Classificazione delle sette: come orientarsi nel multiforme mondo delle sètte
prof. Giuseppe Ferrari, nella rivista del G.R.I.S. "Sette e Religioni" (oggi si chiama "Religioni e sette nel mondo") del gennaio-marzo 1991, n°1, pp.9-32.
Per proporre una classificazione quanto più possibile accurata delle diverse sètte o movimenti religiosi che sono diffusi nell'attuale multiforme contesto sociale e culturale, ritengo sia fondamentale partire da un'analisi terminologica che tenti di fare chiarezza sgomberando il campo da eventuali equivoci che potrebbero essere generati da un uso improprio di termini che racchiudono differenti significati. I termini più usati nella descrizione delle varie aggregazioni religiose sono quelli di religione, chiesa, sètta, movimento religioso, culto, fede, confessione. Individuare quello che può essere applicato in modo chiaro e appropriato, anche se non esaustivo, alla singola aggregazione, non è sempre compito agevole. Per quanto riguarda poi i tipi religiosi che saranno oggetto della successiva classificazione il compito risulta ancor più complesso; per questi il termine finora più comunemente usato è quello di sètta, che viene ritenuto dai più carico di connotazioni negative e talvolta considerato pure spregiativo; personalmente, però, non condivido del tutto questa visione che mi pare non tenga nella dovuta considerazione l'etimologia della parola sètta.
Motivazioni per l'uso di una determinata terminologia
Il termine sètta, in latino secta, deriva dal participio passato (secutus, a, um) di sequor (sequi = seguire, andar dietro ), che nell'antico latino era sectus, a, um.
Si potrebbe anche interpretarlo come se derivasse dal participio passato (sectus, a, um) di seco (secare = tagliare, separare).
Nel primo caso la sètta può essere vista come un gruppo di seguaci ai una persona o di una particolare dottrina, nel secondo come un gruppo che si è scisso da una aggregazione maggioritaria.
Negli studi di sociologia della religione Max Weber (1864- 1920) identifica la sètta non con una comunità scissa da qualche altra o una piccola comunità, ma con «una comunità che nel suo senso e nella sua essenza deve necessariamente rinunciare alla universalità», la vede come «una formazione aristocratica, cioè un'unione di persone pienamente qualificate in senso religioso» che «ha l'ideale della ecclesia pura, della comunità visibile del santi» [1].
Ernst Troeltsch (1865-1923). filosofo teologo protestante tedesco, nell'opera Le dottrine sociali delle chiese e dei gruppi cristiani descrive la sètta come «la libera riunione di cristiani rigidi e coscienti che si raccolgono insieme come veracemente rigenerati. si separano dal mondo restano limitati a piccoli gruppi, invece della grazia insistono sulla legge e nel loro gruppo instaurano con maggiore o minore radicalismo l'ordine cristiano della vita ispirato all'amore, tutto ciò come avviamento e nell'attesa, dell'imminente regno di Dio» [2].
Queste categorie possono in genere essere applicate alle sètte sorte in ambito cristiano o a quelle che prendono vari elementi dal cristianesimo, però offrono anche parecchi aspetti che possono essere tranquillamente riscontrati nelle sètte di matrice non cristiana, per le quali, comunque, il discorso deve necessariamente essere integrato da altri elementi. Più in generale la sètta può essere sinteticamente considerata come un'aggregazione di persone che seguono un leader o una particolare corrente religiosa o filosofica e si riconoscono in una dottrina e in una prassi che si distacca. È in dissonanza o in contrapposizione a dottrine e a prassi più diffuse, storicamente affermate e universalmente riconosciute e accettate.
Generalmente la sètta viene vista come contrapposta alla chiesa, anche se nel corso della storia si è spesso verificato che particolari aggregazioni, che nei primi tempi della loro storia rivelavano forte e marcato il tipo della sètta, in seguito hanno progressivamente modificato talune loro peculiarità fino ad assumere il carattere di chiesa.
La chiesa per Troeltsch è “l'istituto di salvazione di grazia, dotato del risultato dell'azione redentrice, che può accogliere masse e adattarsi al mondo, perchè fino a un certo punto può fare a meno della santità soggettiva e compensarla col tesoro oggettivo della grazia e della redenzione” [3].
Per Weber la chiesa ha il «carattere di istituzione» inoltre la circostanza che nella chiesa si «nasce dentro» la distingue dalla sètta, infatti “nella chiesa, di norma, non si entra volontariamente, come in un'unione, ma si nasce, e alla sua disciplina è soggetto anche colui che non è qualificato religiosamente”; sempre per il sociologo tedesco la chiesa vuole essere “una istituzione di grazia che emana la sua luce sui giusti e sugli ingiusti” [4].
Se dalla speculazione prevalentemente sociologica passiamo a quella espressamente teologica, non possiamo non rifarci al Concilio Vaticano II che, nella costituzione Lumen Gentium, sottolinea l'importanza delle immagini per accostarci a quello che è il “mistero della Chiesa”. Alcune di queste hanno particolare rilevanza, come ad esempio la chiesa come “popolo di Dio” e come “corpo mistico di Cristo” [5].
