DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Meditazione trascendentale

 

Cenni storici

Maharishi Mahesh YogiFondatore del "movimento religioso" della Meditazione Trascendentale (MT) è Maharishi Mahesh Yogi. Nato in India nel 1918, laureato in fisica, a un certo punto si fa discepolo di Swami Brahmananda Sarasvati, e nel 1955 inizia una serie di conferenze sul Vedanta. Nel 1959 sbarca in America, a San Francisco. All'inizio gli aspetti religiosi della sua proposta non incontrano il favore delle masse.
Allora Maharishi si convince che in Occidente occorre proporre un metodo per migliorare la sa-lute, il successo, le relazioni sociali, riservando l'illuminazione, cioè la dimensione religiosa, a un secondo momento. Così adattato alla mentalità occidentale, il movimento viene lanciato nei campus universitari, e si diffonde nel mondo della contro-cultura, in grande fermento intorno all'anno 1968. Così i seguaci passano da un migliaio nel 1966 a 24.000 nel 1968 (grazie anche all'adesione di personalità dello spettacolo come i mitici Beatles e l'attrice Mia Farrow), e ben presto raggiungono il milione. Non c'era università o grande azienda che non ammettesse o promovesse corsi di Meditazione Trascendentale.
Nel 1977 una sentenza della corte del New Jersey (USA), dichiara che «Meditazione Trascendentale» è una religione, sicchè, in base al principio americano della separazione tra stato e Chiesa, non può essere insegnata nelle scuole statali nè ricevere sovvenzioni pubbliche. Ecco perchè la MT viene proposto come "scienza" e pratica "naturale"!!!


