Don Francesco Bonifacio primo martire del comunismo titino delle foibe beatificato il 4 ottobre 2008 a Trieste
La sua causa di beatificazione era stata avviata nel 1957 su iniziativa dell'arcivescovo Antonio Santin, istriano come lui. Ma erano anni, quelli, intrisi di silenziosi imbarazzi attorno ai crimini titini. Don Francesco Bonifacio, il sacerdote nativo di Pirano il 7 settembre 1912 e infoibato l'11 settembre del 1946 nei dintorni di Grisignana (Trieste) diventa beato. Don Bonifacio diventa beato a 51 anni di distanza dai primi difficili passi di quella causa. Diventa beato - il primo infoibato a essere dichiarato tale - in un mondo che ha voltato pagina. E ad accogliere per primo «con grande gioia» tale annuncio, subito rimbalzato dal Vaticano a Trieste, c'è oggi un vescovo a sua volta istriano: monsignor Eugenio Ravignani. Papa Benedetto XVI ha firmato il decreto di beatificazione del «Servo di Dio Francesco Bonifacio». È l'atto decisivo con cui la Chiesa di Roma riconosce il «martirio in odio alla fede» di don Bonifacio, l'uomo ordinato sacerdote a 24 anni nella Cattedrale di San Giusto e morto dieci anni dopo, mentre faceva il cappellano nella Curazia di Villa Giadrossi. Era il prete che confortava in quel clima di terrore civile il popolo delle colline tra Buie e Grisignana, portando il verbo cristiano e raccogliendo attorno a sé i giovani attraverso la forma aggregativa dell'Azione cattolica. Un prete troppo scomodo per la propaganda antireligiosa della Jugoslavia di allora, ma che nonostante le intimidazioni tirò dritto fino per la sua strada fino all'ultimo. Le testimonianze, le stesse esaminate in via conclusiva dal 1998 a oggi dalla Congregazione vaticana per la causa dei santi, portano a una data precisa: l'11 settembre 1946. Quel giorno, all'imbrunire, don Francesco Bonifacio stava tornando da Grisignana dove si era recato per la confessione. Ma a Villa Giadrossi non ci arrivò mai più. Lungo il percorso che lambiva le colline venne avvicinato, fermato e prelevato dalla Guardia del popolo, i miliziani titini. Li videro quindi sparire nel bosco. È praticamente certo che prima di essere gettato in qualche cavità della zona (le sue spoglie non furono ritrovate) il sacerdote abbia dovuto pure soffrire per le violenze infertegli dai suoi carnefici. Don Francesco Giovanni Bonifacio, sempre vicino ai poveri e ai malati, uomo di pace in un’epoca di rancori profondi, nell’Istria liberata dai nazifascisti. Pur minacciato proseguì con coraggio ad annunciare il Vangelo. Assalito dai miliziani di Tito fu torturato, ucciso e probabilmente gettato in una foiba. Aveva appena compiuto 34 anni. Don Bonifacio è morto perdonando i suoi assassini. Ma perché fu ucciso? Ci risponde il vescovo di Trieste Eugenio Ravignani: "Soprattutto per il suo essere sacerdote. Quello che in una persecuzione sostenuta da una ideologia atea voleva imporre era la scristianizzazione della nostra gente. Si voleva imporre l’ateismo, si proibiva di entrare nelle chiese, si proibivano i matrimoni religiosi, chi era in qualche modo legato ad una certa struttura non poteva evidentemente nemmeno battezzare i figli. Quest’uomo invece continuava in una piccola realtà fatta di casolari dispersi a riunire la sua gente, con un’educazione fortemente legata al Vangelo, un’educazione alla Messa domenicale e all’Eucaristia, e poi soprattutto riuniva i giovani in un’esperienza cristiana, coinvolgendoli in particolare nell’Azione Cattolica. Quindi, è diventato un prete evidentemente scomodo, che veniva a contrastare un disegno che, in quel momento, si stava realizzando purtroppo". Don Francesco Bonifacio ha subito il «martirio in odio alla fede». Lo stesso Giovanni Paolo II, il papa polacco che contribuì a far crollare il Muro, parlò apertamente delle vittime dei regimi comunisti come di «martiri del nostro secolo».
«Con grande gioia - si legge nella nota inviata dalla diocesi e firmata dal vescovo Ravignani - annuncio alla Chiesa Cattolica che è in Trieste, alle Chiese Sorelle di Capodistria (Slovenia) e di Parenzo-Pola (Croazia) ed alla altre Chiese e Comunità cristiane presenti a Trieste che il Santo Padre Benedetto XVI in data 3 luglio 2008 ha riconosciuto il martirio del venerabile Servo di Dio don Francesco Bonifacio, morto in odium fidei l'11 settembre 1946».
Omelia di Mons. Eugenio Ravignani in occasione della S. Messa in ricordo del beato Francesco Bonifacio, celebrata a Grisignana (Trieste) il 15 novembre 2008.
Data della festa del Beato don Francesco Bonifacio, 11 settembre


