DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Le "psicosette" di Maurizio Antonello

 

Il dott. Maurizio Antonello, morto nel 2003 a 49 anni, era psicologo e studioso dei MRA, ed esercitava la professione in provincia di Venezia; ha pubblicato questo articolo sulla rivista "Sette e Religioni", ESD, 3/1992, pp.368-404

NB. Un noto "gruppo" mi ha chiesto la cortesia di rimuovere il suo nome dall'articolo di Maurizio Antonello. Pertanto ho inserito [omissis].

 

 

 

 

Introduzione

Da circa un ventennio assistiamo, anche nel nostro Paese, a una sorta di riproposizione (innovata però nella sostanza come nei contenuti) della dimensione individuale, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, al contempo coerenti e contraddittorie: individualismo, ricerca interiore, narcisismo, edonismo, intimismo, coscientizzazione... tanto per citarne alcune.
Questa tendenza, viavia sempre più marcata, ha avvolto e trasformato ogni cosa, sottilmente. Ad esempio, riguardo al prototipo di uomo da imitare è in auge, come non mai, il modello americano, il «self made man», colui che si è fatto da sè e che non deve chiedere mai: una sorta di attualizzazione del classico homo faber per questo «Secondo Rinascimento». Parallelamente a questo, sta prendendo sempre più piede una cultura (quasi religiosa) del corpo e della mente che connota le ultime mode e tendenze e caratterizza la nuova fede. Le palestre, i centri di abbronzatura, le cliniche di chirurgia estetica o gli studi degli psicoterapisti costituiscono alcuni dei nuovi templi. La letteratura sull'argomento è ormai, a dir poco, sterminata. Contemporaneamente, si è assistito a una frammentazione sociale attuata a vari livelli, favorita dal crollo delle ideologie e dalla frantumazione dei blocchi preesistenti e dal superamento della divisione della società in classi omogenee e distinte.
I concetti dell'individualità e del soggettivo - riveduti e corretti - sono stati ora assunti a principi base per ogni piccolo gruppo conseguentemente formato e per ogni individuo che ne fa parte.
Ad esempio, politicamente, il post '68 è stato caratterizzato in gran misura da un riflusso nel privato oppure, da parte di alcune minoranze, dalla scelta della lotta armata, dalla riscoperta dell'Oriente o dall'impegno in gruppi o associazioni varie.
I tradizionali partiti hanno cominciato ad essere soppiantati dalle nuove forme del politico - nuove aggregazioni in gruppi di opinione, di opposizione e di pressione formatisi sulla spinta di «bisogni» concreti. Ci si riferisce, a solo titolo esemplificativo, ai gruppi ecologico-ambientalisti, alle associazioni dei consumatori, alle comunità per la produzione e la distribuzione di prodotti naturali...
La Storia stessa si è spezzettata in molte storie, rigorosamente locali, grazie al contributo dei numerosissimi gruppi storico-culturali o archeologici, realtà spontanee ormai molto diffuse. A quanto pare anche la geografia politica deve modificare le sue mappe - basti pensare a quanto sta accadendo all'Est - riorganizzate tenendo in maggior conto le etnìe presenti nel territorio.
Si sta assistendo quindi a tutta una seriedi parcellizzazioni, di frammentazioni successive, dal grande al piccolo, fino ad arrivare all'unità, all'uomo, ai suoi bisogni ed esigenze.
Molti vedono in queste ed altre trasformazioni dei segnali di cambiamento globale del nostro modo di vivere, di pensare e di essere. Esse testimoniano, secondo costoro, il passaggio dalla vecchia era astrologica dei Pesci a quella dell'Acquario.
Anche la religione ufficiale, oltre a subire (o provocare) in se stessa dei cambiamenti, assiste alla crescita di numerosissime sètte religiose, la cui aggressività nel proselitismo, metodi e tematiche era fino a poco tempo prima sconosciuta.

 

Questa variopinta e a voltecontraddittoria congerie di idee, cambiamenti, innovazioni, gruppi, aggregazioni o singoli è globalmente compresa nel firmamento del New Age, la Nuova Era. Essa è una mentalità, un nuovo modo di intendere, di pensare e di concepire se stessi, la propria vita, la società, Dio stesso. Questo presuppone un nuovo ordine sociale, un radicale cambiamento di vita, abitudini, pensieri alla soglia del nuovo Millennio.

  «L'onda - come la definisce Jean Vernette - si è formata negli Stati Uniti intorno agli anni '70 in seguito al movimento di "controcultura", ma già negli anni '60 la commedia musicale Hair aveva cantato l'avvento di Acquarius e salutato gli albori dell'Acquario» (1).

 Cambiamenti sono avvenuti anche nell'approccio verso la medicina ufficiale, validamente affiancata da quella naturale, non aggressiva, olistica, decisamente meno meccanicista e più propensa a ricercare origini e cause delle malattie nell'ambiente e nella storia del soggetto e, soprattutto, nella sua psiche.

 A tal proposito Jean Vernette, nel suo già citato libro, così si esprime:

«E stupefacente il cambiamento di paradigma operato dal NEW AGE soprattutto in materia di terapie e di tecniche di guarigione. Ai nostri giorni sono sempre più numerosi i medici e i gruppi di intervento terapeutico che fanno appello all'approccio olistico, alla medicina naturale e ai metodi di sviluppo del potenziale umano» (2).


I movimenti del potenziale umano

 Premessa

 Un aspetto ancora poco conosciuto, ma non secondario del New Age, è la nascita ed il proliferare dei gruppi di Sviluppo Personale (abbreviato in S.P,), di cui la massima espressione in Italia è [omissis]. Non deve far meraviglia il fatto che questa nuova filosofia di vita, così come può essere intesa quella del New Age, dopo essere stata tradotta in una multiforme psicoterapia centrata sul Sè, sia stata anticipata, ed ora gestita ed applicata, dai cosiddetti gruppi del potenziale umano, ovvero di sviluppo personale.

E non poteva essere diversamente dal momento che le sètte in genere, storicamente, oltre a portare in seno al sociale cambiamenti o proporre riformismi sono, proprio per la loro ricettività, sensibili al nuovo, al diverso, pronti a prevedere istintualmente ogni mutamento, forse a provocarlo, per poi interpretarlo e viverlo secondo i propri schemi e valori di riferimento.
Salvo che per la suaccennata [omissis], che rappresenta sotto molti aspetti un'eccezione sia per i metodi sia per l'organizzazione, si sa poco di questi gruppi per obiettive difficoltà: esiste pochissima bibliografia ed emerografia disponibile in Italiano, ne questi gruppi sono propensi a produrre e divulgare documentazione a riguardo. I partecipanti inoltre sono tenuti al segreto su quello che avviene nei corsi e, peril momento, non possiamo contare su sufficienti testimonianze.
Comunque, a parte qualche dèpliant illustrativo, fornitoin modo mirato solo a chi sta per accedere a un corso, la documentazione consiste in lettere-circolari o anche pubblicazioni (libri e riviste), tutte a uso esclusivamente interno. 

Questi gruppi, però, studiano o consigliano la lettura di opere già in commercio e facilmente reperibili: nonè raro trovare nella biblioteca di questi adepti i libri di Lobsang Rampa, Richard Bach, Og Mandino, Leo Buscaglia, S. MacLaine, oltre che tutta la letteratura teosofica e quella della nuova psicologia (psicosintesi, psicocibernetica, ecc.). Riguardo alla definizione/ collocazione, ci sembra alquanto appropriata quella data da Massimo Introvigne:

 «si possono ricomprendere nel movimento del potenziale umano (...) quei gruppi che propongono agli uomini un radicale miglioramento delle proprie potenzialità e delle proprie capacità, attraverso tecniche che (...) non fanno immediato o principale riferimento ne al Cristianesimo ne alle religioni orientali. Lo slogan della [omissis] "fai esplodere il vulcano che è in tè" rappresenta bene il tipo di proposta di questi movimenti» (3).

 

 OBIETTIVI, TECNICHE, PRASSI 

Questi gruppi si presentano sotto diverse forme: associazioni culturali, centri di psicoterapia, con sigle che rimandano a espressioni straniere. Storicamente, sono nati dall'incontro tra certe frange della psicologia umanista, gruppi orientalisti che volgarizzavano tecniche yoga e precedenti «scuole per manager», già attive in USA sin dagli anni '50.Per sincerarsene, basti esaminare le varie tecniche che vengono applicate attraverso la serie dei corsi proposti: si possono infatti trovare - variamente dosate a seconda del gruppo - elementi di training autogeno, yoga, zen, varie forme di psicoterapia ed altro ancora.