In un suo scritto il Card. Giacomo Biffi, descrive con acutezza queste realtà, in particolare per quanto riguarda l'immagine di chiesa come “popolo”, scrive: “il termine “chiesa” (ecclesià in greco, qahal in ebraico) indicava moltitudine dei credenti di Israele che nel deserto era stata convocata dall'iniziativa del Signore, mediante l'Alleanza e la Legge, e costituita in un “popolo”, il popolo interlocutore del Dio che aveva voluto legarsi a una “nazione” che dichiarava “sua”. Con questa accezione primitiva il termine compare, ad esempio, nel discorso di Stefano al Sinedrio (At 7,38 nel testo originale). All'indomani di Pentecoste i discepoli di Gesù si appropriano di questa qualifica di “ecclesìa”, esprimendo così la convinzione di essere loro il vero Israele, il popolo che in senso definitivo può dirsi di Dio” [6].
L'immagine della chiesa come “corpo di Cristo” è particolarmente rilevabile nelle lettere dell'apostolo Paolo, “che verosimilmente l'ha desunta dal suo stesso folgorante incontro col Risorto” (“Saulo, perchè i perseguiti?” At 9,4”) [7].
È chiaro che in questa prospettiva parlare di chiesa al di fuori del contesto biblico non ha senso, pertanto tutte quelle aggregazioni che non si rifanno esclusivamente alla rivelazione biblica e che si definiscono chiese, lo fanno, da questo punto di vista, impropriamente. E' altrettanto chiaro che, in una corretta ottica cristiana non è possibile vedere con favore il sorgere di una pluralità. di chiese quando, in realtà, Gesù Cristo ha fondato la sua unica Chiesa.
Senza addentrarsi in una analisi approfondita di questi termini, è possibile dire che essi indicano solo alcuni aspetti della realtà che dovrebbero descrivere, pertanto non è del tutto accurato utilizzarli per indicare pienamente il tipo di una determinata aggregazione religiosa; infatti si può con chiarezza parlare di culto o di fede di un determinato gruppo, o di confessione o proclamazione del credo di una particolare aggregazione, ma non è del tutto inequivocabile dire che un gruppo è un culto, una fede o una confessione.
E' bene altresì notare che i termini culto e confessione sono prevalentemente usati in campo giuridico perchè, anche se di significato generico che non identifica con pienezza la realtà a cui si riferiscono, hanno il vantaggio di essere piuttosto neutri.
C'è però da dire che nel mondo anglosassone il termine culto, che è abbastanza usato ha assunto delle connotazioni negative e quando viene applicato a certi gruppi religiosi non di rado è usato in senso da esprimere un giudizio di valore non positivo sugli stessi.
Il termine religione, ha un significato piuttosto ampio e con esso, in genere, si indicano quelle credenze, riti, atti cultuali e norme comportamentali che esprimono la relazione delle varie società umane con ciò che le trascende, che esprimono il loro rapporto con il sacro e il divino.
Il vocabolo religione, in latino religio, è di etimologia incerta; ad esempio Cicerone lo riteneva derivato da relego (relegere = rileggere, ripercorrere), intendendo con ciò una rilettura degli atti cultuali per apprenderli meticolosamente e compierli con sempre maggiore accuratezza e diligenza; comunque l'etimologia che si è maggiormente imposta è quella che lo fa derivare da religo (religare = legare) designando con ciò il vincolo che lega l'uomo a Dio.
Che sia Dio colui al quale dobbiamo principalmente legarci come principio perenne e al quale dobbiamo rivolgere la nostra scelta come fine ultimo, è affermato anche da S. Tommaso d'Aquino nella Summa Theologiae quando affronta il significato del termine religio [8]; in essa è tra l'altro scritto: «Alla religione poi spetta il compito di prestare riverenza all'unico Dio, secondo un'unica ragione, in quanto è chiaramente primo principio della creazione e del governo delle cose» [9].
Tutto questo, che è certamente riconosciuto dalle religioni monoteistiche storico-profetiche, non può essere applicato facilmente alle religioni immanentistiche per le quali però possiamo rifarci alla stessa etimologia di religio designando con essa la relazione o il legame che intercorre tra l'umano e il divino. In senso più generale si può dire che la religione è la credenza in un qualcosa di soprannaturale verso cui l'uomo tende per liberarsi dai vincoli imposti dalla sua natura e realizzarsi pienamente; nonchè un insieme di riti, atti e pratiche dirette a ottenere questa liberazione e realizzazione. Comunque per usare una definizione abbastanza significativa, seppur non rigorosamente completa, che si può dedurre dalla esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi di Paolo VI, potremmo dire: la religione è quel qualcosa che reca in se l'eco di millenni di ricerca di Dio e che porta gli uomini a tenere per così dire, le braccia tese verso il cielo [10].
Nel campo specifico verso il quale si rivolge la nostra attenzione ritengo che, in diversi casi, si possa rendere preferibile, ai termini appena analizzati, quello di movimento religioso. Esso, non possedendo ad esempio l'ampiezza del termine religione, può essere applicato anche ad aggregazioni che non possono essere considerate vere e proprie religioni e, nel contempo, pur non potendo sostituire in tutta la sua pienezza il termine sètta, perchè non riesce a raggiungere la vastità di categorie che questo può toccare, ha tuttavia rispetto ad esso il vantaggio di poggiare su un consenso molto più ampio e di non mostrare alcuna pregiudizialità verso la natura di ciò che viene indagato. E' però ovvio che il termine sètta, visto in particolare sotto un'ottica non denigratoria, identifica meglio l'aggregazione a cui si riferisce e perciò non può essere sostituito in tutti i casi da quello di movimento religioso. Comunque, il possesso di caratteristiche tipiche dei movimenti è indiscutibilmente riscontrabile nella maggioranza dei gruppi che verranno presi in esame. Per quanto riguarda quest'ultimo aspetto, assistiamo ad aggregazioni che avvengono attorno alla proposta o alla figura di un leader, che si riconoscono in dottrine o prassi che le caratterizzano fortemente, che chiedono una adesione vitale e non formale da parte dei membri.
