DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

La MEDIANITA' AD AURA delle "medicine alternative", pratiche sciamaniche che operano attraverso gli spiriti "Deva" o la "energia cosmica o luciferina" .

New Age e Next Age

La New Age si presenta come una nuova religione adogmatica in cui l’individuo può ritagliarsi una spiritualità su misura incentrata sul pensiero positivo, sulla reincarnazione «progressiva», sull’unità delle religioni e sulla energia universale il cui nocciolo duro è costituito dall’avvento di un nuovo presunto messia o Cristo cosmico, Maitreya, colui che dovrebbe presiedere alla manifestazione del regno di Dio e alla restaurazione degli antichi misteri dell’iniziazione. La New Age, infatti, propone una spiritualità evanescente basata sullo «sviluppo del potenziale» che si esplica nella ricerca del benessere psicofisico e nel rapporto armonioso con se stessi e con l’ambiente e la natura, il tutto con l’aiuto di «tecniche» prese in prestito da religioni orientali, dalla psicologia umanistica, dal nuovo spiritismo moderno (channeling) che presume di ricevere rivelazioni da entità superiori e dall’astrologia che annuncia questo passaggio della Terra dall’influsso della costellazione dei Pesci a quello della costellazione dell’Acquario, possibile tra il 1920 e il 2300, poiché il sole cambierebbe segno zodiacale ogni 2160 anni. Si inserisce nell’ateismo culturale postmoderno che cerca in una «religiosità atea», dove gli sviluppi delle «spiegazioni» della scienza, lo strapotere della tecnica e la messa sott’accusa della «giustizia» divina con l’impossibilità di pensare un Dio buono di fronte alla tragicità del male, fanno sorgere opinioni sovraconfessionali in cui si ritiene indifferente quale religione si pratichi, dal momento che si pensa che ogni religione possa condurre alla pienezza spirituale. Nasce così la New Age, il movimento pseduo-religioso più diffuso, metanetwork anche di molte «terapie» neognostiche e misticheggianti che sfruttando le insicurezze e le paure dell’uomo postmoderno promettendo, attraverso l’«ampliamento della coscienza», strade facili alla «felicità». Esiste oggi, allora, una forte richiesta di terapie alternative e di nuove psicoterapie la cui domanda sottostante ha un carattere esistenziale. Il bisogno di approfondimento del proprio senso religioso indirizza, talvolta, ad altre forme di religiosità, definite «psico-culti» o «psico-sètte», che situandosi in una zona di confine tra scienza e religione, in modo magico e ciarlatano, promettono sia «compensatori specifici» tendenti a risolvere problemi materiali immediati (denaro, successo, salute e felicità), sia una trasformazione personale fino, addirittura, alla autoredenzione, trattando ugualmente il «disagio psichico» e la «domanda di senso», senza averne, normalmente, le competenze specifiche. Si assimila religione e psicologia, partorendo degli ibridi di sincretismo psicoreligioso che oscillano tra una «psicologia religiosa» ed una «religione psicologica», tra il sapore misticheggianti e quello neognostico. Non raramente questi gruppi elaborano delle «metateorie», magari estrapolando unilateralmente alcuni risultati ottenuti in un ambito particolare, che in quanto tali escono dai confini della propria competenza disciplinare, quando esiste, e si configurano come vere e proprie «antropologie filosofiche di fatto», prive però di quel rigore che i filosofi sono tenuti ad avere. Queste «metateorie» sono ottenute dalla frettolosa generalizzazione di una particolare intuizione scientifica (ad es. dall’«effetto corona» alla inesistente «aura») e sono incluse in sognanti antropologie neognostiche di sapore olistico e dai contorni fabulistici (ad es. le «negatività» e i «chakra»). In realtà è un procedimento scorretto perché se ci si deve confrontare su una certa teoria riguardo all’uomo lo si dovrà fare con gli strumenti propri di quella disciplina, la filosofia, alla quale spetta il compito di elaborare le teorie «ultime», che tengano conto degli apporti di tutte le discipline che hanno per oggetto di studio l’uomo, inquadrandole però in una visione sapienziale, senza frettolose generalizzazioni (ad es. «tutto è energia») e senza fughe in comode mitologie funzionali a determinate pratiche (ad es. «è imminente una Nuova Era in cui ognuno potrà facilmente diventare buddha»).

La Next Age, dagli anni ’90, dopo la delusione per la mancata «gioiosa trasformazione dell’umanità nella Nuova Era» in cui tutti sarebbero stati felici, passa dalla fase utopica del millenarismo progressista al ripiegamento narcisistico e individualista in cui, rovesciando la filosofia della New Age, si afferma che sono le persone a dover cambiare mediante delle tecniche gnostico-esoteriche di benessere psico-fisico con le quali possono diventare il Cristo Cosmico o il Buddha non aspettandosi un cambiamento planetario. La «natura parassitaria della New Age» che svuota dall’interno le tradizioni religiose e le usa come supermercato di idee, ha trovato l’ambiente più favorevole in cui svilupparsi nella tradizione teosofica e nella tradizione magico-occultistica. Per la studiosa francese François Champion la «nebulosa mistica-esoterica» della Next Age ha sette caratteristiche: «1)il privilegio dell’esperienziale: non si tratta d credere ma di sperimentare; 2)il tentativo di autotrasformarsi grazie a tecniche psico-corporali o psico-esoteriche; 3)un carattere progressista della concezione monistica del mondo con il rifiuto del postulato dualista della separazione fra l’umano e il divino (concezione olistica del sacro; coscienza planetaria); 4)ottimismo moderato; 5)primato dell’amore-eros: un comportamento è eticamente giusto quando è ispirato dall’amore; 6)esperienza di realtà non ordinarie con un ritorno di interesse per esperienze occulte, psichiche, esoteriche; 7)ricerca di felicità privata qui ed ora» (P. Zoccatelli, Il New Age,22.23).

 

Le "energie luciferine" della New Age

Scrive il card. Danneels: «Il successo della New Age è in buona parte dovuto alla sua presunzione di poggiare su basi scientifiche. L’uomo moderno sogna da molto tempo di poter riconciliare religione e scienza» [1]. Infatti dice il Card J. Ratzinger: «Come già la gnosi antica, questa via ritiene di essere in sintonia con tutto ciò che la scienza insegna e pretende inoltre di valorizzare le conoscenze scientifiche di ogni genere (biologia, psicologia, sociologia, fisica)» [2].

Nella New Age-Next Age sfumano le differenze uomo-Dio e religione-scienza in una con-fusione di tipo monista-panteista in cui l'uomo è la divinità ed è capace, tramite le "energie", di manipolare la realtà. Come da un "serbatoio energetico" l'uomo-Dio nextager, nuovo yogi, trae, mediante diverse tecniche di channeling, i "siddhi" (poteri) e le "samadhi" (conoscenze) per il dominio della realtà.

Cosa è il channeling? Nella prima conferenza internazionale sul channeling del 1988, in Germania, il channeling viene definito «un metodo indispensabile all’ingresso nel terzo millennio»( C. Maccari, La New Age di fronte alla fede cristiana, 138). Il channeling si vuole distinguere dallo «spiritismo classico» sostenendo che:

1)le sue comunicazioni con le «entità» non avvengono nel «piano astrale» ma nel «piano superiore mentale» e sono prive di modalità materiali come la «scrittura automatica» ma, anche su questo, non c’è accordo tra gli stessi channels.