Questi corsi, tutti ovviamente a pagamento e sempre in gran numero (o quasi un centinaio, come nel caso di [omissis]) sono successivi approfondimenti in un medesimo ambito (es.: la comunicazione), oppure riguardano ambiti diversi.
A ciò si devono aggiungere i corsi propedeutici, «di base».
La loro durata varia da due giorni (soprattutto nei week-end per i corsi base), a una settimana (per quelli più impegnativi), e si svolgono in alberghi compiacenti.
In essi si applicano tecniche che, prendendo a prestito la classificazione delle componenti dell'Uomo che ne fa Dinamica Mentale (4), sono destinate:

1. a livello fisico, a una maggior efficienza corporea (tali tecniche possono essere associate anche a una modificazione del regime alimentare, in genere in direzione egetariana, e alla pratica sportiva);

 2. a livello emozionale, a un miglioramento nella sfera della socialità: aumento della comunicazione interpersonale, empatia verso l'Altro, maggiori capacità di ascolto. Questo livello, che comprende anche la sfera sessuale e quella del sentimento, è particolarmente curato da molti gruppi; 

3. a livello mentale, allo sviluppo della memoria e della capacità di concentrazione; aumento del Quoziente d'Intelligenza (QI); controllo del pensiero che, se negativo, è ritenuto origine e causa delle malattie psicosomatiche. Viene privilegiata inoltre la mente intuitiva e creativa piuttosto che quella razionale; 

4. infine a livello spirituale (sviluppo e ampliamento della propria coscienza, totale autorealizzazione, consapevolezza), il soggetto viene portato a fare esperienze inusuali, quali i «viaggi astrali», il «channelling» o altre esperienze paranormali.


Anche questa classificazione è importante, per se stessa e perchè ci permette di distinguere i vari gruppi di S.P. Un gruppo infatti si diversificherà da un altro anche perchè agirà a livelli diversi.

 

 Obiettivi comuni di questi gruppi sono l'affrancamento dell'individuo dai condizionamenti socio-culturali, paure, esperienze negative pregresse, sola condizione perchè egli possa poi esprimere le sue potenzialità, creatività, inventiva, nella vita privata, di relazione e nel mondo del lavoro. Non mancano poi gli obiettivi reconditi, legati più estesamente alle potenzialità «altre», quali la chiaroveggenza, la trasmissione e la lettura del pensiero (comunicazione telepatica), la preveggenza, i viaggi astrali, lo sviluppo delle proprie capacità taumaturgiche.

 Spiccata, in molti di questi gruppi, è ladimensione magica, con velleità a volte esoteriche che, senza raggiungere la presunzione tutta scientologica di essere riconosciuti come religione, viene «trasmessa» all'allievo-adepto attraverso dei precisi corsi iniziatori. Ciò fa sì che tali gruppi siano catalogati giocoforza come sètte.

 La proibizione di parlare di ciò che avviene in questi corsi, si richiama allo stesso antico divieto di divulgare le segrete conoscenze.

 Molto più prosaicamente però, in questi corsi il soggetto - che ignora completamente ciò che gli accadrà - viene sconvolto da una tempesta emozionale provocata dall'uso molto spregiudicato di tecniche mutuate da certa psicoterapia, come poi si vedrà, dopo aver allentato le difese del suo Io mediante esercizi di rilassamento profondo. Far conoscere in anticipo al soggetto ciò che avviene ai corsi, oltre che dissuaderlo dal partecipare, annullerebbe l'«effetto sorpresa», fondamentale per impostare quel rapporto di dominanza-sottomissione che fatalmente, da quel momento, si instaurerà tra il corsista e l'istruttore.

Quanto sopra detto anticipa il particolare tipo di proselitismo adottato. Raramente gruppi del genere organizzano, per farsi conoscere, pubbliche assemblee o conferenze dimostrative, privilegiando invece il metodo del «passa-parola»: il corsi-sta-adepto ha l'obbligo morale di far conoscere il Gruppo ai suoi familiari, amici, colleghi di lavoro, vicini, parenti... magnificandone i risultati, ma dando informazioni vaghe sui modi in cui iottengono. Per conoscerli occorre fare il corso. Le leveche il reclutatore usa sono due: la prima consiste nel far prendere coscienza al neofita che gli manca qualcosa, un'esperienza nuova ad esempio, oppure la padronanza di doti o qualità - esistenti ma nascoste - che devono essere «tirate fuori» e valorizzate; la seconda consiste nel sottolineare le sue limitazioni e l'incapacità ad essere se stesso.
In molti gruppi è usanza che l'aspirante, prima di essere autorizzato ad accedere al corso, venga vagliato attraverso un colloquio di accertamento o la somministrazione di un questionario. Lo scopo è quello di conoscere le motivazioni che lo inducono a parteciparvi e le sue aspettative, oltre che ad avere il maggior numero di informazioni, di qualsiasi tipo, sul suo conto.

 

 LE COMPONENTI PSICOLOGICHE 

II contributo dato dalla psicologia a questi gruppi del potenziale umano è enorme, soprattutto quello della psicologia umanista o dell'autorealizzazione. Ci sembra importante riportare quanto Alessandro Manenti ha scritto nella prefazione all'edizione italiana del libro di Paul Vitz Psicologia e culto di sè, soprattutto perchè propone un primo criterio di distinzione tra questi gruppi:

 «La psicologia umanista più che una particolare scuola è una mentalità e un atteggiamento di vita. Difficile quindi identificare con esattezza i suoi autori e il suo statuto epistemologico. Tuttavia si può trovare il tema comune: la rivalutazione della positività della natura umana e dei grandi traguardi riservati al potenziale umano (...).

 All'interno di questo modello si possono distinguere due versioni. Nella versione dell'attualizzazione, questa forza di base è la tendenza ad esprimere sempre meglio le capacità e potenzialità che già l'individuo possiede. Rientrano qui: Cari Rogers, Kurt Goldstein e Abraham Maslow. Nella versione della, perfezione, la forza è piuttosto la tendenza a lottare e combattere per dare corpo a ciò che può rendere la vita completa, armonica, eccellente, forse anche compensando le carenze di partenza. Rientrano qui: Alfred Adier, Robert R. White, Gordon Allport, Erich Fromm e la psicologia esistenziale (ad es. Rollo May). La versione dell'attualizzazione è umanista, quella della perfezione è idealista. Nella prima la persona deve diventare ciò che già è, nella seconda, persegue dei significati che inventa (...)».

 Commentando poi la tesi del libro, così continua: 

«...la psicologia umanista incoraggia il culto dell'uomo per se stesso, il proprio io o (...) il proprio sè (dall'inglese Self). E una psicologia «selfista», dove il sè e le sue esperienze sono il valore sommo e l'oggetto delle sue devozioni ultime: elementi che costituiscono per definizione le caratteristiche del culto religioso. Questa psicologia è diventata una nuova religione, con i suoi profeti ed i suoi nuovi riti» (5).


Per un accurato esame del rapporto tra nuove religioni e psicologia, si rimanda all'intervento di Eugenio Fizzotti: Nuova religiosità e «bisogni» psicologici, in «Sètte e Religioni», a., n.2, aprile-giugno 1991.

Eileen Barker propone un breve elenco dei contributi dati dalle varie scuole psicologiche ai gruppi di S.P.:

«Tra i metodi e le tecniche più note si possono citare la Bioenergetica di Alexander Lowen, la Biosintesi di David Boadella, il Co-counselling di Harvey Jackin; i gruppi Encounter; la Gestalt Therapy di Fritz Perls; i gruppi di fantasia guidata; la psicologia umanistica; il Loving Relationship Training (LRT) di Sondra Ray; la Primal Therapy di Artur Janov; le varie forme di psicodramma; Rebirthing; la Psicosintesi di Roberto Assaggioli; e l'Analisi Transazionale di Eric Berne» (6). 

A tutto questo vanno ad aggiungersi le varie tecniche di rilassamento e di concentrazione: ad esempio il training autogeno di J. H. Schultz, il rilassamento a induzioni ripetute di Michel Sapir, oltre che alcune tecniche yogiche di meditazione e concentrazione, scorporate però dal supporto religioso che le sostanzia.

 

 LE COMPONENTI RELIGIOSE ED IL CARATTERE SETTARIO 

Come la psicologia, anche la religione si occupa delle dimensioni soggettive della vita. Inoltre, come il funzionamento della psiche è simile per tutti gli uomini, così la religione ha in sè valori condivisi universalmente.

I concetti generali della prima ed i valori universali della seconda, sono ampiamente usati dai gruppi del potenziale umano.
Considerando la religione in senso largo, alcuni reputano questi gruppi come nuove forme di religiosità. Altri ritengono invece trattarsi di forme sociopatologiche costituenti un grave i pericolo per la comunità.
Le credenze a cui questi gruppi si richiamano non costituiscono un ben preciso apparato dottrinale o teologico: si nota una vaga credenza nell'esistenza di un Essere Superiore o Intelligenza Suprema, di un' Aldilà, di un «corpo sottile», il corpo eterico, che contiene il corpo materiale ma è da questo appesantito e limitato. Non è rara la credenza nella reincarnazione. Questa struttura dottrinale a larghe maglie unitamente a un forte senso di tolleranza verso tali questioni, fa sì che il gruppo lasci molto spazio alle convinzioni di ciascuno.

