DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

I Testimoni di Geova e la croce

 

"Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perchè mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!»" (Gv.20, 24-29).

 

 

 

CROCE O PALO ?

Per i cristiani la croce è l'albero della vita, il talamo, il trono, l'altare della nuova alleanza. Dal Cristo, nuovo Adamo addormentato sulla croce è scaturito il mirabile sacramento di tutta la Chiesa. La croce è il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono configurati a Lui nella morte e nella gloria. Nella tradizione dei Padri la croce è il segno del figlio dell'uomo che comparirà alla fine dei tempi (dal Messale Romano).

Per i Testimoni di Geova, attualmente, "Cristo morì su un palo diritto non su una croce".

("La Torre di Guardia" maggio 1989 pag. 24).



Documento N°.1

 (dal libro dei T.d.G., La Torre di Guardia,

15 marzo 1999, p.6; Potete vivere per sempre sulla Terra paradisiaca,

p.170)

 

Ma fino al 1928 i T.d.G. portavano un distintivo con corona e croce, e lo stesso simbolo figurava sulla stessa copertina della rivista ufficiale "La Torre di Guardia".


Documento N°. 2
dalla "Torre di Guardia" del 01/05/1927, copertina.



I TdG adottino il simbolo della "croce nella corona" un simbolo tipicamente massonico. Questo non sorprende visto che con tutta probabilità, secondo gli studi di Fritz Springmeier,  Russell, fondatore dei TdG, era una massone iscritto nei "Cavalieri Templari della Pennsylvania" del Rito di New York e come tale non aderì alle campagne anti-massoniche che caratterizzavano le diverse denominazioni protestanti della sua epoca.


Distintivo portato dai TdG dal 1891 al 1931

Simbolo della Massoneria


Il linguaggio adottato da Russell e tipicamente massonico, basta leggere i suoi sermoni. Il suo amore alle piramidi e ai simboli pagani dell'Egitto, tipicamente massonici, è evidente (cf. http://www.infotdgeova.it/zucchini.htm).


La tomba massonica di Russell:




La piramide, simbolo della Massoneria che è "insieme la Forma che l'organizzazione massonica assume e il Simbolo del percorso che, nel progredire della Conoscenza della Legge Naturale, tutti i Fratelli compiono...". Tempio massonico a Parigi (Francia) con il simbolo della grande piramide:

Il simbolo egiziano del "sole alato" che compariva nei libri di Russell. Al tempo di Russell era un simbolo usato anche dalla Teosofia e dalla Massoneria di Rito Scozzese come simbolo del 33° grado.

 

 



Questo simbolo fu inserito anche nelle edizioni dei volumi "Studi sulle Scritture" del periodo dal 1911 al 1920:

Immagine del "sole alato" di un sepolcro di una sacerdotessa egiziana del dio egiziano Amon-Ra. E' un simbolo che si trova anche nella mitologia Zoroastrista babilonese e rappresenta Ahura-Mazda, fonte della luce e l'incarnazione del bene:

 

Sala delle Assemblee di proprietà della Società Torre di Guardia del Queens, New York con il "sole alato":


 

Rutherford, secondo presidente dei T.d.G. si è "gloriato della croce", definendo la croce "la grande verità centrale del piano divino".

 

Documento N°. 3
dal libro dei T.d.G. "L'Arpa di Dio" pag. 115

"La croce è beneficio per tutta la razza umana."
"La croce è porta della vita e delle felicità."
"La croce è un provvedimento meraviglioso di Geova."

 

Documento N°. 4,
L'ARPA DI DIO, pag. 143.

 

 

 

Rutherdord addirittura propone il santino di Gesù che trascina la croce nel libro "Vita" del 1929, ed. italiana, p.230:

 

 

 

 

 

 

 

Il cambiamento dottrinale: Rutherford cominciò a dire che "la croce era babilonica" e che Gesù era stato "crocifisso su un albero" favorendo la teoria del palo che è creduta ancora oggi.

