DIOCESI DI IMOLA
GRUPPO DI RICERCA E INFORMAZIONE SOCIO RELIGIOSA

 
 

Medicine alternative

Le medicine alternative sono chiamate anche medicine complementari o non convenzionali, ecc., a seconda della sottolineatura e quindi della prospettiva culturale in cui ci si pone. Possiamo vederle fondamentalmente in tre modi diversi:

1)Medicine non convenzionali in quanto ausiliari della medicina moderna. Il medico "ufficiale" anche se non pratica, è contento della esistenza delle "medicine non convenzionali" poichè così può "togliersi dai piedi" tutti quei pazienti che umigliano il suo "scientismo" a cui era stato promesso il "miracolo della medicina scientifica" che poi non si è realizzato. 

2)Medicine alternative in senso stretto, con il rifiuto di accedere alle medicine tradizionali (settarismo culturale).

 3)Medicine alternative che sono funzionali e interni a paradigmi di pensiero di gruppi esoterici e utilizzate come strumento di reclutamento.


Occorre comunque distinguere tra il "quadro culturale" e gli "effetti della osservazione"; ad esempio dire "la valeriana fa dormire grazie al dio Morfeo" ha in sè una affermazione vera, per gli "effetti" ed una falsa per il "quadro culturale".
Un criterio molto interessante per discernere il "quadro culturale" delle medicine alternative è quello di chiedersi: si tratta di SPIRITO o ENERGIA?

 

Le medicine "alternative" sono caratterizzate nel proporre inesistenti e mai misurate "energie" e "vibrazioni" che sarebbero responsabili dello stato di salute o di malattia. Il PRANA, il CHI, il KI, l'energia ORGONICA, la BIOENERGIA, la BIOTRANSENERGIA sono tutte "balle" riciclate a partire dall'800 in cui si sovrapponeva indebitamente l'entusiasmo per la scoperta dell'energia elettrica con la pretesa di aver scoperto il segreto di come ridare la vita (cfr. Anton Mesmer, ecc.), oppure "balle" riproposte dai concordisti-riduzionisti della Next Age, riprendendo le pratiche sciamaniche della pre-fisiologia medica, così da potersi arricchire vendendo corsi mirabolanti per "riequilibrare" le inesistenti energie "vitali" e per sviluppare i "siddhi" (poteri), proposta tipica dei sedicenti guru e degli yogi occidentali.

Se queste "oneste persone" avessero veramente scoperto il "segreto della vita" riducendolo a "energia" manipolabile allora sarebbero in grado di ridare la vita a ciò che non ha vita... ma, ovviamente, non ci riescono.

In una barzelletta molto significativa, Dio e uno scienziato si incontrano. Lo scienziato dice a Dio: "ormai con la bioetica sappiamo produrre la vita e non abbiamo più bisogno di te". Allora Dio dce: "Che bello! Come fate?". Lo scienziato: "Allora prendiamo un ovulo e poi prendiamo uno spermatozoo...". A quel punto Dio interviene: "E' no! Questa è la mia creazione! Inventate la vita dal nulla o per lo meno create la vita dalla materia inanimata". A quel punto lo scienziato se ne va e ringrazia con umiltà Dio che gli fa conoscere la REALTA' attraverso gli esperimenti scientifici che sono una "domanda a Colui che ha fatto il mondo". A quel punto, però, interviene il ciarlatano (mago, sensitivo, cartomante, pranoterapeuta, ecc.) che dice a Dio: "Lo scienziato non c'è riuscito, ma io sono capace, o Dio, di creare dal nulla e ridare vita e salute ad ogni persona e in ogni circostanza... anzi, io sono Dio".

Vediamo le conclusioni di uno degli studi più aggiornati di due scienziati inglesi sulle medicine alternative. S. Singh-E. Ernst, Aghi, pozioni e massaggi: la verità sulla medicina alternativa, Rizzoli, 2008, pp.253-257: “La conclusione rivela che i trattamenti [alternativi] offrono scarso beneficio. All’estremità più positiva della scala di giudizio, la fitoterapia [scientifica] può vantare qualche successo, ma l’efficacia della maggior parte delle piante sembra decisamente sopravvalutata; la chiropratica può offrire qualche leggero giovamento, ma solo per il mal di schiena: tutte le altre sbandierate possibilità non sono dimostrate; analogamente, gli agopuntori potrebbero essere di qualche utilità nell’alleviare alcuni tipi di dolore e la nausea, ma l’effetto è tanto marginale da far pensare che forse l’agopuntura sia inutile, ed è certo che gli operatori sono colpevoli di proporre trattamenti non dimotrati per un gran numero di disturbi, tra cui diabete, cardiopatie e sterilità. L’omeopatia è la peggior terapia discussa finora: non è plausibile, e non è riuscita a dimostrare di esserlo dopo due secoli e quasi 200 studi … Appare bizzarro che i trattamenti alternativi siano pubblicizzati come se offrissero benefici straordinari; in effetti, non soltanto non sono dimostrati ma si è visto più volte … che la medicina alternativa è anche potenzialmente pericolosa. È bene ricordare che quando manipolano il collo, i chiropratici possono provocare un ictus potenzialmente fatale; analogamente alcune piante possono causare reazioni avverse o interferire con i farmaci convenzionali, mettendo in grave pericolo i pazienti; l’agopuntura praticata da un esperto probabilmente è sicura, ma lievi emorragie sono comuni in molti soggetti, e problemi più gravi comprendono l’infezione da aghi riutilizzati e la perforazione di organi importanti. Perfino i rimedi omeopatici, che come visto non contengono alcun principio attivo, possono essere pericolosi se ritardano o sostituiscono un trattamento ortodosso. Ciò pertanto vale per qualsiasi trattamento alternativo inefficace che mette a repentaglio la salute degli malati se sostituisce un trattamento convenzionale efficace … Non solo i guaritori alternativi propongono trattamenti inefficaci e a volte pericolosi, fanno anche pagare cari le loro prestazioni e i loro prodotti … ma se gli operatori alternativi basano la propria attività su affermazioni indimostrate, smentite o erroneamente esagerate, e se i loro trattamenti possono essere rischiosi, allora si tratta di una truffa a danno della salute … Molti scienziati considerano gran parte della medicina alternativa uno spreco di denaro”.

 

 L'interesse della Chiesa per le Medicine Alternative

La Chiesa si interessa delle Medicine Alternative perchè vuole evangelizzare in esse "il grande interesse per la spiritualità che si trova nel mondo secolarizzato di oggi" [1] che ha come particolare punto di snodo il tema del "benessere". Chi si rivolge alle Medicine Alternative è già aperto ad accogliere un orizzonte più ampio di quello squisitamente medico perchè le Medicine Alternative pretendono di intervenire "olisticamente" sull'uomo. La malattia è un avvenimento che blocca la persona, è fonte di crisi e la rende vulnerabile a risposte semplicistiche e truffaldine. Il demonio può creare certi sintomi senza che sia presente la malattia o un certo benessere momentaneo senza che vi sia la salute. Più che mai occorre un approccio sinergico tra l'indagine medico-scientifica e l'indagine socio-religiosa. Nel Seminario Nazionale intitolato "Le Medicine e Terapie Alternative o non convenzionali nella società contemporanea: aspetti medici, etici, giuridici, religiosi", promosso dal G.R.I.S.  (= gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) con la collaborazione ed il patrocinio dell'Università di Bologna e della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri svoltosi a Faenza il 20-21 settembre 1996, si è affrontato questo attuale e controverso argomento in modo serio ed approfondito, dando spazio alle diverse posizioni dei sostenitori e dei critici e soprattutto analizzando tutti i molteplici aspetti della questione, che lungi dall'esaurirsi in ambito medico ha importanti risvolti antropologici, culturali, giuridici, etici e religiosi. Il G.R.I.S. ha lanciato un preciso invito alla vigilanza: le Medicine Alternative sono un terreno d'azione privilegiato per la nuova religiosità, per i gruppi magici e per il New Age. Spesso anzi i credenti sono tra i primi sostenitori e fruitori di tali pratiche, giudicandole, rispetto alla medicina ufficiale, più rispettose verso il malato (il che purtroppo è spesso vero), e anche più compatibili con la visione cristiana dell'uomo (e questo è tutto da vedere). Ne consegue che talvolta, in mancanza di un attento discernimento, per questa via si infiltrano anche nella comunità cristiana, concezioni tipiche del New Age e magari pratiche di sapore decisamente occultista. Dirà il dott. Walter Versini durante l'importante seminario:

 "Era dunque urgente e necessario lanciare un allarme, anche se questo richiedeva il coraggio di andare controcorrente, contro la moda: termini come "terapie dolci", "medicine naturali", 'libertà terapeutica" esercitano attualmente un fascino trascinante...Questa presa di posizione non voleva peraltro invadere il campo di riflessione di altre discipline, anzi desiderava ricevere da queste ogni utile contributo, e per questo il G.R.I.S. si è fatto carico di promuovere un seminario in cui il problema venisse affrontato da studiosi delle varie aree scientifiche, a tutto tondo...Temo che i praticanti delle Medicine Alternative siano generalmente incapaci di operare autonomamente un tale discernimento: che non sappiano essi stessi dove porre il confine tra ciò che è valido, per quanto "alternativo", e ciò che sfuma nell'occultismo o che non si siano mai posti seriamente il problema. Una volta superati gli schemi, magari ristretti, della medicina ufficiale, pare che per molti non ci sia limite nell'accettare ciò che "sembra funzionare", fosse pure la piramide, la diagnosi con il pendolino o la vibhuti di Sai Baba. Il tutto agevolato dall'imperare di fumose teorie sulle "energie", facile punto di contatto tra pseudoscienza e dottrine magico-esoteriche, e da una concezione di olismo confusa e confondente, che permette ogni commistione tra pratiche di guarigione e pseudospiritualità" [2].

    

  

Ma cosa sono le Medicine Alternative? Secondo l'autorevole studioso Massimo Introvigne, «le Medicine Alternative sono un numeroso insieme di dottrine e metodi terapeutici accomunati fondamentalmente dalla loro estraneità alla medicina scientifica. In questa sede ho preferito il termine "pratiche terapeutiche alternative" (p.t.a.) per includere anche quelle che prescindono dalla necessità della figura del medico e mancano di un "sapere medico" preciso e dettagliato. L'impressionante diffusione di tali pratiche in occidente, negli ultimi anni, anche se per un verso può essere vista come reazione ad una medicina sempre più tecnologica, fredda, impersonale, deve essere inquadrata nel più ampio fenomeno dell'emergere della cosiddetta post-modernità. Si deve riconoscere che le pta, oltre a costituire un interrogativo ed una sfida per la metodologia della scienza, pongono seri problemi sotto molteplici punti di vista. Da un punto di vista medico esse possono disorientare, illudere, e talora causare danni anche molto gravi, inducendo ad interrompere terapie efficaci. Anche da un punto di vista psicologico non manca il riscontro di effetti negativi. Dal punto di vista cristiano, che è quello in cui mi pongo in questo intervento, il problema consiste nel fatto che assai frequentemente le p.t.a.  sono inserite nel mondo, indubbiamente complesso e proteiforme ma nella sua essenza anticristiano, del New Age. Molti cattolici, anche impegnati, sono attirati dalle p.t.a. riconoscendo in esse degli aspetti positivi, come l'attenzione all'individuo, e giudicano inoltre che l'approccio olistico al malato sia più compatibile con una concezione spirituale dell'uomo di quanto non lo sia il materialismo e meccanicismo che impronta la medicina scientifica. Resta comunque un dato incontestabile che spesso le .p.t.a., insensibilmente (vero cavallo di Troia), sono portatrici di una visione del mondo e dell'uomo che non è quella cristiana…Molte persone interessate all'una o all'altra delle medicine alternative non sono new ager e non si deve concludere in modo troppo affrettato che chiunque si interessi a una forma di medicina non ortodossa condivida l'ideologia del New Age, tuttavia è anche vero che durante gli anni 1970 il fenomeno del New Age e il movimento della medicina olistica si sono confusi a un punto tale che è difficile, se non impossibile per un osservatore, tracciare una linea che li divida. É evidente che condividono una serie di premesse ideologiche. É ugualmente evidente che i portavoce del New Age considerano la medicina olistica come una componente tra le più importanti della loro corrente, e che i professionisti della medicina olistica guardano con interesse al New Age sia come corrente dove trovano simpatie e sostegno, sia come ambiente dove trovano una clientela che assicura il loro successo professionale. Emerge dunque l'urgenza di un discernimento cristiano sulle pratiche terapeutiche alternative " [3].

  

 Medicina Tradizionale  e Medicine  Alternative 

Nel 1983 il primo Congresso Mondiale di Medicina Alternativa presentava una lista di 135 nomi di metodi e sistemi di terapia, che iniziava con la "Aromoterapia" e finiva con lo "Yoga". Tra questa impressionante varietà di possibilità, le terapie più comuni nei Paesi Occidentali sono: l'Agopuntura, l'Omeopatia, l'Ipnoterapia, l'Osteopatia, la Chiropratica, l'Erboristeria e lo "Yoga".  Ma qual è il paradigma di scienza sottostante, a queste Medicine Altenative, a cui riferirsi per iniziare un dialogo con  il paradigma della Medicina Tradizionale? Prima di mettere i due paradigmi a confronto, riflettiamo con lo scienziato Alan Cromer sulla definizione di "scienza" e sulla difficoltà di definire ciò che è o non scientifico:

 "E' straordinariamente difficile trovare una definizione concisa per la scienza. Deve essere messa in relazione con i suoi risultati materiali la cura delle malattie, il volo degli aeroplani, la magia del computer? O con i suoi metodi - le equazioni matematiche e gli esperimenti in laboratorio? O più sottilmente, con la sua metafisica - la credenza in una realtà oggettiva e nel principio di causa ed effetto? Ognuno di questi punti di vista coglie qualcosa di ciò che spesso si indica con la parola scienza, ma nessuno è completamente soddisfacente. Una definizione basata su ciò che viene prodotto materialmente esclude la matematica e l'evoluzione. Una definizione che prenda in considerazione solo la matematica tradizionale e la sperimentazione esclude la scienza del passato, come la paleontologia, e le nuove metodologie, come la simulazione al computer (Yonezawa, 1993). E la metafisica della scienza del diciannovesimo secolo ha dovuto cedere il passo alla realtà della fisica del ventesimo. Eppure, in ogni momento la maggior parte degli scienziati è d'accordo su ciò che la scienza è e su ciò che non è. La percezione extrasensoriale non lo è. La violazione del principio di parità lo è. Il channeling non lo è. La cosmologia lo è. La pranoterapia e l'omeopatia non lo sono. La relatività e la meccanica quantistica lo sono. Che cosa distingue la scienza dalle sue imitatrici o rivali?...La scienza, secondo la definizione sociologica datale da John Ziman, è la ricerca di un consenso su opinioni razionali di tutti i ricercatori competenti...Dai lavori dello psicologo svizzero Jean Piaget sappiamo che gli uomini hanno una concezione fondamentalmente egocentrica del mondo. Crescere in una società moderna significa imparare ad accettare l'esistenza di un mondo esterno separato dal nostro io. E non è facile. La maggior parte dell'umanità, per la maggior parte della sua storia, non ha mai imparato a distinguere il mondo interno dei pensieri e delle sensazioni dal mondo esterno degli oggetti e dei fatti Ogni individuo era inscindibilmente legato ai poteri naturali e soprannaturali che governano il mondo. Spezzare tale legame, passo necessario perchè si possa sviluppare la scienza, va contro un elemento caratteristico della natura umana...Vorrei sottolinearlo ancora una volta: io non sto sostenendo che la verità, nella scienza, sia qualunque cosa il consenso scientifico dica sia vera. Piuttosto, sto dicendo che, in generale, non può esserci un consenso basato sull'opinione di coloro che sono informati senza che ci sia qualcosa di "reale" là fuori, e che questo consenso è la nostra prova oggettiva che esiste questa realtà...Questa idea è talmente recente che le sue implicazioni non sono ancora generalmente accettate. Per esempio, la pretesa che lo spazio sia la prossima frontiera dell'umanità è basata sulla credenza di un progresso illimitato, una nozione che si scontra con quella di una realtà esterna...I limiti, mi sembra, fanno parte dell'idea stessa di scienza o, piuttosto, della credenza di un mondo esterno sul quale la scienza si basi. Poichè viviamo ancora nell'adolescenza della scienza, siamo ancora abbagliati dai suoi successi e inconsapevoli di questi limiti. Ma man mano che la scienza maturerà, questi limiti diventeranno sempre più evidenti e avranno un profondo influsso sui nostri atteggiamenti...La nuova conoscenza verrà soprattutto da aree come il pensiero, l'invecchiamento e il comportamento nelle quali siamo relativamente ignoranti...tenendo a mente che neanche un dio omerico poteva fare l'impossibile...Quelli di noi che apprezzano la scienza dovrebbero essere cauti nel compiacersi di ciò. Le sette e i profeti sorgono spontaneamente dalle profondità della mente egocentrica, mentre la conoscenza scientifica deve venire tramandata di generazione in generazione attraverso un complesso formativo che richiede almeno vent'anni. Se i paesi più sviluppati non riusciranno a fornire una istruzione di qualità per tutti, l'ignoranza e la superstizione cresceranno rapidamente...La pranoterapia, l'omeopatia, la psicoanalisi e la parapsicologia sono esempi di scuole rivali che si sono formati quando i loro fondatori non erano più in grado di convincere i colleghi competenti della bontà delle loro idee. Le prime tre sono terapie che sono vendute direttamente al pubblico senza una qualsiasi basi teorica ragionevole o una qualche prova oggettiva della loro efficacia...La scienza deve essere scettica non aperta di mente. Ci sono milioni di idee pseudoscientifiche e non è possibili dimostrarle tutte false con mezzi scientifici...E' per questo che l'onere della prova deve essere a carico del credente. Se la prova è abbastanza convincente gli scettici con il tempo, accetteranno quasi tutto, anche che i continenti vanno alla deriva sulla superficie terrestre...La realtà ha in serbo meraviglie ben più grandi di tutte le favole dell'Oriente, dandoci in cambio per il nostro perduto senso di onnipotenza una qualche conoscenza del mondo esterno, un notevole controllo e una certa responsabilità per le nostre vite, e anche un tocco di umiltà" [4].

