La falsa "Bibbia" dei Testimoni di Geova 3/3
(N.B. "
= LIBRI DEI TESTIMONI DI GEOVA")
Per i TdG l'anima è mortale, non sopravvive dopo la morte e la fine dell'uomo e delle bestie è la stessa; lo spirito ritorna a Geova che ha il potere di ricreare o no l'uomo (cfr.
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pp.77s). L'inferno per i TdG sarebbe il "regno dei morti" (sceol o ades) dove andrebbero i buoni e i cattivi, non un luogo di tormento, mentre la Geenna sarebbe il simbolo della distruzione completa ed eterna, la "seconda morte" da cui non c'è resurrezione (cfr.
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, pp.83, 87;
Svegliatevi, 8 luglio 1988, p.7). I TdG affermano che la dottrina della immortalità dell'anima è "una menzogna che viene dal Diavolo", e poi continuando dicono "un'altra menzogna diffusa dal Diavolo è che le anime dei cattivi siano tormentate nell'inferno e nel purgatorio" (cfr.
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, p.89). [NB. I TdG hanno molta considerazione per il diavolo tanto che lo chiamano "Diavolo" con la lettera maiuscola e inoltre gli dedicano grande spazio nella loro "predicazione" esaltandone la potenza; ad esempio un capitolo (cap.10) del loro manuale "Potete..." si intitola "Gli spiriti malvagi sono potenti"]
Per i TdG visto che il sangue è l'anima allora l'amore per Dio è direttamente proporzionale al sangue contenuto nel corpo di una persona e dicono: "Non possiamo togliere dal nostro corpo parte di tale sangue, che rappresenta la nostra vita, e amare Dio con tutta la nostra anima, perchè abbiamo tolto parte della 'nostra anima, del nostro sangue', e l'abbiamo dato a qualcun altro" (
Sangue, medicina e legge di Dio, Brooklyn 1969, pp.7-8).
L'inganno dei TdG sta nel travisare il significato delle parole bibliche nefesc (ebraico) e psychè (greco) e di tradurle scorrettamente con "anima" (cf. i veri significati di nefesc e psychè). Da questo inganno che diventa falsificazione della Bibbia i TdG introducono la parola "anima" in tutte le salse, arrivando a negare l'immortalità dell'anima, il culto dei morti e la venerazione dei santi che sono sempre stati presenti nella Chiesa. Inoltre viene negata dai TdG l'esistenza dell'Inferno e del Purgatorio. A parte che il "culto dei morti" nell'unica Chiesa di Gesù Cristo, fondata su San Pietro e i suoi successori, c'è sempre stato! Pensiamo solo alle Catacombe che nascono a Roma tra la fine del II secolo e gli inizi del III secolo con il pontificato di papa Zefirino (199-217) che affidò al diacono Callisto il compito di sovraintendere al cimitero di Via Appia, dove saranno seppelliti i più importanti pontefici del III secolo. Mentre i pagani parlavano di "necropoli" (= città dei morti), i cristiani parlano da subito di "cimitero" (= dormitorio, dalla parola koimào che significa "dormire") in cui i cristiani "dormono" in attesa della resurrezione del corpo. Se "dormono" vuol dire che benchè in una condizione diversa da quella dei vivi, continuano ad esistere e pertanto che l'anima è immortale. Poi le catacombe sono piene di iscrizioni che sono richieste di intercessione ai martiri e ai santi defunti; es. "Pietro e Paolo pregate per me e per chi legge" (iscrizione del III secolo sul muro della "memoria apostolica" nella catacomba di San Sebastiano). Ora ciò non si spiega senza la fede nel Purgatorio perchè è del tutto inutile pregare per i beati del Paradiso o per i dannati dell'inferno. Mentre nell'inferno è presente nel rifiuto di Dio irremovibile dei dannati la "pena del danno" (= privazione della visione di Dio, perchè nella vita si è distolto da Dio) e la "pena del senso" (= pena sensibile, perchè nella vita ha cercato il piacere nelle creature), nel purgatorio se uno non ha espiato tutta la "pena temporale", incluse le tendenze cattive e l'attacamento alle creature, la espia dopo la morte con la "pena del danno" (= le anime desiderano sommamente vedere Dio ma non possono ancora raggiungere l'oggetto del loro desiderio). Dai primi secoli i Santi Padri hanno insegnato l'esistenza di uno stato di purificazione dopo la morte,chiamato Purgatorio dall'XI sec., in cui i defunti purificati possano giungere alla visione beatifica di Dio. Alla base di questa convinzione due idee bibliche fondamentali: 1)Solo con na purezza assoluta si può comparire al cospetto di Dio, infatti Gesù dice "Beati i puri di cuore, perchè vedranno Dio" (Mt.5,8); o "siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste" (Mt.5,48); e l'Apocalisse insegna che, quando alla fine dei tempi apparirà la Gerusalemme celeste, "Non entrerà in essa nulla di impuro" (Ap.21,27); 2)Dio "renderà a ciascuno secondo le sue opere" nell'altra vita (Rm.2,6) e allora coloro che non avranno raggiunto la pienezza al momento della morte non potranno avere un ingresso "immediato" al cospetto di Dio ma dovranno passare una previa purificazione. La Bibbia mostra che Dio si è manifestato al suo popolo nel fuoco, per rinnovare la sua alleanza con lui: come "un braciere fumante e una torcia accesa", con Abramo, in Genesi 15; nel cespuglio che bruciava, con Mosè, Esodo 3; nella colonna di fuoco, con Israele, in Numeri 9; nel fuoco disceso dal cielo che ha consumato i sacrifici dell'altare, con Salomone ed Elia, nel Secondo libro delle Cronache 7 e nel Primo libro dei Re 18; nelle "lingue di fuoco", con gli apostoli a Pentecoste, negli Atti degli Apostoli 2. Quando nella Lettera agli Ebrei 12,29 descive Dio come un "fuoco divoratore", non si riferisce necessariamente alla sua ira. C'è il fuoco dell'inferno, ma c'è un fuoco infinitamente più caldo nel paradiso: è Dio stesso. Perciò il fuoco si riferisce all'amore infinito di Dio, più ancora che alla sua collera eterna. La natura di Dio è come un rogo violento di amore ardente. In altre parole, il paradiso deve essere più caldo dell'inferno. Non c'è da stupirsi che la Scrittura, nella Lettera agli Ebrei, chiami gli angeli che sono più vicini a Dio "Serafini", che in ebraico significa letteralmente "quelli che bruciano". Questo è anche il motivo per cui San Paolo può descrivere, nella Prima lettera ai Corinzi 3,13, il modo in cui tutti i santi devono passare attraverso la prova del fuoco: "l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno". Chiaramente San Paolo non sta parlando del fuoco dell'inferno, visto che quelli che sono giudicati sono santi. Parla di un fuoco che li prepara per la vita eterna con Dio in paradiso. Quindi lo scopo del fuoco è manifesto: rivelare se le loro opere sono pure ("oro e argento") o impure ("legno, fieno e paglia"). Il versetto 15 spiega che alcuni santi che sono destinati al paradiso passeranno attraverso il fuoco e soffriranno: "ma se la sua opera finirà bruciata, egli sarà punito: tuttavia si salverà, però come attraverso il fuoco". Il fuoco c'è allo scopo di purificare i santi. Questo significa che è un fuoco purgatoriale: un fuoco che purifica i santi e li prepara ad essere avvolti per sempre nel fuoco che consuma della presenza amorosa di Dio. Il Concilio di Firenze il 6 luglio 1439 con il decreto Laetentur caeli dichiarò dogma di fede per tutti i cattolici l'esistenza del Purgatorio in cui comunque la Chiesa ha sempre creduto, definendo tre cose: 1)il Purgatorio esiste; 2)il Purgatorio non è un luogo ma uno "stato" nel quale sono i defunti che sono morti nello stato di grazia ma che non hanno prestato piena soddisfazione per i loro peccati e pene per i peccati e sono purificati prima di essere ammessi alla visione beatifica; 3)i vivi possono aiutare i defunti attraverso i suffragi.
In Eb.11 vengono elencati i santi meravigliosi che hanno rischiato tutto per Dio, compresa la loro vita. All'inizio di Eb.12 è scritto "anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni deposto tutto ciò che è di peso e di peccato che ci intralcia, procediamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede". I protestanti e i TdG pensano erroneamente che i santi sulla terra sono in comunicazione solo tra loro, così i santi del cielo e il contatto tra cielo e terra avvenga solo fra ognuno di noi e il Signore. Ma la Lettera di San Giacomo 5,16 dice che le preghiere di un giusto sono molto potenti allora quanto lo saranno ancora di più le preghiere di chi ormai è in cielo? Questo non vuol dire rivolgersi ai santi del cielo senza Gesù ma andare a Gesù con loro, proprio come sulla terra facciamo insieme ai santi sulla terra! Questa preghiera ai santi del cielo in Gesù non intacca la gloria di Dio, anzi la manifesta perchè è un voler continuare a vivere fedelmente come fratelli e sorelle in lui, insieme a questi fratelli maggiori. Inoltre la Bibbia afferma che le anime del cielo partecipano alla stessa liturgia di quelle qui sulla terra; Cristo crocefisso e risorto è l'unico sommo sacerdote, l'agnello immolato ritto sul trono (Eb.4,14-15; 10,19-21; Ap.5,6), partecipano al servizio della lode di Dio e al compimento del suo disegno: gli angeli (Ap.4-5; Is.6,2-3), tutta la creazione (i quattro esseri viventi), i servitori dell'Antica e della Nuova alleanza (i ventiquattro vegliardi), il nuovo popolo di Dio (i 144.000; Ap.7,1-8; 14,1) in particolare i martiri "immolati a causa della Parola di Dio" (Ap.6,9) e la santissima Madre di Dio (Ap.12; Ap.21,9) infine una "moltitudine immensa che nessuno" può contare "di ogni nazione, razza, popolo e lingua" (Ap.7,9) (cfr.CCC.1137-1138). Afferma inequivocabilmente San Giovanni: "E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna" (1Gv.2,25) poichè "Gesù Cristo è il vero Dio e la vita eterna" (1Gv.5,20). "La terra con quanto c'è in essa sarà distrutta" (2Pt.3,10). "Sappiamo infatti che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un'abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli" (2Cro.5,1). "Sodoma e Gomorra... hanno subito le pene di un fuoco eterno" (Gd.7).
Nei documenti del Concilio Vaticano II, afferma la Lumen Gentium dal n°48 al n°51, nel capitolo VII dal titolo "Indole escatologica della Chiesa peregrinante e sua unione con la Chiesa celeste" [12], che "La Chiesa di coloro che camminano sulla terra, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti e, "poichè santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perchè siano assolti dai peccati", ha offerto per loro anche suffragi. Che gli apostoli e i martiri di Cristo, i quali con l'effusione del loro sangue diedero la suprema testimonianza della fede e della carità, siano con noi strettamente uniti in Cristo, la Chiesa lo ha sempre creduto; li ha venerati con particolare affetto insieme con la beata vergine Maria e i santi angeli e ha piamente implorato il soccorso della loro intercessione. A questi in breve se ne aggiunsero anche altri, che avevano più da vicino imitata la verginità e la povertà di Cristo e infine altri, il cui singolare esercizio delle virtù cristiane e le grazie insigni di Dio raccomandavano alla pia devozione e imitazione dei fedeli... Non veneriamo però la memoria degli abitanti del cielo solo per il loro esempio, ma più ancora perchè l'unione della Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della fraterna carità (cfr. Ef 4,1-6). Poichè, come la cristiana comunione tra i cristiani della terra ci porta più vicino a Cristo, così la comunità con i santi ci congiunge a lui, dal quale, come dalla loro fonte e dal loro capo, promana ogni grazia e la vita dello stesso popolo di Dio. È quindi sommamente giusto che amiamo questi amici e coeredi di Gesù Cristo, che sono anche nostri fratelli e insigni benefattori, e che per essi rendiamo le dovute grazie a Dio, "rivolgiamo loro supplici invocazioni e ricorriamo alle loro preghiere e al loro potente aiuto per impetrare grazie da Dio mediante il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro, il quale solo è il nostro Redentore e Salvatore ". Infatti ogni nostra vera attestazione di amore fatta ai santi, per sua natura tende e termina a Cristo, che è " la corona di tutti i santi " e per lui a Dio, che è mirabile nei suoi santi e in essi è glorificato. La nostra unione poi con la Chiesa celeste si attua in maniera nobilissima, poichè specialmente nella sacra liturgia, nella quale la virtù dello Spirito Santo agisce su di noi mediante i segni sacramentali, in fraterna esultanza cantiamo le lodi della divina Maestà tutti, di ogni tribù e lingua, di ogni popolo e nazione, riscattati col sangue di Cristo (cfr. Ap 5,9) e radunati in un'unica Chiesa, con un unico canto di lode glorifichiamo Dio uno in tre Persone perciò quando celebriamo il sacrificio eucaristico, ci uniamo in sommo grado al culto della Chiesa celeste, comunicando con essa e venerando la memoria soprattutto della gloriosa sempre vergine Maria, del beato Giuseppe, dei beati apostoli e martiri e di tutti i santi. Questa veneranda fede dei nostri padri nella comunione di vita che esiste con i fratelli che sono nella gloria celeste o che dopo la morte stanno ancora purificandosi".
BIBBIA
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COMUNIONE DEI SANTI (= "è precisamente la Chiesa" (CCC.946). Il termine comunione dei santi ha due significati strettamente legati: "comunione delle cose sante" e "comunione tra le persone sante" (CCC.948); dice San Tommaso d'Aquino: "Poichè tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri... il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra mediante i sacramenti della Chiesa" (cfr. ccc.947); la comunione dei santi è la mutua condivisione di aiuto, espiazione, intercessione e benefici tra i fedeli che o hanno già raggiunto la patria celeste (Chiesa celeste o gloriosa) o sono affidati al fuoco espiatorio (Chiesa purgante) o sono ancora pellegrini sulla terra (Chiesa pellegrinante) e che crescono insieme in una sola cittadinanza) |
Ef.1,22-23; Col.1,18-24 |
Gesù è il capo della Chiesa la quale è il suo corpo; Cristo è il capo del corpo che è la Chiesa |
Ef.5,21-32 |
Cristo è il capo della Chiesa; Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei per purificarla e renderla gloriosa, senza macchia, santa e immacolata; Cristo nutre e cura la Chiesa perchè la Chiesa è il suo Corpo. |
Rm.1,7; 1Cor.1,2 |
Siamo santi per vocazione, dei chiamati alla vita eterna; Siamo santificati da Gesù Cristo e chiamati ad essere santi in ogni luogo |
Mt.19,28-29 |
Gli apostoli sono chiamati a sedere nella gloria di Gesù, nella vita eterna, sui 12 troni a giudicare le 12 tribù di Israele |
Eb.9,27 |
L'uomo muore una sola volta (non c'è la reincarnazione!!!) |
Rm.8,35-39 |
La morte non può separarci dall'amore di Cristo (anche dopo la morte se in vita siamo stati membra del corpo di Cristo che è la Chiesa continuiamo ad esserlo in Paradiso o in Purgatorio per un "pò di tempo"; pertanto non è vero come dicono i TdG che l'anima muore). |
Mt.16,18 |
Le porte dell'Ade (= inferi o regno dei morti (ebr. "sceol")) non prevarrà sulla Chiesa (la missione che Cristo ha dato alla Chiesa è di strappare gli eletti dall'impero della morte per farli entrare nel "regno dei cieli" (cfr. Col.1,3; 1Cor.15,26; Ap.6,8; 20,13)) |
Ap.2,17 |
Dio-Padre non abbandona l'anima negli inferi nè permette che il suo Santo, Dio-Figlio, veda la corruzione. |
Mt.16,26 |
L'uomo non ha nessun vantaggio se guadagna il mondo intero ma perde la sua anima. |
Fil.3,20 |
La nostra patria è nei cieli e Gesù trasfigurerà il nostro misero corpo per conformarlo al suo corpo glorioso (l'uomo sulla Terra è straniero, solo il cielo, Dio, è la sua patria, pertanto non è vero come dicono i TdG che solo 144.000 vanno in cielo) |
Gv.14,3 |
Gesù è andato per "prepararci un posto" perchè, dice agli apostoli, "siate anche voi dove sono io"; questo posto è il cielo, il paradiso. |
Ap.7.9; 1Gv.3,2; 1Cor.13,12; Ap.22,4 |
Tutti quelli che muiono nella grazia e nella amicizia di Dio e sono perfettamente purificati vedono "faccia a faccia" Dio, "così come egli è", "porteranno il suo nome [Gesù] sulla fronte"(pertanto non è vero come dicono i TdG che solo 144.000 vanno in cielo). |
2Cor.5,6-10 |
Fino a che abitiamo nel corpo siamo in esilio dal Signore, camminiamo nella fede e non ancora in visione. Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Dio per ricevere nel bene e nel male la ricompensa da Dio |
1Ts.4,13-14 |
Non bisogna affligersi per i morti (= lett. "quelli che si sono addormentati") come i pagani perchè come Cristo è morto e risuscitato così quelli che sono morti li conduce con lui. |
Lc.23,43 |
Gesù promette al "buon" ladrone il Paradiso il giorno stesso |
Lc.16,22 |
Quando il povero Lazzaro morì, quel giorno, fu "portato dagli angeli nel seno di Abramo" |
Col.1,12 |
Dio-Padre ci ha chiamati a partecipare alla sorte dei santi nella luce cioè alla salvezza |
Rm.6,19; 13,11-12 |
I cristiani sono chiamati alla santità, a vivere nella luce della salvezza, fin da quaggiù, mettendo le loro membra a servizi della giustizia per la loro santificazione e gettando via le opere delle tenebre per indossare le armi della luce |
Lc.9,26 |
Nella gloria di Dio ci sono anche gli "angeli santi" |
Mt.18,10 |
Gli angeli dei "piccoli" nel cielo vedono sempre la faccia di Dio-Padre |
Dn.8,16-17 |
Daniele cade con la faccia a terra davanti a Gabriele |
Tb.12,15,16 |
Tobi e Tobia si prostrarono con la faccia a terra davanti a Raffaele, "uno dei sette angeli che sono sempre pronti ad entrare alla presenza della maestà del Signore" |
1Cor.12,12.27 |
Il corpo di Cristo è formato da molte membra, tutte necessarie, che pur essendo molte sono un solo corpo. Le membra del corpo devono prendersi cura le une delle altre e proprio le membra che sembrano le più deboli sono le più necessarie. Quando un membro soffre tutto il corpo soffre, quando un membro è onorato tutte le membra gioiscono. |
Rm.12,5 |
Anche se siamo in molti siamo un solo corpo in Cristo e ciascuno, per la propria parte, vivi e defunti, siamo membra gli uni degli altri. |
Ef.4,4 |
Un solo corpo, un solo spirito, una sola speranza |
Col.3,15 |
Siete stati chiamati alla pace di Cristo in un solo corpo |
Rm.12,10 |
Amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno |
1Ts.5,11 |
Confortatevi a vicenda, edificandovi gli uni gli altri |
Gal.6,2 |
Per adempiere la legge di Cristo, portate i pesi gli uni degli altri |
Gal.6,10 |
Operiamo il bene verso tutti soprattutto verso i fratelli nella fede |
Ef.2,19 |
Siamo concittadini dei santi e famigliari di Dio |
Mt.25,23 |
Il "servo fedele" è chiamato da Dio a "prendere parte alla gioia del suo padrone" (pertanto non è vero come dicono i TdG che solo 144.000 vanno in cielo). |
Gv.10,16 |
Le pecore diventeranno un solo gregge e un solo pastore (= Gesù) (pertanto non è vero come dicono i TdG che solo 144.000 vanno in cielo). |
Eb.3,1 |
Siamo tutti partecipi di una "vocazione celeste" |
1Pt.1,4 |
Gesù ci ha rigenerati mediante la sua resurrezione dai morti per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi... (pertanto l'anima è immortale e siamo chiamati TUTTI a vivere con Gesù in cielo). |
Gv.21,15-16 |
A san Pietro è stato dato l'incarico da Cristo di "pascere" le pecore |
Ap.19,7-9 |
Gesù l'agnello immolato si sposa con la Chiesa che ha come abito una veste di lino puro e splendente grazie alle opere dei santi |
Affermano i TdG: "L'uomo è una combinazione di due cose, e cioè, della polvera della terra e dell'alito vitale. L'insieme di queste due cose (o elementi) produce un'anima vivente o creatura chiamata uomo... Vediamo così che la pretesa dei religionisti che l'uomo abbia un'anima immortale, e differisca perciò dalle bestie, non è scritturale... Non c'è un solo testo nella Bibbia il quale affermi che l'anima umana sia immortale... Il fatto che l'anima umana è immortale può essere ampiamente dimostrato mediante un accurato studio delle Scritture" (
Sia Dio riconosciuto verace, pp.59-61). Per i TdG quando l'uomo muore entra nel "sonno dell'anima" o nella "estinzione dell'anima"; citano il profeta Ezechiele 18,4: "l'anima che pecca sarà quella che morrà" e Qoèlet 9,5: "ma i morti non sanno nulla". In realtà non è così come si può vedere nel sito evangelico "la nuova Via" (http://lanuovavia.org/testimonidigeova_5.html#to17) e in particolare nell'opuscono N°2 di Padre Nicola Tornese dal titolo "Vivi o morti? Morti dicono i TdG, vivi afferma la Bibbia" (http://www.geocities.com/athens/acropolis/6762/tdg_tornese.htm). Diciamo solo alcune cose: 1)Dio ha fatto l'uomo di poco inferiore agli "angeli", pertanto tra gli uomini e gli animali c'è un abisso incolmabile (Sal.8,6) e "Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura" (Sap.2,23); 2)L'uomo è un "essere vivente" (Gn.2,6) cioè "nefesh hayyâh", composto da "polvere plasmata" e da "soffio divino" che ha qui il significato di "persona" non semplicemente di "anima spirituale" o "anima vivente"; 3)La parola "nefesh" può avere i seguenti significati: a)essere vivente, uomo o animale, così come appare ai nostri sensi; b)persona (uomo o donna) quando il "nefesh" è detto di un essere vivente umano; c)animale quando il "nefesh" indica un essere vivente infraumano; d)vita, sia umana che infraumana, secondo i casi, come risulta dal contesto; e)tutti i significati del "nefesh" possono essere espressi con i pronomi corrispondenti (cfr. anche"La Bibbia e la retribuzione intraterrena e ultraterrena nell'AT e nel NT"). In ogni modo "nefesh" e "psychè" indicano, quando si riferiscono all'uomo, che è una unitotalità di "spirito, anima e corpo" (cfr. 1Ts.5,23), a tutto l'uomo nella sua vita intima in relazione a Dio.
Ovviamente nel NT, Gesù fa "nuove tutte le cose" (Ap.21,5) essendo la "pienezza della divinità" (Col.2,9), il "vino nuovo che spacca gli otri vecchi" (Lc.5,37), il "compimento della Legge e del profeti" (Mt.5,17) e allora da una luce radicalmente nuova al significato della vita e della salvezza e di conseguenza alle parole (nefesh-psychè) affermando che mentre la vita umana può essere stroncata dall'uomo vi è l'esistenza di una vita decisiva nell'uomo, la psychè, che sfugge alla morte eterna (cfr. Mt.10,28; Lc.12,4; 2Cor.12,15; ecc.). Il NT parla della IMMEDIATA RETRIBUZIONE che dopo la morte sarà data a ciascuno in rapporto alle sue opere e alla sua fede, di una sorte ultima per l'anima (cf. Mt.16,26: "Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?"); 1)La parabola del povero Lazzaro (Lc.16,22); 2)La parola detta da Cristo in croce al buon ladrone (Lc.23,43); 3)altri testi del NT (2Cor.5,8; Fil.1,23; Eb.9,27; 12,23). Coloro che muoiono nella grazia e nella amicizia di Dio e che sono perfettamente purificati sono simili a Dio perchè lo vedono "così come egli è" (1Gv.3,2), "a faccia a faccia" (1Cor.13,12) e "sono con Cristo" (Gv.14,3) in cielo... Morire in peccato mortale senza eserne pentiti significa rimanere per sempre separati da Dio e Gesù dirà loro "via lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno" (Mt.25,41) [CCC.1023s].