«Alice Bailey [(1881-1949), medium che riceve dagli spiriti la profezia di una "New Age", considerata la "mamma della New Age], ci teneva a puntualizzare l’estraneità della scrittura automatica rispetto al suo lavoro, sottolineando che, pur di scongiurare ogni pericolo di ossessione, l’aspirante o il discepolo non deve mai essere un automa e lasciare parte di se stesso al di fuori del suo controllo […] Alice Bailey si rifiutava di perdere il controllo cosciente per paura di una manipolazione esterna; Edgar Cayce rimaneva sempre desto» (F. M. Dermine, Mistici veggenti e medium, 163.176).

2)l’identità delle «entità», da un carattere personale, assume un carattere indifferenziato e impersonale, pertanto la New Age allarga la visuale del medium o channel facendolo comunicare con qualsiasi interlocutore «trascendente» che è ritenuto sempre più autorevole e qualificato rispetto anche ad amici e parenti. Il channeling afferma, quindi, di comunicare con l’aldilà nella sua totalità (carattere indifferenziato) e che non solo lo spiritismo classico ma ogni forma di manifestazione «divina», in qualsiasi contesto sia nata, è una delle tante «facce» della stessa realtà unitaria (carattere impersonale).

3)l’esigenza di una fonte paranormale sempre identificabile viene sostituita dalla produzione di fenomeni medianici e di chiaroveggenza anche se le fonti non sono identificabili;

4)lo scopo non è più quello kardechiano di dimostrare l’esistenza dell’aldilà, ma cambiare il mondo mediante l’intervento delle «entità» con lo sviluppo delle «potenzialità latenti». Qui si inserisce anche la «teoria del corpo etereo» che implicitamente sostiene la possibilità dell’uomo, mediante le «tecniche olistiche», di «espandersi» progressivamente fuori di sé negli altri corpi, oltre lo spazio e il tempo e tramite le «entità» o «energie», per raggiungere progressivamente i corpi eterici o aure dove si nascondono poteri di autodivinizzazione sorprendenti fino ad essere "Dio".

"L’uomo composto di sette corpi o parti, che ricevono per la verità nomi diversi nella letteratura teosofica, di volta in volta ispirati al Buddismo o all’Induismo e che sono e che sono (procedendo dalla parte più spirituale verso quella più materiale) i corpi chiamati in genere divino, monodico, spirituale, intuitivo, mentale, astrale e fisico. Ogni corpo corrisponde ad un piano di esistenza in cui si trovano anche altri esseri o realtà" (M. Introvigne, Le nuove religioni, 274.).

Nel channeling, la figura di Gesù viene ulteriormente svuotata e assimilata ad un essere impersonale, l’«Energia Cosmica», una sorta di memoria Akashica, cioè un serbatoio di informazioni e poteri, una «banca dati astrale di impronta vibratoria» o «elettro-spirituale» lasciata dagli avvenimenti passati. Cristo, per la «newager» Alice Bailey, similmente allo spiritismo, «sarebbe un altro profeta della New Age, non certo il Gesù dei Vangeli, ma quel Cristo che secondo lei la Chiesa, avrebbe rifiutato di annunciare per lasciare le folle nell’ignoranza; sarebbe questo “Cristo esoterico” che inaugurerebbe questa presunta nuova religione mondiale» (J.M. Verlinde, «Attenzione ai nuovi movimenti religiosi», Fede e Cultura 6 (ottobre 2002) 7 cit. in T. Mezzetti, Come leone ruggente, I, 270) .

"Gli Avatara più diffusamente noti e riconosciuti sono il Buddha in Oriente e il Cristo in Occidente. I Loro messaggi sono noti e i frutti delle Loro esistenze e delle Loro parole hanno condizionato il pensiero e le civiltà d’entrambi gli emisferi. Poiché sono Avatara umano-divini, rappresentano ciò che l’umanità può comprendere facilmente; poiché la loro natura è simile alla nostra, «carne della nostra carne e spirito del nostro spirito» li conosciamo e crediamo in Loro, che hanno per noi significato maggiore di altre manifestazioni divine. Sono noti a molti milioni di uomini che hanno fede in loro e li amano. Il nucleo d’energia spirituale che ciascuno di Essi stabilisce, oltrepassa la nostra comprensione; stabilire un nucleo di energia permanente, spiritualmente positivo, è compito costante di un Avatar. Egli focalizza nel mondo degli uomini una verità dinamica, una potente «forma-pensiero», un «vortice d’energia magnetica». Questo centro focale trasmette energia spirituale in modo sempre crescente e pone l’umanità in grado d’esprimere una data idea divina, ciò che col tempo produce una civiltà, con la cultura, le religioni, le leggi, i governi e i sistemi educativi che la distinguono. Così si sviluppa la storia che non fa che registrare le reazioni cicliche dell’umanità a qualche afflusso d’energia divina, a qualche guida ispirata o a qualche Avatar" (A. Bailey, Il Ritorno del Cristo, 8 [accesso: 26/10/2007], link esterno).

Il channeling, estensione dello spiritismo classico o «spiritismo dopo Jung», in realtà, cerca di fondere e confondere la medianità con la mistica: 1)dalla «coscienza mentale» della cultura occidentale razionalista dice di passare ad una «coscienza integrale od olistica» capace di cogliere l’unione-fusione del «tutto» per accedere alla «coscienza cosmica» che implicherebbe un’unione sostanziale tra divino e umano; 2)con l’ausilio delle tecniche medianiche, condividendone le finalità pratiche e utilitaristiche, l’acquisizione dei siddhi, è possibile sfruttare il divino o «Energia Cosmica» come un serbatoio illimitato di «potenzialità latenti» e «poteri paranormali», facendo del divino attraverso la «tecnica olistica» non più il fine ma il mezzo magico. Così la medianità o channeling, perché non esiste nessun criterio unanimemente accettato per distinguerli, sarebbe la consapevolezza crescente di ciascuna parte dell’unico Essere di poter accedere al resto dell’Essere per ottenere illuminazione fonte di onnipotenza, onniscienza e onnipresenza.

Spiritismo e New Age che presumono di essere «nuove rivelazioni scientifiche» sull’uomo, in realtà, sono delirio di onnipotenza ed inabitano nel fantascientifico mondo del «preternaturale» mancando di un punto di riferimento vero, oggettivo e «soprannaturale».

Dice Jon Klimo, «il channeling è la consapevolezza crescente di ciascuna parte dell’unico Essere di poter accedere al resto di Se stesso» (J. Klimo, Channeling. Investigation on Receiving Information from-Paranormal Sources, 296) ed è il "sadhana" o "mezzo di acquisizione" fondamentale del newager o nextager. Come affermava Swami Vivekananda, guru che agli inizi del '900 diede il via all'invasione del movimento dei guru negli USA, il guru-master-yogi "controllando il prana" o kundalini o ki o chi, l'uomo diventa "onnipotente":

«Quale potere sulla terra potrebbe non essere il suo? Egli sarà capace di muovere il sole e le stelle fuori dalle loro orbite, di controllare ogni cosa nell’universo dagli atomi al più grande dei soli. Questo è lo scopo finale del pranayama [controllo ritmico del respiro]. Quando lo yogi diventa perfetto non c’è niente in natura che non sia sotto il suo controllo. Se ordina agli dei oppure alle anime dei defunti di venire a lui, essi verranno al suo comando. Tutte le forze della natura obbediranno a lui come schiave […] Chi ha controllato il prana ha controllato la sua stessa mente ed anche tutte le menti […] e tutti i corpi che esistono» (Nikhilananda, Vivekananda: The Yogas and Other Works,  in T. Mezzetti, Come leone ruggente, I, 239).