 

Ora, chiediamoci: quali sono le caratteristiche e le possibili affinità dei due diversi paradigmi, New Age e cristianesimo, che hanno reso possibile lo sviluppo rispettivamente delle Medicine Alternative e delle Medicine Tradizionali? 

Thomas Kuhn, storico della scienza americano, che definì il paradigma come «l'intera costellazione di credi, valori, tecniche, ecc., condivisi dai membri di una data comunità » [5] ha introdotto il concetto di «mutamento di paradigma» che teorizza la trasformazione radicale del paradigma piuttosto che un suo sviluppo graduale. Il concetto di "mutamento di paradigma", per la Chiesa, è applicabile al tentativo, attualmente in atto nel mondo Occidentale, di passaggio dal cristianesimo al New Age[6]. Proprio il New Age che è «sincretismo di elementi (gnostico)-esoterici e secolari collegati gli uni agli altri dalla diffusa percezione che i tempi siano maturi per un cambiamento fondamentale degli individui, della società e del mondo (dall'era dei pesci all'era dell'acquario)» [7] presenta varie espressioni sulla necessità di un cambiamento, ad esempio: a) passaggio dalla fisica meccanica di Newton alla fisica quantistica, b) dall'esaltazione moderna della ragione all'apprezzamento del sentimento, ecc. Insieme al rifiuto della modernità c'è un risveglio moderno di religioni pagane mescolato con influssi delle religioni orientali, della psicologia moderna, della filosofia, della scienza e della controcultura sviluppatasi negli anni '50 e '60. E' in atto un cambiamento radicale nella visione del mondo, che mette in dubbio non solo il contenuto, ma anche l'interpretazione fondamentale della visione precedente. Forse l'esempio più chiaro di questo, per quanto riguarda il rapporto fra New Age e cristianesimo, è la ricostruzione completa della vita e del significato di Gesù Cristo. È impossibile riconciliare queste due visioni poichè tali paradigmi sono così contrastanti fra di loro che non possono coesistere [8]. Allo stesso modo c'è un cambiamento del paradigma scientifico e medico chè si "abbevera" al  New age-network [9]:

 

"La distinzione tra medicina ufficiale e medicine alternative (più propriamente denominate non-convenzionali o complementari) va inquadrata sul piano storico ed epistemologico, come parte di un continuo e mai concluso confronto tra diversi paradigmi scientifici e medici. Il ricorso a pratiche mediche di origine orientale o comunque di matrice extra-scientifica è in espansione in tutti i paesi europei e negli Stati Uniti e ciò pone un'ampia serie di problemi sociosanitari, deontologici, etici, metodologici. La crisi attuale della medicina occidentale deriva sostanzialmente dalla difficoltà di conciliare il progressivo dominio dell'approccio scientifico-molecolare e tecnologico con la crescente necessità di riscoprire gli aspetti più personali ed individualizzati della cura, che sono particolarmente importanti nelle malattie croniche e multifattoriali. Le medicine non convenzionali possono probabilmente contribuire a colmare alcune lacune metodologiche e concettuali lasciate dalla super-specializzazione e dal prevalere del pensiero razionalista rispetto a quello empirico negli ultimi secoli e particolarmente negli ultimi decenni. Il modo più corretto di guardare al fenomeno è quello di esaminarne le ragioni d'essere, individuarne le molte possibili distorsioni, sfruttarne le potenziali positività in vista di una possibile integrazione di diversi approcci terapeutici. Tale eventuale integrazione di alcune pratiche non convenzionali richiede un maggiore impegno nella ricerca scientifica e nella qualifica delle varie figure professionali" [10].

  

Sebbene, ad esempio, la produzione e vendita dei medicinali omeopatici è stata recentemente riconosciuta e regolamentata per legge [11], in Italia, purtroppo, non esiste ancora un protocollo di sperimentazione del Ministero della Sanità sulle Medicine Alternative. C'è stata, invece, una posizione di apertura di credito nei confronti delle medicine non convenzionali rappresentato dalla direttiva europea  92/73/CEE in materia di medicinali omeopatici, che prevede una forma di autorizzazione "semplificata" per tali medicinali, sulla base di dimostrazioni di innocuità (basata ad esempio su una sufficiente diluizione dei principi attivi potenzialmente tossici) e di buona preparazione tecnica, senza pretendere la prova formale di efficacia. E' comunque degno di nota che la Corte di Cassazione[12]in una recente sentenza ha affermato che la pratica dell'omeopatia deve essere riservata ai medici anche se non ne esistono ancora corsi universitari di introduzione nè di specializzazione. Ma lo Stato può e deve cercare di mettere alla prova nel modo più serio possibile ogni proposta terapeutica che venga avanzata mediante parametri scientifico-statistico, fattori di tipo soggettivo legati al gradimento della terapia e di tipo socioeconomico legati alla applicabilità su larga scala ed ai costi, e deve poi informare i cittadini su quali abbiano passato i controlli di sicurezza e di efficacia. Come cristiani siamo invitati ad essere "prudenti come i serpenti" (Mt.10,16), vigilando perchè "il nostro nemico il diavolo, come leone ruggente va in giro cercando chi divorare" (1Pt.5,8-9) e di conseguenza non tralasciando anche un "approccio demonologico" a questo genere di medicine. Il dr. George Smith e il dr. Tony Dale, della "Caring Profession Concern", una associazione medica che agisce nell'ambito della Chiesa di Inghilterra e di altre confessioni protestanti, afferma che tra le cause del recente aumento nella popolarità della Medicina Alternativa, c'è "l'effusione della potenza di guarigione dello Spirito Santo di Dio in questi ultimi tempi, (Gl.2,28; At.2,43) [che] ha stimolato una vigorosa risposta contraffatta da parte di Satana e del potere delle tenebre" [13].  Anche questa strada è da percorrere, ed è per questo che l'A.R.M.S. [14] (=  Associazione di Ricerca Medica e Sociologica) in collaborazione con il G.R.I.S. (= Gruppo di Ricerca  e Informazioni Socio-religioso) nel tentativo di porre al centro "tutta la persona" nell'aspetto spirito-psico-somatico stanno approfondendo questo aspetto medico-socio-religioso.