Il termine movimento religioso mi pare che possa anche rispondere meglio, rispetto a quello di religione, a quell'esigenza dell'aggregazione di essere fondamentalmente connotata da elementi religiosi abbinati però ad altri che tali non sono. Questo è facilmente riscontrabile nei gruppi oggetto della nostra indagine, Ad esempio è molto difficile se non impossibile immaginare l'esistenza del culto religioso dei testimoni di Geova completamente staccato dalla struttura editoriale della Società Torre di Guardia; oppure il culto devozionale e i riti di iniziazione degli Hare Krishna totalmente estranei alla vita in comunità di tipo ecologico-agricolo e alle loro diverse attività imprenditoriali; oppure le pratiche religiose di Scientology indipendenti dalla partecipazione a corsi di tipo terapeutico o di sviluppo delle proprie potenzialità, dal costo via via sempre più elevato. E ancora, l'intera vita religiosa dei seguaci di Moon staccata, dall'esistenza di attività imprenditoriali, politiche e culturali, in diversa misura legate alI Associazione Spirituale per L'Unificazione del Mondo Cristiano.
Questo per dire che gli elementi a-religiosi (negli esempi precedenti: società editoriale, comunità ecologico-agricole, corsi vari, attività imprenditoriali e politiche) caratterizzano in modo non secondario gli aspetti di vari movimenti. Inoltre alcuni i questi movimenti con difficoltà possono essere definiti religiosi o perchè sono caratterizzati dalla immissione se non forzatura dell'elemento religioso all'interno di una struttura preesistente a connotazione chiaramente areligiosa (è il caso questo di Scientology), oppure perchè sono connotati da requisiti che solo con una certa fantasia è possibile considerare religiosi (valga come esempio l'ufologia del movimento Raeliano ), oppure perchè gli stessi non intendono essere considerati religiosi (vedi il movimento della Meditazione Trascendentale o quello dell'Ordine Rosacroce A.M.O.R.C.).
Precisato questo, non è detto che non possiamo riferirci a vari movimenti religiosi o presunti tali considerandoli dal punto di vista delle credenze, dei riti e delle pratiche cultuali che esprimono il rapporto con un ordine superiore e per mezzo delle quali questi gruppi intendono mettersi in contatto col soprannaturale. In questo caso potremmo anche parlare di religione dei testimoni di Geova, dei mormoni, dei moonisti, ecc., però non potremmo mai riferirci a essi come a una religione nel senso pieno che si dovrebbe dare a questo termine, sia perchè solo vari secoli di storia potranno dire se effettivamente mostreranno di essere delle religioni a tutti gli effetti e sia perchè qui le istanze religiose paiono al servizio di preminenti attività economiche e politiche.
Nuovi movimenti religiosi o movimenti religiosi alternativi
Dopo quanto esposto si può considerare che per un buon numero di quei gruppi che saranno presi in esame per la classificazione, l'opzione possa cadere sull'uso del termine movimento religioso, anche se possiamo correre il rischio di fare un po' di confusione quando ci rivolgiamo a movimenti religiosi che si riconoscono in più grandi aggregazioni religiose storiche; comunque questo non ci autorizza a dare lo status di religione a certe sètte e movimenti religiosi solo perchè non si riconoscono in religioni storicamente affermatesi.
Questo inconveniente lo possiamo però superare con un uso appropriato dell'aggettivo da affiancare alla definizione movimento religioso. Si tratta infatti di scegliere un aggettivo che ci permetta di giungere a una definizione più specifica e più completa. E' fuor di dubbio che tra quelli fino a ora proposti sia invalso l'uso del vocabolo nuovo, infatti la terminologia che si è maggiormente imposta è sicuramente nuovi movimenti religiosi, che però, se può andar bene per illustrare la recente nascita di alcune formazioni religiose, può non andar bene per spiegare altri aspetti riscontrabili nelle stesse. Se ad esempio si analizzano le varie dottrine, in esse è difficile riscontrare qualcosa di veramente nuovo, forse solo alcuni gruppi che si ispirano all'ufologia e altri caratterizzati da un marcato sincretismo, oppure certi gruppi che rientrano nella categoria del cosiddetto potenziale umano, posseggono proprietà definibili nuove.
Comunque il termine in esame non può certamente applicarsi a quei movimenti religiosi che hanno una tradizione storica che supera anche abbondantemente il secolo.
Per il resto, credo che l'unico elemento comune a tutti e veramente nuovo sia la dimensione globale che il fenomeno delle sètte ha attualmente assunto e questo grazie in particolar modo all'aumento demografico e al rapido sviluppo della società dell'informazione, ma ciò non può giustificare l'appellativo di nuovo che verrebbe dato a tutti indistintamente i singoli gruppi. Il denominatore comune penso stia pertanto non nella novità ma in qualcosa che è possibile individuare come costante, se non in tutte però in molte di queste aggregazioni religiose e pseudoreligiose, e cioè nel desiderio di ciascuna di esse di volersi porre o di presentarsi, in modo più o meno accentuato, come alternativa, non di rado anche unica ed esclusiva, alla situazione sociale e religiosa in cui si trova ad operare. Il tentativo di porsi come alternativa radicale alla religione localmente più diffusa e non raramente anche alla stessa vita familiare e sociale, è riscontrabile in molti gruppi. In alcuni è forte anche l'impulso a costituire comunità non integrate nel contesto socio-culturale in cui si formano e nelle quali gli adepti vengono invitati a seguire un vero e proprio stile di vita alternativo a quello localmente affermatosi; casi tipici possono essere quelli di Damanhur in Italia (Piemonte), o Findhorn in Scozia, o quelli delle comuni del movimento Osho Rajneesh, o le varie comunità ecologico-agricole degli Hare Krishna.