Alice Anne Bailey (1881-1949) occultista, medium e parapsicologa, allieva della maggior occultista dell'800, Madam Helena Petrovna Blavatsky (1831-1891), continuando nella linea di Allan Kardec sistematizzatore dello spiritismo moderno, affermerà, dalla viva bocca degli "spiriti" (=demoni), che siamo in vista della "New Age" o "Nuova Era" (anticristiana), l'epoca del dominio delle "energie" :

«Nella Nuova Era gli educatori insisteranno sempre più sulla via esoterica  […] Il vero educatore [della Nuova Era] dovrebbe operare con energie in un mondo d’energia; che queste energie sono colorate e qualificate dai divini attributi distintivi e che quindi ogni uomo può essere considerato come un aggregato di energie, sulle quali una particolare predomina che lo distingue dagli altri e differenzia gli esseri umani fra di loro […] tutte queste energie distinte agiscono costantemente sull’energia-sostanza (spiritomateria) producendo «le miriadi di forme che compongono la forma di Dio» (Bhagavad Gita, XI) e che ogni bimbo è la rappresentazione microcosmica (in un determinato stadio di sviluppo) del Macrocosmo» (A. Bailey, L’educazione nella Nuova Era, 21.38, [accesso: 06.10.2007], link esterno).

Il nemico più pericoloso per la «Nuova Era», secondo madam Blavatsky e Alice Bailey, sono le «forze dell’oscurità» che si oppongono a Lucifero che avrebbero originato «la Chiesa cristiana che ha tanto deformato quella missione e spietatamente pervertita l’intenzione per la quale Egli si manifestò originariamente» (A. Bailey, L’esteriorizzazione della Gerarchia, 261, [accesso: 06.10.2007], link esterno).

«Satana o Lucifero rappresenta l’energia attiva, o per usare l’espressione di Jules Baissac, «centrifuga», dell’Universo in senso cosmico. Egli è Fuoco, Luce, Vita, Lotta, Sforzo, Pensiero, Coscienza, Progresso, Civiltà, Libertà, Indipendenza […] Quando la Chiesa maledice Satana maledice il riflesso cosmico di Dio […] essa maledice Dio, la Sapienza sempre incomprensibile che si manifesta nella Natura» (H.P. Blavatsky, La dottrina segreta, V, 11.18 [accesso: 06.10.2007], link esterno ).

Pertanto, la «forza della luce» della New Age sarebbe l’azione «energetica» di Lucifero che si preparerebbe a creare una nuova religione mondiale pagana e panteista manifestandosi in Maitreya che dovrebbe presiedere la restaurazione degli antichi misteri dell'iniziazione in cui ciascuno potrà arrivare, con le tecniche e facilmente, allo stato di uomo-dio; già preannunciato da Benjamin Creme nel 1982... ma nessuno lo conosce! Allora è evidente come la New Age sia anch’essa una strategia satanica di tipo «sincretista»:

«In realtà attraverso la New Age si entra nel mondo dell’occulto. Il «channeling» introduce direttamente nello spiritismo dove si entra in contatto con varie, sinistre «entità»: spiriti-guida, extraterrestri, antichi maestri, divinità pagane, demoni, ecc. Da qui, l’avvio di pratiche esoteriche, ai culti gnostici e talvolta ai riti satanici veri e propri, si riduce a un passaggio automatico, in un cammino che conduce via via a divenire strumenti di Satana» (R. Grillo, Attenti al lupo, 27).

L’esoterista Julius Evola (1898-1974) che esalta il mito tantrico dell’uomo che si autodivinizza chiudendosi alla grazia divina, proprio delle tecniche "olistiche" della New Age, collega la shakti o kundalini o potere universale o prana o ki, all’albero dell’Eden e agli angeli caduti, i Nephilin, che ci avrebbero trasmesso il mistero della magia (da satana il "potere" della magia all'uomo).

Azazeel che sedusse Eva avrebbe insegnato agli uomini l’uso delle armi che uccidono […] Gli angeli furono presi da brama per le «donne»: ma la «donna», nella sua relazione con l’Albero […] rappresenta l’idea della natura femminile della forza universale figurata dall’albero […] Questo è confermato se esaminiamo il termine sanscrito shakti [o kundalini] usato metafisicamente per la «donna» del dio, per la sua «sposa», e simultaneamente per la sua «potenza». Dal desiderio per la potenza furono dunque presi questi Angeli: congiuntivisi, caddero, discesero in terra […] svelati nella loro natura sovrannaturale […] i Nephilin, gli Angeli «caduti» […] sono la stirpe detta «gloriosa e guerriera» […] che accese negli uomini lo spirito degli eroi e dei guerrieri, che formò le loro arti, che trasmise loro il mistero della magia […] Le opere della natura, i segreti dei metalli, le virtù delle piante, le forze degli scongiuri magici, l’astrologia, il corpus delle antiche scienze magico-ermetiche fu rivelato agli uomini dagli Angeli caduti (J. Evola, La Tradizione Ermetica, 32-40).

La magia, per Evola, costringe all’intervento le «energie occulte» o Deva che permettono la costruzione di un «secondo Legno di Vita» in modo da essere, come è riuscito il Buddha, «al di sopra degli dèi».

"[…] La Magia tende alla costruzione di un secondo «Legno di Vita» in sostituzione di quello perduto […] Le formule magiche costringono ad intervenire le energie occulte delle entità astrali […] Nel segreto dell’«Albero del Bene e del Male» c’è il dominio delle due «nature» […] il terrestre e il divino […] L’uomo vero è al di sopra di essi [degli dèi celesti], o per lo meno uguale ad essi. Poiché nessun dio lascia la sua sfera per venire sulla terra, mentre l’uomo sale in cielo e lo misura […] Quella scienza da cui Adamo si fa tentare per «divenire simile a Dio» e che egli non conquista per essere subito abbattuto e privato dello stesso Albero della Vita appunto da colui al quale aveva voluto rendersi simile, quella stessa scienza sovrannaturale il Buddha invece la consegue sotto l’Albero ad onta degli sforzi d Mâra, egli stesso che, come vuole un’altra tradizione, sarebbe riuscito a strappare la folgore ad dio Indra capo dei Deva" (J. Evola, La Tradizione Ermetica, 32-40).

L’autocostruzione di un «secondo Legno di Vita», il progetto satanico per eccellenza, come ritorno al perduto giardino dell’Eden per mangiare dell’albero della conoscenza o della vita, viene riproposto dalla New Age attraverso il mitico giardino di Findhorn, creato nel 1962 in Scozia, una sorta di «Vaticano della New Age», in cui Eileen Caddy e altre persone ignare di arti agricole incominciarono a mettersi in contatto con gli spiriti Deva (="illuminati", "luce-energia") che continuerebbero a dare messaggi e a guidare la prodigiosa produzione del giardino-orto. Da allora i Deva o demoni accompagnerebbero i newagers ed i reikisti in questa «dolce cospirazione» o «mistica cosmica» nella fusione del «sé» con il «cosmo», un viaggio al termine del quale l’uomo scoprirebbe la propria divinità, espandendosi nell’aura fino ad essere Dio! «Satana [ancora una volta] si maschera da angelo di luce» (2Cor 11,14) dietro a «tecniche» presentate come «naturali» o «energetiche» perché è «padre della menzogna» (Gv 8,44). Vuole, anche attraverso le tecniche olistiche della New Age-Next Age, «indurre in errore gli eletti» (Mt 24,25) allontanandoli dalla salvezza, Cristo e la Sua Chiesa. Ma «cosa vale all’uomo guadagnare il mondo intero [con la tecnica e i “poteri”], se poi perde la propria anima [o rovina se stesso]» (Mt 16,28)? 