 Dottrina e pratica
[Mira a unire l'uomo all'Essere, direbbero gli indù l'Atman al Brahman, il sè con il Brahaman uscendo così dal ciclo della reincarnazione, dall'illusione di essere separato e altro dal Brahman. Siamo in clima panteistico. Non c'è distinzione tra naturale e soprannaturale. L'uomo non è realtà a se stante ma scintilla del divino. Cristo è una figura inutile poichè c'è l'autosalvezza che si dispiega in decine e centinaia di vite terrene.  Durante la meditazione quotidiana si sprigionerebbero "vibrazioni positive" che investirebbero l'intera società; non c'è il peccato ma esiste l'ignoranza che verrà vinta con la reincarnazione: l'uomo è condannato a salvarsi. Si pretende di ricevere la salvezza da un suono, il mantra; ma ciò è sproporzionato. Si professa la doppia appartenenza che favorisce il proselitismo con una chiave di lettura panteista che rende vana la propria appartenenza cristiana. L'uomo non ha bisogno di salvezza ma di conoscere una tecnica che lo metta a contatto con ciò che è già: trascendere l'io personale per fondersi nel Trascendente Divino. C'è una cerimonia di iniziazione con il conferimento di un "mantra" che ineggia a "divinità" induiste, inaccettabile per un cristiano!!! Ci sono 16 mantra, tutti sono di adorazione a un dio che non è il Dio. Il mantra va ripetuto meccanicamente 20 minuti al mattino e 20 alla sera; l'effetto rilassante che dicono produrre è pagato dal far entrare "entità" nella propria vita, meglio rilassarsi in altro modo!!!]
I seguaci di MT dichiarano, falsamente, che essa non è una filosofia, e tanto meno una religione: è solo una tecnica semplice ed autonoma, con basi scientifiche, e collaudata dall'esperienza. Addirittura in tanti siti si dice che MT è "una Tecnica Naturale Anti-stress", "molto efficace contro: abuso di alcool; abuso di medicinali; abuso di tabacco; angoscia; ansia; attacchi di panico; depressione; ....", insomma qualunque cosa!!!
Su un biglietto da visita dell'associazione si legge: "La MT è una tecnica evolutiva che espande la consapevolezza e produce un livello di profondo rilassamento...è una tecnica evolutiva molto semplice ed efficace che permette di raggiungere un livello di rilassamento molto profondo, in maniera naturale. La naturalezza, la grande efficacia e la semplicità di questa tecnica evolutiva, la rendono unica". Non farebbe altro che mettere in moto dinamismi inerenti alla legge naturale che governa l'universo. MT sarebbe pertanto compatibile con qualsiasi religione (questa è una evidente BALLA!!!). Secondo Maharishi ci possono essere nell'uomo vari stadi o livelli mentali, che vanno dalla incoscienza e dal sonno profondo alla massima coscienza, dove si tocca l'Essere Assoluto, e si realizza la coscienza creativa. Come una bolla d'aria formatasi nelle profondità tende a risalire, e risalendo diventa sempre più grande e più pura, qualcosa di analogo avviene per la coscienza. Dalla fonte dell'Essere puro e unificato, nasce un movimento che, attraverso vari strati, giunge alla coscienza su-perficiale dell'individuo sotto forma di pensieri, azioni, immagini ecc.
Il procedimento della Meditazione Trascendentale consiste nel "risalire la corrente" di tale movimento fino a raggiungere l'Essere, fonte "trascendentale" di ogni energia, dove la mente riposa nel silenzio del Puro Essere Trascendentale. Si può così raggiungere l'Essere Assoluto, che è pensato come un Oceano indifferenziato da cui tutto proviene (per emanazione, non per creazione). L'Assoluto si chiama anche Campo Unificato: «Postulato dalla moderna “Fisica Quantistica”, è un campo di pura energia ed intelligenza che costituisce il fondamento di ogni cosa ed è responsabile di ogni forma e fenomeno dell'universo»… «Solo di recente la fisica moderna ha scoperto il Campo Unificato di tutte le leggi di natura ma, fin dai tempi più remoti, la scienza vedica, una scienza olistica e globale, aveva già descritto il Campo Unificato come il Campo della pura Coscienza, cioè energia, creatività ed intelligenza infinite, che costituisce il fondamento dell'uomo e della natura».