I gruppi di Sviluppo Personale hanno in sè molti degli elementi che, secondo Bryan Wilson caratterizzano iNuovi Movimenti Religiosi: 

«provenienza esotica; nuovo stile di vita culturale; un grado di impegno decisamente diverso da quello oggi presente nel cristianesimo tradizionale; guida carismatica; un seguito prevalentemente giovane e proveniente in misura sproporzionata dai settori meglio istruiti e borghesi della società; grande diffusione; gestione internazionale; e comparsa nell'ultimo decennio e mezzo» (7).


Anche i gruppi di S.P. non differiscono, strutturalmente e psicologicamente da qualsiasi altro gruppo chiuso: una precisa gerarchia e definizione dei ruoli, una notevole coesività tra i mèmbri, l'uso di un gergo o di una terminologia particolare, l'esistenza di segni distintivi o caratteristici; in alcuni, addirittura, è presente una forma di ritualismo.
Abbiamo già accennato alla presenza del pensiero magico come una delle caratteristiche di tutti questi gruppi. Non è un caso che, ad esempio, nel testo di Dinamica Mentale sia dedicato un intero capitolo alla «Dimensione magica» (8). Ogni accadimento è considerato causale, pertanto inteso come «segno», da interpretarsicome avvertimento, pericolo, minaccia, conferma. ..
Inoltre, molti gruppi ad attività terapeutica si sono formati, col tempo, in gruppi religiosi, come la sètta giapponese Mahikari o quella francese IVI (Invitation à la Vie Intense). E poi a tutti noto come [omissis] equivochi molto sul fatto di essere un gruppo religioso. Tutto ciò risulta quanto mai comprensibile, se si pensa al principio fondamentale di questi gruppi che è quello di intervenire sull'anima o sullo spirito (o sulla mente) per guarire il corpo.


 ALTRE COMPONENTI
Come accennato, riteniamo che molti gruppi di Sviluppo Personale abbiano tratto materiale per i loro corsi anche da: 

1. Le Scuole di successo. Si tratta di scuole private per dirigenti d'azienda e managers, sorte in America nel secondo dopoguerra. Si citano: l'Istituto Dale Carnegie, l'A.M.A. - American Management Association -, la Scuola Power, o i più recenti IstitutoStone e la Humaneering. In esse si insegnano a vincere la timidezza nel parlare in pubblico, a saper esporre un progetto o un'idea, a vendere un prodotto, a controllare l'ansia e cosi via. 

Il rapporto tra gli attuali gruppi di S.P., le «scuole di successo» e i naturali committenti (le aziende) sussiste a tutt'oggi. Sempre citando Ìi Vernette: 

«II NEW AGE è già penetrato nel mondo degli affari in quanto propone delle metodiche di sviluppo del potenziale umano: alcuni dirigenti di grandi multinazionali si sono vivamente interessati all'impiego di queste tecniche - dallo yoga all'occultismo - per la formazione dei propri quadri a una migliore competitività sui mercati mondiali. Si stanno organizzando seminari di arti marziali, di zen, o meglio di sciamanismo o di vudù in modo da «ridare energia» e «sovradimensionare» gli uomini d'affari in modo tale da aumentarne l'efficienza» (9).

  2. Alcune particolari discipline sportive. Tra le tecniche individuate da J. Vernette, trovano posto anche le «discipline terapeutiche del corpo, dalle più sofisticate come il Tai-Chi-Chuan, l'Aikido, l'Hata Yoga, le arti marziali, alle più comuni come le attività fisiche che suscitano il senso inebriante di un «più essere»; alpinismo, atletica, navigazione solitària» (10).


Di nostro aggiungiamo le nuovissime discipline New-Age, come le scuole di sopravvivenza. Alcuni gruppi, come ad esempio l'Associazione L.D.P., di cui poi parleremo diffusamente, pare stiano orientando i nuovi corsi verso questo tipo di cimento.



 Considerazioni di carattere generale e controindicazioni 

Le tecniche e gli esercizi applicati durante il corso, tutte centrate sul Sè, finiscono indubbiamente per caratterizzare meglio l'individualità nella sua unicità e specificità e aumentare la fiducia in se stessi e quindi l'autostima, l'ottimismo, favorendo il miglior uso delle proprie doti e qualità. 

In un'epoca in cui i rapporti sociali sono spesso solo formali, insinceri e strumentali, in cui la persona è solo unarotella - numerata - del Grande Ingranaggio che tutto macina/frantuma/dissolve, occorre che essa riaffermi la propria unicità, che ami, sia importante per qualcuno e per se stessa, e diventi un cosciente granello di sabbia che inceppi questo perverso meccanismo.

Ciascuno quindi sente, nel proprio intimo, l'esigenza diuscire dall'anonimato in cui è stato relegato, intrattenga rapporti sociali significativi, così come la sua vera natura richiede. In questo caso le sètte religiose, paradossalmente, assolvono esattamente a questo compito, diremmo quasi che sono funzionali, anche per questo aspetto, alla nostra attuale organizzazione sociale, obiettivamente disumanizzante, svolgendo un'indubbia funzione compensativa. 

I gruppi del potenziale umano,oltre ad avere tutte le prerogative ed i pregi del piccolo gruppo, offrono delle reali motivazioni e dei tangibili significati, seppur orizzontali all'esistenza piena delle singole persone. 

Inoltre, esperienze «forti» possono scuotere un particolare tipo di persone poco avvezze ad assumersi fino in fondo le proprie responsabilità nei riguardi di se stesse, della propria famiglia e della società in generale.        

 Non bisogna però sottacere le controindicazioni esistenti, avvertendo le persone sul possibili rischi che la frequentazione di questi gruppi ed di questi corsi comporta.

Generalmente le tecniche usate sono mutuate dalla psicoterapia, dallo yoga e dal training autogeno; esse sono però applicate in modo spurio e disordinato.
I possibili effetti e controeffetti prodotti da queste tecniche «mescolate» sono ancora ignoti, stante anche la carenza di dati statistici esaustivi e dì studi scientifici di vario genere effettuati sia su queste sia sul loro risultato.
Inoltre, tali tecniche sono spesso applicate in modo selvaggio, senza controllo alcuno, da persone che quasi mai hanno competenza in materia. Durante il corso non ci sono supervisori, ne i conduttori dei corsi se ne avvalgono. Al massimo si notano, come aiutanti, persone qualsiasi che hanno il solo merito di essere delle «veterane» di simili esperienze. Non deve far meraviglia quindi se, in qualche caso, questi «conduttori» perdono il controllo della situazione e che per molte persone ciò si riveli disastroso.
Le tecniche vengono applicate per se stesse e per gli effetti che possono produrre, sradicate dal contesto teorico che le giustifica. Ciò fa sì che spesso le variazioni che si introducono (leggi: sperimentazioni) si facciano direttamente sui corsisti, paganti e ignari.
Esse inoltre vengono applicate indistintamente ed in modo standardizzato su gruppi numerosi di persone (anche un centinaio): non ci sono spazi per le problematiche individuali, per le singole variabili. Il risultato poi, che gli organizzatori si promettono di raggiungere, deve essere ottenuto in un tempo brevissimo, tanto quanto dura il corso: non c'è quindi nessun rispetto per i tempi e le modalità specifiche del soggetto.
Molte di queste tecniche sono insegnate per essere usate dal soggetto solo quando questi lo ritiene opportuno, ad esempio per affrontare e risolvere una difficoltà, oppure semplicemente per rilassarsi, distendersi, soprattutto per superare momenti di particolare tensione. Per far ciò è sempre necessario che egli «entri nei livelli». Cosi afferma un manuale di un noto gruppo di sviluppo personale:

«Quando si è ben svegli, occupati in attività quotidiane quali il lavoro o i rapporti sociali, si è a «livello Beta»; quello della coscienza esteriore, secondo la terminologia del Mind Control. Quando si sonnecchia, o si sogna ad occhi aperti, o ci si sta per addormentare, ma ancora non si dorme, in questi casi si è in Alfa. Con i termini del Mind Control (comuni a molti gruppi di S.P., N.d.A.) si è a livello di «coscienza interiore». Quando si dorme si è in Alfa, Theta o Delta (...). Chi conosce il Mind Control sa entrare a livello Alfa a suo piacimento, pur restando pienamente cosciente» (11). 

 

Si tratta di un particolare stato di coscienza, tipico della condizione pre-ipnotica, in cui il soggetto non è mai completamente presente a se stesso, e si ottiene attraverso la combinazione di tecniche di rilassamento con quelle di visualizzazione.