 La Chiesa, prudenzialmente, si è espressa con un recente documento dell'ufficio nazionale CEI per la pastorale della sanità, nel quale il problema delle medicine non convenzionali è citato come una delle "sfide" per il futuro della medicina:

  

"In qualche modo correlato con l'autonomia del paziente è l'emergere delle cosiddette medicine non convenzionali, termine onnicomprensivo con cui vengono indicate tutte quelle prassi mediche non fondate sui riscontri di anatomia, fisiologia, patologia e terapia propri della medicina occidentale. Si tratta di un gruppo assai eterogeneo di pratiche terapeutiche, più o meno diffuse, più o meno conosciute: erboristeria, agopuntura, omeopatia, reflessoterapia, iridologia, pranoterapia, reiki, shiatzu, ecc. Senza entrare nel merito di una loro possibile efficacia, bisogna rilevare innanzitutto la possibilità di un eventuale danno per il paziente che vi si sottoponga, abbandonando al contempo una terapia più "tradizionale" ma di provata efficacia. Il secondo, più delicato problema, anche di ordine pastorale per la Chiesa, riguarda il possibile coinvolgimento, da parte di alcune di esse, con filosofie orientali difficilmente compatibili con la fede cattolica e qualche volta persino accompagnate da  pratiche occultistiche. Pertanto, mentre da un lato si dovrebbe tenere un atteggiamento rigorosamente prudenziale circa la loro possibile pratica in istituzioni sanitarie cattoliche, dall'altro la Chiesa deve sentirsi fortemente interpellata ad approfondire il problema, acquisendo la necessaria competenza per un sicuro discernimento, nel rispetto della metodologia scientifica che riconosce nella medicina una scienza sperimentale. In particolare, occorre chiedersi se il ricorso sempre più frequente alla medicina non convenzionale non sia per caso l'effetto di non adeguate applicazioni della medicina allopatica. È ormai evidente, infatti, che la variabilità individuale alla risposta ai farmaci è elevata. Occorre dunque prendere atto che la terapia di gruppo, mirata su un soggetto medio, è inadeguata. Una attenzione maggiore alla terapia individuale e al ruolo della componente genetica nella risposta al farmaco servirebbe anche a ridurre lo iato esistente tra medicine convenzionali e non convenzionali" [15].

Su questa linea che potremmo chiamare della "integrazione prudenziale" individuiamo gli indirizzi concettuali che si sono succeduti sulla scena della storia della scienza che è vissuta di un perenne confronto tra due grandi linee di pensiero, che assumono via via connotati più specifici secondo le conoscenze del tempo. Queste due linee di pensiero potrebbero essere definite come "tradizione razionalista" e "tradizione empirica". Alla "tradizione razionalista" si collegano un pensiero meccanicista, positivista, un metodo riduzionista ed analitico, una concezione patologica chimico-fisica e microbiologica, una terapia tecnologizzata, soppressiva del sintomo.

Alla "tradizione empirica" si collegano un pensiero vitalista, romantico, un metodo complesso e sintetico/olistico, una concezione patologica che privilegia il ruolo del "terreno" e dell'equilibrio psicosomatico, una terapia naturale, regolativa.

 

PARAMETRO DI CONFRONTO

TRADIZIONE RAZIONALISTA

TRADIZIONE EMPIRICA

     

Fondamento

Leggi e regole

Esperienze

     

 

Pensiero

Meccanicista

Razionalista

Positivista

Oggettivo

Autoritario/statalista

Vitalista

Analogico

Romantico

Soggettivo

Libertario

     

Metodo

Riduzionistico

Analitico

Fenomenologico

Sintetico/olistico

     

 

Concetto di patologia

Chimico-fisico

Strutturale

Localistico-organico

Nosografico

Microrganismi

Errore di meccanismo

Psicosomatico

Dinamico

Organistico-globale

Individuale

"Terreno"

Disequilibrio

     

 

Approccio Terapeutico

Farmaci di sintesi

Medicina occidentale

Ingegneria genetica

Allopatia

Terapia soppressiva

Dose-dipendente

Fitoterapici

Medicina orientale

Medicina naturale

Omeopatia

Terapia regolativi

Sensibilità-dipendente

     

 

Una proposta di medicina integrata potrebbe considerare ambedue le prospettive descritte  (trad. razionalista e trad. empirica) per un approccio analogico alla complessità-uomo nello stato di salute e di malattia.

  

"Probabilmente la crisi attuale della medicina sta proprio nel fatto che delle due grandi tradizioni del pensiero umano, quella razionalista ha assunto un ruolo dominante e persino eccessivo, tanto da ridurre l'altra alla marginalità. Oggi la tradizione razionalista mostra i limiti legati essenzialmente alla spersonalizzazione dell'atto medico ed alla "medicalizzazione" della società, con tutte le sue conseguenze sociali ed economiche (manipolazione genetica, clonazione umana, abuso della medicina estetica e delle tecniche di riproduzione assistita, abuso dei farmaci nelle pratiche sportive, dubbi crescenti sulla liceità e l'utilità di vari screening genetici pre- e post-natali, problema delle vaccinazioni di massa e così via). Oggi la scienza fondata da Galileo, Cartesio e Newton è profondamente in crisi e tale crisi, partita dalla fisica, si sta trasferendo rapidamente anche alle discipline biologiche e mediche. La fisica e la matematica si sono rivelate scienze meno "esatte" di quanto in precedenza ritenuto: fisici come Einstein, Planck e soprattutto Heisenberg hanno mostrato come certezze scientifiche apparentemente inattaccabili si siano rivelate quanto meno inesatte e che, anzi, alla certezza scientifica siano posti grossi interrogativi sia in relazione alle incertezze quantiche che all'imprecisione degli strumenti di misura e persino alle incompletezze delle elaborazioni matematiche. A ciò si aggiunga il grande sviluppo della teoria del caos, con le sue implicazioni nei sistemi fisici, matematici e geometrici, ma anche ecologici e medici. Anche il paradigma molecolare non fornisce un quadro di certezze come si era pensato con la scoperta della doppia elica. Il DNA, ritenuto inizialmente l'ultimo approdo della ricerca in biologia (il "deposito" dell'informazione, la "molecola della vita"), si è mostrato molto più complesso e mutevole del previsto. A ciò si aggiunga l'accresciuta consapevolezza dell'esistenza di numerose differenze biologiche tra gli individui della stessa specie, che rendono difficile, a volte impossibile, stabilire i valori di normalità e prevedere l'esito di interventi regolatori esterni. Nel campo della fisica e della biologia emerge l'importanza spesso determinante delle instabilità e delle fluttuazioni, che sono all'origine della ricchezza di forme e strutture e delle capacità di adattamento evolutivo. Nella natura, evoluzione e pluralismo sono divenute le parole fondamentali e ciò definisce un vero e proprio cambiamento di paradigma che sta avvenendo nelle scienze. Ci si sta rendendo conto che, con l'aumentare delle conoscenze sulle sub-componenti del sistema vivente, aumenta la difficoltà di descrivere il comportamento unitario del sistema stesso. La parola "complessità" compare sempre più frequentemente nei lavori scientifici e nei libri di testo. I medici sempre di più si rendono conto che le nozioni di biologia molecolare, di biochimica, di fisiopatologia, studiate a fondo nei primi anni del corso di studi, sono difficilmente applicabili al letto del paziente. La ragione fondamentale di ciò sta nel fatto che il medico si trova sempre ad applicare le nozioni biologiche generali ad un caso particolare: egli, infatti, deve accertare in quale situazione biologica si trova in un determinato momento quel fenomeno unico che è il singolo malato e deve prevedere quali esiti potrebbe avere un determinato trattamento su un sistema così instabile e dinamico. La priorità di un approccio individuale ed allo stesso tempo globale alla salute ed alla malattia è suffragata da una corrispondenza con l'ontologia dell'uomo, cioè da una corrispondenza con una buona antropologia. L'essere umano si presenta come un "tutto indivisibile" (da cui il termine di individuo) ed ancor più precisamente come persona (la cui definizione scolastica è appunto quella di "sostanza individuale di natura razionale") costituita da una comunione di parti con una unica finalità: mantenere in vita il corpo acquisendo conoscenza e sapienza (in termini tecnici "informazione") su di sè e sul mondo attraverso una strettissima relazione con l'ambiente circostante, inteso come natura e soprattutto come altre persone. Ogni parte di cui è costituita la persona ha in se stessa l'immagine del "tutto" (si pensi che ogni cellula contiene tutta l'informazione genetica di quell'individuo, ma anche che l'esterno è in vari modi "rappresentato" nell'individualità immunologica e psichica interna); per cui, la distinzione delle parti (apparati, organi, cellule) è solamente di tipo morfologico-funzionale. Infatti, le cellule, gli organi, gli apparati e i sistemi sono intrinsecamente in comunicazione tra di loro. Basti pensare a tutte le informazioni che viaggiano da una parte all'altra del corpo sotto forma di frequenze di messaggi nervosi o sotto forma di molecole solubili nel sangue e nel connettivo quali per esempio neurotrasmettitori, ormoni, citochine. Ogni parte conosce i diversi linguaggi perchè deve informare ed essere informata di quanto accade nell'ambiente e negli altri distretti corporei, affinchè possa concorrere con la propria specifica funzione alla migliore reazione agli stimoli ed alla migliore integrazione di questi, sì da raggiungere un nuovo "stato" superiore al precedente e con maggiore conoscenza. Queste funzioni complesse, pur in un organismo che normalmente è dotato di "materie prime" in abbondanza e dove le funzioni sono in parte condivise e ridondanti, spesso, soprattutto se portate all'eccesso, si alterano e danno origine a differenti squilibri funzionali che si manifestano prevalentemente nelle parti dove, geneticamente o per precedenti squilibri, l'individuo risulta essere più vulnerabile. Normalmente, all'inizio gli squilibri sono prevalentemente di tipo funzionale, tuttavia, se perseverano nel tempo, possono compromettere anche la struttura divenendo più profondi e di più difficile risoluzione... Non esiste la cura di un organo efficace e duratura senza un intervento di riequilibrio generale. Il rischio è quello di uno spostamento della manifestazione patologica da un distretto all'altro con la possibilità di un aumento di squilibrio e quindi di aggravamento e cronicizzazione della malattia. Cresce pertanto la consapevolezza dell'importanza della globalità, dell'individualità, dei fenomeni di interrelazione sistemica, dell'ecologia, dell'importanza del fattore umano e psicologico nel mantenimento della salute e nella cura delle malattie. Le recenti acquisizioni delle scienze biomediche hanno dimostrato che l'evento morboso non è un fenomeno localizzato, ma deve essere concepito come la conseguenza di uno squilibrio generale in cui i fattori interni ed esterni agiscono attraverso l'alterazione generale di complessi meccanismi omeodinamici. …La progressiva acquisizione della consapevolezza della complessità del sistema vivente, della stretta integrazione tra livelli molecolari-organici-psichici e spirituali, dell'importanza dell'equilibrio uomo-ambiente e del precario confine tra stato di salute e malattia conduce la medicina ad un approccio meno specialistico e meno meccanicistico. Sicuramente, di questo panorama sono espressione anche le vecchie e nuove forme di medicina che esulano dal sistema ufficiale e si pongono sovente come alternativa al paradigma meccanicistico e super-specialistico dominante. Tali medicine, che come si è detto potrebbero essere chiamate "non convenzionali" o "complementari" hanno diversificate origini storiche e geografiche, che in questa sede possono solo essere brevemente delineate.