Per chi vuole procedere nel cammino esiste un programma superiore chi si chiama "siddhi" (= "perfezione" o "magia") con teniche segrete che promettono di potenziare le capacità più profonde e segrete della psiche e del soma. Chi sperimenta il "siddhi" arriverebbe a sperimentata una illimitata consapevolezza di beatitudine e una salute perfetta, quello che siama stato di illuminazione e di autorealizzazione. Vengono proposte varie vie: 1)che sviluppono le capacità di tutti i sensi (fanno udire a distanza e vedere attraverso i muri); 2)che sviluppano i sentimenti; 3)che sviluppano la perfetta coordinazione mente-corpo e permettono di librarsi nell'aria.
La ragione del successo di MT sta nella sua semplicità e facilità: essa promette tutti i benefici, senza alcun particolare sforzo. Non occorre concentrazione o contemplazione: la Meditazione Trascendentale sboccia attraverso l'espansione dei più quieti livelli della consapevolezza, spontaneamente e con poco sforzo, senza interrompere il continuo scorrere naturale dell'attenzione.
Per acquisire la tecnica di MT non occorre nessuna base culturale o di altro genere: la può impa-rare anche un bambino. Occorre solo il desiderio di apprenderla e un corso di pochi giorni di inizia-zione da parte di un guru, cioè un maestro “abilitato” a questo. MT non si può imparare sui libri! Il guru insegna ai suoi allievi a rilassarsi e a concentrarsi in vista della meditazione.
La tecnica consiste nel sedersi comodamente, chiudere gli occhi e ripetere mentalmente un mantra. [Il mantra è una formula - un suono o una breve espressione - spesso in lingua sànscrita, con significato nascosto, che il discepolo dovrà meditare ogni giorno, ripetendola più volte, a mo' di preghiera]. Questo mantra può essere scelto solo dal maestro o guru, e deve essere adatto alla singola persona. Infatti è importante individuare le vibrazioni adatte a ciascun individuo. Per questo è fondamentale il ruolo del maestro nella scelta del mantra (che è affidato al meditante in una cerimo-nia di iniziazione detta puja).
Secondo Maharishi, il mondo che noi vediamo è una illusione, perchè la realtà è un'altra. La meditazione, che consiste nel ripetere questo suono individualizzato, permette alla coscienza di distac-carsi dall'illusione delle apparenze, e raggiungere il suo vero io. Il vero io si identifica con Dio stes-so, poichè, secondo la religione indù, noi non siamo creature di Dio, ma una parte di Dio stesso. «La pratica della Meditazione Trascendentale - scrive Maharishi - sviluppa il pieno potenziale del Divino nell'uomo e porta la coscienza umana al livello della coscienza di Dio».
Secondo i suoi sostenitori, la pratica di MT approfondisce la coscienza e la libera dal dominio alienante del mondo esterno. Inoltre promette la liberazione dallo stress, dalle malattie psicosomatiche, dalla tossicodipendenza. Il metodo aumenta la capacità intellettuale, facilita l'assunzione di decisioni nella vita professionale o familiare, e permette il rilassamento.
Maharishi insegna che MT fa bene non solo al soggetto meditante, ma anche all'ambiente umano che lo circonda: come la luce illumina, e come l'energia elettrica genera un campo magnetico, così MT produce un Effetto Campo. Alcune ricerche sociologiche sembrano dimostrare che laddove c'è anche solo l'1% di meditanti, si neutralizzano lo stress, la negatività e la criminalità (ma altre ricerche smentiscono tale tesi).
MT crede alla reincarnazione, legata all'idea induista del karma. Il karma è la legge secondo la quale uno nella vita successiva rivive portando le conseguenze della vita precedente: se uno ha commesso qualcosa di male, sarà costretto a rinascere per espiare il male fatto. Il ciclo delle nascite e delle morti termina solo quando uno ha espiato tutte le malefatte del passato.