 

Documento N°. 5:
dal libro dei T.d.G. "ANNUARIO dei Testimoni di Geova del 76", pag. 147

 

Ma che la croce fosse un simbolo utilizzato anche dai pagani lo sapeva anche il primo presidente dei Testimoni di Geova Charles Taze Russell ma questo non gli ha impedito di accogliela e venerarla (cfr. a seguire, "Zion's Watch Tower", 15 giungo 1896, p134-135 reprints) anche perchè se non dovessimo far nulla di quanto facevano i pagani non dovremmo neanche mangiare e respirare poichè anche i pagani mangiavano e respiravano:

            

La croce, per i Testimoni di Geova, è "un simbolo pagano che usa la cristianità" ed è una "invenzione di Costantino".

Documento N°. 6:
dal libro dei Testimoni di Geova. "Ragioniamo facendo uso delle Scritture", pag. 87, 89:


"Varie figure di croci si trovano dappertutto sui monumenti e sulle tombe degli egiziani e sono considerate da molti esperti simboli del fallo o del coito...Nelle tombe egiziane la croce ansata [croce sormontata da un cerchio o una impugnatura] si trova accanto al fallo...Come deve considerare Geova l'uso della croce, che, come si è visto, era impiegata nell'antichità come simbolo dei culti fallici ?".

 

 Documento N°. 7:
da "La Torre di Guardia"
del 01/08/1988, pag. 4

"Dai giorni di Costantino [280-337 d.C.] l'uso della croce come simbolo divenne comune in tutto il mondo cristiano e ben presto ad essa vennero indirizzate forme di omaggio. Questo aprì la strada ad altre forme di adorazione delle immagini".



 Che dire, per i T.d.G., dello strumento usato per mettere a morte Gesù ?

Documento N°. 8
: dal libro dei T.d.G "Ragioniamo facendo uso delle Scritture", ed. del 1985, pag. 85.




I T.d.G. scrivono "quasi tutta la cristianità indica con il termine croce lo strumento su cui fu messo a morte Gesù Cristo". Perchè "quasi" ? No. Tutta la cristianità pensa alla croce come strumento su cui fu messo a morte Gesù, ad eccezione dei T.d.G.!
Quando poi scrivono "in seguito" occorre stare particolarmente attenti poiche i T.d.G. da quel punto in poi stanno facendo diventare la croce un palo, facendo uso dell'autorevole dizionario Le Monnier.
Nelle varie accezioni di staurós o xýlon, citate dai TdG dal dizionario Le Monnier, non c'è l'accezione "Croce" e quindi i T.d.G. dovrebbero avere ragione grazie all'autorevole Dizionario.
Ma cosa succede se andiamo a verificare la citazione dell'autorevole Dizionario illustrato Greco-Italiano edito da Le Monnier ?



Documento N°. 9
Dizionario illustrato Greco-Italiano,
ed Le Monnier-Firenze, pp.875. 1183



Con grande sorpresa notiamo come i T.d.G. nel loro libro  "Ragioniamo facendo uso delle Scritture" hanno artatamente tagliato ciò che a loro dava fastidio ("croce come nel Nuovo Testamento", "crocifiggere", "la sua forma era rappresentata dalla lettera greca T") per usare l'autorevolezza del prestigioso Dizionario per affermare che Gesù morì su un palo e non sulla croce. I TdG hanno alterato la citazione del Dizionario nel loro libro "Ragioniamo..." perchè desse credito allo loro dottrina, "Gesù morto sul palo", non biblica!
Notiamo anche come i T.d.G. insistano, strumentalmente, molto sui primi significati della parola staurós o xýlon del Dizionario nel loro libro, ma le parole con il trascorrere dei secoli si arricchiscono di nuovi significati, nuove accezioni; ad esempio la parola "bazooka" il  cui significato iniziale era "flauto", durante la seconda guerra mondiale si è "arricchita" di un nuovo significato indicando il "lanciarazzi anticarro".

La Le Monnier richiede un cambiamento "con la massima tempestività" della stampa dei T.d.G

 

 Documento N°. 10
Lettera raccomandata del 23 settembre 1988 della casa editrice "Felice Le Monnier" alla "Congregazione cristiana dei TdG", filiale italiana, via della Bufalotta 1281, Roma.



