La "gaffe" sul pendolino del giornale cattolico "Vita Pastorale" - può capitare! - attraverso le peripezie parapsicologiche di Armando Pavese e la risposta ortodossa di don Giuseppe Capra
IL PENDOLINO È UNO STRUMENTO DI MAGIA?
(in "VITA PASTORALE" n°12 dicembre 2002, link esterno)
Nel dossier di una rivista religiosa, si parla della "radiestesia", nella quale risaltano i nomi di religiosi come l’abate Mermet. Io desidero sapere se sussiste ancora il divieto della pratica della radiestesia o meglio del relativo pendolino quale pericoloso strumento di magia, emanato prima del 1940 dalla Congregazione del Santo ufficio (se ben ricordo) per cui io, che allora da seminarista ero entusiasta del pendolino, lo dovetti con rammarico abbandonare! Il suddetto divieto sussiste o è stato annullato? O era solo una direttiva disciplinare e temporanea per il clero? Comunque anche a me sembra giusto l’uso del pendolino della radiestesia come la bacchetta della rabdomanzia.
sac. Guglielmo De Sano
Conca C. (Ce)
Risponde Armando Pavese
Il pendolino non è "un pericoloso strumento di magia" come il coltello non è strumento di delitto, ma serve anche a usi leciti (se non altro come gioco). Il decreto della Congregazione del Santo Ufficio che ne vietò l’uso è da considerarsi superato, se non giuridicamente e formalmente almeno sostanzialmente, dalle conoscenze acquisite dalla psicologia in questi ultimi sessant’anni con i debiti limiti che espongo nel mio ultimo libro "Poteri misteriosi della mente" (Piemme). Infatti l’automatismo che genera il movimento del pendolino non è un "potere magico" (che non esiste), ma un prodotto psicobiologico inerente l’essere umano, che si attiva nei soggetti con particolari angolazioni nervose e di suggestionabilità. Il pendolino non è nel modo più assoluto un mezzo per comunicare con i defunti o con qualsivoglia entità, mentre si suppone che sia un mezzo (non provato) per cercare acque sotterranee: che non è comunque magia, ma solo natura. È evidente che se lo sperimentatore ha delle aspettative, paure, speranze generiche o idee magiche, la sua creatività inconscia si presenta come il defunto che "comunica". Si può dire che gli automatismi siano ingannevoli per una persona che non sappia la confusione che c’è nella nostra psiche inconscia. Comunque il divieto del pendolino era motivato, anche, per evitare equivoci dovuti all’ignoranza della materia.
[Ricordiamo che Armando Pavese, ora defunto e collaboratore molto stimato anche del GRIS, crede al paranormale e definisce "apparenti", cioè che sembrano paranormale e non lo sono, l'attività dei maghi, dei medium, dei guaritori, dei divinatori vari, cioè di tutto il popolo variopinto della New Age. Distingue il vero paranormale da lui definito "psicomiletico" (lett. "comunicare con la psiche") dal falso paranormale attraverso una teoria che definisce "psicologia dell'occulto". Pone il "psicomiletico" nel "patologico", e i fatti paranormali "veri" delle "vie di fuga della patologia umana che deve comunicare inconsciamente quando ogni altra possibilità è bloccata" (p.179). Questo lo dice la scienza? Subito Pavese aggiunge che "il fatto psicomiletico è un fatto naturale tipico di ogni cultura e tempo di cui si studiano mediante la psicologia dell'occulto le motivazioni profonde" e rettifica "anche per ora sono ignote le leggi fisiche che sovraintendono ad esso" (Armando Pavese, Poteri misteriosi della mente, ed Piemme, 2002, p.174). Pavese cerca di spiegare l'inspiegabile con l'ignoto, perchè lui stesso definisce non scientifico, parlando di "lato oscuro della mente". Afferma che la "seduta spiritica" e la "scrittura automatica" sarebbero falso paranormale e che non c'entrano nulla con il demonio (p.175). Cita anche il documento dei vescovi emiliano-romagnoli "La Chiesa e l'aldilà" del 2000 che attribuisce, purtroppo, la "scrittura automatica", al n°15, "all'inconscio". Partendo dalla sua "scienza" attacca l'operato dell'esorcista don Raul Salvucci (p.169). Elenca tutta una serie di falsi