Alcuni esempi di traduzioni assurde dei TdG (cfr. http://www.geocities.com/athens/acropolis/6762/tdg_tornese.htm, libretto N°17, "L'Inferno"):
Bibbia-CEI (e tutte le altre traduzioni) |
“Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture” (TNM) |
Gn.1,20.21 "Dio disse: 'le acque brulichino di esseri viventi (nefesh)... Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi (nefesh) che guizzano e brulicano nelle acque..." |
Gn.1,20.21 "E Dio proseguì dicendo: Brulichino le acque di un brulichio di anime viventi (nefesh)... E Dio creava i grandi mostri marini e ogni anima vivente (nefesh) che si muove, di cui le acque brulicarono..." |
Gn.2,7 "Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita, e l'uomo divenne un essere vivente (nefesh)..." |
Gn.2,7 "E Geova Dio formava l'uomo dalla polvere del suolo e gli soffiava nelle narici l'alito della vita e l'uomo divenne un'anima vivente (nefesh)..." |
Gn.9,5 "Del sangue vostro (nefesh) anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell'uomo (nefesh) all'uomo, a ognuno di suo fratello". |
Gn.9,5 "E, oltre a ciò, richiederò il sangue delle vostre anime (nefesh). Lo richiederò dalla mano di ogni creatura vivente; e dalla mano dell'uomo, dalla mano di ciascuno che gli è fratello, richiederò l'anima dell'uomo (nefesh)". |
Ez.18,4.20 "Ecco tutte le vite (nefesh) sono le mie: la vita del padre (nefesh) e quella del figlio (nefesh) è mia; chi pecca morirà... Colui (nefesh) che ha peccato e non altri deve morire; il figlio non sconta l'iniquità del padre, nè il padre l'iniquità del figlio" |
Ez.18,4.20 "Ecco tutte le anime (nefesh) appartengono a me. Come l'anima (nefesh) del padre così l'anima (nefesh) del figlio appartengono a me. L'anima (nefesh) che pecca, essa stessa morirà... L'anima (nefesh) che pecca essa stessa morirà..." |
Lc.6,6-9 "Ora c'era là un uomo, che aveva la mano inaridita... Gesù disse: Domando a voi: E' lecito in giorno di sabato... salvare una vita (psychè) o perderla?" |
Lc.6,6-9 "E vi era presente un uomo la cui mano destra era secca... Gesù disse loro: Io vi chiedo: E' lecito di sabato... salvare o distruggere un'anima (psychè)?" |
Mt.10,28.32 "E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna... Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini anch'io lo riconoscerò davanti alPadre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli" |
Mt.10,28 "E non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può distruggere sia l'anima sia il corpo nella Geenna..." |
Lc.12,4 "Non temete coloro che uccidono il corpo e dopo non possono far più nulla" |
Lc.12,4 "Non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo e dopo ciò non possono fare nient'altro" |
At.3,23 "E chiunque (psychè) non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo" |
At.3,23 "In realtà, ogni anima (psychè) che non ascolterà quel Profeta, sarà completamente distrutta di fra il popolo" |
1Ts.5,23 "Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito (pneuma), anima (psychè) e corpo (soma), si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo". |
1Ts.5,23 "Lo stesso Dio della pace vi santifichi completamente. E sia conservato sano sotto ogni aspetto lo spirito e l'anima e il corpo di voi, [fratelli], in maniera irriprovevole, al [tempo della] presenza del nostro Signore Gesù Cristo". |
(NB. per scoprire molte altre falsificazioni della Bibbia criminalmente realizzate dai nostri amici Testimoni di Geova consiglio i libretti di Padre Tornese "scaricabili" facilmente, dal titolo: 1)Uomini di serie B; 2)Vivi o morti; 3)Geova, chi era costui?; 4)E' prossima la fine del mondo?; 5)E voi chi dite che io sia?; 6)Bibbia, sangue e medicina; 7)La Croce e le croci; 8)La Madonna contestata; 9)Trinità, amore o falsità?; 10)Pietro e la pietra; 11)Bibbie a confronto; 12)Immagini e santi; 13)Il Natale festa pagana?; 14)Regno di Dio e regno di Geova; 15)Appello a Cesare; 16)Battesimo e battesimi; 17)Inferno; 18)La cena del Signore; 19)Purgatorio; 20)Paradiso; 21)Con quale autorità (la Chiesa); 22)Risurrezione; 23)La Confessione)
IL CASO GREBER: i TdG si servono anche di SPIRITISTI per tradurre la loro "BIBBIA"
LA BIBBIA dei TdG, uno "SGORBIO" ILLEGGIBILE e SGRAMMATICATO
La “Bibbia” dei TdG, (“Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture”, TNM), è stata scritta con un linguaggio a tratti incomprensibile e con una sintassi inappropriata. Molti versetti sono tradotti in maniera grossolana e approssimativa al punto da risultare ridicoli e perfino grotteschi sia sotto il profilo della comprensione del testo, sia sotto il profilo del più elementare senso del ridicolo. La "Società" insulta un miliardo e ottocento milioni di cristiani delle diverse chiese accusandoli di "uno spaventoso analfabetismo... per quel che riguarda la Bibbia" (
La Torre di Guardia, 25/2/1980, p.29) ma forse non hanno mai letto, con attenzione, la loro Bibbia (cfr. anche, "I TdG: forti biblisti?" di Frà Sergio Maria De Paolis OSB, ed. segno, 1998). Questo evidenzia ancora di più come i TdG leggano i libri interni stampati dalla "Società" che cita "a prova" la Bibbia e pochissimo la loro ridicola traduzione, o meglio tradimento, la TNM.
Su
"La Torre di Guardia" del 15/8/1990, pp.16-17 affermano che la traduzione geovista TNM del 1986-1987: "... ha il pregio di essere aggiornata, accurata e di facile lettura". Visto che la prima edizione della falsa Bibbia geovista in italiano è del 1967 allora il paragone va fatto solo con le Bibbie cattoliche dopo questa data.
I traduttori geovisti della TNM forse hanno fatto bene a non scrivere i loro nomi perchè la TNM è sgrammaticata e scorretta. Vediamone l'ipocrisia (
"Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca", p.187): "I seguaci della vera religione si riconoscono anche dal modo in cui considerano la Bibbia. Gesù mostrò sempre rispetto per la Parola di Dio... Non ne sminuì mai il valore. Pittosto condannò quelli i cui insegnamenti non erano in armonia con la Bibbia e che cercavano di sminuirne gli insegnamenti mettendo in risalto le loro proprie idee. Le chiese della cristianità... non stanno seguendo l'esempio del Figlio di Dio e dei suoi apostoli". Sono i TdG a non rispettare la Bibbia, a cambiarne gli insegnamenti...
Alcuni Testi assurdi... |
BIBBIA-CEI (Chiesa) |
TRADUZIONE DEL NUOVO MONDO DELLE SACRE SCRITTURE (TdG) |
Gn3,1 |
Il serpente era la più astuta delle bestie selvatiche... |
Ora il serpente il serpente mostrò d'essere il più cauto di tutte le bestie selvaggie... |
Gn3,6 |
Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza... |
Di conseguenza la donna vide che l'albero era buono come cibo e che era qualcosa che metteva voglia agli occhi, sì, l'albero era desiderabile da guardare... |
Gn8,21 |
Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò... |
E Geova sentiva un odore riposante... |
Gn45,17-18 |
Allora il faraone disse a Giuseppe: «Di' ai tuoi fratelli: Fate questo: caricate le cavalcature, partite e andate nel paese di Canaan. Poi prendete vostro padre e le vostre famiglie e venite da me... |
Faraone disse pertanto a Giuseppe: "Dì ai tuoi fratelli: "Fate questo: Caricate le vostre bestie da soma e andate, entrate nel paese di Canaan, e prendete vostro padre e le vostre case e venite qui da me... |
Gn 31,48-49 |
Làbano disse: «Questo mucchio sia oggi un testimonio tra me e te»; per questo lo chiamò Gal-Ed e anche Mizpa |
E Labano diceva: "Questo mucchio è oggi un testimone fra me e te". Perciò gli mise nome Galeed, e La Torre di Guardia |
Gn49,24 |
le sue braccia si muovon veloci... |
e la forza delle sue mani era agile... |
Es11,7 |
Ma contro tutti gli Israeliti neppure un cane punterà la lingua... |
Ma contro alcuno dei figli di Israele nessun cane affilerà la lingua... |
Lv19,26 |
Non mangerete carne con il sangue... |
Non dovete mangiare nulla insieme al sangue... |
Gb 14,17 |
e tu cancelleresti la mia colpa |
E tu applichi colla sul mio errore |
Gb 29,6 |
quando mi lavavo i piedi nel latte |
Quandolavavo i miei passi nel burro |
Gb 31,27 |
e con la mano alla bocca ho mandato un bacio |
E la mia mano baciava la mia bocca |
Gb 37,4 |
dietro di esso brontola il tuono, mugghia con il suo fragore maestoso e nulla arresta i fulmini, da quando si è udita la sua voce |
Dopo di esso un suono ruggisce; Egli tuona col suono della sua superiorità... |
Gb 37,9 |
Dal mezzogiorno avanza l'uragano e il freddo dal settentrione |
L'uragano viene dalla stanza interna. E il freddo dai venti settentrionali |
Sal 5,9 |
è pieno di perfidia il loro cuore.. |
La loro parte interiore è davvero avversità... |
Sal 6,7(6) |
ogni notte inondo di pianto il mio giaciglio, irroro di lacrime il mio letto |
Tutta la notte faccio nuotare il mio letto; Delle mie lacrime faccio traboccare il mio proprio divano |
Sal 34,8 |
Gustate e vedete quanto è buono il Signore; |
Gustate e vedete che Geova è buono; Felice è l'uomo robusto che si rifugia in lui... |
Sal 39,1 |
porrò un freno alla mia bocca mentre l'empio mi sta dinanzi... |
Di sicuro metterò una museruola a guardia della mia propria bocca... |
Sal 40,2 |
|
Mi traeva anche da una fossa ruggente... |
Sal 41,8 |
Un morbo maligno su di lui si è abbattuto, da dove si è steso non potrà rialzarsi |
Su di lui è versata una cosa buona a nulla... |
Sal 41,10 |
Per l'insulto dei miei avversari sono infrante le mie ossa; essi dicono a me tutto il giorno: «Dov'è il tuo Dio?» |
Con assassinio contro le mie ossa mi hanno biasimato quelli che mi mostrano ostilità... |
Sal 51,6 |
Ma tu vuoi la sincerità del cuore e nell'intimo m'insegni la sapienza... |
Ecco hai provato diletto nella stessa veracità nella parti interiori... |
Sal 69,2
|
Salvami, o Dio: l'acqua mi giunge alla gola |
Salvami, o Dio, poichè le acque sono giunte fino all'anima |
Sal 132,3 |
Non entrerò sotto il tetto della mia casa, non mi stenderò sul mio giaciglio |
Certamente non salirò sul divano del mio grande giaciglio... |
Sal 144,12 |
le nostre figlie come colonne d'angolo nella costruzione del tempio |
Le nostre figlie come angoli scolpiti nello stile dei palazzi... |
Sal 147,17 |
Getta come briciole la grandine... |
Getta il suo ghiaccio come bocconi... |
Prv 11,17 |
|
L'uomo di amorevole benignità tratta rimunerativamente la sua propria anima, ma la persona crudele da l'ostracismo al suo proprio organismo... |
Prv 11,24 |
C'è chi largheggia e la sua ricchezza aumenta, c'è chi risparmia oltre misura e finisce nella miseria. |
C'è chi spande eppure cresce; anche chi si trattiene da ciò che è giusto, ma ne risulta solo indigenza... |
Prv 11,25 |
La persona benefica avrà successo e chi disseta sarà dissetato. |
L'anima generosa sarà essa stessa resa grassa, e chi inaffia liberamente (altri) sarà anche lui liberamente inaffiato... |
Is 3,20 |
bende, catenine ai piedi, cinture, boccette di profumi, amuleti |
le acconciature per il capo e le catenelle dei piedi e le fasce per il petto e le 'case dell'anima' e le tintinnanti conchiglie ornamentali |
Is.25,4 |
...poichè lo sbuffare dei tiranni è come pioggia d'inverno... |
... quando il soffio dei tiranni è come il temporale contro un muro... |
Is.25,6 |
Preparerà il Signore degli eserciti per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati |
E Geova degli eserciti certamente farà per tutti i popoli, su questo monte, un banchetto di piatti ben oliati, un banchetto di (vini) chiariti, di piatti ben oliati pieni di midollo, di (vini) chiariti, filtrati |
Is.25,7 |
Egli strapperà su questo monte il velo che copriva la faccia di tutti i popoli e la coltre che copriva tutte le genti |
E su questo monte egli certamente inghiottirà la faccia dell'avvolgimentoche si avvolge su tutti i popoli, e l'opera tessuta che si intesse su tutte le nazioni |
Is.26,3 |
Il suo animo è saldo; tu gli assicurerai la pace, pace perchè in te ha fiducia. |
Nella continua pace salvaguarderai l'inclinazione che è ben sostenuta, perchè si confida in te |
Is.26,19 |
Ma di nuovo vivranno i tuoi morti, risorgeranno i loro cadaveri. Si sveglieranno ed esulteranno quelli che giacciono nella polvere, perchè la tua rugiada è rugiada luminosa, la terra darà alla luce le ombre. |
I tuoi morti vivranno. Un mio cadavere: sorgeranno. Svegliatevi e gridate di gioia, voi che risiedete nella polvere! Poichè la tua rugiada è come la rugiada delle malve, e la terra stessa farà cadere (nella nascita) anche gli impotenti nella morte" |
Is.30,28 |
Viene per vagliare i popoli con il vaglio distruttore |
... per far oscillare le nazioni da una parte all'altra col setaccio dell'inutilità |
Is.32,19 |
... e la città sprofonderà... |
... e la città scenderà in uno stato di abbassamento |
Is.32,20 |
Beati voi! Seminerete in riva a tutti i ruscelli e lascerete in libertà buoi e asini |
Felici voi che seminate lungo tutte le acque, mandando avanti i piedi del toro e dell'asino |
Is.38,11 |
... non vedrò più nessuno fra gli abitanti di questo mondo |
Non guarderò più il genere umano con gli abitanti (del paese) della cessazione |
Is.45,8 |
Stillate cieli dall'alto e le nubi facciano piovere la giustizia |
O cieli fate gocciolare da sopra, e gli stessi cieli nuvolosi stillino giustizia |
Is.49,23 |
I re saranno i tuoi tutori, le loro principesse tue nutrici |
E dei re dovranno divenire per te balii, e le loro principesse nutrici per te |
Is.54,1 |
perchè più numerosi sono i figli dell'abbandonata che i figli della maritata, dice il Signore. |
... poichè i figli della desolata sono più numerosi della donna con un proprietario maritale |
Is.59,3 |
Le vostre palme sono macchiate di sangue |
... La vostra propria lingua ha continuato a borbottare assoluta ingiustizia |
Is 63,9 |
Non un inviato ne un angelo, ma egli stesso li ha salvati |
E il suo proprio messaggero personale li salvò |
Ger5,28 |
Sono grassi e pingui, altrepassano i limiti del male... |
Sono ingrassati; son divenuti lucidi. Hanno anche traboccato di cose cattive... |
Ger8,6 |
Ognuno segue senza voltarsi la sua corsa come un cavallo che si lancia nella battaglia... |
Ciascuno torna alla condotta popolare, come il cavallo che si lancia nella battaglia... |
Ger10,18 |
Poichè dice il Signore: Ecco, questa volta, caccerò lontano gli abitanti del paese; li ridurrò alle strette, perchè mi ritrovino... |
Perchè Geova ha detto questo: Ecco, frombolerò in questa occasione gli abitanti della terra, e di sicuro causerò loro angustia affinchè trovino... |
Ger11,19 |
Abbattiamo l'albero nel suo rigoglio... |
Riduciamo in rovina l'albero col suo cibo... |
Ger.46,22 |
La sua voce è come di serpente che sibila |
La sua voce è simile a quella di un serpente che avanza |
Ger.48,28 |
siate come la colomba che fa il nido nelle pareti di una gola profonda |
... e divenite come la colomba che si fa il nido nelle regioni della bocca della cavità |
Lam.2,2.5 |
Il Signore ha distrutto senza pietà tutte le dimore di Giacobbe... Il Signore è divenuto come un nemico, ha distrutto Israele; ha distrutto tutti i suoi palazzi... |
Geova ha inghiottito, non ha mostrato compassione per alcuno dei luoghi di dimora di Giacobbe... Geova è divenuto come un nemico. Ha inghiottito Israele. Ha inghiottito tutte le sue torri di dimora... |
Lam 5,5 |
Con un giogo sul collo siamo perseguitati |
Siamo stati inseguiti fin sopra il nostro collo |
Lam 3,48-49 |
Rivoli di lacrime scorrono dai miei occhi, per la rovina della figlia del mio popolo. Il mio occhio piange senza sosta perchè non ha pace |
Ruscelli d'acqua continua a riversare il mio occhio... Il mio medesimo occhio è stato versato e non avrà posa, così che non ci sono pause... |
Lam 4,5 |
... coloro che erano allevati sulla porpora abbracciano letame. |
I medesimi che erano allevati nello scarlatto han dovuto abbracciare mucchi di cenere |
Lam 5,5 |
con un giugo sul collo siamo stati perseguitati |
Siamo stati inseguiti fin sopra il nostro collo |
Ez.12,5 |
Fa un'apertura nel muro |
...forati la via attraverso il muro |
Ez.13,20 |
Perciò dice il Signore Dio: Eccomi contro i vostri nastri magici con i quali voi date la caccia alla gente come a uccelli |
Ecco, io sono contro le fascie di voi donne, con le quali date la caccia alle anime come se fossero cose volanti... |
Ez.16,26 |
Hai concesso i tuoi favori ai figli d'Egitto, tuoi corpulenti vicini... |
E ti prostituivi ai figli d'Egitto, ai tuoi vicini di carne grossa... |
Ez.21,11-12 |
Grida e lamèntati, o figlio dell'uomo, perchè essa pesa sul mio popolo, su tutti i prìncipi d'Israele: essi cadranno di spada insieme con il mio popolo. |
Essa, la spada... è contro tutti i capi principali di Israele. I medesimi lanciati alla spada son venuti ad essere col mio popolo |
Ez.21,29 |
mentre tu hai false visioni e ti si predicono sorti bugiarde, la spada sarà messa alla gola degli empi perversi... |
Perchè divinano per te una menzogna, per metterti sul collo degli uccisi... |
Ez.36,3 |
Poichè siete stati devastati e perseguitati dai vicini per renderci possesso delle altre nazioni... |
Per la ragione, sì, per la ragione che c'è stato un rendervi desolati e un divorarvi da ogni parte... |
Dn.4,28-29 |
Nabucodonosor camminava sulla terrazza della reggia... |
Nabucodonosor il re... camminava sul palazzo reale |
Dn.7,18 |
ma i santi dell'Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per secoli e secoli |
... prenderanno possesso del regno a tempo indefinito, sì, a tempo indefinito di tempi indefiniti |
Dn.8,4 |
Io vidi che quel montone cozzava verso l'occidente, il settentrione e il mezzogiorno ... nè alcuno era in grado di liberare dal suo potere... |
Vidi il montone cozzare a ovest e a nord e a sud... e non c'era nessuno che liberasse dalla sua mano... |
Dn.8,25 |
Per la sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani, si insuperbirà in cuor suo e con inganno farà perire molti: insorgerà contro il principe dei prìncipi, ma verrà spezzato senza intervento di mano d'uomo. |
... e durante la libertà dalle ansie ridurrà in rovina molti. E sorgerà contro il Principe dei principi, ma sarà infranto senza mano... |
Dn.9,11 |
... s'è allontanato per non ascoltare la tua voce... |
... c'è stato uno sviarsi col non ubbidire alla tua voce... |
Dn.11,10 |
Poi suo figlio si preparerà alla guerra, raccogliendo una moltitudine di grandi eserciti, con i quali avanzerà come una inondazione: attraverserà il paese per attaccare di nuovo battaglia e giungere sino alla sua fortezza. |
... E nel venire certamente verrà e inonderà e attraverserà. Ma tornerà, e si ecciterà fino alla sua fortezza... |
Dn.11,18 |
Poi volgerà le mire alle isole e ne prenderà molte, ma un comandante straniero farà cessare la sua arroganza, facendola ricadere sopra di lui. |
Ed egli rivolgerà la faccia ai paesi costieri e realmente ne catturerà molti. E un comandante dovrà far cessare per sè il biasimo da parte di lui, (così che) il suo biasimo non sarà. Lo farà ricadere su quello. |
Dn.11,22 |
Le forze armate saranno annientate davanti a lui e sarà stroncato anche il capo dell'alleanza. |
E riguardo alle braccia dell'inondazione, saranno inondate a causa di lui, e saranno infrante; come anche il Condottiero del patto |
Dn.11,24 |
Entrerà di nascosto nei luoghi più fertili della provincia e farà cose che nè i suoi padri nè i padri dei suoi padri osarono fare... |
Durante la libertà dalle ansie, entrererà perfino nella pinguedine del distretto giurisdizionale... |
Dn.11,26 |
...il suo esercito sarà travolto e molti cadranno uccisi... |
... E in quanto alle sue forze militari, saranno inondate... |
Dn.11,35 |
Alcuni saggi cadranno perchè fra di loro ve ne siano di quelli purificati, lavati, resi candidi fino al tempo della fine, che dovrà venire al tempo stabilito. |
E alcuni di quelli che avranno perspicacia saranno fatti inciampare, affinchè si compia un'opera di raffinamento a causa d'essi e affinchè si compia una purificazione e affinchè si compia un imbiancamento... |
Dn.12,2 |
Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno... |
E molti di quelli addormentati nel suolo della polvere... |
Dn.12,3 |
I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento... |
E quelli che hanno perspicacia splenderanno come lo splendore della distesa... |
Os.5,5 |
L'arroganza d'Israele testimonia contro di lui... |
E l'orgoglio d'Israele gli ha attestato in faccia... |
Os.5,7 |
...un conquistatore li divorerà insieme con i loro campi. |
Ora un mese li divorerà con le loro porzioni... |
Os.8,7 |
...Il loro grano sarà senza spiga, se germoglia non darà farina... |
Nulla ha grano in piedi. Nessun germoglio produce farina... |
Os.10,11 |
Efraim è una giovenca addestrata cui piace trebbiare il grano. Ma io farò pesare il giogo |
Ed Efraim era una giovenca addestrata che amava trebbiare; e io, da parte mia, passai sul suo bel collo... |
Os.11,4 |
...ero per loro come chi solleva un bimbo alla sua guancia; mi chinavo su di lui per dargli da mangiare... |
così che divenni per loro come chi leva il giogo dalle loro mascelle, e delicatamente portai cibo a (ciasc)uno |
Os.11,8 |
... Il mio cuore si commuove dentro di me, |
Il mio cuore è mutato dentro di me; nello stesso tempo le mie compassioni si sono riscaldate... |
Os.13,15 |
Efraim prosperi pure in mezzo ai fratelli: verrà il vento d'oriente, si alzerà dal deserto il soffio del Signore e farà inaridire le sue sorgenti, farà seccare le sue fonti, distruggerà il tesoro di tutti i vasi preziosi. |
Nel caso che egli stesso mostrasse fruttuosità come il figlio delle canne, un vento orientale, il vento di Geova verrà. Sale dal deserto... |
Os.14,8 |
... grazie a me tu porti frutto... |
...Da me deve trovarsi frutto per te... |
Gl.1,8 |
Piangi, come una vergine che si è cinta di sacco per il fidanzato della sua giovinezza. |
Fa lamento come una vergine cinta di sacco sul proprietario della sua giovinezza... |
Gl.1,18 |
Come geme il bestiame... |
Oh come ha sospirato l'animale domestico! |
Gl.2,2 |
giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità. Come l'aurora, si spande sui monti... |
"E' un giorno di tenebre e di caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità, come la luce dell'aurora diffusa sui monti... |
Gl.2,25 |
Vi compenserò delle annate che hanno divorate la locusta e il bruco, il grillo e le cavallette, quel grande esercito che ho mandato contro di voi. |
E certamente vi compenserò degli anni in cui la locusta, la larva della cavalletta e lo scarafaggio e il bruco hanno mangiato, le mie grandi forze militari che ho mandato fra voi... |
Am.2,7 |
essi che calpestano come la polvere della terra la testa dei poveri e fanno deviare il cammino dei miseri... |
Ansimano per la polvere sulla testa delle persone misere; e fanno deviare la via dei mansueti... |
Am.4,6 |
Eppure, vi ho lasciato a denti asciutti in tutte le vostre città e con mancanza di pane in tutti i vostri villaggi... |
E anch'io, da parte mia, vi diedi purezza di denti in tutte le vostre città e mancanza di pane in tutti i vostri luoghi... |
Am.5,8 |
Colui che ha fatto le Pleiadi e Orione, cambia il buio in chiarore del mattino e stende sul giorno l'oscurità della notte... |
Colui che muta la profonda ombra nello stesso mattino, e Colui che ha fatto il giorno stesso oscuro come la notte... |
Am.5,9 |
Egli fa cadere la rovina sulle fortezze e fa giungere la devastazione sulle cittadelle. |
Colui che fa balenare la spoliazione su qualcuno forte, affinchè la spoliazione stessa venga pure su un luogo fortificato... |
Am.6,13 |
Voi vi compiacete di Lo-debàr dicendo: «Non è per il nostro valore che abbiam preso Karnàim?». |
(voi che) vi rallegrate di una cosa che non è, che dite: 'Non abbiamo preso per noi stessi le corna con la nostra forza? |
Am.7,4 |
il Signore Dio chiamava per il castigo il fuoco che consumava il grande abisso e divorava la campagna. |
Geova invocava una contesa per mezzo del fuoco... e divorò il tratto di paese... |
Am.8,4 |
Ascoltate questo, voi che calpestate il povero e sterminate gli umili del paese... |