I passi più interessanti della lettera sono questi:
"con vivo disappunto rileviamo, a pag. 85 della vostra pubblicazione "Ragioniamo facendo uso delle Scritture" una citazione tratta dal nostro dizionario greco Liddell-Scott. Tale citazione appare artatamente tagliata sopprimendo il termine "la Croce" riportata tra le citazioni possibili, al fine di sostenere con l'autorevolezza del nostro nome e del nostro, assai apprezzato, dizionario, una vostra tesi teologica...giudichiamo assai scorretto, oltre che gravemente lesivo della nostra reputazione scientifica, il vostro modo di agire...la Vostra citazione amputata ci fa, da un lato, apparire come sostenitori di una tesi teologica che, francamente, ci vede del tutto estranei e disinteressati, dato che lo scopo scientifico e didattico di un dizionario è tutt'altro. E d'altra parte, la medesima amputazione ci fa falsamente apparire sul piano lessicografico, che a noi interessa e che ci riguarda, come incompleti e carenti. Siamo certi che vorrete con la massima tempestività ovviare al danno provocato alla nostra immagine ed al nostro buon nome pubblicando sulla Vostra stampa, con la dovuto evidenza tipografica, una non equivoca dichiarazione riparatoria. Restiamo in attesa di una, cortesemente sollecita, comunicazione al riguardo da parte Vostra".
Ebbene quelli della Le Monnier, giustamente, sono molto arrabbiati con i TdG!



DOCUMENTO 11: La risposta dei Testimoni di Geova alla Le Monnier del 19/10/1988, di Walter Farneti.


I passi più interessanti della lettera sono questi:
"Ci riferiamo a Vostra del 23 settembre 1988 con la quale deplorate  presunte nostre incompletezze e scorrettezze nella citazione della voce xýlon del Vostro Dizionario greco Liddell-Scott...In proposito alla (Vostra lettera) teniamo a sottolineare quanto segue.
Qualsiasi autore faccia riferimento alle definizioni di un dizionario segue la costante e corretta prassi di citare una o più accezioni che si uniformano all'argomento trattato, senza avere l'obbligo di citarle tutte, anche quelle estranee al concetto esposto, solo per non essere tacciato di scorrettezza. La Vostra asserzione che la nostra non completa citazione Vi fa apparire "sostenitori di una tesi teologica" a Voi del tutto estranea o carenti sul piano lessigrafico è del tutto priva di argomenti di rilievo, consiederando che la nostra citazione stessa contiene, per tre volte, i puntini di sospensione che, secondo la comune prassi, evidenziano chiaramente per il lettore che il testo è citato soltanto in alcune parti...Peraltro l'omissione da voi lamentata riguarda soltanto l'accezione "II 3" che omette il brano "la Croce, NT", il cui contenuto, di natura evidentemente interpretativa, non può contrastare i vari significati lessicografici da noi citati...non siamo contrari alla publicazione del testo completo in un prossimo numero di un nostro periodico...In caso di una ristampa del nostro libro...non abbiamo nessuna difficoltà a eliminare la citazione del Vostro dizionario e a sostituirla con brani tratti da altre fonti autorevoli...E' stata per noi una spiacevole sorpresa constatare che la mancanza di obiettività della Vostra comunicazione non corrisponde all'opinione che avevamo della Vostra Casa. Evidentemente non Vi è interessato che centinaia dei vostri dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca. A volte cedere alle pressioni esterne danneggia i propri interessi".

Notiamo alcune cose:

  • Non vi sono "presunte incompletezze e scorrettezze" ma accertate scorrettezze!
  • "La Croce, N.T." non è una accezione "estranea al concetto esposto" ma è il cuore della ricerca oggettiva della verità indagata e cioè: con quale strumento è stato messo a morte Gesù? Una "corretta prassi" era citare "la Croce, N.T."!
  • Sebbene i "puntini di sospensione" suggeriscano che il testo è citato solo in alcune sue parti lo spingono a credere, fidandosi del Corpo Direttivo dei TdG, che le parti non citate siano "estranee al concetto esposto".
  • Ill Corpo Direttivo dei TdG cerca di depistare, citando una lunga parte giuridica che non riguarda il caso specifico, e di minimizzare dicendo che "l'omissione da voi lamentata riguarda soltanto l'accezione II 3" e anche che "il nostro libro non è destinato alla pubblica diffusione ma riservato per lo più ai nostri associati". Infine ricattano: "Evidentemente non Vi è interessato che centinaia dei vostri dizionari siano stati acquistati dalle oltre 2.500 nostre comunità, ognuna delle quali dispone di una biblioteca. A volte cedere alle pressioni esterne danneggia i propri interessi".
  • Il Corpo Direttivo dei TdG viola esattamente ciò che raccomanda ai suoi seguaci...predicare bene, razzolare male!
Documento N°. 12: "Manuale per la Scuola di Ministero Teocratico". pag.155

"Accertatevi che la vostra citazione riproduca esattamente il pensiero dell'autorità citata".