fenomeni paranormali: pranoterapia, cartomanzia, chiromanzia e astrologia. Invece afferma fenomeni "psicomiletici" reali "quelli che non sono quello che sembrano" (p.177): telepatia, precognizione, psicocinesi (PK), ecc. Dice che l'uomo "non sapendo spiegare l'origine dei fenomeni [ma Armando Pavese lo può!] ha attribuito a un'entità fuori di sè (ma compresa nelle proprie credenze culturali) la causa dei fenomeni stessi... sembrano di origine spiritica, mistica, magica, diabolica, e invece non lo sono" (p.178). Ecco allora la geniale soluzione riduzionista e pseudoscientifica del Pavese: "Infatti, quando non siano un 'trucco' escogitato da abili lestofanti, i fenomeni reali sono segno di dinamiche inconscie, di patologie emozionali dei soggetti che, a volte, si trovano ad essere inconsapevoli protagonisti di fatti inspiegabili a prima vista" (p.178). Pavese ammette, ovviamente, di conoscere i fatti paranormali, quelli veri, "perchè li ho provati sulla mia pelle" (p.180) e inoltre che la scienza galileiana non può indagarli perchè "l'oceano-inconscio è una dimensione troppo grande per essere soggetta al controllo della scienza chiamata 'repetibilità' dell'esperimento" (p.180). Ovviamente il "vero paranormale", prodotto sempre della mente, sarebbe quanto egli afferma essere paranormale poichè solo egli conosce il misterioso confine tra "anima psicologica" e "anima razionale". Più seriamente, possiamo dire che il paranormale è la inesistente "Terra di mezzo" in cui ciascuno, coerentemente, può dire tutto e il suo contrario. Noi cristiani usiamo l'et-et della Rivelazione e della Scienza galileiana entrambi doni di Dio].
IL PENDOLINO E GLI ESORCISTI
(in "VITA PASTORALE" n°2 febbraio 2003, link esterno)
Nel numero di dicembre 2002, di Vita Pastorale, a pagina 12,
leggo scandalizzato l’articolo "Il pendolino è strumento di magia?", dove il pronunciamento negativo sul pendolino, dato dalla
Congregazione della fede nel 1940, è assolto ed accolto dalla
vostra rivista attraverso l’autorità di Armando Pavese. Domanda:
perché non chiedere alla Congregazione se la condanna rimane
valida o no? Con quale autorità Armando Pavese, che si definisce
figlio leale della Chiesa, si sostituisce a questo decreto? Come si
fa ad assolvere il pendolino a questi chiari di luna dove la magia, la
superstizione, lo spiritismo, la divinazione ne fanno un uso
abbondantissimo? Come fa ad asserire che il pendolino non è «in modo assoluto uno strumento per comunicare» con entità o forze
spirituali? Come fa a tacciare di ignoranza un decreto che nelle
sue origini non risale certo solamente al 1940 o 1942, ma è
vecchio come il 1° Comandamento, con tutte le sue implicanze e
applicazioni?
Forse Armando Pavese si sarà inoltrato nei meandri dell’inconscio
(vedano gli esperti), ma non certo nel mondo spirituale e
nell’analisi delle intenzioni del cuore e delle loro conseguenze. Il
diavolo gioca moltissimo a ingannare solo nelle leggi dell’inconscio,
che conosce meglio di noi, ma partendo dalla contro-santificazione
dell’anima e utilizzando i sette vizi capitali, in particolare la
superbia, riesce a scimmiottare grossolanamente (ma realmente)
la presenza dello Spirito Santo di Dio in noi; prova ad ispirare e
farsi sentire anche prodigiosamente, ad occupare via via i desideri,
la volontà, la mente e poi i sensi, a fare rivelazioni, profezie,
chiaroveggenze, a dare poteri di guarigione e altro ancora. Tutto
questo risulta molto evidente se, al di là del discorso psicologico, si
fa un discorso, un discernimento spirituale; perciò sarebbe più opportuno interrogare un esperto di dottrina e di discernimento
spirituale oppure un esorcista.
don Giuseppe Capra
e 17 esorcisti del Piemonte
Torino
Risposta
Pensavamo che gli esorcisti si occupassero di indemoniati (o considerati tali) e non di pendolini: sono due cose molto diverse. La prossima volta chiederemo la consulenza dei 18 esorcisti del Piemonte «radunati», come ci scrivono, «attorno al vescovo monsignor Micchiardi per l’incontro trimestrale».