Udite questo voi che divorate qualcuno povero, pure per far cessare i mansueti della terra... |
Am.8,8 |
Non forse per questo trema la terra, sono in lutto tutti i suoi abitanti, si solleva tutta come il Nilo, si agita e si riabbassa come il fiume d'Egitto? |
il paese sarà agitato... ed esso, tutto quanto, certamente salirà proprio come il Nilo e sarà agitato e affonderà come il Nilo d'Egitto? |
Mi.2,6 |
Non profetizzate!» - «Ma devono profetizzare». «Non profetizzate riguardo a queste cose!» - «Ma non si terrà lontano l'obbrobrio». |
Non fate stillare (parole). Essi fanno stillare (parole). Non faranno stillare (parole) riguardo a queste (cose). Le umiliazioni non se ne andranno... |
Mi.2,8 |
Ma voi come nemici insorgete contro il mio popolo. Da chi è senza mantello esigete una veste, dai passanti tranquilli, un bottino di guerra. |
E ieri il mio proprio popolo si levava come un assoluto nemico. Dal davanti di una veste voi strappate l'ornamento maestoso, da quelli che passano con fiducia, (come) quelli che tornano dalla guerra... |
Mi.3,2 |
Nemici del bene e amanti del male, voi strappate loro la pelle di dosso e la carne dalle ossa». |
strappate la pelle alla gente e il loro organismo dalle loro ossa... |
Na.1,5 |
si leva la terra davanti a lui, il mondo e tutti i suoi abitanti. |
E la terra si solleverà a causa della sua faccia... |
Na.1,8 |
conosce quelli che confidano in lui quando l'inondazione avanza. Stermina chi insorge contro di lui e i suoi nemici insegue nelle tenebre. |
E mediante l'inondazione che passerà farà un assoluto sterminio del luogo di lei, e le tenebre inseguiranno i suoi medesimi nemici |
Na.1,12 |
Così dice il Signore: Siano pure potenti, siano pure numerosi, saranno falciati e spariranno. Ma se ti ho afflitto, non ti affliggerò più. |
Geova ha detto questo: 'Benchè fossero in piena forma e molti fossero in tale stato, pure in tale stato devono essere tagliati; e uno deve passare. E certamente ti infliggerò, tanto che non ti affligerò più. |
Na.2,10 |
Devastazione, spogliazione, desolazione; |
Vuoto e vacuità, e (una città) devastata. E il cuore si strugge, e (le) ginocchia vacillano, e in tutti i fianchi sono penosi dolori; e in quanto alle faccie di tutti loro, hanno radunato un ardore (di eccitazione) |
Na.3,13 |
Ecco il tuo popolo: in te vi sono solo donne... |
Ecco, il tuo popolo sono donne in mezzo a te... |
Ab.1,6 |
Ecco, io faccio sorgere i Caldei, popolo feroce e impetuoso, che percorre ampie regioni per occupare sedi non sue. |
la nazione aspra e impetuosa, che va ai luoghi ampiamente aperti della terra per prendere possesso |
Ab.1,10 |
Egli dei re si fa beffe, e dei capi si ride; si fa gioco di ogni fortezza, assale una città e la conquista. |
Da parte sua, ride perfino di ogni luogo fortificato, e ammassa la polvere e lo cattura |
Ab.2,3 |
È una visione che attesta un termine, parla di una scadenza e non mentisce; se indugia, attendila, perchè certo verrà e non tarderà». |
Poichè (la) visione è ancora per il tempo fissato, e continua ad ansimare sino alla fine, e non mentirà |
Ab.2,4 |
Ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede. |
Ecco, la sua anima si è gonfiata; non è stata retta dentro di lui. Ma in quanto al giusto, continuerà a vivere per la sua fedeltà. |
Ab.3,15 |
Hai affogato nel mare i suoi cavalli nella melma di grandi acque. |
Calcasti il mare (con) i tuoi cavalli, (attraverso) il mucchio di vaste acque |
Ab.3,16 |
Ho udito e fremette il mio cuore, a tal voce tremò il mio labbro, la carie entra nelle mie ossa e sotto di me tremano i miei passi. Sospiro al giorno dell'angoscia che verrà contro il popolo che ci opprime. |
Udii, e il mio ventre si agitava; al suono le mie labbra tremarono; il marciume entrava nelle mie ossa; e nella mia situazione fui agitato, per dover aspettare quietamente il giorno dell'angustia, la (sua) ascesa al popolo, (che) egli li assalisse |
Sof.2,11 |
Terribile sarà il Signore con loro, poichè annienterà tutti gli idoli della terra, mentre a lui si prostreranno, ognuno sul proprio suolo, i popoli di tutti i continenti. |
Geova sarà tremendo contro di loro; perchè certamente renderà emaciati tutti gli dei della terra |
Sof.2,14 |
il gufo striderà sulle finestre e il corvo sulle soglie. |
poichè certamente egli denuderà il medesimo rivestimento di legno... |
Sof.3,3 |
I suoi capi in mezzo ad essa sono leoni ruggenti, i suoi giudici sono lupi della sera, |
I suoi giudici erano lupi della sera che non rodevano (ossi) fino al mattino |
Zc.9,9 |
cavalca un asino, un puledro figlio d'asina |
cavalca un asino, sì, un animale fatto, figlio di un'asina |
Zc.9,15 |
...e calpesteranno le pietre della fionda... |
...ed essi realmente divoreranno e soggiogheranno le pietre da fionda... |
Zc.14,6 |
In quel giorno, non vi sarà nè luce nè freddo, nè gelo... |
E deve accadere in quel giorno (che) non ci sarà luce preziosa,le cose saranno congelate... |
Mt.8,28 |
Giunto all'altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli vennero incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva più passare per quella strada. |
...nel paese dei gadareni, gli vennero incontro due indemoniati che uscivano di fra le tombe commemorative, insolitamente fieri, tanto che nessuno aveva il coraggio di passare per quella strada... |
Mt.9,16 |
Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perchè il rattoppo squarcia il vestito e si fa uno strappo peggiore. |
Nessuno cuce una toppa di panno non contratto su un mantello vecchio... |
Mt.10,28 |
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. |
E non abbiate timore di quelli che uccidono il corpo ma non possono uccidere l'anima; ma temete piuttosto colui che può distruggere sia l'anima che il corpo nella Geenna |
Mt.19,28 |
E Gesù disse loro: «In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell'uomo sarà seduto sul trono della sua gloria... |
Veramente ti dico: Nella ricreazione, quando il Figlio dell'uomo sederà sul suo glorioso trono... |
Mc.5,42 |
Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. |
E immediatamente la fanciulla si alzò e camminava... E subito furono presi da grande estasi |
Mc.7,4 |
...e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame |
... e ci sono molte altre tradizioni che hanno ricevuto per osservarle: battesimi di calici e brocche e vasi di rame... |
Mc.7,21-22 |
Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. |
... poichè dal di dentro, dal cuore degli uomini vengono i ragionamenti dannosi: furti, assassinii... occhio invidioso.... |
Mc.14,18 |
Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me, mi tradirà». |
... Gesù disse: 'Veramente vi dico: Uno di voi, che sta mangiando con me, mi tradirà... |
Mc.14,34 |
Gesù disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate». |
E disse loro: 'L'anima mia è profondamente addolorata, fino alla morte... |
Lc.1,28 |
Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». |
E quando fu entrato da lei le disse: 'Buon giorno, altamente favorita, Geova è con te... |
Lc.5,10 |
così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». |
Ma Gesù disse a Simone: 'Smetti di aver timore. Da ora in poi prenderai uomini vivi' |
Lc.5,26 |
Tutti rimasero stupiti e levavano lode a Dio; pieni di timore dicevano: «Oggi abbiamo visto cose prodigiose». |
Quindi tutti furono presi da estasi... |
Lc.21,25 |
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti... |
... a causa del muggito del mare... |
Gv.1,51 |
Poi gli disse: «In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell'uomo». |
Gli disse ancora: 'Verissimamente vi dico...' |
Gv.20,28 |
Rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». |
Rispondendo, Tommaso gli disse: 'Mio Signore e mio Dio!' |
At.10,47 |
Allora Pietro disse: «Forse che si può proibire che siano battezzati con l'acqua questi che hanno ricevuto lo Spirito Santo al pari di noi?». |
Può qualcuno proibire l'acqua affinchè non siano battezzati... |
At.11.5 |
«Io mi trovavo in preghiera nella città di Giaffa e vidi in estasi una visione: un oggetto, simile a una grande tovaglia, scendeva come calato dal cielo per i quattro capi e giunse fino a me. |
... e in estasi vidi in visione, una sorta di vaso che scendeva come una grande tela di lino calata per le sue quattro estremità del cielo... |
At.14,17 |
...fornendovi il cibo e riempiendo di letizia i vostri cuori... |
... riempendo i vostri cuori di cibo e allegrezza... |
1Cor.5,5 |
questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore. |
consegnate tale uomo a Satana per la distruzione della carne, affinchè lo spirito sia salvato nel giorno del Signore... |
2 Cor.12,20 |
Temo infatti che, venendo, non vi trovi come desidero e che a mia volta venga trovato da voi quale non mi desiderate; che per caso non vi siano contese, invidie, animosità, dissensi, maldicenze, insinuazioni, superbie, disordini... |
Poichè temo... quando arriverò, non vi trovi come desidererei... contenzioni, maldicenze, sussurri, casi di gonfiezza... |
Fil.2,6-7 |
il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, |
Il quale, benchè esistesse nella forma di Dio, non prese in considerazione una rapina, cioè che dovesse essere uguale a Dio. No, ma vuotò se stesso e prese la forma di uno schiavo... |
Eb.1,6 |
E di nuovo, quando introduce il primogenito nel mondo, dice: Lo adorino tutti gli angeli di Dio. |
Ma quando introduce di nuovo il suo Primogenito nella terra abitata, dice: 'E tutti gli angeli di Dio gli rendano omaggio" |
Eb.1,8 |
del Figlio invece afferma: Il tuo trono, Dio, sta in eterno e: Scettro giusto è lo scettro del tuo regno; |
Ma riguardo al Figlio: 'Dio è il tuo trono per i secoli dei secoli... |
Eb.4,12 |
Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell'anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. |
Poichè la parola di Dio... è più tagliente di qualsiasi spada a due tagli e penetra fino alla divisione dell'anima e dello spirito... |
|
Sappiamo anche che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il vero Dio e la vita eterna. |
Ma sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato la capacità intellettuale di acquistare conoscenza del Vero. E noi siamo uniti al Vero, per mezzo del Figlio suo Gesù Cristo. Questi è il vero Dio e la vita eterna. |
Gd.16 |
Sono sobillatori pieni di acredine, che agiscono secondo le loro passioni; la loro bocca proferisce parole orgogliose e adùlano le persone per motivi interessati. |
... e la loro bocca pronuncia cose gonfie... |
Ap.6,8 |
Ed ecco, mi apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra. |
E vidi, ed ecco, un cavallo pallido... |
Ap.14,20 |
Il tino fu pigiato fuori della città e dal tino uscì sangue fino al morso dei cavalli, per una distanza di duecento miglia. |
... e dallo strettoio uscì sangue fino ai freni dei cavalli... |
Ap.20,10 |
E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e zolfo, dove sono anche la bestia e il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli. |
E il Diavolo che sviava fu scagliato nel lago di fuoco e zolfo, dove (erano già) la bestia selvaggia e il falso profeta; e saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli... |
Ap.22,13 |
Io sono l'Alfa e l'Omega, il Primo e l'Ultimo, il principio e la fine. |
Io sono l'Alfa e l'Omega, il primo e l'ultimo, il principio e la fine |
Per leggere altri versetti della imbarazzante traduzione della Bibbia-TNM dei TdG consigliamo l'agile libretto di Frà Sergio Maria De Paolis OSB dal titolo "TdG: forti biblisti?", ed. Segno, 1998. |
Le numerose infedeltà bibliche dei traduttori geovisti, la mancanza di chiarezza e scorrevolezza del linguaggio, la inesistenza della grammatica e della sintassi, la mancanza del più elementare senso del ridicolo e una grossolana conoscenza della lingua italiana nonchè i falsi scritturali particolarmente presenti nel NT, dimostrano una spregiudicatezza ed una mancanza di rispetto, dei traduttori geovisti, per la Parola di Dio, davvero sconcertanti. Il termine "Geova" è stato inserito abusivamente in oltre 7.000 testi nonostane sia stato squalificato da tutti gli eruditi dal 1930 in poi, poichè è risultato un errore grossolano di trascrizione del nome di Dio. Addirrittura come già visto, la società Torre di Guardia ha riconosciuto il termine "Jahvèh" come il più corretto (cf. "La Torre di Guardia", 1/2/1961).
QUANDO I TdG CITANO UN "ESPERTO", TALVOLTA GLI FANNO DIRE IL CONTRARIO DEL SUO PENSIERO E A SUA INSAPUTA; MA COSA SUCCEDE SE L'ESPERTO VIENE AVVISATO?
I TdG ACCUSANO LA CHIESA DI AVER IMPEDITO LA LETTURA DELLA BIBBIA AL POPOLO; SI AVVALGONO DI CALUNNIE E FALSI STORICI RIESUMATI AD HOC
I TdG riesumano e talvolta producono falsi documenti per dimostrare che la Chiesa ha nascosto e impedito la lettura della Bibbia. Un loro tentativo maldestro di "falso storico" è il documento "Roma e la Bibbia" (http://www.infotdgeova.it/roma.htm#_ftn2):
Molti TdG portano con sè la fotocopia di un "documento storico", risalente al tempo della Riforma, nel quale vengono riportati dei consigli che alcuni Cardinali avrebbero dato a Papa Giulio III all'epoca della sua elezione, nel 1550. Il documento viene a volte citato dai TdG (La Torre di Guardia, del 1/6/1959, p.328 e nella Svegliatevi! dell'8/4/61, p.7) per "dimostrare" come la chiesa cattolica abbia deliberatamente ed empiamente nascosto la verità biblica alle persone. Tale falso documento attribuito alla Chiesa Cattolica viene inserito dai capi geovisti nella versione francese de "La Torre di Guardia" del giugno 1912 alle pagine 210-211 (cfr. aseguire).

In realtà si tratta di un falso storico, il cui autore fu Pier Paolo Vergerio (1498-1565) che mette in scena tre vescovi che consigliano il papa Giulio III sul modo di ristabilire l'autorità pontificale. Paolo Vergerio vescovo cattolico di Modrusch, poi di Capo d'Istria, che aderì in seguito alla Riforma verso il 1549, dopo essere stato deposto dall'episcopato, nel 1549, fuggì in paesi protestanti, aderì alla Riforma e si distinse per la produzione di numerosi scritti polemici contro la Chiesa cattolica. Il testo è conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi è una critica, in chiave satirica, del papato, pubblicata nel 1553.
Alcune semplici considerazioni:
1)Nel 1550 non c'erano Bibbie da "strappare dalle mani del popolo" perchè la stragrande maggioranza della popolazione non sapeva nè leggere nè scrivere al punto che per firmare usava apporre un segno di croce.
2)La Bibbia in uso nei paesi cattolici nel 1550 era scritta in latino, quindi per persone colte e aveva un alto costo.
3)Se "strappare dalle mani del popolo" volesse dire "non dare lettura", "non portare a conoscenza" della Bibbia il popolo, sarebbe una idea ancora più assurda poichè più facile e senza rischi di provocare tumulti dare lettura di una Bibbia "addomesticata" e "falsificata" e poi darla nella mani del popolo il quale, data la sua ignoranza, non sarebbe stato in grado di contestare.
4)I TdG scrivono a proposito degli "Apostati" che vengono allontanati o se ne vanno dalla Società: "...nelle file del popolo di Geova... questi superbi... Affermano che è sufficiente leggere la Bibbia, da soli o in piccoli gruppi a casa. Ma, cosa strana, mediante questo tipo di lettura biblica sono tornati indietro proprio alle dottrine apostate che i commentari del clero della cristianità insegnavano cento anni fa, e alcuni hanno persino ricominciato a celebrare le feste della cristianità, come i Saturnali romani del 25 dicembre" (
La Torre di Guardia, 15/8/1982, pp.28-29). Questo vuol dire l'opposto di quanto hanno affermato i TdG nel "falso" citato e cioè che la Chiesa cattolica in realtà ha avuto sempre l'interesse a distribuire la Bibbia e non a "strapparla dalle mani del popolo", perchè in questo modo il popolo "torna indietro" alla Chiesa!!!
5) ( tratto da: http://digilander.libero.it/domingo7/LA%20BIBBIA%20VIETATA%20AI%20CRISTIANI.htm):
"Fino al 1500, per circa 15 secoli, i cristiani mediante la Chiesa hanno sempre avuto modo di leggere la Bibbia (Vetus latina (II-V sec.), Vulgata (V sec., traduz. di San Girolamo du richiesta di papa Damaso I), ecc.), gli scritti dei Padri, quelli dei religiosi, quelli dei laici, dei profani, dei cristiani, dei non cristiani, dei classici greci e latini e dei pensatori arabi ed ebrei. Fu soprattutto grazie alla lungimiranza ed alla cultura della Chiesa che, nel Medioevo, gli amanuensi ed i monaci ricopiarono e salvarono da distruzione un immenso patrimonio di libri classici, religiosi, filosofici, scientifici spesso ereditati dalla cultura pagana, giudaica ed islamica. Vietati furono solo quei libri contrari alla fede ed alla salute spirituale e materiale dei fedeli. Nel Medioevo più volte la Chiesa operò controlli sulla lettura delle Bibbie in lingua volgare (spesso poco affidabili perchè tradotte da persone prive di una adeguata preparazione), sulla indiscriminata diffusione delle versioni dialettali e sull'utilizzo delle Sacre Scritture da parte degli eretici. Anche la diffusione dei testi originali fu merito soprattutto della chiesa cattolica. Nel 1520 Papa Leone X approvò infatti la cosiddetta Poliglotta Complutense, fatta stampare dal Cardinale Primate di Spagna Francisco Ximenes de Cisneros (1437-1517) e contenente il testo greco del Nuovo Testamento e ben quattro volumi dell'Antico Testamento in latino, greco, aramaico ed ebraico. Dopo il Concilio di Trento (1545-63) maggiori controlli vennero sicuramente introdotti, nei paesi cattolici, sulle Sacre Scritture, sulle versioni in lingua volgare e sulla diffusione di Bibbie tradotte da ignoti o stampate da anonimi editori. Il Textus Receptus, cui facevano costante riferimento le bibbie protestanti, risultava poi meno sicuro della Vulgata in quanto ricostruito da Erasmo da Rotterdam utilizzando alcuni manoscritti poco affidabili. Tutte le versioni nelle lingue nazionali furono tratte dalla Vulgata (considerata, a quei tempi, la versione più attendibile) e vennero liberamente lette dal popolo cristiano. Le autorità ecclesiastiche proibirono, invece, la lettura delle versioni protestanti in quanto spesso ricavate da manoscritti scarsamente attendibili, talora segnate da stili polemici ed anticattolici e sempre prive di note esplicative (indubbiamente utili in presenza di bassissimi livelli di cultura). I timori legati alla diffusione della Bibbia in volgare si fondavano anche sul grave precedente di Lutero che, traducendo, facendo stampare e diffondendo la Bibbia in tedesco, aveva utilizzato la Bibbia come strumento per portare a termine il distacco della Germania dalla comunione con la Chiesa Cattolica. Dopo un iniziale diffidenza verso le traduzioni nelle varie lingue nazionali (innescata soprattutto dal timore del protestantesimo), la Bibbia venne integralmente tradotta in lingua inglese verso il 1610 (celebre è la versione Douay-Rheims) ed in lingua italiana verso il 1780 (famosissima è la traduzione in lingua italiana della Vulgata curata dall'arcivescovo di Firenze Antonio Martini che peraltro ebbe grande diffusione fino al XX secolo). Tutto il protestantesimo continuò però ad accusare la Chiesa cattolica di attaccamento superstizioso e bigotto alla Vulgata e di immotivato rifiuto delle traduzioni dai testi originali. In Inghilterra, il re protestante Giacomo I diffuse, nel 1611, la famosa Authorized Version (meglio nota come King James Bible), facendo ampio ricorso alla traduzione cattolica di Douay-Rheims, iniziata nel 1568 ed ultimata nel 1610, ed al Nuovo Testamento tradotto da William Tyndale nel 1534. Anche qui, nonostante il gran parlare di riforma, di libero esame e di libero accesso ai testi originali, tutte le bibbie diverse dalla King James divennero "versioni non autorizzate" e la persecuzione infuriò contro i cattolici ed i puritani. La Riforma protestante rigettò senza esitazione e con fragili motivazioni l’autorevole Vulgata Clementina, adottando per almeno tre secoli nelle cosiddette traduzioni dai testi originali il discutibile e lacunoso Textus Receptus.I libri deuterocanonici furono gradualmente sradicati dalle Sacre Scritture perchè conservati solo nella Versione greca dei Settanta, perchè non accettati dagli ebrei e perchè favorevoli ad alcuni insegnamenti cattolici (opere buone, elemosine, digiuno, preghiera per i defunti, …), non compatibili con i dogmi protestanti della “predestinazione” e della "salvezza per sola fede". La Bibbia tedesca di Lutero (1522), pur riconoscendone l’utilità ed il carattere edificante, li pose in appendice. Anche la prima versione della Bibbia di Re Giacomo (1611) inserì i libri deuterocanonici in appendice, salvo poi stralciarli definitivamente dopo la confessione di fede di Westminster (1647). Nella dichiarazione di fede della Rochelle (1559) gli ugonotti francesi dichiararono che tali libri "benchè utili, non possono essere usati per fondare alcun articolo di fede", incoraggiando così la progressiva espulsione dei libri deuterocanonici dalle bibbie protestanti francesi. Nel 1826, su pressione dei presbiteriani e dei calvinisti, anche la Società Biblica Britannica e Forestiera cessò di stampare bibbie contenenti i libri deuterocanonici, favorendo inevitabili critiche, sospetti, rifiuti e condanne da parte della chiesa cattolica. Fu comunque Papa Clemente XI che, nell'enciclica Unigenitusdel 1713, per primo considerò sospette di eresia alcune categoriche affermazioni dei giansenisti (movimento cattolico fortemente affascinato dalla speculazione filosofica, dalle versioni protestanti della bibbia, dalla teoria del libero esame e dalle dottrine calviniste sulla predestinazione) riguardanti l'indiscriminata libertà di lettura e di interpretazione delle Sacre Scritture. Nell'enciclica Inter praecipuas del 1844, il Papa Gregorio XVI mise poi in guardia vescovi e fedeli dalle Società Bibliche protestanti, dall'attendibilità delle molteplici versioni in lingua volgare e dagli effetti della propaganda biblica anticattolica sugli infedeli, sugli ignoranti e sulle anime instabili. Permise invece la lettura della Bibbia in lingua volgare a tutte le persone in grado di trarre benefici in termini di "aumento della fede e della pietà", purchè si trattasse di "traduzioni approvate dall'autorità ecclesiastica e corredate da note esplicative di Padri della Chiesa o di altri dotti e cattolici studiosi". Le Società Bibliche protestanti furono quindi condannate ripetutamente da Papa Pio IX che, nell’enciclica Qui pluribus (1846), mostrò di temerle almeno quanto le società carbonare, liberali e massoniche, evidentemente terrorizzato dagli attacchi sferrati contro l’autorità civile e religiosa della chiesa cattolica. In tempi più recenti la lettura e la ricerca biblica furono comunque promosse soprattutto da: 1)Leone XIII che, nel 1893 con l’enciclica Providentissimus Deus, incoraggiò lo studio delle lingue orientali e l’impiego della critica testuale e, con decreto del 13/12/1898, offrì ai cattolici devoti ben 300 giorni d'indulgenza per 15 minuti giornalieri di lettura del Vangelo e l'indulgenza plenaria per una lettura regolare di tutta la Sacra Scrittura; 2)Pio X che, nel 1907, commissionò ai monaci benedettini l'incarico di fare ricerche e preparativi per una edizione riveduta della Volgata; 3)Pio XII che, nel 1943, con l’enciclica Divino Affilante Spiritu caldeggiò vivamente lo studio delle lingue antiche e la preparazione di nuove traduzioni dai testi originali. Per chiarire le posizioni della Chiesa Cattolica riportiamo alcuni punti tratti dal Catechismo Maggiore di San Pio X (1905). Tali posizioni possono essere criticate o condivise, possono essere considerate opportune o inopportune, oscurantiste o illuminate, prudenti o severe, attuali o superate. Vanno comunque conosciute e rispettate come di solito si rispettano le scelte educative di una buona madre nei confronti dei propri figli.