Purtroppo molti divengono dipendenti da questa tecnica-rifugio che permette loro di estraniarsi dalla realtà circostante o limitare il suo «essere in essa». Molte volte è capitato che «l'entrare ai livelli» è diventato così automatico da scattare automaticamente alla minima frustrazione o difficoltà. Il terzo gradino, in discesa, si raggiunge quando il soggetto non riesce più a comandare la tecnica, tanto che il divario tra realtà presente e realtà immaginata o presunta diventa sempre più sottile sfociando, in qualche circostanza, in forme psicotiche di tipo dissociativo.

 

 GLI EFFETTI SULL'INDIVIDUO

L'esperienza professionale ci indica che tali tecniche sono da considerarsi proibitive per tutti i casi di psicosi e per gli stati limite, ma che sono pericolose anche per molte forme di nevrosi, le cui cause, slatentizzate, non vengono affatto affrontate e rielaborate, ma solo fatte emergere. 

Inoltre, gli effetti che si riscontrano nella maggior parte delle persone che vi partecipano sono strettamente correlati all'ideologia portata avanti dal gruppo: nei giorni successivi al corso si nota un aumento, spropositato, della propria fiducia e autostima; inoltre possono emergere cospicui elementi narcisistici ed egocentristi. Il soggetto, ormai al centro del (suo) mondo, crede di essere il creatore del proprio destino (grazie a questo suo Io fatto crescere a dismisura) connotando, con atteggiamenti di onnipotenza e di invincibilità, ogni sua azione. Il Sè ideale, pertanto, viene sempre più assimilato al Sè percepito ed effettivo, nella versione dell'attualizzazione

II soggetto sembra perdere la misura delle proprie reali possibilità, dimenticando i limiti - anche costituzionali - che caratterizzano la condizione di ogni individuo. A mano a mano che procede con i corsi, egli crederà di possedere ed ampliare qualità o doti sovrannaturali (preveggenza, telepatia,...), confermando così, tra sè, la concezione superomistica insita nella filosofia di questi gruppi.

Tutto questo non farà altro che aumentare il divario esistente tra il soggetto ed i suoi familiari ed amici.

 

Quando invece il Sè ideale è una meta da raggiungere (nella versione della perfezione), egli sarà teso spasmodicamente ad esso, mal accettando le proprie debolezze e difetti; in altre parole, sarà in perenne conflitto con se stesso.

All'ipertrofia dell'Io corrisponde sempre un abbassamento della soglia dì frustrazione: il soggetto sarà paradossalmente meno capace di sopportare le normali difficoltà e contrattempi.Diventerà pertanto un soggetto a rischio, in quanto il non superamento di un problema ne minerà l'immagine di sè, creando inevitabili quanto devastanti sensi di colpa.
Una costante nel comportamento sembra essere la deresponsabilizzazione. Prima di ogni altra cosa viene il proprio sviluppo personale, la propria autorealizzazione. Ogni cosa che in qualche modo lo limiti viene vissuta come un ostacolo, sia esso il avoro, la famiglia, gli affetti.Vengono meno così anche i doveri verso le persone amate, in quanto la prima persona da amare è la propria.

Serpeggiando in questi gruppi le credenze nella reincarnazione e nel karma (destino), diventa d'obbligo un atteggiamento fatalista e rinunciatario. 

Molto spesso queste tecniche alterano in vari modi la sfera del sentimento e degli affetti, rattrappendola ovvero amplificandola smisuratamente. 

Riguardo al primo aspetto, ci sia permesso di riportare quanto il Giudice Istruttore, d.ssa Guicla Mulliri, ha emblematicamente scritto in proposito su [omissis]

«II ricorrente cambiamento registrato dai congiunti delle persone entrate in contatto con l'associazione [omissis] viene di solito riferito a vari aspetti (sopraggiunto disinteresse per i soldi, abbandono del lavoro o degli studi precedenti, impiego di tutte le disponibilità per pagarsi i servizi forniti dall'associazione) ma ciò che ricorre, più assoluta di tutti, è la segnalazione da, parte dei familiari di un inaridimento affettivo del parente che viene riscontrato in diversi modi ma, da tutti, con costante, doloroso stupore. E, in effetti, sentendo ciò che viene riferito non si può mancare di osservare che in tali persone deve essere quantomeno sopraggiunta una allarmante inversione di valori perchè, di fronte all'interesse per [omissis] sembra che tutto passi in secondo piano, i figli, il coniuge, i genitori, gravi malattie dei familiari, il loro dolore» (12).

Altri gruppi invece danno grande importanza al sentimento o meglio alla sentimentalità, cioè inducono a un atteggiamento di disponibilità a provare sentimenti, spesso positivi, quali amore, comprensione, affetto. Molti altri privilegiano invece il «sentire»: la sensazione, l'emotività in tutte le sue espressioni, lo spontaneismo. In questo caso sono rese legittime anche le espressioni di sentimenti negativi, quali l'odio, l'antipatia, l'avversione, il risentimento.
Grazie alla convinzione che l'espressionedi tali sentimenti negativi possa neutralizzarne gli effetti distruttivi, alcuni gruppi organizzano vere e proprie «session» con questi scopi (si pensi agli Encounter negli Arancioni).
II liberare tali espressioni è giustificato sia dalla necessità di avere consapevolezza dei propri sentimenti, positivi o negativi che siano, sia dall'esigenza di essere se stessi, senza tanti condizionamenti, come lo sono i bambini. Di qui l'invito ad imitarli, ovvero a riscoprire il «bambino che è in noi». Ancora una volta vengono privilegiate l'istintualità e lo spontaneismo rispetto ad atteggiamenti più adulti, quali la ponderatezza e la riflessività.
Come accennato, viene data molta importanza al sentire. Il soggetto, nell'impegno di essere in armonia col circostante, si sforza di recepire, nell'ambiente che gli sta intorno, le sensazioni e le emozioni che esso gli da. Ma anche queste sono oggetto del «processo di coscientizzazione». Ciò comporta un notevole lavoro di autoascolto e di successiva elaborazione. In tanti casi ciò ha significato quasi una paralisi della normale attività del soggetto, troppo occupato ad auscultarsi interiormente per rendere cosciente ogni sua, pur impercettibile, emozione.
A questo proposito, in tanti gruppi è raccomandata la stesura dell' Autoanalisi, cioè la scrittura quotidiana di fatti e accadimenti, a metà strada tra il diario intimo e la confessione scritta. La consegna è quella di descrivere le emozioni e le sensazioni provate durante la giornata, gli stati d'animo, i fatti strani o vissuti come importanti, gli eventi. A volte viene richiesto di fare il «diario onirico», dove il soggetto riporta i suoi sogni.
Gli scopi di queste attività sono due: il primo è ancora l'avere perfetta coscienza di quello che si trova fuori e dentro di sè, dei fatti esterni - spesso vissuti magicamente come «segno» -come di quelli interni (sentimenti, emozioni, paure, ecc.). Il secondo scopo è quello di cercare una spiegazione, visto che «nulla succede a caso».


 GLI EFFETTI SULLA FAMIGLIA 

La più colpita è sicuramente la famiglia. L'idea di una vita piena, senza tabù, limiti, doveri ed obblighi non può che essere attraente per tanti. Come avvieneper tutte le sètte, se entrambi i coniugi non si trovano a far parte dello stesso gruppo, con buona probabilità la famiglia si spezza.

Se un coniuge entra in una sètta, apporta unidirezionalmente dei cambiamenti che, di fatto, impone all'altro: orari, amicizie, ritmi, abitudini, educazione dei figli, interessi...
Spesso il coniuge adepto rimprovera all'altro di non accettarlo per quello che è, di non riuscire a capire quello che è diventato. L'altro diventa progressivamente un ostacolo, un estraneo o, al limite, un possibile amico.
Ciò avviene perchè il soggetto viene messo al centro del mondo, è importante per se stesso ed ha come fine la sua autorealizzazione. Non hanno importanza gli altri, le loro esigenze, i loro bisogni: essi possono essere tutt'al più uno strumento al servizio del proprio sviluppo personale, visto che si tratta sempre di un lavoro individuale di ricerca, di autopurifìcazione e di autorealizzazione.
Il soggetto è chiamato, immediatamente,a «nuova vita»: si manifesta imperante il bisogno di fare nuove e diverse esperienze, di viaggiare, di conoscere gente e posti nuovi, di avere anche altri affetti; di contro, diventa opprimente la routine casalinga, l'attività monotona del proprio lavoro. I familiari e gli amici diventano «le solite facce» che fanno «i soliti discorsi».
Di qui, il ritagliarsi sempre nuovi spazi e tempi personali che diventano sempre più consistenti, immancabilmente tolti alla famiglia.
Libero come pare sentirsi, il soggetto non ritiene di informare l'altro nè dei suoi orari, nè delle sue nuove amicizie nel gruppo, ne di quello che all'interno di esso avviene, ne delle spese che la sua frequentazione comporta, anzi, si indispettisce se gli viene chiesto qualcosa in merito, considerandolo come un attentato alla sua libertà. Alla fine, la separazione viene vista come l'unica soluzione possibile.

