che Sa Luca fa accenno al parto di Gesù che in quanto verginale e stato miracoloso poichè con la massima naturalezza e senza alcun aiuto Maria "diede alla luce il suo figlio primogenito".
4)Gv.1,13: "[Gesù è nato] non da sangui, nè da volere di carne, nè da volere di uomo" (Lettura al singolare). Questo testo evidenzierebbe la concezione verginale e la nascita miracolosa, senza effusione di "sangui".
5)Gv.19,25ss.: "Ecco tua madre". Gesù affida Maria a Giovanni, poichè Maria non aveva altri figli. E' falso che questi "fratelli" di Gesù (= facenti parte del clan nazaretano) non seguissero Gesù (cf. Mc.3,33; At.1,14) di modo che se ci fosse stato tra di essi un figlio carnale di Maria, ma ovviamente non c'era perchè Gesù era figlio unico, si sarebbe occupato di lei alla morte di Gesù. I Santi Padri ne deducevano la perpetua verginità di Maria.
I TdG vogliono falsamente dimostrare che Maria non è Vergine, pertanto cercano di far dire alla Bibbia ciò che non dice: 1)che Gesù aveva 4 fratelli e 2 sorelle "carnali"; 2) che Giuseppe dopo la nascita di Gesù ebbe rapporti sessuali con Maria; 3)che la parola "primogenito" significherebbe "primo di una lunga serie". Tutto falso!!!
Poi i TdG provano a colpire la Verginità di Maria provando a insinuare che "primogenito" (Lc.2,7) significherebbe "primo di una lunga serie" e che Giuseppe "non ebbe rapporti con lei finchè partorì" (
TNM, Mt.1,18.25)vorrebbe dire che dopo il parto si sarebbe avuto un ribaltamento della situazione con Giuseppe che avrebbe avuto rapporti con Maria...
- In realtà tra gli ebrei ogni primo figlio, anche se unico, era indicato come "primogenito" poichè alla primogenitura erano legati adempimenti legali-cultuali: 1)"sacro al Signore" (cf. Lc.2,23) presentato al tempio; 2)rappresentante della famiglia; 3)"fetta" principale dell'eredità rispetto agli altri eventuali figli; 4)erede della benedizione. Maria si recava tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua (Lc.2,41), sebbene come donna non ne avesse alcun obbligo, non solo per la presentazione al Tempio quando Gesù aveva 12 anni. Se avesse avuto altri figli si sarebbe sicuramente comportata come Anna, la mamma di Samuele, che fino a che compì 4 anni restò a casa (cf. 1Sam.1,7.21ss). Il pellegrinaggio pasquale a Gerusalemme comportava come minimo due settimane di assenza da casa... Allora, come si apprende da San Luca, è logico dedurre che Maria non poteva avere a casa una schieradi bambini, il maggiore dei quali avrebbe avuto solo 11 anni! Vi sono poi prove archeologiche, lapidi e papiri aramaici del I sec. che ricordano madri morte di parto mentre davano alla luce il loro "primogenito", al quale evidentemente altri non sono seguiti...
- Per quanto riguarda il "finchè" di Mt.1,25 è evidente che afferma solamente che prima che Gesù nascesse Maria e Giuseppe non ebbero rapporti. Il voler dire cosa accadde dopo non è lo scopo di questo versetto. Il "finchè" viene qui usato dall'evangelista per sottolineare con forza che Giuseppe non centra nulla con il concepimento di Maria. Ad es. "Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli finchè morì" (2Sam.6,23); il "finchè" non significa che dopo la sua morte Mikal ebbe dei figli! Ad es. "Oracolo del Signore al mio Signore: "Siedi alla mia destra, finchè io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi"" (Sal.109,1); il "finchè" non significa che dopo che i nemici saranno posti allo sgabello della Trinità, Gesù non sarà più assiso alla destra del Padre; ecc.
| = cambiamenti; | |
| = passi comuni rilevanti |
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Bibbia-CEI |
"Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture" |
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"Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sorelle non stanno qui da noi? E si scandalizzavano di lui" |
Mc.6,3 "Questo è il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e Giuseppe e Giuda e Simone, non è vero? E le sue sorelle sono qui con noi, non è così? E inciampavano in lui" |
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"C'erano anche alcune donne, che stavano ad osservare da lontano, tra le quali Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Ioses, e Salome... Intanto Maria di Magdala e Maria madre di Ioses stavano ad osservare dove veniva deposto" |
Mc.15,40.47 "C'erano anche delle donne che guardavano da lontano, fra cui Maria Maddalena e Maria madre di Giacomo il Minore e di Iose, e Salome... Ma Maria Maddalena e Maria madre di Iosecontinuavano a guardare dove era stato posto". |
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"Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda?" |
Mt.13,55 "Non è questo il figlio del falegname? Non si chiamano sua madre Maria e i suoi fratelli Giacomo e Giuseppe e Simone e Giuda?" |
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"Tra costoro Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo" |
Mt.27,56 "Fra le quali c'erano Maria Maddalena, e Maria madre di Giacomo e di Iose, e la madre dei figli di Zebedeo" |
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Ovviamente le corbellerie dei TdG sulla Madonna continuano... Comunque anche nel II e III secolo la verginità di Maria fu attaccata dai giudeo-cristiani Ebioniti che negavano, come i TdG, la divinità di Cristo e la sua nascita Verginale; dai pagani che , soprattutto con Celso, ritenevano disdicevole che Dio si incarni nel seno di una donna; dagli gnostici e dai doceti che, in base alla loro concezione negativa della materia e della corporeità, ritenevano che l'umanità di Cristo fosse solo apparente. Di fronte a questi attacchi la Chiesa reagisce compatta con decisione; la più antica testimonianza che abbiamo è quella di S. Ignazio di Antiochia (†107). Fin da subito la concezione verginale appartiene al deposito della fede.
Addirittura i TdG provano a insinuare che visto che "tutti hanno peccato" (Rm.5,12) allora Maria avrebbe fatto l'offerta per la "purificazione dei suoi peccati" (cf. Lc.2,22) e quindi non sarebbe Immacolata:



Maria Santissima è l'ostensorio che sostiene Gesù Eucarestia come ha fatto col Figlio durante la sua vita terrena. Lo offre come unica fonte di vita e intercede presso di Lui per noi. La corona di stelle di Maria rappresenta l'intero popolo della Chiesa che si raduna attorno al suo Dio per adorarlo e ringraziarlo e per Lui la Madre è dispensatrice di ogni grazia.