"883 D. È necessaria a tutti i cristiani la lettura della Bibbia?
R. La lettura della Bibbia non è necessaria a tutti i cristiani, ammaestrati come sono dalla Chiesa, ma però è molto utile e raccomandata a tutti.
884 D. Si può leggere qualunque traduzione volgare della Bibbia?
R. Si possono leggere quelle traduzioni volgari della Bibbia, che sono riconosciute fedeli dalla Chiesa cattolica, e sono accompagnate da spiegazioni approvate dalla Chiesa medesima.
885 D. Perchè si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia, che sono approvate dalla Chiesa?
R. Si possono leggere le sole traduzioni della Bibbia che sono approvate dalla Chiesa, perchè essa sola è legittima custode della Bibbia.
886 D. Per mezzo di chi possiamo noi conoscere il vero senso delle Sacre Scritture?
R. Il vero senso delle Sacre Scritture noi possiamo conoscerlo solo per mezzo della Chiesa, perchè solo la Chiesa non può errare nell'interpretarle.
887 D. Che dovrebbe fare il cristiano se gli venisse offerta la Bibbia da un protestante o da qualche emissario dei protestanti?
R. Se ad un cristiano venisse offerta la Bibbia da un protestante, o da qualche emissario dei protestanti, egli dovrebbe rigettarla con orrore, perchè proibita dalla Chiesa; che se l'avesse ricevuta senza badarvi, dovrebbe tosto gettarla alle fiamme, o consegnarla al proprio parroco.
888 D. Perchè la Chiesa proibisce le Bibbie protestanti?
R. La Chiesa proibisce la Bibbie protestanti perchè o sono alterate e contengono errori, oppure, mancando della sua approvazione e delle note dichiarative dei sensi oscuri, possono nuocere alla Fede. Per questo la Chiesa proibisce eziandio le traduzioni della Sacra Scrittura già approvate da essa, ma ristampate senza le spiegazioni dalla medesima approvate".
Oggi sappiamo che alcune Bibbie protestanti (come la Riveduta del Luzzi, la Nuova Riveduta, l’American Standard Version, la Revised Standard Version ela New American Standard Bible)sono fortemente affidabili, risultano frutto di un onesto lavoro di revisione sui testi originali e vengono stampate da autorevoli case editrici (come l’American Bible Society, la Società Biblica Britannica e Forestiera, la Società Biblica di Ginevra e la Nelson Publishers). Anche nel loro vecchio "catechismo",
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, a pag.51, i TdG affermano che: "Per qualche tempo i capi religiosi cattolici cercarono di impedire che la Bibbia fosse tradotta nella lingua parlata". In passato però, in assenza di informazioni e di controlli, qualsiasi tipografo o libero pensatore avrebbe potuto manomettere le scritture e spacciare bibbie contraffatte, diffondendo tra il popolo errori, dubbi ed eresie. Come nel Medioevo, però, molti spiriti settari e libertini si servivano delle traduzioni delle Sacre Scritture in lingua volgare (o dialettale) per contendere con credenti spesso analfabeti, per confondere gli ignoranti, per seminare il dubbio tra le anime semplici, per diffondere perniciose eresie, per spingere all'apostasia larghe masse di persone, per disprezzare l'autorità e le tradizioni, per diffondere critiche velenose, idee agnostiche e scetticismo religioso, per deridere dogmi, devozioni e consuetudini, per far trionfare l'ateismo ed il libero pensiero, per sostenere società massoniche e per appoggiare movimenti rivoluzionari". Anche i TdG si servono attualmente della Bibbia, attraverso falsificazioni artatamente studiate, per confondere i semplici!!!
Da sempre i TdG diffondono questa falsità ("...la Gerarchia esorta la popolazione Cattolica ad evitare di leggere la Bibbia") nei loro libri:

(
Nemici, 1937, p.194)
LA BIBBIA: il “canone”, la “ispirazione” e la “interpretazione”
Ogni eretico della storia, TdG inclusi, ha detto "la Bibbia è con me" ma è bene accertarsi della verità (cf At 17,11; 1Ts 5,21; 1Gv 4,1). La Parola di Dio si dà sotto tre forme di esistenza distinte: 1)la Parola di Dio come evento («dabar» in ebraico significa anche « fatto», tanto che ne risente pure il testo greco: Lc.2,15), o addirittura l'evento supremo della rivelazione (Eb 1,2) che è Gesù Cristo, il Logos personale (Gv 1,1; Ap 19,13), la parola di Dio incarnata, per mezzo del quale è avvenuto il primo evento della storia e della storia della salvezza: la creazione (Gv 1,3); 2)la parola come annuncio orale (At.11,1; 13,44.46) che genera la Chiesa (1Gv.1,1-3); 3)la parola di Dio come scritto (Mc.7,13) che «fissa» la predicazione orale, ad esempio dei profeti o della Chiesa apostolica. È molto improbabile che un testo del NT qualifichi espressamente se stesso come Parola di Dio, mentre in epoca alquanto tardiva è detto Scrittura l'epistolario di san Paolo (2 Pt 3,16). Gesù annuncia il Regno di Dio, che è la «buona novella» (= Vangelo) della salvezza. Nel NT la parola «vangelo» non indica mai lo scritto. «Vangelo» per Paolo è progressivamente: a)quello ricevuto (1Cor 15,1-3) da rivelazione divina (Gal.1,12); b) il mio Vangelo (Rm 2,16); e) il mistero del Vangelo (Ef 1,9; 6,19s).
A un simpatizzante geovista - nel quale avevano indotto furbescamente l'idea che la Bibbia è semplice per tutti (e così non comprende i «misteri» insegnati dai cattolici) e che Dio è facilmente comprensibile - ho osservato che, per la gente semplice molte pagine della Bibbia possono risultare semplici, ma che in molte altre pagine la Bibbia dev'essere interpretata; che «ora vediamo confusamente» (1Cor 13,12); che "Dio nessuno l'ha mai visto" (Es 33,20; Gv 1,18; 1Gv 4,12), come sono inaccessibili la sua luce, i suoi giudizi e le sue vie (Is 55,9; Rm 11,33s; 1 Tm 6,16. Vedi anche Is.45,15; 1Cor 2,7). Se i TdG vi citano Gv 4,22: «Noi adoriamo quel che conosciamo» (
Ragioniamo facendo uso delie Scritture, p. 422), fate presente che Gesù, figlio del popolo giudaico, riconosce che i samaritani non conoscevano Jahweh e perciò riafferma che «la salvezza viene dai giudei» (cf 2Rè.17,24ss). Ma insomma, se la Bibbia è così semplice, perchè i TdG pubblicano milioni di volumi e organizzano milioni di raduni per - interpretarla? Perchè invitano chi non comprende a seguire le loro «conversazioni»? Se Dio nella Bibbia è spiegato così chiaramente, perchè ci sono nel mondo decine di confessioni cristiane che la interpretano in modo divergente? Se è misterioso il piano salvifico di Dio (Ef.3,3), quanto più sarà impenetrabile il mistero della sua essenza (Es 33,20.23). Pertanto la Bibbia non è di facile lettura per tutti, è un libro composito: una raccolta di scritti molto diversi, in una storia che avanza.
La Bibbia dichiara la pienezza o superiorità del NT (Mt 5,17; 19,3-9; Rm 10,4; 1Cor 10,11; Gal.3,12; 4,4; Ef.3,5-12; Eb.8,7.13; 10,1; ecc.), cioè la superiorità della nuova Alleanza (Ger.31,31-34; Eb 12.22-24).
Ad esempio per spiegare che oggi non vige più la legge del sabato ebraico, i TdG sono costretti a dire che il cristiano non è più sotto la legge ebraica (e citano giustamente Rm 7,6) e nemmeno sotto... i dieci Comandamenti! Vedi nelle nota a Es 20,1-21 della Bibbia di Gerusalemme in cui si afferma che il Cristo richiama le "dieci parole" e vi aggiunge come sigillo di perfezione i consigli evangelici (Mc.10,7-21). Secondo la «scoperta» dei TdG, noi cattolici avremmo tolto la proibizione delle immagini (Es 20,4-6) e introdotto uno sdoppiamento nell'ultimo comandamento (Es 20,17). Ma la risposta è più semplice di quanto sperino i TdG: i cattolici e i luterani leggono i Comandamenti nel testo di Dt 5,6-21. D'altra parte gli ultimi due comandamenti sono distinti in ambedue le redazioni, nelle quali, guarda caso, si contano non dieci, ma dodici comandi, che nella tradizione delle Chiese furono diversamente raggruppati in modo da giungere al numero di dieci. Un elenco dei Comandamenti viene fornito in
Potete vivere..., p. 204, ma poi ci dicono che «gli israeliti furono esentati anche dai Dieci Comandamenti» (p. 205), «oggi non siamo sotto quella legge...» (p. 207). Ma i TdG potrebbero motivarci perchè, nella loro ineffabile logica, questo Decalogo è ancora valido per la proibizione delle immagini (quello che per loro è il II comandamento: "Non ti devi fare immagine scolpita nè forma simile ad alcuna cosa ...") mentre il NT proibisce solo gli idoli?
C'è un progresso nella rivelazione di Dio, secondo il grado di comprensione del popolo (Dio è un buon maestro, che si adatta ai suoi scolari!) come ad esempio:
a) nel concetto di Dio: se nell'AT è detto che Dio si pente (1Sam 15,11), lancia urla di guerra e sbuffa(Is.42,13s), nel NT si fa un grande balzo in avanti dicendo che egli abita una luce inaccessibile (1Tm 6,16);
b) nel concetto di retribuzione: passiamo dalla promessa della terra (terra di Canaan: Sal 25,13; Dt 1,25) a quella della visione di Dio (1Cor 13,12; 1Gv 3,2).
Ad esempio un grave abbaglio dei TdG è quello di prendere disgiuntivamente le due espressioni "promessa della terra" e "visione di Dio" e di prevedere perciò: 1) il paradiso in terra per le «altre pecore»; b) il regno in ciclo per i 144.000. Quelle che nella storia della rivelazione biblica sono due fasi, diventano, nella maldestra esegesi dei TdG, due trattamenti discriminanti e profondamente ingiusti. I TdG non vogliono capire che la «promessa della terra » significa la promessa della terra di Canaan e che questo rappresenta il primo stadio della teologia della retribuzione, superato da quando Nabucodonosor tolse al popolo ebraico il possesso della Palestina. Non è vero che l'uomo, come dicono i TdG, è fatto per la terra, ma per Dio e per godere della sua comunione (Qo.12,7; 1Cor.13,12; 1Gv 3,2).
La Bibbia è scritta con stili molto diversi. Come nessuno metterebbe sullo stesso piano le poesie di Giacomo Leopardi e un trattato scientifico di selenologia, anche se ambedue parlano della luna, così nessuno, per portare un esempio, chiede le stesse modalità espressive a due letture diverse dell'uscita dall'Egitto: in prosa (Es 14) e nella poesia o preghiera (Es 15; Sal 78; 105; 106; 114).
La Bibbia fa ampio uso di:
a) Antropomorfismi ed espressioni ardite: Dio ruggisce (Ger 25,30), è un torrente infido (Ger 20,7); la giustizia di Dio è detta ira (Es.32.10; 1Cr.27,24; Is.54,8; Ap.6,17), oppure vendetta (Dt.32,35 =Rm 12,19; Sal.94,1); Dio è detto vendicatore (Is 41,14 =go'el= vendicatore del sangue: Nm 35,19).
b) Ebraismi: odiare = amare meno (MI.1,3; Lc.14,26); tagliare un arto o un membro = evitare una tentazione (Mt 5,29s; 18,8s) o rinunciare a una facoltà (Mt 19,12).
c) Metafore: sono detti roccia-fondamento: Jahweh (Gn.49,24; Is.26,4), Gesù (Mt.21,42.44; 1Cor.10,5; Ef.2,20). Simone-Pietro (Mt 16,18), gli Apostoli (Ef2,20; Ap 21,14), i cristiani (1Pt 2.5).
La Bibbia è un libro umano-divino insieme.
1) È un libro umano: san Paolo attribuisce le espressioni a Isaia (Rm 9,27; 10,20); si parla di lettere di Giovanni, di Giacomo, ecc., di Vangelo secondo Luca, ecc.
Se si tratta di un libro umano:
a) sarà imperfetto, in quanto risente delle opinioni e della scienza del tempo: per Lv.11,6 la lepre è un ruminante, per Gs.10,12s il sole e la luna si fermano;
b) si spiegano le molte diversità e apparenti contraddizioni;
- quanti nomi di Dio nella Bibbia!
- sono diversi i due racconti della creazione (Gn 1 e 2); sembrerà la domanda se viene prima l'uovo o la gallina..., ma i TdG, accettando la lettura fondamentalista, non sanno decidersi se Dio creò prima l'uomo (Gn 2,7) o gli animali (Gn 1,26). In
Tutta la Scrittura è ispirata da Dio e utile (1967), p.14, parlavano di una prima «storia» e di una seconda «storia» che «ci fa vedere da vicino o ingrandita l'opera creativa di Dio riguardo all'uomo».
In La Bibbia. Parola di Dio o dell'uomo? (1989), p. 94, spiegano: «Perchè i due racconti della creazione trattano l'argomento da due punti di vista diversi». La vera risposta è che non si tratta tanto di due storie o racconti cronologici, ma di due visioni teologiche della creazione, quella Sacerdotale (cap. 1) e quella Jahvista (cap. 2). La disapprovazione della critica letteraria che si trova alle pp.31s, 38-43, dell'ultimo volume citato assicura che l'interpretazione oggettiva e scientifica è ancora bandita dai TdG. Le conseguenze sono preoccupanti: ad es., ignorando la molteplicità delle fonti del Pentateuco, arrivano all'irriverenza di dichiarare «ipocrita ed errato uso del nome di Geova » (
Qualificati per essere ministri, p- 276) quello di Gn.4,26 (vedi nota s a quel versetto nella Bibbia TOB, LDC).
- esistono due redazioni della morte di Saul: suicidio (1Sam 31,4) e regicidio (2 Sam 1,10);
- Gesù ha fatto un solo viaggio (Lc) o più viaggi (Gv) a Gerusalemme durante la sua vita pubblica?
- esistono diverse redazioni del Padre nostro, del discorso programmatico di Gesù, delle Beatitudini, dell'istituzione dell'Eucaristia.
2) È un libro divino, ispirato dallo Spirito Santo. Non si tratta di dettatura meccanica (le illustrazioni dei TdG presentano un capoufficio che detta alla segretaria) perchè Dio, autore principale, si comporta da causa prima, e l'uomo rimane libero ed è vero autore del libro. Si noti però che l'espressione «autore letterario» non è molto comune nella tradizione storica e viene oggi considerata nella linea delle metafore antropomorfiche. Così pure devo sottolineare che Dio, Causa prima, infinita e trascendente, non agisce accanto all'opera della creatura come una causa inserita nella serie delle cause seconde, ma causa lo stesso operare della creatura facendo in modo che l'uomo eserciti una causalità che supera la propria capacità naturale. Detto in termini più filosofici: Dio non agisce in maniera categoriale, ma trascendentale (insomma: Dio agisce come Dio). Attraverso le opinioni e i giudizi dello scrittore veniamo a conoscere quelli di Dio. La conseguenza più importante è che, essendo Dio autore di tutta la Bibbia, questa deve essere interpretata nella sua globalità.
3) Quindi si deve distinguere: a) tra ciò che è rivestimento culturale (transitorio), come le concezioni della cultura contemporanea all'autore; b) e ciò che è rivelazione di Dio (permanente), come le verità comunicateci e i doveri impostici da lui. Esempi di concezioni precarie e perciò caduche: la cosmologia (nel modo della creazione); la poligamia; l'imminenza della parusia; la proibizione del sangue; ecc.. Su quest'ultimo argomento («scoperto» dai TdG solo nel 1945) diremo che: a) la concezione secondo cui la vita (l'anima) risiede nel sangue (Gn 9,4; Lv 3,17; 17,10-16) è superata antropologicamente; b) la Bibbia non parla di proibizione di assumere sangue umano (spargere il sangue dell'uomo è già proibito dai comandamenti) ne di trasfusione (che allora era ignorata); e) chi preferisce la morte rifiutando una trasfusione è contro il senso biblico del comandamento: rispettare la vita dell'uomo (Gn 9,5s), anzi Gesù porta l'esempio della massima donazione dicendo: «Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita (= "il sangue": Lv.17,11; Dt.2,23) per i propri amici» (Gv.15,13); d) nel NT le «clausole di Giacomo» (A t 15,19-21) sono soltanto norme prudenziali richieste ai pagani convertiti per convivere pacificamente coi giudei convertiti, molto attaccati alle esigenze legali (NB: II testo occidentale degli Atti (ma i TdG sanno che il libro di Luca ci è giunto in due redazioni diverse?) da una lettura più morale che rituale delle clausole di Giacomo (VediTOB, At.15,20 nota u; BG nota ad At.15,20) dove la proibizione riguarderebbe più semplicemente l'omicidio).
La Bibbia deve essere interpretata convenientemente. In quanto libro umano, deve essere interpretata con lo studio esegetico; in quanto libro divino, deve essere letta con mentalità di fede. II cristiano riceve la Scrittura dalla predicazione della Chiesa, come libro sacro, al momento del Battesimo [QUAL E' LA VERA CHIESA?].
1)La Bibbia stessa ritiene necessaria l'inferpretazione: a)I leviti «leggevano il libro della Legge... con spiegazioni del senso» (Ne 8,8); b) «Capisci quello che stai leggendo?», chiese il diacono Filippo. «E come potrei, se nessuno mi istruisce?» (At 8,30s); c)«Nessuna scrittura profetica va soggetta a privata interpretazione» (2 Pt 1,20); d)Nelle lettere di Pietro «ci sono cose difficili e gli ignoranti e gli instabili le travisano» (2 Pt 3,16); "teniate a mente le parole già dette ... trasmessovi dagli apostoli" (2Pt.3,2); e)Vedi anche Mc.13,14; Rm 2,13.17ss; 3,2; 2Cor 3,6.14s; Eb 4,2. La Bibbia quindi deve essere interpretata non da chiunque o da chi non dimostra le credenziali della propria autorità, ma da chi assicura la stabilità della tradizione (leviti, diaconi, ecc.). La solita domanda che rivolgiamo ai TdG: chi mai ha autorizzato gli azionisti di Brookiyn a interpretare la Parola di Dio? Premesso che molte comunità religiose del mondo interpretano la stessa Bibbia in modi contraddittori, è essenziale determinare la precomprensione nell'ambito della quale viene interpretata la Bibbia. Questo ambiente sarà necessariamente la tradizione apostolica (proveniente da una rivelazione divina) precedente la Bibbia e dalla quale la Bibbia è nata; non certo un ambiente successivo (dal quale evidentemente non è nata la Bibbia) che si è sovrapposto alla Bibbia stessa come invenzione umana.
2) Nella Bibbia non si possono trovare nuove verità, ma si approfondisce la verità trasmessa dalla Chiesa apostolica, perchè la rivelazione normativa è conclusa con la predicazione apostolica e la sua fissazione nella Bibbia. Sono quindi ingiustificabili i diametrali cambiamenti di «verità» geoviste, come sulle «autorità superiori» di Rm 13,1-7. Se in un primo periodo erano interpretate come ritenute degne di doverosa sottomissione in nome di Geova, o perchè ordinate da Dio (
Annuario 1976, p. 238;
Qualificati per essere ministri, p. 328), per Rutherford, (
Salvezza, p. 248s) sono «sotto il controllo di Satana», ma alla fine sono «gli apostoli di Gesù Cristo» (!) Il libro dei TdG, Accertatevi di ogni cosa, è un capolavoro di confusione: «Gli uomini esercitano autorità solo col permesso di Geova... poichè non vi è autorità se non da Dio; Geova predisse il corso dei governi mondani messi al potere da Satana. I governanti sono ancora ritenuti responsabili dinanzi a Dio che permette la loro autorità » (p. 40); «Chi si oppone all'autorità si mette contro la disposizione di Dio; I cristiani devono... rispettare quelli che sono in incarichi di autorità. I cristiani che si sottomettono alla giusta autorità dei Governi politici ne ricevono benefici; quelli che si oppongono alle politiche autorità superiori sono giudicati avversamente» (pp. 41-43). In quale pagina sta la verità? Nello stesso libro, nell'arco di due pagine, i TdG scrivono due verità opposte... incredibile!!!
Quindi sono fuori strada coloro che hanno scritto nel
La Torre di Guardia del 15.2.1986 a p. 30s, a proposito di Gv.6,53: «Per molti anni abbiamo spiegato queste parole limitandole ai cristiani unti che saranno portati in ciclo a governare con Gesù Cristo. Tuttavia, un ulteriore studio della cosa suggerisce un'applicazione più ampia di Gv 6:53». Purtroppo queste virate di bordo sono frequenti sulla barca geovista e spesso si tratta di questioni che portano alla condanna a morte delle persone (come nel negare la trasfusione di sangue). Ma non c'è scritto in Isaia che «la Parola del nostro Dio rimane in eterno » (Is.40,8)? Lo Spirito della verità testimonia di Cristo e lo glorifica (Gv 15,26; 16,14), annuncia ciò che ha sentito da lui (Gv 16,13s) facendo ricordare il passato (Gv 14,26), e conduce i discepoli alla verità tutta intera (Gv 16,13); ma la verità in persona è Cristo (Gv 14,6). Annuncia il futuro (Gv 16,13), ma l'annuncio ufficiale e normativo (il kèrygmà) è contenuto nella predicazione apostolica e nella Bibbia (1Gv 1,1-3), perchè Gesù ci ha detto tutto quello che ha udito dal Padre (Gv 14,15).