 

 LA DIPENDENZA DAL GRUPPO 

Per molte persone, gli effetti immediati degli incontri organizzati dal gruppo sono positivi. Il soggetto ha modo di abbandonarsi ai propri sentimenti, esprimere le proprie paure, "tirare fuori" i problemi. Tutto questo avrà senz'altro avuto un indubbio effetto catartico, liberatorio, manifestato quasi sempre con un pianto dirotto, provocato ed ampliato in gran misura anche dai numerosi presenti, grazie soprattutto al suo potere contagioso.

Il soggetto beneficerà pertanto, per qualche tempo, di un senso di tranquillità, forse anche di leggera euforia.
Passato questo periodo, che generalmente non va oltre la settimana, egli ritorna a confrontarsi con i suoi problemi e con la situazione personale e familiare ove vive. Ha quindi bisogno di una frequentazione più assidua ai corsi che il gruppo propone.
In alcuni casi, il corso dura molti mesi, strutturato in uno o due incontri alla settimana. Vi partecipa solo chi vi è stato ammesso, ed il corso - a numero chiuso - inizierà e si concluderà con le stesse persone. Il gruppo così formato sarà molto unito, e la frequentazione tra i componenti andrà ben oltre le riunioni previste.
Molti di questi corsi sono strutturati come i «gruppi d'incontro» e in essi vengono applicate delle tecniche che coinvolgono ogni partecipante in interazione con ciascuno dei presenti. Spesso si leggono in gruppo o si commentano le singole autoanalisi, oppure, più frequentemente, queste vengono datealconduttore che le valuterà.
In ogni caso questi scritti rappresentano sempre e comunque, per il conduttore del gruppo, degli efficaci strumenti di controllo, quando non di pressione, o altre forme di pesante ingerenza. Si pensi all'uso che, presso la già citata [omissis], si è fatto di certi «folders» (corrispondenti alle analisi). Inoltre attraverso questo mezzo (i diari) sarà aumentata la posizione di forza del conduttore, in quanto la conoscenza di cose riservate, inerenti al passato e al presente dei corsisti, ed il loro utilizzo, sarà unidirezionale perchè possibile a lui solo (e, ovviamente, all'organizzazione che rappresenta), ed esclusiva.
Le particolari tecniche adottate, quasi tutte basate sull'aspetto emozionale, e la particolare intensità delle reazioni che queste producono, fa sì che tra i partecipanti, il gruppo ed il coordinatore si instauri un rapporto spesso simbiotico, a volte addirittura fusionale, in tutti i casi spersonalizzante, non assimilabile certo a un normale, seppur intenso, rapporto amicale o affettivo.
Questo rapporto si manifesta con un vivo bisogno del gruppo e delle sue pratiche, e con la necessità di continuare ad identificarsi con esso. Una delle peggiori sanzioni che a un adepto possa capitare è quella di esserne escluso. I responsabili del gruppo favoriscono questa dipendenza, funzionale e coincidente con i fini del gruppo stesso: 

«Infatti esiste una grande varietà di forti contraddizioni all'interno di alcuni movimenti: in certi gruppi dediti all'evoluzione personale, ad esempio, ci si attiene a una rigida organizzazione dell'individualismo, o alla organizzazione burocratica della spontaneità, e può accadere che venga richiesta l'obbedienza assoluta, come mezzo per raggiungere la libertà assoluta» (13).

La dipendenza dal gruppo si misura anche dal grado e dalla quantità del linguaggio gergale, segno evidente dell'assimilazione di concetti e dell'avvenuta riforma del pensiero.Com'è noto infatti, la dimestichezza dell'uso di forme gergali - specifiche del gruppo - nel linguaggio corrente del soggetto, da la dimensione del grado di coinvolgimento nel gruppo stesso. 

Ricordiamo che la riforma del pensiero parte anche dall'uso «diverso» che viene fatto delle parole in quanto ne viene modificato il significato, quando non ne vengono coniate di nuove (si pensi ai bizzarri inglesismi degli scientologi).  

Esiste una stretta relazione, anche in questo caso, tra il linguaggio adottato e questo nuovo modo di pensare: abbondano, ad esempio, le parole sentire o percepire, in luogo dei vecchi «credo, mi sembra»; condividere o coinvolgersi invece di «stare insieme, partecipare», mentre l'avere un'idea o il pensare a una soluzione è sostituito col più adeguato realizzare, e non può essere altrimenti visto il mondo in cui il soggetto vive, fatto di sole emozioni, sensazioni, intuizioni, sole realtà ormai per lui vere.


 Alcuni gruppi di sviluppo personale operanti in Italia 

Gruppi di sviluppo personale in Italia ce ne sono moltissimi. Basta scorrere gli oltre 10.000 indirizzi di Centri, Associazioni o singoli operatori contenuti nel volume di Manuela Pompas e Carlo Biagì, Aura 3 - Guida al benessere di corpo mente spirito, ed. del Maestro, Milano 1992, a cui si aggiungono i 5000 indirizzi pubblicati nel libro Mappa dell'Italia naturale, suppl. ad «AAM Terra Nuova», maggio 1990, per averne un'idea. E non sono tutti.

Senza quindi avere la pretesa di essere esaustivi, riteniamo dì dover indicare i seguenti gruppi operanti nel nostro Paese, sia perchè mancanti nelle succitate guide, sia perchè disponiamosuessi di adeguata documentazione:


Associazione Europea L.D.P. = Life Discovery Principles,dicui 'più avanti illustreremo la struttura e l'attività; 

T.N.I. = Thè Natale Institute. Fa partedella struttura della osho gautama multiversity, di stretta osservanza arancione. La sede della Multiversity è a Morosolo-Casciano (VA);

Associazione Culturale Olos, con sede aGalzignano Terme(Padova);
 Accademia Europea C.R.S.-Idea, che propone il corso di Dinamica Mentale. Ha sede a Dalmine (Bergamo). Riteniamo che questo gruppo sia il capostipite di tutti i gruppi di sviluppo personale italiani. La sua struttura è assai complessa: all'Accademia Europea Centro Ricerche e Studi-Idea appartiene l'Asso-ciazione Mente Amica (con sede a Vicenza). L'assistenza didattica agli Associati è affidata al C.I.D.M.E.P.A. Italia srI - Centro Internazionale di Dinamica Mentale e psicologia applicata, mentre l'Organizzazione ed il Coordinamento dei Servizi Ausiliari sono affidati allo Studio O.C.S.A. (sede a Torri di Quartesolo, Vicenza).

Associazione «lì Dardo», con sede a Trieste, gruppo proveniente da L.D.P., organizza corsi intensivi nei pressi di Firenze. E diffuso principalmente nel Nord (Lombardia, Triveneto). 

A.T.A.S.S.-I.E.P., Applicazione Training Autogeno Settore Sportivo - Insegnament Psicoterapie, con sede a Udine; 

C.E.S.M.A.- Italia (Centro Educativo di Sintesi Mentale Applicata), con sede a S.Giorgio di Nogaro (Udine), omissis.

Silva Mind Control, di recente importazione americana,ilcui Centro Nazionale di Coordinamento per l'Italia si trova nei pressidi Torino, a Pino Torinese.




 Un gruppo esemplare: L.D.P. (Life Discovery Principles)

L'Associazione Europea Life Discovery Principles, più brevemente «Associazione Europea L.D.P.», nasce ufficialmente il 13 dicembre 1981 a Vicenza. L'articolo 2 dello Statuto, che ne definisce scopi e finalità, così recita: 

- L'Associazione, escluso ogni fine politico e di lucro, sorge con lo scopo di soddisfare le esigenze, ormai da più parti avvertite, di favorire: 

*il rilancio dei valori fondamentali della persona,della famiglia, della società nell'ambito delle relazioni umane e della socializzazione democratica; 

*la ristabilizzazione dei principi informativi e formativi delle persone di successo sia dal punto di vista del proprio sviluppo stabile ed armonico che in rapporto alla dinamica del comportamento dell'individuo stesso inserito in un contesto sociale a qualsiasi livello di acculturazione, in prospettiva alla nuova situazione socio-culturale ipotizzata nel campo dello specifico rapporto con la famiglia, con l'ambiente di lavoro e con le problematiche dei vari ambienti di pertinenza. 