 

La casa editrice Le Monnier, replica:

Documento N°. 13:
La replica della Le Monnier del 26/10/1988


I passi più interessanti della lettera sono questi:
"Egregio signor Farneti chiunque minimamente conosca la nostra attività sa che nutriamo il massimo rispetto per tutte le concezioni cristiane e non cristiane. Inoltre, in quanto istituzione culturale, oltre che impresa, crediamo fermamente nella tolleranza reciproca. Al confronto delle posizioni, al dialogo così come alla civile espressione del dissenso. Una felice situazione economica (che Dio la conservi!) ci rende inoltre poco sensibili alle questione di interesse se contrastanti con le ragioni della nostra libertà intellettuale. In altre parole, non siamo in vendita contro un acquisto di copie. Ne consegue che la Vostra cortese preferenza, sinora dimostrata, per l'acquisto del Liddell-Scott non è atta a mutare un modo di pensare che tutti gli studiosi degni di questo nome considerano corretto. Secondo tale impostazione è lecito citare il pensiero altrui con tutte quelle omissioni che non ne alterino la sostanza, che non portano a significati diversi o, peggio, contrari. La frase "Caio non è un criminale" non si può citare nella forma "Caio (...) è un criminale". Ora, grosso modo, questo è stato fatto nella Vostra pubblicaione, che svolgeva il seguente ragionamento: Cristo fu appeso ad una trave e non a una croce, come conferma anche il Liddell-Scott...Ora, nè questa Casa Editrice nè Liddell, Scott e collaboratori avevano la minima intenzione di prendere posizione su questa questione che, oltretutto, non è lessicografica ma teologica; tanto è vero che hanno riportato parrecchie accezioni (trave e croce, ma anche legno, bastone, gogna, tavolo o banco, ecc.) ognuna con la propria fonte. Sopprimere una di tali accecezioni per poi dire che non esiste, ci pare un modo piuttosto malizioso di sotenere la Vostra tesi, per altri versi rispettabilissima. La invitiamo pertanto a riprestinare la integrità della citazione, anche perchè, contrariamente a ciò che Lei afferma, il riportare per intero e non amputato un passo non ci pare proprio nocivo per la obiettività nè segno di soggezione a pressioni esterne".

Notiamo alcune cose:

  • La Le Monnier, dice ai TdG di non essere in vendita: "non siamo in vendita contro un acquisto di copie".
  • La Le Monnier invita a "repristinare la integrità della citazione", poichè "è lecito citare il pensiero altrui" ma "con tutte quelle omissioni che non ne alterino la sostanza". I TdG hanno invece alterato la sostanza del pensiero della citazione del Dizionario.


Sebbene nella precedente lettera (DOC.10) la Le Monnier aveva chiesto che la Società Torre di Guardia pubblicasse "con la dovuta evidenza tipografica una non equivoca dichiarazione riparatoria" il Corpo Direttivo dei TdG, nell'edizione 1990 del loro libro "Ragioniamo facendo uso delle Scritture"  si è limitato solo a ripristinare "il testo completo della voce xylon", ma non vi è traccia di dichiarazione, e tanto meno della "dichiarazione riparatoria" richiesta espressamente dalla Le Monnier; come se nulla fosse successo viene integrato il testo che era stato "artatamente tagliato".
Le minacce della Le Monnier, altrimenti la Società dei TdG la "Wath Tower and Tract Society of Pennsylvania" avrebbe dovuto "pagare i danni", hanno cambiato le sorti di xýlon, altro che "rivelazione progressiva dei TdG".



Documento N°. 14:
dal libro dei T.d.G. "Ragioniamo facendo uso delle Scritture" Ed. 1990, p. 85.