La Parola di Dio attestata nella Bibbia è riconosciuta dalla tradizione cristiana come testimonianza normativa (canonica) e ispirata. Nelle Sacre Scritture c'è la testimonianza ispirata da Dio e riconosciuta normativa dalla Chiesa, ma non è la parola scritta che salva ma la presenza della Persona di Gesù Cristo mediata dalla Chiesa nelle Sacre Scritture (Gv.5,39s). La comprensione profonda delle Sacre Scritture e il pieno dispiegamento della loro potenza spirituale si ha nel contesto della celebrazione ecclesiale del divino sacrificio dell'eucarestia (cf. Discepoli di Emmaus, Lc.24,27) in quanto "dall'eucarestia deriva in noi, come da sorgente, la grazia, e si ottiene con la massima efficacia quella santificazioni degli uomini nel Cristo e quella glorificazione di Dio, alla quale tendono, come a loro fine, tutte le altre attività della Chiesa" (SC.10). La Parola di Dio (ebr. "dabar"="eventi e parole intimamente connessi", cf. DV.2) è stata messa per iscritto diventando "i libri" (= la Bibbia). "La Bibbia infatti non è una raccolta di documenti, ma è "unico Libro", unico evento, unico Vivente: nella Scrittura il Cristo stesso non è più l'oggetto o il protagonista ma è la Persona presente" (G. Dossetti). Infatti "Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti" (1Cor.1,27), Dio si è servito della parola umana, di "veri autori umani nel possesso delle loro facoltà e capacità" (DV11) per comunicare la sua stessa Parola che si configura come parola di Dio in forma umana (DV.12: "Dio nella sacra Scrittura ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana"). "La fede viene dall'ascolto" (Rm10,17) e Gesù stesso riconosce la necessità di passare attraverso le Scritture per accedere a lui: "Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita. Ebbene sono proprio esse che mi rendono testimonianza" (Gv.5,39s). Ma Gesù è "insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la Rivelazione" (DV2; cf.Mt11,27; Gv.1,14.17; 14,6; 17,1-3; 2Cor.3,16; 4,6; Ef.1,3-14). Il primo interprete delle Scritture fu proprio il Risorto, il quale "cominciando da Mosè e da tutti i profeti spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui" (Lc.24,27). Ma è la Bibbia stessa che attesta che la sua interpretazione presenta varie difficoltà; accanto a passi limpidi contiene passi oscuri (es.Daniele si interrogava a lungo sul significato di certi passi di Geremia (Dn.9,2); Un eunuco etiope battezzato da Filippo si trova in difficoltà su un passo di Isaia (At.8,30-35), ecc.). La concezione cristiana delle Scritture si può sintetizzare dicendo che esse sono canoniche, ispirate, da interpretare.
La seconda lettera di Pietro dichiara che "nessuna scrittura profetica va soggetta a privata interpretazione" (2Pt.1,20) e osserva che le lettere dell'apostolo Paolo contengono "alcune cose difficili da comprendere e gli ignoranti e gli instabili le travisano al pari delle altre Scritture, per la loro propria rovina" (2Pt.3,16). La Bibbia è la verità ma affinchè non venga storpiata (come fanno i TdG!!!) Cristo ha stabilito una colonna a suo sotegno, la Chiesa (1Tm.3,15), senza di essa la Bibbia non sarebbe mai sopravvisuta attraverso tutte le eresie comparse nei diversi secoli. Infatti San Paolo raccomanda a Timoteo: "Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perchè l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona" (2Tm.3,14-16). "Tutta la Scrittura" non vuol dire solo la Scrittura o solo la Fede, come dicono erroneamente i Protestanti! Infatti nelle lettere di San Paolo, San Pietro e San Giacomo, troviamo esortazioni a seguire la Tradizione cristiana (2Ts.3,6; 2,15; 1Cor.11,2);e a stare in comunione con il proprio vescovo (Tt.1; At.20,28; Fil.1,1), cioè con la Chiesa di Cristo (cf. Cristo capo della Chiesa (Col.1,18), sposo della Chiesa (Ef.5,25); dice infatti San Paolo che il vescovo deve essere "attaccato alla dottrina sicura, secondo l'indegnamento trasmesso [=Tradizione della Chiesa, Deposito della Fede], perchè sia in grado di esortare con la sua sana dottrina e di confutare coloro che lo contraddicono" (Tt.1,9)).
- (Successione apostolica e modo di contemplare Dio: Tradizione e Scrittura):"Gli apostoli poi, affinchè l'Evangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, lasciarono come loro successori i vescovi, ad essi "affidarono il loro proprio posto di maestri" (S. Ireneo, Adv. Haer. III, 3,1). Questa sacra Tradizione e la Scrittura sacra dell'uno e dell'altro Testamento sono dunque come uno specchio nel quale la Chiesa pellegrina in terra contempla Dio, dal quale tutto riceve, finchè giunga a vederlo faccia a faccia, com'egli è (cfr.1Gv 3,2)" (DV7).
- (La Tradizione: tutta la vita della Chiesa che è Vangelo vivente):"Pertanto la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con una successione ininterrotta fino alla fine dei tempi. Gli apostoli perciò, trasmettendo ciò che essi stessi avevano ricevuto, ammoniscono i fedeli ad attenersi alle tradizioni che avevano appreso sia a voce che per iscritto (cfr. 2Ts 2,15) e di combattere per quella fede che era stata ad essi trasmessa una volta per sempre (cf. Gd.3). Ciò che fu trasmesso dagli apostoli, poi, comprende tutto quanto contribuisce alla condotta santa del popolo di Dio e all'incremento della fede; così la Chiesa nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede. Questa Tradizione di origine apostolica progredisce nella Chiesa con l'assistenza dello Spirito Santo: cresce infatti la comprensione... Le asserzioni dei Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega. E' questa Tradizione che fa conoscere alla Chiesa l'intero canone dei libri sacri e nella Chiesa fa più profondamente comprendere e rende ininterrottamente operanti le stesse sacre Scritture. Così Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce dell'Evangelo risuona nella Chiesa e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti alla verità intera e in essi fa risiedere la parola di Cristo in tutta la sua ricchezza (cfr. Col.3,16)". (DV8)
- (Scrittura e Tradizione: una sola fonte, Dio che parla): "La sacra Tradizione dunque e la Sacra Scrittura sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro. Perchè ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo un tutto e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra Scrittura è la parola di Dio in quanto consegnata per iscritto per ispirazione dello Spirito divino; quanto alla sacra Tradizione, essa trasmette integralmente la parola di Dio, affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli, ai loro successori, affinchè illuminati dallo Spirito di verità, con la loro predicazione fedelmente conservino, la espongano e la diffondano; ne risulta così che la Chiesa attinge la certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Scrittura e che di conseguenza l'una e l'altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e riverenza (Conc. Trento, Sess. IV)" (DV.9).
- (Relazione tra Tradizione, Scrittura e Magistero): "L'ufficio di interpretare autenticamente la parola di Dio, scritta e trasmessa, è affidato al solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo. Il quale magistero però non è superiore alla parola di Dio ma la serve, insegnando soltando ciò che è stato trasmesso, in quanto per divino mandato e con l'assistenza dello Spirito Santo, pienamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone a credere come rivelato da Dio. E' chiaro dunque che la Sacra Tradizione, la sacra Scrittura e il magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente conessi e congiunti che nessuna di queste realtà sussiste senza le altre, e tutte insieme, ciascuna a modo proprio, sotto l'azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime" (DV.10).
- "Dio ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana... per ricavare l'intenzione degli agiografi, si deve tenere conto fra l'altro anche dei generi letterari. La verità infatti viene viene diversamente proposta ed espressa in testi in vario modo storici, o profetici, o poetici, o anche in altri generi di espressione. E' necessario adunque che l'interprete ricerchi il senso che l'agiografo in determinate circostanze, secondo la condizione del suo tempo e della sua cultura, per mezzo dei generi letterari allora in uso, intendeva esprimere ed ha di fatto espresso. Per comprendere infatti in maniera esatta ciò che l'autore sacro volle asserire e scrivere, si deve far attenzione sia agli abituali e originali modi di sentire, di esprimersi e di raccontare vigenti ai tempi dell'agiografo, sia a quelli che nei vari luoghi erano allora in uso nei rapporti umani. Perciò, dovendo la sacra Scrittura essere letta e interpretata con lo stesso Spirito mediante il quale è stata scritta, per scoprire con esattezza il senso dei sacri testi, si deve badare con non minore diligenza al contenuto e all'unità di tutta la Scrittura, tenendo debito conto della viva tradizione di tutta la chiesa e dell'analogia della fede. E' compito però degli esegeti contribuire alla più profonda intelligenza ed esposizione del senso della sacra Scrittura, secondo queste regole, affinchè, con studi in qualche modo preparatori, si maturi il giudizio della Chiesa. Infatti tutto quello che riguarda il modo di interpretare la Scrittura, è sottoposto in ultima istanza al giudizio della Chiesa, la quale adempie il divino mandato e il ministero di conservare e interpretare la parola di Dio" (DV12).
Allora è evidente che non possono sussistere indipendentemente “sacra Tradizione, sacra Scrittura e Magistero” (DV10) e ovviamente sono un “unico deposito”, la “Parola di Dio”. Scott e Kimberly Hahn, teologi protestanti tornati alla Chiesa Cattolica che definiscono la "dolce casa", l'hanno capito e dicono:
“Mentre andavamo in macchina, il dr. Gerstner e io [=Scott] passammo quattro ore a discutere intensamente di teologia. Gli esposi tutti gli argomenti che avevo raccolto da tempo sul fatto che la Chiesa cattolica era il culmine della storia della salvezza nell'Antico Testamento e la personificazione della Nuova Alleanza... ma lui definiva la Chiesa cattolica romana "la sinagoga di satana"... A un certo punto, mi chiese, che base biblica trovi per il Papa? Dr. Gerstner, dissi, lei sa quanto il Vangelo di Matteo sottolinei il ruolo di Gesù come figlio di Davide e re di Israele, mandato dal Padre per inaugurare il regno dei cieli. Io credo che Matteo 16,17-19 mostri come Gesù stabilisca tale regno. Gesù ha dato a Simone tre cose: innanzittutto, il nome di Pietro (roccia); poi, la promessa di costruire la sua Chiesa su Pietro; e, come terza cosa, le chiavi del regno dei cieli. E' questo terzo punto che trovo così interessante. Quando Gesù parla delle "chiavi del regno", si riferisce ad un importante passaggio dell'AT, Isaia 22,20-22, in cui Ezechia, l'erede al trono di Davide e re di Israele al tempo di Isaia, aveva sostituito il suo vecchio primo ministro, Shebna, con uno nuovo chiamato Eliakim. Chiunque poteva dire quale, fra i membri del gabinetto reale, fosse il nuovo primo ministro, dato che costui aveva ricevuto le "chiavi del regno". Affidando a Pietro le "chiavi del regno", Gesù stabilì la funzione di primo ministro per governare la Chiesa, intesa come suo regno sulla terra. Le "chiavi", quindi, sono un simbolo dell'ufficio e della supremazia di Pietro, da trasmettere al suo successore; e così esso è passato di mano in mano lungo i secoli". Rispose: "Questo è un argomento igegnoso, Scott"... Allora proseguii, spiegandogli come la famiglia basata sull'alleanza era il principio unificatore, il concetto fondamentale della religione cattolica. Esso spiegava Maria come nostra Madre, il Papa come nostro padre, i santi come fratelli e sorelle, i giorni di festa come anniversari e compleanni... l'alleanza al centro della Scrittura... però l'allenza non inteso come contratto, come Calvino ed Edwards l'hanno intesa, ma piuttosto un sacro vincolo famigliare fra Dio e il suo popolo... Dal tempo della Riforma sono nate oltre 25.000 chiese protestanti, e gli esperti dicono che ne nascono altre 5 nuove alla settimana... Dio non ha lasciato solo un libro e il suo Spirito. In effetti, Cristo non parla mai ai suoi apostoli, in nessun punto dei Vangeli, di ciò che ha o avrebbe scritto; inoltre, solo meno della metà degli apostoli hanno scritto libri che sono stati inseriti nel NT. Quello che Cristo ha veramente detto, a Pietro, è stato: "Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa". Perciò per me a più senso pensare che Gesù ci abbia lasciato con la sua Chiesa, costituita da un Papa, da vescovi e da concili, e che tutte queste cose siano necessarie per amministrare e interpretare la Bibbia...Dr. Gerstner, penso che il problema principale sia quello che la Bibbia insegna circa la Parola di Dio, perchè da nessuna parte essa riduce la Parola di Dio alla sola Bibbia. Al contrario, la Bibbia ci dice in vari punti che la Parola autorevole di Dio va ricercata nella Chiesa: nella sua Tradizione (2Ts2,15; 3,6), nonchè nella sua predicazione e nel suo insegnamento (1Pt1,25; 2Pt1,20-21; Mt18,17). Ecco perchè ritengo che la Bibbia sostenga la tesi cattolica del "solum verbum Dei" (solo la Parola di Dio) e non lo slogan protestante del "sola Scriptura" (solo la Bibbia)... Tutti gli storici della Chiesa concordano sul fatto che abbiamo il NT grazie al Concilio di Ippona del 393 e al Concilio di Cartagine del 397, entrambi i quali mandarono le loro conclusioni a Roma per l'approvazione papale. Dal 30 dC al 393 dC è un periodo un pò lungo perchè si possa rimanere senza un NT, non trova? Oltretutto, c'erano vari altri libri che la gente, a quell'epoca, pensava che potessero essere divinamente ispirati, come La Lettera di Barnaba e IL Pastore d'Erma e gli Atti di Paolo. C'erano anche parecchi libri del NT, come la seconda lettera di Pietro, la Lettera di Giuda e l'Apocalisse che alcuni ritenevano dovessero essere esclusi dal canone. Perciò qual era la persona in grado di prendere decisioni attendibili e conclusive, se la Chiesa non insegna con autorità infallibile?... Beh, dr. Gerstner, protestanti e cattolici sono d'accordo sul fatto che Dio ha certissimamente reso Pietro infallibile in due occasioni: quando ha scritto la sua prima e la sua seconda lettera, per esempio. Perciò se Dio aveva potuto renderlo infallibile quando impartiva insegnamenti con autorità per iscritto, perchè non avrebbe potuto preservarlo dagli errori anche quando impartiva insegnamenti con autorità di persona? Similmente, se Dio ha potuto fare questo con Pietro, e con gli altri apostoli che hanno scritto nella Bibbia, perchè non avrebbe potuto farlo con i suoi successori, tantopiù prevedendo l'anarchia che si sarebbe creata se non lo avesse fatto? Inoltre dr.Gerstner, come possiamo essere sicuri che gli stessi 27 libri del NT siano l'infallibile Parola di Dio, se sono stati concili della Chiesa fallibili e Papi fallibili a compilarne l'elenco? Non dimenticherò mai la sua risposta: "Scott, questo significa solo che tutto quello che possiamo avere è una raccolta fallibile di documenti infallibili"... Mi misi a riflettere sulla inconsistenza logica della posizione protestante..."(Scott e Kimberly Hahn, Roma dolce casa, ed Ares, 1998, pp.102-109).
Quindi l'ex pastore protestante Scott Hahn ci dice che negare la Chiesa vuol dire, tuttalpiù, affermare “assurdamente” che la Bibbia sia una “raccolta fallibile di testi infallibili”. Allora o sono “infallibili” la Chiesa (Magistero e Tradizione) e la Bibbia insieme o nessuna delle due!!!
La Chiesa Cattolica adotta “la Bibbia” con 73 libri (AT (46): 24 libri recepiti dal giudaismo, detti “protocanonici”[2]; 7 libri “deuterocanonici dell’AT” [Tb; Gdt; 1 e 2 Mac; Bar (con l’epistola a Geremia, Bar.6); Sir; Sap] non accolti ufficialmente dal canone giudaico, con alcuni “supplementi greci” ai libri giudaici [suppl. al libro di Ester Est.10,4-16,24; suppl. al libro di Daniele Dn.3,24-90; Dn.13 (storia di Susanna); Dn.14 (Bel e il drago, Daniele nella fossa dei leoni)])[3] e il NT (27): 20 canonici e 7 deuterocanonici [Eb; Gc; 2Pt; 2 e 3Gv; Gd; Ap] e tre pericopi di altri libri [Mc.16,9-20; Lc.22 (sudore di sangue); Gv.8 (l’adultera)]). I "Riformatori" Protestanti del XVI secolo optarono per il canone degli Ebrei (39 libri) e chiamarono “apocrifi” i “deuterocanonici dell’AT”, per quanto riguardo il NT, Lutero rifiutò: Gc, Eb, Gd e Ap. Nel XVII gli stessi luterani tornarono al canone tradizionale del NT.
Il processo per fissare il canone è lungo e articolato, dura quasi tre secoli. Il primo personaggio che redige una selezione rigida è Marcione (85-160d.C.) il quale contribuirà a incoraggiare una forma di selezione dei sacri testi. Nel "frammento muratoriano" dell'VIII sec. d.C. si parla di papa Pio I morto nel 157 e si afferma l'esistenza in quell'epoca dei 4 vangeli di Marco, Luca, Matteo e Giovanni, degli Atti degli Apostoli attribuiti a Luca e delle 13 lettere di Paolo. Verso la fine del 154 Ireneo, vescovo di Lione, prepara una lista contenente i 4 vangeli canonici che secondo lui rappresentano la "buona novella". Nella "Storia ecclesiastica" di Eusebio di Cesarea scritta verso l'anno 325 sono indicati i libri letti nelle Chiese d'Oriente alla fine del II secolo (4 vangeli canonici, Atti degli apostoli, lettere di San Paolo, lettera agli ebrei, le prime lettere di Pietro e Giovanni e alcune opere, gli apocrifi non ispirati, che non saranno incluse nel canone definitivo come l'Apocalisse di Pietro ma nessun vangelo gnostico). Dunque a Roma e nelle Chiese d'Oriente, nel 154, il canone delle Scritture del NT in vigore era sostanzialmente quello degli scritti che saranno considerati canonici nei secoli successivi fino ai nostri giorni. Nel secolo IV si pone una volta per tutte il problema di selezionare definitivamente i testi canonici da quelli che non lo sono. I criteri adottati sono: 1)antichità; 2)apostolicità; 3)autenticità della fede proclamata; 4)diffusione universale nella Chiesa. Nel 328 il Concilio di Roma stila l'elenco definitivo, con i libri dell'AT e del NT, il Concilio di Ippona nel 393 conferma quella scelta e infine nel 397 il Concilio di Cartagine vi aggiunge l'Apocalisse di Giovanni apostolo stabilendo che al di fuori di queste "Scritture canoniche nulla deve essere letto nella Chiesa sotto il nome di divine Scritture". Nel 397 Sant'Atanasio già scrive l'elenco dei 27 libri canonici del NT, come oggi lo conosciamo.
LIBRI nella BIBBIA |
Antico Testamento |
Nuovo Testamento |
Totale |
Chiesa |
46 |
27 |
73 |
Luterani (oggi), Riformati, Testimoni di Geova |
39 |
20 (Lutero) e poi 27 |
66 |
Notiamo allora immediatamente che c'è una differenza sostanziale con la “Bibbia” dei TdG; hanno 7 libri in meno che rifiutano in quanto sono giunti a noi secondariamente recepiti e in lingua greca, non in aramaico o ebraico. Alla base di questi obiezioni cavillose c'è la mancanza della comprensione profonda dell'opera di Gesù che si pone lui stesso come autorità più autorevole della Torah! Addirittura tutte le prerogative classiche della Torah in San Giovanni, vengono applicate a Gesù, allora Gesù è la “luce”, la “Verità”, il “preesistente”, la “via”, ecc. In San Matteo Gesù si pone addirittura come “uno che ha autorità non come gli scribi” (cfr.Mc.1,21-22) reinterpretando la Torah e avendo come criterio Se stesso: “fu detto (dalla Torah)…ma io vi dico” (Mt.5,17-18). Allora la Chiesa fondata da Cristo che ha ricevuto la stessa autorità di Cristo (cfr.Mt.16; 28) attraverso la persona divina dello Spirito Santo, che la “guida alla verità tutta intera” (Gv.16,13), si riconosce in quei libri che diventeranno “canonici” poichè corrispondenti alla Sua vita nello Spirito Santo[4], non viceversa!!! La Torah, ad esempio, non avrebbe mai permesso la “contaminazione” di un ebreo con un “pagano” (cfr. Lv) ma lo Spirito Santo ha guidato la Sua Chiesa ad una comprensione in Gesù, più alta del mistero di Dio, “poichè piacque a Dio far abitare (in Gesù) ogni pienezza” (Col.2,9), “(Gesù) costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di Colui che si realizza interamente in tutte le cose” (Ef.1,22-23): “nessuno può avere Dio come Padre se non ha la Chiesa come madre” (San Cipriano). Ricordiamoci, ad esempio, che a differenza di quanto prescrive l'AT, Gesù incontrava i “pagani”, mangiava con i peccatori, toccava gli ammalati e gli indemoniati, dava credito alle donne e ai bambini. Lo stesso Concilio di Gerusalemme del 50 d.C. (cfr. At.15) confermò, con San Pietro, San Paolo e San Barnaba, l’opera dello Spirito Santo nella Chiesa in contrasto anche con le “leggi di purità” della Torah, poichè la salvezza si ottiene “per la grazia del Signore Gesù (non per il giogo della Legge)” (At.15,10-11) e furono mantenuti, per la richiesta di San Giacomo, certe norme “alimentari” perchè quando i cristiano-gentili si trovavano a tavola con i cristiano-ebrei, non li scandalizzassero assumendo, ad esempio, “animali soffocati nel sangue” (At.15,20)[5] e così fossero di inciampo per la loro fede in Gesù, “l’unico nome dato sotto il cielo in cui c’è salvezza” (At.4,12), non Geova[6]!!! Quindi la Bibbia come oggi la conosciamo (almeno fino al XVI sec.) è “partorita” dalla Chiesa, dalla sua Tradizione vivente, e nello stesso tempo “riconosciuta” dalla Chiesa come “Parola di Dio in quanto messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito Santo” (DV9)[7], generatrice di santi nella sua storia, poichè “Dio parla con eventi e parole intimamente connessi” (DV2), essendo rimasto tra noi con “la sua carne e il suo sangue”, l’Eucarestia[8], Gesù-Emmanuele che è la “fonte e (il) culmine” (PO5)[9] della vita della Chiesa. Ecco perchè Maria santissima, il capolavoro della grazia di Dio, è l’icona più simile alla Chiesa: “Madre di Dio”, “figlia del suo figlio” e “madre di ogni discepolo che in quanto tale è prediletto”, similmente la Chiesa “celebra l’eucarestia”, “viene generata dalla eucarestia” e “genera nella grazia dei sacramenti i figli di Dio”[10].
I TdG e la BIBBIA: un rapporto problematico
I TdG affermano che la loro dottrina è fondata esclusivamente sulla Bibbia. Quindi rifiutano per principio tutta la Tradizione vivente della Chiesa: l'insegnamento dei Padri, i grandi Concili che hanno precisato il contenuto della fede contro errori ed eresie, la liturgia, gli studi fatti dai teologi lungo i secoli, giustificando tale rifiuto con l'invenzione antistorica da romanzetto "Codice da Vinci", che nell'anno 100 i cristiani sarebbero caduti in una grande apostasia, consolidata poi dall'imperatore Costantino, che avrebbe fondato la Chiesa cattolica! Tutte le sètte (Mormoni, Avventisti, ecc.) inclusi i TdG hanno bisogno di inventare la "grande apostasia" per poi affermare che Cristo sarebbe ritornato 1900 dopo con il loro "profeta-fondatore" ignorando che Gesù ha fondato la sua unica Chiesa, la Chiesa Cattolica, 2000 anni fà.
Di fatto, essi rifiutano qualunque confronto con gli studi di biblisti veramente preparati, sia cattolici che protestanti; li definiscono "falsa letteratura religiosa, scritta per ingannare", che "sarebbe temerario" esaminare (
La Torre di Guardia, 15-8-1984). Inoltre i TdG hanno un metodo del tutto antiscientifico e contraddittorio di spiegare la Bibbia. Sostengono ancora il principio, ormai rifiutato da tutti gli studiosi, che essa vada interpretata integralmente alla lettera senza tener conto che spesso la Bibbia usa un linguaggio simbolico, ed è un grosso sbaglio, come loro fanno, voler attingere da essa informazioni storiche o scientifiche precise; ma poi, contraddicendosi, ricorrono all'interpretazione simbolica quando quella letterale non quadra con le loro teorie. Tutte le scoperte scientifiche in contrasto con la loro interpretazione letterale (per esempio sull'età della terra, sull'origine della vita e dell'uomo) sono respinte come sataniche e blasfeme! Ad esempio i TdG nel loro libro
E' realmente la Bibbia la Parola di Dio, 1969, p.19 affermano: "In base alla lunghezza del settimo "giorno" c'è ragione per credere che ciascun periodo o "giorno" creativo fu della durata di 7.000 anni". Questo è antiscientifico... infatti attualmente i TdG cercano di cambiare questa "bestialità" parlando genericamente di "migliaia di anni" (cf. http://www.infotdgeova.it/data.htm) per ogni "giorno creativo".