 

 

Medianità ad AURA e medianità ad ECTOPLASMA

Nel clima delirante dell'800 nel quale lo "scienziato" Franz Anton Mesmer attribuisce alla magnetite proprietà magiche con il "magnetismo animale" e si spaccia come "scienziato-magnetizzatore" operando in sostanza da medium-ciarlatano, lo Spiritismo esibisce, nel suo orientamento laicista-anticlericale e socialista, il suo ridicolo slogan: "le religioni chiedono la fede e lo spiritismo esbisce le sue prove". L'impostazione tipica dell’800 vedeva l’elettromagnetismo sostrato ultimo di tutta la realtà con Luigi Galvani che nel 1770 dando scariche elettriche ai muscoli di una rana pensò, erroneamente, che l’elettricità era connessa in qualche modo alla forza vitale mentre l’unico modo in cui si mostra questa ipotetica forza vitale è solo attraverso la vita… altrimenti l’ENEL sarebbe Dio! In questo secolo in cui nascono le basi delle "medicine alternative" con le bufale del magnetismo e della omeopatia, vengono scritti famosi romanzi traboccanti del delirio positivista come "Frankenstein, o il Prometeo moderno" di Mary Wollstonecraft Shelley, pubblicato nel 1818.

Le «rivelazioni» necessarie allo gnostico-esoterico occidentale per giungere all’«illuminazione», si diffondono massicciamente a partire dal ‘700 e sono, classicamente, l’ermetismo, la massoneria, il magnetismo animale, lo spiritismo, la Teosofia, l’Antroposofia, la Scuola Arcana, l’Ordo Templis Orientis, il channeling e in particolare tutte le «tecniche» della New Age. Stranamente sono tutte anticattoliche e per autolegittimarsi come più autorevoli della Chiesa Cattolica, si inventano fantasiose genealogie nel tentativo di una restaurazione neopagana.

La massoneria, ad esempio, deforma e falsifica la storia dei Templari e si autocostruisce sulla mitologia dell’architetto Hiram del Tempio di Salomone. Dice l’autorevole storico Franco Cardini:

«I Templari finirono per entrare a pieno titolo nelle mitologie massoniche sette-ottocentesche e nel venire quindi, paradossalmente, esaltati a due livelli: uno umanitario ed ermetico-libertario, spiritualista ma antiecclesiastico e antidogmatico; un altro al contrario tradizionalista, che nella tragedia dei Templari scorgeva quella, più ampia e grave, della Chiesa tardomedievale disposta ad abbandonare la via dell’universalismo e della virile difesa della Cristianità con le armi cavalleresche e a piegarsi alla logica implacabile dello stato moderno prefigurato da Filippo IV e dai suoi avvocati regalisti […]  Di una sopravvivenza occulta dell’ordine dei Templari lo storico non può parlare perché la storia si fa con le fonti documentate e il loro esame critico […] Tra la fine settecentesca dell’Ordine e la sua ambigua rinascita settecentesca esiste solo una ragnatela di ipotesi e di resoconti di terza mano […] Tra Sei e Settecento lo svilupparsi di quei temi filosofici, simbologici ed eretici si concentrano attorno alle idee sostenute e propagandate dalle logge massoniche che da sodalizi di tipo artigianale-tecnologico si trasformano in società di tipo speculativo con un forte contenuto esoterico e con una forte immissione di elementi cavallereschi. L’architettura e in genere le arti vengono connesse con la costruzione edile (la “muratoria”) e vengono così reinterpretate alla luce esegetica della ricostruzione del Tempio di Salomone […] La connessione tra Graal, catarismo e Templari, del tutto arbitraria e insostenibile sotto il profilo storico, emergeva sincretisticamente come avversione alla Chiesa Cattolica» (F. Cardini, Templari e Templarismo: storie, mito, menzogne, 122.127.128.146.151).

L’illuminismo è, paradossalmente, il motore della diffusione gnostico-esoterica inabissando il «soprannaturale» con il deismo, con la concezione rinascimentale dell’uomo centro dell’universo, con la concezione meccanicista della scienza baconiana come strumento di potenza e di dominio e con il sistema eliocentrico che fa dell’uomo e del sistema solare una atomo sperduto nell’immensità dell’universo privandolo del finalismo e della provvidenza. Le «rivelazioni» gnostico-esoteriche promettono «costruzioni stabili e regolari» incentrandosi alternativamente, secondo l’interesse, su una «falsa scienza» e su una «falsa religione».

"L’Ottocento è l’epoca di una «epistemologia democratica», dove anche i «plebei» non rinunciano a dire la loro sulla fisica e sulla chimica, sull’etere e sui fluidi, sull’elettricità e sull’abitabilità dei mondi, sulla medicina e l’astronomia, spesso in un curioso intreccio fra scienza, religiosità «selvaggia» ed esibizioni a pagamento di truffatori di paese" (M. Introvigne, Il cappello del mago, 51).

Questa inopportuna contaminazione da origine a «patacche» come il «magnetismo animale» del medico massone (Cfr. F. M. Dermine, Mistici veggenti e medium, 141. «Non si può nemmeno negare il legame tra la massoneria, da una parte, e lo spiritismo-magnetismo dall’altra») Franz Anton Mesmer (1734-1815), base teorica dello spiritismo, del channeling e di tutte le «tecniche» dei «guaritori alternativi e olistici» della New Age.

"La teoria del magnetismo animale di Mesmer si fonda sull’idea dell’esistenza di un «fluido universale», sostanza sottile che pervade tutto l’universo senza lasciare spazi vuoti. Il fluido circola pure nel corpo umano: anzi, nel caso di un blocco o stasi della circolazione, insorge la malattia, che può essere curata con la «magnetizzazione» provocando nel paziente una crisi lieve di tipo sonnambulico o più acuta, e per Mesmer più efficace, di tipo convulsivo […] Che cosa centra tutto questo con lo spiritismo? Più di quanto non possa sembrare, perché la magnetizzazione libera il «senso interno» del paziente consentendogli di stabilire un particolare rapporto con il fluido universale che, proprio per la sua universalità, permette di entrare in relazione con mondi invisibili. È possibile per esempio che un soggetto magnetizzato veda il proprio corpo, o anche il corpo di un’altra persona, diagnosticando così nel modo più esatto una malattia, e perfino veda avvenimenti o persone del passato o del futuro. Mesmer, per la verità, non amava che si parlasse di «spiriti» e attirava l’attenzione sulla spiegazione «scientifica» dei fenomeni tramite il fluido: ma di fatto si trattava di entrare in contatto con persone che erano vissute sulla terra ed erano morte […] spiriti di persone defunte, e si esprimeva persino con la loro voce" (M. Introvigne, Il cappello del mago, 50).