Ecco che la definizione movimenti religiosi alternativi, oltre a non essere spregiativa - perchè coglie un aspetto che questi movimenti ritengono qualificante, cioè quello di essere un'alternativa efficace alla situazione religiosa maggioritaria che considerano stagnante e non più in grado di rispondere alle varie sfide, tra cui quella del secolarismo - ci permette di riferirci a quei culti o sètte che cercano, in modo più o meno palese e volontario, di incrinare dalle fondamenta quelle che sono le credenze e convinzioni religiose storicamente affermatesi in un dato luogo e contesto socio-culturale, ma forse sarebbe più opportuno dire tutte e credenze religiose non in consonanza con loro, riscontrabili nell'ambiente in cui si trovano a operare. Inoltre hanno il chiaro obiettivo di inglobare al loro interno persone di altre confessioni religiose, utilizzando metodi raffinati e suadenti, che però non lasciano spazio alla riflessione personale, data la loro insistenza quando non aggressività.
D'altronde anche il Papa Giovanni Paolo II, nel messaggio del 1990 in occasione della giornata mondiale delle migrazioni, ha messo in evidenza che l'insieme di attenzioni e servizi resi dalle sètte hanno lo scopo principale di far abbandonare la fede professata dall'individuo affinchè aderisca a una nuova proposta religiosa. Infatti presentandosi singolarmente come uniche detentrici della verità le varie sètte asseriscono a la falsità della religioneprofessata dalla persona e pretendono da essa un brusco e immediato cambiamento di rotta. Inoltre li Papa ha affermato che ci troviamo qui di fronte a una «vera aggressione morale, alla quale non è facile sottrarsi in forme civili». Senza poi trascurare il fatto che la peculiarità di varie sètte di «voler dare risposte di carattere religioso a questioni politiche o economiche denuncia la tendenza a manipolare il vero senso di Dio, cadendo di fatto nell'esclusione di Dio dalla vita degli uomini» [11].
Il messaggio di Giovanni Paolo II ci può far riflettere sul fatto che questi movimenti intendono presentarsi non solo come alternativi, ma addirittura come sostitutivi della religione professata dalle persone con le quali entrano in contatto.
Oltre a ciò possiamo in esso vedere anche un'autorevole conferma della volontà di varie sètte di dare deliberatamente risposte religiose a questioni politiche ed economiche. Questo aspetto non è marginale ma di una certa importanza, anzi si può dire che in non pochi gruppi le spinte e le implicazioni economiche e politiche, la ricerca del profitto e l'aspirazione al potere, siano preminenti alle stesse istanze religiose, che divengono in questi casi solo strumentali e utilizzate per il raggiungimento di fini che religiosi non sono.
Per tornare all'analisi del termine alternativo, esso, pur non essendo spregiativo non può essere, come alcuni potrebbero pensare, sinonimo di via preferenzialmente percorribile, infatti continuamente la persona umana è chiamata a fare delle scelte che li più delle volte sono alternative ad altre, ma non e detto che qualcosa che sia alternativo sia anche migliore di ciò a cui si contrappone. Con le varie motivazioni sopra esposte non possiamo certo riferirci a movimenti religiosi sorti più o meno recentemente all'interno di religioni storiche, i quali invece cercano di essere parte integrante delle stesse, pertanto possono appropriatamente essere definiti nuovi ma non alternativi.
A conclusione di questa non certo esaustiva analisi terminologica, desidero precisare che non è chiamando e considerando questi movimenti alternativi che si deve raffreddare o rifiutare il dialogo con i loro aderenti, infatti la via dialogica, del rispetto e della comprensione, è sempre quella preferibile da percorrere, in particolar modo da parte di chi è su posizioni che non sono in consonanza tra loro ma anzi divergono in più punti.
Come cristiani dobbiamo con chiarezza essere consapevoli che, in virtù del fatto che riteniamo Dio Padre di tutti gli uomini, non possiamo rifiutarci di comportarci da fratelli e di mostrare amore e comprensione nei confronti anche di coloro che si riconoscono in credenze che non sono da noi condivise.