In realtà. i TdG sono indottrinati soprattutto dal periodico "La Torre di Guardia", fonte di verità che è assolutamente proibito mettere in dubbio. Una verità ben mutevole, se già Rutherford contraddiceva le interpretazioni di Russel, e Knorr quelle di Rutherford. Un fatto è certo: i TdG conoscono la Bibbia assai poco e assai male. Possono impressionare per la prontezza e la sicurezza con cui ne citano molti passi, ma sono passi staccati dal contesto, ai quali danno il senso imposto dal CD di Brooklyn. La loro Bibbia, così manipolata e falsificata, non può dunque costituire il fondamento della vera fede. Chi cerca la verità studia la Bibbia sui testi originali o su una traduzione fatta da competenti. Per es.. la "Bibbia CEI", che si legge in chiesa, o la recente Traduzione Interconfessionale (fatta cioè da esperti cattolici e protestanti) pubblicata dalla Elle Di Ci - ABU dopo 15 anni di lavoro. Inoltre è necessario procurarsi un buon commento che aiuti a capire la Parola di Dio e a farne norma di vita. San Pietro, nella sua seconda lettera (1,20), ammonisce: "Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione", tanto meno, quindi, alla spiegazione del tutto arbitraria dei TdG. E il Concilio Vaticano II afferma: "L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è affidato al solo magistero vivo della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo" (Dei Verbum 10). Quando si rifiuta quest'unico magistero esercitato nel nome di Cristo, si cade inevitabilmente in un groviglio di interpretazioni diverse e di errori, come dimostra anche l'esperienza protestante del "libero esame" che ha prodotto più di 25.000 diverse "comunità ecclesiali". Riflettiamo: chi ha dato a Russell e ai suoi successori l'autorità di interpretare autenticamente la Bibbia? Dove sta scritto che Gesù Cristo ha dato a Russell e al CD (Corpo Direttivo) le chiavi del Regno dei Cieli? Con quale autorità, con quale garanzia di verità possono pretendere di insegnare la fede cristiana a tutto il mondo?
Dicono i TdG: la nostra stampa (volumi e periodici) è l'unica chiave che vi permette d'interpretare la Bibbia. Invece di affrontare un argomento di fede o di morale in tutta l'ampiezza della rivelazione biblica, che si è depositata nello scritto in un arco di almeno undici secoli, essi, rabbiosamente rifiutando la fede della Chiesa di Cristo (la quale precede il NT),staccano alcune frasi dal contesto prossimo e remoto e ne fanno così una lettura « fondamentalista» così alle singole frasi della Bibbia si potrà far dire tutto e il contrario di tutto (per questo da diverse letture della stessa Bibbia sono uscite le religioni più disparate e le interpretazioni più contraddittorie). Per i TdG la Bibbia è "degna di fiducia" nel campo della scienza, della medicina e della storia, poi è piena di profezie accurate, "la prova maggiore che la Bibbia è veramente opera di Dio è la sua perfetta capacità di predire il futuro" (
Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, p.56;
Come ha avuto origine la vita? Per evoluzione o creazione?, pp.199s), infatti fino ad adesso i TdG hanno falsamente profetizzato 10 "fine del mondo"!!! In realtà la Bibbia non è perfetta come vorrebbero darci da bere i TdG. D'altra parte come potrebbe la Bibbia, libro divino ma anche umano, non riflettere anche l'imperfezione degli uomini che l'hanno scritta e i limiti delle loro culture in cui è stata espressa?
I TdG fanno coincidere la Bibbia con Dio stesso, facendone un vero oggetto di adorazione (perfetto, assolutamente privo di errori e contraddizioni) questò perchè solo su questo presupposto i TdG fanno credere di aver basato tutta la loro autoritaria infallibilità. I TdG si accostano alla Bibbia come ad un preziosissimo frutto tutto d'oro e incastonato di svariate pietre rare; frutto che solo loro possono sfruttare perchè credono fortemente di esserne i veri padroni, mentre la Bibbia è simile a un frutto "vero" ammaccato e bacato che però porta in sè il nocciolo capace di comunicare la vita (= Gesù Cristo) e far crescere altre piante. Ricordiamo tutti quella scena in cui nel film "Indiana Jones e l'ultima crociata" il Santo Graal custodito dal crociato tra tanti calici non sia quello "prezioso" ma sia quello più "vero", piccolo, malandato e di legno. Mentre i TdG affermano che la Bibbia non dice mai cose illogiche, imprecise, errate, non accetta l'ingiustizia e non si contraddice mai... dimostreremo che al contrario, la Bibbia alcune volte dice cose illogiche, imprecise, errate, accetta l'ingiustizia e si contraddice! Dimostreremo quindi che i TdG hanno una concezione totalmente errata della Bibbia, direi idolatrica!!!
Porterò, a titolo d'esempio, alcune frasi bibliche che, interpretate isolatamente, possono condurre a conclusioni contraddittorie, immorali o ridicole.
CONCLUSIONI RIDICOLE
«Non c'è nessuno che non riceva già al presente cento volte tanto in madri...» (Mc.10,30): forse dobbiamo ampliare la nostra casa fino alle dimensioni di un'arca di Noè? |
«Non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello» (Mt 5,36): fra poco i TdG condanneranno i parrucchieri? |
CONCLUSIONI CONTRADDITTORIE
(cfr. anche http://xoomer.alice.it/cosimama/)
Dio ordinò di fare delle immagini (Nm21,4; Es25,18) |
Dio vietò di fare della immagini (Dt7,25) |
Gesù discese in un luogo pianeggiante (Lc6,17) |
Gesù salì sulla montagna (Mt5,1) |
Un angelo apparve presso la tomba (Mt28,2) |
Due angeli apparvero alla tomba (Lc24,4) |
Un cieco uscito da Gerico (Mc10,46) |
Due ciechi usciti da Gerico (Mt20,30) |
Gesù celebra la cena pasquale ed è crocefisso il giorno dopo (Sinottici) |
Gesù muore il giorno di Pasqua e quindi l'ultimo pasto non fu il pasto pasquale (Gv18,18) |
Dio si pente (Gn6,6) |
Dio non si pente (Nm23,19) |
Si può giurare (At2,30) |
Non si può giurare (Mt5,34) |
Il censimento del popolo di Dio è ammesso (Nm1) |
Il censimento del popolo di Dio non è ammesso (2Sam24) |
L'edificio sacro è utile per il rapporto con Dio (1Re8,22) |
L'edificio sacro è superato nel rapporto con Dio (Ger7,4) |
Il peccatore è perdonato (Ez33,11) |
Il peccatore non è perdonato (Sal3,8) |
Le opere dell'uomo rendono graditi a Dio (Gc2,17) |
Le opere dell'uomo non servono a nulla (Rm1,20) |
Ci possiamo attribuire il titolo di padre e di maestro (1Cor4,15) |
Non possiamo attribuirci il titolo di Padre e Maestro (Mt23,9) |
Il giusto è abbandonato da Dio (Giobbe) |
Il giusto non è abbandonato da Dio (Sal37,25) |
Gesù ha detto tutto (Gv14,15) |
Gesù non ha detto tutto (Gv16,12) |
L'uomo è composto da due elementi, mente e carne (Rm7,25) |
L'uomo è composto da tre elementi: spirito, anima e corpo (1Ts5,23) |
CONCLUSIONI "IMMORALI"
Dio ha voluto creare il "distruttore per devastare" (Is54,16)? Quando sappiamo che Dio è il solo buono e misericordioso (Sal106,1) |
Dio ha uno "spirito cattivo" (1Sam16,14)? |
Dio vuole che il figlio "testardo e ribelli" sia "lapidato" dai genitori (Dt21,18-21)? |
Dio comanda a Davide di non lasciare in vita "nè uomo, nè donna"? (1Sam27,9s) |
Dio diede leggi fasulle per far bruciare i bambini, "far passare nel fuoco ogni loro primogenito" (Ez20,26)? Ma Dio dice di non aver mai comandato di "bruciare nel fuoco i loro figli come olocausto a Baal" (Ger.19,5). E poi è detto in Gc.1,17 che "in Dio non c'è variazione". |
Dopo Armaghedon i resti degli empi non verranno raccolti (Ger25,33)? Da un'altra parte si dice che verranno raccolti per "sette mesi" (Ez39,12) |
"Beato chi prenderà i tuoi bambini e li sfracellerà contro la pietra" (Sal137,9): Dio ordina l'infanticidio? |
"Chi non odia suo padre e sua madre..." (Lc14,26): Gesù ordina di non rispettare il IV comandamento? |
"Quello che hai da fare fallo subito..." (Gv13,27): Gesù ordina a Giuda di tradirlo? |
"Distruggete questo tempio..." (Gv2,19): Gesù ordina ai giudei di ucciderlo? |
II difetto di fondo dell'esegesi geovista è che essi pretendono di trovare tutto nella Bibbia: dati scientifici (sfericità della terra e sua sospensione nel vuoto, creazione fissista e non evolutiva), la profezia del treno a vapore e la proibizione del tabacco. Ad esempio Rutherford il secondo presidente dei TdG, nel libro & "L'arpa di Dio", 1925, p.17, riferendosi a Na.2,3-6, afferma: "Il treno ferroviario è in uso da meno di cent'anni; eppure il profeta di Dio diede, molti secoli or sono, una chiara e particolareggiata descrizione di esso e del modo del suo funzionamento; e profetizzò che esso (il treno) sarebbe in voga al tempo della fine, al tempo in cui il Signore farebbe la preparazione allo stabilimento del suo regno". In realtà Na.2,3-6 non riporta alcuna "particolareggiata descrizione" del treno e del "suo funzionamento". Sempre Rutherford, vede in Gb.40,15-41,34 la descrizione del "treno a vapore" che sarebbe il "Leviatan", il "gancio" sarebbe "l'amo", "il pistone" è "un giunco", "i cilindri" le "narici", "forargli le mascelle con uno spino" sarebbe "lo stantuffo" (cf. & "Il Mistero è compiuto", 1917). Siamo alla FOLLIA, il voler trovare a tutti i costi ciò che nella Bibbia non c'è!!!
Ma la Bibbia stessa afferma che ci sono molte cose che non sono contenute in essa (1Ts 4,2; 5,1s; 2 Ts 2,5-15; 3,6.10; Gv 21,25) e Dio affida all'uomo e alla sua attività il dominio del creato (Gn 1,26.28; Sal 8,7). È sempre vera la frase del card. Baronio (riportata da G. Galilei nella Lettera a Cristina di Lorena): «L'intenzione dello Spirito Santo è d'insegnarci come si vada al cielo, e non come vada il cielo»! La Bibbia non è un sillabario da fare ripetere a memoria ai bambini, ma un libro per un cristiano adulto che, inserito in una comunità credente, deve applicare gli eterni principi della Parola di Dio a situazioni sempre nuove (ad es. ciò che ha detto Gesù sul dominio romano in Palestina non va applicato in maniera infantile alla situazione dell'oppressione in America Latina).
La Bibbia può essere ingannevolmente interpretata per dimostrare che non esiste la risurrezione dei morti (Mc12,18-27) o che si deve mettere a morte il Figlio di Dio fatto uomo (Gv 19,7). Perfino il Diavolo usa, a modo suo, la Parola di Dio (Mt 4,6)!
Nei documenti a seguire facciamo vedere come per i TdG la Bibbia è infallibile e il CD (= corpo direttivo) fallibile, altre vole la Bibbia è fallibile e il CD è infallibile. Affermano che la Bibbia non può essere compresa senza gli scritti della Società e che leggendola da soli si ricadrebbe nel cattolicesimo, altre volte che la Bibbia non ha bisogno di interpretazioni poichè è evidente per se stessa ma però sfornano milioni di copie di libri e libretti per interpretarla. Sono continuamente in contraddizione con sè stessi. Devono considerare la Bibbia come un libro "calato dal cielo", come il Corano, di cui gli scrittori umani sono solo dei "segretari", dei robot, a cui è stata "dettata la Parola di Dio" in una sorta di trance tipica della scrittura automatica (tecnica tipica dello spiritismo!!!), per non dover ammettere che Gesù Cristo ha fondato la sua Chiesa (Cattolica), incaricando testimoni "prescelti", gli apostoli con a capo San Pietro di custodire il "Deposito della fede" loro affidato, con il potere delle "chiavi", "fino alla fine del mondo" perchè Gesù "regnerà per sempre e il suo regno non avrà mai fine". In realtà la Bibbia ha come autore principale, l'autore divino e gli autori umani, come autori secondari, tutti veri autori perchè Dio non ha paura di affidarsi alla povertà della parola umana, tanto da incarnarsi e farsi uomo in Gesù Cristo (cfr.DV.11). Allora "i libri della Scrittura insegnano con certezza, fedelmente e senza errore la verità che Dio, per la nostra salvezza, volle fosse consegnata nelle sacre Scritture" (DV.11). La verità contenuta è quella per "la nostra salvezza" pertanto non è assicurata la verità scientifica, storica, geografica, medica, ecc. di ogni episodio della Bibbia stessa. "Dio ha parlato per mezzo di uomini alla maniera umana" (DV.12). I TdG affermano invece che la Bibbia dice la verità a 360°, considerando la Bibbia perfetta in se stessa e mai contraddittoria, idolatrando così la Bibbia e dandone di conseguenza una lettura fondamentalista.
La BIBBIA per i TdG
COMMENTI |
FONTI dei TdG |
Russell e la Società "Torre di Guardia" prima dicono che l'unica cosa valida è il "libero esame" delle Sacre Scritture e poi dicono di avere le chiavi per interpretare la Bibbia. Ma le CHIAVI sono già state date da Gesù a San Pietro, al Collegio Apostolico cioè alla CHIESA nella Successione Apostolica, "testimoni prescelti", "guidata alla verità tutta intera" dallo Spirito Santo e "gli inferi non avrebbero mai prevalso su di essa". Ma per i TdG il loro CD è "guidato teocraticamente" da "Geova stesso" a cui da in esclusiva lo "spirito santo", "la comprensione e l'apprezzamento della Parola". |
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Russell afferma che i suoi "Studi" sono sostitutivi e più necessari della Bibbia per essere nella "luce". Questa del fondatore dei TdG è una BESTEMMIA GRAVISSIMA !!! Da qui si capisce il disprezzo e non "l'apprezzamento" (vedi sopra) che i TdG hanno verso la Bibbia e si evince il perchè delle manipolazioni e falsificazioni apportate; il CD dei TdG si è sempre sentito superiore alla BIBBIA!!! Il CD dei TdG non ha servito la Bibbia ma si è servito della Bibbia per smerciare le sue mutevoli "balle".
I TdG affermano poi, da una parte che il CD è "ispirato da Dio" o "guidato teocraticamente" o il "canale di comunicazione" senza il quale "non importa quanto si legge la Bibbia" vista da sola allora come "fallibile", dall'altra parte dicono che il CD "non è ispirato" e "non è infallibile" ma è "infallibile la sola Bibbia"!!! |
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I TdG ammettono che vi siano errori nella Bibbia. Ma poi autosmentendosi dicono che la Bibbia è perfetta in sè stessa senza alcun errore ed afferma la verità a 360°. I TdG non sono nenche daccordo con sè stessi... figuriamoci con gli altri...
I TdG sanno che la migliore difesa è l'attaco, per cui accusano gli altri di quello che loro stessi fanno e cioè inserire "tradizioni umane" nella Bibbia (= falsificare la Bibbia). |
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I TdG affermano di essere gli unici ad avere la luce sulla Bibbia perchè "guidati teocraticamente" e citano una frase di San Cipriano (III sec.d.C): "Nessuno può avere Dio come Padre se non ha la Chiesa come Madre" applicandola impropriamente a loro stessi perchè San Cipriano la applicava alla Chiesa proprio contro le eresie, le sètte del suo tempo. Inoltre i TdG affermano di non essere infallibili nell'interpretare la Bibbia; questo è preoccupante per chi segue i loro "consigli" teocratici (es. "trasfusioni", "fine del mondo", "non avere figli", "non andare all'università", "non frequentare le persone del mondo", ecc.). |
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Non è bene fare "ricerche personali" su altri testi non della Società perchè c'è già chi pensa per il singolo TdG. Il singolo TdG deve solo concentrarsi sul "piazzare" il materiale editoriale della più grossa società editoriale religiosa del mondo, la Società Torre di Guardia-S.P.A. Queste ricerche personali potrebbero essere fonte di dissenso interno, addirrittura si potrebbe "mettere in dubbio" quello che la Società scrive nei suoi libri... Ma se il CD dei TdG afferma, come abbiamo visto appena sopra, di non essere infallibile perchè non si può "mettere in dubbio"? E poi il dubbio è normale per chi vive nella fede, solo quando saremo nella visione e quindi non più nella fede ogni dubbio, ovviamente, svanirà! Il CD dei TdG dice che occorre "lottare contro lo spirito indipendente" che sarebbe indice di "orgoglio". In realtà è il CD dei TdG orgoglioso e superbo perchè dopo aver ammesso di "aver fatto certi aggiustamenti" come può subito dopo affermare: 1)nessuno ne può sapere più del CD dei TdG; 2)alla verità ci guida solo il CD dei TdG; 3)solo il CD dei TdG è la guida con cui "si può andare avanti"... I fatti dicono l'opposto: 1)il CD dei TdG è falso profeta!; 2)il CD dei TdG propone menzogne sapendo di proporle; 3)per 1900 anni il cristianesimo è fiorito e si è sviluppato in tutto il mondo senza i TdG neo-eresia ariana.
I TdG affermano che coloro che non si fanno guidare teocraticamente e "leggono semplicemente la Bibbia" ritornano alle dottrine della Chiesa.
Addirittura per i TdG è meglio evitare di discutere con chi conosce le lingue antiche (greco, ebraico) ponendo sullo stesso piano le lingue antiche parlate da Gesù con l'evoluzionismo. Pur dedicando tantissime ore di "studio biblico" i TdG non sono disposti ad approfondire le lingue originali, questo pechè non studiano direttamente la Bibbia anche sul "testo critico" ma solo i libri che la falsificano prodotti dal CD. Pur avendo pubblicato un testo INTERLINEARE greco-inglese del NT è bene per il CD che il singolo TdG non vi si soffermi troppo, imparando anche il greco... altrimenti potrebbe accorgersi anche delle falsificazioni sulla TNM? |
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Come leggono la Bibbia i TdG?
1) Anch'essi vi spiegano la Bibbia, ma Io fanno non partendo dalla tradizione della Chiesa di Cristo, che passa attraverso gli Apostoli, ma attingendo argomenti da chi oggi, senza documentarlo, si dice ispirato da Geova! Partono da un'interpretazione umana: la lettura di uno scettico, Russell, e l'interpretazione del CD (= Corpo Direttivo dei TdG), lo «schiavo fedele e discreto»(espressione rubata al contesto di Mt.24,45) "ispirato, diretto, assistito" da Geova. Ma chi l'ha chiamato o deputato questo CD? Se l'individuazione di questo CD non è contenuta nella Bibbia, deve essere trovata nella storia della Chiesa. Ma la storia non conosce i TdG fino alla II metà del XIX secolo! Forse il CD è autenticato da Geova perchè ha in mano la maggioranza delle azioni della «Società Torre di Guardia»? La Bibbia serve quindi ai TdG come puntello per le traballanti affermazioni che vengono da Brookiyn (& "La Torre di Guardia", "Svegliatevi", ecc.) con la loro stampa periodica. Durante le loro assemblee infatti studiano la TdG o comunque le loro pubblicazioni. Altre fonti da cui attingono le loro «scoperte»: apocrifi, eresie antiche e moderne, teorie discutibilissime, giudaismo e sètte giudaico-cristiane.
2) Spiegano tutta la Bibbia?
a) Alcuni versetti, isolati dal contesto e bene organizzati per servire alle loro «scoperte», vengono citati molto spesso. Ma questi, secondo William J. Schnell autore del volume "Trent'anni schiavo della Torre di Guardia", sono soltanto il 6,5 %! Di questi, vengono modificati essenzialmente alcuni versetti importanti che oggettivamente sono contrari alle farneticazioni dei TdG. Il resto (il 93,5% quindi) non è mai citato: c'è talvolta il contrario di quanto essi affermano (es. la guerra voluta da Dio non si accorda certamente con la loro totale obiezione di coscienza militare). È come il caso di due fratelli che litigano per l'interpretazione del testamento del padre: ognuno legge la parte che gli fa comodo ignorando le altre, o come il caso di quel giovane che, avendo troncato gli studi dopo la prima classe del liceo classico, si ostinasse a dimostrare che Dante ha scritto solo l'Inferno. Ringrazio i TdG per il fatto che lasciano a noi tutta questa parte preponderante del messaggio di Dio (è questa parte che fa sorgere i dubbi nei TdG che ritornano alla fede cristiana e cattolica).
b) Mancano elementi fondamentali. Un esempio: perchè organizzano una celebrazione di lontano sapore eucaristico una sola volta all'anno e vi possono partecipare assumendo la comunione solo 9601 «unti» (secondo altri testi: 9051, oppure 8808, dove si vede che l'Unto rimanente dovrebbe far pensare a un Armaghedón sufficientemente dilazionato nel tempo!)? «Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue...» (Gv 6,53); «Erano assidui nella frazione del pane...» (At 2,42); «II primo giorno della settimana (= domenica) ci eravamo riuniti per "spezzare il pane... » (At 20,7) [Invito a leggere il contesto (At 20,7-12) per vedere se si tratta solo di un pasto in comune, come dicono i TdG; cf Ap 1,10 (il giorno del Signore)]. Perchè i TdG celebrano solo la morte del Signore? Perchè pane e vino sono solo «emblemi» (= simboli) e traducono falsando: «Questo significa il mio corpo» (Mc14,22.24)? Perchè tradiscono san Paolo contorcendo così la traduzione: « Questo calice significa il nuovo patto in virtù del mio sangue» (1Cor 11,25)?
3) Non conoscono ne sviluppo storico ne ermeneutica. Ad es., non capiscono la Bibbia a proposito di immagini sacre. Era necessario premunire gli Israeliti, venuti ad abitare in mezzo a idolatri, dalla tentazione sempre ricorrente dell'idolatria. Nel contesto infatti si parla chiaramente d'idolatria: «Non ti farai idolo ne immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo ne di ciò che è quaggiù sulla terra, ne di ciò che è nelle acque sotto terra. Non ti prostrerai davanti a loro ne li servirai» (Es 20,4s). Secondo la Bibbia tutte le parti dell'universo, e quindi anche il cielo, erano abitate da «potenze» (Ef 1,21; Col 1,16; 2,15; 1Pt 3,22). D'altra parte la Bibbia racconta della costruzione di alcune immagini: i cherubini (Es 25,18s) e il serpente di bronzo (Nm 21,8); quando quest'ultimo verrà adorato come idolo, dovrà essere distrutto (2 Rè 18,4; Sap 16,6s). Un esempio del loro metodo ingannatore: citano Dt 4,15 («Poichè non vedeste alcuna figura, quando il Signore vi parlò sull'Oreb dal fuoco... ») dimenticando di citare la ragione («... perchè... non vi facciate l'immagine scolpita di qualche idolo...»: v. 16; cf anche 7,25) e ignorando che l'Esodo parla di apparizioni di Dio (24,10s; 24,18-23). Inoltre citano a sproposito: «Camminiamo per fede, non per visione» (2 Cor 5,7), dove Paolo distingue la conoscenza di Dio qui in terra («Finchè abitiamo nel corpo»; v.6) da quella nel cielo. Il NT, nemmeno quando Gesù elenca alcuni comandamenti (Mt 19,18s), non ripeterà più la proibizione pedagogica che tendeva a evitare anche la possibilità dell'idolatria a un popolo molto rozzo, ma riprenderà solo la proibizione degli idoli (1Gv 5,21). Inoltre sono molte le prescrizioni caduche dell'AT, oggi non più vigenti: le feste e i sacrifici (Lv 23; Nm 28). Se poi i TdG vengono fuori con una frase ad effetto: «I tuoi preti hanno tolto un comandamento e ne hanno aggiunto un altro! », puoi misurare la loro incompetenza. L'AT infatti offre due testi del Decalogo, non del tutto identici (Es 20,2-17; Dt 5,6-21). Sono detti le «dieci parole» (Es 34,28) ma nella Bibbia non sono mai divisi in dieci comandi e gli stessi TdG non li riportano per intero (ma usano quattro volte i puntini). Difatti i padri greci, le Chiese ortodosse e i fratelli riformati li enumerano in un modo; i cattolici e i luterani li contano diversamente. In ambedue le redazioni, nelle quali, guarda caso, si contano non dieci, ma dodici comandi, che nella tradizione delle Chiese furono diversamente raggruppati in modo da giungere al numero di dieci.