L'associazione si propone in particolare di: 

* svolgere opere d'informazione relativamente alle tecniche e metodi di sviluppo personale ad ogni livello, fornendo agli associati indicazioni sugli organismi, enti, società o privati che agiscono in questo settore, eventualmente anche promuovendo o appoggiando la traduzione, pubblicazione e diffusionedi opere, articoli e documenti; 

* rendere possibile e facile l'accesso a seminari, scuole, conferenze, convegni di studio, incontri, ecc., atti a sviluppare e rafforzare l'aspirazione al miglioramento psicofisico ed all'integrazione sociale promuovendo, suggerendo o proponendo ogni iniziativa che abbia attinenza con la creatività, lo sviluppo personale e l'espressione dell'individualità della persona di successo; 

* rendere più agevole agli associati l'applicazione e l'approfondimento delle tecniche e dei metodi, in tal modo appresi, offrendo loro la possibilità di riunirsi in gruppi di studio e di lavoro opportunamente guidati, in modo da consentire la pratica sperimentazione ed il più facile raggiungimento dei risultati;

*favorire la conoscenza delle iniziative e servizi esistenti in campo sociale contribuendo a far superare tradizionali preconcetti e diffidenze, per lo più dipendenti da disinformazione; 

* partecipare all'attività di altri organismi nazionali ed esteri, Associazioni, Fondazioni, Enti Pubblici e privati, Organizzazioni e studi in genere che operino in sintonia con gli scopi dell'Associazione, realizzando programmi di collaborazione ed aggiornamento nei campi d'interesse comune; 

*in generale svolgere ogni attività che, specialmente attraverso una impostazione positiva della vita, conduca all'autorealizzazione intesa come attuazione concreta delle proprie potenzialità. 

L'Associazione è diffusa in tutta Italia con una grossa presenza nel Veneto: Padova, Camposampiero (PD), Vigonza (PD), Vicenza, Verona, Mestre (VE), Bassano (VI), Treviso. Inoltre Pordenone, Bologna, Torino, Milano, Bergamo, Varese, Livorno, Rimini, S. Benedetto del Trento (AP), Napoli, Trento, Roma. In totale, i Centri L.D.P. nel Paese sono 22. 

E presente anche all'estero: Francia, Svizzera, Austria, Germania e oltreoceano: Stati Uniti, Canada, Argentina. 

La Segreteria Generale dell'Associazione è a Sarmeola di Rubano (Padova), piazza Aldo Moro, 16. A tale indirizzo corrisponde anche la sede redazionale della rivista semestrale dell'Associazione, Rediscovery organo ufficiale dell'Associazione, distribuita gratuitamente ai soli soci. 

L'Associazione L.D.P., senza fini di lucro, propone del corsi di vario genere, gestiti separatamente da due Società economiche:

- la Mind Development Training GmbH (MDT) - Grunewaldweg 8/A - 6054 rodgau 1 (Deuteschland) che gestisce il D.B.M. (Dynamic Business Menagement),, esperienza incredibile, come poi diremo, tenuta in Svizzera; 

- la Leadership De-velopment Institute s.r,l. con sede legale e amministrativa a Vicenza, in via IV novembre, 11, che gestisce i corsi di:

*Addestramento, della durata di 2 giorni e mezzo e «aperto solamente a persone che hanno frequentato il seminar D.B.M., che costituisce un'ulteriore tappa nello sviluppo personale di un individuo»;

*Risposta rilassante, sostituito dal Training Mentale «un corso che mette ogni allievo in condizioni di sfruttare maggiormente il potenziale psicofìsico di cui tutti sono "dotati" fin dalla nascita, facendo uso delle tecniche di rilassamento, visualizzazione, autoimmagine e pensiero positivo»;

*Memory, «E' un corso di efficienza mentale e tecniche mnemoniche ed insegna come ricordare dati, informazioni, nomi, numeri, come migliorare la propria capacità di concentrazione» ;

*Sales Dynamics ovvero Comunicazione e Vendita: «offre una risposta all'esigenza avvertita (...) di saper comunicare con chiarezza i propri pensieri, idee informazioni»;

*Psicosessuologia «è l'offerta di una informazione corretta sulla sessualità, dove sessualità non vuoi dire solo sesso, ma anche star bene col proprio corpo, essere capaci di instaurare una comunicazione gioiosa e positiva con gli altri».

A questi corsi si devono aggiungere quelli di recente introduzione:

*il Firewalking (Camminare sulle braci ardenti) definito come «un'esperienza del Potere della Risoluta Intenzione»;  

*il Pole Course «un'altra esperienza entusiasmante (...) che ha lo scopo di aiutare una persona ad andare oltre i limiti che si è imposta». Si tratta di salire su un palo alto 15 metri e buttarsi giù, tentando di acchiappare un'asta trasversale situata a mezz'aria (14).

 

II corso D.B.M., della durata di quattro giorni, che si tiene in Svizzera, viene a costare all'incirca 3 milioni, pagabili in franchi svizzeri tramite bonifico bancario o assegno circolare sul conto di una banca svizzera di Ginevra-Cornavin, a cui si devono aggiungere le spese di viaggio e l'iscrizione all'Associazione L.D.P. (£.500.000).

I restanti corsi costano da £. 250.000 (Comunicazione e Vendita) a £.400.000 (Memory). Occorre aggiungere che coloro che hanno frequentato un corso, possono poi rifrequentarlo gratuitamente.
Il numero ed il tipo di corsi organizzati da un Centro dipendono dal grado di operatività raggiunto dallo stesso.
Oltre alla struttura associativa prevista dall'art.5 dello Statuto (Presidente, Vicepresidente, Segretario, Tesoriere) esiste una struttura operativa: l'Associazione si struttura in Centri periferici, costituiti dal Consiglio Direttivo, ognuno del quali ha come responsabile un Capocentro coadiuvato da un Vice.
Ogni Centro è diviso in Gruppi, formati da una decina di soci, «alla cui testa è posto un responsabile con funzione di intrattenere diretti rapporti tra i partecipanti, tra questi e il capo centro, stimolarne gli interessi, coltivarne le relazioni, rendendoli attivi nell'ambito del centro» (15).
Le riunioni di aggiornamento per i responsabili, chiamate Training sono a vari livelli (T1, T2, T3) e assorbono molto del tempo libero di chi ne fa parte.
Sempre dal citato documento interno, apprendiamo che la turnazione è notevole e mirata solo alla frequentazione del DBM: 

«Qual'è la durata media del rapporto associativo? Entrato nell'L.D.P. alla vigilia del corso DBM, il socio frequenta l'associazione con notevole carica di entusiasmo per circa sei-sette mesi, il tempo sufficiente a rendere partecipi gli altri dell'esperienza ginevrina, di interessarsi degli altri corsi organizzati per il tramite dell'L.D.P. (...), di partecipare a uno o più incontri con la certezza o la speranza di completare o rinnovare il DBM. Ogni altra attività dell'L.D.P. è per lo più disattesa e raramente l'associazione viene rinnovata per l'anno successivo».

 

 IL CORSO COMUNICAZIONE E VENDITA 

Uno dei corsi propedeutici più importanti è il Sales Dinamics (Comunicazione e Vendita): inizia il sabato sera e si conclude domenica. Come tutti i suaccennati corsi, anch'esso ha lo scopo di proporre alle persone la frequentazione del DBM a Ginevra. Per farlo, i reclutatori usano incuriosire e mettere in crisi i soggetti. I modi per «spiazzare» (mettere in crisi) questi ultimi sono diversi: innanzitutto la stanchezza. La persona inizia il corso portandosi addosso la stanchezza della settimana appena trascorsa. Questa aumenterà successivamente grazie a un tour-de-force notevole, caratterizzato da orari e ritmi massacranti. Ilsoggetto è invitato a non distrarsi, a non uscire, a non parlai durante la lezione. La prima parte del corso, iniziato alle 21.00 terminerà molte ore più tardi, a tarda notte (verso l'una).

All'indomani, domenica, l'inizio è previsto per le 9 di mattina e terminerà - salvo per la breve parentesi del pranzo e per un paio di intervalli di dieci minuti ciascuno - a sera tardi (verso le 22).
Quando il corso non si svolge nei sotterranei della struttura ospitante, la stanza predisposta viene sempre tenuta oscurata con tende, rendendo indispensabile pertanto l'uso della illuminazione artificiale.
Per la maggior parte dei presenti, il corso rappresenta uria novità in assoluto. Essi partecipano per la prima volta, incuriositi e lusingati dai reclutatori, senza però che siano state date loro informazioni specifiche su ciò che consiste. 

Con giochetti, esempi e frasi ad effetto, il pubblico viene all'inizio piacevolmente stupito, meravigliato. Anche il provocare sconcerto fa parte del gioco: attira l'attenzione oppure la ridesta.