Elementi per una classificazione delle sètte e movimenti religiosi alternativi o nuovi movimenti religiosi alternativi
Per classificare le sètte e i movimenti religiosi alternativi (mra) o nuovi movimenti religiosi (nmr) si può partire inserendoli in alcuni settori fondamentali, essenzialmente per una identificazione immediata delle loro caratteristiche dominanti. È certo che nelle varie aggregazioni possono trovarsi anche elementi tipici di un settore diverso da quello in cui sono state inserite, considerando il marcato sincretismo che pervade non poche di esse, ma ciò non pregiudica il fatto che le peculiarità essenziali riscontrabili in una determinata aggregazione siano in genere riconducibili in modo preminente a una ben precisa sezione della classificazione utilizzata. Spesso nell'azione classificatoria si rende necessario operare delle vere e proprie scelte radicali, perchè a seconda del criterio di approccio, o essenzialmente teologico, o sociologico, o psicologico, o altro, cambia l'ottica sotto cui vedere la singola sètta o movimento religioso e di conseguenza la scelta della sezione in cui inserirlo. La scelta qui operata è stata quella di seguire, nei casi dubbi o controversi, un criterio per quanto possibile teologico-dottrinale che tenesse anche conto dell'origine storica dei singoli gruppi. Partendo dalle due credenze religiose che si trovano agli antipodi potremmo considerare tutte le altre come intermedie a esse. Queste due credenze sono quella in un Dio trascendente e personale, a cui si possono ricondurre le religioni monoteistiche storico-profetiche, e quella in un Assoluto immanente e impersonale a cui si possono ricondurre le religioni cosmiche-immanentistiche per le quali la storia si attualizza sullo schema della ciclicità e nelle quali in ultima analisi scompare la distinzione tra umano e divino. Basandomi perciò sul presupposto che l'insieme delle varie credenze religiose è delimitato da due categorie opposte ben precise, ho pensato di partire da uno schema che tenga conto dell'influenza che le religioni storicamente affermatesi hanno sulla crescita di aggregazioni più recenti le quali perciò a loro volta rientrano entro i limiti di queste due categorie. Ho anche tenuto conto del fatto che quando non è stato possibile far rientrare alcune sètte e movimenti religiosi alternativi sotto I'influenza predominante di una precisa matrice religiosa, anche se ovviamente restavano nell'ambito precedentemente delimitato, ho preso in esame le peculiarità delle singole aggregazioni e le ho riunite sotto sezioni o classi comuni comprendenti in genere più elementi descrittivi.
Le sètte e i movimenti religiosi rientranti all'interno di una determinata classe possono essere suddivisi seguendo una tipologia che evidenzi quelle che sono le loro principali tipicità. Ad esempio per le denominazioni di matrice cristiana si potrebbe proporre la seguente tipologia, che tiene conto dell'ambito religioso in cui sorgono o al quale si riferiscono:
1) gruppi che si ispirano al cattolicesimo o che hanno origine in ambito cattolico;
2) gruppi che si ispirano al cristianesimo ortodosso o al cristianesimo orientale non ortodosso e non cattolico o che hanno origine nel suo ambito;
3) gruppi che si ispirano al cristianesimo riformato o che hanno origine nell'ambito della riforma protestante (luteranesimo, calvinismo, zwinglianesimo), dell'anglicanesimo o della riforma radicale (anabattismo);
4) gruppi che hanno origine al di fuori dei tre precedenti filoni cristiani o non si ispirano ad alcuno di essi.
All'interno di queste quattro categorie va senza dubbio fatta un'ulteriore suddivisione che tenga conto di alcune caratteristiche dottrinali e di alcuni aspetti della prassi delle diverse aggregazioni. Naturalmente una singola aggregazione può riconoscersi in vari tipi sotto indicati, tuttavia pochi, in particolare, la possono caratterizzare più degli altri. Secondo questa suddivisione possiamo avere
- tipo anglo-israelita: che ritiene che i popoli anglosassoni siano discendenti delle “tribù perdute” di Israele;
- tipo antitrinitario: che non accetta la dottrina cristiana della Trinità;
- tipo apocalittico: che enfatizza l'attesa di imminenti e sconvolgenti avvenimenti apocalittici; -tipo avventista: che insiste sull'imminenza del ritorno di Gesù Cristo;
- tipo condizionalista: che ritiene che l'anima cessi di esistere o entri in uno stato di sonno al momento della morte, per poi essere ricreata o risvegliata al momento del giudizio finale;
- tipo fondamentalista : che si rifà a una interpretazione letterale rigida del testo biblico ;
- tipo gnostico : che introduce credenze in genere dualistiche ( contrapposizione tra i principi assoluti e orIginari del bene e del male) e un cristianesimo definito esoterico, basato sulla convinzione che solo un ristretto numero di eletti possiede la corretta conoscenza di realtà misteriose inerenti all'origine, alla natura e al destino dell'uomo, che una volta attinte, permettono di giungere alla liberazione dello spirito dal legame con la materia;
- tipo messianico: che segue o che attende un nuovo messia ritenuto in genere l'ultima e suprema incarnazione di Dio, e che pur credendo in Cristo ne ritiene l'opera redentrice imperfetta e vede nel suo fondatore l'autentico salvatore;
- tipo millenarista: che pone l'accento sul regno millenario di Cristo ;
- tipo pentecostale: che ritiene sia spuntata per esso una nuova pentecoste con i carismi del cristianesimo primitivo ;
- tipo profetico: che segue un nuovo profeta;
- tipo prosperista: che diffonde il cosiddetto vangelo della prosperità, per il quale il vero cristianesimo significa benessere e porta benessere, mentre la povertà indica peccato oppure fede insufficiente o non retta;
- tipo razzista: che propugna la superiorità o l'inferiorità di una o più razze rispetto ad altre. In genere si mostra antisemita;
- tipo restituzionista: che intende restituire al cristianesimo, dopo secoli che ritiene di apostasia, il carattere sacerdotale e la purezza del primitivo periodo apostolico;
- tipo rivelazionista: che oltre alla Bibbia fa riferimento sostanziale a rivelazioni extra-bibliche di vario genere o ad altri testi rivelati che considera sacri o ispirati;
- tipo sabatista: che ritiene che «il giorno del Signore» sia il sabato e non la domenica;
- tipo salutista o guaritore: che mira alla guarigione corporale, o vede la malattia corporale come immaginaria o illusoria;
- tipo santificatore: che crede a un perfezionismo etico, morale e spirituale dei suoi membri in terra e ritiene di rappresentare una particolare comunità di santi;
- tipo sincretista: che pur professando prevalentemente credenze cristiane, inserisce in esse alcuni elementi presi da religioni non cristiane.