Mesmer, comincia curando i dolori dei pazienti mediante applicazioni della calamita, in quel tempo considerato «minerale magico», e «guarisce» qualche paziente. Realizza una terapia collettiva costruendo una tinozza, riempiendola di limatura di ferro e di fiasche di acqua, ingentilendola con velluti e immergendovi barre di ferro. Nella preistoria dell’elettricità quella costruzione impersonificava l’elettricità creduta parente stretta del «fluido universale» e Mesmer, pensando di magnetizzare, distribuiva toccando i pazienti a «mollo» nella tinozza e uniti da una corda per far circolare il «fluido». A quel punto cominciavano nei pazienti gli sfoghi isterici, gli scoppi di risa, i singhiozzi, i sospiri, i gemiti, le convulsioni e i tremori. Ma quando operava l’assistente di Mesmer la «terapia» non funzionava. Mesmer, medium mascherato da dottore, parlava con la voce anche dei defunti dei suoi "pazienti". Incomincia il fenomeno dei «magnetizzatori itineranti» che diffondono rapidamente uno «spiritismo plebeo» a partire dalla Francia, agli Stati Uniti, all’Inghilterra e all’Italia.

Hippolyte Denizard Lèon Rivail (1804-1869), sistematizzatore del moderno spiritismo a cui gli "spiriti" dicono che è la reincarnazione di un druido "sacerdote celtico" di nome Allan Kardec, utilizza la SCRITTURA AUTOMATICA tramite la medium Cèline Japhet e parla per la prima volta di "perispirito", attualmente chiamato AURA. Ebbene per Kardec, lo «spirito» e la «materia» sono uniti dal «fluido magnetico o elettrico» che produce il fenomeno della vita permeando gli organi interni e dando «anima» al corpo mentre gli «Spiriti», «anima» compresa, sarebbero rivestiti di un involucro semimateriale, il «perispirito» condensazione del «fluido magnetico» attorno ad un’anima o ad uno Spirito. Il «perispirito» che è assunto dagli Spiriti dipenderebbe dall’ambiente in cui si trovano, variandone gli elementi costitutivi a seconda dei fluidi ambientali. Ci sarebbe la possibilità, con delle «tecniche», di trasmettere il «fluido vitale»  da un essere all’altro

"L’essenza degli Spiriti è più sottile della vostra, essi possono intuire meglio gli avvertimenti divini […] infatti la materia esiste anche il altri stati, che voi non conoscete ancora. Essa può essere così eterea e così sottile da non fare la minima impressione sui vostri sensi […] Il fluido magnetico o fluido elettrico animalizzato serve d’intermedio tra lo spirito e la materia […] Gli organi sono impregnati di fluido vitale […] I corpi organici sarebbero in certo modo specie di pile o di macchine elettriche, nelle quali l’attività del fluido produce il fenomeno della vita: la cessazione di questa attività genera la morte […] Il fluido vitale si trasmette da un essere all’altro. Chi ne ha di più può darne a chi ne ha di meno, e così in certi casi riattivare la vita, che era vicina a spegnersi […] L’anima o spirito, che informa il corpo durante la vita e lo abbandona alla morte, agisce per mezzo degli organi, e gli organi sono animati dal fluido vitale ripartito fra di loro, più abbondantemente in quelli che sono i centri e focolari del movimento […] Il fluido vitale altro non è che fluido elettrico animalizzato, detto anche fluido […] Gli Spiriti sono rivestiti di un involucro vaporoso, il perispirito […] nel passare da un mondo all’altro lo Spirito muta l’involucro come voi cambiate l’abito […] L’anima dell’uomo è uno Spirito incarnato al quale il corpo serve da dimora mentre il perispirito è sostanza semimateriale che realizza il collegamento così come in un frutto la buccia, la polpa e il seme […] L’anima agisce per mezzo degli organi, e gli organi sono animati dal fluido vitale, mezzo d’azione dell’anima, ripartito fra loro […] L’anima ha due involucri, uno sottile e leggero il perispirito e l’altro grossolano, materiale e pesante che è il corpo" (A. Kardec, Il libro degli spiriti, 6.29.38.39.43.44.47.49.50-54., [accesso: 01.10.2007],link esterno ).

L’anima dopo la morte si reincarnerebbe molte volte in molti corpi diversi e in mondi diversi, progredendo senza mai regredire, così come gli angeli cattivi o demoni diventano progressivamente e inevitabilmente angeli buoni. «Gli “spiriti colpevoli”, che Emanuel Swodwnborg (1688-1772) primo importante medium dell’era cristiana immaginava si gettassero nelle bocche dell’inferno, da Kardec sono collocati nei mondi, pianeti meno progrediti dell’universo» (A. Pavese, Comunicazioni con l’aldilà, 89).

"Lo Spirito è indivisibile e non può incarnarsi al contempo in due corpi […] L’anima dopo la morte non perde la sua individualità perché mantiene il perispirito e rientra nel Tutto universale […] L’anima poi ha più reincarnazioni corporee […] Lo scopo delle numerosissime reincarnazione è l’espiazione e il miglioramento progressivo dell’umanità […] fino a diventare Spirito beato o puro […] Le diverse esistenze corporee si effettuano in diversi mondi, anche superiori, non tutte sulla Terra […] La scienza dimostra l’impossibilità della resurrezione […] Nella scala spiritica, vi sono tre ordini di Spiriti: 1)gli Spiriti puri o di primo grado quelli che hanno raggiunto la perfezione; 2)gli Spiriti di secondo grado sono arrivati a metà scala, ed hanno a movente il desiderio di bene; 3)gli Spiriti di terzo grado o imperfetti che hanno per carattere l’ignoranza, il desiderio del male e tutte le cattive passioni, che ne ritardano l’avanzamento […] Alcuni popoli ne fanno divinità malefiche che chiamano demoni […] Si aggiungano gli Spiriti leggieri o folletti più turbolenti che cattivi […] Tutti gli Spiriti con l’andar del tempo diverranno perfetti […] Uno Spirito può rimanere stazionario ma non può mai tornare indietro […] I demoni, secondo il significato classico della parola, non ci sono perché Dio, che è supremamente giusto e buono, non può aver creato degli esseri predestinati al male per loro stessa natura e dannati per tutta la eternità […] Satana è la personificazione del male in forma allegorica […] Gli Spiriti che hanno seguito la via del bene raggiungono più in fretta la meta" (A. Kardec, Il libro degli spiriti, 56.60.77.214, [accesso: 01.10.2007], link esterno).

Il «fluido cosmico universale» appare, per Kardec, la materia elementare primordiale, le cui modificazioni e trasformazioni costituiscono lo «stato eterico», che da origine ai fenomeni spirituali o psichici spiegati dallo Spiritismo, lo «stato materiale» che da origine ai fenomeni materiali di competenza della scienza positiva e lo «stato intermedio» in cui si ha la trasformazione del fluido in materia. Il «medium» avrebbe la capacità di diffondere il «perispirito» fuori dal suo corpo fisico come avverrebbe al momento della morte per materializzare il «perispirito» degli Spiriti (medium a ectoplasma) o la capacità di effondere il suo «perispirito» senza dissociarsi e così animare oggetti inerti e i fenomeni di levitazione (medianità ad aura) (Cfr. P. Madre – F. Sanchez, Il fascino dell’occulto – parapsicologia, radioestesia, astrologia, magnetismo e vita cristiana, 15.16). Attualmente i new ager parlano, allo stesso modo ma con un linguaggio camuffato, di medianità con la fantomatica espansione dell'aura-perispirito fuori dal proprio corpo per guarire dalle malattie (pratiche terapeutiche alternative) e per giungere alla illuminazione (Yoga, ecc.).