  

Il gran fermento della medicina europea del secolo diciottesimo comprende anche la nascita del sistema di C.F.S. Hahnemann (l'omeopatia), che è l'unico sopravvissuto ai grandi mutamenti della medicina degli ultimi due secoli. Persino il critico più severo non potrà non ammettere che l'omeopatia ebbe un valido ruolo di stimolo al progresso della medicina a cavallo tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo, se non altro per averne evidenziato gli aspetti "negativi" (eccessivo uso di salassi, d'oppio, di purganti, ecc.)… [d'altra parte] è innegabile che per molti omeopati il loro metodo terapeutico preferito è divenuto l'unica medicina e ciò ha costituito uno dei più importanti fattori che hanno ostacolato per due secoli l'integrazione con la medicina ufficiale…La nascita e lo sviluppo delle medicine orientali meriterebbero una trattazione a sè. Basti qui solo citare i vastissimi corpi di conoscenze tradizionali della medicina Ayurvedica (originatosi nell'India vedica attorno al 1000 a.C.), della medicina Cinese (che comprende agopuntura, fitoterapia cinese, dietetica e ginnastiche), della medicina Tibetana e via dicendo. Tali tradizioni si sono sviluppate sia teoricamente che empiricamente in modo del tutto estraneo alla cultura scientifica così come da noi intesa e solo a seguito dell'aumentate possibilità di comunicazione hanno iniziato ad essere proposte da gruppi di appassionati come "alternative" terapeutiche anche in Occidente. Dopo una iniziale diffusione semi-clandestina, le medicine di origine orientale oggi sono state in parte riconosciute come valide, almeno sul piano della terapia di alcuni disturbi minori, anche dalle istituzioni sanitarie ufficiali negli Stati Uniti (NIH). Esistono anche medicine oggi classificate tra quelle non convenzionali, che però sono state prevalenti in occidente per molti secoli: si pensi ad esempio alla fitoterapia, alle tecniche manipolatorie, alle terapie idropiniche e termali, alla musicoterapia e via dicendo. In tali casi, la "non convenzionalità" è più un concetto di natura socio-politica che tecnico-scientifica. Non v'è dubbio che le medicine non convenzionali siano portatrici di un messaggio positivo legato alla riscoperta della globalità dell'atto medico, della cura della salute in tutti i suoi aspetti, del rapporto medico-paziente più diretto e partecipato. Quanto all'efficacia di tali trattamenti, gli studi condotti con criteri moderni hanno fornito risultati incoraggianti almeno in alcuni campi (agopuntura, fitoterapia, omeopatia), anche se molti problemi, soprattutto di tipo metodologico, rimangono aperti…Pochi studiosi che conoscano un minimo di storia delle idee in medicina negherebbero che tutte le scuole di pensiero che si sono succedute nella medicina hanno un nucleo di concetti fruttuosi…Di fronte alle problematiche poste dalla diffusione di pratiche mediche "non scientifiche", la medicina ufficiale non può più ignorare il fenomeno, deve necessariamente adattare le sue metodologie e porsi la domanda della possibile integrazione di diverse impostazioni terapeutiche in un sistema sanitario pluralistico medicante opportune garanzie di efficacia e di sicurezza. Alla luce di quanto si è finora visto, una possibile integrazione non comprende la affermazione di superiorità di un metodo o di un altro, ma la considerazione che nella complessità di molte malattie nessun metodo può dirsi esclusivo: secondo le dinamiche del processo patologico, si possono presentare opzioni di diversa priorità e opzioni di  varie metodologie secondo il caso individuale considerato. Da qui, la proposta di considerare una nuovo approccio al malato, in cui venga data priorità inizialmente alle forme terapeutiche che da una parte considerano il malato e non solamente la malattia e dall'altra abbiano come obiettivo prioritario il ripristino di un equilibrio funzionale generale con terapia di scarsa tossicità per poi passare, se necessario, a terapia più localizzate (d'organo)…Non si devono neanche sottovalutare i rischi insiti in un indiscriminato ricorso a pratiche mediche di scarsa, dubbia o nessuna efficacia dimostrabile. Oltre all'ovvio, seppur non trascurabile risvolto economico della questione, esiste anche un certo pericolo nel diffondersi di una mentalità "naturalistica" nel senso più superficiale e vago del termine, secondo cui ciò che è scientifico, chimico, tecnologico sarebbe malvagio, mentre ciò che è naturale sarebbe di per sè buono. Quando poi le medicine orientali o pratiche parapsicologiche delle più svariate e fantasiose applicazioni vengono usate come veicolo per promuovere sistemi filosofici, modi di pensare, stili di vita o persino religioni, a nostro giudizio si fa un cattivo servizio sia alla medicina (intesa come arte del curare la malattia), sia alla filosofia (intesa come tentativo di spiegare la realtà tramite la ragione), sia alla religione (intesa come esperienza personale e sociale di incontro col divino). Quello dei rapporti tra medicina, filosofia ed esperienza spirituale è un punto difficile e delicato…Da un lato, è innegabile che indebiti eccessi di "sovrapposizione di campi" si verifichino abbastanza di frequente e vadano denunciati e, quando il caso, combattuti (soprattutto quando vi siano dietro interessi fraudolenti). D'altro canto, è altrettanto importante saper distinguere tra ciò che nell'impianto teorico è effettivamente rilevante nel tipo di trattamento praticato e quindi fonte potenziale di manipolazione delle coscienze e ciò che invece è sovrastruttura ideologica, magari ricevuta in eredità da tradizioni millenarie di altri continenti, che non pretende una adesione totalizzante da parte del paziente o del medico. Una tale opera di discernimento è tanto più importante in quanto, dato che la realtà finisce sempre per imporsi, attaccare una cura che dimostra di funzionare solo perchè essa è collegata ad una criticabile filosofia può avere, alla lunga, il solo risultato di spingere chi ne ha tratto concreto beneficio a guardare con sospetto ed a respingere in blocco in maniera altrettanto indiscriminata tutte le critiche, comprese quelle giustificate" [16].