Il cambiamento avviene nel tardo pomeriggio della domenica: il gioco si fa pesante e l'iniziale argomento,la comunicazione e la vendita, reso blando sin dal mattino, viene repentinamente abbandonato.Iniziano gli esercizi di rilassamento, sempre più profondi e penetranti, tanto da allentare ulteriormente le difese dell'Io, complice la progressiva stanchezza.
Il soggetto viene fatto regredire all'età della prima fanciullezza e, attraverso particolari tecniche di visualizzazione, si rivede nel suoi rapporti con i genitori. Ciò porta alla rievocazione di fatti o accadimenti vissuti, fatti emergere con tutto il loro contenuto emozionale, sempre negativo: dolore, disperazione, paura, frustrazione, delusione, proprio perchè queste sono le consegne che vengono date dal conduttore ai presenti. Ovviamente, gli effetti sono laceranti. Il tutto si conclude con l'invito a scrivere al momentoleproprie impressioni sull'esperienza appena compiuta e col dare appuntamento agli astanti per la riunione post-corso.

 

 IL D.B.M. (DYNAMIC BUSINESS MANAGEMENT) 

II D.B.M. viene descritto come «un'esperienza unica ed irripetibile che viene vissuta in modo molto personale e nel quale ogni individuo ha l'opportunità di conoscere meglio se stesso e le sue potenzialità. Dynamic Business Management, questo è il nome del corso, dove per "business" s'intende l'affare più importante per ognuno di noi: la nostra vita! Un corso in cui si vede come si può condurre la propria vita in modo dinamico, divenendo dei "leaders" di se stessi». 

Per la Life Discovery Principles l'esperienza del DBM, tra le altre cose, «accrescerà la propria abilità individuale per... acutizzare (?!) la propria visione del mondo e... ristabilire e chiarire la propria visione di Dio»(da un depliant della LDP).

Dì questo particolare corso, la stampa si è occupata perla prima volta nell'aprile 1984, circa due anni più tardi della costituzione di LDP in associazione, con un articolo poco lusinghiero.In esso venivano svelati, in tono giornalistico, i «segreti» del corso che non consistevano altro che nelle violenze fisiche e psichiche a cui venivano sottoposti gli ignari e malcapitati corsisti (16).
Il DBM, inizialmente uno del corsi avanzati di Dinamica Mentale (prima della costituzione dell'Associazione LDP), si svolge a Ginevra (Svizzera), presso l'HotelLe Warwick nell'ultima settimana di quasi tutti i mesi dell'anno: inizio il mercoledì sera e termine la domenica.
Il corso si svolge in questo modo: i vari partecipanti, entro le ore 18,00 del giorno stabilito,sidevono presentare presso la reception dell'Hotel Le Warwick, dove a riceverli saranno gli incaricati/assistenti dell'associazione. Sono d'obbligo la giacca e cravatta per gli uomini e la gonna per le donne.
I convenuti, dopo aver esibito la ricevuta del versamento effettuato per la partecipazione al corso, sono invitati a chiudere dentro una busta, ove prima avranno scritto il loro nome e cognome, soldi, documenti, orologi ed ori. Verranno trattenuti anche libri, giornali, medicinali.
Vengono quindi formati due gruppi,l'uno di uomini, l'altro di donne, che sono introdotti in due distinte sale, dove un istruttore li informa che da quel momento non potranno più parlare tra loro, fumare, bere alcolici, e se qualcuno intendesse dimettersi dal corso, questo comporterebbe l'immediata interruzione del Seminario anche per gli altri suoi compagni di stanza.Tutti sono invitati a sottoscrivere una dichiarazione con la quale si accettano le predette regole. Gli istruttori, che sino a quel momento avevano usato modi e parole gentili, improvvisamente cambiano maniere, usando toni severi e autoritari.
A cura degli assistenti, e sempre sotto il loro severo controllo, sono così accompagnati in camere da 2-3 posti letto e invitati a sistemare le valige e riposarsi. Nel corso della notte i partecipanti sono improvvisamente svegliati dagli assistenti, i quali sostano nei corridoi per controllare che non parlino tra loro mentre sono nelle camere, e che, dopo averli fatti vestire, li conducono in due sale (una sala per uomini e l'altra per donne) chiamate pit, dove appunto si svolgeranno le sedute.
I pit sono due stanze ricavate da un unico salonediviso dauna parete mobile, nelle quali si trova:

*sulla destra un tavolo, dove prende posto la persona dell'organizzazione che conduce le sedute, avvalendosi della collaborazione di alcuni istruttori e traduttori;

*sulla sinistra un altro tavolino dove si trova un impianto stereo ed alcune cassette contenenti musiche di rilassamento. Sotto il tavolo ci sono dei contenitori di vario materiale che verrà usato, durante le sedute, nelle drammatizzazioni: maschere di carnevale, maglioni, vestiti da bambino, attrezzi erotici, buste, fazzoletti, ecc...

*Al centro della sala è sistemato un tavolo a forma di U, attorno al quale prendono posto i vari partecipanti. Questi dovranno osservare da seduti una particolare posizione: sullo spigolo anteriore della sedia, schiena inarcata che non deve appoggiarsi sullo schienale e le mani devono essere aperte sul tavolo; ogni individuo troverà sul tavolo un cartellino segnaposto che gli indicherà quale sedia deve occupare. Gli assistenti curano con attenzione che durante le sedute le persone osservino la predetta posizione, pronti a intervenire con colpetti dietro la schiena su coloro che non lo fanno.  

*In fondo alla sala c'è un braciere molto grande che sarà acceso solo all'ultimo giorno, durante la festa di chiusura del seminario. Trovano posto poi, una lavagna ed un grande specchio.


I partecipanti, dopo aver preso possesso del posto loro assegnato, sono invitati a scrivere su un foglietto tutto ciò che ciascuno ritiene negativo per la sua vita. Esso sarà ritirato da uno degli assistenti e riconsegnato solo all'ultima sera del corso durante la festa conclusiva, quando ciascuno lo butterà nel braciere acceso.
Alle donne, ad esempio, la conduttrice farà poi una serie di domande collettive alle quali le persone si devono limitare, se la risposta è affermativa, solo ad alzarsi in piedi. I quesiti generalmente riguardano fatti molto personali:
- chi ha avuto rapporti sessuali contro natura;
- chi è vergine;
- chi ha abortito;
- chi ha avuto relazioni extraconiugali;
- chi ha fatto l'amore di gruppo;
- chi ha maltrattato il marito, i figli, la suocera, ecc.;
- chi ha sperperato i soldi e vive nella lussuria...e altro.
Una volta ultimate le domande, avranno inizio le sedute. L'istruttrice inizierà a chiamare singolarmente le partecipanti, le quali si dovranno portare al centro del tavolo ad U e raccontare quali sono i loro problemi e i motivi che le hanno spinte a frequentare il corso. L'istruttrice si avvale anche di una scheda personale, compilata a cura del responsabile della sede d'invio, contenente notizie sul corsista, ottenute all'insaputa di questi.
Le sedute durano diverse ore e il tempo trascorre senza cali dell'attenzione, sta perchè ognuna partecipa con curiosità ai vari racconti, sia per il clima austero e severo che permane durante tutto il ciclo. L'istruttrice, aiutata dai collaboratori, interviene in maniera aspra, autoritaria e dura durante le varie narrazioni. Infatti mortifica, umilia, deride, offende, usando maniere forti e parole scurrili.
Nel DBM si fa largo uso dello psicodramma, pur riveduto e corretto. Si tratta di far rappresentare, su un fittizio palcoscenico, il fatto o l'avvenimento che più condiziona il soggetto: l'esternazione del ricordo doloroso, assieme a tutto il suo contenuto emotivo, dovrebbe aiutarlo a prenderne coscienza e a liberarsene. Tale tecnica è stata elaborata e sistematizzata dallo psicanalista viennese J. Levy Moreno. Ma, da ciò che ci viene riferito, pare che la tecnica usata sia simile a quella che, nel secoloXIX, il direttore del manicomio di Charenton (Francia) applicò ad alcuni suoi malati, facendo loro interpretare piccoli ruoli di un dramma scritto da un suo famoso paziente: il MarcheseDe Sade. Ecco alcunicasi riferitici durante l'esercizio dell'attività professionale:

1°. Una donna confessa di aver abortito. Viene denudata e posta in mezzo alla sala con una bambolina in mano. Nel contempo viene diffuso il suono del cuore che batte, mentre una collaboratrice legge una poesia che parla di un bambino mai nato che si rivolge alla sua mancata mamma. In questa poesia egli descrive il suo aspetto, mentre una seconda collaboratrice - posta dietro alla corsista - ne sottolinea le possibili somiglianze fisiche con la malcapitata.