Ad es. nei due volumi
L'uomo è venuto per mezzo dell'evoluzione o per mezzo della creazione'? (1968), e
Come ha avvio origine la vita? Per evoluzione o per creazione? (1985), insieme a lepidezze «scientifiche», fanno uso del loro metodo collaudato che così sintetizzo: «confusione per la convinzione (e costrizione)». Il problema teologico è: origine del mondo, della vita e dell'uomo da Dio, oppure origine ateistica (sul tipo di J. Monod, Il caso e la necessità, Mondadori, 1971). L'alternativa fissismo/trasformismo è ben diversa e concerne il campo scientifico-storico, tanto che l'ebreo H. Bergson nel 1907 potè scrivere un libro intitolato "L 'Évolution crèatrice". Un testo molto chiaro, benchè vecchio di otto lustri, G. Remy, "Dalla creazione all'era atomica", Marietti, 1952, già opportunamente distingueva sull'origine delle specie animali: «Si presentano due teorie in opposizione tra loro: 1) La dottrina fissista, secondo la quale tra specie anche vicinissime esistono barriere invalicabili, per modo che la comparsa di una vera specie non può essere effetto che di una creazione. 2) La dottrina trasformista, secondo la quale tutte le specie animati sono sorte per via di generazione e di evoluzione da tipi originali più semplici, meno numerosi, od anche da un tipo originale unico» (p. 84). «Il fissismo ed il trasformismo sono ugualmente ignoti all'autore del Genesi. Egli non favorisce l'uno più dell'altro, perchè non ha, e non può avere, la minima idea ne dell'uno ne dell'altro (Mons. Amann) » (p. 86). «Libertà dunque per il credente di aderire ai sistemi fissista, evoluzionista o trasformista in quanto rispettano l'azione crèatrice di Dio per l'origine delle specie animali» (p. 89).
4) Ignorano il cuore della Bibbia. Il cuore della teologia e della morale sono sconosciuti ai TdG.
a) La storia della salvezza ci presenta Dio salvatore. Padre, Figlio incarnato e Spirito (Ef 1,3-14; 2 Ts2,13s) nell'unità della natura divina (Mc 12,29 = Dt 6,4). La salvezza non si sarebbe realizzata senza l'invio del Figlio e l'opera dello Spirito (Gal 4,4-6). Ma i TdG, ritornando alla lettura del solo AT, ignorando la Trinità di Dio.
b) Dio è amore che salva (1Gv 4,8.16; 1Tm 2,3s) e Gesù è, anche nel nome, Jahweh che salva (Mt 1,21) e ci comanda l'amore degli altri (Mt 12,31; Rm 13,9). Saremo giudicati sulla carità (nella sua espressione più concreta: Mt 25,40), che è la virtù principale (1 Cor 13), non sulla quantità di stampa della Società TdG distribuita importunando la gente di casa in casa... Il Regno di Dio non è motivo di terrore per molti e privilegio per pochi. Se Tertulliano poteva riferire che i pagani ammiravano i cristiani dicendo: «Guarda come si amano» (Apolog. c. 39, cf. Gv13,34s; 15,17) , noi possiamo dire dei TdG: «Guarda come ci odiano!». . A proposito dell'odio covato contro la Chiesa cattolica, basterà leggere due libri di Rutherford: Nemici (1937) e Religione (1940) dove si troveranno vignette grossolane da Podrecca e frasi come: «La Religione allontana l'uomo da Dio», «Tutte le religioni provengono dal Diavolo», «La scellerata coalizione della Gerarchia Cattolico-Romana e Nazisti», «La diabolica religione della Gerarchia». Ma la volpe non perde il vizio: «II mondo di Satana... si compone di vari elementi strettamente collegati. Un importante elemento è la falsa religione. Nella Bibbia la falsa religione è descritta come una "grande meretrice" o prostituta, chiamata "Babilonia la Grande"» (
Potete vivere..., p. 209). Un altro esempio da un libro recente (
Rivelazione, p. 146): nella vignetta, un vescovo in goffa fuga è colpito da frecce a! fondo-schiena, mentre la didascalia commenta: «Le tue frecce sono aguzze nel cuore dei nemici del rè» (Sal 45,5).
5) Riducono la Bibbia a un messaggio essenzialmente apocalittico (non dico: escatologico), mentre il NT è iniziato con le lettere, è proseguito coi libri storici ed è terminato con un solo libro apocalittico. Specialmente i libri di Dn e Ap, dicono i TdG, sono scritti per noi che viviamo adesso. A parte l'identificazione attuale degli ultimi tempi (che non si può dimostrare), troviamo giusto rispondere che ogni pagina della Bibbia è stata scritta per l'uomo del suo tempo e per l'uomo di ogni tempo. Che poi l'Ap descriva fatti storici distinti e successivi (mentre la caduta di Babilonia viene data per avvenuta sia in Ap.14,8 che in 18,2; invece il volume
Rivelazione fa partire dal 1914 ben otto visioni) e che i sette squilli di tromba siano rappresentati dai congressi tenuti dai TdG dal 1922 al 1928 (cf.
Rivelazione, 133-137, 220;
Annuario 1976, 134-138) è solo attribuibile alla fertile fantasia del CD. Che la «tribolazione per dieci giorni» dei «due testimoni» sia da identificare con i nove mesi di prigionia di Rutherford e dei suoi sette soci negli anni 1918-1919 (cf.
Rivelazione, 32, 39s, 62, 130, 169s;
Annuario 1976, 102-116) è solo il risultato delle scoperte geoviste. A proposito, potete osservare come, quando ciò serve alla Società TdG, i numeri s'interpretano col simbolismo.
6) Scivolano in identificazioni balorde o immotivate e contraddizioni patenti. Adduco solo due esempi.
a) Nel libro
Rivelazione, (specialmente a p.177s) presentano queste due serie (logiche?) di identificazioni:
• Moglie di Geova = Israele dell'AT = Organizzazione celeste = Creature spirituali = Gerusalemme di sopra = Donna di Ap 12;
• Moglie di Cristo = Cristiani unti = Congregazione cristiana = Nuova Gerusalemme = Nuovo Israele = Israele di Dio = Figli spirituali di Dio = Fratelli di Gesù = Classe di Giovanni = 144.000 (il rimanente dei quali è lo Schiavo fedele) = 12 anziani = Sacerdoti = Sottosacerdoti.
Nessuno vorrà affermare che il CD manchi di fantasia!
b) A proposito di «Io sono il Primo e l'Ultimo» (Ap 1,17) scrivono: «Nella descrizione che Gesù fa di sè... c'è l'articolo determinativo. Quindi grammaticalmente parlando, Rivelazione 1:17 si riferisce a un titolo... » (
Rivelazione, 27 nota). Tutta diversa la conclusione per «La Parola era con Dio e la Parola era un dio» (Gv 1,1 TdG): «L'articolo determinativo (il) è presente davanti alla parola "thèos" (Dio) nel primo caso, ma non nel secondo. La costruzione articolata del nome indica una persona, un'identità, mentre un predicato nominale singolare senza articolo prima del verbo (...) indica una qualità di qualcuno» (
Ragioniamo..., 165s).
7) I TdG giustificano i più stupefacenti cambiamenti d'interpretazione con la «rivelazione progressiva» di cui portiamo alcuni esempi.
a) Se in un primo tempo Russell era lo «schiavo fedele», l'angelo di Laodicea, un esempio eccellente per cui si abbandonava Babilonia, in un secondo tempo si rimproverano gli studenti biblici che, essendo «tenuti in restrizioni babiloniche», lo avevano idoleggiato, benchè egli avesse fornito una spiegazione insoddisfacente dell'Apocalisse. Leggiamo
nell'Annuario 1976, p.86s. «... l'idea adottata da molti fu che C. T. Russell stesso fosse il "servitore fedele e prudente";... Nel febbraio del 1927 questo pensiero erroneo... fu chiarito». Leggiamo in
Qualificati per essere ministri, p.328s: «...dal 1870 al 1918... essi erano tenuti in ristrettezze babiloniche... Molti di questi [non progressivi "anziani eletti"] persistevano nel vivere del passato al tempo del Pastore Russell, che secondo loro era il solo canale per ricevere la luce delle Scritture e che chiamavano il "servitore" di Mt.24,45». Rutherford, secondo presidente dei TdG, accettò molti errori di Russell, primo presidente, e ne aggiunse molti altri, dimodochè la costruzione dei futuri TdG potè godere della presenza degli altri... sette cattivi spiriti (cf. Mt.12,43-45).
b) La risurrezione celeste è fatta iniziare nel 1914 e successivamente spostata al 1918 (evidentemente nei due casi non è dimostrabile, perchè... invisibile).
c) La grande moltitudine (le altre pecore), che erano una classe celeste, dal 1935 sono declassate al ruolo terreno dall'onnipotente Rutherford.
Tutto questo non si chiama approfondire gli argomenti, ne conoscenza accresciuta nel periodo della fine (come pensano i TdG citando Dn 12,4), ma bella e buona ignoranza di una verità biblica da parte di chi si definisce «canale di comunicazione di Geova». Ma con quali argomenti avevano «provato» le precedenti verità? E chi mi può assicurare che le attuali... verità dei TdG non saranno in seguito rovesciate?Un ultimo rilievo, ma non il meno importante: mentre i TdG negano e non riconoscono alcun progresso di rivelazione all'interno dei due Testamenti e nel passaggio dall'AT al NT, ci vengono a proporre e imporre un consistente progresso nella rivelazione post-biblica. Segno evidente che la rivelazione divina attraverso Mosè, Davide, Gesù e Paolo è meno qualificante di quella concessa a Russell, a Rutherford e oggi al CD.
8) Affermano il contrario di quello che dice la Bibbia. Alcuni esempi.
a) Per i TdG la crescita dell'arbusto della senapa (Mc 4,30-32) non è riferibile al Regno di Dio: «Piuttosto, è la crescita del grande "albero" contraffatto della cristianità che ha apostatato dalla congregazione che Gesù aveva piantato». Gli uccelli che si posano sui suoi rami «Evidentemente sono gli stessi "uccelli" della parabola precedente che beccano la "parola del regno" che cade lungo la strada». Il lievito (Mt 13,32s) secondo i TdG non è quello del Regno ma «falso insegnamento e pratica babilonica» (
Venga il tuo Regno, 100s).
b) Fanno dire alla Bibbia che tutto l'uomo muore. Scrive il biblista F. Forini: «II vocabolo ebraico "nefesh"ha molteplici significati. La lingua ebraica usa sempre questo stesso vocabolo là dove noi abbiamo invece necessità di parole diverse... I TdG, invece, traducono sempre con "anima". È poi un giochetto negarle l'immortalità» (F. Forini, L'ideologia geovista, 34s.). I TdG (
Potete vivere..., 80) non hanno le idee chiare sulla situazione dell'uomo dopo la morte: «(I morti) non sentono nulla (perchè dormono). Non esistono più».
La Bibbia non considera le componenti dell'uomo, ma guarda all'uomo tutto intero. Quindi non dice se l'anima è immortale, ma che l'uomo sopravvivrà alla morte. Inoltre essa considera l'uomo come un corpo animato e non tanto come uno spirito incarnato (concezione occidentale). In conclusione: l'uomo, con le sole sue forze (la «carne»), alla morte viene meno in quanto non relaziona più coi propri simili e col cosmo; l'uomo nella potenza di Dio (lo «spirito») alla fine rivivrà, perchè Dio (e Gesù: Gv 11,25; 14,6) è la Vita. Per spiegare queste cose, la catechesi tradizionale dice: il corpo muore, ma l'anima non muore, perchè l'io umano permane nello sfaldarsi di «questa» corporeità. Come costante quindi abbiamo: scardinamento di verità bibliche ritenute da tutta la Chiesa cristiana; trascuranza per altre verità chiaramente contenute nei testi sacri; imprevedibili scoperte nella Bibbia dovute prima a Russell, poi a Rutherford e infine al CD.
9) Come si comportano i TdG con le frasi bibliche che non si lasciano ridurre entro il castello di sabbia delle loro affermazioni?
a) Prima fissano le loro «verità» (presentate spesso come folgoranti scoperte di Russell, di Rutherford o del CD). Poi citano i versetti che provano (o sembrano provare) queste «verità».
b) In qualche caso ignorano le citazioni. Ad es., come prova di Gesù agente attivo della sua risurrezione non citano il più importante Gv 10,17s, ma solo Gv 2,19 (cf.
Ragioniamo facendo uso..., 421; ma in NT presenta una molteplicità di teologie di cui daremo solo qualche esempio: 1) La Pasqua è vista come Risuscitamento da parte del Padre e anche come Risurrezione operata da Gesù stesso. Quest'ultima affermazione è convalidata dall'iniziativa del Gesù risorto di tornare a noi (Gv 14,3.28; 16,22) senza essere mandato; 2) L'ultima apparizione del Risorto è presentata come assunzione (At 1,2.11) e anche come ascensione (Gv20,17); 3) II dono dello Spirito è ricevuto da Gesù (Mt3,16; Lc4,18; At2,33;10,38) e dato da Gesù (Gv 3,34; 15,26; 16,7; At 2,33; Rm 8,9); 4) L'esaltazione di Gesù è vista come dono del Padre (Fil 2,9-11) e come ingresso di Gesù sacerdote nel cielo e suo insediamento sul trono (Eb 8,1; 9,12.24).
c) In altri casi si rifanno insistentemente al contesto, che per loro equivale alle sole frasi bibliche che conducono acqua al loro mulino (ad es. in
Ragioniamo..., 166, 370, 404, 410-12, 416, 418s, 421).
d) Lasciando da parte l'evidenza oggettiva del testo, ritengono necessario individuare (come?) ciò che Tommaso pensava proferendo il supremo atto di fede di Gv 20,28 e parlano di «emozione... stupore» (
Ragioniamo..., p.166;
Dovreste credere nella Trinità?, p.29; come se san Tommaso avesse enunciato la sua professione di fede: «Mio Signore» e poi avesse esclamato stupefatto: «Mio Dio, è proprio lui!». Questo può essere un esempio emblematico di fantateologia): l'atto di adorazione «è riservato a Dio solo quando è compiuto con una particolare disposizione di cuore e di mente» (
Ragioniamo..., p.168). Naturalmente il controllo di queste disposizioni interiori è strettamente riservato al CD.
La BIBBIA letta nella CHIESA |
La BIBBIA letta dai TdG |
Bibbia: parola di Dio scritta in forma umana, quindi con imperfezioni non sostanziali "per la nostra salvezza", sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, non disgiungibile dal Magistero della Chiesa che la "interpreta autenticamente" e dalla sua sacra Tradizione "che trasmette integralmente la parola di Dio affidata da Cristo Signore e dallo Spirito Santo agli apostoli, ai loro [legittimi] successori". Il cristianesimo pertanto non è "religione del Libro", la Bibbia, ma "evento di salvezza della carne e del sangue di Cristo" nella sua Chiesa. La "Parola si è fatta carne" e non carta da sottoporre al "libero esame" cioè alla manipolazione di ogni individuo!!! |
Bibbia: libro calato dal cielo e dettato da Geova "parola per parola", senza alcuna imperfezione anche derivante dall'umanità dei "segretari" (concezione meccanicista dell'ispirazione). |
C'è progresso nella Rivelazione all'intero dell'Antico Testamento o Primo Testamento e del Nuovo Testamento e nel passaggio dal primo al secondo. Nell'AT si condannano le immagini e gli idoli mentre nel NT si condannano solo gli idoli! Tutti ci ricordiamo quando Gesù, il Signore (= Yahaweh), diceva: "la Legge dice... ma in verità, in verità vi dico..." proponendosi come il "vino nuovo che gli otri vecchi non possono contenere". |
Non c'è progresso nella Rivelazione all'intero delle "scritture ebraiche" e delle "scritture greche" e nel passaggio dalle prime alle seconde. Questo permette ai TdG di "saltare come grilli" da un punto all'altro della Bibbia senza criterio. Classico è l'esempio del loro impianto avventista-millenaristico, per giustificare la data della loro improvvisa "comparsa" e le date fissate per la "fine del mondo", che costruiscono collegando versetti di Ap., Dn., Ez., libri scritti anche a distanza di 5 secoli, mediante il metodo dell'Avventista Miller. Fanno il "collages" indebito di passi biblici. |
Il criterio della tradizione e canonicità, nella quale è anche sorto lo stesso testo sacro, composto nel tempo all'interno di comunità vive che l'hanno custodito, è fondamentale anche per cogliere l'applicabilità alla vita degli individui e della società attraverso la sua "prima applicazione". La gerarchia è garanzia di custodia del "deposito della fede" contro le contraffazioni e garanzia della interpretazione globale e completa del testo. |
Rifiutano la "Tradizione". Mediante la "dottrina della luce progressiva" o del "bordeggio" si cerca di "spiegare" i cambiamenti dottrinali repentini e opposti, la "fine del mondo" fissata 10 volte e non ancora avvenuta e i cambiamenti nella interpretazione della Bibbia. Non c'è uno sviluppo coerente nell'impianto dottrinale ma una tendenza progressiva alla semplificazione semplicistica delle "verità di fede cristiane" al fine di eliminare il "Mistero" in Dio (= ciò che è superiore alle possibilità di comprensione umana) per incrementare il "misterioso" (= prima o poi arriverò a capire Dio). Infatti i TdG hanno prima accolto e poi eliminato: la croce, la Trinità, la divinità di Cristo, ecc., cercando di "spiegare" completamente Geova. Proclamano la "verità somma e universale della Bibbia" operando concordismi da equlibristi: es. Gb.19,20: "Io scampo con la pelle dei miei denti", concludendo che la Bibbia affermava già a quei tempi che lo smalto dei denti è ricoperto da una resistentissima pelle,detta cuticola dello smalto ( |
La Bibbia viene interpretata correttamente tenendo conto dei "generi letterari", del "contesto storico", delle "lingue antiche" (metodi storico-critici), delle scoperte "archeologiche", ecc., facendo attenzione alla "polisemia dei testi". Si tiene conto della formazione storica e umana del testo sacro a tal punto che anche chi non ha fede e non si ispira ad esso possa trarne un insegnamento corretto, per lo meno in funzione della stessa formazione di tale testo e della portata delle sue idee. |
La Bibbia viene letta in modo fondamentalista; il testo e le frasi vengono indiscriminatamente adottate ed applicate a ogni forma di scibile umano, prescindendo dal contesto esatto dal quale il testo o la frase sono presi e dalla valenza interpretativa che possono o devono assumere. La Bibbia è letta talvolta in modo strettamente letterale (es.Gv.10,28) senza tener conto del "senso pieno" e talaltra viene trascurata in alcuni passi fastidiosi per la loro teologia (es. Ap.20,5: messo addirittura tra parentesi). Alcuni testi sono assolutizzati e avulsi dal testo diventano criteri interpretativi per tanti altri brani; ad esempio 1Pt.3,18: "Cristo messo a morte nella carne ma reso vivo nello spirito" viene utilizzato per affermare che il Risorto era un essere disincarnato (l'arcangelo Michele) reso "vivo nello spirito". |
NOTE
[1]La LETTURA FONDAMENTALISTA è la interpretazione letterale rigida del testo biblico che non tiene conto che “la Parola di Dio ispirata è stata espressa in linguaggio umano ed è stata redatta, sotto l’ispirazione divina, da autori umani le cui capacità e risorse erano limitate, pertanto: 1)si oppone all’utilizzazione dei metodi storico critici; 2)storicizza ciò che non ha alcuna pretesa di storicità; 3) nega i problemi che il testo comporta nella formulazione ebraica, arcaica e greca; 4) fondamentalismo e grande ristrettezza di vedute adottando la cosmologia della Bibbia, antica e superata; 5) “Sola Scrittura” (non c’è scritto nella Bibbia!!!) che separa l’interpretazione della Bibbia dalla Tradizione guidata dallo Spirito che si sviluppa in modo autentico in unione con la Scrittura in seno alla comunità di fede, la Chiesa, nella quale si è formato il “Nuovo Testamento” e il “Canone”; 6) Forma di suicidio del pensiero poichè pone sullo stesso piano i limiti umani del messaggio biblico con la sostanza divina dello stesso messaggio” (Pontificia Commissione Biblica, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Città del Vaticano, 1993, pp.62-65).
[2] I 24 libri della Bibbia ebraica sono in rapporto con l’alfabeto ebraico triplicando il valore numerico della lettera “Jod”, per rispetto al nome di Dio di cui essa è iniziale. In realtà 5 libri del canone giudaico corrispondono a 20 libri del canone cattolico poichè sono più compatti. Pertanto: (24-5+20+7=46).
[3] Pertanto: (24-5+20+7=46). E’ da notare che nel I sec. d.C. la comunità ebraica palestinese conosceva 39 libri (24 libri, che tradotti nei termici della “unzippatura” cattolica sono: 24-5+20=39 libri). L’ebraico, al tempo di Gesù, era la lingua liturgica, compresa solo dai dotti religiosi, e l’aramaico era la lingua del popolo. Gesù leggeva la Bibbia sulle traduzioni aramaiche, i targumim, e questo è riscontrabile nelle citazioni che troviamo nel NT che non corrispondono al testo ebraico originale. Pertanto notiamo immediatamente che il cristianesimo nasce sulle “traduzioni della Bibbia”, anzi è proprio la traduzione greca dei Settanta lo strumento provvidenziale. Cosa è questa traduzione dei Settanta? Contemporaneamente alla comunità ebraica palestinese, esisteva in Alessandria, città egiziana, la colonia più numerosa di ebrei fuori della Palestina che, per il fatto di non capire più l’ebraico usavano nella liturgia della sinagoga una traduzione greca che chiamavano dei Settanta (LXX) perchè secondo una vecchia tradizione era stata fatta quasi miracolosamente da 70 saggi. La LXX comprendeva, in greco, alcuni testi di cui si era perso l’originale ebraico e inoltre alcuni testi nuovi scritti direttamente in greco. I primi cristiani che avevano sentire dire da Gesù che Lui era venuto a “compiere” e “non ad abolire l’AT” (cfr. Mt.5,17), riconobbero come parte della loro Bibbia i libri che usavano gli ebrei però con una difficoltà: dovevano usare il canone breve della Palestina o il canone lungo di Alessandria? Di fatto i cristiani dispersi per l’impero e che non sapevano parlare l’ebraico, perchè la lingua comune in tutto l’impero da 300 anni era il greco, decisero per la versione greca, pertanto inclusero i 7 “deuterocanonici”! Gli ebrei come reazione contro i cristiani che utilizzavano ampiamente libri sacri che consideravano come esclusivamente propri e peggio ancora che alimentavano la credenza in Gesù di Nazaret che loro rifiutavano tenacemente, nel corso del II secolo risolsero di chiudere in forma definitiva il canone accettando il più corto. Accolsero i 39 libri che componevano l’antico canone palestinese. Nelle comunità cristiane, d’altra parte, senza che la Chiesa prendesse alcuna posizione ufficiale, con il passare dei secoli si andò imponendo nella pratica l’uso dei 46 libri veterotestamentari. I Protestanti, contrariamente alla tradizione di 15 secoli che la chiesa rispettava, con Lutero optarono per il canone degli Ebrei-palestinesi, il canone breve, e chiamarono “apocrifi” i “deuterocanonici” dell’AT e “pseudoepigrafi” i libri che i cattolici chiamano “apocrifi” (= libri che imitano i libri sacri nella forma e nel contenuto ma che non furono mai nel canone). A Lutero dava fastidio che questi 7 libri fossero scritti in lingua greca e non in lingua religiosa ebraica. Di fronte a questa situazione i vescovi di tutto il mondo si riunirono a Trento nel famoso Concilio di Trento (1545-1563) e il giorno 8 aprile 1546, sessione IV, mediante il decreto De Canonicis Scripturis fu fissato definitivamente il canone delle Scritture in 46 libri per l’AT, furono inclusi chiaramente i 7 libri rifiutati dai protestanti.