  

 Alcuni criteri di discernimento 

Occorre valutare i rischi comuni a tutte le Medicine Alternative:  

Il rischio dell'abuso della credulità altrui, evitando il compiersi di scelte irrazionali e il ricorre a speranze illusorie. Occorre guardarsi: a) dalle terapie che pretendono di manipolare le "energie vitali" perchè le energie vitali non esistono (basta esaminare il fallimento della "teoria del magnetismo animale" di Mesmer!); b) dalle terapie che sono grossolanamente in contrasto con meccanismi medici noti; c) dai terapisti che danno una sola cura per tutte le patologie; d) dai terapisti che dicono di avere dei "poteri" [17].  

Il rischio che il paziente venga "diagnosticato" e trattato con metodologie che prescindono dalla diagnosi convenzionale e che quindi alcune patologie, anche gravi, possano passare inosservate.  

Un altro rischio è che i pazienti e gli stessi medici non siano in grado di giudicare obiettivamente il risultato delle cure, mancando dei parametri strumentali e laboratoristici di riferimento.  

Il rischio che le preparazioni medicinali o erboristiche - che spesso vanno soggette a minori controlli dei farmaci convenzionali prima di essere immesse sul mercato - possano essere contaminate con principi attivi diversi da quelli dichiarati o essere scadute.

Alcuni nodi da sciogliere affinchè sia possibile impostare su basi scientifiche e razionali il processo di integrazione tra medicine (oggi) non convenzionali e medicina ufficiale paiono essere i seguenti: 

La definizione dello statuto epistemologico delle varie discipline, del loro bagaglio concettuale e metodologico.  

La definizione del confine tra gli interventi che rientrano sotto la definizione di "medicina" come scienza sperimentale e quelli che utilizzano concetti medici o terapie nell'ambito di teorie filosofiche, religiose o esoteriche. "L'onere della prova spetta a chi fa l'affermazione"e cioè sono le Medicine Alternative che dovrebbero fornire le prove scientifiche della validità della loro disciplina. Credere, ad esempio, che il "nulla" dell'eccessiva diluizione di molti preparati omeopatici, possa avere qualche effetto terapeutico e appellarsi a vaghi concetti mai dimostrati scientificamente quali la "dinamizzazione" o la "memoria  dell'acqua" sicuramente non appare molto scientifico. 

La conoscenza delle metodiche mediche non convenzionali da parte degli operatori medici convenzionali perchè, una volta accettato il principio della libertà di scelta (informata) del paziente, si pone inevitabilmente il problema della collaborazione tra diversi operatori che, a vario titolo, seguono lo stesso paziente.   

La qualificazione degli operatori e dei docenti delle scuole che si occupano di medicine non convenzionali. Oggi non esiste ancora accordo sui criteri di qualità delle scuole, sui programmi di insegnamento, sul monte ore  delle varie discipline, sul riconoscimento dei "diplomi" esteri, sui requisiti per divenire docenti delle varie discipline e via dicendo.  

Il riconoscimento della ricerca scientifica come il punto di riferimento comune di tutte le diverse forme di medicina. Questo è un aspetto che necessita dell'impegno sia del mondo "alternativo" (che, per una serie di motivazioni ideali e pratiche non ultima delle quali la scarsità di risorse, non ha dedicato molti sforzi ad una ricerca rigorosa sull'efficacia clinica e sui meccanismi d'azione dei vari metodi proposti), sia del mondo "ufficiale" (che, per una serie di pregiudizi che risalgono ai motivi ideologici sopra enunciati, ha ignorato l'argomento o ha addirittura emarginato chi al suo interno ha scelto di dedicarvisi). Il problema principale, a questo proposito, sta nel fatto che molte metodiche terapeutiche non convenzionali sono caratterizzate da un'impostazione empirica-analogica e non scientifica in senso galileiano e non possono quindi essere studiate, se non per alcuni aspetti settoriali, utilizzando le stesse procedure messe a punto per i farmaci convenzionali. Ciò non toglie, comunque, che la ricerca clinica e di base possa e debba essere condotta con maggiore intensità, con gli opportuni adattamenti.  

Dobbiamo comunque ricordarci che l'unico sguardo olistico e multilaterale sulla realtà è quello "cattolico" (= "secondo il tutto") che porta ad assumere-purificare-elevare tutte le realtà autenticamente umane in quanto ricapitolabili in Cristo, Dio fatto uomo. Il principio guida nel discernimento ecclesiale del Magistero della Chiesa sulle Medicine Alternative mi sembra debba risiedere nelle parole di Gesù alla folla del suo tempo:

 «Ascoltate e intendete! Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!…Ogni pianta che non è stata piantata dal mio Padre celeste sarà sradicata… Pietro allora gli disse: "Spiegaci questa parabola". Ed egli rispose: "Anche voi siete ancora senza intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nella bocca, passa nel ventre e va a finire nella fogna? Invece ciò che esce dalla bocca proviene dal cuore. Questo rende immondo l'uomo. Dal cuore, infatti, provengono i propositi malvagi» (Mt.15,12-20).  

La Medicina Alternativa è una pianta piantata da Dio-Padre? Rende puro il cuore dell'uomo o lo contamina? E' una scienza o una filosofia della scienza?   

Ritengo che essendo la Chiesa "colonna e sostegno della verità", è chiaro che il New Age e le Medicine Alternative ad esso collegate non siano accoglibili come sistema in se autoreferenziato, cioè assoluto, poichè non possono sussistere  due sistemi assoluti contemporaneamente!  

 Ci sarà qualche seme di verità nel New Age e nelle Medicine Alternative? Senz'altro! Ma normalmente le piante velenose producono frutti velenosi! Comunque è bene procedere con un protocollo di sperimentazione che va messo a punto e portato avanti dal Ministero della Sanità. 

Ricordiamoci, come cristiani, che la dottrina cristiana su Gesù Cristo manifesta il mistero del vero Dio che assume la nostra umanità e che, grazie al suo unico sacrificio, e alla sua resurrezione, non solo manifesta la profondità dell'amore di Dio nei confronti dell'umanità, ma dimostra di esserne il salvatore, e non solo il maestro, il modello e la guida. Questa salvezza, contrariamente al New Age, è offerta gratuitamente non a coloro che hanno raggiunto una loro perfezione, bensì ai peccatori, ai miseri e ai piccoli. Talvolta è offerta anche a coloro che non hanno avuto neanche la possibilità di esercitare la propria virtù come il buon ladrone a cui non è concessa una ulteriore "chance di autoperfezionamento" bensì il dono gratuito del perdono, della perfezione e della beatitudine. La beatitudine sorpassa ogni nostro desiderio perchè è soprannaturale e quindi irraggiungibile attraverso lo sforzo umano. O interviene un salvatore che ci offre un destino eterno e beato, o l'essere umano è condannato alla mediocrità dei suoi tentativi di perfezione.

 Urge il recupero della consapevolezza che esiste sia la verità assoluta, che è Gesù Cristo, sia la possibilità dell'intelligenza umana di conoscerla.  A questo riguardo è preoccupante che vi siano anche sacerdoti che affittano e cedono i locali parrocchiali ai Movimenti Religiosi Alternativi o incoraggiano l'utilizzo delle Medicine Alternative determinando una grossa confusione o addirittura scandalo; il Papa parla del "preoccupante fenomeno delle sette a cui bisogna reagire" [18] per cui i pastori della Chiesa devono difendere i fedeli cattolici da associazioni erronee e pericolose.