Notiamo che per non dare alla Le Monnier la soddisfazione di averla avuta vinta, subito dopo la citazione del Dizionario, a pagina 86, aggiungono: "Per illustrare l'accezione "la Croce", l'edizione inglese di questo dizionario, più ampia, cita Atti 5, 30 e 10, 39. In questi versetti, comunque "xýlon" è tradotto "legno"" ...e citano alcune Bibbie. Lo scopo è chiaro: il Liddel-Scott, nell'edizione inglese, associa la parola "legno" di Atti 5, 30 e 10, 39 al termine "xýlon" e altre Bibbie traducono "xýlon" con "legno". Quindi, concludono gli "esperti" di Brooklyn, avevamo ragione noi.  In realtà la tattica di omettere tra i significati di  "xýlon" anche quello di "croce" è stata attuata ampiamente con il Liddell e Scott  nella traduzione inglese e francese e anche in tedesco con un altro vocabolario (cfr. Lorenzo Minuti, I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia, ed. Coletti a San Pietro, pp.111-112). Attenti alle citazioni con il puntini (...) dei TdG!!!


 

In contrasto con l'affermazione dei T.d.G. secondo cui la Croce sarebbe stata introdotta da Costantino (DOC.7), vissuto tra il 280 - 337 d.C., si possono produrre prove archeologiche e bibliche.



Documento N° 15:
dall'enciclopedia "Ulisse", Ed. Riuniti, vol. 1, pag. 381

La Croce era uno strumento di supplizio usato dai romani. "Nel 71 a.C. l'esercito di Spartaco, composto da 60.000 schiavi ribelli fu sconfitto da Crasso nelle campagne dell'Apulia (corrispondenti alle provincie di Foggia e Campobasso) e un gruppo di 5.000, riuscito a fuggire, si imbattè nelle truppe di Pompeo da cui fu massacrato, mentre 6.000 furono fatti prigionieri e finirono crocifissi lungo la strada che da Capua porta a Roma, a far da tragico e pauroso monito ai passanti ed agli altri schiavi."

 

Documento N°16:
croce ritrovata ad Ercolano nella Casa del Bicentenario nel 1938. Nel 79 d.C. Ercolano fu sommerso da lava e fango in seguito all'eruzione del Vesuvio. Dagli scavi archeologici realizzati è emersa una villa romana con un ambiente di preghiera consistente in una croce incisa sul muro e un inginocchiatoio.Vi sono i segni evidenti delle presenza del crocefisso e della preghiera fatta dai primi cristiani davanti al "crocefisso" nelle case.
(http://www.infotdgeova.it/ercolano.htm)

 



Documento N°17:
croce di Betsaida (http://www.infotdgeova.it/archeologi.htm)
Di questa nuova prova archeologica ne parlano C.P.Thiede e M.d’Ancona nel libro La Vera Croce, Mondadori 2001.Durante gli scavi in corso a Betsaida, città natale degli apostoli Pietro e Andrea, è venuta alla luce una casa con cantina, dove sono state ritrovate anfore per il vino insieme con piccole falci da mietitura.  Gloria Strickert, moglie di Fred Stickert, uno degli archeologi responsabili degli scavi, trovò un pezzo di terracotta sul quale compariva una croce. Il coccio dovrebbe provenire da una giara adibita a deposito, del tipo in uso fra il 100 a.C. e il 70 d.C.

 






Documento N°17B: graffito dell'inizio del II secolo trovato sul Palatino a Roma. Raffigura un crocefisso con testa di animale e una persona in atto di adorazione verso di lui, con la scritta "Alessameno adora Dio". Questo graffito è stato interpretato dagli archeologi come una irrisione del culto cristiano verso Dio. La testa dell'animale è stata interpreata come la testa di un asino o di un mulo. E' una testimonianza molto preziosa sul fatto che i primi cristiani non solo sapevano che Gesù era stato crocefisso su una croce, ma lo adoravano come Dio.
Minucio Felice, Ottavio, IX, 3 (fine I secolo) fa affermare ad un pagano: "Sento dire che i Cristiani venerano la testa della bestia più spregievole, l'asino, non so per che futile motivo".
E' quindi evidente che l'autore del graffito trovato sul Palatino si era... ispirato a queste offensive credenze relative al culto cristiano.