"Il sacrosanto, ecumenico e generale concilio tridentino, legittimamente riunito nello Spirito Santo, sotto la presidenza dei medesimi tre legati della sede apostolica, ha sempre presente che, tolti di mezzo gli errori, si conservi nella chiesa la stessa purezza del Vangelo, quel Vangelo che, promesso un tempo attraverso i profeti nelle scritture sante, il signore nostro Gesù Cristo, figlio di Dio, prima promulgò con la sua bocca, poi comandò che venisse predicato ad ogni creatura per mezzo dei suoi apostoli, quale fonte di ogni verità salvifica e della disciplina dei costumi. E poichè il sinodo sa che questa verità e disciplina è contenuta nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte - che raccolte dagli apostoli dalla bocca dello stesso Cristo e dagli stessi apostoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, tramandate quasi di mano in mano, sono giunte fino a noi, — seguendo l’esempio dei padri ortodossi, con uguale pietà e pari riverenza accoglie e venera tutti i libri, sia dell’antico che del nuovo Testamento, - Dio, infatti, è autore dell’uno e dell’altro ed anche le tradizioni stesse, che riguardano la fede e i costumi, poichè le ritiene dettate dallo stesso Cristo oralmente o dallo Spirito santo, e conservate con successione continua nella chiesa cattolica. E perchè nessuno possa dubitare quali siano i libri accettati dallo stesso sinodo come sacri, esso ha creduto opportuno aggiungere a questo decreto l’elenco. Dell’antico Testamento: i cinque di Mosè, e cioè: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio; Giosuè, Giudici, Ruth; i quattro dei Re; i due dei Paralipomeni; il primo e il secondo di Esdra (che è detto di Neemia); Tobia, Giuditta, Ester, Giobbe; i Salmi di David; i Proverbi, l’Ecclesiaste, il Cantico dei cantici, la Sapienza, l’Ecclesiastico, Isaia, Geremia con Baruch, Ezechiele, Daniele; i dodici Profeti minori, cioè: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malachia; i due dei Maccabei, primo e secondo. Del nuovo Testamento: i quattro Evangeli: secondo Matteo, Marco, Luca, Giovanni; gli Atti degli apostoli, scritti dall’evangelista Luca; le quattordici Lettere dell’Apostolo Paolo: ai Romani, due ai Corinti, ai Galati, agli Efesini, ai Filippesi, ai Colossesi, due ai Tessalonicesi, due a Timoteo, a Tito, a Filemone, agli Ebrei; due dell’apostolo Pietro, tre dell’apostolo Giovanni, una dell’apostolo Giacomo, una dell’apostolo Giuda, e l’Apocalisse dell’apostolo Giovanni. Se qualcuno, poi, non accetterà come sacri e canonici questi libri, interi con tutte le loro parti, come si è soliti leggerli nella chiesa cattolica e come si trovano nell’edizione antica della volgata latina e disprezzerà consapevolmente le predette tradizioni, sia anatema. Sappiano quindi tutti, con quali argomenti lo stesso sinodo, posto il fondamento della confessione della fede, procederà, e soprattutto di quali testimonianze e difese si servirà nel confermare gli insegnamenti e nel riformare i costumi nella chiesa".
Da allora le chiese protestanti e le sètte nate da queste hanno camminato nella storia con questa lacuna. Per i cattolici l’AT consta di 46 libri scritti in ebraico e 7 in greco. Addirittura dalle moderne scoperte archeologiche sappiamo che non tutti i deuterocanonici (= secondo canonici, passati in un secondo momento come canonici) furono scritti originariamente in greco; infatti “Siracide” è stato ritrovato a Masada nel 1964 in ebraico, quindi veniva usato abitualmente nelle sinagoghe; “Tobia”, sappiamo da Qumram che fu composto anteriormente in aramaico; “Giuditta”, “Baruc”, “Ecclesiastico”, “primo Maccabei” furono scritti in ebraico). Lutero quando tradusse la Bibbia in tedesco nel 1534 eliminò i deuterocanonici dall’elenco ufficiale della Bibbia e li chiamò apocrifi (= occulti). Negli ultimi anni c’è nei protestanti un atteggiamento più prudente avendo compreso che certe dottrine bibliche: la resurrezione, la nozione di purgatorio, ecc., iniziano già ad apparire in questi 7 libri tardivi. Sopprimendoli si toglie un anello prezioso per la progressività e unità della Rivelazione e si fa un salto ,olto brusco fino al NT. Per questo si vedono già alcune Bibbie protestanti che alla fine, benchè con valore secondario, includono i libri mancanti. Per un approfondimento, cf. http://digilander.libero.it/domingo7/TRADUZIONI.htm.
[4] La Bibbia, come la conosciamo, appartiene alla Chiesa poichè il “canone”, i libri ispirati, sono stati decisi nella Chiesa, “corpo di Cristo” (1Cor.12; Ef.4), “sposa di Cristo” (Ef.5) in cui spira lo Spirito Santo, con il potere delegatogli da Cristo di “legare e sciogliere” attraverso la “successione apostolica” (Mt.16), “fino alla fine del mondo” (Mt.28). Il Nuovo Testamento appartiene alla “Tradizione Vivente” che è la Chiesa, “colonna e sostegno della verità” (1Tm.3,15). La fissazione ufficiale e definitiva del Canone (= regola) avviene con i concili di Firenze (1441) e di Trento (1546) ma questi Concili non fanno altro che confermare ufficialmente ciò che era ammesso da tempo nella pratica dalla Chiesa; di fatto dal 135 d.C. c’è stata la “chiusura del canone” giudaico (AT). Già al Sinodo di Ippona del 393 (in cui era presente anche S. Agostino) e nel Sinodo di Cartagine del 397 venne stabilito quali erano i libri della Sacra Scrittura nel NT che dovevano far parte del canone e nell'elenco erano compresi tutti i libri adottati attualmente dalla Chiesa Cattolica, compresi i deuterocanonici dell'Antico Testamento che non sono adottati dalle chiese della riforma. Sempre la Chiesa è intervenuta nei Concili per ratificare quello che già veniva creduto, argomentandolo ulteriormente, per contrastare le eresie motivo dei Concili stessi. I criteri della canonicità sono: 1)l’autorità apostolica; 2)l’ortodossia degli scritti; 3)la cattolicità degli scritti. Guidata dallo Spirito, la Chiesa ha riconosciuto nei libri del canone l’opera dello Spirito, sono “ispirati”, e vi si è sottomessa. Mai Gesù ha chiesto di scrivere “Vangeli” e “Lettere” ma prima ha fondato la sua Chiesa, radunando gli Apostoli con a capo San Pietro e riconfermandoli, con a capo San Pietro per tre volte dicendogli “pasci le mie pecorelle”, dopo la Sua resurrezione. La interpretazione autentica della Bibbia spetta alla Chiesa mediante il carisma della successione apostolica esercitato dal Papa e dai Vescovi a lui uniti, “testimoni prescelti” (At.10,41), infatti: “nessuna Scrittura va soggetta a privata interpretazione” (2Pt.1,20); (cfr.Franco Ardusso, Perchè la Bibbia è Parola di Dio, ed.San Paolo)
"Tutti gli eventi relativi a Gesù, prima di essere scritti, hanno avuto dietro di sè una lunga storia della tradizione orale. Si deve tener presente che in un primo tempo furono scritti solo alcuni brani di testo. Alla storia della tradizione si aggiunge la storia della redazione. Gli autori dei Vangeli, cioè, raccolsero in un testo unico il materiale a disposizione, sia orale che scritto. Nel fare questo però si dimostrarono interessati non solo alla storia di Gesù, anche, e soprattutto!, alla storia con Gesù, ossia alle esperienze che essi e la giovane Chiesa avevano fatto grazie alla loro fede in Gesù Cristo... I vangeli non sono dunque aridi resoconti, ma testimonianze di fede... Significa che l'annuncio di Gesù e il suo operato da un lato, e il "commento" degli evangelisti dall'altro si compenetrano. In altre parole verità storica e verità teologica possono essere teoricamente distinte, in pratica però sono pressochè inseparabili l'una dall'altra... Per gli evangelisti si tratta prima di tutto di una professione di fede in Gesù come Cristo (Messia). Perciò rivolgono la loro attenzione non solo alla persona storica, al suo comportamento e al suo annuncio, alla sua vita, passione e morte, ma anche alla sua resurrezione e quindi al suo significato. Contemporaneamente, però, sottolineano che la professione di fede in lui come Salvatore e Redentore ha un fondamento storico (cf.Lc.1,1-4)... Gli evangelisti vedono dunque se stessi non come signori della "parola" ma come suoi ministri. Custodiscono il messaggio di Gesù e lo diffondono, ma in una tradizione viva, in quanto tengono conto della situazione dei destinatari di allora... La storia di Gesù non è semplicemente ripetuta, ma attualizzata in vista della nuova situazione nella quale l'annuncio stesso avviene. Questo accade nella consapevolezza che Gesù non è una figura del passato, ma essendo resuscitato dai morti, continua a vivere nel presente e nel presente continua ad agire... Gli esegeti hanno sviluppato una serie di criteri... per cercare di risalire al Gesù storico: 1)criterio della testimonianza molteplice; 2)criterio della delimitazione; 3)criterio della concordanza; 4)criterio delle particolarità linguistiche; 5)criterio della interpretazione della figura di Gesù... Si può dimostrare che esiste una continuità tra la pretesa avanzata dall'Uomo di Nazaret durante la sua vita e quella del Cristo annunciato dall Chiesa... Perciò la nascita dei Vangeli, può essere rappresentata schematicamente... " (Josef Imbach, Come leggere e capire la Bibbia, 1997, pp.94-95.99.104.105):

(La Tradizione-Magistero della Chiesa, Corpo vivo di Gesù, ha partorito il NT e il canone della BIBBIA.
Dice infatti Sant'Agostino: "La Bibbia va letta sulle ginocchia della Chiesa" e il Card. Ratzinger: "La Chiesa non è la Parola ma il luogo in cui abita e vive la Parola")
[5] San Paolo infatti dirà: “Tutto ciò che è in vendita sul mercato, mangiatelo pure senza indagare per motivo di coscienza perchè del Signore è la terra e tutto ciò che essa contiene. Se qualcuno non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienza. Ma se qualcuno vi dicesse: «È carne immolata in sacrificio», astenetevi dal mangiarne, per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza; della coscienza, dico, non tua, ma dell'altro. Per qual motivo, infatti, questa mia libertà dovrebbe esser sottoposta al giudizio della coscienza altrui? Se io con rendimento di grazie partecipo alla mensa, perchè dovrei essere biasimato per quello di cui rendo grazie? Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non date motivo di scandalo nè ai Giudei, nè ai Greci, nè alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perchè giungano alla salvezza” (1Cor.10,25-33); cfr. Gc.2,8-13 (“non fate distinzione di persone”); cfr.1Cor,8,4-13 (“se questo cibo scandalizza mio fratello non lo mangerò più”); cfr. Mc.7,14-22 (“contamina l’uomo ciò che esce dalla bocca non ciò che entra dalla bocca”)… I TdG rifiutano le trasfusioni di sangue senza motivo, ma accettano trapianti di organi, che sono fatti di sangue, i vaccini e sieri fatti con frazioni di sangue e mangiano carne, che contiene e conterrà sempre sangue…follia!!! Il Libro del Levitico è pieno di divieti; ad esempio in Lv.3,17 si dice di non mangiare "il grasso e il sangue", ecc. Gli stessi Ebrei attualmente ricevano tranquillamente le trasfusioni.
[6] “Geova” non è nè il nome di Dio, nè la giusta traslitterazione del tetragramma, nè un nome ebraico, nè il nome che salva. Probabilmente il nome di Dio è “Yahweh” non “Jehowah” anche perchè “Allelu-Ya” significa “Loda-Ya”. Basta vedere il “Dizionario Enciclopedico Zanichelli” alla voce “Geova”. Loro insistono su questo “falso nome di Dio” per confonderci!
[7] DV=Costituzione Dogmatica “Dei Verbum” sulla Rivelazione Divina, Concilio Vaticano II
[8] Cfr. Gv.6.: “mangiare la carne e il sangue di Cristo… non ci credete? … volete andarvene anche voi? Ma la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda…per la vita eterna”. Altro che “astenersi dal sangue!!!” dei TdG! Potremmo dire che “Bibbia e Liturgia (eucaristica) sono uniti come il menù con il pasto…Dio voleva essere non solo nei nostri cuori ma anche nei nostri corpi, voleva farci suoi tabernacoli…nella Santa Messa rinnoviamo l’Alleanza nel sangue di Cristo, non un contratto come affermano i protestanti ma un sacro vincolo famigliare tra Dio e il suo popolo” (Scott Hahn).
[9] PO=Presbiterorum Ordinis, Decreto Conciliare sulla vita e sul ministero sacerdotale, Concilio Vaticano II
[10] Sfido in ultimo chiunque a trovarmi, come affermerebbero tra gli altri i Testimoni di Geova, che la Bibbia è “autoreferenziata” senza la Chiesa. Dove c’è scritto nella Bibbia “solo Scrittura”, “solo fede”? Da nessuna parte! No “Solo Scriptura” ma “Solum Verbum dei”.
[11] Sappiamo che per 13 volte San Giovanni riporta che Gesù si autoidentifica con il nome di Dio dato a Mosè sull’Oreb: “Io Sono” (Esodo 3,14). Il numero 13 è un numero rabbinico che indica la “pienezza della stagione”, infatti ci sono 4 stagioni nell’anno e ognuna di 13 settimane per un totale di 52 settimane circa. Questo vuol dire che San Giovanni vuole dire che “Gesù” è pienamente “Yahweh”. Molto interessante è ad esempio Gv.8, in cui Gesù afferma la sua preesistenza e la sua uguaglianza con “Yahweh” tanto da scatenare la reazione dei suoi nemici che lo vogliono lapidare per bestemmia. Infine San Paolo ci ricorda che "in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità" (Col 2,9).
[12] LG.48-51: "La Chiesa, alla quale tutti siamo chiamati in Cristo Gesù e nella quale per mezzo della grazia di Dio acquistiamo la santità, non avrà il suo compimento se non nella gloria celeste, quando verrà il tempo in cui tutte le cose saranno rinnovate (cfr. Ap 3,21), e col genere umano anche tutto l'universo, il quale è intimamente congiunto con l'uomo e per mezzo di lui arriva al suo fine, troverà nel Cristo la sua definitiva perfezione (cfr. Ef 1,10; Col 1,20). E invero il Cristo, quando fu levato in alto da terra, attirò tutti a sè (cfr. Gv 12,32 gr.); risorgendo dai morti (cfr. Rm 6,9) immise negli apostoli il suo Spirito vivificatore, e per mezzo di lui costituì il suo corpo, che è la Chiesa, quale sacramento universale della salvezza; assiso alla destra del Padre, opera continuamente nel mondo per condurre gli uomini alla Chiesa e attraverso di essa congiungerli più strettamente a sè e renderli partecipi della sua vita gloriosa col nutrimento del proprio corpo e del proprio sangue... Già dunque è arrivata a noi l'ultima fase dei tempi (cfr. 1 Cor 10,11). La rinnovazione del mondo è irrevocabilmente acquisita e in certo modo reale è anticipata in questo mondo: difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di vera santità, anche se imperfetta. Tuttavia, fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora (cfr. 2 Pt 3,13), la Chiesa peregrinante nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all'età presente, porta la figura fugace di questo mondo; essa vive tra le creature, le quali ancora gemono, sono nel travaglio del parto e sospirano la manifestazione dei figli di Dio (cfr. Rm 8,19-22). Congiunti dunque con Cristo nella Chiesa e contrassegnati dallo Spirito Santo " che è il pegno della nostra eredità " (Ef 1,14), con verità siamo chiamati figli di Dio, e lo siamo veramente (cfr. 1 Gv 3,1), ma non siamo ancora apparsi con Cristo nella gloria (cfr. Col 3,4), nella quale saremo simili a Dio, perchè lo vedremo qual è (cfr. 1 Gv 3,2). Pertanto, " finchè abitiamo in questo corpo siamo esuli lontani dal Signore " (2 Cor 5,6); avendo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente (cfr. Rm 8,23) e bramiamo di essere con Cristo (cfr. Fil 1,23). Dalla stessa carità siamo spronati a vivere più intensamente per lui, il quale per noi è morto e risuscitato (cfr. 2 Cor 5,15). E per questo ci sforziamo di essere in tutto graditi al Signore (cfr. 2 Cor 5,9) e indossiamo l'armatura di Dio per potere star saldi contro gli agguati del diavolo e resistergli nel giorno cattivo (cfr. Ef 6,11-13). Siccome poi non conosciamo il giorno nè l'ora, bisogna che, seguendo l'avvertimento del Signore, vegliamo assiduamente, per meritare, finito il corso irrepetibile della nostra vita terrena (cfr.Eb 9,27), di entrare con lui al banchetto nuziale ed essere annoverati fra i beati (cfr. Mt 25,31-46), e non ci venga comandato, come a servi cattivi e pigri (cfr. Mt 25,26), di andare al fuoco eterno (cfr Mt 25,41), nelle tenebre esteriori dove "ci sarà pianto e stridore dei denti " (Mt 22,13 e 25,30). Prima infatti di regnare con Cristo glorioso, noi tutti compariremo " davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno il salario della sua vita mortale, secondo quel che avrà fatto di bene o di male " (2 Cor 5,10), e alla fine del mondo " usciranno dalla tomba, chi ha operato il bene a risurrezione di vita, e chi ha operato il male a risurrezione di condanna " (Gv 5,29, cfr Mt 25,46). Stimando quindi che " le sofferenze dei tempo presente non sono adeguate alla gloria futura che si dovrà manifestare in noi" (Rm 8,18; cfr 2 Tm 2,11-12), forti nella fede aspettiamo "la beata speranza e la manifestazione gloriosa del nostro grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo" (Tt 2,13) " il quale trasformerà allora il nostro misero corpo, rendendolo conforme al suo corpo glorioso" (Fil 3,21), e verrà "per essere glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti quelli che avranno creduto ". Fino a che dunque il Signore non verrà nella sua gloria, accompagnato da tutti i suoi angeli (cfr. Mt 25,31) e, distrutta la morte, non gli saranno sottomesse tutte le cose (cfr. 1 Cor 15,26-27), alcuni dei suoi discepoli sono pellegrini sulla terra, altri, compiuta questa vita, si purificano ancora, altri infine godono della gloria contemplando " chiaramente Dio uno e trino, qual è ". Tutti però, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità verso Dio e verso il prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Tutti infatti quelli che sono di Cristo, avendo lo Spirito Santo, formano una sola Chiesa e sono tra loro uniti in lui (cfr. Ef 4,16). L'unione quindi di quelli che sono ancora in cammino coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata; anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dallo scambio dei beni spirituali. A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, gli abitanti del cielo rinsaldano tutta la Chiesa nella santità, nobilitano il culto che essa rende a Dio qui in terra e in molteplici maniere contribuiscono ad una più ampia edificazione (cfr. 1 Cor 12,12-27). Ammessi nella patria e presenti al Signore (cfr. 2 Cor 5,8), per mezzo di lui, con lui e in lui non cessano di intercedere per noi presso il Padre offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini (cfr. 1 Tm 2,5), servendo al Signore in ogni cosa e dando compimento nella loro carne a ciò che manca alle tribolazioni di Cristo a vantaggio del suo corpo che è la Chiesa (cfr. Col 1,24). La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine. La Chiesa di coloro che camminano sulla terra, riconoscendo benissimo questa comunione di tutto il corpo mistico di Gesù Cristo, fino dai primi tempi della religione cristiana coltivò con grande pietà la memoria dei defunti e, "poichè santo e salutare è il pensiero di pregare per i defunti perchè siano assolti dai peccati", ha offerto per loro anche suffragi. Che gli apostoli e i martiri di Cristo, i quali con l'effusione del loro sangue diedero la suprema testimonianza della fede e della carità, siano con noi strettamente uniti in Cristo, la Chiesa lo ha sempre creduto; li ha venerati con particolare affetto insieme con la beata vergine Maria e i santi angeli e ha piamente implorato il soccorso della loro intercessione. A questi in breve se ne aggiunsero anche altri, che avevano più da vicino imitata la verginità e la povertà di Cristo e infine altri, il cui singolare esercizio delle virtù cristiane e le grazie insigni di Dio raccomandavano alla pia devozione e imitazione dei fedeli. Il contemplare infatti la vita di coloro che hanno seguito fedelmente Cristo, è un motivo in più per sentirsi spinti a ricercare la città futura (cfr. Eb 13,14 e 11,10); nello stesso tempo impariamo la via sicurissima per la quale, tra le mutevoli cose del mondo e secondo lo stato e la condizione propria di ciascuno, potremo arrivare alla perfetta unione con Cristo, cioè alla santità. Nella vita di quelli che, sebbene partecipi della nostra natura umana, sono tuttavia più perfettamente trasformati nell'immagine di Cristo (cfr. 2 Cor 3,18), Dio manifesta agli uomini in una viva luce la sua presenza e il suo volto. In loro è egli stesso che ci parla e ci dà un segno del suo regno verso il quale, avendo intorno a noi un tal nugolo di testimoni (cfr. Eb 12,1) e una tale affermazione della verità del Vangelo, siamo potentemente attirati. Non veneriamo però la memoria degli abitanti del cielo solo per il loro esempio, ma più ancora perchè l'unione della Chiesa nello Spirito sia consolidata dall'esercizio della fraterna carità (cfr. Ef 4,1-6). Poichè, come la cristiana comunione tra i cristiani della terra ci porta più vicino a Cristo, così la comunità con i santi ci congiunge a lui, dal quale, come dalla loro fonte e dal loro capo, promana ogni grazia e la vita dello stesso popolo di Dio. È quindi sommamente giusto che amiamo questi amici e coeredi di Gesù Cristo, che sono anche nostri fratelli e insigni benefattori, e che per essi rendiamo le dovute grazie a Dio, "rivolgiamo loro supplici invocazioni e ricorriamo alle loro preghiere e al loro potente aiuto per impetrare grazie da Dio mediante il Figlio suo Gesù Cristo, Signore nostro, il quale solo è il nostro Redentore e Salvatore ". Infatti ogni nostra vera attestazione di amore fatta ai santi, per sua natura tende e termina a Cristo, che è " la corona di tutti i santi " e per lui a Dio, che è mirabile nei suoi santi e in essi è glorificato. La nostra unione poi con la Chiesa celeste si attua in maniera nobilissima, poichè specialmente nella sacra liturgia, nella quale la virtù dello Spirito Santo agisce su di noi mediante i segni sacramentali, in fraterna esultanza cantiamo le lodi della divina Maestà tutti, di ogni tribù e lingua, di ogni popolo e nazione, riscattati col sangue di Cristo (cfr. Ap 5,9) e radunati in un'unica Chiesa, con un unico canto di lode glorifichiamo Dio uno in tre Persone Perciò quando celebriamo il sacrificio eucaristico, ci uniamo in sommo grado al culto della Chiesa celeste, comunicando con essa e venerando la memoria soprattutto della gloriosa sempre vergine Maria, del beato Giuseppe, dei beati apostoli e martiri e di tutti i santi. Questa veneranda fede dei nostri padri nella comunione di vita che esiste con i fratelli che sono nella gloria celeste o che dopo la morte stanno ancora purificandosi, questo sacrosanto Concilio la riceve con grande pietà e nuovamente propone i decreti dei sacri Concili Niceno II Fiorentino e Tridentino. E allo stesso tempo con pastorale sollecitudine esorta tutti i responsabili, perchè, se si fossero infiltrati qua e là abusi, eccessi o difetti, si adoperino per toglierli o correggerli e tutto ristabiliscano per una più piena lode di Cristo e di Dio. Insegnino dunque ai fedeli che il vero culto dei santi non consiste tanto nel moltiplicare gli atti esteriori, quanto piuttosto nell'intensità del nostro amore fattivo, col quale, per il maggiore bene nostro e della Chiesa, cerchiamo "dalla vita dei santi l'esempio, dalla comunione con loro la partecipazione alla loro sorte e dalla loro intercessione l'aiuto". E d'altra parte insegnino ai fedeli che il nostro rapporto con gli abitanti del cielo, purchè lo si concepisca alla piena luce della fede, non diminuisce affatto il culto di adorazione reso a Dio Padre mediante Cristo nello Spirito, ma anzi lo arricchisce. Tutti quanti infatti, noi che siamo figli di Dio e costituiamo in Cristo una sola famiglia (cfr. Eb 3), mentre comunichiamo tra noi nella mutua carità e nell'unica lode della Trinità santissima, rispondiamo all'intima vocazione della Chiesa e pregustando partecipiamo alla liturgia della gloria perfetta. Poichè quando Cristo apparirà e vi sarà la gloriosa risurrezione dei morti, lo splendore di Dio illuminerà la città celeste e la sua lucerna sarà l'Agnello (cfr. Ap 21,24). Allora tutta la Chiesa dei santi con somma felicità di amore adorerà Dio e "l'Agnello che è stato ucciso" (Ap 5,12), proclamando a una voce: "A colui che siede sul trono e all'Agnello, benedizione onore, gloria e dominio per tutti i secoli dei secoli " (Ap 5,13-14)".