Wlliam Judge (1851-1903) co-fondatore della Società Teosofica, tra gli altri, inaugura il modo di parlare della "medianità ad aura" e della "medianità ad ectoplasma", che vede anche come sostrato dello Yoga, attribuendola, truffaldinamente, non al demonio ma al Corpo Astrale o aura: "Nell'uomo comune che non si è esercitato nell'occultismo pratico e che non possiede tale facoltà dalla nascita, il Corpo Astrale non si può allontanare più di qualche palmo da quello fisico; esso è una parte di quel corpo fisico, lo sostiene e vi è incorporato. Però ci sono delle persone che, a causa di pratiche seguite in altre vite terrestri, hanno il potere innato di allontanare da sè il Corpo Astrale senza esserne consapevoli. Si tratta dei 'medium'. Alcuni sono profeti, in molti casi sono individui isterici e catalettici [no! Anche se sono ciarlatani sono sempre servitori del demonio!]"... Nel Corpo Astrale in un sistema completo di nervi e arterie circola il liquido astrale che è, per quel corpo, uguale al sangue del nostro corpo fisico... Quando il corpo muore, l'uomo astrale viene liberato e, sicoome al momento della morte l'uomo immortale (la triade Atma-Buddhi-Manas, cioè Spirito-Intellett-Mente) s'invola verso un altro stato, il Corpo Astrale diventa l'involucro dell'uomo che è vissuto ed è necessario che passi del tempo prima che venga dissipato. Esso conserva tutte le memorie della vita vissuta e, quindi, per riflesso può ripetere automaticamente ciò che il morto ha saputo, pensato, visto. Rimane vicino al corpo fisico abbandonato per circa l'intero periodo che questo impiega a disfarsi completamente, poichè esso deve completare la propria operazione di morte. E' anche possibile, in casi molto rari e particolari, che diventi visibile. Il Corpo Astrale è il fantasma [o aura] delle sedute spiritiche e viene passare per il vero spirito di questa o di quella persona defunta. Attirato dai pensieri del medium e dei partecipanti della seduta, il Copro Astrale aleggia vagamente attorno al luogo dove si trovano ed è poi galvanizzato o rivestito di una vita artificiale da un intero esercito di forze elementari e dal Corpo Astrale dello stesso medium che tiene la seduta, oppure di qualche altro medium presente fra i partecipanti [medianità ad ectoplasma]... Ma generalmente le comunicazione riportate dal medium provengono da spoglie astrali umane prive di intelligenza; oppure, assai spesso, è il Corpo Astrale [o Perispirito o Aura] semi-staccato del medium stesso che produce, inventa, scopre e compila tali messaggi. E' un fatto che una forma si può materializzare dall'aria senza aver nulla a che fare con il corpo del medium. Però non si tratta di uno spirito!... Che il corpo astrale del medium, essendo della natura della sostanza astrale, può estendersi oltre il corpo fisico e agire fuori di esso; e che è capace di buttar fuori, talvolta, una parte di sè (sia una mano che un braccio, una gamba, ecc.), per mezzo della quale può muovere oggetti, scrivere lettere, toccare corpi, ecc. E che è possibile far percepire al Corpo Astrale di qualsiasi persona di essere stata toccata dal di fuori o di aver udito un suono [medianità ad aura]... Allo stesso modo uno yogi indiano fa volare tazze di caffè e attira vicino a se oggetti distanti senza che nessuno li tocchi " (William Judge, L'oceano della Teosofia, ed BIS, Torino 2004, pp.96.98.36-38).

Gesù, per Kardec, sarebbe stato solo un guaritore «magnetico» o «spiritista» (medium) e nell’episodio evangelico del cieco nato (Gv 9) l’avrebbe guarito mediante il suo «fluido magnetico» o «fluido spirituale o degli Spiriti».

"In quanto al mezzo impiegato per guarirlo, è evidente che la specie di fango formata con la saliva e la terra non poteva avere virtù se non per l’azione del fluido guaritore di cui era impregnato; e questo avviene per le sostanze più insignificanti; l’acqua, per esempio, può acquisire qualità potenti ed efficaci sotto l’azione del fluido spirituale o magnetico al quale serve da veicolo o, se si vuole, da serbatoio" (A. Kardec, La Rivelazione degli Spiriti. Genesi, Miracoli, Profezie, 290).

 

Kardec annovera Cristo tra gli «spiriti superiori» privandolo della sua divinità, «maestro morale […] l’essere più puro che sia disceso sulla terra» (A. Kardec, Il libro degli spiriti, 139, [accesso: 24.10.2007],link esterno) frainteso dalla Chiesa, e facendo dello Spiritismo «la terza rivelazione del regno di Dio» che supera il Cristianesimo.

"Lo spiritismo è la nuova verità che viene a rivelare agli uomini con prove irrefutabili l’esistenza del mondo spirituale […] che non si presenta più come una cosa soprannaturale […] La legge dell’Antico Testamento è personificata da Mosè, quella del Nuovo Testamento in Cristo: lo spiritismo è la terza rivelazione del regno di Dio" (A. Kardec, Il Vangelo secondo gli spiriti,I, 290).

Con Helena Blavatsky i contenuti delle «rivelazioni» spiritiche assumono una connotazione più «metafisica» con accentuazioni «moniste», la dottrina del karma (azione) e con la sostituzione, negli interlocutori, dei «cari estinti» con i «Maestri ascesi». Questi sarebbero degli ex-incarnati, liberati dal ciclo delle reincarnazioni, approdati a una esistenza sovrapersonale ed energetica, il Bodhisattva, riuniti in associazioni come la «Grande Fraternità Bianca» o la «Loggia Bianca», e guiderebbero da lontano l’umanità. In questa prospettiva Gesù non viene considerato un redentore ma un «Maestro asceso» che indica la via di autosalvezza che è la presa di coscienza della divinità del Sé. La Vergine Maria è abitualmente confusa con la «Natura» e l’«Energia Vitale» o Shakti o Kundalini

Negli anni ’60 si sviluppa la New Age o «nuova era», con il channeling, preannunciata, più volte, dagli spiriti o dalle anime defunte ad Allan Kardec.

"Gli Spiriti annunziano che i tempi segnati dalla Provvidenza per una manifestazione universale sono arrivati, e che, essendo essi i ministri di Dio e gli agenti della sua volontà, hanno la missione di istruire e di illuminare gli uomini, aprendo per essi una nuova era di rigenerazione" ( A. Kardec, Il libro degli spiriti, 23 [accesso: 25.10.2007], link esterno)

Gli «spiriti guida» concepiti, come nella New Age, in modo sincretista e come «energia» (Cfr. G. Dembech, Gli angeli tra noi, 7: «L’Angelo è energia, è puro spirito, infinitamente più leggero e più sottile dell’aria (che invece può essere pesante e inquinata) o della stessa luce. L’Angelo è») vengono «canalizzati» nella iniziazione dal Master