 





Documento N°18: dal libro "La vita quotidiana dei primi cristiani", di Adalbert G. Hamman, ed. Rizzoli, pag. 168

"Il grande uso di figurazione che si trova nei testi biblici è il patrimonio in base al quale i cristiani caricano di valore simbolico parecchie immagini usandole come espressioni pregnanti dei contenuti della fede ad alto potenziale di comunicazione. Tra le immagini più usate, ricordiamo le varie tipologie e simbologie della croce, come l'albero (carico di significato dell'albero della vita) e i rami variamente rappresentati, l'ancora...Ricordiamo ancora la figura del pesce che simboleggia Cristo stesso, in quanto pesce, in greco, si dice ichthus, e questa parola è composta da lettere che corrispondono alle iniziali (in greco) di Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore..." [Guida alla mostra: Dalla Terra alle Genti, la diffusione del cristianesimo nei primi secoli, Ed. Electa, pag. 19].

 



Documento N°19:
dal libro "De praescr." di Tertulliano, p. 6

"Verso la fine del sec. II Tertulliano di Cartagine dice fortunata la Chiesa di Roma "perchè in questa città gli apostoli fecero traboccare la pienezza della dottrina con il loro sangue e Pietro è diventato simile al Signore nel modo del martirio (la crocifissione)".


NELLA BIBBIA:

Parola di Dio

Traduzione dei T.d.G.

Tutte le altre traduzioni

Filippesi 2, 8

"(Cristo) umiliò se stesso e divenne ubbidiente fino alla morte , sì, la morte su un palo di tortura".

"Cristo umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di Croce".




xýlon
Dal fatto che la Scrittura usa, qualche volta, il termine "xýlon" che significa "legno..." ("Il Dio dei nostri padri ha risuscitato Gesù, che voi avete ucciso, appendendolo al legno", Atti 5, 30), i TdG deducono che Gesù morì su un palo. Ma chi conosce un po' di storia della lingua greca sa che col termine "xýlon", nel periodo ellenistico, si indicava spesso "ogni cosa fatta di legno", proprio come facciamo noi quando per dire "spada" diciamo "ferro".
Nella traduzione greca dei Settanta, la croce veniva chiamata "xýlon dìdymon" (=legno doppio). Se poi consultiamo un vocabolario della lingua greca, alla voce "xýlon", leggiamo che questo termine, se usato per indicare uno strumento di supplizio, in alcuni scrittori classici significa "gogna" e, in epoca ellenistica e nel Nuovo Testamento, significa "croce".


staurós
Per quanto riguarda il termine "staurós", i TdG commettono il solito "errore": si fermano al significato più antico della parola. Il termine greco "staurós" e la parola latina "crux", in origine significavano "palo". Poi vennero usate per designare isolatamente il braccio più corto della croce, che veniva portato dal condannato sulle spalle fino al luogo del supplizio, donde l'espressione "staurón bastázein" che corrisponde esattamente al latino "crucem ferre", cioè "portare la croce". In seguito, i due termini, "staurós" e "crux", vennero usati per designare entrambi i bracci della croce.



Confronta la Parola di Dio con il Documento N°. 1:

"Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, non crederò" (Giovanni 20, 25).
"Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: "Questi è Gesù il re dei giudei" " (Matteo 27, 37).

 

Altri passi sulla croce

"Quanto a me non ci sia altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo" (Galati 6, 14). (i TdG dicono: "Non avvenga mai che io mi vanti se non del palo di Tortura del signore Gesù Cristo...". Ma allora perchè non si vantano del palo di Cristo ?).
"Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo per i giudei e stoltezza per i pagani" (1 Corinzi 1, 23). (i TdG predicano Cristo al palo? No, per loro è stoltezza).



Documento N° 20: dal "Ragioniamo facendo uso delle Scritture", p. 89

"Cosa provereste se un vostro carissimo amico fosse messo a morte dietro false accuse ? Vi fareste una copia dello strumento con cui è stato ucciso ? Lo considerereste un oggetto caro o lo aborrireste ?...Chi è devoto alla croce onora quindi un simbolo di un culto che si oppone al vero Dio".



Perchè i TdG hanno voluto cancellare la croce ?