2°, Un uomo dice di aver avuto relazioni con svariate donne e fatto l'amore di gruppo, nonchè usato sostanze stupefacenti. Deriso, mortificato e offeso, egli inizia a raccontare bugie e si rifiuta di rispondere alle domande dell'istruttore. Questi perde la pazienza e lo prende a schiaffi.

3°. Una donna (farmacista) non riesce ad avere buoni rapporti con la madre. Viene fatta vestire da bambina e le vengono dati in mano dei giocattoli, quindi viene derisa e mortificata. 

I partecipanti, durante tutto il corso, devono osservare le regole in precedenza ricordate, e se ciò non avviene vengono puniti. La sanzione può essere anche fisica: uno schiaffo o un pugno che viene dato al malcapitato da parte di tutti i componenti del gruppo, i quali devono vibrare il colpo anche con una certa forza, altrimenti saranno a loro volta colpiti dalla persona che doveva essere punita. 

I pranzi sono consumati in orari sfalsati e ben presto, senza orologio, con il particolare clima di tensione dominante e con lo sconvolgimento del ritmo sonno-veglia, si perde l'orientamento temporale.

A volte avvengono degli svenimenti, causati dalla stanchezza e dal poco sonno. Le persone sono soccorse da un giovane medico che segue i partecipanti durante tutto il corso. I frequentatori non possono assumere alcun tipo di medicine, che anzi sono ritirate dagli assistenti sin dall'inizio. In caso di bisogno ne sarà «concessa» la somministrazione, nella posologia decisa dall'istruttore. Anche il permesso per andar in bagno dev'essere richiesto: se concesso, il corsista sarà accompagnato da un collaboratore e guardato a vista. Non esistono momenti «privati».

Il corso termina con una festa durante la quale vi è la riunione dei due gruppi e viene tolta la parete divisoria dei due pit. Alla cerimonia di chiusura intervengono anche i parenti dei partecipanti e amici che hanno preso parte ad altri corsi. Vi è un buffet e si terranno vari discorsi da parte degli organizzatori.  

Alla fine, la foto ricordo e lo scambio di indirizzi, nonchè la consegna del distintivo dell'associazione. Non manca comunque l'invito ai partecipanti di non divulgare alcunchè di quello che hanno visto e sentito, più per tutelare - dicono - gli aspetti intimi di ognuno, emersi durante il trattamento, che per rivelare i metodi del trattamento stesso. 

La particolare chiusura del gruppo in questione si manifesta attraverso queste caratteristiche: 

*La presenza di frasi o parole gergali. 

Oltre aquelle esaminate pocanzi, vanno aggiunte quelle specifiche al gruppo: «La squadra del DBM...», «il T 3 di Mestre», «il C/l». 

*Lo spirito che unisce i mèmbri e che li fa riconoscere. 

Ogni incontro è caratterizzato da plateali manifestazioni effusive: baci, abbracci e vigorose strette di mano che non risparmiano nemmeno chi si presenta solo per la seconda volta a una loro riunione o corso. L'impressione che ne ricava un osservatore esterno, oltre a essere quasi sempre spiacevole per tanta sdolcinatezza, rafforza la sua convinzione di trovarsi di fronte a un gruppo estremamente omogeneo, impermeabile e chiuso. A ciò si aggiunga l'alta coesività tra mèmbri, che tendenzialmente tende ad escludere gli estranei all'associazione. 

Le numerose riunioni mensili a vari livelli e i diversi impegni richiesti dall'organizzazione, oltre che la continua - quasi assillante - preoccupazione, da parte dei mèmbri, di creare occasioni per stare insieme, rafforzano questa convinzione.

* L'aspetto nascosto dell'organizzazione 

Non dovrebbe destare meraviglia il fatto che la stragrande maggioranza degli associati ignori la storia dell'associazione, il movimento e l'impiego del denaro, i nomi dei responsabili delle due società economiche e i loro fini pratici, i progetti e i programmi futuri. L'accesso all'organizzazione avviene per gradi. Il DBM è considerato come una specie di iniziazione, che da diritto non solo alla partecipazione a corsi successivi ad esso ma, per chi vuole, ad avere delle responsabilità all'interno della struttura associativa. Esistono pubblicazioni interne all'associazione che sono oggetto di attento studio sia durante le apposite riunioni sia a casa,come una sorta di compito.

 

 Conclusioni 

Come facilmente immaginabile, i gruppi di S.P. ben rappresentano quell'ideologia dominante, presente ormai in tanta parte della nostra cultura contemporanea, permeata di narcisismo ed egocentrismo,ove l'apparire è più importante che l'essere. Essi sono inoltre il prodotto tipico dell'Occidente industrializzato in cui l'organizzazione, la gerarchizzazione, la divisione del lavoro e la specificità dei ruoli, l'efficentismo e la pianificazione rappresentano i nuovi valori. Non a caso perciò tutti questi gruppi trovano maggiori consensi nelle zone più industrializzate delPaese ed è emblematica la circostanza che molti di questi gruppi erano sorti come Scuole per managers. Questo Sistema, che ha trovato il modo per spersonalizzare ed anonimizzare chiunque, ha trovato pure il sistema per dare a chiunque, pagando, l'illusione di essere l'artefice del proprio destino, di liberarsi dai condizionamenti, di vivere una vita piena. Questi gruppi finora hanno avuto buon gioco per vari motivi, tra cui l'attuale assenza di norme regolamentanti l'attività psicoterapeutica, grazie sempre ai soliti e interessati ritardi governativi. Ci auguriamo che il costituendo Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti metta un po' d'ordine e faccia giustizia dei tanti imbonitori che purtroppo infestano il mondo della psicoterapia, arrecando danni incalcolabili alla psiche delle persone.

 

 Bibliografia

Oltre ai già citati testi di jean vernette, Il New Age, ed. Paoline, Torino 1992, e di Paul Vitz, Psicologia e culto di sè. Ed. Dehoniane, Bologna 1977, si consigliano anche i seguenti:

  1. card. Lèon-Joseph Suenens, Culto dell'Io e fede cristiana, ed. Paoline, Milano 1987 
  2. AA. VV., Il coraggio di non essere perfetti, Cittadella ed., Assisi 1984.
  3. Christopher Lasch, La cultura del narcisismo, Bompiani, Milano 1992

Indispensabile invece è la lettura dei due volumi che raccolgono gli Atti del Convegno «La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lava del cervello», tenutosi a Forte dei Marmi 1'1-2 settembre 1989:

  1. Mario Di Fiorino (a cura di). La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello, vol. 1, ed. Psichiatria e Territorio, Lucca 1990, soprattutto l'intervento di Ermanno Pavesi, «Filosofia del New Age e Psicopatologia», alle pp. 133-141.
  2. M. Di fiorino - F. M. saviotti, La persuasione socialmente accettata, il plagio e il lavaggio del cervello, Vol 2, ed. Psichiatria e Territorio, Lucca, 1991, in particolare lo studio diI. Galliani e M. C, Pettinicchi, «Riflessioni su alcuni casi di pazienti psichiatrici con precedenti esperienze in gruppi di Dinamica Mentale», pp. 3-10.



NOTE


 (1) J. Ve rnette, // New Age, ed. Paoline, Milano 1992, p. 5.
 (2)  Ibid., p. 78.
 (3) M. Introvigne, Le nuove religioni, SugarCo, Milano 1989, p. 359.
 (4) Cfr, Marcello Bonazzola, Dinamica Mentale Base, CRS-Idea, Bergamo 1985, p. 37.
 (5)  In P. Vitz, Psicologia e culto di sè, ed. Dehoniane, Bologna 1987, pp. 6-8.
 (6) Da E. Barker, I nuovi movimenti religiosi, ed. Mondadori, 1992, p. 288.
 (7) Da Bryan R, Wilson, Thè Social Impaci of New Religioni Movements, Rose of Sharon Press, New York 1981.
 (8)  M. Bonazzola, Dinamica Mentale, cit., pp. 13-21.
 (9) J. Vernette, Il New Age, cit., p. 6
 (10) J. Vernette, Il New Age, cit., p. 22.
 (11) Da J.Silva-F. Miele, II metodo Silva Mind Control, ed. Omega, 1992, p. 23.
 (12) Ufficio Istruzione del Tribunale di Milano, «Ordinanza di Rinvio a Giudizio contro Segalla + 136», p. 534.
 (13) E. Barker, I nuovi movimenti religiosi, ed. Mondadori, 1992, p. 131.
 (14) Le definizioni dei vari corsi sono state tratte dall'articolo di Giovanna Zanin dal titolo L.D.P. dieci anni dopo, apparso sul n. 6/1992 di «Rediscovery».
 (15) Da Appunti per una migliore organizzazione dell'LDP,documento interno dattiloscritto,1990.
  (16) Dante Matelli, Sull'altare del dio Ceffone, da «L'Espresso», 15 aprile 1984, pp. 24 e 26.

 

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