"I medium in quanto tali hanno una influenza soltanto secondaria nelle comunicazione con gli spiriti; il loro compito è quello di una macchina elettrica che trasmette i dispacci telegrafici da un punto distante a un altro punto distante della terra […] L’ossessione è uno dei più grandi e frequenti scogli della medianità e oltre agli inconvenienti personali che ne possono risultare, è un ostacolo assoluto alla bontà ed alla veracità delle comunicazioni […] Il medium deve fare l’evocazione dello Spirito […] Ma vi sono molti spiriti ingannatori […] Gli Spiriti impuri lasciano una specie di traccia fosforescente traccia del legame fluidico, il perispirito, e i medium veggenti così riconoscono quelli che sono ancora legati al mondo corporeo […] Il fluido universale è creato dalla Divinità, principio elementare di ogni cosa, elemento del fluido elettrico, sorgente della vita che anima la materia. Il medium può operare il movimento di un corpo solido combinando una parte del fluido universale accumulato dallo Spirito con il fluido che si svolge dal medium. Con la combinazione del fluido animalizzato del medium e del fluido universale dello Spirito si muove la tavola […] Lo Spirito può attingere dalle persone il fluido animalizzato di cui ha bisogno […] Vi sono poi persone delle “elettriche” che attingono in se stesse il fluido necessario per la produzione del fenomeno, e possono agire senza il concorso degli spiriti. Non sono medium nel senso vero della parola; ma non è improbabile che siano assistite da uno spirito, il quale approfitterebbe così delle loro naturali disposizioni […] Il medium deve chiamare gli Spiriti e assecondarli nell’impulso dato al fluido […] Il contatto delle mani non è sempre necessario per far muovere un oggetto. Lo è più spesso per dare il primo impulso; ma una volta che l’oggetto sia animato, può obbedire alla volontà senza contatto materiale; ciò dipende sia dalla potenza del medium, sia dalla natura degli spiriti […] Dio permette qualche volta che gli Spiriti ci rivelino anche le nostre esistenze passate». Secondo Karcec gli Spiriti assorbono l’energia o al massimo la combinano con quella dei medium o degli “elettrici” per ottenere i loro scopi, per imporre la loro volontà. Una volta attivato l’oggetto o noi potremmo dire pensando al Reiki, la persona, è più facile per il medium o master manipolarne la volontà!" (Cfr. A. Kardec, Il libro dei medium, 35-37.78.125.134.161.166.169 [accesso: 02.10.2007], link esterno)

Il Master canalizza «dentro» l’iniziato attraverso i chakra le sette porte dell’energia e i presunti centri di poteri psicosomatici.

"[Dice P.J.M. Verlinde] che l’apertura di uno di questi presunti chakra ci mette in uno stato medianico e in contatto con l’energia occulta corrispondente e permetterebbe all’iniziato di utilizzarla in un certo contesto di potere, per esempio, la veggenza […] Ma Pantanjali stesso aggiungeva alla fine della sua opera questo avvertimento: «Ecco adesso avete i mezzi per ottenere i siddhi (poteri). Ma se ottenete dei siddhi prima di tutto siete perduti rispetto ad una autentica spiritualità; in secondo luogo siete irrevocabilmente alienati dai Deva, perché non potete esercitare i poteri senza i Deva" (J.M. Verlinde, «Attenzione ai nuovi movimenti religiosi», Fede e Cultura 6 (ottobre 2002) 7 cit. in T. Mezzetti, Come leone ruggente, I,248.).

Lo «stato medianico», nel quale ci si rende permeabili al mondo dell’occulto è «una sospensione dell’attività specificatamente umana (della ragione e della volontà), quindi una regressione ad uno stato infraumano in cui si perde ogni potere di discernimento» (J.M. Verlinde, «Attenzione ai nuovi movimenti religiosi», Fede e Cultura 6 (ottobre 2002) 8 cit. in T. Mezzetti, Come leone ruggente,II,74.) chiudendosi così sia alle facoltà naturali che ci permettono di giudicare ciò che è bene e ciò che è male, sia allo stato di ricettività della grazia soprannaturale. Secondo i reikisti nel channeling, «stato medianico», intervengono, come direbbe Allan Kardec, «Spiriti Superiori» o «Deva (esseri di luce)» che entrano, secondo l’antropologia occulta, nel corpo fisico e nei corpi più sottili di tipo energetico (eterico, mentale e astrale).

La nostra possibilità di contatto con le Guide che da sempre ci seguono, qualunque nome diamo loro, aumenta con i diversi livelli. Possiamo chiamare queste Guide: Forze, Angeli, Angelo custode, Santi, Deva, Spiriti di Natura, Maestri Ascesi, secondo la nostra tradizione o le tradizioni di altre culture, comunque è innegabile che c’è qualche cosa che comunica con noi portandoci insegnamenti, aiuti, ispirazioni e intuizioni. La nostra consapevolezza e la possibilità di percezione delle dimensioni sottili aumenterà sempre di più, anche se per ognuno di noi seguirà modalità differenti (F. Silvani, Reiki-Teoria, pratica e 20 simboli di un antico metodo di guarigione orientale, 14. ).

Anche chi non evoca direttamente i «Deva», dice Kardec, lo fa implicitamente quando chiede i «poteri occulti».

Allan Kardec interroga gli spiriti nelle sedute medianiche e si sente rispondere: «Non avrete nessun potere occulto senza il nostro aiuto». E alla sua domanda: «E coloro che esercitano l’occultismo senza invocare gli spiriti?». Gli stessi spiriti rispondono: «Quando tendete la mano per avere potere occulti, anche senza invocarci, la vostra è una invocazione implicita». Quindi nessun potere occulto, senza l’aiuto o l’intervento degli spiriti ( J.M. Verlinde, «Attenzione ai nuovi movimenti religiosi», Fede e Cultura 6 (ottobre 2002) 7.).

Perfino Helena Blavatsky ritenuta la «più grande occultista nella storia della civiltà occidentale che asseriva di essere in contatto con gli iniziatici Maestri Sconosciuti e che ispirò la società esoterica Thule di cui Hitler era seguace» (Wikipedia, «Società Thule» [accesso: 05.10.2007], link esterno) non si fidava degli spiriti Deva.

"[Dice la Blavatsky che] nessun Teosofo, nessun vero Occultista ha mai venerato Deva, Nat, Angeli e spiriti planetari […] Tutti sono potenze occulte che hanno un dominio su certi attributi della Natura. Una volta attratti verso un mortale, lo aiutano sicuramente in certe cose. Tuttavia, in generale, meno si ha a che fare con loro [i Deva] meglio è" (G. Dembech, Gli angeli tra noi, 11-12.).

Anche Zarathustra sconsigliava di avere a che fare con i "Deva":

«Secondo la tradizione Zarathustra venne al mondo ridendo. Appena nato venne attaccato dai daeva, ma il fa fuggire pronunciando la formula sacra del mazdeismo […] Poiché, i daeva [i Deva], gli dei della religione iranica tradizionale, hanno scelto l’inganno, Zarathustra chiede ai suoi fedeli di non venerarli più e in particolare di non sacrificare loro dei bovini» (Cfr. M. Eliade, Storia delle credenze e delle idee religiose, II, 334.338).