1) Entrando nei TdG viene inculcata l'idea che tutto quello che fino a quel momento gli è stato insegnato e ha fatto è sbagliato. Bisogna fargli odiare il suo passato e isolarlo dagli altri uomini, che non essendo fedeli Testimoni, sono "figli di Satana". Il TdG non deve avere idee proprie, deve essere solo una memoria destinata a conservare il messaggio da diffondere.



Documento N°21: da "La Torre di Guardia" del 01/04/1989, p. 17; del 15/05/1989, p. 6, 7; del 15/04/1989, p. 9;

"La religione della cristianità è frutto dei 1.900 anni di apostasia del vero cristianesimo predetta da Gesù e dai suoi discepoli. Gli ecclesiastici della cristianità si definiscono insegnanti del cristianesimo, ma le loro dottrine cono lungi dalla verità biblica e le loro azioni corrotte recano di continuo disonore sul nome di Dio. La cristianità fa completamente parte del sistema di cose di Satana...E la distruzione di Babilonia la Grande segna l'inizio del "giorno di vendetta" da parte del nostro Dio. La devastazione di Babilonia la Grande, dopo la quale Dio giustizierà gli altri elementi del sistema di Satana, significherà benedizioni senza fine per i veri adoratori di Dio...Come si applicano bene a ciò che ha fatto il clero apostata nel corso degli anni le parole dell'apostolo Pietro: "È accaduto loro il detto del verace proverbio: `Il cane è tornato al proprio vomito e la scrofa lavata a rivoltarsi nel fango'...Per sopravvivere alla "grande tribolazione" che ci sta dinanzi è indispensabile uscire dalla falsa religione.




2) Si incita il fedele Testimone di Geova a disprezzare tutti coloro che non sono T.d.G. Il loro aspetto esteriore, garbato ed educato, fa parte di una metodologia di approccio, ben studiata e calibrata. Ma approfondita la conoscenza, si scoprirà che, sotto quelle buone maniere, cova un disprezzo totale di chi non la pensa come loro: disprezzo che diventa vero e proprio odio nei confronti della Chiesa e dei suoi ministri. Chi non fa parte della setta "odia Geova", perciò è "figlio di Satana".

Inoltre in modo inequivocabile, a parte i geovisti, sappiamo da tutto il Nuovo Testamento che Gesù è Dio. Infatti nel cartello sulla testa di Gesù in croce era scritto in ebraico, in latino e in greco: "Gesù il Nazoreo, il re dei Giudei" (Gv.19,19). Ma cosa successe? "Molti Giudei lessero questa iscrizione, perchè il luogo dove fu crocefisso Gesù era vicino alla città; era scritto in ebraico, in latino e in greco. I sommi sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: 'Non scrivere: il re dei Giudei, ma che egli ha detto 'Io sono il re dei Giudei'. Rispose Pilato:"Ciò che ho scritto, ho scritto'" (Gv.19,20-22). Perchè gli ebrei protestarono così tanto di fronte a quel cartello? Perché l'iscrizione, scritta in triplice lingua, Ebraico, Latino e Greco, componeva un acronimo ... che per noi è INRI (latino), ma per gli Ebrei è ... qualche altra cosa ... sapete cosa? In Ebraico sentita dal suona così: "Ishuà Hanazrì Wemelèch Hayudìm" ovvero YHWH, il nome rivelato da DIO nell'antico testamento trasliterato in Yahwè in Es.3,14 (infatti Allelu-Ya significa loda "Ya" e non "ye", inoltre la radice ebraica del nome "Yahweh" significa "essere" mentre non esiste in ebraico il falso nome di Dio, "Yehowah" inventato da William Tyndale e ripreso dai geovisti). E così Pilato inconsapevolmente chiama Gesù, Dio! La domanda di Pilato a Gesù "Che cosa è la verità" (Gv.18,38) ha la sua risposta in quell'acronimo ebraico che significa Dio!!! Inoltre per gli ebrei è chiaro che l'unico Re è Dio mentre i "re di Israele" sono semplicemente vicari; infatti scrivono il re Davide e il re Salomone: "Sei tu il mio re, Dio mio, che decidi vittorie per Giacobbe" (Sal 43:5 ). Questo vuol dire che Gesù viene esaltato inconsapevolmente da Pilato ma consapevolmente da Dio-Padre che usa Pilato come Re, come Dio-Figlio. Alleluia!!!