È ovvio che per una classificazione più accurata, sarebbe opportuno poter disporre di sotto sezioni ed eventualmente di altre sezioni nelle quali inserire le varie denominazioni, ma ciò richiede un lavoro di analisi e di sintesi non indifferente e può essere affrontato solo in un'opera sostanziosa e di una certa estensione.
Nelle sezioni sotto elencate inserirò solo un numero limitato di gruppi, in particolare sceglierò quelli che hanno una certa significatività oppure diffusione o notorietà a livello internazionale; in ogni caso la stessa impostazione classificatoria può essere mantenuta per un lavoro molto più ampio e anche per illustrare efficacemente le situazioni locali. Per una migliore lettura e comprensione della classificazione è bene tener presente che non tutti i gruppi inseriti o inseribili nelle categorie contrassegnate con le lettere g-h-i, possono essere definiti con chiarezza religiosi.
a)Sette e mra o nmr di matrice ebraica
-Hasidismo: movimento iniziato in Polonia verso il 1740 da Israel Ben Eliezer (1700-1760) chiamato Baal Sem Tob. Inizialmente accentuava l'attesa salvifica attorno a capi ritenuti santi e profeti e dotati di poteri particolari. Dopo essere stato avversato dall'ebraismo tradizionale, nell'ultimo secolo si è notevolmente avvicinato e integrato nello stesso.
-Sabbatianismo: movimento di impostazione mistica fondato sull'attribuzione della qualifica di messia al suo iniziatore Sabbetaj Sebi (1626-1676) nato a Smirne.
-Esistono recenti gruppi giudeo-messianici, sorti soprattutto negli Stati Uniti, che sono particolarmente avversati dall'ebraismo tradizionale.
b) Sètte e mra o nmr di matrice cristiana
-Chiesa di Dio Universale: fondata nel 1934 da Herbert W. Armstrong (1892-1986) negli USA. Nella tipologia proposta è possibile farla rientrare all'interno della categoria n. 3. E' connotata da elementi riconducibili al tipo anglo-israelita, antitrinitario, apocalittico, avventi- sta, condizionalista, fondamentalista, millenarista, restituzionista, sabatista.
-Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni o Mormoni : fondata da Joseph Smith (1805-1844) nel 1830 negli USA. Rientra all'interno della categoria n. 4. E' connotata dal tipo antitrinitario, millenarista, profetico, rivelazionista, restituzionista.
-Chiesa Neo-Apostolica : fondata nel 1863 in Germania da Heinrich Geyer. Rientra all'interno della categoria n. 3. E' connotata dal tipo avventista, millenarista, restituzionista.
-Società Torre di Guardia di Bibbie e Trattati di Pennsylvania o T estimoni di Geova : fondata nel 1881 da Charles Taze Russell (1852-1916) negli USA. E possibile farla rientrare all'interno della categoria n. 3. E' connotata dal tipo antitrinitario, apocalittico, avventista, condizionalista, fondamentalista, millenarista.
-Famiglia dell'Amore o Bambini di Dio: fondata in California nel 1968 da David Brandt Berg che si farà chiamare Moses David. Rientra all'interno della categoria n. 4. E' connotata dal tipo antitrinitario, apocalittico, millenarista, profetico, razzista, rivelazionista, santificatore, sincretista.
-Scienza Cristiana (Christian Science): fondata negli USA nel 1876 da Mary Baker Eddy (1821-1910). Rientra all'interno della categoria n. 4. E' connotata dal tipo antitrinitario, salutista o guaritore.
c) Sètte e mra o nmr di matrice islamica
-Ahmadiyya : seguaci di Mirza Ghulam Ahmad (1836-1908) nato nel Punjab, in Pakistan, che si proclamò rinnovatore e profeta dell'Islam. Gli ahmadiyya, che sono sorti all'interno dell'islamismo sunnita, ammettono la possibilità che dopo Maometto nell'Islam vengano altri profeti che non sono però legislatori, ma solo purificatori o rivificatori dell'Islam. Il profeta Gesù non sarebbe morto sulla croce ma solo svenuto e avrebbe finito la sua vita a 120 anni nel Kashmir. La comunità ha già subito la scissione in due gruppi: i qadyani e i lahoriani.
-Nizariti e Kodja Nizari: diffusi principalmente in Pakistan e in India. Discendenti della sètta degli assassini ( = dediti alI'hashish ) di origine ismailita (frazione dell'islamismo sciita) che ebbe la sua massima espansione nei paesi del medio oriente, dalla Persia al Libano, durante i secoli dall'XI al XIII.