 Rilievi critici e punto di vista cristiano
I benefici sopra menzionati in molti casi sono reali, anche se non nella misura addotta dai sostenitori. Ma si possono fare delle riserve che riguardano per essempio la formazione troppo rapida dei maestri (ben lontana dal lento metodo tradizionale indù), il prezzo delle sedute di iniziazione, la fiducia troppo grande in questa tecnica.
MT afferma di avere basi scientifiche. Ma il concetto di Campo Unificato, nella forma in cui viene presentato da MT, non è certo condiviso dalla comunità scientifica internazionale.
MT nega di essere una ideologia o filosofia. Ma, a cominciare dal concetto stesso di Campo Unificato (che non è scientifico ma filosofico), fino ai riferimenti agli antichi Veda hindù, MT rivela un chiarissimo impianto filosofico monista-emanazionista. Ed è cattiva filosofia, nel senso che viene proposta dogmaticamente, come una legge naturale.
MT sostiene di non essere una religione, ma semplicemente un metodo aperto alle diverse religioni purchè non fondate sulla paura di Dio bensì sull'amore. Tuttavia c'è un'incompatibilità di fondo tra l'idealismo metafisico di questa forma occidentalizzata del Vedanta e il realismo religioso giudeo-cristiano dell'Occidente.
Alla domanda se la Meditazione Trascendentale può essere praticata da un cristiano senza man-care di coerenza alla propria fede, si dànno dunque due diverse risposte:
1) Per i suoi sostenitori, MT non è una religione, ma una pratica naturale, molto utile; essa è neutrale e indipendente dalla fede che si professa: semplicemente aiuta a sviluppare delle potenzialità che sono dentro ognuno di noi.
2) Altri fanno giustamente notare che MT costituisce una vera e propria religione, sia per il con-tenuto religioso della puja e dei mantra che per la globalità della salvezza offerta all'uomo. Tutto il pensiero di Maharishi è una lettura dei Veda (testi sacri indiani) attraverso la filosofia di Shankara (anche se semplificata e pragmatica, donde le aspre critiche proprio da parte di ambienti indù). Com'è possibile separare una tecnica dal contesto religioso-culturale che l'ha generata, soprattutto nel mondo d'oggi, in cui la denigrazione del cristianesimo e l'idealizzazione della religiosità indiana vanno di pari passo con il sincretismo?
Evidentemente, dietro questa tecnica, c'è un modo di vedere l'universo, l'uomo, la sua felicità completa, e Dio stesso. Come in genere le religioni indiane, anche MT è una forma di autosalvazione. In questo senso essa nega ciò che è essenziale al cristianesimo, e cioè la salvezza che viene dall'unico salvatore Gesù Cristo. «Ci troviamo quindi di fronte a un messianismo terreno, capace di of-frire all'uomo non solo un universo di senso, ma pure una salvezza globale» (Dermine).
Maharishi dichiara che il mantra è fatto di suoni senza senso, e quindi è religiosamente neutro. Ma in realtà si tratta di parole in lingua sànscrita, con invocazioni agli dèi dell'induismo.
Il conferimento del mantra avviene durante una cerimonia religiosa induista, ossia la puja: che vien definita: offerta, cerimonia, culto dedicato a una divinità. La puja della MT consiste in un inno di lode in sànscrito e accompagnato da gesti rituali di adorazione e di offerta di fiori, frutti eccetera. I nomi delle divinità indiane Brahma, Shiva, Vishnu, Govinda, Krishna ritornano spesso in questo rito. «L'adesione a tale movimento comporta una precisa scelta religiosa e spirituale, radicalmente incompatibile con la fede cristiana centrata sull'adorazione dell'unico Dio e sulla figura del Cristo, unico Salvatore» (Dermine).
Scrive A.N. Terrin, docente di storia delle religioni all'università cattolica di Milano:
« Maharishi Mahesh Yogi non si è fatto scrupolo negli anni '60 di tradurre per intero la sua visione religiosa in una tecnica meditativa con connotazioni orientali ricavate chiaramente dalle Upanishad antiche, ma con applicazioni nuove e metodi che si adattavano e si adattano assai bene al mondo occidentale. Dicono le statistiche che ancora oggi - nonostante il movimento abbia subìto un periodo di stasi e di raffreddamento - ci siano almeno 20.000 persone in Italia che praticano la meditazione trascendentale e cioè che fanno venti minuti di meditazione al mattino e venti alla sera. È una pura sostituzione delle preghiere del mattino e della sera che si recitavano un tempo e che sono tuttora raccomandate dalla Chiesa cattolica? Certo è che nella meditazione trascendentale vi è una puja e cioè vi è anche un atto di adorazio-ne di maestri o di divinità indù. Quando ormai si sta per essere iniziati pienamente al metodo medi-tativo e quando vi è la consegna del mantra (parola sacra sanscrita) da parte dell'insegnante si fa chiaro riferimento al mondo religioso indù. Gli scopi di questo tipo di meditazione poi però appaiono del tutto indipendenti dalla religione indù e risultano molto importanti e nobili: si tratta di raggiungere una chiarezza maggiore nella pro-pria vita, di dare spazio a una maggiore creatività, di scavare sempre più in profondità nelle radici del pensiero che è “pensiero dell'essere” e tutto questo senza tensioni e sforzi e senza precisi inten-dimenti, ma lasciando semplicemente che il pensiero sia attratto dall' “oceano dell'essere” che - come dice il Mahesh Yogi - riempie di gioia, dà pienezza di vita e “riordina” in senso significativo la propria vita, donando energia positiva. Ma questo oceano dell'essere che cos'è se non il Brahman delle Upanishad, addomesticato e reso appetibile in un contesto più semplice e più addolcito rispetto al significato che esso assumeva nel grande periodo della mistica e della speculazione religiosa delle Upanishad? Dunque siamo già entro quella cornice orientale che ha invaso il nostro occidente e sotto la cui denominazione passano quasi tutte le pratiche meditative che oggi sono presenti in mezzo a noi».
Oltretutto, con la promessa di autorealizzazione (anche economica e manageriale, oltre che di poteri paranormali), MT è meno lontana dalle ideologie materialistiche di quanto si potrebbe credere. In realtà, MT, anche se prende molti elementi dalla religioni indù, è una versione semplificata e adattata al mondo occidentale, che mira ad attirare il pubblico con la promessa di raggiungere senza sforzo dei risultati e dei poteri strepitosi.
La tecnica di MT produce un rilassamento fisiologico. Ma pare che lo stesso risultato si ottenga ripetendo una qualsiasi parola sconosciuta. A livello psicologico, si parla di un senso di benessere; ma c'è pure la tendenza, magari in buona fede, a minimizzare o a ignorare i problemi. In qualche caso, dice qualcuno, subentrano disturbi psichici, per esempio forme depressione.