 Ricordiamo che rispetto alle Medicine Alternative, per noi cristiani, chi guarisce è sempre Gesù e i discepoli in obbedienza al suo comando si devono limitare ad imporre le mani poichè il dono di guarigione non è un dono di potenza ma di semplice obbedienza e intercessione. Pranoterapia, Reiki sono quindi p.t.a. da evitarsi! Il cristiano non può avvalersi della tecnica che lo fa sentire origine e centro di ciò che opera ma deve concentrarsi nell'umile e fiduciosa preghiera nel Dio onnipotente e pieno di amore che è fratello nella nostra umanità.

  Accogliamo anche il limite della scienza, visto il limite strutturale della matematica che è il linguaggio della scienza. L'opera del matematico Kurt Gödel ha dimostrato che è impossibile costruire un sistema assiomatico completo e allo stesso tempo coerente, ma si deve scegliere! La conseguenza è l'impossibilità di dimostrare tutti i teoremi possibili nella logica dell'Immanente. Porre il Trascendente sotto il controllo delle leggi scoperte dall'uomo nello studio dell'Immanente sarebbe un assurdo e sarebbe come porre una entità assoluta sotto le leggi a noi note e conosciute in modo peraltro estremamente limitato, per cui ne le categorie di spazio, tempo, massa, energia e carica ne il rigore logico matematico sono indicati. Fuggiamo le spiegazioni fideistiche e scientiste.

 


NOTE:

 [1] Pontificio Consiglio della Cultura e Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, "Gesù Cristo portatore dell'acqua viva, una riflessione cristiana sul "new age"",  Città del Vaticano, 2003, § 6.2
 [2] http:/www.gris.org
 [3] MASSIMO INTROVIGNE, Storia del New Age 1962-1992, Piacenza, 1994 , p.60
 [4] ALAN CROMER, L'eresia della scienza, ed. Raffaello Cortina, 1993, pp.197, 203, 208, 215-216, 248.
  [5] The Structure of Scientific Revolutions, Chicago (University of Chicago Press) 1970, p. 175.
 [6] Pontificio Consiglio della Cultura e Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, op. cit.,  § 2.1
 [7] WOUTER J. HANEGRAAFF, New Age Religion and Western Culture. Esotericism in the Mirror of Secular Thought, Leiden-New York-Colonia (Brill) 1996, p. 377
 [8] Pontificia…,op. cit., §2.1
 [9] Cfr. Pontificio…, op. cit., §1.1:  "Alcuni sono del parere che la religione cristiana sia patriarcale e autoritaria, che le istituzioni politiche siano incapaci di migliorare il mondo e che la medicina ufficiale (allopatica) non riesca a guarire efficacemente le persone. Il fatto che quelli che una volta erano elementi centrali nella società vengano ora percepiti come indegni di fiducia o privi di autentica autorità, ha creato un clima in cui le persone guardano dentro di sè, in se stesse, alla ricerca di senso e di forza. Si rivolgono anche a istituzioni alternative, nella speranza che possano soddisfare i loro bisogni più profondi. La vita caotica o non strutturata delle comunità alternative degli anni '70 ha promosso una ricerca di disciplina e di strutture che sono evidentemente gli elementi chiave dei popolarissimi movimenti « mistici ». Il New Age è attraente soprattutto perchè molto di quanto offre soddisfa aspirazioni, spesso non soddisfatte dalle istituzioni ufficiali"
 [10] AA.VV., Medicina ufficiale e terapie non convenzionali: dal conflitto alla integrazione in  "Medicina e Morale",  2001/5, pp.877-904.
 [11] Decreto legislativo 17 marzo 1995, n°185 (Attuazione della direttiva 92/73/CEE in materia di medicinali omeopatici) integrato dalla Legge 347/1997. Cfr.  anche il pronunciamento della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, del maggio del 2002:  Le "Medicine e le pratiche non convenzionali ritenute in Italia come rilevanti da un punto di vista sociale sia sulla base delle indicazioni della Risoluzione n. 75 del Parlamento europeo del 29 maggio 1997 e della Risoluzione n. 1206 del Consiglio d'Europa del 4 novembre 1999 che sulla base della maggiore frequenza di ricorso ad alcune di esse da parte dei cittadini, sono: Agopuntura, Fitoterapia, Medicina Ayurvedica, Medicina Antroposofica, Medicina Omeopatica, Tradizionale Cinese, Omotossicologia, Osteopatia, Chiropratica.  L'esercizio delle suddette medicine e pratiche non convenzionali è da ritenersi a tutti gli effetti atto medico"…a fronte di quale sperimentazione?
 [12] Corte di Cassazione-Sezione VI penale. Sentenza n°12: Omeopatia riservata ai medici 25.02.1999, n°2652.  Cfr. anche "Il Corriere della Salute" del 11/10/98 che riporta la sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce che commette reato chi sostiene di curare con le mani: "Premesso che l'unica competenza della pranoterapia è l'imposizione della mani a fine di suggestione, chiunque va oltre tali confini, effettuando una diagnosi (anche su malattie molto gravi) e prospettando al cliente una guarigione attraverso la pratica della pranoterapia si renderà responsabile di abuso della professione medica, punibile in base all'art.348 del codice penale".
 [13] "Una voce grida",  01/02/1997, N°17
 [14] http://www.armsresearch.com/

 [15] Ufficio nazionale CEI per la pastorale della sanità, Dalla memoria alla profezia, luglio del 2000, n.10, http://www.chiesacattolica.it/cci/cei/uffici/unps/index.html

 [16] AA.VV., Medicina ufficiale e terapie non convenzionali: dal conflitto alla integrazione in "Medicina e Morale",  2001/5, pp.877-904.
 [17] CCC2117: "Il ricorso a pratiche mediche dette tradizionali non legittima ne l'invocazione di potenze cattive, ne lo sfruttamento della credulità altrui".
 [18]  GIOVANNI PAOLO II, Discorso inaugurale della IV Conferenza generale dell'Episcopato latino-americano, 12/10/92.



Alcuni falsi miti da sfatare:

FALSO MITO

MITO "SFATATO"

 

"Naturale=Buono"

In realtà anche il curaro è naturale, ma è un veleno. Anche i virus e i batteri nonchè le malattie sono naturali. Anche lo Tszunami è naturale, per non parlare degli asteriodi che già in passato hanno colpito il nostro pianeta distruggendo la vita, ecc.





"Naturale-non inquina; artificiale-inquina"

Gli alberi emettono idrocarburi che in presenza di ossido di azoto genera polveri sottili e azono, con un alto effetto inquinante sull'aria anche delle nostre città. Le piante emettono l'isoprene responsabile dell'asma e i pollini che scatenano le allergie. Un solo vulcano in eruzione può emettere enormi quantità di sostanze inquinanti e mutare le condizioni climatiche (ad es. l'esplosione del vulcano Saint Heles nel maggio del 1980 ha causato un peggioramento della qualità dell'aria negli USA e in tutto il Pacifico nord-orientale per mesi dopo la sua eruzione, con repercussioni anche sul clima a livello mondiale). Le tempeste di sabbia producono polveri che possono viaggiare per migliaia di Km, ecc.