Originariamente era strutturata in modo rigidamente gerarchico e si ispirava a un'ideologia di tipo panteista. Erano dediti all'uso di droga (hashish) e ricorrevano spesso all'omicidio politico. Furono combattuti da molti sovrani musulmani, ma furono sconfitti e dispersi dai mongoli nel secolo XIII. Gli attuali nizariti e i kodja nizari sono i tranquilli seguaci dell' Agha Khan.
d) Sètte e mra o nmr di matrice orientale (che si ispirano all'induismo, buddismo, taoismo, confucianesimo, shintoismo, giainismo, zoroastrismo)
-Ananda Marga Pracaraka Samgha: fondata in India nel 1951 da Shrii Shrii Anandamurti (1921-1990) con l'intenzione di costituire un movimento sia spirituale che politico. Ha incontrato notevoli opposizioni da parte del governo Indiano e ha avuto problemi anche In altri paesi. Si diffonde attraverso conferenze e corsi in cui tra l'altro insegna tecniche di meditazione yoga.
-Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna (ISKCON) o Hare Krishna: fondata nel 1966 a New York da Bhaktivedanta Swami Prabhupada (1896-1977) nato in India. Il movimento mostra di provenire da un retroterra induista. Tra i devoti, che generalmente vivono in comunità, esiste una forte venerazione per il fondatore. Attualmente il movimento è guidato da un organo di governo collegiale.
-Meditazione Trascendentale (MT): fondata da Maharishi Mahesh Yogi in India nel 1958. L'anno successivo si trasferì in California per iniziare a diffondere la MT come tecnica di meditazione «scientifica» e a-religiosa. In realtà essa mostra stretti legami con la visione religiosa induista.
-Organizzazione Sri Sathya Sai Baba : fondata in India da Sathya Sai Baba che nel 1940 si è proclamato avatar o manifestazione di Dio. Attira persone provenienti da varie parti del mondo per via delle sue presunte materializzazioni di oggetti di vario tipo e della vibhuti, una polvere che è ritenuta taumaturgica dai suoi seguaci.
-Rajneesh Foundation International: fondata nel 1970 in India da Baghwan Shree Rajneesh (1931- 1990), che negli ultimi anni di vita si farà chiamare Osho. L'ideologia che diffonde mostra un forte sincretismo e risente dell'influenza di tradizioni religiose orientali e di scuole psicologiche ed esoteriche. Introduce anche particolari tecniche di meditazione. Il movimento e attualmente guidato da un organo collegiale.
-Soka Gakkai lnternational o Associazione Nichiren Shoshu: fondata in Giappone nel 1930 da Makiguchi (1871-1944). È una associazione laica buddhista che si ispira all'insegnamento della sètta buddhista Nichiren del XIII secolo, la quale diffondeva la devozione alla legge del Sutra del Loto. Attualmente è presieduta da Daisaku Ikeda e ha stretti legami con il Komeito che è il terzo partito politico del Giappone ed è stato promosso dalla Soka Gakkai.
e) Sètte e mra o nmr che prendono elementi da religioni tradizionali o tribali dell'Africa, dell'America, dell'Oceania
-Sono per lo più gruppi sincretistici che cercano di unire elementi presi dalle religioni tradizionali, con altri in genere di derivazione cristiana o spiritista. In alcuni di essi è anche forte una spinta profetica e messianica. Rientrano ad esempio all'interno di questa categoria i cargo cults dell'Oceania, oppure l'umbanda brasiliana, oppure il rastafarianesimo giamaicano.
-Chiesa Celestiale di Cristo: fondata nel 1947 da Samuel Bileon JosephOschoffa nell'attuale Benin. Secondo Oschoffa l'incarico di fondare il movimento gli sarebbe stato affidato da una voce che parlava per conto di Dio. Il fondatore viene ritenuto dai seguaci in possesso di poteri miracolosi. Nella prassi e nella dottrina si fondono elementi cristiani con altri delle tradizioni religiose locali.
f) Sètte e mra o nmr con caratteristiche unificazioniste
-Assemblea Spirituale dei Baha'i: movimento sorto in Persia nel 1844 in seguito alla dichiarazione di Mirza Alì Muhammad (1819-1850) di essere il Bab (la porta) che avrebbe guidato i fedeli verso il dodicesimo imàm. Il Bab fu perseguitato e poi ucciso. Il suo successore Baha'u'llàh (1817-1892) riorganizzò il movimento annunciando di essere la manifestazione divina preannunciata dal Bab. Il movimento, che a livello mondiale è governato da un consiglio con sede nella città di Haifa nello stato di Israele, si propone la diffusione di una dottrina che sarebbe quella attorno alla quale si dovrebbe raggiungere l'unità spirituale mondiale di tutte le religioni.
-Associazione Spirituale per l'Unificazione del Mondo Cristiano (ASUMC) o Chiesa dell'Unificazione: fondata da Sun Myung Moon nel 1954 a Seul in Corea dopo presunte rivelazioni, ricevute in anni precedenti da Gesù, Mo- sè, Buddha e altri. Si propone di unificare tutte le religioni a partire da quelle cristiane. Accentuato è l'intervento in campo politico ed economico; il movimento gestisce o ispira diverse istituzioni culturali, imprese e mezzi d'informazione.
-Dianetica. Chiesa di Scientologia: fondata da Lafayette Ron Hubbard (1911-1986) nel 1954 in California dopo aver scritto, negli anni precedenti, il libro Dianetics. Scienza moderna della salute mentale, con il quale intendeva lanciare un nuovo metodo psico-terapeutico e di sviluppo delle potenzialità umane. Con la Scientologia ha cercato di introdurre alcuni aspetti religiosi all'interno della sintesi tentata con Dianetica.