(tratto liberamente dall'articolo di don Battista Cadei sul sito nazionale del GRIS)



Testi
- MAHARISHI MAHESH YOGI, La scienza dell'Essere e l'arte di vivere, Ubaldini Roma 1970.
- MAHARISHI M.Y., Bhagavad-gita. Nuova traduzione e commento, Mediterranee Roma 1981.
- s.a., Domande e Risposte sulla MT, la Meditazione Trascendentale di Maharishi. Centro M.E.R.U., S. Pellegrino T., BG



Sussidi
AA.VV., "Meditazione Trascendentale" in Enciclopedia della Religioni, ed. Garzanti 1989.
DERMINE François-M., "La Meditazione Trascendentale, un esempio di movimento religioso di matrice orientale", in Sètte e Religioni, 1991/1, pp. 253-265.
DERMINE François-M., "La Meditazione Trascendentale", in AA.VV., Il destino dell'uomo se-condo i cattolici e secondo le sètte, ELLE DI CI Leumann 1991, pp. 179-198.
RAGOZZINO Gino, Religioni Sette Occultismo, Dehoniane Roma 1997, pp. 200-203.
TERRIN Aldo Natale, New Age. La religiosità del postmoderno, EDB Bologna 1993.



 Papa Benedetto XVI, afferma:
1) la Meditazione Trascendentale è un tradimento della fede cristiana perchè mentre il Trascendente è la Persona di Dio, il trascendentale è una dimensione dell'essere e quindi presuppone una filosofia della identità, lasciarsi sciogliere nella identità dell'essere supremo.
2) I mantra ci mettono in contatto non con Dio ma con altre divinità che sono idoli.
3) Rispetto della persona, l'errante, ma condanna dell'errore e cioè di tutte quelle realtà che sono distruttive e che sono opposte non solo alla fede cristiana ma anche alla verità dell'essere umano stesso, come la Meditazione Trascendentale.



 Dalla MT, pratica di occultismo, a Dio-Trinità amore:
"Ho fatto molti anni di meditazione trascendentale. Avevo dei problemi personali e un amico mi ha proposto all'inizio di partecipare ad un corso di rilassamento. Io ero abbastanza lontana dalla Chiesa ed ho iniziato a fare questa tecnica. Mi sono sentita meglio nel senso che ho sviluppato questa capacità di rilassamento; affrontavo i problemi in maniera diversa. Ci sono voluti molti anni per capire che questa era una strada errata. Mi venivano dati dei suoni da pronunciare all'interno di iniziazioni segrete. Nel tempo ho compreso che questi suoni era in realtà lettere che costituivano l'invocazione a Rama: “sviramnamaha” che voleva dire “nel nome di Rama”. Rama è il dio degli indiani. Allora mi sono chiesta: “Perchè devo dire nel nome di Rama? Io dico nel nome di Gesù Cristo perchè con Rama non ho niente a che fare; e da lì è iniziato un processo di guarigione”. Io penso che bisogna invitare i sacerdoti, i laici ad essere più istruiti su queste tecniche affinchè invitino le persone a non frequentare questi corsi; io non ho mai sentito dire in nessuna predica: “Non fate la meditazione trascendentale”. Ritengo che si debba conoscere il rischio a cui si va incontro con la pratica di queste discipline. Mi avevano insegnato ad invocare “nel nome di Rama” per 20 minuti, dopo i quali seguiva l'invocazione dei poteri. Nel tempo purtroppo questi poteri (medianici) sono arrivati, con tutti i problemi ad essi collegati.
Nella MT si giunge all'“edonizzazione” dell'esperienza spirituale e alla sua riduzione a sensazioni psichiche e corporee, creando confusione spirituale. Inoltre, non sono le posizioni yoga o le tecniche di rilassamento il problema, bensì le “invocazioni”, le “formule”, le “consacrazioni”, i “rituali” e i “mantra”, di cui non si conosce il significato e le conseguenze. E' vero che le tecniche di rilassamento spesso vengono utilizzate come propedeutica o introduzione all'aspetto rituale dello yoga. Ma se al rilassamento accostiamo l'invocazione di “divinità straniere” o "idoli", per citare l'Antico Testamento, o inconsapevolmente pratichiamo rituali estranei alla tradizione della Chiesa universale, come ad esempio l'apertura dei chakra, corriamo il serio rischio di asservire la nostra volontà e la nostra libertà ad una realtà magico-spiritica, per non dire diabolica.

 

 

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