 

                      

Documento N° 22: da "La Torre di Guardia" del 01/10/1993, p. 18, 19

"Odiare ciò che Geova odia... Alcuni apostati asseriscono di conoscere e servire Dio, ma rigettano dottrine o comandi esposti dalla sua Parola. Altri sostengono di credere nella Bibbia, ma rigettano l'organizzazione di Geova e si danno da fare per ostacolarne l'opera. Quando, pur sapendo ciò che è giusto, scelgono deliberatamente di agire in modo sbagliato, quando il male diventa così radicato da essere parte integrante della loro personalità, allora il cristiano deve "odiare" (nel senso biblico del termine) costoro che si sono inseparabilmente legati al male. I veri cristiani condividono i sentimenti che Geova nutre verso questi apostati; non sono curiosi di conoscere le loro idee. Al contrario, "provano nausea" per coloro che si sono resi nemici di Geova Dio, ma lasciano a lui il compito di eseguire la vendetta".


Documento N° 23: da "La Torre di Guardia" del 01/08/1993, pag. 16-19

"I cristiani desiderano essere amichevoli con i colleghi di lavoro e molte esperienze dimostrano che ciò può essere molto efficace per dare testimonianza. Un collega , però, potrebbe scambiare la cordialità per un invito a frequentarsi e divertirsi insieme...La persona potrebbe sembrare gentile e a posto e l'invito potrebbe apparire innocente. Paolo però dice: "Non siate sviati". Alcuni cristiani sono stati sviati. Forse tutto è nato da un collega di lavoro straordinariamente gentile e premuroso, cosa che ha portato sempre più tempo a trascorrere con lui, al punto di preferire la sua compagnia a quella di alcuni componenti della congregazione. Poi a motivo di quella compagnia si è arrivati a saltare una sola adunanza...Come può influire questo sul vostro modo di pensare e sulle vostre abitudini di onestà ? "Non siate sviati. Le cattive compagnie corrompono le utili abitudini" ".


Documento N° 24: da "La Torre di Guardia" del 01/06/1989, pag. 14

"Come parte del popolo di Geova, che è separato e puro, un cristiano e una cristiana che desidera sposarsi accetterà la norma apostolica di farlo "solo nel Signore", vale a dire scegliendo un coniuge che sia un fedele servitore di Geova dedicato e battezzato. Come nel passato, anche oggi sarebbe certamente stolto che componenti dedicati del popolo di dio ignorassero questo consiglio scritturale. Non dimostrerebbe sano timore per il nostro "gran padrone", Geova".


Documento N°25: da "La Torre di Guardia" del 01/10/1952

"O Geova, Eterno degli eserciti...non mostrar misericordia verso alcuno dei malvagi trasgressori...Distruggili nella tua ira, distruggili perchè non siano più (Salmo 59, 4-6; 11-13). Sono questi i sentimenti, i desideri e le preghiere dei giusti oggi...O Geova, che essi siano svergognati e sgomentati per sempre; siano confusi e periscano affinchè conoscano che tu solo, il cui nome è Geova, sei l'altissimo sopra tutta la terra".



Questa è la stessa preghiera che gli Ebrei, al tempo di Mosè e di David, rivolgevano a Dio, perchè sterminasse gli altri popoli. Ci sembra, però, che Cristo abbia detto qualcosa di nuovo anche su questo punto:

"Avete inteso che fu detto: amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perchè siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete ?
Non fanno così anche i pubblicani ? E se date il vostro saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario ? Non fanno così anche i pagani ? Siate voi, dunque, perfetti come è perfetto il padre vostro celeste". (Matteo 5, 43-48)

I T.d.G. pensano di essere i giusti e ritengono tutti gli altri Babilonia la Grande (la sposa di Satana), ma Gesù in una famosa parabola parlando del fariseo che dice: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri" (Luca 18, 9-14) ci fa capire che la pretesa di essere giusti non è solo un peccato, è il peccato, quello che non sarà mai perdonato, perchè chi lo commette rifiuta Cristo e il suo sacrificio redentivo e, quindi, "fa di lui un bugiardo": "Se diciamo che siamo senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi...facciamo di lui un bugiardo". (1 Giovanni 1, 8-10).

 

 

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