-Est. The Forum : fondato da Werner Erhard negli USA attorno al 1971. Diffonde est, attraverso seminari. Questa è una tecnica di autoperfezionamento basata sullo sviluppo delle potenzialità dell'individuo che conduce anche alla scoperta della divinità in se stesso. The Forum è un passo successivo per mezzo del quale la persona può raggiungere determinati obiettivi che si era posta.
h) Sètte e mra o nmr con caratteristiche esoteriche, spiritistiche, occultistiche, magiche, gnostiche, naturistiche, panteistiche, politeistiche, ufologiche:
-Antico e Mitico Ordine della Rosacroce o Ordine Rosa croce AMORC: fondato nel 1915 a Pittsburgh negli USA da Harvey Spencer Lewis (1883-1939). L 'attuale sede mondiale è in California. Nel movimento, che si dichiara a-religioso, si riscontrano tendenze esoteriche, gnostiche, magiche e panteistiche. Si diffonde in particolare attraverso corsi per corrispondenza.
-Escuela Cientifica Basilio (ECB): fondata nel 1917 in Argentina da Eugenio PortaI (1867 - 1927) e BIanca Aubreton (1867-1920). E diffuso in parecchi paesi e si propone di riportare, attraverso lo spiritismo, l'insegnamento del cristianesimo primitivo da cui i cristiani si sarebbero allontanati.
-Findhorn Foundation : comunità fondata nel 1962 da Peter ed Eileen Caddy e Dorothy Maclean, nel nord-est della Scozia vicino al villaggio di Findhorn che si trova nei pressi del famoso lago «Loch Ness». Molta enfasi viene posta sull'ecologismo, sul naturismo e sul contatto con entità spiritiche di diverso tipo. Rientra all'interno del più vasto movimento ideologico della New Age e diffonde credenze panteistiche.
-Movimento Raeliano : fondato dal francese Claude Vorilhon, che si farà chiamare Rael dopo aver incontrato nel 1973 nel cratere di un vulcano un extraterrestre, il quale gli avrebbe rivelato che gli uomini sono stati creati da extraterrestri chiamati elohim, creati a loro volta da altri extraterrestri di cui stanno cercando le tracce nello spazio. Le dottrine del movimento, che professa una strana forma di ateismo, sono in buona parte fondate su un'interpretazione ufologica del testo biblico.
-Società Antroposofica : fondata nel 1912 dall'austriaco Rudolf Steiner (1861-1925), inizialmente si presentò come movimento all'interno della So- cietà Teosofica, dalla quale Steiner venne successivamente espulso per dissensi con l'allora presidente Annie Besant. Le dottrine antroposofiche risentono di un indubbio sincretismo, ma a differenza di quelle teosofiche sono maggiormente incentrate sulla figura di Gesù Cristo; in esse notevole importanza assumono le istanze esoteriche e gnostiche.
-Società Teosofica : fondata a New York nel 1875 dalla russa Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891 ). Dopo la morte della fondatrice la sètta subì diversi scismi. La sede internazionale è attualmente in India. La costruzione dottrinale risente di un forte sincretismo ed è chiaramente di ispirazione esoterica e gnostica.
-Chiesa di Satana : fondata nel 1966 negli USA da Anton S. La Vey. A questa sètta, che ha sede in California, si ispirano altre in diverse parti del mondo. Diffusa è la pratica della messa nera come occulto e grottesco ribaltamento della messa cattolica e la trafugazione e la profanazione di ostie consacrate.
-Ordo Templi Orientis (OTO): anche se la fondazione può essere fatta risalire all'austriaco CarI Kellner (1850-1905), chi avviò l'organizzazione fu il tedesco Theodor Reuss (1855-1932), ma la sua affermazione e notorietà si può far risalire all'inglese Aleister Crowley (1875- 1947). La sètta, che ha subito numerosi scismi, è caratterizzata da elementi occultistici e politeistici, ed è nota per la pratica della magia sessuale e per una propensione a riferimenti satanici ed evocazione di spiriti demoniaci.
-Tempio di Set: fondato nel 1975 dall'ufficiale dell'esercito statunitense Michael A. Aquino dopo essersi staccato dalla Chiesa di Satana di La Vey , di cui era probabilmente il più importante ideologo. Questa sètta, che ha. una notevole influeza sui gruppi satanici che sI trovano in varie parti del mondo, si considera l'autentica prosecutrice dell'opera iniziata da La Vey che ritiene sia ormai in decadenza.
[1] Cfr. M. WEBER, Economia e società, Edizioni di comunità, Milano 1961 , 2 voI., voI. I p. 55, voI. II p. 533.
[2] E. TROELTSCH, Le dottrine sociali delle chiese e dei gruppi cristiani, La Nuova Italia, Firenze 1960, voI. II, p. 684.
[3] Ibidem
[4] Cfr. M. WEBER, op. cit., Edizioni di comunità, voI. I p. 55, voI. II pp. 488. 489.533.
[5] Cfr. CONCILIO VATICANO II, Costituzione Dogmatica Lumen Gentium, 6-9.
[6] G. BIFFI, Il fondamento teologico della corresponsabilità ecclesiale, Bologna 1.9.1988, 11.
[7] Ibidem. 13.
[8] Cfr. S. TOMMASO D'AQUINO, ST II/II, q.81, a.1.
[9] ST II/II, q.81, a.3.
[10] Cfr. PAOLO VI, Esortazione Apostolica Evangelii Nuntiandi, 53.
[11] Cfr. Messaggio del Santo Padre in occasione della giornata mondiale delle migrazioni, in L'Osservatore Romano, 15 agosto 1990, p.5.