 

 

 Il lato esoterico delle medicine alternative


La  maggior parte delle forme alternative di diagnosi, terapie e medicine hanno le loro origini  in epoche preescientifiche anche se sono state promosse in Occidente negli ultimi due secoli. Questo argomento necessita di una indagine scientifica e spirituale.
In molte delle medicine alternative (MA) noi troviamo la comprensione di alcune funzioni di guarigione assunte od espresse come similar similaribus che significa che noi guariamo una malattia nello stesso modo della causa della malattia. Questo concetto proviene  dall'osservazione della natura, in una epoca primitiva dell'umanità, in cui si svilupparono queste idee come la base dei trattamenti per varie malattie. Per dare due esempi: a) le medicine tradizionali cinesi assumono che le malattia del cervello può essere curata attraverso applicazioni ottenuti dalla noce perchè questa ha una apparenza simile al cervello. b) mio nonno aveva un corno di rinoceronte perchè come mi spiegò gli africano pensano che il corno di rinoceronte rafforzi l'uomo. Se questi concetti hanno una base farmacologica forte solo gli esperimenti scientifici lo possono provare. Molte medicine alternative sono state applicate ad una ricerca scientifica moderna ma soltanto recentemente c'è il tentativo di una ricerca più profonda con metodi convenzionali. Nei primi tempi della storia dell'umanità fino al XVII secolo, queste idee per le cure hanno perso via via il loro significato. Ora sono state sviluppate dell'idee più avanzate nel campo medico. L'osservazione della risposta a diversi trattamenti hanno richiesto una spiegazione perchè fino ad un certo punto della storia era vietato sezionare il corpo umano per studiare le sue funzioni. Nelle società più avanzate, le spiegazioni furono date a seconda delle comprensioni filosofiche del tempo, per esempio:  la concezione confuciana dell'equilibrio delle energie: lo ying e lo yang della natura sono ripetute nel corpo umano; viene data una spiegazione in base al flusso di energia chiamato meridiana. La ricerca scientifica non ha prodotto nessuna prova di tale forme di energia. Nelle società meno avanzate le forze naturali furono spiegate con l'azione degli dei, e mentre facevano medicazioni invocavano la potenza degli dei. Per  esempio alcuni praticanti di ayurveda. Una grande confusione nell'uso di queste medicazioni tradizionali c'è quando i praticanti non sono ancora addestrati nella medicina moderna e non stanno usando invocazioni spirituali. Insieme a questi abbiamo molti che invocano gli spiriti. La concezione di forze soprannaturali che operano nell'umanità è ampiamente diffusa, perciò non è sorprendente che la guarigione è considerata una attività religiosa. Lo sciamanesimo tradizionale, molte religioni giapponesi,  metodi di guarigione africana,  invocano gli spiriti per la guarigione. Ci sono differenze sottili: alcuni metodi invocano gli spiriti su una persona malata, altri funzionano attraverso lo spirito guida del praticante, ad esempio reiki e guaritori spirituali filippini. Mentre la medicina moderna e farmacologica si è sviluppata dal medioevo fino ad oggi, separando il mito dalla verità, la MA deve essere  soggetta ad una ricerca scientifica.  Per rispondere a questa critica, vorrei far notare che la scienza è un sistema per comprendere l'azione di Dio con l'aiuto di equazioni matematiche scoperte dalla nostra intelligenza e quindi un dono di Dio.
Molte MA vengono spiegate con piccole osservazioni e filosofie. Alcune di loro chiaramente in opposizione non solo con la scienza moderna ma anche con l'insegnamento cristiano. Questo non è l'unico motivo di preoccupazione. Mentre il paziente è sedotto per accettare queste filosofie, noi dobbiamo stare attenti a queste pratiche come se potessero appartenere ad elementi del peccato contro il primo comandamento che aprirà la porta al Nemico ed ai suoi agenti.  Noi dobbiamo essere consapevoli che ci deve essere una ricerca scientifiche ma anche che alcune pratiche di queste medicine e medicazioni sono in opposizione o portano elementi  del peccato contro il primo comandamento. Vediamo alcuni passi della Scrittura relazionati a quanto detto: Es.25; Dt.18,10; Lv.20,6; Is.47,11-15; Rm.1,16-32 (il peccato contro Dio è un peccato contro la creazione). La creazione di Dio che solo Dio ha in sè deve essere onorata attraverso Dio come Sua creazione, in molte medicazioni alternative o terapie e diagnosi, questo non avviene. Le afflizioni del male sono la conseguenza di coinvolgimenti in pratiche occulte.

"Una mamma un giorno mi parla della figlia e mi dice che era seriamente malata e non poteva più mangiare. Mi disse che un agopuntore l'aveva trattata. Allora parlai con lui e pregai per avere una risposta da Dio. Questo fu il primo incontro con i problemi che da l'agopuntura. Dopo alcuni mesi ci fu un incontro con un esorcista. Allora la famiglia ha capito che c'erano dei motivi per cui la filgia non mangiava. Abbiamo esaminato tutto il backgraund della famiglia ma non abbiamo trovato nulla che potesse giustificare una cosa simile se non l'agopuntura. Poi il sacerdote ha pregato sopra la giovane per la sua guarigione e dai 40 chili che era pian piano ha recuperato tutto il peso"


L'agopuntura è un tipo di terapia che viene da una tradizione di sciamanismo secondo la quale c'è bisogno di mettere un ago nel corpo per far uscire gli spiriti cattivi. La medicina cinese di oggi può usare solo il 10% della medicina tradizionale. C'è una ricerca moderna basata su base scientifica.
Il significato dell'emergenza della Medicine Alternative è legata all'emergenza del New Age, che è la fusione di molte filosofie, culti, sette, che promuovono pratiche e filosofie non cristiane. La New Age è la "fase finale" dell'apparire di molti culti e sette ed include idee delle filosofie orientali, idee preecristiane o pagane (come l'adorazione della creazione piuttosto che del creatore). Visto il contesto storico si potrebbe osservare che molti dei Movimenti Religiosi Alternativi hanno incominciato a diffondersi dopo il VAT II. Questa è una contraffazione del Nemico che usa fallimenti sociologici e spirituali del mondo di oggi. Ci sono oggi molte offerte affascinanti per seguire sentieri non cristiani. La seduzione che ha più successo di tutte è quella delle Medicine Alternative che ci apre molte porte. Siamo tutti facilmente disposti a comprare la salute ad ogni costo. Siamo tutti facilmente incoraggiati a scaricarci dei nostri problemi sulla salute.Molte Medicine Alternative si offrono di guarire non solo il corpo ma anche l'anima per portare equilibrio interiore, felicità, facendo un cambio paradigmatico. Ciò che è offerto sotto il titolo di trattamento medico è per condurvi ad una moda spirituale. E' questo che dobbiamo temere. Non è solo un trattamento medico ma vuole influenzare lo spirito umano. Il migliore esempio è quello della omeopatia. Non è una medicazione naturale l'essenza dell'omeopatia. In epoche preescientifiche ci sono forme di omeopatie. Si pensava che questa forma potesse influenzare lo spirito vitale. La omeopatia è stata condizionata profondamente dalla medicina cinese e dal confucianesimo: usare una energia magica come una sostanza che viene ingerita per guarire. Anche oggi la caratteristica dei trattamenti attraverso l'omeopatia è  l'idea di introdurre energia o spiriti positivi. Però noi dobbiamo riferisci solo allo Spirito Santo e non ad altri spiriti.
Vi sono libri che trattano le Medicine Alternative da un punto di vista scientifico ed alcuni da un punto di vista spirituale (anche cristiano). Entrambi però non hanno un equilibrio cristiano perchè non abbiamo a che fare con la scienza. Bisogna stare molto attenti quando abbiamo a che fare con la nostra salute. Noi siamo molto preoccupati delle influenze negative dello Spirito. San Paolo in 1Cor.6,12 e 10,24 dice che un cristiano può fare tutto ma non tutto lo aiuta per la salvezza (va più a fondo del discorso della salute) e va più a fondo dicendo che il cristiano non deve essere dominato da qualcosa. Questo lo possiamo riferire alle Medicine Alternative. Queste scatenano forze che ci dominano. Molte persone sono dominate dalle medicine alternative che assumono. Ci sono persone che sembra abbiano fatto progressi ma alla fine sono schiavizzate da queste pratiche. Noi cristiani dobbiamo essere equilibriati e vedere le cose come sono evitando i medicamenti non scientifici. Finalmente la Unione Europea ha deciso di testare scientificamente la medicina cinese e questi trattamenti naturali. Forse non è una cosa corretta che molte persone, anche nelle Farmacie, stiano facendo molti soldi con questo tipo di medicine. Dobbiamo anche renderci conto di chi ci sta offrendo le medicazioni e le cure o di chi sta facendo la diagnosi perchè in molti casi troveremo che persone che sono del New Age o che hanno atteggiamenti non cristiani possono aiutarci a scivolare in atteggiamenti in questo genere. Possiamo rischiare di aprire la porta al Nemico, ossia agli spiriti maligni, possiamo rischiare di essere oppressi o anche peggio e allora la medicina alternativa deve essere esaminata con molta cautela.

 

 

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