I nextager ignorano colpevolmente che da sempre i tantrici, i teosofi e gli spiritisti mettono in guardia dal pericolo di evocare i Deva i quali in cambio del «poteri» prendono possesso dell’«apprendista stregone». Il «Ki» o «kundalini» o «fluido spirituale o degli Spiriti» o «energia dei magnetizzatori» non è altro che il «perispirito» kardechiano dell’anima e degli Spiriti che il medium-nextager con la medianità ad ectoplasma e la medianità ad aura  riuscirebbe ad «evocare» e controllare per ottenere il «potere». Il loro Cristo non è Dio ma semplicemente un Bodhisattva o «maestro cosmico», un buddha proveniente dall’India e dall’Egitto, in possesso dei segreti del Buddha e della magia di Iside o di Ermes, che avrebbe praticato  le "tecniche olistiche" per operare i suoi prodigi. La preghiera e il pensiero sono concepiti come altrettanti «impulsi vibratori o magnetici» che vengono dalla «energia universale» e l’idea di beatitudine è concepita come fusione con il divino nel Nirvana. Cristo come Buddha è solo una illustrazione di ciò che può diventare colui che, nell’illuminazione, ha preso coscienza di essere Dio; di religioso in concreto c’è solo l’espressione di un bisogno non appagato di beatitudine, la pretesa di presentare una autorità profetica e di accogliere con una adesione fideistica e acritica soluzioni globali, miracolistiche, risolutive e immediate ai problemi della vita. Fondamentale nel cammino del client cult nextager, è l’avvalersi degli «spiriti guida» o  «fratelli disincarnati» o Deva che lo usano per le diagnosi delle malattie e lo guidano per istruirlo e indirizzarlo verso l’autosalvezza caratterizzata dal solipsismo e da un cammino che non consiste, come per l’induismo, nel fondersi con il divino ma nel ricongiungersi ad esso come una fonte energetica da sfruttare per la propria trasformazione e quella del mondo che è maya (illusione). La pretesa gnostica si fonde alla volontà di potenza nello sviluppo del potenziale umano, in un delirio incentrato sul sé, che sminuisce la dimensione personale e relazionale portando all’isolamento, all’inaridimento affettivo e a patologie psichiche che sono interpretate come «poteri». L’utopia del «controllo assoluto» deforma la percezione della realtà che viene bollata come «illusione» quando non è conforme ai propri desideri, con evidenti risvolti paranoici: «non c’è una realtà vera ma solo ciò che mi immagino come reale». Di fondo vi è l’errore antropologico, che sottostà anche alla reincarnazione, di considerare l’uomo come una tabula rasa formata e sformata dagli avvenimenti e quindi ricondizionabile ad libitum perché priva della sua identità personale precisa. Il master o guru, pertanto, crea strutture organizzative il cui scopo non è il benessere dell’altro perché essendo l’uomo un ammasso di creta non c’è alcun benessere oggettivo, ma il ricondizionamento dell’altro in base alle necessità dell’organizzazione.  In questa visione totalitarista, tutto ciò che serve per lo sviluppo dell’organizzazione e della sua dottrina è buono, tutto ciò che l’ostacola è un crimine che va combattuto in tutti i modi, così aumenta la coesione interna e diminuisce la capacità di avere relazioni all’esterno. Queste «psicosette» si possono presentare variamente, come: «centri del benessere della New Age», «scuole per manager», «centri di psicoterapia», «associazioni culturali o sportive», «gruppi orientalisti» e «centri di yoga o di reiki» ma lo scopo è evidente: il lucro dei guru o master.

La frammentazione implicita alla tecnica del channeling che riceve dagli «spiriti guida» una miriade di messaggi e «rivelazioni» contraddittorie ha determinato una centrifugazione della Next Age in tante "tecniche olistiche" inconciliabili nella dottrina e nella prassi anche all'interno della stessa " tecnica olistica", come ad esempio nel Reiki.

"Ogni master reiki come ogni medium è geloso del suo «gruppo». Molto interessante l’opera del 1923 dell’esoterista divenuto musulmano Renè Guènon che criticando lo spiritismo evidenzia come ogni gruppo spiritico è succube delle comunicazioni ricevute e diffida di quelle ricevute da altri gruppi, chiamando «spiriti elevati» i propri e «spiriti bassi» o «spiriti ingannatori» quelli degli altri poiché «i medium danno prova di un’incredibile gelosia nei confronti dei confratelli, pretendendo di monopolizzare alcuni spiriti e contestando l’autenticità delle “comunicazioni” altrui" (R. Guénon, Errore dello spiritismo, 219).

Come si formano gruppetti attorno al medium così si formano delle scuole della "tecnica olistica" attorno al master che si propone come unico «medium» dell’energia Ki o prana. Il master come «farfalla» o iniziato, deve introdurre il «bruco», il non iniziato, attraverso le "tecniche olistiche", in una New Age privè, il Next Age, molto simile al paese dei balocchi di collodiana memoria. L’escamotage adottato da alcuni master-reiki è il relativismo dottrinale incentrato sul «basta che funzioni» più tipico della magia e dell’alchimia che della scienza galileiana a cui queste tecniche pretendono di essere assimilate.

Facciamo l'esempio del Reiki:

«Tutti i sentieri e le scuole Reiki rappresentano aspetti parziali del Reiki completo […] Qual è il Reiki Master giusto? Reiki rappresenta a pieno titolo la dimensione del sentire […] Si può trovare un insegnante Reiki onesto, sobrio, preparato e di grande cuore. E il mio augurio a tutti i nuovi reikisti è che accada proprio questo! […] Secondo un principio esoterico chiamato risonanza ogni persona che incontriamo e tutti gli eventi della nostra vita sono lì perché noi li abbiamo attirati lì […] Ogni insegnamento che si voglia accogliere ha la sua dote di consapevolezza, forse la stessa che fa sentire al maestro che è «farfalla» ciò che il bruco chiama «fine del mondo» (D. Canil – F.A. Petter, La vera storia del Reiki, 65).

In effetti dice in modo relativista il master reiki Walter Lübeck «il Reiki è una specie di energia curativa, assai più efficace del semplice Ki: il Reiki è Ki guidato dal Potere superiore, noto anche come Dio, l’Essere supremo, l’Universo, la Mente Universale, Tutto ciò che è, Jehovah, Krishna, Buddha, il Grande Spirito e così via» ed è un «Ki con una vibrazione più alta e notai che non era necessario che lo indirizzassi con la mia mente, perché mostrava di averne una propria […] e non si serviva della mia personale riserva di energia ma sembrava provenire dall’esterno, da una fonte apparentemente inesauribile» (W. LÜbeck – F. A. Petter – W. L.  Rand, Lo spirito del Reiki, 55.56).

«Non si sa come e perché [il Reiki] funzioni, ma funziona. Questo conta» ( F. Silvani, Reiki-Teoria, pratica e 20 simboli di un antico metodo di guarigione orientale, 6).

«L’energia del Reiki viene utilizzata con lo stesso successo da uomini di molte religioni, da liberi credenti, nonché da seguaci delle diverse direzioni dl pensiero e con diverse credenze» (B. J. Baginski – S. Sharamon, Reiki, l’energia vitale universale, 23).

Le tecniche olistiche (reiki, yoga, reberthing, stimolazione neurale, pranoterapia, biotransenergetica, ecc.) della Next Age sono prive di ogni fondamento scientifico, intrise di occultismo (evocazione agli spiriti Deva), intrise di filosofie orientali erronee (karma, panteismo, monismo, ecc.) e senza alcun tipo di fondamento scientifico se non il "sentire" emotivo individuale. L'unico riscontro nella scienza galileiana è, normalmente, l'espansione del portafoglio del titolare del metodo.

Disse la Phyllis Lei Furumoto, titolare del metodo Reiki, nipote della Hawayo Takata, monipolista della tecnica olistica reiki in occidente per più di 20 anni:

"[Disse la Furumoto]: 'Andrò avanti per il denaro'. Aveva deciso di proseguire il lavoro della nonna per le potenzialità di guadagno" (D.Canil-F.A. Petter, La vera storia del Reiki, 43.44).

 
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